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Bolaffi, in arrivo l’asta dei manifesti cinematografici del 900

Bolaffi, in arrivo l’asta dei manifesti cinematografici del 900Milano, 21 ott. (askanews) – Una selezione trasversale ed eclettica, che attraversa il XX secolo e offre incursioni nel XXI: sono 730 i lotti protagonisti dell’asta di manifesti cinematografici, in programma giovedì 24 ottobre alle ore 10 in modalità internet live sul sito di Aste Bolaffi (www.astebolaffi.it).


L’asta si apre con un insieme di manifesti dedicati al precinema e al cinema muto, tra i quali spiccano Cabiria di Leopoldo Metlicovitz con la famosa scena dell’incendio delle navi romane (lotto 15, base 6.500 euro) e il raro trittico illustrato da Carlo Nicco per una versione di Hamlet del 1917 (lotto 16, base 1.500 euro). In questo capitolo si trova il top lot dell’asta: il celebre manifesto realizzato dall’artista russo Aleksandr Rodcenko per il capolavoro di Ejzenštejn La corazzata Potëmkin, “sacro Graal” per i collezionisti più raffinati (lotto 25, base 30 mila euro). Il cinema italiano è rappresentato da numerosi titoli di grande fama: Ladri di Biciclette di Ercole Brini (lotto 50, base 4 mila euro), I vitelloni e La dolce vita nell’ambita edizione del 1960 illustrata da Giorgio Olivetti (lotto 148, base 9 mila euro).


Il cinema internazionale spazia tra generi e titoli: dal western e i classici dell’Età d’oro di Hollywood con le star più acclamate – come L’inarrivabile felicità illustrato da Anselmo Ballester (lotto 496, base 2 mila euro) – ad alcuni poster dedicati al maestro del brivido Alfred Hitchcock, fino a una selezione relativa a pellicole interpretate da Gina Lollobrigida. Chiude l’asta una divertente ed eterogenea selezione di titoli B-movie, dalle basi d’asta contenute, di appeal per chi muove i primi passi in questo affascinante ambito del collezionismo.

Gallerie d’Italia, a Torino la natura americana di Mitch Epstein

Gallerie d’Italia, a Torino la natura americana di Mitch EpsteinMilano, 16 ott. (askanews) – Intesa Sanpaolo apre al pubblico dal 17 ottobre 2024 al 2 marzo 2025 alle Gallerie d’Italia – Torino la mostra “MITCH EPSTEIN. AMERICAN NATURE”, la più importante retrospettiva del fotografo americano. L’esposizione, curata da Brian Wallis (CPW – Center for Photography at Woodstock), presenta per la prima volta riunite le serie fotografiche più significative degli ultimi vent’anni di Mitch Epstein in cui esplora i conflitti tra la società americana e la natura selvaggia nel contesto del cambiamento climatico globale: American Power, Property Rights e Old Growth.


In American Power l’artista si concentra su come le nazioni e gli interessi privati sfruttano la natura, documentando l’impatto della produzione e del consumo di energia sul paesaggio e sulla popolazione degli Stati Uniti. Dal 2003 al 2008 Epstein ha viaggiato per il Paese per fotografare i siti di produzione di combustibili fossili e di energia nucleare, nonché le comunità che vivono accanto ad essi. Nella serie fotografica Property Rights, Mitch Epstein si domanda a chi appartenga la terra e chi ha il diritto di sfruttarne o saccheggiarne le risorse. Queste fotografie indagano le complesse dinamiche della proprietà terriera in un paese basato sull’espansione coloniale e sullo sviluppo industriale. Epstein ha iniziato la serie Property Rights nella riserva Sioux di Standing Rock nel 2017. Le sue conversazioni e le sessioni di ritratti con gli anziani nativi lo hanno ispirato a cercare altri conflitti fondiari, in cui la gente comune ha creato movimenti straordinari per difendere la terra dalle acquisizioni da parte del governo e delle imprese.


L’ultima opera di Epstein, Old Growth – di cui si presenta in anteprima una parte commissionata da Intesa Sanpaolo – celebra le antiche foreste sopravvissute in regioni remote degli Stati Uniti. La quasi totalità delle antiche foreste americane, circa il 95%, è stato infatti distrutto nel secolo scorso. Epstein ha deciso di fotografare singoli alberi e biosistemi interdipendenti che sono sopravvissuti per secoli, molti per millenni. Le sue fotografie, di grande formato, immergono i visitatori in una natura selvaggia primordiale non alterata dagli esseri umani, celebrando la maestosità e la resilienza di questi antichi regni viventi ed evidenziando ciò che l’uomo rischia di perdere a causa della crisi climatica. Oltre a queste tre serie fotografiche, alla produzione fotografica di Epstein, nella sala immersiva delle Gallerie d’Italia – Torino, sarà presentato in anteprima il progetto originale di Mitch Epstein Forest Waves, un’installazione video e sonora delle quattro stagioni nelle foreste del Berkshire. Il video dei boschi che circonderà gli spettatori è accompagnato da una colonna sonora ipnotica dei musicisti Mike Tamburo e Samer Ghadry, registrata in quelle stesse foreste. L’Arena delle Gallerie d’Italia – Torino ospiterà inoltre il cortometraggio di Epstein Darius Kinsey: Clear Cut, una raccolta visivamente avvincente di fotogrammi del fotografo di inizio XX secolo Darius Kinsey (1859-1945), che mostra eroici taglialegna in posa accanto a enormi alberi abbattuti nel nord-ovest americano. La proiezione è impostata sulla musica scritta da David Lang ed eseguita dalla violoncellista e cantante Maya Beiser. Insieme, queste due installazioni sono un omaggio alla natura selvaggia americana, un inno a ciò che resta e un’elegia per ciò che è stato distrutto.


“Le fotografie di Mitch Epstein – ha detto Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo – raccontano la bellezza e la fragilità della “natura americana” e in quelle opere spettacolari leggiamo indiscutibilmente l’obbligo di prenderci cura del pianeta. Lavorare con i più grandi fotografi al mondo significa ragionare sull’attualità grazie a un punto di vista privilegiato. Alcune immagini rimarranno per sempre nella nostra memoria per la loro eleganza, delicatezza e forza”.

Arte e territorio, le masche di Giulia Cenci a Rittana nel Cuneese

Arte e territorio, le masche di Giulia Cenci a Rittana nel CuneeseCuneo, 3 ott. (askanews) – Un’opera site-specific di Giulia Cenci sulle alture del Cuneese. A Rittana, nella radura del Chiot Rosa, forte di una storia partigiana e dei racconti di Nuto Revelli, la Fondazione per l’arte moderna e contemporanea CRT, nell’ambito del progetto Radis, ha presentato “Le masche”, lavori nei quali la tipica estetica di Cenci dialoga, sia a livello di materiali sia di forme, con la natura e la storia.


“Radis – ha detto Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione CRT – è un progetto nel quale la fondazione CRT per l’arte crede molto e anche se iniziato soltanto lo scorso anno, l’obiettivo nostro è proprio questo: di radicarci sul territorio, di portare opere, sculture, artisti, curatori, curatrici a visitare questi luoghi dove le opere prendono forma. Quindi per noi è un progetto nel quale crediamo molto, siamo all’inizio, ma speriamo davvero di poterlo portare avanti, soprattutto di poterlo portare avanti, come è stato quest’anno, con una collaborazione di cui noi siamo molto felici con la fondazione CRC, perché questa collaborazione ci ha permesso di realizzare questo immenso lavoro e questa scultura incredibile”. Le forme ibride dell’artista, che sembrano essere fiorite nottetempo nella radura, e già questo è un potente elemento narrativo, è come se osservassero con stupore la vita che accade attorno e sotto di loro, paiono aprire nuove prospettive, partendo proprio dall’evocazione delle masche, figure della tradizione contadina piemontese raccontate da Revelli.


“Le ho volute chiamare così – ha detto Giulia Cenci – per significare quanto l’immaginazione, ma anche le storie di tanti luoghi, di tanti posti possano creare qualcosa di diverso. Diciamo così, i fiori, le masche che vedete qui cercano di unire tante cose che apparentemente non appartengono alle stesse radici eppure rifioriscono in qualcosa di diverso, cercano di creare dei piccoli luoghi di accoglienza oppure delle sorte di gabbie, non lo so, mi piace anche stare sempre un po’ in bilico tra le cose e soprattutto volevo in qualche modo far sì che arrivando qui non si avesse la sensazione di vedere un monumento gigante, qualcosa di imponente, ma qualcosa che fosse in grado di mescolarsi nel paesaggio”. Il progetto Radis ha il proprio cuore nella relazione con i territori e nasce con l’obiettivo di portare a disposizione delle comunità delle opere di arte pubblica e nella radura a Rittana le sculture di Giulia Cenci resteranno come installazione permanente. Il lavoro è stato curato da Marta Papini, che ha anche portato al Centro Civico e Culturale del paese il secondo capitolo della mostra collettiva “L’opera al nero”.

Luigi Fassi: Artissima valorizza l’italianità in tutto il mondo

Luigi Fassi: Artissima valorizza l’italianità in tutto il mondoTorino, 17 set. (askanews) – “L’internazionalizzazione è la vera passione di Artissima, a me questa è una parola che sta molto a cuore, perché produrre internazionalizzazione significa produrre nuove opportunità per tutto il territorio e per il Paese intero, significa far conoscere di più quali sono le eccellenze del nostro saper fare, del saper fare italiano. Per quello ci piace anche collaborare con brand di design, permettere anche quel senso del bello all’interno della fiera, ma in generale ormai tradizionale, ad esempio, la maggioranza della partecipazione di gallerie straniera, significa che qui si è creato un effetto hub, cioè un luogo dove vi è un incrocio costante, ricco, intenso di informazioni, che producono un atterraggio anche nei mesi a venire”. Lo ha detto ad askanews Luigi Fassi, direttore artistico di Artissima, la fiera d’arte contemporanea di Torino, la cui 31esima edizione è stata presentata alle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo.


“Pensiamo – ha aggiunto Fassi – a curatori internazionali che vengono qui, aggiornano la propria agenda, e tutto questo ricadrà nella costruzione dei programmi espositivi delle loro rispettive istituzioni. Quindi questo significa avere anche un respiro più lungo e sapere declinare la parola internazionalità come un vettore e un acceleratore di intelligenza che parte da Torino, dal nostro Paese, perché Artissima si sente più che mai fiera guida nell’arte contemporanea dell’Italia tutta, da qui a tutto il resto dell’Europa e del mondo”.

Il Circolo dei lettori compie 18 anni e presenta nuova stagione

Il Circolo dei lettori compie 18 anni e presenta nuova stagioneMilano, 10 set. (askanews) – Vivere è anche, soprattutto questo: trasformarsi. Ogni giorno che passa, ogni minuto trascorso ci cambia, ci fa diventare qualche cosa d’altro. Vivere significa scoprire continuamente il mondo, trovarvi sempre qualcosa di nuovo da vedere, ascoltare e attraversare. Siamo tutti fatti di tante vite. Il Circolo dei lettori compie 18 anni e racconta tante vite e i loro mutamenti inaugurando Come crisalidi. lèggère trasformazioni, la stagione 2024-2025 della Fondazione Circolo dei lettori: uno sguardo sulle metamorfosi del nostro tempo e delle nostre vite, giorno dopo giorno. La Fondazione Circolo dei lettori, tra Palazzo Graneri della Roccia, sede e cuore della programmazione culturale a Torino, il Circolo dei lettori a Novara, il Circolo a Verbania e il Circolo della musica a Rivoli costruisce un involucro di racconto e immaginazione, un dialogo permanente che fino all’estate 2025 ogni giorno porta scrittori e scrittrici, voci del pensiero e delle culture, a incontrare lettori e lettrici.


Il Circolo dei lettori è in città dal 2006: da un’idea di Antonella Parigi realizzata grazie alla Regione Piemonte, una Torino vibrante per la gloria olimpica dava il benvenuto a un luogo nuovo, dedicato ai libri, ai lettori e alle lettrici, agli editori, quelli storici – della città e del Paese – ma anche a quelli meno conosciuti ma fondamentali. Da quell’ottobre 2006, il Circolo dei lettori è diventato un’isola felice per chi mette il libro al centro del proprio quaderno dei desideri: tutti i giorni, per dieci mesi all’anno, uno spazio in cui la felicità e la possibilità di ascoltare e incontrare autori e autrici dal mondo e dall’Italia diventano realtà. Sabato 5 ottobre le sale di Palazzo Graneri della Roccia si accendono per la festa dei 18 anni del Circolo dei lettori. La giornata inizia alle h 11 con I giornali, spiegati bene, la rassegna stampa del Post, appuntamento fisso in via Bogino dal 2018, oggi con il direttore Luca Sofri e Luca Misculin, voce di Morning Weekend. Nel pomeriggio (h 17) al Circolo arriva Abracabook, il progetto della Scuola Holden che ha portato i Book Party anche a Torino, sulla scia dei raduni nati a Brooklyn nel maggio 2023 dal gruppo Reading Rhythms. Al centro di Abracabook c’è l’idea che la lettura possa essere un atto di condivisione. Il Book Party è a tema Come crisalidi: a chi partecipa è chiesto di portare con sé il libro che ha cambiato la propria vita di lettore e lettrice. A seguire, la scrittrice Greta Olivo e altri ospiti guidano una conversazione collettiva per confrontarsi sull’esperienza appena vissuta insieme. La sera le stanze del Circolo si accendono per una grande festa, curata da Giovanni Messina Events, aperta a Torino, al mondo, a chi ama e chi non conosce il Circolo dei lettori. “Molto di questa nuova stagione ruota intorno al fatto che il Circolo diventa maggiorenne. Non è, e non potrebbe essere, una ricorrenza qualsiasi ed io sono orgoglioso di celebrare questo compleanno da presidente della Fondazione. Compiere 18 anni significa acquisire maturità e consapevolezza: e sicuramente il Circolo lo ha fatto. Maturità e consapevolezza non devono essere punti di arrivo, ma piste di decollo. Ricorderemo quindi i traguardi raggiunti ma, soprattutto, lanceremo le sfide del futuro. Di una cosa sono certo: il Circolo non smetterà di crescere, di espandersi, di progettare, promuovere e diffondere Cultura, con la C maiuscola”, ha commentato Giulio Biino, presidente della Fondazione Circolo dei lettori. “Diciotto anni sono un’età meravigliosa, ancora più irripetibile di tutte le altre. Il mondo si spalanca, diventa uno sconfinato spazio di esplorazione. E di colpo tutto cambia, tutto diventa più grande ma anche più a portata di mano, occhi e cuore. Tutto si apre, come il mondo quando la crisalide esce dal suo bozzolo. Questo significa crescere, trasformarsi, trovare ogni giorno un mondo diverso. I diciotto anni del Circolo dei lettori saranno un lungo e spettacolare momento di scoperta: libri, idee, pensieri nuovi e antichi, approfondimento e allegria” ha aggiunto Elena Loewenthal, direttore della Fondazione Circolo dei lettori.


Il programma 2024-25 prevede anche quest’anno quattro grandi festival: Scarabocchi, Torino Spiritualità, Radici e il Festival del Classico.

Cicolo dei Lettori: dai finalisti dello Strega a Italo Calvino

Cicolo dei Lettori: dai finalisti dello Strega a Italo CalvinoMilano, 24 mag. (askanews) – A giugno il Circolo dei lettori è trafitto da un raggio di sole e con nuova luce accoglie grandi appuntamenti di libri e lettura, Europa e mondi, ambiente ed economia, storia e amore: mercoledì 12 giugno il Circolo dei lettori accoglie i finalisti della LXXVIII edizione del Premio Strega per conoscere i racconti, le autrici e gli autori in corsa la notte del 4 luglio al Ninfeo di Villa Giulia a Roma; martedì 4 giugno invece al Circolo si celebra la cerimonia di premiazione del Premio Italo Calvino, il riconoscimento destinato agli scrittori esordienti inediti che avranno come giurati Viola Ardone, Beatrice Manetti, Roberta Mazzanti, Andrea Pomella e Alessandro Zaccuri.


Giugno è mese anche di grandi ospiti e arrivano al Circolo con i loro libri freschi di stampa: Catherine Lacey che, in dialogo con Claudia Durastanti, presenta la storia di una vedova che decide di ricostruire il misterioso passato della moglie e scriverne la biografia definitiva; Mathieu Belezi con un libro che ha sconvolto la Francia, la guerra d’Algeria, la storia coloniale, le ferite ancora sanguinanti; Pegah Moshir Pour scrive di Tehran in un romanzo capace di trascinare chi lo legge così vicino al cuore dell’autrice da fargli sentire l’odore caldo del tè chai; Alessandro Perissinotto ripercorre la cosiddetta “strage di Torino” attraverso gioie, drammi e misteri della famiglia Traversa; Federica De Paolis disegna il ritratto di una madre luci e ombre, un tagliente spaccato di famiglia della borghesia romana; il Circolo porta ad Alba Cathy La Torre e il suo “bignami” con gli strumenti necessari a coltivare l’amore senza cercare di compiacere gli altri e annullare se stessi e soprattutto per non confonderlo con ciò che è reato; Marco Aime ci porta la riflessione sull’esperienza antropologica, che consiste innanzitutto nell’instaurare relazioni con le persone del luogo e nel tentare di ricostruire eventi culturali e narrazioni diverse; Sara Rattaro con la storia del genio ossessivo di Marie Curie che ci invita a riflettere sulle sfide che le donne affrontano ancora oggi nel campo scientifico e in molte altre aree della società; nelle pagine di Giorgio Biferali, in attesa della nascita del primo figlio, ripensa la propria esistenza, esplorando il senso sfuggente del cambiamento; Beppe Conti racconta le imprese storiche, i retroscena, i misfatti dei leggendari protagonisti del Tour de France; nelle pagine di Roberto Barbolini il politically correct, body positivity e cancel culture si mischiano a citazioni e nomi di altre epoche mostrando le incongruenze di un tempo, ma soprattutto quelle di oggi; Nicola Gardini al Palazzo Reale Mutua continua la sua indagine sulla salute e sulla malattia. Giugno al Circolo è anche Festival dell’Economia (30 maggio-2 giugno), che ragiona intorno a Chi possiede la conoscenza – Who knows knowledge, il 27. Festival Cinemambiente (4-9 giugno), Archivissima 24 #passioni (6-9 giugno), con tantissimi pensatori e pensatrici, scrittrici e scrittori, attivisti e politici. Tante storie diverse, tanti e tante ospiti con spunti su cui riflettere insieme per sentirci meno soli e sole sul cuor della terra.

”Gemme e pietre”, al via la Valenza Jewelry Week

”Gemme e pietre”, al via la Valenza Jewelry WeekRoma, 12 mag. (askanews) – Al via dal 16 al 18 maggio la Valenza Jewelry Week. L’evento, realizzato dal Comune di Valenza in collaborazione con Roma Jewelry Week e Fondazione Mani Intelligenti, è volto alla valorizzazione della cultura del gioiello e delle arti orafe nonché del patrimonio storico e immateriale di uno dei distretti orafi più importanti d’Italia.


L’evento, che nasce dalla volontà degli ideatori della Roma Jewelry Week di portare il progetto anche in altre città d’Italia, avrà un programma diffuso, come anticipato durante la mostra “Ri-Trovamenti. Il gioiello tra Roma e Valenza”, realizzata al Museo Napoleonico di Roma. La mostra nella Capitale ha visto la partecipazione dei Maestri orafi valenzani in dialogo con quelli della Neo Scuola Romana del gioiello contemporaneo, che parteciperanno alla VJW 2024. Protagonisti della Valenza Jewelry Week, dunque, saranno le creazioni di artisti orafi e jewelry designer, studenti, alumni e young talent provenienti da Roma e da tutta Italia, che dialogheranno con quelle dei Maestri orafi valenzani. Il gioiello italiano a Valenza: un incontro volto a valorizzare la creatività italiana, al fine di promuovere l’eccellenza del “saper fare” che ha reso unico il Made in Italy, apprezzato in tutto il mondo. Un patrimonio inestimabile che va preservato e tramandato.


Sarà il primo di una serie di appuntamenti, nella città di Valenza, che darà vita ad un ambiente culturale di discussione e confronto, che possa valorizzare il gioiello in tutte le sue espressioni, dall’alta gioielleria al gioiello contemporaneo. Un percorso che metta in evidenza la grande capacità di creazione italiana, una inedita intesa tra le competenze per far sì che aziende, artisti e designer, possano accompagnare lo sviluppo di una nuova epoca del gioiello italiano. Per l’inaugurazione, che si terrà giovedì 16 maggio, sono previsti due opening delle mostre in programma, uno a Palazzo Valentino – Centro Comunale di Cultura e l’altro al Centro Espositivo dell’Arte Orafa Valenzana; la serata si concluderà con un cocktail e musica jazz. Al Centro Comunale di Cultura è prevista una mostra di gioielli realizzati da aziende, maestri orafi, autori e designer provenienti da tutta Italia, che dialogheranno tra loro e con l’installazione site specific, dedicata al tema della mostra, creata dall’artista Antonio De Luca. I colori delle gemme preziose incastonate nei gioielli esposti si confronteranno con la pittura materica, delicata e al tempo stesso incisiva, proposta dal pittore. In mostra anche una selezione di opere del progetto Filo Doppio curato da Lia Lenti e Domenico Maria Papa. Filo doppio segue concettualmente e rinnova aggiornandolo il progetto, intrapreso già dal 2020, di collaborazione tra artisti e aziende del distretto orafo di Valenza per la progettazione e produzione di opere uniche tra gioielli, opere d’arte da indossare e creazioni inedite sperimentando nuovi contenuti e percorsi creativi.


Saranno in mostra al Centro Comunale di Cultura anche le creazioni di studenti e alumni dell’Istituto Europeo di Design di Roma e di Torino e dell’Accademia Italiana. Gli alumni dello IED Torino presenteranno alcuni progetti realizzati in collaborazione con alcune aziende presenti nel territorio. Presenti anche le scuole valenzane For.Al “Vincenzo Melchiorre”, IIS “Benvenuto Cellini”, ITS GEM i vincitori dello Jewelry Junior Program e le creazioni degli studenti delle primarie di Valenza. Il focus è il Sapere Fare che viene declinato in diverse modalità dai diversi partecipanti. Le aziende valenzane rappresentano una cifra stilistica che è il risultato del lavoro e delle competenze acquisite nel tempo dagli orafi e gioiellieri locali. Artigiani che hanno saputo operare, nel tempo, nel rispetto delle tecniche tradizionali senza, però, rinunciare a guardare al futuro dando vita a creazioni sempre orientate alla alta qualità. Ancora oggi la capacità di ogni azienda di crescere ed evolversi, attraverso un connubio tra tradizione e innovazione, ha fatto sì che il saper fare dell’arte orafa valenzana sia riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.


La neo scuola romana del gioiello contemporaneo lo farà attraverso la storia e la tradizione del Masenza. L’Alteravanguardia- Neo Scuola Romana del gioiello contemporaneo, eredita conoscenze, linguaggi e storie dall’esperienza del gioiello d’artista del caso Masenza degli anni ’60 e ’70, in cui abili artigiani prestarono le loro qualità di tecnica orafa agli artisti del ‘900. Figli e allievi di seconda e terza generazione proseguono nello stesso filone, definendo il gioiello forma espressiva indirizzata a divenire baluardo concreto della conoscenza intellettiva opposta all’idea tecnologica del contemporaneo. Il gruppo rivendica la sofisticata manualità, la competenza, l’innovazione in rapporto alla tradizione, ma soprattutto la costruzione di una nuova dimensione della conoscenza. Ogni opera gioca su stratificazioni e slittamenti di pratiche il cui fine è il racconto di una realtà altra, vista dall’autore che dal tempo presente intende catturarne vizi e virtù. La materia preziosa e la gemma non esprimono il mero valore estetico e intrinseco, piuttosto sono funzionali alle varie categorie del racconto, poiché essere Alterità significa anche riappropriarsi del piacere di vivere e trasmettere esperienze (Claudio Franchi Curator). Gli artisti e i designer del progetto Incinque Jewels e quelli selezionati dalla RJW provenienti da tutta Italia, coniugheranno la tecnica con l’estro creativo per rappresentare il saper fare italiano, plasmando le pietre seguendo i mutamenti della natura e della propria cifra stilistica. In questo contesto l’esperienza della galleria Incinque Open Art Monti di Roma, come residenza d’artista dedicata al gioiello contemporaneo, offre uno spunto per un ulteriore dialogo tra gli artisti stessi. Il progetto Filo Doppio presenta il concetto del “saper fare attraverso lo spirito dell’arte” come nuovo spazio di trasformazione creativa e consapevole della materia e come nuova dimensione della sostenibilità del distretto orafo valenzano. I dialoghi instaurati tra gli artisti e i maestri orafi di Valenza sono i veri protagonisti, un lavoro di tessitura che ha messo in comunicazione personalità animate dal comune intento di dare risposta formale e funzionale al desiderio ineludibile di generare bellezza. Gli artisti e gli orafi si sono impegnati nella ricerca di una trasformazione creativa e consapevole della materia per dare vita a gioielli a vocazione artistica. In quattro anni sono stati coinvolti ventiquattro artisti e venti realtà orafe nella realizzazione di ventisei opere originali. Al Centro Espositivo dell’Arte Orafa Valenzana sarà allestita una mostra dedicata alla prestigiosa tradizione orafa di Valenza.

Salone Torino, verso la Buchmesse: Italia con Magris e Maraini

Salone Torino, verso la Buchmesse: Italia con Magris e MarainiMilano, 9 mag. (askanews) – “1988-2024, l’Italia a Francoforte: radici e futuro”. Questo è il titolo del panel organizzato oggi al Salone del Libro di Torino da Italia Ospite d’Onore alla Fiera del Libro di Francoforte 2024. Moderato da Carola Carulli, giornalista del Tg2, nella Sala Blu è andato in scena un dialogo tra Mauro Mazza, Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle attività connesse alla partecipazione dell’Italia di ottobre prossimo e Stefano Rolando, ex capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri e suo ‘omologo’ nel 1988. Un confronto tra passato e futuro sulla scia delle ‘Radici nel futuro’ scelte come motto della partecipazione italiana alla 76esima edizione della Buchmesse. Così come 36 anni fa, le strade di Francoforte e Torino sono tornate ad incrociarsi: Il 2024, oltre a consacrare il ritorno della cultura italiana in primo piano a Francoforte, verrà ricordato anche per il tedesco scelto come lingua ospite d’onore al SalTo.


Mentre il 1988 non è stato solo l’anno dell’ultima partecipazione dell’Italia come Ospite d’Onore alla Buchmesse, ma anche quello della prima edizione del Salone. Il panel è stato anche l’occasione per una piccola anticipazione sul programma editoriale, curato da Aie, che verrà annunciato nella città tedesca il prossimo 28 maggio: il Commissario Mazza, infatti, ha svelato che ne faranno parte due nomi storici della letteratura italiana come Claudio Magris e Dacia Maraini, ma insieme a loro ci saranno anche Anna Giurickovic Dato, Maddalena Fingerle e Alice Urciuolo, tre giovani e talentuose autrici, tutte nate dopo il 1988.

Asta Bolaffi di moderno e contemporaneo: in visione dal 9 maggio

Asta Bolaffi di moderno e contemporaneo: in visione dal 9 maggioMilano, 7 mag. (askanews) – Oltre 380 lotti, che illustrano i protagonisti e le principali correnti artistiche dell’ultimo secolo, compongono il catalogo dell’asta di arte moderna e contemporanea, in programma mercoledì 15 e giovedì 16 maggio in Sala Bolaffi a Torino e in modalità internet live su astebolaffi.it.


Si comincia con la sezione Manifesti, stampe e multipli che si apre con due poster rari e preziosi: la locandina della rivista Ver Sacrum (Primavera sacra, organo ufficiale del Vereinigung Bildender Kunstler Oesterreichs, il gruppo responsabile della Secessione viennese) opera del principale esponente della Wiener Secession, Gustav Klimt (lotto 1, stima 13mila-16mila euro), e la litografia del 1922 con cui Theo Van Doesburg e Kurt Schwitter promossero la loro tournée per diffondere il “Vangelo Dada” in Olanda. Come il poster di una band contemporanea, il raro volantino per la Kleine Dada Soirée è insieme oggetto d’arte, souvenir e programma di eventi (lotto 2, stima 8mila-12mila euro). Tra le altre opere di spicco si segnalano quelle di Duchamp, Warhol, Mirò, Calder e Guttuso. La seconda sezione di opere uniche offre un excursus della storia dell’arte del Novecento a partire da un interessante nucleo di lavori di Sonia Terk Delaunay, tra cui due studi degli anni Venti dei famosi costumi per i balletti (lotti 76 e 146, stime 12mila-16 euro e 18mila-25mila euro).


Sono presenti i grandi maestri del XX secolo: da Massimo Campigli, Filippo De Pisis e i fratelli Giorgio De Chirico e Savinio – il primo con Vita silente, lotto 98, stima 40mila-60mila euro e il secondo con Les roses, lotto 83, stima 30mila-40mila euro) – a Felice Casorati e Fausto Pirandello, qui rappresentati da due straordinarie nature morte degli anni Quaranta (lotto 90, stima 30mila-40mila euro, e lotto 99, stima 18mila-25mila euro) Il catalogo arriva fino ai giorni nostri passando per grandi protagonisti dell’Informale, come Salvatore Emblema, Giulio Turcato e Piero Ruggeri, avanguardie pop – Mario Schifano e Franco Angeli – e avanguardie ancora più recenti, rappresentate da Salvo e Nicola De Maria, quest’ultimo in asta con un’importante pittura, tecnica mista su carta geografica riportata su tela (Onde dentro il regno dei fiori, lotto 175, stima 25mila-35mila euro). Impreziosisce la proposta un’opera del terzo periodo di Antonio Ligabue raffigurante un insolito canguro (lotto 112, stima 28mila-35mila euro). Tra le curiosità si segnalano infine due acquerelli unici e rari di Guido Crepax (Senza titolo e Valentina allo specchio, lotti 176 e 177, stime 9mila-14mila, 8mila-12mila euro).

Asta di Design con Pesce, Scarpa, Gio Ponti l’8 maggio da Bolaffi

Asta di Design con Pesce, Scarpa, Gio Ponti l’8 maggio da BolaffiMilano, 29 apr. (askanews) – Aste Bolaffi preseta una nuova asta di design mercoledì per 8 maggio allo Spazio Bolaffi a Torino (corso Verona 34/D) con un catalogo di oltre 450 lotti, tra opere di design e di arte decorativa del XX secolo. Protagonisti i grandi progettisti italiani, da Gio Ponti ai BBPR, passando per Gaetano Pesce, Carlo Scarpa e Aldo Rossi.


Tra i top lot dell’asta spiccano un raro fondale da camino disegnato da Gio Ponti, presentato alla Triennale del 1930 (lotto 182, base d’asta 1500 euro), una grande ceramica di Ambrogio Pozzi, pezzo unico del 1956 (lotto 229, base 1800 euro), una poltrona “PL44” del 1967 di Franco Albini per Poggi, rivisitazione della prima Fiorenza per casa Albini del 1940 (lotto 133, base 4.000 euro), una “Composizione astratta” su tavola di Ettore Sottsass del 1955 (lotto 132, da 7000 euro) e un divano di circa cinque metri di lunghezza composto da più di 100 elementi in poliuretano espanso di diverse altezze liberamente componibili (lotto 364, base 7000 euro). Da segnalare un nucleo di arredi rappresentativi dell’area radical degli anni ’70 di Archizoom, Superstudio e Roberto Sebastian Matta, tra cui la seduta modulare ideata da quest’ultimo per Gavina nel 1966 (lotto 348, base 3500 euro) e la rara seduta “Sess Longue” di Nani Prina per Sormani (lotto 358, da 2500 euro).


In catalogo, come di consueto, anche una selezione di lampade dei più importanti produttori italiani – Stilnovo, Arteluce, Lumen – e in particolare due lampade a sospensione di produzione Fontana Arte inedite sul mercato (lotti 50 e lotto 68, basi 900 euro ciascuno). Impreziosisce la proposta una sezione di arredi di produzione torinese, lontana dalle logiche industriali e attenta alle avanguardie, con nomi quali Giuseppe Pagano, Nicola Mosso, Piero Gilardi e Toni Cordero.