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Iper passa allo scontrino digitale: in 6 mesi risparmiati 2mila km di carta

Iper passa allo scontrino digitale: in 6 mesi risparmiati 2mila km di cartaMilano, 28 gen. (askanews) – Iper La grande i, catena della gdo parte del gruppo Finiper Canova, ha introdotto lo scontrino digitale tramite QR code o completamente digital in tutti i punti vendita Iper con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e preservare le risorse naturali. L’iniziativa, già attiva, da giugno a dicembre 2024, ha permesso di risparmiare più di 4,6 milioni di scontrini, il corrispettivo di oltre 2.000 chilometri di carta, come un viaggio andata e ritorno tra Milano e Parigi. Inoltre, solo nel mese di dicembre 2024, sono stati quasi 250.000 i clienti che hanno scelto questa modalità più sostenibile nei 22 punti vendita Iper sparsi in 4 regioni italiane.


La digitalizzazione dello scontrino rappresenta un cospicuo risparmio sotto il profilo ambientale e non solo: basti pensare che, secondo dati diffusi dall’insegna, ogni settimana in media vengono emessi nei punti vendita Iper 900 mila scontrini con una lunghezza media della striscia di 50 centrimetri che, se messi in fila, equivale a 450 chilometri, in un anno pari a 23.400 chilometri, ovvero un viaggio di andata e ritorno da San Francisco a Sydney. I clienti in possesso della carta vantaggi e dell’app Iper possono aderire allo scontrino digitale (tramite sito e app) oppure scegliere lo scontrino in formato QR code. In ogni caso, è possibile archiviare e visualizzare in qualsiasi momento gli scontrini digitali nell’area riservata. Tutti gli altri clienti, al momento del pagamento, possono richiedere lo scontrino in formato ridotto con QR Code. Scansionando questo codice con lo smartphone, è possibile visualizzare lo scontrino in formato digitale, completo di tutti i dettagli dell’acquisto.


“Come Gruppo Finiper Canova confermiamo il nostro impegno verso l’adozione di attività volte alla tutela e alla rigenerazione dell’ambiente, scegliendo un approccio circolare per l’uso responsabile delle risorse e la riduzione degli sprechi. Come attori della gdo, abbiamo sentito il dovere di ridurre l’impatto ambientale dei nostri scontrini – spiega Michela Riva, Esg manager del gruppo Finiper Canova – In una prima fase del progetto, abbiamo reso tutti i nostri scontrini Bpa free, sostanza chimica nociva per l’ambiente e la salute, stampandoli su carta certificata Fsc. Dalla fine del 2023 abbiamo lavorato per eliminare il problema alla radice, digitalizzando tutti gli scontrini emessi nei nostri punti vendita, offrendo diverse modalità di conversione alle casse in modo da coinvolgere il maggior numero possibile di clienti nell’adozione della modalità full digital. Proprio in quest’ottica, abbiamo scelto di chiedere ai clienti, ad ogni passaggio in cassa, se desiderassero passare al formato QR code o allo scontrino full digital. I risultati ottenuti finora ci spingono a proseguire in questa direzione, promuovendo attivamente la transizione verso soluzioni sempre più sostenibili”.

Domani al via Fieragricola tech a Verona, focus su innovazione

Domani al via Fieragricola tech a Verona, focus su innovazioneRoma, 28 gen. (askanews) – Al via domani a Veronafiere la quarta edizione di Fieragricola Tech, l’expo-conference dedicata a digital farming, robotica, smart irrigation, energie rinnovabili e biosolutionriflettori puntati sull’innovazione in agricoltura. L’evento si tiene fino al 30 gennaio al Palaexpo della Fiera di Verona, con 102 espositori, più di 50 convegni e 125 relatori.


L’apertura dei lavori di Fieragricola Tech è in programma domani, alle 10, alla Tech Arena; per i saluti intervengono l’amministratore delegato di Veronafiere, Maurizio Danese, il presidente della Commissione Cultura del Comune di Verona, Alberto Battaggia, il presidente della Provincia di Verona, Flavio Massimo Pasini, e l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Federico Caner. Il giorno seguente, giovedì 30 gennaio, ci sarà un focus sulle Tea: opportunità che il nostro Paese deve cogliere in pieno, alle 14, nel Tech Forum Arancio con la presenza del presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, del direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini, del presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Luca De Carlo; con loro Silvio Salvi (presidente della Società italiana di genetica agraria), Eugenio Tassinari (presidente di Assosementi), il professor Mario Pezzotti (genetista dell’Università di Verona), i rappresentanti nazionali delle organizzazioni agricole Ettore Prandini (Coldiretti), Massimiliano Giansanti (Confagricoltura), Gianmichele Passarini (Cia-Agricoltori Italiani), Tommaso Battista (Copagri); Elena Sgaravatti (vicepresidente Assobiotec).

Ue, Confeuro: no a Comitato Ebaf, aumenta livelli burocrazia

Ue, Confeuro: no a Comitato Ebaf, aumenta livelli burocraziaRoma, 28 gen. (askanews) – Non piace a Confeuro l’istituzione del Comitato europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione (Ebaf), una proposta che “sebbene con finalità lodevoli – spiega in una nota Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo – rischia di introdurre ulteriori livelli di complessità e burocratizzazione a livello europeo. La presenza di numerosi nuovi attori, infatti, potrebbe complicare ulteriormente il quadro normativo e politico-istituzionale, già gravoso per gli agricoltori, rallentando decisioni cruciali per il settore e ostacolando interventi tempestivi”-


Sono invece positive per la confederazione le recenti dichiarazioni del Commissario europeo all’Agricoltura, Hansen, che ha sottolineato l’importanza di rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori e promuovere una maggiore cooperazione tra loro. “Si tratta – dice Tiso – di un passo necessario per garantire una filiera agricola più equa e competitiva, in cui i piccoli e medi produttori possano davvero avere un ruolo centrale anche nella determinazione dei prezzi e nella tutela del proprio lavoro”. Per Confeuro dunque servono politiche agricole che mettano al centro gli agricoltori, “con strumenti chiari, snelli e realmente efficaci per sostenere il loro lavoro e promuovere uno sviluppo sostenibile del settore primario. Bisogna passare subito dalle parole ai fatti”.

De Castro: riforma Ig mostra Ue più vicina ad aree rurali

De Castro: riforma Ig mostra Ue più vicina ad aree ruraliRoma, 28 gen. (askanews) – La riforma del Regolamento sulle Indicazioni Geografiche segna “una tappa fondamentale per il settore agricolo e agroalimentare europeo, dimostrando come l’Unione Europea, grazie a una chiara volontà politica, possa sostenere agricoltori e produttori verso sistemi sempre più resilienti e competitivi”. Tuttavia, “l’Europa non può fermarsi qui. Per cogliere il potenziale di crescita delle produzioni di qualità, sarà essenziale il contributo dei produttori e delle filiere ma l’Unione Europea dovrà fare la sua parte. In questo contesto, si attende che l’impegno del Commissario Hansen per la creazione di un piano d’azione dedicato diventi realtà, seguendo l’esempio del settore biologico”. Così in una nota Paolo De Castro, professore ordinario di economia e politica agraria all’Università degli Studi di Bologna.


Secondo De Castro il nuovo Regolamento “rappresenta un modello unico di tutela, gestione e promozione dei prodotti legati ai territori, sinonimo di eccellenza e unicità” ma ora serve un piano “che valorizzi il patrimonio non delocalizzabile delle IG agroalimentari e che coinvolga milioni di operatori, senza confonderlo con esperienze del tutto differenti, come quelle dei sistemi IG artigianali”. “Questa riforma – spiega De Castro – rappresenta l’unico atto legislativo della scorsa legislatura a favore di un settore agroalimentare europeo più competitivo e sostenibile”.


Tra le principali novità del testo unico europeo sulle produzioni di qualità, c’è il rafforzamento dei consorzi, che vedono ampliato il loro ruolo con nuove responsabilità, come la lotta contro le pratiche svalorizzanti e la promozione del turismo legato ai prodotti a denominazione di origine. Ancora, la riforma garantisce una maggiore tutela delle Indicazioni Geografiche a livello globale, con particolare attenzione all’utilizzo online, nel sistema dei domini internet e come ingredienti. Sono inoltre state introdotte misure per chiudere le falle che permettevano lo sfruttamento indebito delle IG, anche attraverso menzioni tradizionali.


Sul fronte della semplificazione amministrativa viene ridotto a meno di un anno il termine massimo per l’esame, da parte della Commissione, delle richieste di registrazione o modifica dei disciplinari delle Indicazioni Geografiche, rendendo il sistema più rapido ed efficiente. Infine, l’etichettatura dei prodotti DOP e IGP dovrà indicare obbligatoriamente il nome del produttore, accompagnata da un rapporto che evidenzi la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del prodotto, oltre al rispetto del benessere animale.

Carloni: da Comagri indagine conoscitiva impatto accordo Mercosur

Carloni: da Comagri indagine conoscitiva impatto accordo MercosurRoma, 28 gen. (askanews) – La Commissione Agricoltura della Camera è al lavoro per avviare una indagine conoscitiva sull’impatto nel sistema agroalimentare italiano dell’Accordo tra UE e Paesi del Mercosur. Lo annuncia in una nota il presidente della Comagri e deputato della Lega Mirko Carloni.


Obiettivo è “analizzare criticamente gli effetti di un accordo sul quale abbiamo da sempre sollevato le nostre perplessità, a partire dall’assenza delle tutele necessarie per i prodotti dell’eccellenza della filiera agroalimentare italiana. Questo settore infatti rischia di pagare lo scotto di scelte ideologiche o di convenienza che poi ricadranno su imprese e cittadini”. Per questo, la Commissione agricoltura della Camera audirà i principali stakeholder del settore agricolo, a partire dalle associazioni degli agricoltori per poi procedere con i rappresentanti delle principali istituzioni competenti in materia, sia italiane che europee, oltre al ministro dell’Agricoltura “per fare la dovuta chiarezza su questo accordo e tutelare senza esitazioni imprese ed eccellenze dei nostri territori”.

Da Comm. Ue ok alla prima Dop di Malta, un formaggio fresco

Da Comm. Ue ok alla prima Dop di Malta, un formaggio frescoRoma, 28 gen. (askanews) – La Commissione Europea ha registrato il primo prodotto alimentare maltese, il “Gbejna tan-naghag”, come denominazione di origine protetta (DOP). Il “Gbejna tan-naghag” è un formaggio fresco a base di latte intero crudo di pecora, prodotto nelle tre isole dell’arcipelago maltese: Malta, Gozo e Comino.


Ne esistono tre varietà: può essere fresco (‘Gbejna tan-naghag’ friska), essiccato all’aria (‘Gbejna tan-naghag’ niexfa) o in salamoia e pepato (‘Gbejna tan-naghag’ tal-bzar). Il processo produttivo richiede una formazione e viene tramandato di generazione in generazione. La ‘Gbejna tan-naghag’ è parte integrante del patrimonio culinario maltese ed è inclusa in diverse ricette tradizionali maltesi. La Commissione ha anche approvato l’iscriione al registro delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) del ‘Trnavský slad’ della Repubblica Slovacca. Si tratta di un malto d’orzo chiaro destinato principalmente alla produzione di birra ottenuto da varietà di orzo coltivate nella pianura di Trnava, nella parte nord-orientale delle pianure danubiane. La coltivazione dell’orzo da malto ha una lunga storia tradizione nella regione, risalente al XVI secolo.

Lollobrigida: prodotti latte crudo, tavolo tecnico a tutela salute

Lollobrigida: prodotti latte crudo, tavolo tecnico a tutela saluteRoma, 28 gen. (askanews) – “Il Governo Meloni è al lavoro per definire in tempi brevi una soluzione che metta in sicurezza i bambini dal rischio di infezioni gravi da escherichia coli contratte mangiando prodotti da latte crudo. In particolare, abbiamo disposto un tavolo tecnico composto da membri del ministero della Salute, del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, dell’Istituto Superiore di Sanità, degli Istituti Zooprofilattici e delle associazioni di categoria per individuare l’etichettatura più efficace possibile che possa avvertire il consumatore finale di tali rischi”.


Lo hanno annunciato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida e Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al ministero della salute, a margine della pubblicazione del decreto. “L’obiettivo – concludono i due esponenti del Governo Meloni – è andare oltre le misure obbligatorie di etichettatura attualmente disposte dall’Unione Europea prevedendo indicazioni aggiuntive in etichetta. Intendiamo così tutelare la popolazione pediatrica nei primi anni di vita e rendere le scelte dei consumatori pienamente consapevoli del rischio di infezione intestinale da ceppi di escherichia coli”.

Gian Luigi Silvestri nuovo presidente di Copagri Marche

Gian Luigi Silvestri nuovo presidente di Copagri MarcheRoma, 28 gen. (askanews) – Il consiglio generale della Copagri Marche, riunitosi alla presenza del vicepresidente nazionale della Copagri Giovanni Bernardini, ha eletto Gian Luigi Silvestri presidente della Federazione per il prossimo mandato, in sostituzione del dimissionario Andrea Passacantando.


Silvestri, 48 anni, è un agrotecnico forestale con un passato nell’Arma, impegnato in prima persona da anni nella promozione e nello sviluppo dell’agroalimentare marchigiano e nazionale. Collabora da diversi anni con la Copagri Marche e segue da oltre un decennio l’azienda agricola, l’agriturismo e il ristorante dello chef Enrico Mazzaroni, cui è stata recentemente confermata la Stella Michelin, conquistata nel 2022, e assegnata la Stella verde della sostenibilità. “Tra i miei principali impegni ci sarà quello di promuovere e supportare le aziende agricole marchigiane, individuando soluzioni sempre più innovative che possano aiutarci a crescere e prosperare in un contesto sempre più competitivo”, ha detto Silvestri. “Riserverò particolare attenzione all’importanza della sostenibilità e della tre anime che la compongono, ovvero economica, sociale e ambientale – ha proseguito Silvestri – l’agricoltura, infatti, è un settore intrinsecamente legato all’ambiente che lo circonda e deve evolversi in armonia con esso, rispettando e preservando le risorse naturali attraverso pratiche agricole sostenibili e innovative, che coniughino produttività e rispetto del territorio”, ha concluso Silvestri, ricordando l’importanza dell’agricoltore quale custode dell’ambiente e del territorio, figura riconosciuta pochi mesi fa dopo un percorso avviato dalla Copagri Marche nel 2015.

Agricoltura, da Agrifish nuovi strumenti contro pratiche sleali

Agricoltura, da Agrifish nuovi strumenti contro pratiche slealiRoma, 28 gen. (askanews) – “La presidenza polacca lavorerà alla semplificazione della politica agricola comune. L’obiettivo dovrebbe essere quello di semplificare la vita degli agricoltori e ridurre l’onere amministrativo. Abbiamo anche parlato di semplificare la procedura di risoluzione della PAC e c’è un chiaro sostegno da parte dei ministri in merito”. Lo ha detto Czeslaw Siekierski, ministro polacco per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, al termine dell’Agrifish, il Consiglio europeo dei ministri dell’Agricoltura e della Pesca tenutosi ieri a Bruxelles. Un incontro che ha visto sul tavolo tra i temi principali la procedura annuale di verifica delle prestazioni e alle misure obbligatorie in materia ambientale e climatica, la cosiddetta architettura verde e le due proposte legislative presentate dalla Commissione Europea che mirano a rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare e a aumentare il contrasto alle pratiche commerciali sleali. Oltre al discusso accordo Ue-Mercosur.


Nel dettaglio, la proposta di regolamento sull’applicazione transfrontaliera delle pratiche commerciali sleali (UTP) punta a rafforzare l’applicazione nelle relazioni tra imprese nella filiera agricola e alimentare, mentre le modifiche mirate proposte al regolamento sull’organizzazione comune dei mercati (OCM) mirano a raggiungere un livello più elevato di fiducia tra gli attori, attraverso misure quali migliori regole per i contratti tra agricoltori e acquirenti, meccanismi di mediazione obbligatori e potenziamento delle organizzazioni di produttori e delle loro associazioni. Positiva l’accoglienza dei ministri rispetto alle due proposte, anche se alcuni stati membri si sono detti scettici sulle modifiche all’OCM, tra cui l’introduzione di un meccanismo di mediazione obbligatorio, l’uso generalizzato di contratti scritti e misure per incoraggiare gli agricoltori ad aderire alle organizzazioni di produttori. Diversi ministri hanno invece espresso preoccupazioni circa il potenziale onere amministrativo e finanziario. Sono state inoltre richieste una valutazione d’impatto delle proposte, ulteriori lavori a livello tecnico e modifiche che riflettano le recenti raccomandazioni avanzate dal Gruppo ad alto livello sulla politica vitivinicola, come chiesto anche dal ministro dell’Agricoltura italiano Francesco Lollobrigia.


Sul fronte dell’accordo Ue-Mercosur, sottolineando l’importanza del commercio agroalimentare per il settore agricolo dell’UE, in particolare alla luce delle attuali incertezze geopolitiche, si è discussa la possibilità di una riserva di almeno 1 miliardo di euro per assicurare contro qualsiasi potenziale impatto negativo dell’accordo. Gli Stati membri hanno anche chiesto un’ulteriore valutazione degli effetti cumulativi del commercio agroalimentare sul settore agricolo dell’UE, sottolineando la necessità di un allineamento degli standard di produzione negli scambi con i paesi terzi. La Commissione ha quindi preso atto della richiesta dei ministri di un’ulteriore analisi dell’impatto degli accordi commerciali sugli agricoltori UE e ha rilevato la necessità di un ambiente commerciale più stabile in relazione al commercio agroalimentare con l’Ucraina.


Infine, per quanto riguarda l’architettura verde, diversi Stati membri hanno sostenuto che l’onere finanziario e amministrativo della procedura di verifica delle prestazioni è eccessivo e hanno chiesto alla Commissione di modificare la legislazione di base della PAC; altri ministri hanno chiesto maggiore flessibilità nell’attuazione dell’architettura verde, ad esempio limitando i requisiti a quanto strettamente necessario, fornendo ulteriori deroghe o aumentando i premi per gli agricoltori. Diversi ministri hanno sottolineato la necessità di una maggiore efficienza e flessibilità quando si modificano i piani strategici della PAC. Il Commissario ha ribadito il suo impegno a ridurre l’onere amministrativo per gli agricoltori e ha osservato che avrebbe proposto la rimozione del requisito di verifica annuale delle prestazioni come parte di un ulteriore pacchetto di semplificazione durante la prima metà di quest’anno.

Spesa pubblica in agricoltura: nel 2022 erogati 2,5 mld

Spesa pubblica in agricoltura: nel 2022 erogati 2,5 mldRoma, 28 gen. (askanews) – Nel 2022, i pagamenti erogati dalle Regioni per l’agricoltura sono più di 2,5 miliardi di euro. Le regioni che hanno erogato il maggior numero di risorse per il settore sono: la Sardegna (311,5 milioni di euro), la Calabria (296 milioni di euro), la Sicilia (249,6 milioni di euro), il Veneto (231,1 milioni di euro) e la Puglia (189,4 milioni di euro). È quanto emerge dalla fotografia scattata nel III trimestre del 2024 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia.


In Italia, i pagamenti per occupato nel 2022 sono pari a 2.869 euro. Si allontanano dal dato medio nazionale con valori più elevati la Valle d’Aosta (15.510 euro), la Lombardia (12.242 euro), la Sardegna (10.079 euro) ed il Trentino Alto Adige (7.531 euro). Valori più bassi si riscontrano in Liguria (174 euro) e in Campania (1.528 euro). Le variazioni in aumento più consistenti (2022 rispetto al 2021) sono in Campania (61%), in Umbria (50%), in Abruzzo (47%), in Veneto (46%) e in Sardegna (44%). Mentre, quelle in diminuzione, sono in Basilicata (-29%).


Complessivamente, spiega il bollettino del Crea, la spesa pubblica per l’agricoltura nel 2022 è pari a 12.294 milioni di euro, di cui 10.720 riguardano i trasferimenti e 1.574 le agevolazioni. La spesa agricola finanziata con risorse regionali nel 2022 rappresenta una parte limitata, pari al 20,2% della spesa complessiva destinata al settore, in diminuzione rispetto al 2021 (14,1%). Infatti, il sostegno pubblico in agricoltura (escluse le agevolazioni) deriva principalmente da risorse comunitarie, che costituiscono il 73,8% del totale. L’incidenza delle risorse comunitarie sul totale è più alta al sud (69,2%) e al centro (69,2%), rispetto alle isole (65,6%) e al nord (59,6%). In alcune regioni le politiche comunitarie rappresentano circa oltre il 70% del sostegno agricolo complessivo (Umbria, Marche, Puglia, Campania, Basilicata, Molise).


Le politiche nazionali incidono sulla spesa complessiva per il 5,2%; mentre le agevolazioni (tributarie e contributive) presentano un valore più alto (12,8%), in diminuzione rispetto al 2021 (18,4%). Tra le agevolazioni il peso maggiore, poco più del 91%, è relativo a quelle tributarie, mentre quelle contributive si assestano all’8,8%.