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Copagri: bene manovra ma dare risposta a comparti produttivi

Copagri: bene manovra ma dare risposta a comparti produttiviRoma, 9 nov. (askanews) – “La Copagri esprime un generale apprezzamento per l’impianto della manovra, con particolare riferimento al tanto atteso e richiesto taglio del cuneo fiscale, grazie al quale si libera maggiore liquidità a disposizione delle imprese e delle filiere produttive agricole, fondamentale per intervenire sul versante dell’innovazione e per far fronte, almeno in parte, ai noti incrementi dei costi di produzione che gravano sul Primario”. Lo sottolinea in una nota la Copagri in occasione dell’audizione congiunta davanti alle Commissioni Bilanci di Senato e Camera nell’ambito dell’esame del ddl recante il bilancio di previsione dello Stato per il 2024 e il bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026.

“Nell’auspicare che una simile meritoria iniziativa inerente al cuneo fiscale venga resa strutturale, non possiamo mancare di ricordare che questa manovra nasce in un contesto economico delicato e complesso, influenzato negativamente dalla spinta dell’inflazione, dall’aumento dei costi energetici, dall’incertezza globale causata dal conflitto russo-ucraino e dalla recente crisi in medio-oriente”, aggiunge la Copagri, osservando che “le crisi internazionali in atto rischiano di innescare una pericolosa e sostenuta nuova ripresa dei prezzi dei prodotti energetici, con impatti negativi sugli investimenti e sulla crescita”. “Proprio gli investimenti, infatti, sono il principale orizzonte cui guardano gli imprenditori agricoli, i quali non chiedono soltanto soluzioni tampone, ma anche e soprattutto misure che possano garantire loro la possibilità di innovare i processi e, di conseguenza, le produzioni, a beneficio della redditività, della salubrità del prodotto e della tutela dei consumatori”, rimarca la Confederazione, secondo cui “sono positivi, in tal senso, gli interventi legati ai prestiti cambiari in favore delle PMI agricole dell’ortofrutta, così come l’istituzione di un fondo per le emergenze in agricoltura, la cui dotazione dovrà essere però ampliata”.

“Al netto di questi condivisibili interventi, è sempre più avvertita dai produttori agricoli l’esigenza di dare risposte alle numerose situazioni di criticità in cui versano diversi comparti, legate a doppio filo all’aumento dei costi di produzione, alla contrazione dei prezzi all’origine e alle sempre più evidenti ed innegabili ricadute del cambiamento climatico”, ricorda la Copagri, spiegando che “sul settore pesa anche la spada di Damocle della sugar tax e plastic tax, misure da abrogare in quanto indeboliscono la competitività delle imprese italiane rispetto a quelle di altri Paesi non interessati dalla medesima tassazione”. “A pesare sul Primario – conclude la Confederazione – è l’assenza nella manovra della proroga al 2024 dell’esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali under 40, intervento fondamentale per favorire il tanto decantato ricambio generazionale contribuendo a rendere il settore agricolo una scelta credibile per il futuro dei giovani, così come la mancata proroga per il prossimo anno dell’esenzione IRPEF per i redditi dominicali e agrari, che rappresenterebbe un concreto argine al graduale abbandono del comparto”.

Confagri a Bruxelles: con imballaggi a rischio intere filiere

Confagri a Bruxelles: con imballaggi a rischio intere filiereRoma, 9 nov. (askanews) – Il nuovo regolamento sugli imballaggi dell’Unione Europea mette a rischio intere filiere economiche, tra cui quella dell’ortofrutta. E’ quanto ribadito oggi a Bruxelles da Rosario Rago, componente della Giunta nazionale di Confagricoltura, che ha partecipato ad un incontro al Parlamento europeo con la Rappresentanza Permanente del Governo presso l’Unione europea, gli eurodeputati italiani e i cofirmatari della lettera congiunta sul packaging (Confindustria, Confcooperative, Confcommercio, Confartigianato, Federdistribuzione) inviata al presidente del Consiglio Giorgia Meloni nei giorni scorsi.

Nella missiva, le sigle confederali mettono in guardia il governo italiano sulle possibili conseguenze che il nuovo regolamento imballaggi potrebbe portare all’intera economia, all’occupazione e ai consumatori in termini di sicurezza, rischiando di colpire oltre il 30% del PIL nazionale. Durante l’incontro a Bruxelles, Rago ha ribadito la pericolosità della questione per il settore dell’ortofrutta, oltre a quanto contenuto ed indicato nel documento. “Il rischio concreto – ha sottolineato il componente di Giunta di Confagricoltura – è che vengano danneggiate intere filiere strategiche del made in Italy, con conseguenze incalcolabili sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sulle catene di distribuzione nazionali, a loro volta fortemente integrate su scala europea”.

A subire i danni peggiori sarebbero le imprese della filiera alimentare, cuore dell’economia nazionale e settore trainante dell’export, poiché gli imballaggi alimentari in generale, inclusi quelli monouso, fra i più direttamente colpiti, sono strategici per la protezione e la conservazione degli alimenti, l’informazione sulla tracciabilità e l’igiene del prodotto. Senza contare il rischio della possibile perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro”. Il voto in plenaria è atteso per la settimana del 20 novembre. Confagricoltura auspica che l’Aula segua quanto già approvato dalle commissioni Industria e Agricoltura, e che vengano accolte le istanze del settore agroalimentare.

Al via oggi Fieracavalli a Verona: 700 aziende da 25 nazioni

Al via oggi Fieracavalli a Verona: 700 aziende da 25 nazioniRoma, 9 nov. (askanews) – “Fieracavalli è una rassegna in totale sintonia con la mission del ministero che coniuga l’interesse degli sportivi, di chi è appassionato di questo straordinario animale e delle attività connesse”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, inaugurando oggi la 125esima edizione di Fieracavalli, il salone internazionale dedicato al mondo equestre in programma alla Fiera di Verona dal 9 al 12 novembre 2023.

“Chiunque oggi entri in fiera – ha continuato il ministro – non può che entusiasmarsi davanti a un quadro che vede protagonista una passione profonda come quella per il mondo del cavallo. Siamo convinti che in Italia anche il settore equestre debba fare sistema: penso al comparto dell’ippica che rappresenta uno strumento importante che, integrato in un modello virtuoso di attenzione e promozione, è in grado di generare risorse economiche come già accade in Francia e Svezia”. A Fieracavalli sono oltre 700 le aziende espositrici provenienti da 25 paesi, 35 associazioni allevatoriali, 12 i padiglioni della fiera, con 2.500 cavalli di oltre 60 razze in mostra.

Sono più di 200 le iniziative in calendario, tra spettacoli, gala serali, convegni, concorsi e gare sportive, tra cui l’unica tappa italiana della Longines FEI Jumping World Cup™, le finali nazionali dell’Italian Champions Tour e il Gran Premio 125×125 targati Fieracavalli, le competizioni della Fise-Federazione italiana sport equestri e le sfide delle discipline western. Fieracavalli rappresenta un settore che in Italia vale quasi 3 miliardi di euro, occupa 35mila persone e coinvolge direttamente 100mila cavalli nella pratica sportiva. Il numero totale degli esemplari registrati nel Paese supera le 380mila unità, con 140mila allevamenti impegnati nella valorizzazione delle 32 razze equine italiane. Sono 1.400, infine, gli agriturismi impegnati in attività di equitazione.

“Ringrazio il ministero dell’Agricoltura che ci sostiene – ha commentato all’inaugurazione Federico Bricolo, presidente di Veronafiere – e un grazie particolare al ministro Lollobrigida per il contributo che riesce a dedicare allo sviluppo delle nostre manifestazioni. Fieracavalli è la dimostrazione di quando il sistema-Italia fa veramente squadra”.

Certified Origins acquisisce Seggiano Foods ed entra nel mercato inglese

Certified Origins acquisisce Seggiano Foods ed entra nel mercato ingleseMilano, 9 nov. (askanews) – Certified Origins Italia ha acquisito Seggiano Foods, realtà inglese specializzata nella distribuzione di alimenti italiani di qualità. Con l’acquisizione di Seggiano Foods, Certified Origins si posiziona in modo significativo nel mercato del Regno Unito, spiega l’azienda, con l’obiettivo di creare nuove opportunità di business e sinergie in Europa.

“L’operazione rappresenta un importante passo in avanti nel percorso di espansione del polo oleario nato in Italia, che attraverso questo investimento consolida ulteriormente la propria presenza a livello globale e sottolinea l’impegno nel valorizzare l’agroalimentare made in Italy nei mercati internazionali”, si legge nella nota. Fondata nel 1995 da Peri Eagleton e David Harrison, Seggiano Foods ha raggiunto una posizione di rilievo nel panorama agroalimentare britannico e americano grazie al costante impegno nella ricerca e nella selezione di produttori artigianali di specialità italiane.

L’offerta di Seggiano, che comprende oli d’oliva Evo a marchio Lunaio, si è arricchita nel tempo con prodotti come aceto balsamico, salse, dolci e soluzioni per i consumatori con preferenze vegan e gluten-free e oggi comprende prodotti di altissima qualità selezionati da oltre 40 produttori italiani. Questa strategia ha permesso a Seggiano di consolidare la sua presenza non solo nel Regno Unito, ma anche negli Stati Uniti in importanti catene della grande distribuzione, come Whole Foods. “Accogliamo con entusiasmo il marchio Seggiano nel nostro Gruppo. Questa acquisizione rappresenta un passo fondamentale nella nostra strategia di crescita, in quanto ci permette di ampliare l’offerta, triplicare la presenza nel settore dei prodotti a marchio e consolidare il nostro impegno nella promozione dell’eccellenza italiana nel mondo – afferma Gerard Jara, consigliere delegato di Certified Origins – La tradizione e la passione che Seggiano ha sempre dimostrato si allineano perfettamente ai valori di Certified Origins e siamo certi che insieme lavoreremo per valorizzare al meglio le risorse e le potenzialità di entrambi”.

Lollobrigida a FieraCavalli: ippica e sport equestri sono centrali

Lollobrigida a FieraCavalli: ippica e sport equestri sono centraliRoma, 9 nov. (askanews) – “Fieracavalli è un evento fondamentale per il mondo e l’allevamento di cavalli che è la missione del Ministero dell’Agricoltura, che è quella di coniugare gli interessi degli sportivi, di chi è appassionato di questo straordinario animale e delle attività a lui connesse”: così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, all’inaugurazione della 125esima edizione di Fieracavalli, in corso a Verona.

“Riteniamo che l’ippica abbia un ruolo centrale insieme agli sport equestri che si caratterizzano da tempo in questa fiera. Crediamo nella sua valorizzazione”, ha sottolineato il ministro. “In altre Nazioni a noi vicine come la Francia, la Svezia, e la Gran Bretagna, l’ippica è il simbolo di una passione, ma anche di un’attività economica che dà allo Stato e non risulta una voce passiva come invece è diventata in Italia. L’ippica non lo merita. Non lo meritano i fantini, i driver, gli allevatori e gli appassionati del settore”, ha quindi aggiunto. Il ministro Lollobrigida, nel corso della mattinata, ha inaugurato anche il padiglione del Masaf, dedicato al miglioramento qualitativo e quantitativo del cavallo da sella italiano. Un’occasione che ha visto una eccellenza italiana, il settore equestre, accanto ad un’altra, quella della cultura e della bellezza, con la presenza nel padiglione di una statua equestre del primo secolo d.C.

“Quest’anno siamo riusciti anche a valorizzare la presenza del Ministero con attività importanti di carattere nazionale ed internazionale, e crediamo che con l’ippica qui a Fieracavalli si completi uno straordinario puzzle che mette in condizione questo mondo di essere centrale. Una grande attività per gli appassionati ma anche una grande attività economica, di cui abbiamo bisogno per riuscire ad implementare la ricchezza nella nostra Nazione”, ha evidenziato Lollobrigida. “Abbiamo anche una straordinaria opera di 2000 anni fa. Un cavallo che è esposto agli Uffizi e che oggi è presente qui perché abbiamo sempre cercato di coniugare nel Sistema Italia quello che ci rende unici: la possibilità di avere ambiente, monumenti, cultura, tradizione, passione, risultati sportivi, cibo e una enogastronomia straordinaria. Vogliamo far capire che noi puntiamo al futuro, all’innovazione, alle nuove sfide, ma siamo ancorati a tradizioni millenarie”.

Durante l’inaugurazione del padiglione Masaf il ministro Lollobrigida ha consegnato uno speciale premio “alla carriera” a Varenne, la leggenda del trotto, a Fieracavalli 2023 per la sua ultima apparizione pubblica.

Tartufo bianco, prezzi in discesa e atteso altro calo a novembre

Tartufo bianco, prezzi in discesa e atteso altro calo a novembreRoma, 9 nov. (askanews) – Prezzi in calo per il tartufo bianco rispetto allo scorso anno e, a novembre, potrebbero scendere ulteriormente. Al momento, “vanno dai 1.800, per i piccolissimi, fino ai 3.500 euro al chilo per le pezzature più grandi. Mi aspetto che dopo metà ottobre, con la luna nuova, il clima torni a essere quello propizio, così a metà novembre ci saranno più tartufi, se il clima torna normale, e i prezzi, di conseguenza, dovrebbero scendere ancora”. A fare il quadro dell’andamento dei prezzi del tartufo bianco pregiato è Paolo Valdambrini, presidente dell’associazione Tartufai Senesi, che raccoglie oltre 300 iscritti.

Nei week end 11-12 e 18-19 novembre si terrà la trentasettesima edizione della Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi a San Giovanni d’Asso (Montalcino), una delle mostre – mercato più tradizionali e antiche d’Italia fra quelle dedicate al tartufo. Si tiene nel cuore delle Crete Senesi, a San Giovanni d’Asso, che è stato fra i promotori della rete nazionale “Città del Tartufo” e quest’anno festeggia la trentasettesima edizione. Nei due fine settimana di novembre il salone del castello diventa location di cene di gala con chef stellati: La Parolina di Trevinano, il ristorante Romano di Viareggio e il Castello di Fighine di San Casciano dei Bagni. Mentre in piazza San Giovanni d’Asso offre una festa ricca di proposte, dallo “Square Food”, stand gastronomici delle eccellenze locali dove pranzare e cenare a km 0, alla “Cerca del tartufo” insieme ai tartufai senesi e i loro cani.

Insieme ai punti vendita, lungo il borgo ci sono degustazioni e vendita formaggi pecorini a latte crudo, insaccati, carni di Chianina e Cinta Senese, olio Evo di grande qualità, il vino della Doc Orcia e, dopo la fusione con Montalcino, anche sua maestà il Brunello. Non mancheranno visite ad aziende agricole, al Museo del Tartufo, cantine, frantoi e caseifici, trekking fra boschi e campagne, stand gastronomici e una rete di ristoranti specializzati che propongono piatti e menù dove protagonista è il Diamante Bianco accompagnato da tutti i prodotti tipici locali.

Olio d’oliva, Unaprol: controlli e norme chiare sui nuovi “condimenti”

Olio d’oliva, Unaprol: controlli e norme chiare sui nuovi “condimenti”Milano, 9 nov. (askanews) – E’ allarme tra i produttori d’olio di oliva per il calo delle vendite registrato nei primi sei mesi dell’anno. Una preoccupazione che gli associati di Unaprol, consorzio olivicolo italiano, ritengono sia in parte imputabile alla confusione generata nei consumatori dalla presenza a scaffale dei cosiddetti “condimenti”, prodotti a basso costo frutto della miscelazione tra olio d’oliva e olio di semi o altri oli vegetali. Per questo il presidente di Unaprol, David Granieri, ha inviato una lettera all’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi e alla direzione generale della prevenzione e del contrasto alle frodi alimentari del Masaf.

A fronte di un -11% nel primo semestre per le vendite di olio extravergine d’oliva “urge una campagna di comunicazione che spieghi agli italiani il valore di un prodotto di qualità finalmente riconosciuto premium e allo stesso tempo occorre incrementare i controlli sui condimenti”, scrive nella lettera Granieri. In particolare, vengono chiesti chiarimenti sui metodi analitici previsti per l’analisi di congruità rispetto a quanto dichiarato in etichetta e l’indicazione precisa di quanto olio extravergine d’oliva è contenuto nei prodotti per dare la possibilità ai consumatori di scegliere consapevolmente. “L’olio extravergine d’oliva per tanti anni è stato ingiustamente oggetto di sottocosto o primo prezzo e adesso, finalmente, anche grazie alla congiuntura internazionale che si è creata, non può più essere così – spiega Granieri – Per questo motivo è stato sdoganato a scaffale questo blend composto da percentuali residuali di olio d’oliva con altri oli vegetali, il condimento, per cercare di trovare una commodity in grado di attirare l’attenzione dei consumatori ma questo tentativo, senza regolamentazione e controlli, rischia di risultare ingannevole che per chi acquista”.

“L’Icqrf ha già chiarito che questo prodotto deve essere posizionato su scaffali appositi ben distinti dall’extravergine ma è assolutamente necessario un intervento sulla norma per l’etichettatura per garantire trasparenza ai consumatori, oltre che la giusta competizione – continua Granieri – Ciò che non è verificabile, a nostro parere, non può essere dichiarato e, quindi, non può competere sul mercato alle condizioni attuali”. I dati sui consumi pro capite annui continuano a dare segnali negativi da anni, con l’Italia che si ferma a poco più di 7,1 chili di olio d’oliva per persona, molto distante dagli 11,4 pro capite della Spagna e dai 10,3 della Grecia, in netto ribasso rispetto ai consumi dei primi anni 2000 che viaggiavano intorno ai 12 kg pro capite.

“È finalmente finita l’epoca dell’olio di qualità sotto costo, ed è necessario sfruttare questo momento, attraverso opportune campagne di comunicazione e informazione, per far capire quanto sia importante consumare un olio extravergine d’oliva di qualità e quanto sia corretto pagarlo al giusto prezzo, che è quello attuale, per consentire a tutti i protagonisti della filiera di continuare a lavorare con efficacia e serenità per mantenere alta la bandiera della qualità italiana nel mondo”, conclude il presidente di Unaprol.

Finanziamenti a meccanizzazione agricola: domande dal 15 novembre

Finanziamenti a meccanizzazione agricola: domande dal 15 novembreRoma, 9 nov. (askanews) – Aprirà il 15 novembre prossimo alle 12 lo sportello telematico per la presentazione delle domande per accedere al Fondo Innovazione di Ismea. E, a breve, sul sito di Ismea, saranno pubblicate le FAQ mentre non è stato escluso che la modulistica completa da presentare per la partecipazione al bando venga resa pubblica nei prossimi giorni. Le domande saranno accettate sino al 133% dei fondi a disposizione per questa prima annualità del triennio, 75 milioni di euro, solo se complete di documentazione.

In un convegno organizzato alla Fiera Rive (Rassegna Internazionale di Viticoltura ed Enologia) di Pordenone da Federacma, Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei rivenditori di macchine agricole e da giardinaggio, ci si è confrontrati sulle possibilità offerte sull’imminente Fondo Innovazione di Ismea ed è stato il responsabile della Direzione Servizi per le Imprese di Ismea, Giorgio Venceslai ad illustrare i diversi aspetti tecnici e operativi dello sportello telematico. Alle risorse del Fondo Innovazione, si sommano i 400 milioni di euro del Bando Meccanizzazione, di cui le regioni hanno l’obbligo di emanare i relativi decreti attuativi entro fine anno. Ad illustrare lo stato dell’arte dei provvedimenti, sono stati gli assessori regionali all’agricoltura del Friuli-Venezia Giulia, Stefano Zannier, della Sardegna, Valeria Satta, e del Veneto, Federico Caner, coordinatore commissione politiche agricole Conferenza delle Regioni, che hanno confermato l’apertura al confronto con i concessionari e le associazioni agricole.

“È stato un anno complesso per i dealer e ci auguriamo che presto queste misure diventino attive, sbloccando finalmente tutta una serie di finanziamenti per il comparto agricolo – ha concluso il presidente di Federacma, Andrea Borio – Ringraziamo le autorità politiche che ci hanno onorato della loro presenza e Ismea per le tante risposte che hanno chiarito le procedure e le possibilità che il Fondo Innovazione mette a disposizione del settore primario”.

Bauli rafforza top management: nuova fase crescita in Italia e all’estero

Bauli rafforza top management: nuova fase crescita in Italia e all’esteroMilano, 9 nov. (askanews) – Bauli rafforza la squadra del top management. A seguito dell’ingresso del nuovo ceo, Fabio Di Giammarco, l’azienda ha nominato Luca Casaura come nuovo responsabile marketing del gruppo, e Stanislao Marrazzo e Andrea Negro quali rispettivamente responsabili commerciali estero e Italia.

Le tre nomine testimoniano la nuova fase di espansione del gruppo Bauli sia su scala nazionale che su scala globale. In particolare, l’ingresso di Marrazzo inaugura la nuova business unit “international”, in linea con la strategia del gruppo veronese sempre più orientata alla crescita sui mercati esteri. A riporto diretto del Ceo Di Giammarco, i tre manager – Casaura con responsabilità sulle strategie di marketing, Marrazzo sullo sviluppo del business all’estero e Negro in Italia – avranno la missione di rafforzare la crescita in Italia e nei mercati internazionali, valorizzandone le diverse linee di prodotto, dalla ricorrenza al consumo quotidiano fino al segmento heath & wellbeing dedicato ai prodotti salutistici e free from.

“Siamo orgogliosi di dare il benvenuto a professionisti di questo calibro. Casaura, Marrazzo e Negro entrano in una squadra di esperienza e talento, che da oggi sarà guidata con successo in un percorso che vedrà il nostro gruppo accrescere il proprio business su nuove categorie di prodotto, nuovi canali di vendita e nuove geografie – ha detto Fabio Di Giammarco, amministratore delegato del Gruppo Bauli – Con il loro arrivo, possiamo contare su un management team di altissimo profilo”. Casaura, dopo un’esperienza presso Unilever Italia, ha ricoperto cariche sempre più rilevanti all’interno del gruppo Danone poi in Costa Crociere e prima di approdare a Bauli, è stato in Vodafone e in seguito in Tim. Marrazzo ha iniziato il suo percorso in aziende come GNV, Maersk e Kuehne+Nagel ricoprendo ruoli di crescente responsabilità. Successivamente, è entrato nel settore agroalimentare in De Cecco Usa, e prima di unirsi a Bauli, è stato anche vice president di De Nigris Usa. Negro, infine, ha iniziato come buyer grocery and beverage in Carrefour ed Esselunga, per poi passare a Danone passando per Nokia, Lactalis, Nestlé, Prodotti freschi Italia, Carlsberg Italia e Unichips Spa.

Copagri: acqua, ragionare su uso dissalatori in agricoltura

Copagri: acqua, ragionare su uso dissalatori in agricolturaRoma, 9 nov. (askanews) – Ragionare sull’uso dei dissalatori per superare l’emergenza acqua in agricoltura. La proposta arriva dal presidente della Copagri Tommaso Battista, che è intervenuto al convegno “Dissalazione e irrigazione: possibili sinergie?”, organizzato da Utilitalia e svoltosi ad Ecomondo, in corso alla Fiera di Rimini.

“L’agricoltura è il settore produttivo che probabilmente più di qualunque altro è indissolubilmente legato alla disponibilità della risorsa idrica, ma è allo stesso tempo un comparto che, nonostante il grande impegno portato avanti dai produttori agricoli – ha detto Battista – ha ampi margini di miglioramento in materia di utilizzo dell’acqua, sia in termini agronomici, che genetici e di scelte colturali”. “Basti pensare – ha evidenziato Battista – alle molteplici applicazioni legate all’irrigazione di precisione, ma anche e soprattutto alle innumerevoli possibilità offerte dall’innovazione e dalla ricerca applicata all’agricoltura, a partire dalle Tecniche di Evoluzione Assistita-TEA, grazie alle quali si potrebbero coltivare specie vegetali meno idroesigenti che permettano al contempo di mantenere adeguare livelli produttivi”.

Secondo Battista, “la dissalazione dell’acqua marina potrebbe essere un ottimo sistema per recuperare, a costi relativamente contenuti, ingenti quantitativi di risorsa idrica da destinare all’uso potabile, liberando di conseguenza acqua a uso irriguo; si tratta di una strada già perseguita da moltissimi altri paesi, quali Israele e Spagna, con positivi risvolti anche sull’occupazione”. “L’Italia, infatti, che ogni anno preleva dalle falde oltre 9 miliardi di metri cubi di acqua potabile, pari a oltre 400 litri al giorno a persona, sconta una gravissima dispersione della risorsa idrica, causata da una rete colabrodo con perdite medie del 40-50% e con una scarsissima manutenzione; in questo contesto si inseriscono gli effetti del climate change, che potrebbe causare una significativa riduzione della disponibilità di risorse idriche, fino al 40% a livello nazionale e fino al 90% per il Sud Italia nel lungo termine”, ha aggiunto il presidente, ricordando che “l’export agroalimentare dipende per l’83% dalla disponibilità idrica”.