Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Superbonus, Confedercontribuenti:ricorso contro emendamento Giorgetti

Superbonus, Confedercontribuenti:ricorso contro emendamento GiorgettiRoma, 15 mag. (askanews) – Confedercontribuenti ha incaricato immediatamente i propri legali di fare ricorso contro l’emendamento Giorgetti sul Superbonus, dopo il voto di ieri sera in Commissione Finanze al Senato. “È un atto dovuto – commenta in una nota il presidente della Confederazione Nazionale delle Imprese e dei Contribuenti, Carmelo Finocchiaro – la politica ha deciso di fare fallire 10.000 aziende, ma noi ci opporremo con tutte le nostre forze. Siamo pronti a portare questa battaglia anche di fronte alla Corte Costituzionale, se sarà necessario. Gli italiani non si devono lasciar ingannare da questi partiti che hanno deciso di distruggere la piccola e media impresa”.


Confedercontribuenti concorda sul fatto che sul Superbonus sia necessario “mettere in chiaro la situazione”. “Lo ha chiesto lo stesso ministro Giorgetti – prosegue Finocchiaro – ma dovrebbe essere il primo a fare chiarezza. Il debito pubblico italiano a marzo ha toccato i 2.900 miliardi di euro. A settembre 2022, subito prima che si insediasse il governo Meloni, era di 2.742 miliardi. Da quando questo governo è in carica, quindi, è cresciuto di circa 160 miliardi di euro. Il ministro Giorgetti sta cercando di scaricare tutta la colpa sul Superbonus, eppure egli stesso ha ammesso che l’incentivo avrà un impatto di 30 miliardi l’anno, per i prossimi quattro anni. Forse il Ministro dovrebbe cercare altrove le cause del debito pubblico. Anche perché l’unica soluzione che ha saputo escogitare è una ‘norma fallisci-imprese’ che manderà sul lastrico centinaia di migliaia di famiglie”. “In questa crociata, Giorgetti – prosegue il Presidente di Confedercontribuenti, – è riuscito a ricondurre all’ordine Tajani, offrendogli il contentino della Sugar Tax. Bugiardi senza ritegno: la misura è stata rinviata solo fino a gennaio prossimo. Anche Renzi sembra quasi aspettasse un’occasione per legittimarsi agli occhi della premier Meloni. Una vergogna nella vergogna. Ma l’Italia, che un tempo era patria del Diritto, adesso è diventato il Paese della violazione costante della Costituzione”.


A questo proposito, il presidente della Confederazione Nazionale delle Imprese e dei Contribuenti rivolge un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché “rimandi al Parlamento una norma palesemente incostituzionale, dal momento che ripartisce in maniera retroattiva la detraibilità dei crediti. In caso contrario – conclude Finocchiaro, – depositeremo il nostro ricorso il giorno stesso in cui la norma diventerà esecutiva”.

Il Buy Now Pay Later usato da 6 Italiani su 10 (+13% rispetto al 2022)

Il Buy Now Pay Later usato da 6 Italiani su 10 (+13% rispetto al 2022)Roma, 15 mag. (askanews) – Anche nel 2023 il Buy Now Pay Later (BNPL) si conferma una delle opzioni di pagamento più apprezzate in Europa e in Italia. Da nuovo trend in grado di offrire vantaggi, sia per l’utente finale, sia per l’esercente, il modello si presenta ora sul mercato italiano come una solida opzione di pagamento, con un numero di utenti in rapida crescita.


È quanto emerge dalla terza edizione dello studio condotto da Kantar per FLOA, società al 100% del gruppo BNP Paribas con oltre 20 anni di esperienza nel settore dei pagamenti e del credito, per analizzare le abitudini e i costumi dei consumatori nel 2023 in relazione all’adozione del BNPL. A livello europeo, informa una nota, il 68% degli intervistati dichiara di adottare il BNPL e il 44% di utilizzarlo almeno qualche volta. Valori stabili rispetto al 2022 in cui si registrava un 43% per l’uso saltuario. Seppur la quota di utenti sia ancora leggermente inferiore alla media europea, in Italia il BNPL continua a crescere. Oggi la soluzione è ampiamente adottata dal 57% del campione, mentre il 35% lo ha scelto almeno qualche volta come forma di pagamento. Rispetto al 2022, l’Italia registra una rapida crescita (+13%). Insieme all’Olanda, il nostro Paese è l’unico a mostrare questo trend.


I dati dimostrano come il modello BNPL sia ormai consolidato nelle abitudini d’acquisto degli italiani, soprattutto dagli Under 40, che tendono a utilizzarlo con maggiore frequenza. Quasi la metà (41%) degli utenti effettua più di 8 acquisti all’anno con il BNPL, dato in aumento del +11% rispetto all’ultima rilevazione (in Europa la media è del 40%). In generale, tutti i settori sono interessati, ma le prime 3 categorie sono: elettrodomestici, tecnologia e viaggi. Relativamente alla modalità di pagamento scelta, la percentuale di italiani che preferiscono lo split payment è di poco superiore a quella relativa al pagamento dilazionato, rispettivamente il 28% e il 25% del campione intervistato. Tuttavia, la quota di utenti che scelgono lo split payment sta crescendo due volte più velocemente (+22% vs 2022) rispetto al pagamento dilazionato (+9%). Un dato che conferma la popolarità della soluzione e come, in un contesto di inflazione, il consumatore è alla ricerca di una maggiore flessibilità.


Per i negozianti il pagamento rappresenta una componente chiave nel rapporto con il cliente: secondo la ricerca Kantar, per un italiano su tre (31%) i metodi di pagamento accettati sono un fattore differenziante quando si sceglie un rivenditore, sia online sia in-store. Per quanto riguarda il BNPL, il 72% degli intervistati dichiara di essere disposto a cambiare negozio se questa opzione non è offerta dall’esercente: un dato ben oltre la media europea del 54%, che conferma la centralità che questo metodo di pagamento ha conquistato nelle abitudini di acquisto degli italiani. Il BNPL si dimostra anche elemento importante nell’incentivare un consumo più responsabile: per più della metà degli utenti in Italia questa forma di pagamento consente di acquistare prodotti di maggiore qualità (58%). Tendenza che vale anche per il mercato del second hand, dove la possibilità di utilizzare il BNPL incoraggerebbe il 44% del campione italiano a preferire i prodotti di seconda mano rispetto a quelli nuovi e quasi un quarto degli intervistati dichiara di averlo già usato per questa tipologia di acquisti (27%).


“Il Buy Now Pay later sta trasformando le nostre abitudini di acquisto e si conferma un’opzione di pagamento irrinunciabile sia in Italia, dove presenta ancora ampio margine di crescita, sia in Europa, dove il numero di utenti sembra essersi stabilizzato” – ha commentato Andrea Boschi, Country Manager di FLOA per l’Italia. “Come forma di Embedded Finance, consente alle entità alle aziende di qualsiasi settore di offrire servizi finanziari digitali ed è una soluzione win-win che aiuta ad aumentare la fidelizzazione dei clienti e l’inclusione finanziaria. Le potenzialità del BNPL, infine, si stanno estendendo dall’e-commerce anche ai punti vendita fisici”.

Nasce Kingar, la prima marca del consorzio dedicato al Pet Food (Mdd)

Nasce Kingar, la prima marca del consorzio dedicato al Pet Food (Mdd)Roma, 14 mag. (askanews) – Superdrug Italia, la centrale acquisti che sul territorio nazionale rappresenta sei insegne quali Caddy’s, Piume, Vitulano Drugstore, Risparmio Casa, Pilato e Punto P, annuncia i progetti 2024, che daranno forte impulso all’offerta di nuovi prodotti e alla sinergia dei costi. Primo fra tutti, si legge in una nota, Kingar, la prima marca del consorzio dedicato al Pet Food (MDD) che verrà lanciata il prossimo giugno 2024 e riguarderà un’intera linea di prodotti di alta qualità dedicata al mondo degli animali domestici. Il settore del Pet Food, che nel 2023 ha registrato una crescita del + 13,4% di fatturato, che esprime un consumo di circa 673 mila tonnellate di prodotto venduto per un giro di affari di oltre 3 miliardi di euro, è il canale che Superdrug Italia ha scelto per il primo prodotto a marchio (MDD) e che potrà contare sulla distribuzione della nuova gamma di prodotti su tutti i suoi punti vendita, che si contano in più di 1000.


KINGAR – pet food – avrà un’incidenza sul fatturato globale calcolato intorno all’uno per cento per l’anno in corso e avrà margini di sviluppo molto più significativi per i prossimi anni. Super Drug Italia ha chiuso il primo anno di attività con un fatturato record di 1,4 mld di euro e una proiezione di crescita del 10% per il 2024. Dalla nuova sede, recentemente inaugurata nel cuore di Milano, i risultati attestano il consolidamento della quota di mercato del settore Drugstore al 24%, confermando il posizionamento di Super Drug Italia quale secondo operatore nazionale (dati GNSD Nielsen).


Nata dall’accordo tra Crai Secom e quattro dei maggiori player del settore – Forza 3, Consorzio Promotre, DMO e Pilato – Super Drug Italia annuncia una previsione di crescita del fatturato alle casse per il 2024 del +10% pari a €1,54 miliardi e al 2028 del +28% pari a €1,8 miliardi. La strategia di sviluppo della centrale acquisti, si riflette nell’ampliamento della rete vendita dei suoi associati con l’apertura di 100 nuovi negozi — anche in aree periferiche del territorio – per un totale di 1.100 punti vendita entro il 2024.


Questo ampliamento avrà un riflesso positivo anche a livello occupazionale con la creazione di 1000 nuovi posti di lavoro entro l’anno che si andranno ad aggiungere ai 5.150 già esistenti. Nel 2028 la crescita stimata dei posti di lavoro sarà del + 36% per un totale di 7000 dipendenti. I fattori che determineranno la crescita del fatturato alle casse includeranno anche un progetto di prodotti bazar ancora in fase di elaborazione. A contribuire al successo dell’espansione di Super Drug Italia e della strategia di sviluppo futuro la profondità assortimentale per i reparti “Health & Beauty”, “Cura Casa” e “General Merchandise” che rappresenta il punto di forza delle insegne consorziate.


Il modello di business sarà orientato ad una redditività sostenibile attraverso operazioni di back office congiunte quali stampa di volantini commerciali e implementazione di strumenti avanzati di Customer Relationship Management (CRM). “Questo primo anno è stato un viaggio entusiasmante per Super Drug Italia”, ha dichiarato François Xavier Tah, Direttore Generale di Super Drug Italia. “Siamo proiettati verso il futuro con una serie di iniziative interessanti, tra cui l’imminente lancio di KINGAR, la nostra prima marca dedicata al Pet Food che consideriamo solo uno step iniziale nella scala dei progetti sui cui stiamo lavorando. Abbiamo anche avviato un “tour internazionale” di ricerca e studio che coprirà l’Europa e il resto del mondo per attingere alle migliori tecniche e novità del mondo retail, per essere sempre più competitivi e all’avanguardia in un contesto sempre più globale”. Tra le azioni pianificate vi è, inoltre, la presentazione di un portale di Welfare Aziendale per i collaboratori di tutte le società consorziate, dimostrando l’impegno verso il benessere e lo sviluppo dei dipendenti. “Super Drug Italia”, aggiunge Stefano Battistelli, Presidente di Super Drug Italia, “è una realtà moderna, aperta e con forte inclinazione alla crescita. Per questo motivo non precludiamo la possibilità di valutare collaborazioni con nuove realtà distributive che verranno valutate di volta in volta”.

Visa apre candidature per la seconda edizione italiana di She’s Next

Visa apre candidature per la seconda edizione italiana di She’s NextRoma, 14 mag. (askanews) – Visa annuncia l’apertura delle candidature per la seconda edizione italiana di She’s Next, il programma globale di Visa che supporta e favorisce l’imprenditoria femminile. In uno scenario in cui le imprese guidate da donne in Italia rappresentano solo il 22,2% del totale del tessuto produttivo nazionale, spiega una nota, She’s Next incentiva l’inclusione e promuove lo sviluppo delle imprese femminili nel Paese. Le tre imprenditrici vincitrici riceveranno beni e servizi per un valore netto fino a 10.000 euro, oltre che opportunità di tutoring assieme agli esperti Visa e l’accesso a specifiche piattaforme Visa per la digitalizzazione delle PMI.


Il 2023 ha visto una lieve decrescita della creazione di imprese femminili (-0,9%), che ha interessato soprattutto il settore agricolo, la manifattura e il commercio, mentre le imprese di alcuni settori tipicamente maschili quali quelli dedicati ad attività professionali, scientifiche e tecniche, sono oltre 2mila, in lieve crescita (20% rispetto al 19,7% del 2022). Si tratta di imprese per lo più di piccola dimensione, con un tasso di sopravvivenza inferiore rispetto a quelle guidate da uomini, tuttavia, come evidenzia Unioncamere1, la propensione delle imprenditrici a far ricorso a modelli aziendali più strutturati, le società di capitale, sta crescendo: infatti, con un +1,7% nel 2023, rappresentano il 26% del totale delle imprese a conduzione femminile1. In questo contesto, la tecnologia può rappresentare un importante supporto per lo sviluppo delle piccole e medie imprese femminili del nostro Paese, la cui gestione è sempre più orientata al digitale.


La conferma arriva dall’ultima indagine realizzata da Visa con focus sui pagamenti digitali tra le PMI italiane, secondo cui il 68,57% delle aziende guidate da donne accetta i pagamenti con carta. Dallo studio Visa emerge come, tra queste, il 42% accetta i pagamenti con carta da quando l’attività è operativa, mentre il 58% ha iniziato solo dopo la fase di avviamento. Da sottolineare come, tra queste ultime imprese, questo cambiamento abbia avuto un impatto positivo sul business: il 34% ha registrato una crescita nelle vendite e nel fatturato, con un incremento, in quasi la metà dei casi (47%), fino al 15%. “Siamo felici di continuare a sostenere l’imprenditoria femminile in Italia”, commenta Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa: “In uno scenario in cui l’aumento dell’occupazione femminile, sia dipendente che indipendente, può portare a un incremento del PIL nel Paese anche del 12% nei prossimi anni , con She’s Next vogliamo mettere in luce il contributo che le donne offrono alla nostra economia e consentire alle loro attività di crescere e prosperare grazie ai pagamenti digitali, alle tecnologie, alla sicurezza della nostra rete, oltre che alle competenze dei nostri partner di progetto”.

Fimaa:In atti notarili no compenso agente, basta numero della fattura

Fimaa:In atti notarili no compenso agente, basta numero della fatturaRoma, 14 mag. (askanews) – Indicare negli atti notarili di compravendita di un immobile non il compenso dell’agente immobiliare, ma gli estremi della fattura che ha emesso e rivedere la norma che disciplina l’iscrizione nel REA degli agenti inattivi, considerando che sta portando alla cancellazione inopportuna di molti professionisti. Sono le prime richieste che ha avanzato la FIMAA nel corso di un’audizione sul decreto legislativo Semplificazioni che si è tenuta di fronte alla Commissione Industria del Senato.


Secondo la Federazione Italiana Mediatori Agenti Immobiliari, la norma che impone di specificare nell’atto notarile il compenso corrisposto all’agente immobiliare è ormai anacronistica. Esistono infatti una serie di strumenti – primo fra tutti la fattura elettronica – che servono a contrastare l’evasione in modo più efficace, e non ledono la privacy e l’autonomia contrattuale dei cittadini. “La norma attuale – ha detto Maurizio Pezzetta, vicepresidente vicario della FIMAA nel corso dell’audizione, – comporta che vengano resi noti dati economici oggettivamente sensibili, la cui pubblicità può incidere negativamente sull’attività di intermediazione. In particolare perché può inficiare palesemente l’autonomia contrattuale e la libera contrattazione tra cliente e professionista. Questo è l’unico caso in cui in un atto pubblico fra soggetti terzi, parti contraenti, viene indicato il compenso di un professionista”. Secondo la Federazione, inoltre, questa norma rappresenta anche un rischio per la privacy del mediatore: “Aggregando le informazioni sui fatturati, chiunque può ricostruire un dato estremamente sensibile come la situazione patrimoniale dell’agente. Tutte le informazioni e la tracciabilità utili per ogni verifica, vengono già garantite dalla fatturazione elettronica” ha spiegato ancora Pezzetta. La FIMAA ha chiesto poi di modificare l’articolo 8 del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 26 ottobre 2011 che riguarda l’iscrizione nel REA dei mediatori inattivi. I soggetti che interrompono l’attività – sia come dipendenti, che in forma imprenditoriale autonoma o associata – devono richiedere entro 90 giorni l’iscrizione in una sezione apposita del REA. Se il termine scade infruttuosamente, il mediatore viene cancellato in maniera irreversibile dal Registro e “Per ottenere una nuova iscrizione, è costretto a frequentare nuovamente un corso di formazione e sostenere l’esame di idoneità” ha sottolineato il Vicepresidente Vicario. “E questo si verifica con una frequenza sconcertante, visto che la Camera di Commercio non è tenuta ad alcuna comunicazione. Per evitare tale incredibile conseguenza, basterebbe permettere ai mediatori di dimostrare di aver svolto l’attività negli ultimi due o tre anni. Oltretutto, è la soluzione che segue nel caso degli agenti di commercio”. Infine, sempre con riferimento al REA, secondo la FIMAA è necessario che gli agenti immobiliari – iscritti nelle sezioni I e III del Registro – vengano inseriti automaticamente anche nella IV. Questa sezione è dedicata ai mediatori in “servizi vari”, con la modifica chiesta dalla Federazione si consentirebbe agli agenti immobiliari di maturare la propria provvigione anche quando si occupano di trasferimenti di quote societarie che comportano cessioni di immobili. “Quando un immobile è posseduto da una società di capitali, l’agente immobiliare svolge comunque una attività tesa a vendere l’immobile stesso, la scelta poi di perfezionare la compravendita o la cessione delle quote societarie , rimane una libera decisione delle parti contraenti, in relazione alle loro esigenze amministrative e fiscali e qui l’agente immobiliare nulla può decidere, ma non può certo rimanerne danneggiato”, ha sottolineato e concluso il vice presidente vicario Pezzetta.

Nasce Voice Italia, community per un invecchiamento sano e soddisfacente

Nasce Voice Italia, community per un invecchiamento sano e soddisfacenteMilano, 14 mag. (askanews) – Ascoltare cittadini e cittadine, raccogliere i loro suggerimenti, portare in evidenza le loro esigenze; il tutto nella prospettiva di mettere imprese, soggetti pubblici, amministrazioni nella condizione di occuparsi dei diversi e complessi aspetti dell’invecchiamento della popolazione in un modo nuovo. E’ una delle idee sottesa alla start-up “Voice-Italia”, prima piattaforma digitale e fisica nel nostro Paese che punta a raccogliere una community attiva di cittadine e cittadini per progettare soluzioni per una vita più sana, lunga e soddisfacente.


La piattaforma Voice Italia prende vita – ufficialmente il 14 maggio del 2024 con un evento di lancio che si è svolto a Milano – nel solco dell’esperienza di “Voice Global”, nata nel 2007 nel Regno Unito, ed è fondata dal National Innovation Centre for Ageing (NICA) insieme a Fondazione Ravasi Garzanti, con il contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Amplifon. Il suo obiettivo è quello di coinvolgere persone con background e ruoli diversi, che insieme a università e centri di ricerca, istituzioni pubbliche e comunità locali, imprese del settore pubblico e privato possano contribuire a progetti e iniziative mirate ad affrontare concretamente le sfide globali legate al tema dell’invecchiamento, con il diretto coinvolgimento delle persone. “Di fronte al fenomeno sempre più crescente e trasversale dell’invecchiamento a livello mondiale, Italia e Gran Bretagna si sono incontrate per affrontarlo – ha affermato Nic Palmarini, amministratore delegato di Voice Italia e director di NICA – Insieme hanno deciso di mettere a fattor comune esperienze e network creando Voice Italia, un’impresa sociale nata sulla scorta dell’esperienza partecipativa inglese, al servizio di chi, nel nostro Paese, intende affrontare da diverse prospettive le sfide che questa grande trasformazione propone”.


L’Italia è il secondo Paese al mondo per longevità dopo il Giappone, ed è uno dei luoghi con la più alta aspettativa di vita alla nascita: 83 anni in media (81 per gli uomini, 85 per le donne): da un lato, quindi, un Paese esemplare se si valuta l’invecchiamento solo dal punto di vista delle aspettative di vita; e dall’altro lato offre molti spunti di riflessione – e anche di miglioramento- se si guarda alla longevità anche valutando parametri di benessere. In pratica la piattaforma Voice punta a coinvolgere persone di tutte le età – con particolare attenzione alle persone anziane, alle loro famiglie e alle comunità con cui si relazionano – con l’obiettivo di rimettere in circolo la loro esperienza e conoscenza a vantaggio della ricerca e dell’innovazione sociale. Attraverso i metodi di co-progettazione, la partecipazione a workshop ed eventi, sondaggi, focus group, interviste e ricerche etnografiche commissionate da enti pubblici e privati la community di Voice Italia vuole così a ricercare e identificare bisogni, priorità e aspirazioni – anche inascoltate o non soddisfatte – per fornire, grazie alle esperienze e ai dati raccolti, una visione nuova e inaspettata su prodotti, servizi, contesti e aspettative alle organizzazioni pubbliche e private.


“In Italia Fondazione Ravasi Garzanti, frutto dello spirito filantropico dell’editore Livio Garzanti, lavora da anni sui temi dell’invecchiamento coniugando ricerca, azione culturale e sperimentazioni sul campo, a Milano e non solo – ha detto Felice Scalvini, direttore della Fondazione Ravasi Garzanti e presidente di Voice Italia – Era quindi naturale il suo coinvolgimento nella fondazione di Voice Italia, che nasce come centro di competenze e di azione e si propone di coinvolgere in tutte le sue iniziative i cittadini e le cittadine attraverso una piattaforma collaudata di ingaggio online della comunità. Sarà uno strumento che faciliterà il coinvolgimento e la condivisione dell’esperienza delle persone e permetterà di collegare l’Italia alle altre comunità internazionali”. Al lancio di Voice Italia hanno partecipato tra gli altri Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo; Lamberto Bertolè, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano; Mario Cera, presidente Fondazione Ravasi Garzanti; Lynne Corner, director di Voice Global e coo di NICA; Maria Cristina Ferradini, consigliere delegato di Fondazione Amplifon; Catriona Graham, console generale britannico a Milano e direttore Italia del Department for International Trade (DIT); Maria Grazia Mattei, presidente di MEET Digital Culture Center; Maurizio Moirano, rappresentante di Voice Italia; Assunta Morresi, vice capo di Gabinetto del Ministero per la famiglia, la natalità e le pari opportunità; Nic Palmarini, amministratore delegato di Voice Italia e director di NICA; Felice Scalvini, direttore della Fondazione Ravasi Garzanti e presidente di Voice Italia; Ros Wilson, rappresentante di Voice UK.

FIMAA approfondisce servizio Entratel per gli intermediari immobiliari

FIMAA approfondisce servizio Entratel per gli intermediari immobiliariRoma, 13 mag. (askanews) – “Entratel: la porta d’ingresso dell’agenzia delle entrate per gli intermediari immobiliari”. Il canale telematico dell’Agenzia delle Entrate è al centro del prossimo webinar di Fimaa Forma, il programma di formazione professionale della Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, che si svolgerà venerdì 17 maggio alle ore 14,30.


Il webinar, il quinto, rientra nel programma formativo 2024 “Innovazione e crescita professionale” e prevede gli interventi di Pasquale Pennisi, Consigliere FIMAA Roma e Roberto Maccaferri, Consigliere FIMAA Italia e Presidente FIMAA Bologna, oltre a Maurizio Iori responsabile delegato alla formazione della federazione. “In un contesto sempre più complesso – spiega Iori in una nota -, esploreremo gli aspetti tecnici e pratici indispensabili per ogni mediatore immobiliare che voglia comprendere a fondo il funzionamento di Entratel e saperlo utilizzare in modo efficace per ottemperare agli adempimenti fiscali e normativi richiesti dalla legge”.


La partecipazione è gratuita e aperta a tutti gli operatori immobiliari interessati, previa registrazione. Tutti i webinar saranno registrati e resi fruibili nell’area riservata del sito www.fimaa.it (accessibile con le credenziali del tesseramento FIMAA) nella sezione “Fimaa Forma”.

SuperBonus,Confedercontribuenti:ricorso se resta emendamento Giorgetti

SuperBonus,Confedercontribuenti:ricorso se resta emendamento GiorgettiRoma, 13 mag. (askanews) – Confedercontribuenti promette battaglia sul SuperBonus, e annuncia fin da subito che depositerà una serie di ricorsi giudiziari se il governo non ritirerà l’emendamento che diluisce i crediti del su un periodo di 10 anni. Secondo la Confederazione Nazionale delle Imprese e dei Contribuenti, bisogna salvare la norma che consente di usare i crediti del Superbonus per compensare il pagamento dei contributi.


“L’emendamento Giorgetti è una violazione palese della Costituzione – commenta in una nota Carmelo Finocchiaro, presidente di Confedercontribuenti. – Se ne rende conto anche una parte della maggioranza, sebbene per il momento gli esponenti di Forza Italia abbiano preferito non prendere una posizione netta di fronte all’ennesimo colpo contro le imprese italiane e i contribuenti”. “L’emendamento – prosegue Finocchiaro, – non solo modifica le regole in corsa, ma oltretutto interviene quando che le imprese hanno già eseguito i lavori del Superbonus, sostenendo investimenti per miliardi e miliardi di euro. Secondo le stime di Confedercontribuenti, condannerà al fallimento dalle 8.000 alle 10.000 aziende. È un’operazione scellerata di cui si devono assumere tutte le responsabilità la mandante Giorgia Meloni, e l’esecutore materiale Giancarlo Giorgetti”. “Questo governo ama sorridere in TV, ma poi vara delle leggi assolutamente persecutorie per i cittadini – prosegue il presidente della Confederazione Nazionale delle Imprese e dei Contribuenti. – È in grado solamente di adottare nuove tasse e varare norme anticostituzionali. Il tutto in maniera non democratica, come si vede nel caso dell’altro pasticcio, quello della Sugar Tax. In questo caso, infatti, è stato del tutto ignorato un ordine del giorno che impegnava il governo a far slittare di due anni l’entrata in vigore della tassa” conclude Finocchiaro. “È gravissimo”.

Strategie ambientali al bivio: il Giro d’Italia della Csr arriva a Bologna

Strategie ambientali al bivio: il Giro d’Italia della Csr arriva a BolognaMilano, 13 mag. (askanews) – Il Giro d’Italia della CSR arriva a Bologna per parlare di transizione ecologica. La rassegna itinerante de Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale, giunta alla sua settima tappa, ha scelto il capoluogo emiliano per affrontare la tematica ambientale, senza alcun dubbio tra le più complesse e ricche di sfide. L’appuntamento è il 14 maggio 2024 alle 14.30, presso la biblioteca Salaborsa di piazza del Nettuno 3.


L’incontro, organizzato in collaborazione con Impronta Etica e SCS Consulting, punta a indagare come imprese, istituzioni e associazioni possano essere un motore di sviluppo e un attore chiave per il raggiungimento degli obiettivi identificati dall’Agenda 2030. Nel corso degli ultimi anni, infatti, la necessità di trovare soluzioni per contrastare la crisi climatica è diventata sempre più evidente, ma questo cambiamento non è privo di contraddizioni. Da qui il titolo della tappa, “Strategie ambientali al bivio”, che si aprirà con gli interventi di Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone; Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica e Tper e Stefano Dall’Ara, presidente di SCS Consulting. “Le città oggi sono chiamate a progettare soluzioni in grado di garantire alle persone un buon livello di qualità della vita oltre a una mobilità sostenibile – commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone, presentando la tappa -. Un traguardo non sempre facile da raggiungere che richiede il coinvolgimento dei diversi attori sociali e un confronto continuo finalizzato alla condivisione di risorse, competenze, conoscenze”.


Le città coprono circa il 3% del territorio terrestre ma producono oltre il 70% delle emissioni di CO2. Un dato centrale, soprattutto considerando che entro il 2050 quasi l’85% della popolazione vivrà in aree urbane. Affrontare l’emergenza climatica significa quindi agire nelle città, insieme a coloro che le abitano. Il Giro d’Italia della CSR, nella tappa bolognese, lavorerà nel solco della Missione dell’Unione Europea per le 100 città intelligenti e climaticamente neutrali entro il 2030, che ha individuato 100 città pilota per azzerare il proprio impatto climatico entro il 2030, cioè 20 anni prima delle altre città europee. Bologna, insieme ad altre 8 città italiane, è una di queste: il suo impegno per la neutralità climatica è al centro del progetto “Bologna Missione Clima”, che coinvolge tutti gli attori del territorio, come confermano le esperienze delle associazioni e delle imprese che partecipano alla tappa. “Il tema ambientale è oggi, senza dubbio, una delle sfide più urgenti e complesse per i territori e per le istituzioni, ma anche per le imprese sempre più coinvolte in obiettivi e impegni concreti alla luce del quadro regolatorio e delle stesse modalità di sviluppo del proprio business – sottolinea Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica e Tper – È una vera sfida complessa, con percorsi che richiedono uno sforzo collaborativo e una visione di lungo periodo. In tale contesto di transizione, la tappa bolognese del Salone della CSR è un’importante occasione per la nostra associazione per riprendere esperienze e evidenze sul ruolo chiave delle imprese che toccano tutti i settori, dalla produzione di beni e servizi al mondo finanziario. Un’occasione anche per confermare quanto l’impegno in sostenibilità ambientale possa agire già da oggi in modo virtuoso e determinato sul cambiamento climatico. Il tutto senza mai rinunciare a richiamare l’importanza di un approccio strategico e integrato che l’associazione, insieme ai propri soci, porta avanti nella propria mission”.


Anche SCS Consulting conferma il proprio impegno per il clima. “La Tappa Bolognese 2024 che ha un focus su transizione climatica e ambientale è un’occasione per esplorare come le aziende stanno affrontando questa sfida, non solo per una questione di responsabilità, ma anche come concreta opportunità di innovazione – commenta Stefano Dall’Ara, presidente di SCS Consulting – Attraverso la collaborazione con una vasta gamma di stakeholder, inclusi istituzioni, imprese e organizzazioni non profit, promuoviamo un dialogo costruttivo e aperto. È fondamentale condividere esperienze e definire insieme soluzioni che abilitino il cambiamento, superando ostacoli e contraddizioni, per accelerare il nostro cammino verso un futuro sostenibile per tutti”. La tappa bolognese del Giro d’Italia della CSR sarà un confronto a più voci sulle tematiche ambientali, che coinvolgerà realtà diverse per indagare gli ambiti interessati dalla transizione ecologica. All’incontro interverranno Alessandro Asmundo, senior policy officer Forum Finanza Sostenibile; Sara Teglia, coordinatrice di Impronta Etica; Stanislao Fabbrino, presidente di Fruttagel; Duccio Caccioni, direttore Marketing & Qualità CAAB; Lorenzo Sartori, responsabile Area Innovazione & Sostenibilità Emil Banca; Daniela Longo, senior manager di SCS Consulting; Giovanna Zacchi, head of ESG Strategy di BPER Banca; Marco Checchi, amministratore delegato di Pelliconi & C.; Filippo Bocchi, direttore Valore Condiviso e Sostenibilità del Gruppo Hera; Tomaso Barilli, responsabile Sostenibilità dell’Aeroporto G. Marconi di Bologna e Pierluigi Stefanini, presidente di ASviS.


Il programma dettagliato della tappa è consultabile online sul sito del Salone. L’incontro si svolgerà sia dal vivo che in streaming sul canale YouTube del Salone. Dopo Bologna, il Giro d’Italia della CSR proseguirà con tappa che toccherà Bari il 21 maggio. Seguiranno Cagliari e Genova.

Seeweb: partnership con VSIX per servizi cloud nel Nord-Est

Seeweb: partnership con VSIX per servizi cloud nel Nord-EstRoma, 8 mag. (askanews) – Migliorare la connettività e i servizi cloud nelle Regioni del Nord-Est, per raggiungere i traguardi fissati dal Digital Compass 2030 adottato dalla Commissione Europea. È l’obiettivo della partnership che Seeweb – azienda italiana con Data Center nel Lazio e nella Lombardia e impegnata nel fornire infrastrutture per l’Intelligenza Artificiale – ha stretto con VSIX, il Centro di Ateneo per la Connettività e i Servizi al Territorio costituito dall’Università di Padova. L’azienda e VSIX, informa una nota, illustreranno i risultati che hanno già raggiunto e le potenzialità della collaborazione nel corso dell’evento “Insieme per potenziare la connettività Internet del Nord-Est – Innovazione, Cloud e connessioni” che si terrà mercoledì 15 maggio 2024, a partire dalle 16.00, presso lo SMACT Competence Center, Padiglione 7, della Fiera di Padova. Il Digital Compass conferma che la transizione digitale ha un ruolo primario per lo sviluppo dell’economia comunitaria, e prescrive che entro il 2030 il 90% delle imprese europee raggiungano un livello base di intensità digitale. Un target che l’Italia sta cercando di conquistare anche grazie agli investimenti stanziati con il Pnrr per creare reti ultraveloci e digitalizzare la PA. Le imprese italiane sono in linea con la media europea per quanto attiene l’adozione tecnologica: la maggior parte delle PMI italiane, infatti, ha almeno un livello base di intensità digitale. Evidenziano però fortissime differenze a seconda della tecnologie adottate. In particolare, infatti, le aziende italiane hanno investito molto più delle colleghe europee nel cloud computing, mentre sono fortemente al di sotto della media nell’utilizzo di tecnologie avanzate come l’AI o i big data.


“Il Veneto è una delle regioni italiane più produttive, insieme a Lombardia e Veneto – sottolinea Antonio Baldassarra, Ceo di Seeweb. – “Infatti, figura tra le prime 10 in Europa per livello di valore aggiunto industriale. In ragione di questo siamo molto contenti di una partnership che ci consente di stare al passo con tali ritmi di crescita attraverso il digitale e, oggi, attraverso nuove tecnologie come per esempio quelle di GPU Computing per IA e machine learning, che possono efficientare e velocizzare ancora di più la produttività. Grazie agli investimenti effettuati, possiamo dire che Seeweb è oggi l’unico punto di riferimento sul fronte italiano”. “VSIX è nata nel 2009 per migliorare la qualità della connettività Internet nel Nord-Est – spiega Eleonora Di Maria, Presidente di VSIX. – Consente agli operatori e ai principali enti del territorio di scambiare traffico e servizi in un nodo neutrale, ad alta efficienza, scalabilità e sicurezza, permettendo di ottimizzare le risorse di comunicazione a lunga distanza. Grazie alla qualità dei servizi offerti, VSIX ha un traffico medio su base annuale di circa 50Gbps, ed è il quarto nodo di interscambio italiano per volume di traffico pubblico e privato raggiunto, dopo Milano, Roma e Torino. La collaborazione con Seeweb consente a VSIX di poter ampliare la propria capacità di stimolo e accompagnamento del tessuto imprenditoriale del Nord-est verso una digitalizzazione evoluta – conclude Di Maria, – mettendo a fattor comune le reciproche specializzazioni e il potenziale di ricerca e innovazione dell’Ateneo di Padova”.