Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Formaggi Dop, export verso Germania +25% a valore in primi 6 mesi

Formaggi Dop, export verso Germania +25% a valore in primi 6 mesiRoma, 5 ott. (askanews) – Corre l’export di formaggi DOP nel mercato tedesco: nel primo semestre del 2023 i formaggi a denominazione registrano una crescita del 25% a valore, grazie un fatturato di 262 milioni di euro. I dati sono stati resi noti da Afidop, l’associazione Formaggi italiani DOP e IGP, che dal 7 all’11 ottobre prossimi sarà di scena ad Anuga, il principale evento fieristico europeo per il settore food and beverage, assieme ai Consorzi di Tutela di cinque delle principali denominazioni: Asiago, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana e Taleggio.

“I dati 2023 testimoniano il crescente successo dei formaggi italiani presso il pubblico tedesco – commenta il presidente di Afidop, Antonio Auricchio – Con oltre 23.400 tonnellate esportate nel I semestre 2023, pari al 19% delle nostre esportazioni a livello mondiale, la Germania rappresenta il nostro secondo mercato in Europa dopo la Francia. Un mercato su cui vogliamo continuare a investire, anche per il valore che il popolo tedesco attribuisce ai nostri formaggi DOP, che rappresentano oltre la metà (56%) del nostro export caseario in Germania”.

Natura Sì: 1 mln con prestito obbligazionario per agricoltura

Natura Sì: 1 mln con prestito obbligazionario per agricolturaRoma, 5 ott. (askanews) – Un prestito obbligazionario, remunerato in cibo, che ha già raccolto oltre un milione di euro e che ad oggi ha coinvolto oltre 100 obbligazionisti. A lanciarlo è stata Natura Sì. Scopo dell’iniziativa, far sì che il denaro “si trasformi in cibo e soprattutto in progetti di sviluppo dell’agricoltura bio, tra i principali alleati della tutela dell’ambiente”, spiega Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì.

In sostanza, chi sottoscrive il prestito lo fa a un tasso del 4% netto e ottiene gli interessi sotto forma di gift card per l’acquisto di cibo nei negozi NaturaSì. In questo modo, si sceglie di sostenere percorsi virtuosi che rispettano tutto l’ecosistema che ruota attorno alla produzione di cibo, dalle aziende agricole, per migliorarne le strutture e le attrezzature, o permettere l’acquisto di sementi, alle imprese di trasformazione per fare gli investimenti necessari. Una parte del prestito, inoltre, verrà destinata alla ricerca e alla formazione dei giovani che saranno i prossimi agricoltori biologici e biodinamici. È l’esperienza, per esempio, della Green Vegetable di Mogliano Veneto (TV), gestita da quattro giovani. Filippo, Fabio, Svetlana ed Elena che con i 50 mila euro ricevuti dal prestito obbligazionario di NaturaSì, hanno avviato un piano di sviluppo quinquennale per dotare l’impresa agricola biologica di nuove funzioni, come una serra di 3.000 mq che consentirà loro di produrre ortaggi tutto l’anno, valorizzando una risorsa già presente in azienda: l’acqua.

“Il nostro intento è proprio quello di creare la consapevolezza che la natura e il cibo hanno bisogno di tempo e di investimenti, che devono essere fatti anni prima per avere poi i giusti frutti e che il lavoro agricolo coinvolge una comunità, non solo i produttori ma anche i consumatori”, conclude il presidente di NaturaSì.

Pesca, oggi tavola rotonda del Masaf con le Op a Conxemar a Vigo

Pesca, oggi tavola rotonda del Masaf con le Op a Conxemar a VigoRoma, 5 ott. (askanews) – Si chiude oggi, con la tavola rotonda dedicata alle Organizzazioni di Produttori (Op) il programma degli incontri che il ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha organizzato all’interno dello Stand Italia in occasione della sua partecipazione a Conxemar 2023 a Vigo, in Spagna.

La manifestazione, si legge in una nota, ha rappresentato un momento importante per ribadire l’impegno del Ministero nella valorizzazione della risorsa ittica italiana, offrendo alle realtà del comparto pesca e acquacoltura provenienti da 12 Regioni la possibilità di presentare il proprio prodotto in un contesto internazionale, di intercettare opportunità di business e di creare connessioni. In questi tre giorni lo Stand Italia ha raccontato un settore di eccellenza, in grado di innovarsi e di fare sistema per far fronte alle nuove esigenze del mercato, e ha puntato i riflettori sul patrimonio gastronomico della pesca italiana. Rilevante la collaborazione con lo Chef Enrico Derflingher, ambasciatore della cucina italiana nel mondo, che è riuscito a esaltare le materie prime attraverso le sue ricette a base di pesce. Per la preparazione di degustazioni e pranzi è stato affiancato da 11 studenti di pasticceria, cucina, sala e accoglienza dell’Istituto d’Istruzione Superiore Giancardi Galilei Aicardi di Alassio-Albenga.

Afidop: export formaggi Dop verso Germania a 262 mln in I semestre

Afidop: export formaggi Dop verso Germania a 262 mln in I semestreMilano, 5 ott. (askanews) – Le esportazioni di formaggi Dop nel mercato tedesco nel primo semestre del 2023 hanno toccato i 262 milioni di euro, con una crescita a valore del 25%. È quanto fa notare Afidop, Associazione formaggi italiani Dop e Igp, che dal 7 all’11 ottobre prossimi sarà ad Anuga, la principale fiera europeo per il settore food & beverage, assieme ai Consorzi di Tutela di cinque delle principali denominazioni: Asiago, Gorgonzola, Grana padano, Mozzarella di bufala campana e Taleggio.

“I dati 2023 testimoniano il crescente successo dei formaggi italiani presso il pubblico tedesco. Con oltre 23.400 tonnellate esportate nel primo semestre 2023, pari al 19% delle nostre esportazioni a livello mondiale – ha detto il presidente di Afidop, Antonio Auricchio – la Germania rappresenta il nostro secondo mercato in Europa dopo la Francia. Un mercato su cui vogliamo continuare a investire, anche per il valore che il popolo tedesco attribuisce ai nostri formaggi Dop, che rappresentano oltre la metà (56%) del nostro export caseario in Germania. Anuga in questo senso è il palcoscenico ideale di promozione per le nostre produzioni, che rimangono un elemento portante della filiera agroalimentare e della dieta mediterranea”.

Coldiretti: con caldo record produzione riso -15% e miele -70%

Coldiretti: con caldo record produzione riso -15% e miele -70%Roma, 5 ott. (askanews) – Un calo del 15% del raccolto di riso, del 10% di grano, del 60% per le ciliegie, del 63% per le pere, mentre il miele è sceso del 70% rispetto allo scorso anno e si registra un calo anche per la vendemmia (-12%). Così la Coldiretti in riferimento ai dati elaborati dall’Osservatorio europeo Copernicus, secondo il quale i primi nove mesi del 2023 sono stati i più caldi mai registrati nel pianeta, con una temperatura media superiore di 0,52 gradi la media storica.

E in Italia il mese di settembre è il secondo più caldo mai osservato, con una temperatura media superiore di 3,1 gradi la media climatica del periodo 1991-2020, secondo gli esperti dell’Osservatorio geofisico modenese Unimore. Il cambiamento climatico ha scatenato anche l’invasione di pericolose specie aliene, dalla cimice asiatica al granchio blu, dal cinipide del castagno alla Xylella, dal moscerino dagli occhi rossi al calabrone asiatico fino alla vespa velutina che attacca gli alveari, con danni complessivi per oltre un miliardo nei campi come nei mari distruggendo coltivazioni e allevamenti.

“L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. Servono – conclude la Coldiretti in una nota – investimenti anche grazie al PNRR per la manutenzione, risparmio, recupero e regimazione delle acque, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni resistenti”.

Conserve Italia, sottoscritto contratto integrativo fino al 2025

Conserve Italia, sottoscritto contratto integrativo fino al 2025Roma, 5 ott. (askanews) – Sottoscritto il contratto integrativo di Conserve Italia fino al 2025. Per il segretario nazionale della Uila-Uil, Gabriele De Gasperis, l’intesa “è un risultato importante perché oltre ad estendere le tutele per i dipendenti prevede un aumento di più del 15% del premio messo in palio”. “Elemento qualificante di questo accordo – rende noto De Gasperis – anche alla luce della crescita dell’inflazione che sta erodendo i salari dei lavoratori, è l’aumento di 250 euro del premio, la cui prima tranche di 150 euro sarà corrisposta già a partire da quest’anno”.

Nel nuovo integrativo sono state ampliate le tutele per le lavoratrici e i lavoratori: è stata regolamentata la disciplina dei turni a ciclo continuo ed è stata migliorata la gestione delle convenzioni per i lavoratori avventizi, mentre per quanto riguarda la conciliazione vita-lavoro è stata prevista, tra le altre cose, la copertura di una settimana di congedo parentale al 100% della retribuzione. “L’accordo non tralascia, poi – spiega De Gasperis – temi fondamentali come la formazione e la sicurezza sul lavoro prevedendo, ad esempio, il riconoscimento delle ore di formazione obbligatoria dei lavoratori avventizi al fine del passaggio automatico al 5° livello e valorizzando il ruolo dei RLS”.

Dal Crea nuove frontiere innovative per ortoflorofrutticoltura

Dal Crea nuove frontiere innovative per ortoflorofrutticolturaRoma, 5 ott. (askanews) – Le più moderne tecnologie per un’agricoltura sempre più verde, smart e competitiva sui mercati, con un occhio attento alla qualità e alla salubrità di prodotti freschi e trasformati. Questo l’obiettivo della due giorni, che chiude i battenti oggi, organizzata dal Crea e dalla Soi, la società di ortoflorofrutticoltura italiana, a Pontecagnano, presso la sede del Centro di ricerca Orticoltura e Florovivaismo. Lo scopo: riunire intorno allo stesso tavolo il mondo della ricerca e dei produttori per confrontarsi sulle ultime novità del settore ortoflorofrutticolo nell’era digitale.

Irrigazione efficiente, fertilizzazione sostenibile, difesa delle colture, monitoraggio della pianta in risposta a diversi fattori ambientali, sono stati alcuni degli argomenti all’ordine del giorno, che si sono alternati con le tante dimostrazioni delle diverse innovazioni presenti. Nell’area espositiva, infatti, è stato possibile toccare con mano le più moderne tecnologie agromotiche, droni, sensori digitali per la misurazione delle variabili ambientali e dello stato di fisiologico e fitosanitario delle colture, strumentazione robotizzata, sistemi di supporto alle decisioni e intelligenza artificiale e fenotipizzazione digitale. Ad esempio, l’uso di sensori ottici per la stima dei parametri qualitativi, come il potere antiossidante dello spinacio da industria, forniranno indicazioni utili ad individuare il momento più adeguato per la raccolta. Ciò garantirà ai consumatori un prodotto ad elevato valore nutrizionale con ricadute positive sul valore aggiunto per i produttori.

Ancora, un drone terrestre autonomo per il riconoscimento, mediante puntatore iperspettrale, di malattie e infestanti su coltivazioni in serra permetterà di ottimizzare l’apporto di prodotti fitosanitari e diserbanti con effetti positivi sull’ambiente e la salubrità dei prodotti. Infine, è stata inaugurata la nuova piattaforma di fenotipizzazione della Phenosphex, un dispositivo composto da scanner e camere multispettrali che consente, con elevata precisione e rapidità, di rilevare in modo non invasivo e completamente automatizzato le caratteristiche morfologiche e fisiologiche delle piante. Tramite questa strumentazione sarà possibile selezionare varietà sempre più produttive e di elevata qualità oltre che resistenti ai cambiamenti climatici.

Puratos: spesa degli italiani sempre più attenta a sostenibilità

Puratos: spesa degli italiani sempre più attenta a sostenibilitàBologna, 4 ott. (askanews) – Gli italiani nel fare la spesa si dimostrano sempre più consapevoli e informati nell’acquisto dei prodotti alimentari. E confermano un’attenzione alla sostenibilità. Lo rileva l’ultima edizione di “Taste Tomorrow”, la ricerca sviluppata da Puratos – multinazionale belga, la cui sede italiana si trova a Parma – in collaborazione con Ipsos sull’evoluzione delle scelte dei consumatori nel settore alimentare, in particolare rispetto ai prodotti per la panificazione, la pasticceria e il cioccolato.

La ricerca deriva daáun monitoraggio costante dei trend online, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale semantica, una serie di interviste realizzate a livello nazionale e internazionale (20mila consumatori in 50 Paesi) e il coinvolgimento di una community di influencer e opinion leader di settore. L’attenzione degli italiani – se raffrontata alla tendenza a livello europeo – si concentra prima di tutto sull’utilizzo di imballaggi riciclabili (33% Italia, 28% Europa), sulla riduzione dei rifiuti e dell’inquinamento (27% Italia, 27% Europa) sull’importanza dell’equità del prezzo pagato al produttore (20%, mentre a livello europeo la media sale al 31%). Il tema della sostenibilità determina anche crescente interesse rispetto a “come il prodotto è fatto”. Il 77% in Italia risulta interessato a prodotti alimentari coltivati con metodi sostenibili (67% Europa), e pensa, nel 73% dei casi (Europa 66%) che metodi di coltivazione sostenibile offrano prodotti migliori e vantaggiosi per la propria salute.

In generale è in aumento la consapevolezza dell’impatto climatico che i vari tipi di produzione di alimenti hanno sull’ambiente e questo orienta le scelte verso l’opzione vegetale di alcuni prodotti, in particolare nell’ambito dei dolci. La conferma di questo trend arriva dai numeri: il 65% degli italiani concorda sul fatto che i prodotti a base vegetale hanno un impatto positivo sull’ambiente (58% in Europa), il 64% considera più sana l’alimentazione a base vegetale (54% Europa).

Puratos, gli italiani e il pane: prima di tutto deve essere fresco

Puratos, gli italiani e il pane: prima di tutto deve essere frescoBologna, 4 ott. (askanews) – Gli italiani quando acquistano il pane mettono al primo posto per importanza la freschezza, al secondo il gusto e al terzo il prezzo. Lo scorso anno al posto di quest’ultimo c’era l’igiene, cambiamento conseguente alla riduzione dei timori legati al Covid e all’aumento della pressione inflativa. E’ quanto emerge nell’ultima edizione di “Taste Tomorrow” presentata all’interno del Bci Forum, l’appuntamento annuale che dal 2003 l’azienda multinazionale Puratos – che ha la sede italiana a Parma – dedica allo studio del futuro dell’industria della panificazione, pasticceria e cioccolateria.

Anche per i prodotti di pasticceria si conferma la tendenza rilevata per l’acquisto del pane: il consumatore mette al primo posto la freschezza, poi il gusto e il prezzo. Per il cioccolato “Taste Tomorrow” ha rilevato che il primo criterio è il gusto, il secondo è il prezzo e il terzo la percentuale di cacao. Dalla ricerca di Puratos, sviluppata in collaborazione con Ipsos, emerge che le motivazioni che rendono l’acquirente italiano disponibile a spendere qualcosa in più al momento dell’acquisto sono la freschezza (41%), l’assenza di ingredienti di origine non naturale (28%), l’uso di ingredienti locali (28%), l’artigianalità (26%), l’impiego di materie prime che si ritiene apportino benefici alla salute (22%), prodotti che arrivano da agricoltori il cui trattamento è considerato equo (21%). Quasi un consumatore su tre dedica attenzione alla lettura dell’etichetta: ci si aspetta sia corta, cioè con pochi ingredienti, e pulita, priva cioè di additivi. Solo il 7% assegna un valore particolare alla possibilità di scegliere la tipologia di consegna. Si conferma infine l’interesse per il lievito madre e per i prodotti che lo utilizzano nella loro preparazione. L’84% considera il pane a lievitazione naturale più salutare e ritiene che il lievito madre sia un ingrediente essenziale per ottenere artigianalità, gusto, salubrità e anche bellezza estetica, tanto che si tende a chiederne l’estensione a sempre più prodotti dei settori bakery e pasticceria.

Biologico, Alleanza Coop incontra sottosegretario Masaf D’Eramo

Biologico, Alleanza Coop incontra sottosegretario Masaf D’EramoRoma, 4 ott. (askanews) – Alla vigilia del via libera definitiva al Piano d’azione nazionale per la produzione biologica previsto per dare attuazione alla legge nazionale sul bio (L.23 del 2022), l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentare ha incontrato il sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo per fare il punto sulle azioni e sugli strumenti che sono stati inclusi nel piano, ribadendo la necessità “che sia data la priorità a misure che contribuiscano ad aumentare la domanda di prodotti biologici e che rafforzino le filiere”.

“Abbiamo ribadito – ha dichiarato il coordinatore del settore Biologico Francesco Torriani – la nostra valutazione positiva sul documento, che è stato ben concepito e dettagliato, sottolineando tuttavia l’importanza di individuare delle priorità stabilendo un ordine con diversi tempi di attuazione per le varie attività previste”. Nel corso dell’incontro, nel quale Torriani è stato accompagnato da una delegazione di imprese cooperative biologiche operanti in diverse filiere produttive, è stata anche evidenziata l’importanza che si lavori affinché le aziende che usufruiscono dei contributi comunitari a superficie, finalizzati a raggiungere l’obiettivo del 25% di superficie biologica entro il 2027 fissato dalla nuova Pac, non escano dal sistema di certificazione del biologico una volta finiti i 5 anni previsti per la conversione.

Per scongiurare questo rischio, occorre secondo Torriani, “supportare filiere forti e strutturate, basate sulla capacità di progettazione e innovazione che, in una situazione di crisi economica come quella attuale, garantiscano una maggiore resilienza rispetto alle distorsioni del mercato. Servono quindi organizzazioni efficienti, capaci di redistribuire il valore lungo tutta la filiera per resistere alle distorsioni ed alle speculazioni”. Tra i temi affrontati anche la questione delle contaminazioni da fosfiti, che vede l’Italia in una condizione di svantaggio rispetto agli altri Paesi europei. Solo in Italia esistono infatti soglie di contaminazione massima al di sopra delle quali i prodotti bio vengono decertificati. L’Alleanza delle cooperative agroalimentari ha sollecitato un’ulteriore riflessione in merito alla possibilità che tale materia non venga più normata a livello nazionale e che la discussione si riporti a livello comunitario, per poter discutere sul tema alla pari con gli altri Paesi europei.