Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Ad aprile scende prezzo latte, salgono ortaggi e pesce

Ad aprile scende prezzo latte, salgono ortaggi e pesceRoma, 27 mag. (askanews) – Diminuiscono ad aprile i prezzi dell’olio di oliva e del latte ma aumentano quelli degli ortaggi e del pescato, su cui pesa l’instabilità delle condizioni atmosferiche. E’ quanto emerge dall’ultimo indice dei prezzi all’ingrosso elaborato da Unioncamere e BMTI.


In particolare, i prezzi nel settore ortofrutticolo sono stati particolarmente condizionati dal clima, caratterizzato da temperature primaverili nella prima parte del mese e, successivamente, da precipitazioni e calo delle temperature nella seconda parte. Fattori che hanno determinato un rallentamento delle produzioni ed un aumento dei prezzi di alcuni prodotti orticoli tra cui le lattughe (+5,7% rispetto a marzo), che si mantengono comunque inferiori del 30% rispetto allo scorso anno, le patate novelle di produzione siciliana e pugliese (+7,4% rispetto a marzo), le cipolle (+12%) e i cavoli broccoli (quasi +11%). Timido l’avvio di annata per i meloni, che mostrano valori inferiori del 7% su base mensile e quasi del 17% su base annua. Il melone è stato uno dei prodotti che più ha sofferto dell’andamento climatico incostante di aprile. Nel settore zootecnico, invece, è continuato ad aprile il calo per il latte spot, ossia il latte venduto sfuso in cisterna (-2,5% rispetto a marzo), che ha risentito anche di una maggiore produzione favorita dalle temperature fresche.


In ribasso dell’1,7% rispetto al mese precedente le carni di bovino adulto mentre sono aumentate del 2,1% i prezzi delle carni di pollo, grazie al buon andamento della domanda, favorita anche in questo caso dalle temperature ancora fresche di aprile. Tuttavia, i prezzi attuali restano più bassi del 15,3% rispetto allo scorso anno. Allo stesso modo, rispetto al 2023, sono in calo del 17,6% anche le carni di tacchino che, invece, rispetto al mese di marzo sono rimaste stabili. Sostanziale stabilità anche per i prezzi all’ingrosso di riso e dei derivati dei cereali (semola e farina), che confermano un ribasso del 10% rispetto al 2023.


Tra gli oli e grassi, è stato rilevato un leggero calo dello 0,8% per l’olio di oliva, con il mercato italiano che ha risentito anche della revisione al rialzo delle stime sulla produzione spagnola e delle piogge registrate nella penisola iberica. I prezzi attuali rimangono comunque elevati, superiori del +51,3% rispetto ad un anno fa. Sulla scia dei rialzi del prezzo dell’olio di semi di girasole, tornano a crescere i listini dell’olio di semi (+2,4% rispetto al mese precedente). Tra le materie grasse sono diminuiti del 2,3% i prezzi del burro che continuano a essere superiori del 30% rispetto al 2023. Nel settore ittico, si evidenziano diffusi rialzi per i prezzi del pescato, complici, da un lato, una riduzione delle attività di pesca dovuta al maltempo e, dall’altro, il buon andamento della domanda proveniente dalla ristorazione. Gli aumenti più rilevanti si registrano per i cefali (+46,1% su base mensile), le sarde (+27,1%), le spigole (+21,3%), i calamari (+16,5%) e il baccalà secco (+24,4%).

Tartufo di Calabria, Crea capofila in costruzione della filiera

Tartufo di Calabria, Crea capofila in costruzione della filieraRoma, 27 mag. (askanews) – Una filiera di eccellenza del Tartufo di Calabria, che coniughi scienza, sostenibilità e impresa, accompagnando lo sviluppo e la valorizzazione turistica dei numerosi territori regionali vocati: questo l’obiettivo del primo convegno scientifico nazionale “Il Tartufo di Calabria” che si terrà martedì 28 maggio presso la sede di Rende del Crea.


Domani sarà anche presentata la tartufaia sperimentale realizzata dal Crea Foreste e Legno, presso l’azienda Li Rocchi di Rende: un’area di circa un ettaro con oltre 160 alberi appartenenti a sette diverse specie forestali autoctone (Rovere, Roverella, Leccio, Sughera, Pioppo, Tiglio, Carpino) inoculati con spore di tartufo estivo (Tuber aestivum). Si tratta di una collezione di piante madri plus di specie forestali autoctone certificate ed è la prima, nel suo genere, accessibile anche ai ciechi e agli ipovedenti. Qui sarà possibile condurre studi e sperimentazioni su come migliorare la produzione di tartufi sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, utilizzando tecniche colturali specifiche idonee sia per l’essenza forestale che per il micelio. La tartufaia rappresenta, inoltre, una valida alternativa alla produzione dei tartufi senza l’eccessivo sfruttamento antropico che minaccia invece l’integrità dell’habitat e dell’ecologia di ambienti naturali tartuficoli italiani.


Il Tartufo di Calabria, bianco o nero che sia, è da tempo una realtà, con centinaia e centinaia di chili raccolti nelle stagioni migliori. Infatti, i boschi sparsi tra la montagna e la pianura calabrese, offrono le condizioni pedoclimatiche ottimali per varietà quali il tartufo nero estivo o scorzone (Tuber aestivum), il tartufo nero uncinato invernale (Tuber uncinatum), il tartufo nero mesenterico o ordinario (Tuber mesentericum) e il famoso tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum). Il bianco pregiato (Tuber magnatum), invece, predilige il riparo umido e ombroso fornito dalle valli, mentre, più in basso, verso il mare, si trova persino il tartufo bianchetto (Tuber borchii).


Il “Sistema Tartufo di Calabria” creato grazie al sostegno del MASAF e della Regione Calabria ha lo scopo di dare nuove opportunità di crescita alla Calabria intera, legando l’eccellenza del tartufo ai territori di provenienza. Il Crea potrebbe fungere da Coordinamento Nazionale, facendosi carico sia di raccogliere, custodire e rendere fruibili le tutte le informazioni utili alla filiera del tartufo sia contribuire alla formazione professionale e tecnica delle figure coinvolte.

Confagricoltura: con Hubfarm digitalizzata 1/3 superficie agricola

Confagricoltura: con Hubfarm digitalizzata 1/3 superficie agricolaRoma, 27 mag. (askanews) – Un canale diretto con la Pubblica Amministrazione per una gestione pratica e immediata del Fascicolo Aziendale e del quaderno di campagna: questo è solo uno dei servizi offerti da Hubfarm, la piattaforma digitale realizzata da xFarm Technologies con Confagricoltura, che semplifica e snellisce le procedure burocratiche delle imprese agricole.


Il sodalizio tra le due strutture, il leader europeo nello sviluppo di software per l’agricoltura e la Confederazione di aziende agricole più antica d’Italia, opera per digitalizzare oltre 200mila imprese del settore primario, la cui attività corrisponde al 45% della produzione agricola nazionale e occupa circa un terzo della superficie destinata alla coltivazione. Al momento, la piattaforma di xFarm Technologies supporta già 169mila imprese agricole in Italia e, con questa sinergia, si prefigge di ampliare il risultato. Già circa 3mila associati di Confagricoltura, infatti, hanno scelto l’abbonamento a pagamento ai servizi offerti da Hubfarm e xFarm Technologies. Per Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, che ha instaurato una collaborazione strategica con xFarm Technologies, “Hubfarm è la naturale evoluzione di un percorso di digitalizzazione diffusa, del quale Confagricoltura è stata pioniera. La Confederazione, già prima promotrice della riforma dell’Agricoltura 4.0, oggi è in prima linea per arrivare a digitalizzare un terzo del territorio agricolo italiano. La digitalizzazione, infatti, è la prima rivoluzione totalmente green del mondo agricolo, non inquinando e supportando il settore nel raggiungimento degli obiettivi di carbon neutrality. Il nostro auspicio è che, oltre a uno strumento di accesso immediato ai servizi della PA, Hubfarm diventi un requisito per l’accesso alla finanza agevolata”.


Matteo Vanotti, CEO di xFarm Technologies, ha aggiunto: “da anni supportiamo gli agricoltori per cercare di semplificare il loro lavoro, estremamente complesso sotto molti punti di vista. Con Hubfarm abbiamo fatto un passo avanti, arrivando a facilitare ulteriormente la gestione burocratica dell’azienda, grazie all’integrazione coi dati della Pubblica Amministrazione. Questo è un punto particolarmente importante per gli agricoltori italiani, che spesso si trovano sopraffatti dalla burocrazia. Questa collaborazione è strategica sia per i singoli imprenditori agricoli che per le filiere agroalimentari, che potranno operare all’interno di un ecosistema digitale sempre più interconnesso e completo”.

Al via a Siena Stati generali dell’olivicoltura internazionale

Al via a Siena Stati generali dell’olivicoltura internazionaleRoma, 27 mag. (askanews) – Siena capitale mondiale dell’olio. Al via gli Stati generali dell’olivicoltura internazionale che si terranno a Siena, il 28 maggio, presso il centro convegni Italo Calvino, Piazza del Duomo, Siena, all’interno del Complesso Museale Santa Maria della Scala.


I dibattiti, a cui prenderanno parte esperti della filiera olivicola olearia, si incentreranno su tematiche quali il mercato dell’olio EVO e delle olive da tavola, le strategie regionali per il settore, nell’ottica della nuova PAC, la sostenibilità, il ruolo dell’oleoturismo e dell’agricoltura nella lotta ai cambiamenti climatici, un confronto tra oli DOP e IGP e l’aggregazione delle grandi associazioni ed unioni, come volano di sviluppo. “A trenta anni dall’ultima riunione in Italia – commenta il sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra – del Comitato Consultivo Oleicolo Internazionale, il nostro Paese torna protagonista ospitando, a Siena, i massimi esperti mondiali del settore. Il Masaf vuole restituire centralità e prestigio al comparto oleicolo italiano – conclude La Pietra – legittimando il lavoro delle filiere ed evidenziando il ruolo di primaria importanza che ci spetta, a fronte della produzione di altissima qualità che contraddistingue i produttori del nostro Paese”.

Coldiretti Puglia: al via aiuti per ristrutturazione vigneti

Coldiretti Puglia: al via aiuti per ristrutturazione vignetiRoma, 27 mag. (askanews) – Mancano pochi giorni alla presentazione delle domande per gli aiuti alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti in Puglia, mentre cresce l’appeal del Vigneto Puglia con il valore fondiario che aumenta del 6,3%. Lo rende noto Coldiretti Puglia, dopo la pubblicazione da parte di Agea delle istruzioni relative alla richiesta di intervento per la campagna 2024/2025: la domanda di sostegno che va presentata entro il 14 giugno prossimo.


In base al cronoprogramma di realizzazione delle attività indicato dal richiedente la domanda di pagamento del saldo dovrà essere presentata e rilasciata rispettivamente entro il 20 giugno del 2025, oppure del 2026 o del 2027. La domanda, sottolinea Agea, è strutturata per ambito regionale e qualora un richiedente intenda beneficiare dell’aiuto per superfici ubicate in diverse regioni, deve presentare una domanda per ciascuna di esse. Sono beneficiari della misura: le persone fisiche e giuridiche che conducono vigneti con varietà di uve da vino, le persone fisiche e giuridiche che detengono autorizzazioni al reimpianto dei vigneti valide (ad esclusione delle autorizzazioni per nuovi impianti), le persone fisiche e giuridiche che abbiano ricevuto un provvedimento di estirpo obbligatorio da parte dell’Autorità competente per motivi fitosanitari. Le domande sono di sostegno, di variante e di pagamento di saldo.

Al via iter Ddl per promuovere uso doggy bag nei ristoranti

Al via iter Ddl per promuovere uso doggy bag nei ristorantiRoma, 27 mag. (askanews) – Al via l’iter del Ddl per promuovere l’uso delle doggy bag nei ristoranti: il provvedimento è stato incardinato in Commissione Agricoltura al Senato. Lo annuncia la senatrice Mara Bizzotto, vicepresidente vicario del gruppo Lega a Palazzo Madama, prima firmataria del Disegno di Legge n. 972 ‘Misure per sensibilizzare i consumatori all’adozione di condotte virtuose orientate alla riduzione dello spreco alimentare’.


“Esprimo soddisfazione per l’avvio dell’iter del disegno di legge, a mia prima firma, che ha l’obiettivo di promuovere l’uso della cosiddetta doggy bag – spiega Bizzotto – ossia la pratica di portare a casa il cibo non consumato al ristorante, e di combattere lo spreco alimentare che in Italia, secondo i dati Eurostat, vede ogni anno 140 chilogrammi di cibo buttato pro capite e la conseguente produzione di elevate quantità di rifiuti”. “Con il nostro DDL, che è stato incardinato in commissione Agricoltura al Senato, vogliamo sensibilizzare i cittadini sulla riduzione dello spreco di cibo e sul consumo responsabile”, aggunge.


Il disegno di legge, infatti, prevede misure specifiche che promuovono l’uso della doggy bag, ad esempio attraverso un logo da esporre in maniera evidente all’interno di ristoranti e locali per incentivare la pratica dell’asporto del cibo non mangiato, e l’introduzione sistematica nel menù dell’opzione ‘mezza porzione’ e dei ‘menù baby’ destinati ai bambini. “L’obiettivo è quello di ridurre il più possibile lo spreco di cibo a beneficio dei ristoratori, dei consumatori e della sostenibilità ambientale”, conclude la senatrice.

Arriva la proposta di una patente a punti per la ristorazione

Arriva la proposta di una patente a punti per la ristorazioneRoma, 27 mag. (askanews) – Una proposta nazionale per regolamentare le attività di ristorazione e del commercio, introducendo una “patente a punti”, ispezioni ben regolamentate ed una formazione specifica per chi desidera aprire una nuova attività commerciale. Ad avanzarla Tni Ristoratori Italia e Conflavoro Pmi Firenze. La proposta, frutto di un lavoro iniziato nel 2020 e ispirate ad un modello che arriva dagli Stati Uniti, introduce normative sulle distanze stabilendo criteri di distanza tra attività commerciali basati sulla densità dell’area. La proposta sarà consegnata al governatore della Regione Toscana Eugenio Giani ed a tutti i gruppi consiliari, e successivamente condivisa con i ministeri competenti a livello nazionale.


Prevede di regolamentare l’accesso alla professione richiedendo una formazione specifica in scuole ad hoc, definendo requisiti di esperienza lavorativa e offrendo esami e corsi organizzati dalle regioni, con costi proporzionati al reddito familiare. Inoltre, prevede la creazione di un organismo di tutela che controlli e verifichi i requisiti delle attività commerciali, con valutazioni obbligatoriamente esposte all’esterno dei locali. Questo organismo valutarà anche contratti di lavoro, qualifiche del personale, tracciabilità dei fornitori e qualità degli ambienti.


Nel dettagli, la patente del ristoratore prevede che le attività saranno classificate da A a F e potranno aprire e/o restare aperte con il raggiungimento delle lettere dalla A alle C, mentre quelle che otterranno un punteggio dalla D alla E avranno un termine (30 giorni dalla notifica) per “regolarizzarsi”. Coloro che raggiungeranno invece una votazione con lettera F, subiranno la chiusura o non potranno aprire. La valutazione dovrà essere obbligatoria per tutte le attività entro 6 mesi dall’apertura. E’ previsto rinnovo con cadenza triennale con facoltà di ciascuna azienda di richiedere valutazioni in ogni momento anche al fine di migliorare la propria valutazione.


Sono previste anche sanzioni in caso di infrazioni, inclusa la riduzione del punteggio della “patente del ristoratore”. Raffaele Madeo, presidente di Tni Ristoratori Italia, ricorda come nel 2023 abbiano chiuso in Italia “oltre 28mila attività della ristorazione, più di 2.300 al mese, con record negativo a Firenze, dove la flessione è stata del 5,3% rispetto al 2022”. “Le istituzioni e la politica devono fare di più. A loro chiedo di istituire un assessorato specifico al piccolo commercio in ogni comune”, spiega.

Newlat Food compra Princes Limited, deal da 700 milioni di sterline

Newlat Food compra Princes Limited, deal da 700 milioni di sterlineMilano, 27 mag. (askanews) – Newlat Food ha sottoscritto un accordo per l’acquisizione del 100% di Princes Limited, storico gruppo alimentare britannico fondato a Liverpool nel 1880, attualmente di proprietà di Mitsubishi Corporation. Il deal è sulla base di un enterprise value di 700 milioni di sterline, di cui 650 milioni da versare in contanti e 50 milioni da versare in azioni Newlat Food. La nuova realtà prenderà il nome di New Princes.


Princes Limited nel 2024 (esercizio chiuso il 31 marzo) ha generato un fatturato consolidato di 1,71 miliardi di sterline e un adjusted Ebitda di 100,54 milioni di sterline. L’utile netto rettificato ha raggiunto i 13,03 milioni di sterline. Con l’acquisizione di Princes, Newlat Food prevede di raggiungere un fatturato di 2,8 miliardi di euro, un Adjusted Ebitda di 188 milioni e un utile netto adjusted di 31,44 milioni. Il debito netto pro-forma raggiunge i 616 milioni di euro. Dal punto di vista commerciale, l’acquisizione consentirà di raggiungere una forte posizione in nuove categorie nel mercato britannico. Il gruppo raddoppierà l’offerta di categorie di prodotti verso i propri clienti, diventando una delle principali aziende multimarca e multiprodotto del settore alimentare in Europa. Il closing dell’operazione, subordinato all’ottenimento delle autorizzazioni antitrust da parte delle autorità competenti e alla consultazione del comitato aziendale europeo e olandese all’interno del gruppo Princes, è previsto entro fine luglio.


Dal punto di vista finanziario, il valore dell’operazione sarà pagato in contanti: 650 milioni saranno finanziati dalle risorse esistenti di Newlat Food, il finanziamento soci e un prestito di 300 milioni di euro che sarà erogato da un pool di primarie banche internazionali. Il pool, guidato da Unicredit e Bnl Bnp Paribas in qualità di global coordinator e bookrunner, comprende Rabobank, Commerzbank, Banco Bpm e Bper. I 50 milioni di sterline restanti, sul valore totale di 700 milioni dell’operazione, saranno finanziati coi proventi che Newlat group incasserà con la vendita a Mitsubishi Corporation di 9.319.481 azioni Newlat Food al prezzo di 6,30 euro per azione. Così Mitsubishi Corporation diventerà il secondo maggiore azionista di Newlat Food con il 21,2% dei diritti economici e il 15,1% dei diritti di voto. L’operazione non rientra nella disciplina del golden power.


L’accordo “segna una tappa fondamentale nella nostra strategia di crescita. Princes Limited è un’azienda prestigiosa e l’integrazione delle sue attività con Newlat Food ci permette di consolidare ulteriormente la nostra posizione di leader nel settore alimentare – ha sottolineato Angelo Mastrolia, presidente di Newlat Food – Al termine dell’acquisizione, Newlat Food diventerà una delle più grandi aziende alimentari quotate alla Borsa di Milano, rafforzando il suo ruolo di protagonista internazionale. Le prospettive economiche del nuovo gruppo ci danno fiducia in un futuro di crescita sostenibile, pronto a creare valore per tutti gli stakeholder”. Il nuovo gruppo, ha dettagliato il top manager, “offrirà un’ampia gamma di prodotti di alta qualità, rispondendo alle esigenze di un mercato globale sempre più esigente e diversificato. Questa transazione ci permetterà di entrare in nuovi segmenti di mercato e di servire meglio i nostri clienti con un’offerta di prodotti ancora più completa, innovativa e unica”. L’integrazione “rappresenta un’opportunità significativa per entrambe le aziende di condividere competenze, risorse e sinergie – ha concluso – contribuendo a un futuro di successo e reciprocamente vantaggioso”.

Francesco Schiavi nuovo presidente di Confagricoltura Modena

Francesco Schiavi nuovo presidente di Confagricoltura ModenaRoma, 27 mag. (askanews) – Sarà Francesco Schiavi a guidare Confagricoltura Modena nel prossimo triennio, succede a Gianfranco Corradi. Lo ha stabilito con voto unanime l’assemblea dei soci dell’organizzazione agricola provinciale.


“Spirito di unità e concretezza le mie priorità. Mi impegnerò per mettere in campo le sinergie necessarie a garantire il sostegno alle imprese in un momento cruciale per il futuro della nostra agricoltura”, ha detto il nuovo presidente ringraziando chi lo ha preceduto. Tra i punti chiave del suo mandato, “tutelare il reddito degli agricoltori, promuovere una diversificazione necessaria per la resilienza dell’agricoltura e l’uso di strumenti di gestione del rischio, lavorare – ha detto il neo presidente – a una profonda riforma del sistema assicurativo per fronteggiare l’impatto sempre più devastante del cambiamento climatico sulle colture”. Inoltre, “attenzione massima sarà posta alla riorganizzazione interna della struttura e del personale a partire dagli uffici di zona inclusa l’ottimizzazione del costo dei servizi”.


Francesco Schiavi, laureato in giurisprudenza, finiti gli studi ha lavorato nell’azienda agricola di famiglia con annesso allevamento suinicolo. Oggi conduce oltre 30 ettari di terreno a seminativo alle porte di Carpi. È stato iscritto all’ANGA-Giovani di Confagricoltura e da oltre 20 anni è membro della Giunta di Confagricoltura Modena.

Asiago Dop, in primi 3 mesi 2024 consumi interni +15,2%

Asiago Dop, in primi 3 mesi 2024 consumi interni +15,2%Roma, 27 mag. (askanews) – Si chiude con una crescita del 15,2% dei consumi interni il primo trimestre del 2024 per il formaggio Asiago Dop. E, nel 2023, la produzione dell’Asiago DOP Stagionato è cresciuta del 20,5%, quella del Prodotto della Montagna del 7,8%. Nel complesso, si è registrata una crescita dell’export del 5,4%. Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha scelto di proseguire nel posizionamento distintivo del prodotto: da qui l’aumento della produzione delle lunghe stagionature e delle nicchie premiate, nel 2023, anche dalla crescente attenzione da parte dei consumatori. Nel 2023 sono state prodotte 1.516.568 forme di Asiago DOP, con un fatturato alla produzione di 160 milioni di euro, il 13,4% in più rispetto al 2022.


A brillare sono state le stagionature più lunghe e le nicchie: l’Asiago DOP Stagionato, l’Asiago DOP Riserva e l’Asiago DOP Prodotto della Montagna. L’Asiago DOP Stagionato, prodotto in 231.016, il +20,5% rispetto al 2023, ha trovato un crescente apprezzamento per la qualità e le caratteristiche organolettiche. Continua la crescita della produzione dell’Asiago DOP Prodotto della Montagna, aumentata del 7,8% e passata dalle 72.378 forme del 2022 alle 78.008 del 2023. Allo stesso modo, l’Asiago DOP Fresco Riserva, di oltre 40 giorni, ha contrastato il calo dei consumi interni dei formaggi freschi e la minore produzione nella parte centrale dell’anno dell’Asiago DOP Fresco dche ha toccato complessivamente 1.285.552 forme. Nei primi tre mesi del 2024, il formaggio Asiago registra la migliore performance tra i formaggi duri e semiduri, con un incremento dei consumi nazionali del +15,2%, un’efficace riduzione delle scorte mentre tornano a crescere, nel primo quadrimestre 2024, anche le esportazioni.


Nel 2023 l’export del formaggio Asiago è aumentato del 5,4% rispetto all’anno precedente. Usa, Svizzera Germania e Francia continuano ad essere i principali paesi di sbocco della specialità mentre il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha posto le basi per una crescita della propria presenza in Asia e in Sud America partendo dalla Corea del Sud e dal Messico, mercati che riconoscono e tutelano la Denominazione D’Origine. Proprio il contrasto all’uso improprio della denominazione “Asiago” e dei marchi di proprietà consortile ha ottenuto, nel 2023, importanti successi dal Cile al Brasile, dal Canada all’Australia e sono diventati la premessa per una nuova fase di sviluppo internazionale che coinvolgerà il Consorzio di Tutela nei prossimi anni.