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Lollobrigida: in Agrifish posta attenzione su allevamenti intensivi

Lollobrigida: in Agrifish posta attenzione su allevamenti intensiviRoma, 27 mag. (askanews) – “Oggi abbiamo trattato diversi temi, dalla stabilità dei mercati alle contingenze legate alla crisi dovuta all’aggressione dell’Ucraina”: lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervistato su Sky TG24 Live In Milano e riferendosi alla riunione in corso dell’Agrifish.


“Dall’Italia è stata posta attenzione anche sugli allevamenti estensivi – ha detto – tra i tanti argomenti sollevati in plenaria anche quello della necessità di un sistema assicurativo che vada incontro alle esigenze degli agricoltori”. Il ministro ha poi annunciato di avere tenuto anche diversi incontri bilaterali rilevanti e di avere incontrato anche il nuovo ministro del Portogallo “che come nazione ci preoccupava peché ha adottato recentemente il Nutriscore: abbiamo avuto però rassicurazioni – ha annunciato Lollobrigida – il ministro portoghese ci ha garantito che quel provvedimento o verrà annullato naturalmente dalla loro Corte oppure verrà revocato. Credo sia un successo”.

Formazione settore carni: quattro partnership per MEatSCHOOL

Formazione settore carni: quattro partnership per MEatSCHOOLRoma, 27 mag. (askanews) – Electrolux Professional Chef Academy, Zanussi Professional, UMANA e Forma. Sono le nuove 4 partnership siglate da MEatSCHOOL, l’Academy dedicata alla formazione, informazione e diffusione della cultura della carne bovina, che nel 2023 è entrata a pieno regime, totalizzando oltre 200 persone formate e 130 studenti attualmente in corso, tra lezioni rivolte al personale aziendale, agli aspiranti professionisti e ai meat lovers.


Le aziende, oltre a investire nell’evoluzione formativa dei propri dipendenti, sono alla ricerca di partner per individuare nuove risorse da inserire nei loro organici. In questo contesto, risulta strategico l’accreditamento ottenuto da MEatSCHOOL da Forma.Temp, il Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori interinali, che rende così la scuola il luogo ideale per la formazione destinata ai lavoratori in somministrazione. Questo importante risultato è stato ottenuto grazie alla collaborazione con UMANA – Agenzia per il lavoro, che affiancherà l’Academy in questa nuova proposta formativa. Di rilievo anche le partnership che sono state siglate recentemente fra l’Academy e alcune realtà aziendali leader del settore della ristorazione: a partire dalla collaborazione con Electrolux Professional Chef Academy, che permetterà ai docenti MEatSCHOOL e ad un team di oltre 70 mentori culinari provenienti da diverse parti del mondo dell’Academy Electrolux, di scambiare conoscenze e sperimentare continuamente, con l’obiettivo di valorizzare al massimo la materia prima.


Fino all’accordo con Zanussi Professional, che metterà a disposizione del progetto i suoi migliori dispositivi all’interno della cucina professionale di MEatSCHOOL. Da segnalare anche la collaborazione, nata in occasione di CIBUS 2024, con Carpigiani Gelato University e con Italpepe.

Patatine San Carlo: nel 2023 ricavi a 367 mln, utile sale a 21,7 mln

Patatine San Carlo: nel 2023 ricavi a 367 mln, utile sale a 21,7 mlnMilano, 27 mag. (askanews) – Il 2023 per le patatine San Carlo si è chiuso con ricavi consolidati pari a 366,74 milioni di euro, in aumento del 13,27% rispetto ai 323,77 milioni dell’anno precedente mentre l’utile netto è salito del 36,75% a 21,69 milioni di euro (dai 15,86 milioni nel 2022). Il margine operativo lordo (Ebitda) si è attestato a 56,76 milioni di euro (+36,52% rispetto ai 41,58 milioni del 2022), pari al 15,4% dei ricavi netti, grazie a una crescita significativa dei volumi e al maggior assorbimento dei costi fissi in relazione al miglioramento delle vendite e della produzione. Il risultato operativo (Ebit) è stato pari a 36,46 milioni di euro (+62,98% rispetto al 2022). La posizione finanziaria netta si è mantenuta stabile rispetto a un anno prima a 127 milioni di euro.


Lo scorso anno San Carlo ha “consolidato in Italia la leadership nel mercato chips e snack salati – spiega l’azienda in una nota – Il successo dell’innovazione e del piano di crescita dei volumi nel fuori casa sono le due leve commerciali che hanno fondamentalmente compensato un quadro di costi delle materie prime ancora molto critico. Alla crescita del gruppo contribuisce anche la ripresa dello sviluppo del brand sul fronte internazionale”. Anche l’assemblea di Unichips Finanziaria, la holding che controlla San Carlo gruppo alimentare, ha approvato il bilancio civilistico che registra un utile di 8,9 milioni di euro, in crescita rispetto agli 8,1 milioni dell’anno precedente.


“Sono molto soddisfatta – dichiara Susanna Vitaloni, presidente e amministratore delegato di San Carlo gruppo Alimentare – dei buoni risultati di bilancio in un anno ancora difficile. Abbiamo puntato sull’innovazione di prodotto, sulle nuove tecnologie e sull’efficienza della catena logistica. Questa strategia, accompagnata da un grande lavoro di squadra, è stata premiante in questi anni di turbolenza dei mercati. Abbiamo affrontato insieme le sfide del momento e ne siamo usciti ancora più forti”. Il gruppo ha inoltre intrapreso un significativo percorso di valutazione e potenziamento della sostenibilità aziendale in ottica Esg, elaborando un piano di sostenibilità che guiderà le azioni future.

Appello FederBio per voto europeo: sostenere agroecologia

Appello FederBio per voto europeo: sostenere agroecologiaRoma, 27 mag. (askanews) – Appoggiare politiche sostenibili che incentivino la transizione verso un’agricoltura resiliente e giusta come quella biologica fondata su pratiche non solo benefiche per l’ambiente, ma anche economicamente sostenibili. Dalla Festa del BIO Anteprima Terra Madre, FederBio lancia un appello in occasione delle consultazioni elettorali europee, condividendo il Manifesto “Elezioni Europee 2024 – per aree rurali vitali e sistemi alimentari sostenibili” di IFOAM OE, la Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica.


FederBio e IFOAM Organic Europe propongono quindi sei priorità che dovranno essere affrontate durante il prossimo mandato politico: ripensare la Politica Agricola Comune per promuovere la biodiversità e sostenere pratiche estensive; rafforzare l’economia e la sostenibilità dei sistemi alimentari attraverso gli appalti sostenibili; migliorare la scelta dei consumatori attraverso la sensibilizzazione sul costo reale del cibo e la promozione del biologico; migliorare la scelta dei consumatori contrastando il greenwashing; incoraggiare l’innovazione guidata dagli agricoltori promuovendo il biocontrollo e infine incoraggiare l’innovazione guidata dagli agricoltori attraverso l’istruzione, l’innovazione e la conoscenza. “È giunto il momento di agire con determinazione per proteggere il nostro Pianeta e assicurare un futuro sostenibile per le generazioni a venire – ha detto Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio – Ecco perché abbiamo deciso di condividere in questo particolare momento, il Manifesto IFOAM OE, che fornisce una roadmap chiara, affinché i decisori politici europei possano adottare politiche green che rimettano al centro sistemi agroalimentare sostenibili, resilienti e rispettosi delle persone e degli ecosistemi”.


Al primo punto del Manifesto condiviso da FederBio, IFOAM OE ha posto la riconsiderazione della Politica Agricola Comune (PAC). Si chiede di riconoscere il ruolo dell’agricoltura biologica nel fornire benefici ambientali, economici e sociali, incentivando la transizione verso standard più elevati, anche attraverso la riduzione della complessità amministrativa e introducendo incentivi economici.

Giacomo Ponti confermato a presidenza di Italia del Gusto

Giacomo Ponti confermato a presidenza di Italia del GustoRoma, 27 mag. (askanews) – Giacomo Ponti, presidente dell’omonima società, è stato confermato al vertice di Italia del Gusto, il primo consorzio privato di imprese attive nel comparto alimentare e vinicolo italiano, che oggi rappresenta 30 aziende associate con un fatturato aggregato di 25 miliardi di euro. È quanto ha stabilito l’assemblea dell’associazione, svoltasi presso l’APE Parma Museo che sta ospitando la mostra Mare Nostrum promossa dall’azienda associata Delicius in occasione del suo 50esimo anniversario, che ha sancito la composizione del nuovo board consortile.


Il neo costituito Consiglio direttivo ha definito la conferma alla vicepresidenza di Alberto Auricchio, amministratore delegato della Gennaro Auricchio SpA, e di Gabriele Noberasco, presidente di Noberasco SpA, e l’ingresso in qualità di consigliere di Matteo Zoppas, attuale presidente dell’Agenzia ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) e consigliere di amministrazione di Acqua Minerale San Benedetto SpA. “La nomina a Presidente di Italia del Gusto per un nuovo mandato è un segno di rinnovata fiducia e stima da parte delle imprese che animano la nostra realtà associativa – ha detto Ponti – di cui sono orgoglioso. Desidero esprimere la mia gratitudine a coloro che hanno confermato la mia posizione di responsabilità. Sono fermamente determinato a svolgere questo ruolo mettendo a disposizione tutte le mie energie e competenze, con un approccio di collaborazione e ascolto verso tutti gli associati”.

Conserve Italia assume 1.350 stagionali per raccolta pomodoro

Conserve Italia assume 1.350 stagionali per raccolta pomodoroRoma, 27 mag. (askanews) – Conserve Italia è pronta ad assumere circa 1.350 lavoratori stagionali per le attività di trasformazione del pomodoro da industria, che saranno impegnati tra la seconda metà di luglio e la fine di settembre negli stabilimenti del Gruppo cooperativo.


Nel dettaglio, l’azienda assumerà 500 addetti per il sito di Pomposa (FE), 200 per quelli di Ravarino (MO) e XII Morelli (FE), 200 per Albinia (GR) e 450 per Mesagne (BR). In questi siti produttivi si lavora il pomodoro conferito dai soci agricoltori delle cooperative locali, materia prima con cui si realizzano prodotti commercializzati in Italia e in oltre 70 Paesi con i marchi Valfrutta, Cirio, Jolly Colombani e Pomodorissimo – Santarosa (in licenza), oltre che con la marca del distributore. Il personale sarà inquadrato con contratto a tempo determinato stagionale, legato alla durata delle attività di trasformazione, nel rispetto del Contratto nazionale di lavoro delle Cooperative trasformazione prodotti agricoli.

Istat: clima primo fattore che pesa su previsione di semina

Istat: clima primo fattore che pesa su previsione di seminaRoma, 27 mag. (askanews) – Sono gli eventi metereologici il fattore che più pesa sulle previsioni di semina. Il clima, infatti, è il fattore di incertezza più condizionante per il 69,9% delle aziende agricole, seguito dall’andamento dei mercati (32,4%) e dai prezzi delle materie prime (20,2%). E’ quanto emerge dal rapporto Istat sulle Previsioni di semina per le coltivazioni cerealicole: tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, l’Istat ha condotto una indagine sulle intenzioni di semina di alcune colture erbacee, finalizzata a prevedere l’uso delle superfici cerealicole nell’annata agraria in corso (2023-2024) rispetto all’annata 2022-2023.


Alle aziende agricole intervistate è stato chiesto se ritenessero che quanto previsto per l’annata 2023-2024 potesse modificarsi nei mesi successivi. Il 27,6% delle aziende agricole che hanno fornito le previsioni di semina ha risposto in maniera affermativa; inoltre, la propensione alla risposta affermativa aumenta al crescere della dimensione aziendale: infatti, si passa dal 20,5% delle aziende fino a 10 ettari di SAU al 33,2% delle aziende con oltre 100 ettari. Tra i fattori presi in considerazione che possono comportare cambiamenti rilevanti tra le previsioni di semina e quanto sarà effettivamente seminato nell’annata agraria in corso, gli intervistati hanno avuto la possibilità di fornire risposte multiple. Tra le aziende che ritengono possibili modifiche nell’uso del suolo rispetto a quanto indicato con le previsioni di semina, il 69,9% (con un picco dell’80,4% nelle due isole maggiori) ha indicato, tra le possibili cause, il fattore meteorologico, probabilmente anche in relazione agli eventi dello scorso anno.


A seguire, ulteriori fattori di incertezza sono l’andamento dei mercati (32,4%) e i prezzi delle materie prime (20,2%), ad indicare l’effetto destabilizzante derivato dai conflitti internazionali in corso, che generano instabilità dei mercati. Il Sud e le Isole prevedono minori difficoltà derivate dall’andamento dei mercati, probabilmente riconducibili all’aumento generale dell’export 2023; diversamente, le previsioni sembra possano essere influenzate dall’andamento dei prezzi delle materie prime dei prodotti acquistati dagli agricoltori, che hanno registrato un aumento costante negli ultimi mesi del 2023.

Istat: 28,5% aziende usa strumenti agricoltura di precisione

Istat: 28,5% aziende usa strumenti agricoltura di precisioneRoma, 27 mag. (askanews) – Il 28,5% delle aziende agricole italiane utilizza strumenti e tecniche proprie dell’agricoltura di precisione. E’ quanto emerge dal rapporto Istat sulle Previsioni di semina per le coltivazioni cerealicole in cui, alle aziende agricole chiamate a fornire le intenzioni di semina per l’annata agraria 2023-2024, è stato anche chiesto di indicare se e quali strumenti abbiano messo in atto per perseguire gli obiettivi di modernizzazione e sostenibilità.


E’ emerso che il 28,5% delle aziende ha affermato di utilizzare strumenti e tecniche proprie dell’agricoltura di precisione. La maggiore concentrazione delle aziende che si avvalgono delle tecniche dell’agricoltura di precisione si riscontra nelle aree del Nord-ovest e del Nord-est (quote rispettivamente del 32,1% e del 33% sul totale delle aziende). Inoltre, va sottolineato, riporta Istat, come siano soprattutto le aziende di grandi dimensioni a fare ricorso a tali tecnologie volte all’ottimizzazione e alla razionalizzazione dell’uso agricolo dei terreni: tra le aziende con SAU superiore ai 100 ettari, il 41,1% ha affermato di utilizzare strumenti e tecniche proprie dell’agricoltura di precisione, mentre tale quota tocca il 29,4% per le aziende tra 50 e 100 ettari; le aziende di piccole dimensioni (fino a 15 ettari) si fermano alla quota del 9,6%.

Istat: previsto in 2023-24 -11,9% Sau a grano duro e -8,7% a orzo

Istat: previsto in 2023-24 -11,9% Sau a grano duro e -8,7% a orzoRoma, 27 mag. (askanews) – Una importante diminuzione della Superficie agricola utilizzata (Sau) destinata a grano duro (-11,9%) e di quella destinata all’orzo (-8,7%) mentre si registrano lievi variazioni per le superfici investite a frumento tenero (+1,4%) e a mais (-0,9%). E’ quanto emerge dal rapporto Istat sulle Previsioni di semina per le coltivazioni cerealicole: tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, l’Istat ha condotto una indagine sulle intenzioni di semina di alcune colture erbacee, finalizzata a prevedere l’uso delle superfici cerealicole nell’annata agraria in corso (2023-2024) rispetto all’annata 2022-2023.


Nel corso dell’indagine il 70% delle aziende agricole ha indicato tra i principali fattori che potrebbero incidere sulle previsioni di semina quelli metereologici, a seguire, con il 32,4%, l’andamento dei mercati. Nel corso dell’indagine è emerso anche che, diversamente dall’andamento degli ultimi anni, nel 2024 le previsioni registrano una diminuzione, sebbene lieve, della SAU (-1,9%) e delle superfici investite a seminativi (-1,8%), mentre si prevede una flessione più significativa delle superfici a cereali (-6,7%).


Infatti, mentre tra il 2022 e il 2023, si registra a livello nazionale un andamento piuttosto stabile delle superfici investite a cereali (+0,2%), le previsioni per il 2024 denotano invece un brusco calo che arriva al -6,7%. L’analisi della distribuzione territoriale evidenzia la posizione di primo piano del Nord-est, dove il peso relativo delle superfici investite a cereali si attesta, nel 2023 al 28,8%, confermando sostanzialmente il dato del 2022 (29,0%). È tuttavia proprio questa l’area geografica in cui si prevede, per la nuova annata agraria, il maggiore calo del peso delle superfici a cereali rispetto al totale nazionale (-2%), giustificato probabilmente dai fattori metereologici.


Il peso dei cereali al Sud, tra il 2022 e il 2023, registra una lieve diminuzione delle superfici (dal 23,1% al 22,6%), mentre per l’annata 2023-2024 le previsioni delle aziende registrano un aumento fino al 26,1% che spingerebbe il Sud a posizionarlo subito dopo il Nord-est (+26,8%). Nel 2023, le superfici destinate ai cereali del Nord-ovest coprono il 22,6% del totale delle superfici cerealicole nazionali, ma le previsioni di semina per il 2024 indicano un sensibile calo che porterebbe questo valore al 21,2%. Anche le Isole mostrano un trend in diminuzione (-0,5%), passando da un peso relativo delle superfici investite a cereali del 14,2% al 13,7%. Al Centro i valori continuano a mostrare un lieve aumento negli anni, i valori delle superfici investite a cereali registrati passano dall’11,3% all’11,9% nel 2023 e nelle previsioni si registra un lieve aumento al 12,2%.


Considerando le singole specie cerealicole e la loro incidenza sul totale delle superfici a cereali, emerge che le coltivazioni su cui si investe maggiormente sono il frumento duro, il mais, il frumento tenero e l’orzo.

Istat: in 2022-23 superficie agricola utilizzata (Sau) +0,6%

Istat: in 2022-23 superficie agricola utilizzata (Sau) +0,6%Roma, 27 mag. (askanews) – E’ cresciuta dello 0,6% la Superficie agricola utilizzata per l’annata agraria 2022-2023, rispetto all’annata precedente, ma l’incidenza percentuale dei seminativi sulla Superficie Agricola Utilizzata scende dal 54,1% del 2022 al 53,9% del 2023. E’ quanto emerge dal rapporto Istat sulle Previsioni di semina per le coltivazioni cerealicole.


Nel dettaglio, nel corso del 2023, il susseguirsi di eventi climatici estremi ha procurato molti danni all’agricoltura nazionale tra coltivazioni e infrastrutture; sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal caldo al maltempo hanno prodotto effetti devastanti, come hanno dimostrato anche le alluvioni in Romagna, Lombardia, Piemonte e in Toscana. Inoltre, come conseguenza della cementificazione e dell’abbandono dei terreni, i risultati del settimo Censimento dell’agricoltura hanno mostrato che, negli ultimi 60 anni, l’Italia, ha perso circa tre aziende agricole su quattro e circa il 42% della Superficie Agricola Utilizzata. La Superficie Agricola Utilizzata, nell’annata agraria 2022-2023, ha mostrato un andamento in leggera crescita, con un aumento dello 0,6% rispetto all’anno precedente; di contro, la superficie destinata a seminativi e cereali mostra livelli sostanzialmente stabili rispetto al 2022, con incrementi pari rispettivamente a +0,19% e +0,23%.


In complesso, tra il 2021 e il 2023, a livello nazionale, si è osservato un lieve aumento della Superficie Agricola Utilizzata (+0,3%); la superficie investita a seminativi mostra un andamento analogo, in lieve aumento rispetto al 2021 (+1,7%). A livello nazionale, l’incidenza percentuale dei seminativi sulla SAU registra un lieve aumento rispetto al 2021, passando dal 53,2% al 53,9%; rispetto al 2022, invece, si registra una lievissima flessione (da 54,1% al 53,9%). Osservando i valori in termini assoluti, tale diminuzione è giustificata da un aumento della SAU complessiva nel 2023 maggiore di quello della superficie investita a seminativi. Le aree geografiche che mostrano l’aumento più significativo del peso relativo della SAU a seminativi sono il Centro (dal 62,8% al 63,3%) e il Nord-ovest (da 68,2% a 71,5%); la diminuzione più intensa si regista al Sud, dove l’incidenza dei seminativi sulla SAU scende dal 47,7% al 44,1%.