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Sprechi, non solo nel cibo. Eliminarli aumenta i ricavi del 30%

Sprechi, non solo nel cibo. Eliminarli aumenta i ricavi del 30%Roma, 28 nov. (askanews) – Buttare il pane è da sempre atto sacrilego. Uno degli sprechi peggiori secondo la tradizione. Quante volte le nostre mamme ci hanno rimproverato e quante volte hanno provato a riciclarlo nella cucina degli avanzi? Far finire il cibo nella spazzatura è l’esempio più lampante di come si possano buttare via, con un semplice gesto, i propri soldi. Ma gli sprechi si annidano ovunque, anche e soprattutto, nel settore produttivo: “Gli ingegneri della Toyota hanno individuato -spiega Serena Marcantoni, responsabile Organizzazione e Processi della SharkNet Company – sei elementi su cui si può lavorare per rendere la propria attività maggiormente performante, aumentando i ricavi anche del 30%. Un vademecum che, grazie all’esperienza imprenditoriale accumulata, inizia con il problema della sovraproduzione. Se un’attività commerciale, qualunque essa sia, produce più di quello che riuscirà a vendere, avrà in magazzino dei pezzi invenduti. Questi pezzi invenduti saranno considerati come rimanenze di magazzino. Non solo saranno considerati come spreco, ma peseranno sul bilancio come denaro congelato. Inoltre, dove saranno posizionati questi pezzi invenduti? Molto probabilmente diventeranno obsoleti e occuperanno spazio che poteva essere occupato da prodotti più spendibili sul mercato. Una situazione ingarbugliata dalla quale si può uscire in un solo modo: produrre, organizzando la propria catena di produzione coordinata con il proprio software gestionale, nel momento in cui si riceve l’ordine del cliente”.

Il vademecum nasce dall’esperienza dell’azienda che, dalla provincia di Roma, esporta in oltre 50 paesi nel mondo. Movimenti e attese inutili sono altri elementi da considerare, ma le scorte in magazzino rappresentano di certo un problema decisamente più rilevante: “Faccio un esempio -dice ancora la Marcantoni – un responsabile di un’azienda di packaging contatta il suo equivalente di una impresa che utilizza scatole rifinite per imballare e spedire i propri prodotti e gli prospetta un’offerta che sembra economicamente vantaggiosa, in cambio, però, di un ordine cospicuo. Ma è davvero un affare? No, a ben vedere: dove metto la merce in più acquistata? Cosa succede se un imprevisto rovina l’ordine, proprio a causa del mal posizionamento delle scatole ricevute? Direbbero i saggi: non è tutto oro quello che luccica. Anche qui esiste un solo rimedio: ordinare esclusivamente ciò che occorre, basandosi sui numeri di vendita, in base alla precisa domanda che arriva dal cliente”. Altro elemento: la perdita di processo che si verifica quando, in una catena di produzione, un pezzo esce fallato o non è conforme con la qualità inizialmente impostata dall’azienda produttrice: “In questo caso una delle tecniche che possiamo mettere in atto è il cosiddetto POKA YOKE, sottolinea la responsabile della SharkNet Company. “Nell’applicare questa tecnica si guiderà l’operatore a percorrere esclusivamente la via corretta nello svolgere l’attività di riferimento all’interno della catena produttiva. Anche in questo caso, serve un esempio: tempo fa, una volta ritirato il denaro presso le casse automatiche bancarie, alcune persone dimenticavano di riprendere il proprio bancomat. Analizzata questa problematica si decise di imporre una regola generale per tutte le casse automatiche: avrebbero prima restituito la carta e solo successivamente la cassa automatica avrebbe erogato i soldi richiesti. In questo modo, il problema è stato definitivamente risolto. Grazie appunto al metodo del POKA YOKE”.

Sesto e ultimo elemento: il trasporto: “Quando analizziamo questa attività -conclude Serena Marcantoni – dobbiamo focalizzarci su tutti quei pezzi che l’operatore dovrà trasportare dal punto A al punto B. Quanto misura questa distanza? Pensiamo per esempio a un’attività commerciale con più sedi. In questo caso sarà fondamentale organizzare al meglio la catena di produzione includendo ovviamente il materiale che occorre per la produzione del prodotto stesso. Se il fulcro della mia catena di produzione è all’interno della sede A e avrò sistemato il materiale per produrre nella sede B (per questione di spazio) molto probabilmente dovrò considerare un trasporto costante con un mezzo dalla sede B alla sede A. In questo caso possiamo disegnate una VSM (value stream mapping) e analizzare, di conseguenza, quanti trasporti si faranno, quanti mezzi utilizzati, il costo del carburante e tutte le attività annesse. Una volta che ho messo nero su bianco queste informazioni, sempre insieme alla mia squadra di lavoro e mediante tecniche della produzione snella, andrò a capire dove intervenire per eliminare o quanto meno ridurre questo spreco registrato. Se non riusciamo a eliminare definitivamente il problema ma comunque riusciamo a ridurlo, sarà in ogni caso un successo! Nel tempo, infatti, applicando ripetutamente queste tecniche, anche e soprattutto allo stesso processo che presenta problemi, riusciremo costantemente a migliorare il processo stesso”. Spesso, quindi, la soluzione per chi fa impresa è molto più semplice di quanto si possa pensare e bastano poche regole per rendere la propria attività più performante.

Spopola il trading sportivo, “vincere” tradando le partite di calcio

Spopola il trading sportivo, “vincere” tradando le partite di calcioRoma, 28 nov. (askanews) – Ormai sta spopolando e sempre più italiani cercano di guadagnare tradando le partite di calcio della Juventus, del Milan o dell’Inter. Ma cos’è il trading sportivo? Come funziona, quali rischi comporta e perché piace così tanto agli amanti delle scommesse? Ma, soprattutto, è davvero simile al trading finanziario?

“Il trading sportivo – spiega Andrea Unger che, nel trading finanziario, è stato l’unico ad aver vinto per quattro volte il Campione del mondo – non significa piazzare semplicemente una scommessa e attendere cosa accade per sapere se si è vinto o si è perso. Il trading sportivo richiede maggiori competenze e conoscenze rispetto alle scommesse classiche, in quanto il trader deve essere in grado analizzare le variabili che influenzano il mercato, come ad esempio i dati statistici, l’andamento live dell’incontro e prendere decisioni informate in base alle proprie previsioni”. Il trading sportivo insomma è una forma di trading in cui il trader compra e vende quote in base alle proprie previsioni sul mercato. Offre maggiore flessibilità rispetto alle scommesse classiche, in quanto il trader può modificare la propria posizione in qualsiasi momento, ad esempio vendendo quote per ottenere un profitto o minimizzare una perdita. Tutto questo è possibile grazie a una funzione specifica del trading sportivo che è il cash out, cioè la possibilità di uscire dal mercato per incassare subito la vincita in caso di andamento positivo del pronostico, o di limitare la perdita nel caso di andamento negativo: “Sembra facile – ammonisce Unger – ma non lo è affatto. Tutto questo deve essere infatti frutto di uno studio accurato e ha ovviamente i suoi potenziali rischi”.

Il trader sportivo dunque gioca sull’andamento di una quota durante lo svolgimento di un incontro e, in questo, ha delle similitudini molto marcate con chi gioca sui mercati finanziari: “E, come dicevo, anche i rischi sono paragonabili -afferma Unger. É chiaro, che se uno gioca a livello amatoriale gli spicci che ha in tasca con il solo scopo di divertirsi, è un conto e ovviamente è una pratica accettabile. Se invece ci si dedica in maniera più importante rischiando capitali significativi, è necessario adottare qualche precauzione. La prima cosa da fare è informarsi bene, ma molto bene, su dove si vanno a mettere i soldi, ovvero in quale broker si vanno a depositare gli importi che poi serviranno per fare le operazioni. La seconda, invece, è investire basandosi sui dati e non sui propri sentimenti. Questo è sempre vero, lo è di più quando oggetto del lavoro è un incontro sportivo”. Noi tutti siamo opinionisti di calcio, di tennis e, all’occorrenza, anche di basket. Ma il tifo, nel trading sportivo, può essere pericoloso, può fare perdere denaro: “Per questo -sottolinea Unger- bisogna stilare necessariamente un piano d’azione che abbia una base logica e statistica. Ma non basta fare solo questo. L’altro aspetto sul quale porre attenzione è che questa attività non potrà mai diventare una professione stabile e concreta, perché comunque le cifre in gioco non arrivano a livelli tali da mettersi al riparo dai momenti di difficoltà che possono sempre esserci. Con la possibilità che si possa cadere nella ludopatia, dove non si conosce più il confine tra il divertimento fine a se stesso e un’iperattività che, alla fine, diventa dannosa. Bisogna insomma evitare un circolo vizioso che spesso porta alla rovina economica le persone”.

Mai farsi travolgere, dunque: “E mai – aggiunge Unger – farsi ingannare dai fuffaguru che stanno proliferando in questo settore. Si tratta di persone che cercano di trarre un loro unico tornaconto, propinando consigli a pagamento. Bisogna fare attenzione, verificando che tipo di competenze abbia, che tipo di capacità abbia dimostrato e anche che tipo di risultati possa aver fatto ottenere seriamente a chi l’ha seguito. Purtroppo improvvisarsi esperti di qualcosa, per trarne un guadagno economico a danno di altri, è una moda molto diffusa non solo italiana, ma anche mondiale. E bisogna assolutamente difendersi”.

Meno costi e meno errori, l’Intelligenza artificiale nella contabilità

Meno costi e meno errori, l’Intelligenza artificiale nella contabilitàRoma, 27 nov. (askanews) – Nove zeri e una crescita dinamica, l’intelligenza artificiale è la star del panorama tech del nostro secolo. Nel corso del 2022 il valore del mercato globale dell’IA ha raggiunto 136,55 miliardi di dollari, aprendo la strada verso una rapida escalation. Secondo le previsioni del rapporto “Artificial Intelligence Market Size, Share, Growth Report 2023” di Grand View Research, si prevede un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 37,3% nel periodo compreso tra il 2023 e il 2030, con ricavi previsti di 1.811,75 miliardi di dollari entro il 2030. Questa dinamica non si ferma alle cifre impressionanti: l’intelligenza artificiale sta gettando le basi per una rivoluzione in settori chiave dell’economia mondiale. E anche l’ambito della contabilità non sfugge a questa onda di innovazione e trasformazione. Ma quali sono gli impatti concreti che l’Intelligenza Artificiale sta avendo sulla contabilità e su come le imprese stanno ridefinendo le loro strategie finanziarie?

“La combinazione di vasti insiemi di dati e potenti algoritmi offre opportunità senza precedenti per migliorare l’efficienza, la precisione e la strategia nel campo contabile”, spiega Cristina Filippi, Fondatrice e CEO Artemis, società di consulenza che utilizza l’intelligenza artificiale per la consulenza contabile alle aziende. “Il primo e più evidente impatto dell’IA sulla contabilità è l’automazione di compiti ripetitivi. La classificazione delle transazioni, la riconciliazione dei conti e la preparazione dei report finanziari possono essere eseguiti con una velocità e una precisione che superano le capacità umane. Questa automazione permette ai contabili di dedicare più tempo per i compiti ad alto valore aggiunto, come l’analisi finanziaria e la consulenza strategica. Ma l’IA non si ferma all’automazione. Gli algoritmi possono prevedere le tendenze finanziarie, identificare anomalie e suggerire azioni correttive. Ad esempio, l’IA può analizzare enormi quantità di dati per identificare modelli di spesa e suggerire modi per ottimizzare le uscite”. L’Intelligenza artificiale, una delle tendenze tecnologiche più avvincenti e, talvolta, controverse dei nostri giorni, si configura come un terreno fertile per svariate opportunità, ma non è privata di complessità e sfide. Una tra tutte, la possibilità che in un futuro prossimo l’implementazione di soluzioni basate sull’IA possa mettere a rischio la stabilità di molti posti di lavoro, anche nel settore contabile. “La formazione e l’aggiornamento delle competenze sono essenziali per i professionisti contabili – spiega Filippi – i quali devono necessariamente comprendere le potenzialità e le limitazioni delle tecnologie basate sull’IA, integrandole nelle loro operazioni e strategie. Oltre alle sfide ci sono però molte opportunità. La consulenza aziendale, in particolare nel settore contabile, può trarre enormi benefici. Con l’accesso alle analisi predittive, i consulenti possono offrire raccomandazioni più informate e proattive. Ciò potrebbe tradursi in strategie fiscali ottimizzate, piani finanziari più efficaci e decisioni di investimento più sagge. Dunque l’IA potrebbe elevare il ruolo del contabile da quello di un semplice numero a un consulente strategico di valore, sfruttando la tecnologia per offrire visioni più profonde e soluzioni innovative ai clienti”.

In un’era dominata dalla crescente spinta digitale, l’Intelligenza Artificiale si pone come una forza motrice in grado di ridefinire il panorama aziendale e le strategie future delle imprese, ottimizzando il lavoro contabile e l’efficienza dei processi finanziari aziendali. “L’impiego dell’IA nell’attività dei commercialisti si traduce in una semplificazione e ottimizzazione delle attività contabili, riducendo gli errori umani e abbattendo drasticamente i costi per le imprese – afferma Filippi – l’Unique Value Proposition del nostro modello di consulenza permette alle aziende, in particolare PMI, startup e aziende innovative, di avere un notevole risparmio di tempo, una maggiore precisione e una considerevole riduzione dei costi contabili aziendali. Ciò è dimostrato da due casi concreti che abbiamo seguito. Una impresa, con un reparto contabile interno, grazie all’utilizzo dell’IA è riuscita a ridurre i costi da 35.000 a 5.000 euro, consentendo un impiego più efficace delle risorse nelle attività chiave del business. Una S.r.l., invece, ha tagliato i costi della gestione contabile da 6.000 a 3.000, utilizzando il risparmio per ampliare i servizi offerti, tra cui un’analisi finanziaria completa e una valutazione aziendale, fornendo informazioni preziose per il successo dell’impresa”. L’Intelligenza Artificiale può quindi contribuire a ridurre i costi della gestione contabile, consentendo alle aziende di reinvestire i risparmi in attività produttive, ampliando così il potenziale di crescita e sviluppo aziendale. “E’ ormai dimostrato che Il futuro della contabilità e della consulenza aziendale, è plasmato dall’IA. Sebbene la sua adozione richieda un investimento in formazione e tecnologia, i benefici in termini di efficienza, precisione e strategia sono troppo importanti per essere ignorati”, conclude Cristina Filippi.

Fincantieri, varata nona fregata multiruolo “Spartaco Schergat”

Fincantieri, varata nona fregata multiruolo “Spartaco Schergat”Roma, 24 nov. (askanews) – Si è svolta oggi presso lo stabilimento di Riva Trigoso del cantiere integrato navale militare, la cerimonia di varo della fregata Spartaco Schergat, nona di una serie di 10 unità Fremm – Fregate Europee Multi Missione, commissionate a Fincantieri dalla Marina Militare Italiana nell’ambito dell’accordo di cooperazione internazionale italo-francese, con il coordinamento di OCCAR, l’organizzazione congiunta per la cooperazione europea in materia di armamenti. Madrina del varo è stata Arianna Somma, nipote della Medaglia d’oro al Valor Militare Spartaco Schergat, dal quale prende il nome la nave. L’unità proseguirà le attività di allestimento presso lo stabilimento di Muggiano, a La Spezia, e sarà consegnata nel 2025. Nave Spartaco Schergat sarà caratterizzata, come le altre FREMM, da un’elevata flessibilità d’impiego e avrà la capacità di operare in tutte le situazioni tattiche. Ha una lunghezza di 144 metri, una larghezza di 19,7 metri e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate. Potrà raggiungere una velocità superiore ai 27 nodi con una capacità massima di circa 200 persone imbarcate.

Rete centro commerciale Romaest si amplia, nuovo flagship store New Yorker

Rete centro commerciale Romaest si amplia, nuovo flagship store New YorkerRoma, 24 nov. (askanews) – A Romaest, uno degli shopping Mall più grandi d’Italia, ha inaugurato ieri il nuovo flagship store di New Yorker, una delle aziende leader sul mercato internazionale nel settore della moda giovane. Con oltre 1.200 negozi in 47 paesi – di cui ben 14 in Italia – il brand di moda torna a puntare su Roma, questa volta negli spazi di Romaest per aprire il suo terzo negozio nel capoluogo romano, il più grande d’Italia.

Distribuito su una superficie di 1.847 mq, che ha previsto l’assunzione di un team di 24 risorse, rappresenta un ulteriore e importante tassello alla strategia di merchandising mix che amplia l’offerta del Mall e si conferma luogo ideale per far vivere un’esclusiva shopping experience. “Siamo molto felici di accogliere New Yorker, un brand di moda di fama internazionale con oltre 1.200 negozi al mondo, all’interno del nostro centro. Con la commercializzazione di quest’area, quasi 2.000mq, abbiamo ulteriormente consolidato il merchandise mix di Romaest, che si colloca meritatamente come meta ambita per lo shopping nel centro Italia. Il nuovo punto vendita va ad arricchire ulteriormente l’offerta urban fashion del centro, insieme ad altri grandi marchi internazionali, andando così a soddisfare una richiesta crescente, da parte di giovani ma anche di fasce d’età più mature, per uno stile di ispirazione urban. Questa apertura si colloca in un arco temporale molto positivo per il centro commerciale, che nel 2023 ha raggiunto ottimi risultati in termini di affluenza e fatturati, raggiungendo, e in molti mesi superando, i risultati pre-pandemici. Fino a fine anno avremo il piacere di aprire nel nostro centro anche altri due brand della ristorazione, così come un grande brand di odontoiatria in Italia (ndr. Dental Pro)”, dichiara Pietro Mauro, direttore del centro commerciale Romaest.

La gamma di prodotti di New Yorker comprende nel dettaglio i marchi Fsbn, FB Sister (abbigliamento sportivo e streetwear), Amisu e Smog (abbigliamento casual e da sera), Censored (lingerie e costumi da bagno) e una vasta gamma di accessori, caratterizzati da uno stile che permette di esprimersi e immergersi in nuovi mondi. “New Yorker si rivolge ad un pubblico giovanile, senza tuttavia escludere le fasce d’età più mature e spazia da un prêt-à-porter ad una linea un po’ più elegante, accessibile a tutti. New Yorker ha lo stile giusto per ogni momento. Con lo slogan “Dress for the moment” vogliamo creare esperienze e incoraggiare i nostri clienti a sperimentare e a reinventarsi continuamente. Siamo orgogliosi di aprire il nostro primo flagship store in Italia, presso il centro commerciale di ROMAEST. Il nostro negozio vanta attualmente la più grande metratura d’Italia di quasi 2.000 mq e dispone di un’area relax per i clienti per dare un plus all’esperienza di vendita insieme al nostro personale sempre disponibile nel consigliare un total look al passo con la moda”, afferma Tommasina Di Giovanni, Area Manager Italia New Yorker.

Il nuovo store si inserisce perfettamente nello shopping Mall di Romaest dove intrattenimento, stile e convenienza si uniscono negli oltre 210 negozi, 20 bar e ristoranti oltre un cinema Multiplex 12 sale. Il luogo ideale per gli acquisti e il divertimento di tutta la famiglia dove trovano spazio i migliori brand di tecnologia, moda e lifestyle.

Difesa, Mbda and Kai rafforzano la loro cooperazione

Difesa, Mbda and Kai rafforzano la loro cooperazioneRoma, 24 nov. (askanews) – Mbda e Korean Aerospace Industries (Kai) hanno sottoscritto un accordo per rafforzare la loro cooperazione. L’accordo – si legge in una nota – prevede che le aziende esplorino ulteriori opportunità per l’integrazione di nuovi sistemi d’arma di Mbda sulle piattaforme Kai e l’esportazione, attraverso un approccio di marketing congiunto. L’intesa è stata firmata il 20 novembre a Londra da Chris Allam, managing director di Mbda Uk, e Kang Goo-young, Chief Executive Officer di Kai, durante una visita di stato coreana nel Regno Unito. Il Ceo di Mbda Eric Béranger ha dichiarato: “La combinazione di sistemi d’arma e di tecnologie leader a livello mondiale di MBDA con la comprovata esperienza di Kai nello sviluppo e nella rapida consegna di nuovi velivoli è una prospettiva entusiasmante per il mercato mondiale della difesa, che riflette i valori e gli interessi condivisi da entrambe le parti”. Kang Goo-young, Korea Aerospace Industries, ha affermato: “Recentemente c’è stata una crescente domanda mondiale per armamenti di vario genere. Lavoreremo insieme a MBDA per proporre un velivolo nazionale ancor più avanzato ai nostri clienti”. Mbda è già impegnata con l’azienda coreana per completare con successo l’integrazione del missile Meteor (missile aria-aria oltre la linea di vista) sul caccia KF-21 Boromae di KAI. Esempi di ulteriori aree di cooperazione che saranno esplorate nell’ambito del nuovo accordo includono l’integrazione dei nuovi sistemi d’arma di Mbda – come Spear, Asraam e Brimstone – su piattaforme Kai come KF-21 e FA-50 e l’esportazione di piattaforme e missili.

Nuove sfide fiscali per regime fofettario, l’analisi dell’esperto Teresi

Nuove sfide fiscali per regime fofettario, l’analisi dell’esperto TeresiRoma, 23 nov. (askanews) – L’ambito fiscale italiano sta vivendo un periodo di significative trasformazioni, soprattutto per i titolari di partita IVA che operano in regime forfettario. Il nuovo decreto legislativo, parte integrante della riforma fiscale (legge 111/23), approvato in Consiglio dei Ministri il 2 novembre, introduce il concetto di concordato preventivo biennale. Questa misura implica una revisione sostanziale nelle pratiche contabili dei contribuenti forfettari. A seguito di queste modifiche, da gennaio 2024, i contribuenti forfettari dovranno implementare la fatturazione elettronica, un cambiamento che rappresenta solo una parte delle nuove sfide che dovranno affrontare. Questo obbligo si aggiunge ai requisiti informativi del quadro Rs, elemento diventato cruciale per l’Agenzia delle Entrate.

Per accedere al concordato preventivo biennale, i contribuenti forfettari dovranno mantenere una contabilità dettagliata dei costi operativi. Il concordato preventivo biennale serve a stabilire un accordo tra il fisco e il contribuente per definire l’imponibile fiscale per i successivi due anni. L’articolo 8 del decreto legislativo specifica che l’Agenzia delle Entrate fornirà i software necessari per raccogliere i dati essenziali all’elaborazione della proposta di concordato. I dati richiesti per il concordato preventivo biennale probabilmente seguiranno gli stessi principi degli indici sintetici di affidabilità fiscale, obbligando i forfettari a registrare accuratamente i costi di esercizio. Non osservare queste nuove regole espone a rischi significativi. Il primo rischio è quello di una valutazione eccessiva del reddito, non considerando i costi operativi. Il secondo rischio è l’esclusione dal concordato preventivo se emergono discrepanze tra i dati forniti e quelli in possesso dell’Agenzia delle Entrate. Giampiero Teresi, riconosciuto esperto in materia forfettaria, autore del sito https://www.regime-forfettario.it/, commenta così le novità: “Con l’introduzione della fatturazione elettronica e l’accesso al concordato preventivo biennale, le semplificazioni contabili per i titolari di partita IVA in regime forfettario si riducono notevolmente. Dal primo gennaio 2024, emettere fatturazione elettronica diventerà obbligatorio per i forfettari, e per accedere al concordato preventivo biennale, introdotto con la legge 111202 del 2 novembre, sarà necessario indicare una serie di spese aziendali nel quadro RS entro il 15 marzo di ogni anno. L’Agenzia delle Entrate fornirà un software per la raccolta dei dati necessari. Non indicare le spese sostenute può portare a due rischi principali: una stima eccessiva del reddito, ignorando le spese sostenute, e la preclusione dall’utilizzo del concordato preventivo a causa di dati non coerenti con quelli dell’Agenzia delle Entrate”.

Queste innovazioni normative richiedono una nuova consapevolezza e accuratezza da parte dei contribuenti forfettari, sottolineando l’importanza di adeguarsi prontamente per evitare conseguenze negative e assicurare una gestione fiscale efficace.

Poste Italiane, carta Poste Pay evolution tocca traguardo 10 milioni

Poste Italiane, carta Poste Pay evolution tocca traguardo 10 milioniRoma, 22 nov. (askanews) – PostePay si conferma leader nei pagamenti digitali in Italia con la carta Postepay e con il successo della Postepay Evolution, la prepagata dotata di Iban, che ha raggiunto il traguardo di 10 milioni di carte distribuite da PostePay Spa, la società del Gruppo specializzata nei sistemi di pagamento e nelle telecomunicazioni. Lo rende noto Poste Italiane in un comunicato.

Dal 2003, anno di lancio sul mercato, la carta Postepay ha rapidamente ottenuto il favore degli italiani, diventandone lo strumento preferito per eseguire pagamenti e transazioni in modo semplice e sicuro in particolare sui canali online, acquisendo così un ruolo decisivo nello sviluppo dell’eCommerce in Italia. Grazie alla carta Postepay, PostePay Spa ha indubbiamente contribuito a rendere familiari gli strumenti digitali per una generazione di italiani attraverso un nuovo modo di fare acquisti e pagamenti. Questo percorso di innovazione ha permesso a Postepay di raggiungere una posizione di leadership nel mercato dei pagamenti digitali, lanciando soluzioni sempre più evolute e sicure.

Con più di 500 milioni di transazioni e-commerce oggi Postepay non è solo una carta, ma un autentico ecosistema digitale di servizi e funzioni innovative pensati per rendere semplice la vita di tutti giorni ed in grado di generare connessioni di valore per i quasi 30 milioni di carte Postepay, di cui ben 10 milioni Postepay Evolution. Il grande successo si è consolidato con il lancio di Postepay Evolution, la carta prepagata che è anche il vantaggio di essere una carta conto. La Evolution è infatti dotata di Iban per rispondere alle esigenze di chi ha bisogno di uno strumento completo per operazioni di pagamento in sicurezza e per ricevere e disporre bonifici, accreditare lo stipendio o la pensione. Negli anni la Postepay Evolution si è costantemente arricchita di nuovi servizi e funzioni, disponibili sulla rete dei 12.800 Uffici Postali e sui canali digitali, sul sito e sull’App Postepay.

Violenza di genere,Generali inaugura panchina rossa a Innovation Park

Violenza di genere,Generali inaugura panchina rossa a Innovation ParkRoma, 22 nov. (askanews) – Mercoledì mattina, nell’area esterna dell’Innovation Park, il polo dell’Innovazione posto nel cuore della propria sede di Mogliano Veneto, Generali ha inaugurato una panchina rossa: un simbolo per ricordare che ancora oggi, in Italia e nel mondo, vengono uccise centinaia di donne ogni anno. A pochi giorni dal 25 novembre, Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Generali ha scelto di sottolineare attraverso questa iniziativa la necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica verso un fenomeno che non accenna a diminuire: da gennaio a ottobre 2023 le statistiche hanno già registrato oltre 100 casi di vittime per ragioni di genere.

L’incontro, a cui hanno partecipato circa un centinaio di dipendenti del Gruppo – informa una nota di Generali – ha visto la presenza di Gianluca Perin, Country General Manager, Julia Merson, Head of Compliance e DPO di Generali Italia, Davide Passero, CEO di Alleanza Assicurazioni e Country Chief Marketing & Product Officer di Generali Italia, Valentina Tanzi, Head of People Value & Engagement di Generali Italia, e Giuseppe Di Rienzo, Managing Director di Fondazione Libellula, ente che collabora con le aziende per lo sviluppo di progetti di contrasto alla discriminazione di genere. Nella targa apposta sulla panchina rossa di Mogliano è stata incisa la frase “Qui non c’è posto per la violenza”. Il pensiero è frutto di un laboratorio che ha coinvolto una quarantina di dipendenti in due momenti, il primo nella sede di Mogliano il 6 novembre e il secondo in quella di Milano, il 9 novembre. Gli incontri, realizzati con Fondazione Libellula, hanno avuto l’obiettivo di inquadrare il dramma della violenza sulle donne attraverso numeri e statistiche, e coinvolgere attivamente le persone di Generali nel progetto che si è concretizzato questa mattina. L’attività si inserisce nell’ambito di un programma formativo sulla parità di genere in azienda e che rappresenta uno dei molteplici impegni della Compagnia nella costruzione di una società equa, rispettosa e inclusiva.

Gianluca Perin, Country General Manager ha dichiarato: “Fare sostenibilità, principio ispiratore del nostro piano strategico “Lifetime Partner 2024: Driving Growth”, significa anche prestare attenzione alla dimensione sociale della responsabilità d’impresa. L’istituzione di questa panchina, simbolo ormai globale del contrasto alla violenza di genere, significa dare un ulteriore segnale di concretezza a un percorso virtuoso che, come Generali, abbiamo intrapreso per generare un cambiamento nella società, partendo dalla promozione di una cultura aziendale inclusiva, fondata sul rispetto e sull’eliminazione degli stereotipi di genere”. Giuseppe Di Rienzo, Managing Director di Fondazione Libellula ha commentato: “Generali è un esempio di come un’azienda può responsabilizzarsi sulla violenza di genere e diffondere una cultura di prevenzione e contrasto al fenomeno: formando il personale, come ha fatto con il laboratorio, facendo iniziative di sensibilizzazione, come questa panchina, e contribuendo a progetti di cura, come ha fatto sostenendo l’apertura dello Spazio Libellula, la nostra antenna sul territorio per intercettare situazioni a rischio e diffondere una cultura inclusiva. Sono onorato di poterla annoverare tra le aziende del Network Libellula e felice di essere qui oggi.”

Imprese, per associate Univendita +8,8% fatturato primo semestre

Imprese, per associate Univendita +8,8% fatturato primo semestreRoma, 22 nov. (askanews) – Primo semestre del 2023 con una dinamica vivace per il comparto della vendita diretta a domicilio. Le grandi aziende associate a Univendita (Confcommercio), la principale delle sigle di settore, hanno fatto registrare nei primi sei mesi dell’anno un fatturato in crescita dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2022, passando da 691 milioni a 752 milioni di euro. Tra i settori merceologici, si rileva il boom dei beni durevoli per la casa, con quasi il 25% di crescita a 319 milioni di euro. Sono alcuni dei dati emersi durante l’Assemblea dei soci che si è tenuta ieri presso la sede di Just Italia Spa e che tra l’altro ha riconfermato Ciro Sinatra presidente dell’associazione per un nuovo quadriennio.

“Malgrado le difficoltà complessive del quadro economico – commenta lo stesso Sinatra – il nostro settore e in particolare le nostre affiliate dimostrano una grande vitalità, confermando la natura anticiclica della vendita diretta. I ricavi evidenziano che il comparto offre occasioni di lavoro stimolanti e appaganti che da una parte consentono di incrementare le entrate in ottica di contrasto al carovita, ma dall’altra aprono prospettive di formazione e di crescita professionale che possono condurre a carriere importanti e durature nel tempo, ben oltre l’obiettivo di una temporanea integrazione al reddito”. “La nostra stella polare, come associazione, è la difesa e la valorizzazione delle imprese e dei loro addetti – conclude il presidente di Univendita – tenendo assieme i valori della tradizione, a partire dal rapporto diretto venditore-cliente, e le innovazioni tecnologiche che stanno arricchendo anche il nostro comparto”.