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Cdp, prima operazione in Vietnam: 35 milioni di dollari per le PMI

Cdp, prima operazione in Vietnam: 35 milioni di dollari per le PMIRoma, 18 dic. (askanews) – Favorire la crescita della piccola e media impresa, in particolare quella a guida femminile, e sostenere gli investimenti green, come quelli necessari per la transizione a fonti di energia rinnovabili e per l’efficientamento energetico. Questi gli obiettivi principali del finanziamento da 35 milioni di dollari concesso da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) alla banca vietnamita Vietnam Prosperity Joint-Stock Commercial Bank, il primo siglato nel Paese asiatico. L’operazione – informa un comunicato Cdp – nasce nell’ambito di un progetto capitanato dalla International Finance Corporation – istituzione che fa capo alla Banca Mondiale – a cui hanno aderito anche l’Istituto Nazionale di Promozione tedesco KfW, l’olandese FMO, la norvegese Norfund e la svedese Swedfund, per un ammontare complessivo pari a circa 300 milioni di dollari.

L’iniziativa di sistema punta a sviluppare la piccola e media imprenditoria di un Paese di particolare interesse per il tessuto imprenditoriale italiano, in una delle economie con il maggior tasso di crescita dell’Asia. Il Vietnam rappresenta il decimo Paese target dell’export italiano nell’intera regione dell’Asia e del Pacifico, come emerso anche durante l’ultimo appuntamento del programma Business Matching CDP, piattaforma pensata per favorire lo sviluppo delle relazioni commerciali tra imprese italiane ed estere a cui hanno partecipato oltre 200 realtà. Il finanziamento sarà destinato principalmente ad accrescere il portafoglio crediti della banca vietnamita in favore delle Pmi locali, che rappresentano il 99% del delle imprese del Paese e impiegano oltre il 60% della popolazione. Ulteriori obiettivi riguardano investimenti nell’ambito delle energie rinnovabili e dell’efficientamento energetico e il sostegno alle imprese a guida femminile.

L’operazione rientra tra gli obiettivi individuati nel Piano Strategico di CDP 2022-24 sul fronte della Cooperazione Internazionale e della Finanza per lo sviluppo e contribuirà ad affrontare le due sfide sistemiche individuate da CDP, ossia “crescita inclusiva e sostenibile” e “tutela del clima e dell’ambiente”, nonché al raggiungimento degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 così come stabiliti dalle Nazioni Unite.

Da Groupama un progetto didattico per l’educazione assicurativa

Da Groupama un progetto didattico per l’educazione assicurativaMilano, 17 dic. (askanews) – 370 scuole, 500 classi per un totale di oltre 30 mila persone formate, tra docenti, studenti e famiglie, in un solo anno scolastico. È questo l’obiettivo che si è posta Groupama assicurazioni, prima filiale del gruppo assicurativo francese Groupama, con “Giochiamo d’anticipo”, il progetto didattico di cultura assicurativa, che propone, per i più giovani, un percorso di sensibilizzazione ed educazione alla gestione dei rischi.

Realizzato in collaborazione con La Fabbrica, il percorso è inserito nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica. Giochiamo d’anticipo è, infatti, dedicato a docenti, studenti delle scuole secondarie di primo grado e alle loro famiglie e nasce per coinvolgere, informare e formare gli studenti in un’età cruciale per le scelte consapevoli nella quotidianità e per il proprio futuro. A fare da protagonista del percorso è la didattica orientativa che invita studentesse e studenti a cimentarsi con compiti di realtà funzionali alla conquista non solo di saperi, ma anche di competenze. Il tutto grazie a una serie di attività formative, informative e interattive da svolgere a scuola, a casa e online per familiarizzare con tematiche proprie del settore assicurativo e per sensibilizzare ed educare al concetto di rischio, in maniera semplice e coinvolgente.

“Giochiamo d’anticipo si inserisce all’interno di un percorso volto ad avvicinare quante più persone possibili, in un’ottica di inclusione sociale, alla conoscenza di una literacy economica essenziale per il perseguimento dei propri progetti di vita – ha dichiarato Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni – Si tratta di un approccio che promuoviamo nella consapevolezza di operare in un sistema socioeconomico sempre più complesso nel quale i servizi assicurativi possono avere un impatto globale e un ruolo chiave nella protezione delle persone e dell’ambiente in cui viviamo”.

Findomestic, più auto e meno casa: in 2023 spesa beni durevoli oltre 75 mld

Findomestic, più auto e meno casa: in 2023 spesa beni durevoli oltre 75 mldMilano, 15 dic. (askanews) – La spesa degli italiani in beni durevoli, secondo l’Osservatorio Findomestic, a fine anno supererà per la prima volta la soglia dei 75 miliardi di euro. Un dato trainato più che dai volumi, cresciuti del 2,3%, dall’aumento dei prezzi (+7%) che a valore hanno comportato una crescita del 9,4% in valore. In termini di incidenza sulla spesa complessiva, i beni durevoli nel 2023 sono risaliti oltre il 9% (a 9,2%), dopo il boom del 9,4% del 2021 e la fisiologica flessione dell’anno successivo. ‘Quest’anno – ha spiegato Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic, in occasione della presentazione dell’Osservatorio realizzato dalla società di credito al consumo del gruppo Bnp Paribas in collaborazione con Prometeia – non si è acquistato molto di più ma si è speso molto di più e questo non solo per l’aumento dei prezzi ma anche perchè c’è un crescente orientamento delle famiglie ad acquisti di fascia più alta, anche se questo riguarda le famiglie più abbienti.

A differenza dello scorso anno, quando a trainare la spesa dei beni durevoli erano stati casa e tecnologia, nel 2023 a farlo è il mercato della mobilità, in recupero del 18,8% sull’anno scorso per un fatturato di 41,5 miliardi grazie a una netta inversione di tendenza del settore auto, che non riesce tuttavia a colmare il gap in volumi rispetto al pre Covid. Sostanzialmente stabile, invece, il settore casa, che chiuderà il 2023 a -0,3% per un valore di 33,5 miliardi, con un’espansione del 4,9% dei grandi elettrodomestici e un incremento del 2,3% dei mobili che controbilanciano i forti cali dell’elettronica (-24,8%) e dell’information technology (-6%). ‘Il giro d’affari del 2023 è superiore di 6 miliardi rispetto al precedente record del 2019, eguagliato nel 2021 – commenta Gilles Zeitoun, amministratore delegato e direttore generale di Findomestic – Un risultato positivo per i consumi di durevoli, sul quale incide certamente l’inflazione ma anche il crescente orientamento dei consumatori all’acquisto di beni di gamma più alta rispetto al passato, in particolare nei settori dell’auto, degli elettrodomestici e della telefonia’. Per quanto riguarda, invece, il 2024 Bardazzi ritiene che ‘proseguirà il trend in corso del rallentamento dei consumi che è iniziato nella primavera del 2023, anche alla luce delle intenzioni di acquisto dei consumatori che restano basse’.

Poste vince Oscar di Bilancio 2023 per grandi imprese quotate

Poste vince Oscar di Bilancio 2023 per grandi imprese quotateRoma, 15 dic. (askanews) – Poste Italiane vince l’”Oscar di Bilancio 2023″ nella categoria “Grandi imprese quotate” per la completezza, la trasparenza e l’innovazione della comunicazione al mercato e agli stakeholder dei propri risultati finanziari.

Nella motivazione della giuria si spiega che il “Bilancio Integrato 2022 di Poste Italiane presenta un eccellente grado di maturità in termini di qualità delle informazioni (sia storiche che prospettiche) e di chiarezza espositiva. Ha ormai raggiunto un livello particolarmente alto in termini di rendicontazione finanziaria e di integrazione di informazioni relative a tematiche di sostenibilità all’interno dello stesso, rendendo evidente sia l’impegno profuso dal Gruppo nella predisposizione del documento sia la commistione di tematiche di sostenibilità nel business model e negli obiettivi dell’azienda. Tra i principali punti di forza si rileva infatti la rappresentazione della connettività tra strategia, obiettivi a breve medio e lungo termine, SDGS, KPI, azioni realizzate e relativi impatti, l’impegno della società relativamente alla rappresentazione della Doppia Materialità, l’eccellente utilizzo della grafica e il carattere completamente interattivo e navigabile del documento nel significato più ampio del termine”. L’Oscar di Bilancio, alla sua 59ma edizione, ha contribuito negli anni a promuovere lo sviluppo di una cultura della comunicazione finanziaria d’impresa e della rendicontazione sempre più chiara e articolata, affermandosi come punto di riferimento per le comunità professionali dell’area economico- finanziaria e della comunicazione.

“Siamo onorati di ricevere questo riconoscimento prestigioso – ha dichiarato la Presidente di Poste Italiane Silvia Maria Rovere – l’Oscar è il risultato tangibile del nostro impegno costante per l’eccellenza finanziaria, la trasparenza e la responsabilità aziendale. In un contesto dinamico e competitivo, Poste Italiane ha dimostrato di essere un punto di riferimento nazionale e questo premio riflette la dedizione straordinaria di tutte le donne e gli uomini di Poste Italiane che hanno permesso di raggiungere anche questo traguardo”. “L’assegnazione a Poste Italiane dell’Oscar di Bilancio per le Grandi imprese quotate è motivo di grande orgoglio per noi – ha commentato l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante – conferma inoltre il raggiungimento di una posizione di vertice nel panorama delle imprese quotate sia per i risultati, sia per la qualità e la trasparenza della nostra rendicontazione e comunicazione finanziaria a beneficio del mercato e dei nostri stakeholder, in assoluta coerenza con i principi di integrità e trasparenza che caratterizzano l’identità del nostro Gruppo”.

Imprese, Bitonci (Mimit):Cooperative promotrici sviluppo con 8% Pil

Imprese, Bitonci (Mimit):Cooperative promotrici sviluppo con 8% PilRoma, 13 dic. (askanews) – «La cooperazione è promotrice dello sviluppo nazionale con il suo impatto sul Pil che è pari all’8%. Il ruolo dei revisori non è solo ispettivo ma deve essere anche di accompagnamento. Attueremo nel 2024 un’importante riforma del sistema di vigilanza, le cooperative sane di Confcooperative e dell’Alleanza, non possono essere tacciate di mala gestione, combatteremo lavoro nero e false cooperative». Lo dice Massimo Bitonci sottosegretario al Mimit intervenendo alla cerimonia di assegnazione dei tesserini di abilitazione all’albo dei nuovi revisori di Confcooperative. Alla cerimonia è intervenuto Giulio Mario Donato Direttore Generale per la vigilanza sugli enti cooperativi e sulle società.

«Abbiamo eseguito il 99,96% delle revisioni previste. Ce ne sono mancate 6 su 17.000. Ispezioniamo – dice Maurizio Gardini presidente di Condcooperative, secondo quanto riporta un comunicato – la totalità delle nostre cooperative portandole a sanare le eventuali irregolarità o denunciandole al Mimit laddove le irregolarità sussistano. Siamo disponibili – aggiunge Gardini – a offrire le nostre competenze, la nostra forza e la nostra capacità per fare vigilanza alle cooperative non aderenti». «Assolviamo pienamente alla funzione di controllo Che i padri costituenti ci hanno assegnato nell’art.45 della costituzione. Ma non basta. Occorre – conclude Gardini – una lotta senza quartiere contro le false imprese di qualsiasi natura giuridica esse siano, senza riserve intoccabili: false Spa e scatole cinesi, false Srl semplificate, false cooperative, false imprese semplici e artigiane. colpendo le false imprese e altrettanto duramente anche chi utilizza consapevolmente le imprese criminali per lucrare nelle proprie aziende e trarre illegalmente un vantaggio competitivo».

Imola VDR: virtual data room Made in Italy per analisi dei crediti

Imola VDR: virtual data room Made in Italy per analisi dei creditiRoma, 13 dic. (askanews) – Far emergere il doppio del valore dei crediti che fino a oggi sfuggono alle reali valutazioni. Questo l’obiettivo di Imola VDR, un’innovativa piattaforma italiana che analizza, nella sua totalità, i portafogli Performing, Utp-Npl e Single Name, permettendo di rendere più saldo il sistema creditizio. Un vanto italiano che a fine novembre verrà presentato a Madrid all’interno dell’evento Npl Iberia e che sarà poi oggetto di un tour europeo. Si tratta di crediti che vengono amministrati da fondi che li acquistano al 10% del loro valore nominale. Una collezione di decine di migliaia di posizioni creditizie che difficilmente possono essere valutate: “Si tratta, sommandoli, di 340 miliardi di euro -spiega Graziano Meloni, presidente e amministratore delegato di Manteia-Memar, società fintech specializzata in tecnologia avanzata e servizi per banche e asset manager. Crediti il cui reale valore però non è facilmente verificabile. Quando vengono acquistati, infatti, soltanto una piccola percentuale viene realmente analizzata e questo a causa dell’enorme mole di documentazione da consultare. Il che ovviamente offre un’efficacia parziale e spesso incompleta con ricadute economiche di non poco conto”.

La soluzione, però, esiste ed è frutto della capacità italiana di fare innovazione con l’utilizzo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. “Una virtual data room di nuova generazione -afferma Meloni- sta rivoluzionando il settore ed è già in uso da grandi player finanziari come investitori, compagnie di asset management, real estate e studi di avvocati. La piattaforma, infatti, aiuta a estrarre e ordinare le informazioni estese e complesse, così da renderne più dettagliata l’analisi anche dei crediti che non vengono approfonditi nel modo corretto. L’intero incartamento diventa insomma accessibile e governabile tramite il supporto di dashboard, alert e altri strumenti di gestione, compresi quelli per effettuare la bonifica documentale e informativa. Imola VDR è progettata per gestire, supportare, performare i processi di Due Diligence di crediti multi-originator e multi-asset class. Oltre a essere estremamente intuitiva e personalizzabile integra la gestione automatizzata dei processi del credito con modelli di Intelligenza Artificiale rendendola la soluzione di Virtual Data Room (VDR) più avanzata in assoluto, appositamente creata per coadiuvare qualsiasi operatore del credito a valorizzare il patrimonio informativo, definire la miglior strategia di collection, supportare i gruppi operativi, massimizzare il valore dell’investimento e dotarsi di un Booster per la credit intelligence. Insomma un supporto essenziale che di fatto movimenta il settore e lo rende decisamente più efficace e performante. Un vanto italiano che, a fine novembre, presenteremo a Madrid e che sarà poi oggetto di un tour europeo”. Si dà così vita a una gestione del credito esperto, crediti cioè che sono finalmente oggetto di una profonda analisi e che, come tali, danno vita a diverse tipologie di intervento. Sia rispetto a crediti complessi, sia in via preventiva nel decidere se finanziare o meno una persona fisica o giuridica. Un win-win che coinvolge tutte le parti in causa: l’istituto di credito, il fondo che acquista il portafoglio e i singoli clienti. “Con una maggiore conoscenza delle informazioni a disposizione -dice Meloni- è possibile far emergere il valore potenziale nascosto o latente, senza aumentare i costi di gestione. Ed è possibile soprattutto porre le basi per un mondo in cui la finanza possa essere strumento di valorizzazione delle storie dei singoli e complessivamente di miglioramento economico e produttivo delle nostre comunità”. La funzione del credito esperto dunque finisce con l’incidere nell’economia reale e ovviamente nella produzione di Pil.

“Avere credito -conclude Meloni- è fondamentale per privati, aziende e istituzioni. Rende possibile la realizzazione di progetti e quindi il miglioramento delle proprie attività e, più in generale, della qualità della vita. Ma questo potrà accadere solo dopo avere eliminato i tratti patologici che, non solo nel nostro Paese, ancora persistono e che ne compromettono la sua natura originaria. La strada è appunto quella del credito esperto, grazie al quale si ragiona su come aiutare chi è in difficoltà e capire se è ancora meritorio di fiducia ma si valuta anche, non affidandosi più solo agli algoritmi di un computer, se è opportuno o meno sposare i progetti di privati o di aziende. Un effetto domino che ha come obiettivo quello di far crescere il sistema Italia nel suo complesso”.

Nasce progetto Ferrari E-Lab, in collaborazione con Philip Morris

Nasce progetto Ferrari E-Lab, in collaborazione con Philip MorrisRoma, 13 dic. (askanews) – Ferrari e Philip Morris International (PMI), partner strategici dal 1973, apriranno un nuovo capitolo del loro storico rapporto.

Ferrari E-Lab, in collaborazione con PMI, metterà a sistema le competenze tecnologiche delle due aziende per individuare ed esplorare nuove tecnologie legate all’energia che possano supportare il percorso di decarbonizzazione dei rispettivi stabilimenti produttivi di Maranello e Crespellano, situati a 30 km di distanza l’uno dall’altro nella Regione Emilia-Romagna. La partnership ha l’obiettivo di valutare soluzioni che contribuiscano all’elettrificazione industriale nella generazione, stoccaggio e trasformazione di energia rinnovabile. Il primo studio esplorerà la fattibilità delle tecnologie di stoccaggio dell’energia a lunga durata e dovrebbe essere completato entro il terzo trimestre del 2024.

Benedetto Vigna, Chief Executive Officer di Ferrari, ha commentato: “Nell’anno del 50° anniversario della nostra partnership, Ferrari e PMI condividono il desiderio di fare evolvere la loro collaborazione nel segno della open innovation. Le nostre aziende collaboreranno alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche per sviluppare e ottimizzare l’uso dell’energia nei nostri processi industriali. Possiamo imparare molto dall’unione di team altamente specializzati provenienti da settori diversi”. Jacek Olczak, Chief Executive Officer di PMI, ha commentato: “PMI dà il benvenuto a questo nuovo capitolo della partnership di lunga data con Ferrari, stabilendo una nuova area di collaborazione per le nostre due organizzazioni, legate da una comune passione per l’innovazione”.

Scott Coutts, Senior Vice President Operations di PMI, ha aggiunto: “Siamo ansiosi di collaborare con Ferrari mentre continuiamo a implementare la nostra strategia e il nostro approccio alla decarbonizzazione su tre fronti che includono la riduzione del consumo di combustibili fossili, il passaggio a energie rinnovabili e la compensazione delle emissioni inevitabili. Siamo particolarmente interessati a esplorare il potenziale che l’elettrificazione industriale potrebbe giocare nella nostra strategia”. Ferrari mira a diventare neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio entro il 2030.

Natale e bollicine, Comte de Montaigne: i migliori pairing per brindisi

Natale e bollicine, Comte de Montaigne: i migliori pairing per brindisiRoma, 13 dic. (askanews) – Finissime, persistenti, inebrianti: senza le bollicine più amate del pianeta non potrebbe esserci brindisi degno di tale nome. E, soprattutto, mancherebbe al Natale il brio della convivialità. E a confermare che l’effervescenza d’Oltralpe è al Top nelle preferenze degli italiani per il brindisi sotto al vischio sono anche le vendite in enoteca, che secondo una recente indagine (Fonte: Pambianco 2023), quest’anno hanno registrato un aumento del 10%. Ma quali sono i pairing piu azzeccati per esaltare i sapori del menù più atteso dell’anno? A svelare i suggerimenti per brindisi da veri connaisseurs é Comte de Montaigne, maison di Champagne de Prestige dell’Aube. Ed ecco a seguire un prezioso vademecum:

1) Con formaggi, selvaggina e fois gras stravince il Blanc de Noirs (100% Pinot Nero). Una bolla complessa e corposa che regala profumi intensi di frutta rossa e nera accompagnati dai sottili aromi di spezie e di crosta di pane. Esalta le carni saporite e le consistenze morbide come la selvaggina, entrée a base di foie gras, il piccione affumicato, la quaglia allo spiedo, cotoletta e ossobuco alla milanese, funghi farciti e formaggi a pasta molle. 2) Blanc de Blancs (100% Chardonnay), il pairing più azzeccato per anatra, pollo, Sushi e tartare di pesce. Il Blanc de Blancs esprime la finezza dello Chardonnay al suo apogeo. Dal colore oro chiaro, con un perlage vivace ricco di bolle fini e persistenti, rapisce subito l’olfatto con le sue note intensamente fruttate, che dopo un primo sentore di agrumi, frutta esotica e fiori bianchi, lasciano il posto a profumi burrosi. Unico per la sua leggerezza e freschezza, si sposa con tutti piatti che esaltano le sue note minerali, di frutta esotica e agrumate e che non sono troppo speziati e zuccherosi: petto d’anatra, pollo fritto, Sushi, carpaccio di capesante e pesce spada, tartare di pesce – ad esempio orata e spigola – e con la mousseline di sedano rapa, una crema liscia e vellutata a base di burro.

3) Brut (70% Pinot Nero, 30% Chardonnay) ideale per antipasti leggeri. Il Brut Grand Réserve combina la freschezza dello Chardonnay con la struttura del Pinot Nero regalando aromi di grande intensità, ricchi e fruttati. Profumi di frutta bianca come mela, pera e pesca si sposano in assoluta freschezza, unendo armonia, rotondità e lunghezza persistente. Versatile e rotondo, in particolare si sposa molto bene con antipasti leggeri come: lumache, scampi, salmone, tartare di pesce e parmigiano. 4) Extra Brut (70% Pinot Nero, 30% Chardonnay) per esaltare il sapore di ostriche, crudité di mare, formaggi e salumi. L’Extra Brut è uno Champagne puro e autentico, dal tocco deciso. Al primo sentore svela agrumi di pompelmo e limone, e poi si percepiscono aromi di frutta come la pesca, la pera e la mela. Una bolla elegante e minerale che viene esaltata dall’abbinamento con ostriche crude, crudo di frutti di mare, carpacci di pesce, formaggi affinati – ad esempio formaggi erborinati – crudités di verdure e antipasti a base di salumi magri.

5) Rosé (100% Pinot Nero), l’abbinamento “definitivo” con dolci a base di frutta rossa, salumi stagionati, carpacci di carne e tonno, Sushi & Sashimi. Sorprendente ed audace, questo Rosé “de saignée” si distingue per il suo perlage vivace, con toni rosati e arancio, è ricco di bolle fini e persistenti. Al naso regala aromi di frutta rossa, come lamponi e ribes. Fruttato e vinoso, si sposa divinamente con: dolci a base di frutta rossa e nera (es. crostata ai frutti di bosco), salumi stagionati, salmone affumicato, carpaccio di carne, tonno, Sushi & Sashimi.

Casa, Idealista: vivere soli un lusso, affitto monolocali +20%

Casa, Idealista: vivere soli un lusso, affitto monolocali +20%Roma, 12 dic. (askanews) – Vivere da soli è ormai diventato un lusso; sebbene, spesso, spinti dalla ricerca di stili di vita differenti, da una maggiore autonomia e privacy, si decida di cercare casa in affitto da soli, questa scelta non è sempre sostenibile per le tasche di un “single” italiano. Infatti, da uno studio condotto da idealista, portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico in Italia, emerge come l’affitto di un monolocale costi il 33% in più rispetto alla locazione di una stanza in un appartamento condiviso con altre persone.

L’affitto medio di una stanza in Italia a novembre è di 450 euro, contro i 600 euro che bisogna mettere in conto per prendere in affitto un monolocale, ovvero il 33% in più. Dal report emerge, inoltre, che entrambe le tipologie immobiliari sono diventate più costose: i prezzi dei monolocali sono aumentati del 20%; mentre le richieste dei proprietari di stanze in appartamenti condivisi sono cresciute del 13% in un anno. Dall’analisi delle 106 province italiane, si evidenzia come siano prevalenti (86) le aree con una maggiore differenza di prezzo tra monolocali e stanze. Le maggiori variazioni spettano a Genova, dove i monolocali costano il 127% in più delle camere, Venezia (111%) e Trieste (100%). Al contrario, Massa Carrara (-13%) è la provincia italiana in cui la differenza di prezzo tra monolocali e stanze favorisce di più quest’ultima tipologia abitativa: i monolocali, infatti, costano il 13% in meno rispetto alle stanze. La stessa dinamica avviene in altre 5 province: Asti (-6%), Crotone (-5%), Torino (-4%), Lodi (-3%) e Alessandria (-2%).

Passando alle due principali province italiane, notiamo come Roma segua la tendenza italiana con un affitto dei monolocali che è superiore del 40% rispetto all’affitto di una stanza; mentre a Milano questa differenza di prezzi si assottiglia livellandosi verso l’alto: i monolocali costano solo il 9% in più rispetto alle stanze. Per quanto riguarda i capoluoghi, notiamo come, spesso, non sia possibile confrontare i due prodotti immobiliari (monolocali e stanze), in quanto i monolocali non sono una tipologia comune in molti capoluoghi italiani. Lo stesso avviene per il segmento relativo alle stanze in affitto, la cui offerta è minore nelle città meno attrattive per studenti e giovani lavoratori. La tendenza cittadina segue quella provinciale: in 81 capoluoghi gli affitti dei monolocali superano notevolmente quelli delle stanze. Il divario si fa maggiore a Venezia, dove i monolocali sono più cari del 144%, seguono Pisa (125%), Mantova (100%), Genova (97%), Bari (92%), Bolzano (89%), Cagliari e Firenze (88%). Con una differenza di prezzo pari a oltre il 10% troviamo altri 65 capoluoghi compresi tra l’82% di Catania ed il 13% di Milano e Lecco, le due città con variazioni meno pronunciate. Anche a Roma (47%) lo scarto è elevato e superiore alla media nazionale.

Genova (86%) è la città dove il prezzo dei monolocali è aumentato di più rispetto allo stesso periodo del 2022. Seguono Trieste (54%), Imperia (43%), Olbia (36%) e Pisa (35%). Di contro, in 20 città i prezzi dei monolocali sono diminuiti, con i ribassi più forti che si concentrano a Campobasso (-47%), Rieti (-44%) e Trento (-30%). In tutti i grandi mercati cittadini, si registrano aumenti: Torino (18%), Venezia (17%), Napoli (14%), Milano e Palermo (13%), Roma (8%) e Firenze (7%). Sul fronte dei prezzi, Venezia presenta i monolocali più costosi d’Italia, con una media di 990 euro al mese. La seguono Milano, con 900 euro al mese, Bolzano (850 euro/mese), Bologna (800euro/mese), Firenze (750 euro/mese) e Roma (700 euro/mese). Le città più economiche per l’affitto di un monolocale sono Campobasso (240 euro/mese) e Cosenza (250 euro/euro). La città in cui i prezzi delle camere sono cresciuti di più nell’ultimo anno è Padova, con un aumento del prezzo del 60%, seguita da Trieste (57%), Savona e Brescia (in aumento entrambe del 52%) e Bolzano (50%). Tra i grandi centri italiani, i prezzi delle stanze sono in aumento a Roma (36%), Bologna e Cagliari (23%), Venezia (19%), Milano (13%), in linea con la variazione nazionale e Napoli (9%). Torino (-36%) è il capoluogo in cui, mediamente, i prezzi di affitto delle stanze sono calati di più negli ultimi 12 mesi.

Milano è la città più cara in cui affittare una stanza, con 795 euro al mese di media. Seguono Brescia (525 euro/mese) e Roma (475 euro/mese). Mentre, gli affitti delle stanze più convenienti si trovano a Cosenza (170 euro/mese) e Potenza (200/mese).

Risparmio casa: famiglia Battistelli riacquista azioni Rch da fondo Hig

Risparmio casa: famiglia Battistelli riacquista azioni Rch da fondo HigMilano, 11 dic. (askanews) – Bibis ha riacquistato, attraverso la controllata Bitris, la totalità delle azioni di Rch, la sub holding commerciale che opera con il marchio Risparmio Casa, da Tempus Holding, veicolo del Fondo Hig, che aveva acquisito una partecipazione del 16,7% nel 2019.

Il riacquisto delle quote, spiega una nota, è stato effettuato attraverso un’operazione di debito di circa 100 milioni di euro supportata da Bnl, Credit Agricole e Unicredit. Il finanziamento è stato erogato attraverso un club deal destinato esclusivamente al riacquisto delle azioni di Rch da parte di Bitris controllata integralmente dalla capogruppo Bibis. “L’operazione – commenta Stefano Battistelli, socio e fondatore del gruppo – consente di cogliere le opportunità strategiche in un momento di mercato particolarmente interessante. Ringraziamo il fondo Hig per aver supportato il gruppo Risparmio Casa nella fase di organizzazione di flussi e processi e aver contribuito a porre le basi per una solida oganizzazione manageriale”. “Sono molto soddisfatto dell’operazione – continua Fabio Battistelli, socio e fondatore del gruppo – effettuata con il supporto delle principali banche di relazione, che ha consentito di realizzare la prima fase della strategia del gruppo”.

“Ben felice di aver supportato gli imprenditori ed i colleghi – dichiara Fabio Tomassini, Amministratore Delegato – in questa importante operazione per il Gruppo”.