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Conto a rovescia per la Michelin, 16 i nuovi Bib Gourmand in guida

Conto a rovescia per la Michelin, 16 i nuovi Bib Gourmand in guidaRoma, 29 ott. (askanews) – Sono 16 i nuovi ristoranti Bib Gourmand nella settantesima edizione guida Michelin Italia 2025 che sarà presentata il prossimo 5 novembre al Teatro Pavarotti-Freni di Modena. Nove delle 16 novità 2025 sono ristoranti selezionati e inseriti nella Guida Michelin in corso d’anno e oggi, ricevono la distinzione del Bib Gourmand. Attualmente, quindi, le regioni con più Bib Gourmand sono: Emilia-Romagna con 33 bib, Piemonte con 31 bib, Lombardia con 25 bib, Toscana con 25 bib e Veneto con 18.


“Tra le novità della selezione 2025 troviamo il Ronchi Rò di Dolegna del Collio, un’antica cascina situata sul confine sloveno, che propone una cucina ispirata ai piatti tradizionali della regione e promuove i produttori e i fornitori artigianali locali – spiega Sergio Lovrinovich, direttore della Guida Michelin Italia – A Podenzano troviamo poi l’Ostreria Fratelli Pavesi, che offre piatti della tradizione piacentina talvolta anche in veste moderna mentre, a Teramo, trova spazio la cucina internazionale di Oishi, che unisce alla cucina giapponese i prodotti del mediterraneo. Infine, Bro’s Trattoria a Scorrano, Lecce, dove il must è il forno a legna nel quale si cuociono quasi tutte le specialità presenti nel menu giornaliero: ricette rigorosamente tradizionali, da accompagnare con le pucce salentine, il tipico pane locale, e ottimi antipasti”. Il 5 novembre si scopriranno i nuovi ristoranti Stellati, le nuove Stelle Verdi ma anche i Premi Speciali Michelin, nati per celebrare la diversità dei mestieri dell’industria della ristorazione e i ristoranti premiati con il riconoscimento lanciato durante la scorsa edizione: il premio Passion Dessert, nato per premiare l’alta qualità delle esperienze proposte attraverso i dolci ai propri clienti.

Confcooperative: preoccupa trasformazione Terre D’Oltrepò in Spa

Confcooperative: preoccupa trasformazione Terre D’Oltrepò in SpaRoma, 29 ott. (askanews) – Preoccupa il mondo cooperativo la notizia della trasformazione della cantina cooperativa Terre D’Oltrepò in una Spa. Giovanni Carrara, presidente di Confcooperative Milano e dei Navigli, in una nota esprime “forte preoccupazione per le recenti decisioni che coinvolgono la cooperativa Terre d’Oltrepò. La cooperazione deve agire come strumento a sostegno dei viticoltori, delle loro imprese e del loro reddito. Oggi, alla luce dei fatti, non sappiamo se accadrà. Riteniamo che il piano di costituire una Spa, seppur controllata dalla cooperativa, debba essere portato avanti nel pieno consenso e consapevolezza della base sociale. Il tema sta nel proteggere il valore dell’impresa cooperativa e il lavoro dei viticoltori dell’Oltrepò Pavese”.


Secondo Confcooperative i soci “devono poter comprendere a fondo gli obiettivi della nuova Spa, gli asset trasferiti e il loro valore, certificato da una perizia giurata ascrivibile, sia civilmente che idealmente, alla proprietà di tutti i soci. Oltre agli aspetti burocratici e amministrativi, vi è una dimensione strategica e di governance cruciale per la filiera vitivinicola lombarda, che Confcooperative ha finora tutelato con la sua rigorosa attività di rappresentanza, vigilanza e controllo”. “Non vogliamo entrare nel merito delle strategie aziendali della cantina di costituire una Spa, di questo si sta occupando Fondosviluppo Spa socio sovventore di nostra espressione, tuttavia – ha ribadito Carrara – non possiamo non lanciare un segnale di allerta, condivisa anche da altri stakeholder, guardando alle crescenti tensioni imprenditoriali, economiche e mediatiche, frutto delle note e complesse vicende della cantina, dalle indagini giudiziarie ai repentini cambi di governance e di strategia, fino a quest’ultimo progetto”.

Consorzio Speck Alto Adige Igp lancia nuova campagna in tv

Consorzio Speck Alto Adige Igp lancia nuova campagna in tvRoma, 29 ott. (askanews) – Il Consorzio dello Speck Alto Adige IGP lancia una nuova campagna tv firmata Grey Italia per raccontare l’eccellenza altoatesina come un secondo piatto inaspettato, versatile e sicuro. Si tratta della prima campagna tv dopo 20 anni, che riporta l’eccellenza altoatesina sugli schermi delle principali emittenti televisive italiane. Il claim è il “secondo che non ti aSPECKti” e la campagna nasce con l’obiettivo di riposizionare lo Speck Alto Adige IGP per educare al mangiare sano e di qualità, coinvolgendo anche il target più giovane, che ha una forte cultura alimentare, fa scelte di acquisto consapevoli e informate, e che legge le etichette per scegliere prodotti che siano equilibrati da un punto di vista nutrizionali.


“Siamo orgogliosi di lanciare la nuova campagna dedicata allo Speck Alto Adige IGP che, dopo tanti anni, torna a far parlare di sé e delle sue caratteristiche. Oggi, più che mai, lo Speck Alto Adige IGP si presenta con un nuovo ruolo: non più quello di semplice ingrediente, ma un vero protagonista della tavola. Grazie al gusto delicato ed alle valenze nutrizionali lo Speck Alto Adige IGP si presta ad essere l’antipasto, il secondo o la merenda adatta a tutta la famiglia, anche ai più attenti all’alimentazione come sono gli sportivi”, commenta il presidente del Consorzio Tutela Speck Alto Adige Paul Recla.

La piadina romagnola Igp sarà tutelata in Giappone

La piadina romagnola Igp sarà tutelata in GiapponeRoma, 29 ott. (askanews) – La Piadina Romagnola IGP sarà tutelata in Giappone, dove è stata riconosciuta la registrazione del marchio collettivo “Piadina Romagnola” con la caratteristica effige del galletto, in relazione a “Piadina prodotta in Italia” presso l’Ufficio brevetti giapponese (JPO). In sostanza, all’interno dello Stato nipponico solo i soci del consorzio potranno utilizzare la dicitura “Piadina Romagnola” che tutela il prodotto realizzato nel territorio della Romagna secondo disciplinare.


Non solo: le aziende socie interessate all’esportazione sul mercato giapponese del prodotto IGP dovranno essere autorizzate dal Consorzio per l’utilizzo del marchio (collettivo) del galletto, a ulteriore tutela della “Piadina Romagnola”. Una procedura, quest’ultima, già in vigore negli Stati Uniti, Svizzera e San Marino. “Si tratta di un grande risultato per la Romagna – spiega Alfio Biagini, presidente del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP – Prima di tutto perché mette un ulteriore tassello in difesa del prodotto principe della nostra terra in un mercato importante come il Giappone. In secondo luogo perché può fungere da volano in vista di Expo 2025 che si terrà a Osaka richiamando persone da tutto il mondo”.

A Roma apre Terra, brand milanese del gelato contemporaneo

A Roma apre Terra, brand milanese del gelato contemporaneoRoma, 29 ott. (askanews) – Sarà inaugurato mercoledì 30 ottobre Terra in Piazza di Santa Maria Maggiore, tra i rioni Monti ed Esquilino, il brand di gelato italiano contemporaneo fondato da Gianfranco Sampò a Milano nel 2018. Ogni dettaglio, dalla selezione delle materie prime all’esperienza del delivery, è studiato per creare momenti di piacere e benessere da condividere, con opzioni stagionali, gusti vegani, gluten-free e low-sugar, pensate per essere accessibili a tutti.


Tra i gusti proposti da Terra, classici rivisitati e opzioni più audaci: Caramello al sale di Trapani, Pesto di Mandorle di Noto (senza latte), Pistacchio Siciliano salato; e per chi cerca qualcosa di speciale, Terramisù, Sesamo nero con composta di lamponi (senza latte), e l’innovativo AI Terra – il primo gusto creato con l’intelligenza artificiale – a base di cioccolato bianco, frutti di bosco al balsamico e pepe nero caramellato. Secondo il Metodo Terra ogni singolo gusto viene creato senza basi pronte. Il risultato è un gelato che conta solo il 14% di zuccheri e tra il 2% e il 9% di grassi.

Castellari confermato alla guida di Agrintesa, rinnovato il cda

Castellari confermato alla guida di Agrintesa, rinnovato il cdaRoma, 29 ott. (askanews) – Aristide Castellari è stato confermato alla guida di Agrintesa. L’imprenditore agricolo guiderà Agrintesa per il prossimo triennio e al suo fianco sono stati riconfermati anche i vicepresidenti Alberto Guerra, titolare di un’azienda frutticola a Traversara (RA) e Pier Giorgio Lenzarini, imprenditore agricolo di Valsamoggia (BO). Una fiducia rinnovata sancita dal voto dei 29 membri del nuovo Consiglio di Amministrazione, eletto all’unanimità dai soci della cooperativa fra il 18 e il 24 ottobre, nel corso delle quattro assemblee separate che hanno visto anche l’approvazione del bilancio di Agrintesa relativo all’esercizio 2023-2024.


“Con il nuovo Consiglio di Amministrazione – ha detto Castellari – espressione diretta della nostra base sociale, proseguiremo il percorso avviato da Agrintesa nel segno del rinnovamento, della crescita e degli investimenti per il futuro della cooperativa. Lo faremo con una mission chiara: sostenere tutte le aziende agricole socie valorizzando al meglio le produzioni conferite, investendo in innovazione varietale e tecnologica per favorire lo sviluppo produttivo e commerciale, lavorando insieme per affrontare gli effetti del cambiamento climatico e confermando la nostra vocazione di riferimento produttivo a livello internazionale nella frutticoltura e nella vitivinicoltura”. Il direttore generale Cristian Moretti ha aggiunto: “Agrintesa lavora nel solco della continuità e dell’innovazione che ci ha visto, lo scorso esercizio, inserire a bilancio ben 9,5 milioni di euro di investimenti fra il settore ortofrutta e quello vitivinicolo”.


Approvato anche il bilancio relativo all’esercizio 2023-2024, riferito ad un’annata segnata da eventi climatici estremi che hanno impattato con violenza su diversi areali dove la cooperativa è attiva, dalle gelate primaverili alle alluvioni di maggio 2023: uno scenario che ha visto i conferimenti ortofrutticoli registrare un -37% rispetto all’anno precedente e quelli vitivinicoli chiudere a +7% (ma sempre al di sotto delle medie storiche della cooperativa). Nonostante queste criticità, il valore della produzione di Agrintesa supera i 373 milioni di euro nel bilancio consolidato, con un utile di esercizio consolidato a quota 2 milioni. Cresce anche il patrimonio netto della cooperativa, che raggiunge i 142 milioni di euro.

In Calabria arrivano ‘I giorni dell’olio evo experience’

In Calabria arrivano ‘I giorni dell’olio evo experience’Roma, 29 ott. (askanews) – Nasce l’iniziativa “I giorni dell’olio evo experience”, un evento con degustazioni di olio extravergine di oliva nei diversi locali della Calabria organizzato dal Consorzio di Tutela Olio di Calabria IGP. La manifestazione è dedicata alla scoperta delle eccellenze dell’olio extravergine di oliva calabrese, con una serie di degustazioni guidate per far conoscere ai partecipanti le caratteristiche uniche dell’Olio di Calabria IGP-EVO nei diversi locali della Calabria. La prima tappa è stata a Cosenza, al Cavò Food & Drink.


Durante “I Giorni dell’Olio EVO Experience”, i partecipanti avranno l’opportunità di assaporare diverse varietà di olio extravergine di oliva, scoprendo le peculiarità che rendono unico l’Olio di Calabria IGP-EVO. Ogni degustazione sarà accompagnata da esperti del settore che illustreranno i processi di produzione, i benefici per la salute e i migliori abbinamenti culinari. “L’obiettivo principale dell’iniziativa è valorizzare e promuovere il patrimonio olivicolo calabrese, rafforzando la consapevolezza del marchio Olio di Calabria IGP-EVO e incentivando il consumo di prodotti locali di alta qualità”, ha spiegato il presidente del Consorzio, Massimino Magliocchi, nel corso della prima serata al Cavò.

Copa Cogeca: no al Mercosur, dannoso per agroalimentare Ue

Copa Cogeca: no al Mercosur, dannoso per agroalimentare UeRoma, 29 ott. (askanews) – I sindacati dei lavoratori agroalimentari europei e il settore agricolo respingono fermamente la conclusione dell’accordo commerciale del Mercosur che la Commissione europea ha intenzione di finalizzare al vertice del G20 a Rio de Janeiro il 18-19 novembre. Copa Cogeca, Ceja, Effat e Geopa, che rappresentano gli agricoltori europei e le loro cooperative, i sindacati dei lavoratori e i datori di lavoro nel settore agricolo europeo, sono fortemente contrari alla ratifica di questo accordo e invitano le istituzioni dell’UE e i governi nazionali “ad ascoltare gli agricoltori e i lavoratori agricoli in Europa e a interrompere i negoziati dell’accordo commerciale UE-Mercosur”.


L’esito complessivo dei negoziati FTA UE-Mercosur esporrebbe infatti il settore agroalimentare dell’UE “a una concorrenza sleale con conseguenze negative per i mezzi di sussistenza, i salari, le condizioni di lavoro e l’occupazione degli agricoltori”, spiegano in una nota congiunta. Inoltre, l’attuale bozza “non contribuisce ad aumentare gli standard sociali e ambientali nei paesi del Mercosur e aumenta il rischio di frammentazione delle catene del valore regionali in quei paesi. I lavoratori agricoli e gli agricoltori non possono accettare che il settore agroalimentare venga trattato come merce di scambio per promuovere l’esportazione di altri beni, senza tenere conto dei gravi impatti economici, sociali e ambientali che tali decisioni hanno sul settore primario”.


Secondo i sindacati, la regione del Mercosur ha già una posizione preminente tra i fornitori del mercato dell’UE in molte materie prime e “un’ulteriore apertura del mercato dell’UE alle importazioni agricole del Mercosur, in particolare di prodotti sensibili, come: carne di manzo, pollame e zucchero, esporrebbe il settore agroalimentare dell’UE a un’ulteriore concorrenza sleale”. “Allo stesso tempo – aggiungono – sarà difficile aumentare le esportazioni di prodotti dell’UE verso i paesi del Mercosur a causa della crisi economica in alcuni di questi paesi”.

Parmigiano Reggiano a Washington parla del futuro Dop in Usa

Parmigiano Reggiano a Washington parla del futuro Dop in UsaRoma, 29 ott. (askanews) – Il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha partecipato al Gala organizzato dalla National Italian American Foundation (Niaf), l’organizzazione nazionale di rappresentanza degli oltre 20 milioni di cittadini italo-americani che vivono negli Stati Uniti. Durante la serata una delegazione guidata da Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio, ha incontrato Mariangela Zappia, ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti d’America, Emanuele di Lorenzo Badia, Ufficio affari economici, commerciali e scientifici dell’Ambasciata, e Robert Allegrini, presidente NIAF.


Al centro dell’attenzione, la situazione geopolitica instabile e la necessità di una sempre più stretta collaborazione tra Italia e Stati Uniti attraverso un impegno attivo e proattivo del Consorzio Parmigiano Reggiano. Per il Parmigiano Reggiano, gli Stati Uniti sono il più grande mercato estero, con oltre 14.000 tonnellate esportate nel solo 2023 (+7,7% rispetto al 2022), pari al 22,5% della quota export. Inoltre, nel primo semestre 2024, le esportazioni hanno segnato un +21,7% sullo stesso periodo del 2023 (7.736 tonnellate vs 6.359). Proprio per sostenere la crescita in questo Paese, oltre a consolidare nel 2024 un forte investimento per attività di digital e influencer marketing, un’intensa attività di pubbliche relazioni e media relations, partecipazione a fiere ed eventi, attivazione e presidio dei punti vendita e supporto agli operatori, il Consorzio ha ufficializzato lo scorso 27 luglio (anniversario dei 90 anni dalla fondazione) l’apertura di un ufficio operativo (corporation) negli Stati Uniti.


“Per il Parmigiano Reggiano, gli Stati Uniti sono il principale mercato al di fuori dell’Italia, con oltre 14.000 tonnellate esportate nel solo 2023, pari al 22,5% della quota export”, ha detto Bertinelli. “Tuttavia, siamo preoccupati dal rischio che prenda piede un contesto di misure restrittive al libero commercio dei latticini, in cui vengano presi provvedimenti di tutela che influenzino il mercato colpendo in maniera indiscriminata anche chi, come noi, copre meno del 5% del mercato dei formaggi duri e viene venduto a un prezzo doppio di quello dei Parmesan locali. Riteniamo che imporre dazi su un prodotto Dop come il Parmigiano Reggiano aumenterebbe solo il prezzo per i consumatori americani, senza proteggere realmente i produttori locali”. Il Consorzio crede invece in una collaborazione tra Italia e Stati Uniti, basata sul reciproco riconoscimento delle eccellenze. “Vogliamo lavorare con le istituzioni, le associazioni e le imprese per costruire un futuro in cui i prodotti di qualità, come il Parmigiano Reggiano e le specialità americane, possano circolare liberamente in entrambi i Paesi, senza barriere all’ingresso”.


Secondo Bertinelli l’adozione di dazi contro le Indicazioni geografiche va considerata come uno strumento “non etico”, dannoso per prodotti che sono un vero e proprio patrimonio delle zone d’origine. “Siamo pronti a collaborare con il Niaf, l’Ambasciata e tutti i nostri partner americani per promuovere questa visione e costruire un futuro più equo e sostenibile”.

Cia: accordo GranTerre-Parmacotto rafforza filiera alimentare

Cia: accordo GranTerre-Parmacotto rafforza filiera alimentareRoma, 29 ott. (askanews) – L’intesa tra GranTerre e Parmacotto rafforza il comparto alimentare Made in Italy e può contribuire a quel percorso per un nuovo patto di filiera per la suinicoltura, necessario a dare nuovo impulso alla competitività delle imprese. Così, Cia-Agricoltori Italiani soddisfatta dell’accordo siglato tra il gruppo modenese e quello parmigiano per una nuova aggregazione tra top brand della salumeria italiana.


“Questa operazione è un passo importante e positivamente strategico per il nostro agroalimentare – commenta il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini – In particolare, il comparto suinicolo, che con tutta la filiera rappresenta per l’economia italiana una risorsa rilevante, sia in termini occupazionali che di Pil, merita uno sforzo sempre più corale a salvaguardia e valorizzazione della produttività e delle eccellenze agroalimentari nazionali, che sono qualità a tavola, ma anche tradizioni e territorio. Nuove alleanze tra marchi solidi – ha aggiunto – fanno bene a tutto il Made in Italy e possono agevolare condizioni di mercato più idonee alla crescita. Le difficoltà che da troppo tempo minano nel nostro Paese la suinicoltura, non più solo i costi alti di produzione, ma anche la grande emergenza Psa, richiedono sempre più lungimiranza e coraggio”. La fase agricola (oltre 26mila allevamenti suinicoli) genera un valore di oltre 4 miliardi di euro, con un’incidenza pari al 6,4% del valore complessivo della produzione agricola nazionale, e l’industria dei salumi realizza un fatturato di oltre 9 miliardi di euro con un’incidenza del 4,7% su quello del settore alimentare nazionale. Complessivamente oltre 13 miliardi, per un export che vale 2,3 miliardi di euro.