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PA e cittadini, LetteraSenzaBusta spiega l’impatto della digitalizzazione

PA e cittadini, LetteraSenzaBusta spiega l’impatto della digitalizzazioneRoma, 18 feb. (askanews) – Negli ultimi anni, il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione ha subito una trasformazione significativa grazie alla digitalizzazione dei servizi. L’adozione di strumenti digitali ha reso più rapido ed efficiente l’accesso alle pratiche burocratiche, riducendo la necessità di spostamenti fisici e semplificando numerosi processi. Dall’invio di documenti tramite PEC alla firma digitale, fino ai servizi di pagamento elettronico e alla gestione online delle pratiche amministrative, la tecnologia ha ridefinito il modo in cui i cittadini interagiscono con gli enti pubblici ed è proprio in tal senso che LetteraSenzaBusta, realtà attiva nel settore dei servizi digitali, analizza l’impatto di questa evoluzione e le opportunità che offre.


Uno degli aspetti più rilevanti della digitalizzazione – si legge in una nota – è la possibilità di accedere ai servizi pubblici in modo più veloce e sicuro. L’introduzione della Posta Elettronica Certificata (PEC) ha reso possibile la trasmissione di documenti con valore legale, sostituendo progressivamente la corrispondenza cartacea tradizionale. Questo strumento si è affermato come uno dei mezzi principali per l’invio di comunicazioni ufficiali tra cittadini, imprese ed enti pubblici, garantendo maggiore trasparenza e tracciabilità rispetto ai metodi tradizionali. Parallelamente, l’adozione della firma digitale ha rappresentato un ulteriore passo avanti nella dematerializzazione dei documenti. Grazie a questa tecnologia, oggi è possibile firmare contratti, atti amministrativi e richieste ufficiali senza dover stampare e scannerizzare documenti, con un notevole risparmio di tempo e risorse. La firma digitale ha semplificato numerose procedure, permettendo di ridurre la burocrazia e migliorare l’efficienza nella gestione delle pratiche.


Un altro aspetto chiave della digitalizzazione è l’incremento della sicurezza e della protezione dei dati. Le piattaforme digitali utilizzate dalla Pubblica Amministrazione sono soggette a rigidi protocolli di sicurezza per garantire la riservatezza delle informazioni trasmesse. Strumenti come la SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) consentono un accesso controllato e sicuro ai servizi online, riducendo il rischio di frodi e migliorando la protezione dei dati personali. Nonostante i numerosi vantaggi, la transizione verso una PA completamente digitale presenta ancora alcune sfide. L’alfabetizzazione digitale rimane un aspetto cruciale per garantire che tutti i cittadini possano beneficiare delle innovazioni introdotte. Se da un lato le nuove generazioni hanno una maggiore familiarità con gli strumenti digitali, dall’altro vi è la necessità di fornire supporto e formazione agli utenti meno esperti, affinché possano sfruttare appieno le potenzialità dei servizi online.


L’introduzione di soluzioni digitali – prosegue il comunicato – ha anche permesso di snellire i processi interni della Pubblica Amministrazione. La gestione elettronica dei documenti e la possibilità di comunicare con gli uffici pubblici attraverso canali digitali hanno ridotto il numero di richieste cartacee e migliorato l’efficienza delle risposte. Questo ha avuto un impatto positivo non solo sui tempi di gestione delle pratiche, ma anche sulla sostenibilità ambientale, grazie alla riduzione del consumo di carta e delle emissioni legate agli spostamenti fisici. L’accelerazione della digitalizzazione è stata in parte favorita dalle necessità emerse negli ultimi anni, che hanno richiesto una riorganizzazione dei servizi pubblici per garantire continuità e accessibilità anche in situazioni di emergenza. Molte amministrazioni locali hanno investito in piattaforme digitali per rendere più agevole l’interazione con i cittadini, migliorando la trasparenza e l’efficacia della comunicazione istituzionale.


Guardando al futuro, la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione continuerà a evolversi, con l’adozione di nuove tecnologie che promettono di rendere i servizi ancora più accessibili ed efficienti. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi amministrativi, l’automazione delle pratiche e l’uso di sistemi avanzati di gestione documentale sono solo alcune delle innovazioni che potrebbero ulteriormente trasformare il rapporto tra cittadini e PA. In un contesto in cui l’uso della tecnologia diventa sempre più centrale, è fondamentale garantire un accesso inclusivo ai servizi digitali, affinché tutti possano beneficiare delle opportunità offerte dalla trasformazione in atto. La digitalizzazione – conclude la nota – rappresenta una risorsa strategica per semplificare la burocrazia, migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione e rendere i servizi più vicini alle reali esigenze dei cittadini. (Foto di Christin Hume su Unsplash).

Callipo Group: nel 2024 il fatturato supera i 100 milioni di euro

Callipo Group: nel 2024 il fatturato supera i 100 milioni di euroRoma, 18 feb. (askanews) – Il 2024 si è concluso con un traguardo importante per il Gruppo Callipo: per la prima volta in 112 anni il fatturato supera i 100 milioni di euro. Il Gruppo, che occupa nel complesso oltre 420 lavoratori, comprende oltre alla Callipo Conserve Alimentari altre 7 società (Callipo Gelateria, Popilia Resort, Callipo Group, Callipo Agricoltura, Callipo Turismo, Med Frigus, e Med Cibus) guidate dal Cavaliere del Lavoro Filippo Callipo con i due figli Giacinto e Filippo Maria che rappresentano la quinta generazione della famiglia.


A trainare questo significativo risultato è la storica azienda di conserve ittiche che dal 1913, anno di fondazione, si è sempre distinta nel settore per l’elevata qualità e la crescita sostenibile. Nel 2024 – si legge in una nota – ha registrato un fatturato di circa 90 milioni di euro, in aumento del 7,4 % rispetto all’anno precedente. Un incremento che evidenzia la capacità dell’azienda di presidiare il mercato storico di riferimento delle conserve ittiche e di ottenere buone performance anche nel settore “non ittico” grazie al progetto di diversificazione lanciato nel 2016. Infatti, nonostante le difficoltà legate alla crisi economica e ai rincari delle materie prime che hanno colpito tutta l’industria ittica, con un mercato in calo del 5,4% a volume, il Marchio Callipo cresce nel comparto tonno all’olio registrando un + 3,9% a volume e + 8,5% a valore e consolidando la sua posizione di leader sul mercato italiano nel segmento “premium”.


Contribuiscono alla crescita anche l’e-commerce che cresce del 16% e gli Store monomarca Callipo1913 presenti a Cosenza, Reggio Calabria, Roma e Milano. Oltre al mercato nazionale l’azienda ottiene performance positive anche sul fronte export che è arrivato a pesare il 18,5%, un risultato frutto anche del forte presidio in Cina dove il brand Callipo ha conquistato in breve tempo grande notorietà.


Negli ultimi anni il Gruppo Callipo ha, inoltre, intrapreso un importante programma di investimenti che ha superato i 20 milioni di euro. Il piano realizzato è stato finalizzato sia all’aumento della capacità produttiva, sia all’implementazione di soluzioni tecnologicamente innovative ed ecologicamente sostenibili, per il miglioramento dei processi e l’efficientamento dei costi. Per quanto riguarda Callipo Conserve Alimentari gli investimenti effettuati hanno portato ad una ottimizzazione della capacità produttiva con oltre 9.150 tonnellate di tonno lavorato nello stabilimento di Pizzo (VV), circa 11 milioni di vasetti di tonno confezionati a mano e 72 milioni di scatolette realizzate. Mentre la costruzione di un moderno magazzino logistico, completamente automatizzato, ha permesso di aumentare del 50% lo spazio di stoccaggio del prodotto finito.


Inoltre, tutte le principali aziende del Gruppo – prosegue il comunicato – hanno perseguito obiettivi di riduzione del proprio impatto ambientale, mediante la realizzazione di impianti fotovoltaici che hanno consentito di ottenere una maggiore indipendenza energetica. “Abbiamo raggiunto questo importante traguardo in un periodo di grande complessità per tutta l’industria ittica e questo è un motivo di grande orgoglio per la fiducia che ci viene riconosciuta. Come da tradizione abbiamo scelto di condividere questi risultati positivi con tutti i nostri collaboratori attraverso l’erogazione, nel mese di dicembre, di un premio del valore di €800. Siamo ottimisti anche per l’anno in corso e continueremo il nostro percorso di sviluppo. Abbiamo identificato un piano di investimenti per il prossimo triennio per circa €10 milioni, vogliamo continuare ad innovare per essere sempre più competitivi e sostenibili”, dichiara Giacinto Callipo, Membro del CdA di Callipo Group.

Appalti pubblici e certificazioni, SOA Semplice spiega le novità del 2025

Appalti pubblici e certificazioni, SOA Semplice spiega le novità del 2025Roma, 18 feb. (askanews) – Il settore degli appalti pubblici è in continua evoluzione e il 2025 si preannuncia come un anno ricco di aggiornamenti normativi e operativi. La certificazione SOA, essenziale per le imprese che intendono partecipare a gare d’appalto per lavori pubblici superiori ai 150.000 euro, rappresenta uno degli aspetti centrali di questo scenario. Mantenere la conformità ai requisiti richiesti e restare aggiornati sulle nuove disposizioni è fondamentale per evitare ostacoli burocratici e garantire la competitività delle aziende nel mercato delle opere pubbliche. In tal senso, il team di SOA Semplice, realtà specializzata nel supportare le imprese nel percorso di certificazione, analizza le novità previste per il 2025 fornendo un quadro chiaro sulle implicazioni per le aziende del settore.


Le modifiche normative legate alla certificazione SOA – si legge in una nota – rispondono alla necessità di rendere il sistema degli appalti pubblici più trasparente ed efficiente. Tra gli aspetti su cui si concentrano le nuove direttive vi sono il rafforzamento dei controlli sulla qualificazione delle imprese, la digitalizzazione delle procedure di attestazione e l’adozione di criteri più stringenti per la valutazione della solidità economica e tecnica delle aziende. Questi cambiamenti mirano a garantire che solo le imprese realmente qualificate possano accedere agli appalti, riducendo il rischio di inefficienze e garantendo una maggiore tutela della concorrenza. Un punto chiave delle novità del 2025 riguarda l’implementazione di strumenti digitali per la gestione delle pratiche di certificazione SOA. L’obiettivo è semplificare i processi di verifica documentale, ridurre i tempi di attesa e migliorare la tracciabilità delle informazioni. L’introduzione di piattaforme dedicate permetterà alle aziende di gestire in modo più fluido la raccolta e l’invio della documentazione necessaria, riducendo la possibilità di errori e garantendo un maggiore controllo sulla validità delle attestazioni. Questo passo verso la digitalizzazione rappresenta un vantaggio significativo per le imprese, che potranno snellire le operazioni burocratiche e concentrarsi maggiormente sulla pianificazione strategica delle proprie attività.


Parallelamente, il 2025 vedrà un rafforzamento delle verifiche sulle imprese in possesso della certificazione SOA. In particolare, saranno introdotti criteri più rigorosi per la valutazione della capacità economico-finanziaria delle aziende, con l’obiettivo di garantire che solo gli operatori con una solidità comprovata possano accedere agli appalti pubblici. Questo cambiamento si inserisce in un quadro di maggiore attenzione alla qualità e all’affidabilità delle imprese che operano nel settore delle opere pubbliche, promuovendo standard più elevati e riducendo il rischio di inadempienze contrattuali. L’adeguamento alle nuove normative richiederà alle aziende un’attenta pianificazione e una gestione accurata dei requisiti necessari per ottenere e mantenere la certificazione SOA. Oltre agli aspetti legati alla certificazione, le novità del 2025 coinvolgeranno anche le modalità di aggiudicazione degli appalti, con un crescente focus sulla sostenibilità e sulla responsabilità sociale d’impresa. Le nuove linee guida mirano a favorire aziende che dimostrano un impegno concreto nella riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività e nell’adozione di pratiche etiche e trasparenti. Questo orientamento rappresenta un ulteriore incentivo per le imprese a investire in processi produttivi innovativi e sostenibili, contribuendo alla crescita di un settore sempre più responsabile e orientato al futuro. L’introduzione di queste misure segna un passaggio significativo nella regolamentazione degli appalti pubblici, con l’obiettivo di rendere il sistema più efficiente e sicuro per tutti gli operatori coinvolti. Il 2025 – conclude il comunicato – sarà un anno di cambiamenti importanti, e le aziende che sapranno adattarsi rapidamente alle nuove disposizioni avranno maggiori opportunità di competere con successo nel mercato delle opere pubbliche. Affidarsi a professionisti del settore per una gestione strategica della certificazione SOA e delle procedure di gara sarà un fattore determinante per affrontare al meglio questa nuova fase normativa.


(Foto di Frames For Your Heart su Unsplash).

Emirates potenzia i servizi per Roma con un terzo volo giornaliero

Emirates potenzia i servizi per Roma con un terzo volo giornalieroRoma, 11 feb. (askanews) – Emirates ha annunciato oggi il ripristino del terzo volo giornaliero sulla rotta Dubai-Roma, a partire dal 1° giugno, potenziando le proprie operazioni a Roma Fiumicino. Questo servizio aggiuntivo incrementerà la disponibilità dei posti, con oltre 2.530 posti settimanali in più tra le due città, rispondendo alla crescente domanda di viaggio e offrendo maggiore flessibilità ai passeggeri nella pianificazione dei loro viaggi.


Operato da un aeromobile Boeing 777-300ER, il volo EK099 di Emirates partirà da Dubai alle ore 03:30, con arrivo a Roma alle ore 07:40. Il volo di ritorno EK100 di Emirates partirà da Roma alle 11.30 e arriverà a Dubai alle 19.20 (tutti gli orari sono locali). I biglietti possono essere acquistati su emirates.com, sull’app di Emirates o tramite le agenzie di viaggio.


Il volo aggiuntivo è stato programmato strategicamente per offrire ai viaggiatori una migliore connessione con le mete più popolari del network di Emirates, tra cui Melbourne, Sydney, Bangkok, Kuala Lumpur, Singapore, Mumbai, Karachi e altre destinazioni chiave in Asia e nell’Oceano Indiano. Il terzo volo giornaliero Dubai-Roma di Emirates offrirà ai passeggeri 8 suite private in First class, 42 poltrone lie-flat in Business class e 310 posti spaziosi in Economy class. In tutte le classi i passeggeri potranno usufruire del pluripremiato servizio di Emirates, dei prodotti leader del settore, sia in volo che a terra, nonché potranno godere di un’esperienza culinaria d’eccezione. Dalli gustosissimi frutti di mare agli squisiti primi piatti, come la fregola sarda con il sugo di pomodoro, fino al classico affogato al caffè, ogni piatto è preparato con ingredienti di alta qualità e ispirato alla migliore tradizione culinaria italiana.


In parallelo, ice, il sistema di intrattenimento di bordo della compagnia aerea, offrirà più di 6.500 canali di intrattenimento on-demand in oltre 40 lingue, tra cui famosi film e documentari italiani, nonché film e spettacoli televisivi di Hollywood con sottotitoli in italiano e molto altro ancora. Emirates serve l’Italia da oltre trent’anni, da quando ha lanciato i servizi per Roma nel 1992. Oggi la compagnia aerea opera anche su Milano, Venezia e Bologna. Attualmente Emirates opera con 42 voli settimanali tra Dubai e queste grandi città italiane con un mix di Boeing 777 e Airbus A380, oltre a un collegamento no-stop tra Milano e New York JFK operato con Airbus A380. Emirates si appresta inoltre ad accogliere il suo ultimo Airbus A350 sui voli per Bologna nei prossimi mesi.


Oltre ad essere un punto di riferimento nei cieli, Emirates è profondamente radicata nel cuore dello sport italiano. Dal sostegno all’AC Milan (attivo dal 2007) ai prestigiosi tornei come gli Internazionali BNL d’Italia e le Nitto ATP Finals, la compagnia aerea dimostra il suo impegno nel connettere le persone e promuovere lo sport a livello globale.

Export vino italiano, punto Winemeridian su tendenze e mercati emergenti

Export vino italiano, punto Winemeridian su tendenze e mercati emergentiRoma, 6 feb. (askanews) – L’export del vino italiano continua a rappresentare una delle colonne portanti dell’economia agroalimentare nazionale, con un settore che, anno dopo anno, si evolve seguendo le nuove dinamiche dei mercati internazionali. L’interesse per i vini italiani non conosce crisi, ma le sfide da affrontare nel 2025 sono numerose: dalla crescente concorrenza globale all’andamento delle politiche commerciali, fino ai cambiamenti nei gusti dei consumatori. Per comprendere al meglio le prospettive del prossimo anno, il team di Winemeridian, magazine di riferimento per il settore vitivinicolo, ha analizzato le tendenze emergenti e i mercati più promettenti per il vino italiano.


L’andamento dell’export italiano – si legge in una nota – è da sempre strettamente legato all’evoluzione della domanda internazionale. Gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di destinazione per il vino italiano, con un interesse costante per le etichette di alta qualità e una predilezione per le denominazioni più conosciute, come Barolo, Brunello di Montalcino e Amarone. Tuttavia, anche le fasce di prezzo più accessibili stanno guadagnando terreno, grazie alla capacità delle cantine italiane di coniugare qualità e competitività economica. Tra i mercati emergenti, spicca la Cina, dove il consumo di vino sta diventando sempre più parte della cultura del lusso e dell’esperienza gastronomica. La crescita della classe media cinese e la maggiore attenzione verso le denominazioni europee stanno aprendo nuove opportunità per i produttori italiani. Anche in Giappone e Corea del Sud si registra un incremento della richiesta di vini italiani, in particolare quelli biologici e biodinamici, segmenti in forte espansione in tutto il mondo.


Un altro mercato che sta mostrando segnali positivi è il Canada, dove il consumo di vino continua a crescere, sostenuto anche da accordi commerciali favorevoli che semplificano l’importazione. Le preferenze dei consumatori canadesi si stanno orientando verso vini di qualità con una forte identità territoriale, un elemento che favorisce le produzioni italiane con certificazioni DOC e DOCG. Anche l’Europa orientale – prosegue il comunicato – sta diventando un’area di grande interesse per i produttori italiani: paesi come Polonia e Repubblica Ceca stanno aumentando le importazioni, grazie alla crescente cultura del vino e alla maggiore capacità di spesa dei consumatori. Se da un lato l’espansione sui mercati globali è un’opportunità, dall’altro il settore vitivinicolo italiano deve affrontare nuove sfide. Il cambiamento climatico sta influenzando la produzione vinicola, modificando la maturazione delle uve e rendendo necessarie strategie di adattamento. Le aziende devono investire in innovazione per garantire continuità nella qualità del prodotto, puntando su pratiche sostenibili e tecnologie avanzate per la gestione delle vigne.


Un altro elemento cruciale per il successo del vino italiano all’estero è la digitalizzazione. La comunicazione online e l’e-commerce stanno rivoluzionando il modo in cui i consumatori scoprono e acquistano le etichette italiane. Le piattaforme di vendita digitale, insieme ai social media e agli eventi virtuali, stanno diventando strumenti fondamentali per rafforzare la presenza dei produttori italiani sui mercati internazionali. Il ruolo degli ambasciatori del vino, sommelier digitali e influencer del settore, è sempre più rilevante nel promuovere la cultura del vino italiano oltre confine. Secondo gli esperti di Winemeridian, un altro aspetto su cui i produttori italiani dovranno concentrarsi nel 2025 è il consolidamento del valore percepito del Made in Italy. Se da un lato la reputazione del vino italiano è solida, dall’altro è fondamentale evitare la banalizzazione del prodotto, distinguendosi sempre di più per qualità, autenticità e sostenibilità. Investire sulla formazione dei consumatori e sulla valorizzazione delle denominazioni meno conosciute potrebbe essere una strategia vincente per diversificare l’offerta e conquistare nuovi segmenti di mercato.


Guardando al futuro, il vino italiano si trova di fronte a un panorama complesso, ma ricco di opportunità. L’adattamento alle nuove tendenze, l’innovazione e una strategia commerciale mirata – conclude la nota – saranno gli elementi chiave per consolidare la posizione del nostro paese nel mercato internazionale. Con un mix di tradizione e modernità, il 2025 si preannuncia un anno cruciale per l’export del vino italiano, con la possibilità di conquistare nuovi mercati e rafforzare la leadership globale del settore.

Voli cancellati, esperti RimborsamiTu chiariscono diritti passeggeri

Voli cancellati, esperti RimborsamiTu chiariscono diritti passeggeriRoma, 5 feb. (askanews) – I viaggi aerei sono diventati una parte essenziale della nostra quotidianità, sia per motivi di lavoro che di piacere. Tuttavia, non sempre le cose vanno come previsto, e i voli cancellati rappresentano uno dei disagi più comuni per i passeggeri. Ritrovarsi con un biglietto annullato all’ultimo minuto può creare non solo disagi logistici, ma anche costi imprevisti e un forte stress. In questi casi, conoscere i propri diritti è fondamentale per evitare di subire passivamente la situazione.


Secondo le normative europee – come chiariscono anche gli esperti di RimborsamiTu, una nota agenzia specializzata nell’assistenza ai viaggiatori che hanno subito disagi nei trasporti aerei – i passeggeri hanno diritto a determinate tutele in caso di cancellazione del volo da parte della compagnia aerea. La legislazione comunitaria stabilisce infatti che, salvo circostanze eccezionali, le compagnie aeree – si legge in una nota – sono tenute a offrire soluzioni alternative ai passeggeri, come un volo sostitutivo o il rimborso del biglietto. Inoltre, in determinati casi, il passeggero può avere diritto a un risarcimento economico, il cui importo varia in base alla tratta e alla distanza del volo cancellato. Uno degli aspetti principali da considerare è la tempistica con cui la cancellazione viene comunicata. Se il volo viene annullato con meno di 14 giorni di preavviso, il passeggero può richiedere un risarcimento che varia da 250 a 600 euro, a seconda della lunghezza della tratta. Questo diritto – prosegue il comunicato – decade se la compagnia aerea offre un volo alternativo che permetta di arrivare a destinazione con un ritardo minimo rispetto all’orario originale. È quindi essenziale verificare con attenzione le condizioni del biglietto e le tempistiche della comunicazione da parte della compagnia.


Oltre al rimborso o alla compensazione economica, la compagnia aerea deve garantire assistenza ai passeggeri bloccati in aeroporto. Questo significa che, in caso di attesa prolungata per un volo sostitutivo, i viaggiatori devono ricevere pasti, bevande e, se necessario, una sistemazione in hotel con trasporto incluso. Tuttavia, non tutti sanno che questi diritti non vengono concessi automaticamente, ma devono essere richiesti esplicitamente alla compagnia. Per questo motivo, è sempre utile conservare scontrini e ricevute delle spese sostenute, in modo da poterle successivamente richiedere come rimborso. Un’altra questione rilevante riguarda le cosiddette circostanze eccezionali, ovvero quelle situazioni in cui la compagnia aerea non è tenuta a risarcire i passeggeri. Rientrano in questa categoria eventi come condizioni meteorologiche estreme, scioperi del personale aeroportuale (ma non quelli interni alla compagnia), emergenze sanitarie o rischi legati alla sicurezza del volo. Se la cancellazione è dovuta a uno di questi motivi, il passeggero ha comunque diritto al rimborso del biglietto, ma non alla compensazione pecuniaria. Non sempre è facile determinare se la compagnia abbia effettivamente agito nel rispetto della normativa, motivo per cui rivolgersi a professionisti del settore può essere una scelta utile per ottenere la giusta tutela.


Oltre all’Unione Europea, anche altri paesi hanno regolamenti che proteggono i viaggiatori in caso di cancellazione del volo. Negli Stati Uniti, ad esempio, le compagnie non sono obbligate a rimborsare i passeggeri in caso di disservizi causati da fattori operativi interni, mentre in Canada esistono regolamenti simili a quelli europei, con compensazioni stabilite in base al ritardo subito. Questa disparità normativa rende ancora più importante informarsi prima di intraprendere un viaggio a lungo raggio, soprattutto per chi vola spesso per lavoro o per turismo. Negli ultimi anni, con l’aumento delle cancellazioni dovute a cause operative e alla riorganizzazione del settore aereo dopo la pandemia, sono cresciute anche le richieste di rimborso da parte dei passeggeri. Molti viaggiatori, però, non hanno la conoscenza o il tempo per gestire la burocrazia necessaria per ottenere il risarcimento dovuto. È qui che entrano in gioco servizi specializzati che aiutano i passeggeri a far valere i propri diritti, evitando lunghe trafile burocratiche e aumentando le possibilità di ottenere un risarcimento in tempi più brevi. Sapere quali sono le tutele previste dalla legge è quindi il primo passo per affrontare un volo cancellato senza stress e con la consapevolezza di poter ottenere un rimborso. In caso di dubbi, affidarsi a esperti del settore – conclude la nota – può fare la differenza, garantendo che ogni richiesta venga gestita in modo efficace e nel pieno rispetto della normativa vigente.

Business aviation, Fast Private Jet analizza boom voli privati per aziende

Business aviation, Fast Private Jet analizza boom voli privati per aziendeRoma, 3 feb. (askanews) – Negli ultimi anni, il settore della business aviation ha registrato una crescita significativa, diventando una risorsa sempre più strategica per le aziende che operano su scala globale. L’aumento della domanda di voli privati per il business è guidato da diversi fattori, tra cui la necessità di ottimizzare il tempo degli spostamenti, garantire maggiore flessibilità rispetto ai voli di linea e accrescere la sicurezza dei viaggi d’affari. In tale contesto, in cui la rapidità delle decisioni e la capacità di operare senza vincoli logistici possono fare la differenza, le imprese stanno investendo sempre più nei voli privati per i propri dirigenti e manager.


Alla luce di questo, Fast Private Jet – agenzia specializzata nel noleggio di jet privati – ha analizzato il fenomeno evidenziando come l’utilizzo di questa modalità di viaggio non sia più esclusiva delle grandi multinazionali, ma stia diventando una scelta strategica anche per le aziende di medie dimensioni. Il settore – si legge in una nota – si è infatti ampliato grazie a nuove soluzioni di accesso, come il jet sharing e il noleggio a tratte personalizzate, che consentono di usufruire dei vantaggi della business aviation con costi più contenuti rispetto all’acquisto di un aereo di proprietà. Uno dei principali motivi per cui le aziende stanno adottando con sempre maggiore frequenza il trasporto aereo privato è la flessibilità operativa. I voli privati permettono di eliminare le lunghe attese ai controlli di sicurezza e ai gate degli aeroporti commerciali, consentendo ai dirigenti di recarsi direttamente presso terminal privati dedicati. Questo si traduce in un risparmio significativo di tempo e in una maggiore efficienza nelle trasferte lavorative. Inoltre, le aziende possono scegliere gli orari e le rotte più adatte alle proprie esigenze, evitando ritardi o cancellazioni che potrebbero compromettere incontri e trattative internazionali.


Un altro vantaggio chiave è rappresentato dalla sicurezza e riservatezza. I jet privati offrono ambienti controllati e protetti, evitando il rischio di esposizione in ambienti affollati e garantendo al contempo privacy assoluta. Questo aspetto è particolarmente importante per le aziende che gestiscono dati sensibili o devono affrontare trattative riservate. Inoltre, i jet privati permettono di creare spazi di lavoro in volo, con connessioni internet ad alta velocità e cabine attrezzate per meeting, trasformando il tempo di viaggio in un momento produttivo. Nonostante l’associazione comune tra voli privati e costi elevati, il settore della business aviation ha sviluppato modelli più accessibili. Tra le formule più richieste ci sono il noleggio a ore di volo, che consente di pagare solo per l’effettivo utilizzo dell’aereo, e il jet sharing, che permette di dividere il costo del volo con altri professionisti diretti alla stessa destinazione. Queste opzioni hanno contribuito a rendere il trasporto aereo privato un’alternativa concreta anche per imprese che operano con budget più contenuti, pur mantenendo elevati standard di qualità.


A livello globale, l’industria dell’aviazione privata sta affrontando anche la sfida della sostenibilità, un tema sempre più centrale per le aziende che vogliono ridurre il proprio impatto ambientale. L’introduzione di carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) e l’adozione di velivoli di nuova generazione con motori più efficienti stanno contribuendo a ridurre le emissioni di CO2, rendendo il settore più compatibile con le esigenze di sostenibilità aziendale. Fast Private Jet – conclude il comunicato – sottolinea come la business aviation sia destinata a giocare un ruolo sempre più strategico nei prossimi anni, con una crescita trainata dall’evoluzione dei modelli di noleggio e dall’integrazione di soluzioni digitali per la prenotazione e gestione dei voli. Le aziende che scelgono di adottare il trasporto aereo privato come parte della propria strategia di mobilità aziendale possono beneficiare di un vantaggio competitivo concreto, migliorando efficienza, sicurezza e produttività nelle trasferte di lavoro.

Mare, Musumeci: nostra economia blu ha margini per crescita sensibile

Mare, Musumeci: nostra economia blu ha margini per crescita sensibileRoma, 3 feb. (askanews) – Nel corso del 2025 “avremo la prima legge sulla dimensione subacquea, con grandi ricadute sulle industrie del settore, e continueremo a lavorare a una nuova cultura del mare, come abbiamo fatto sin dal primo giorno al Governo. Penso a una crescita sensibile dell’economia blu, che già oggi impegna circa un milione di lavoratori e 250 mila imprese, producendo un fatturato di oltre 60 miliardi di euro all’anno, oltre all’effetto moltiplicatore. Quello del mare è un mondo che dà un grande apporto al Paese e può dare ancora di più”.


Lo ha detto il Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, nel corso dell’intervista rilasciata a Montecitorio News24 Magazine. Rispetto alla dimensione subacquea, Musumeci ha poi aggiunto: “E’ una delle sfide più impegnative dei prossimi anni: ci stiamo attrezzando, unendo tutte le forze in campo. La realtà è che il dominio subacqueo resta ancora sconosciuto all’uomo per quasi l’ottanta per cento. Sappiamo però che ci sono milioni di chilometri di cavi e infrastrutture digitali, energetiche, adagiate sui fondali. E questo è un tema strettamente legato alla sicurezza nazionale. Ma – aggiunge il Ministro – la materia dello spazio subacqueo ha anche altre implicazioni: i minerali rari, lo studio della geologia marina, la ricerca scientifica, il turismo o l’archeologia subacquea. L’Italia è uno dei pochi Paesi che si sta attrezzando”.

RC auto, Facile.it: 1,5 milioni di italiani vittime di truffa

RC auto, Facile.it: 1,5 milioni di italiani vittime di truffaRoma, 30 gen. (askanews) – Nell’ultimo anno più di 1,5 milioni di italiani sono stati vittima di una truffa o di un tentativo di frode mentre erano alle prese con l’acquisto dell’assicurazione auto, subendo un danno economico complessivo stimato di oltre 620 milioni di euro. Numeri impressionanti quelli emersi dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, che ha acceso i riflettori su un fenomeno preoccupante e che ha spinto Facile.it a unire, ancora una volta, le forze con l’associazione Consumerismo No Profit ampliando al mondo delle assicurazioni auto il progetto Stop alle Truffe (www.stopalletruffe.it).


Nato nel 2023 con lo scopo di offrire ai consumatori un portale dove trovare strumenti concreti per difendersi dalle truffe in ambito luce e gas, il progetto oggi cresce e si allarga con una nuova sezione interamente dedicata alle frodi RC auto: guide, video, podcast e approfondimenti per aiutare gli italiani a individuare i pericoli e proteggersi dai malfattori quando si compra l’assicurazione auto. “Venire truffati quando si è alle prese con l’acquisto dell’assicurazione auto significa essere vittima tre volte: si perdono soldi, si rischia una multa salatissima e, in caso di sinistro con colpa, si dovrà rispondere personalmente per eventuali danni a terzi”, spiega Andrea Ghizzoni, Responsabile assicurazioni di Facile.it. “Per questo, insieme a Consumerismo No Profit abbiamo deciso di ampliare il progetto Stop alle truffe inaugurando una nuova sezione dedicata alle frodi RC auto; l’esperienza maturata nella lotta alle truffe in ambito luce e gas ci ha insegnato che è possibile fare qualcosa di concreto e che unendo le forze possiamo dire, tutti insieme, Stop alle truffe”.


A conferma del contributo dato da Facile.it e Consumerismo No Profit nella lotta alle frodi in ambito luce e gas arrivano i dati dell’indagine realizzata da mUp Research da cui emerge che, rispetto alla rilevazione relativa al 2023, il numero di vittime di truffa o tentativi di frode nell’ambito delle bollette sono diminuite del 10%. Truffe RC auto: i canali più utilizzati Quali sono i canali più utilizzati dai malfattori per cercare di truffare i consumatori alle prese con l’acquisto dell’RC auto? Secondo l’indagine, al primo posto ci sono le email di phishing, strumento utilizzato nel 41,7% dei casi di truffa o tentativo di frode, seguito dal finto call center (27,8%). Nel 22,2% dei casi come cavallo di Troia è stato utilizzato un SMS. I pericoli, però, si trovano anche negli incontri fatti in presenza tanto è vero che in quasi una truffa su cinque (19,4%) il malfattore si è presentato di persona davanti alla vittima.


Non mancano, fra le armi dei truffatori, i metodi di comunicazione più moderni; quasi 1 frode su 10 (9,7%) ha viaggiato attraverso App di messaggistica istantanea mentre il 6,9% tramite social network. “Indipendentemente dai canali utilizzati, spesso i malfattori usano un modus operandi comune”, spiega Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit. “La fretta nel voler far firmare il contratto, la poca trasparenza, prezzi fuori mercato, l’uso di canali di comunicazione impropri, richieste di pagamento anomale, sono tutti elementi che, se incontrati, dovrebbero far suonare un campanello d’allarme. La buona notizia è che riconoscere gli schemi più utilizzati è semplice e bastano pochi accorgimenti per non cadere in trappola”.


Identikit dei truffati Quali sono le vittime predilette dai malfattori in ambito assicurazioni auto? Contrariamente a quanto si possa pensare, dall’indagine è emerso come a subire più frequentemente una truffa o un tentativo di frode non siano gli anziani, bensì i consumatori con età compresa tra i e 25 e i 34 anni (con una percentuale pari a 7,6%) e quelli fra i 18 ed i 24 (5,3%), a fronte di una media nazionale pari al 3,8%. Vuoi per una minore consapevolezza dei pericoli o perché sono le categorie che normalmente devono far fronte a tariffe RC auto più elevate e quindi potenzialmente più attratte dall’idea di risparmiare, o ancora, per semplice leggerezza, i giovani sono risultati essere molto più a rischio rispetto alle fasce più adulte. Altro dato interessante emerge analizzando il grado di istruzione delle vittime di truffa o tentativo di frode; i più colpiti sono risultati essere i rispondenti con un titolo di studio universitario, con una percentuale pari a quasi il doppio rispetto alle media. Infine, suddividendo il campione su base geografica si scopre che le aree più colpite da truffe o tentativi di frode ai danni degli assicurati sono le regioni del Sud Italia e le Isole seguite da quelle del Centro Italia. “Non è un caso che le fasce più a rischio siano quelle che, per ragioni anagrafiche o geografiche, devono fare i conti con tariffe RC auto più alte rispetto alla media. Risparmiare è un diritto di tutti, ma inseguire a tutti i costi il prezzo più basso ci espone a potenziali rischi, per questo motivo è fondamentale affidarsi a compagnie o intermediari riconosciuti, tenendo in considerazione che la polizza più economica non è necessariamente quella più adatta alle nostre esigenze”, spiegano i promotori dell’indagine. Quasi 1 su 2 non denuncia Come si comportano gli automobilisti truffati o vittima di tentativo di truffa? Purtroppo, quasi uno su due (44%) sceglie di non denunciare l’accaduto. Le ragioni dietro questo comportamento sono in alcuni casi economiche, in altri psicologiche. Più di metà del campione, ad esempio, ha detto di aver scelto di non sporgere denuncia alle autorità poiché il danno economico subito era basso o perché era certo che non avrebbe recuperato quanto perso (entrambe 28%). Il 19%, invece, ha ammesso di non aver denunciato perché si sentiva ingenuo ad essere caduto nella trappola, il 22% perché non voleva che i familiari venissero a conoscenza dell’accaduto. “Nel momento in cui ci si imbatte in una truffa, anche un tentativo non andato a buon fine, è fondamentale denunciare l’accaduto alle Forze dell’Ordine. Solo in questo modo possiamo aiutare le autorità ad intervenire e a ridurre il rischio che altri cadano nella stessa trappola”, concludono Gabriele e Ghizzoni.

Sicurezza sul lavoro, esperti Zeca: ecco come ridurre rischio incidenti

Sicurezza sul lavoro, esperti Zeca: ecco come ridurre rischio incidentiRoma, 30 gen. (askanews) – Garantire un ambiente di lavoro sicuro è una priorità assoluta per aziende e operatori in ogni settore produttivo. Dagli stabilimenti industriali alle officine, passando per i cantieri e gli impianti agricoli, la sicurezza rappresenta un elemento imprescindibile per la tutela dei lavoratori e la prevenzione di incidenti. Negli ultimi anni, la sensibilizzazione su questo tema è aumentata grazie a normative sempre più stringenti e all’adozione di tecnologie avanzate che permettono di ridurre i rischi legati all’utilizzo di attrezzature e strumenti di lavoro. Secondo gli esperti di Zeca, azienda con una lunga esperienza nella produzione di avvolgitori professionali, migliorare la sicurezza significa adottare un approccio integrato che preveda – si legge in una nota – la corretta gestione delle attrezzature, la formazione dei dipendenti e l’uso di dispositivi progettati per minimizzare i pericoli.


Uno degli aspetti fondamentali nella prevenzione degli incidenti è l’organizzazione efficiente degli spazi di lavoro. Ambienti disordinati, cavi elettrici sparsi e attrezzature lasciate in posizioni pericolose possono diventare una causa frequente di infortuni. Le statistiche dimostrano che una buona gestione dell’area operativa riduce sensibilmente il numero di incidenti sul posto di lavoro. Adottare soluzioni adeguate, come l’uso di avvolgicavo e avvolgitubo per mantenere in ordine le postazioni, può fare la differenza nel ridurre il rischio di inciampi e cadute, che rappresentano una delle principali cause di infortunio nelle officine e nei contesti industriali. Anche la corretta manutenzione degli strumenti di lavoro – prosegue il comunicato – è un fattore chiave per la sicurezza. Attrezzature usurate o malfunzionanti possono diventare estremamente pericolose e compromettere la sicurezza degli operatori. Per questo motivo, è essenziale prevedere controlli periodici e adottare protocolli di ispezione che garantiscano il corretto funzionamento di ogni dispositivo. Le aziende che implementano piani di manutenzione preventiva, con checklist regolari e interventi programmati, riescono a ridurre il rischio di guasti improvvisi e aumentare la sicurezza generale del luogo di lavoro.


Oltre agli aspetti legati alla gestione degli spazi e alla manutenzione, la formazione dei lavoratori gioca un ruolo determinante nella prevenzione degli incidenti. Un dipendente consapevole dei rischi e preparato a utilizzare correttamente le attrezzature è meno soggetto a infortuni e contribuisce a creare un ambiente più sicuro. I corsi di formazione periodici, l’aggiornamento sulle normative di sicurezza e l’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI) sono strumenti indispensabili per garantire la tutela di tutti gli operatori. L’implementazione di programmi formativi interni, che includano simulazioni di situazioni di rischio e test pratici, aiuta a consolidare le conoscenze e a rendere più efficace l’applicazione delle procedure di sicurezza. Un ulteriore elemento che può fare la differenza nella prevenzione degli incidenti è l’integrazione di tecnologie innovative nei processi di lavoro. Sensori di prossimità, sistemi di segnalazione automatizzati e dispositivi di controllo remoto permettono di monitorare costantemente l’ambiente lavorativo e di intervenire tempestivamente in caso di anomalie. Le aziende più all’avanguardia stanno investendo in soluzioni digitali che migliorano la sicurezza, come software di gestione dei rischi e piattaforme di monitoraggio che raccolgono dati in tempo reale sulle condizioni operative.


Infine, il rispetto delle normative in materia di sicurezza è un aspetto essenziale per garantire ambienti di lavoro protetti. Le leggi italiane ed europee impongono standard precisi in termini di sicurezza sul lavoro, con sanzioni severe per chi non si adegua. Oltre al rispetto delle disposizioni di legge, le aziende possono adottare certificazioni di qualità e sicurezza, come la ISO 45001, che attestano l’impegno nella riduzione dei rischi e nella protezione dei lavoratori. Un’impresa che investe nella sicurezza non solo garantisce un ambiente più salubre per i propri dipendenti, ma migliora anche la propria reputazione e riduce il rischio di costi aggiuntivi legati a infortuni e fermi produttivi. Secondo Zeca, la sicurezza sul lavoro deve essere vista come un investimento e non come un obbligo da rispettare. Adottare strategie efficaci per la prevenzione degli incidenti non solo tutela i lavoratori, ma permette anche di migliorare l’efficienza operativa e ridurre i costi legati agli infortuni. L’azienda continua a promuovere soluzioni che aiutano le imprese a ottimizzare la gestione delle attrezzature e degli spazi di lavoro, con l’obiettivo di rendere ogni ambiente produttivo più sicuro e organizzato.