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In Europa solo 1 designer su 4 è donna

In Europa solo 1 designer su 4 è donnaMilano, 26 apr. (askanews) – Designer: in Europa è una professione dove le donne sono gravemente sottorappresentate: nel continente solo il 24 per cento degli ideatori di disegni e modelli è donna – in italia sono il 25% – e solo il 21 per cento dei design registrati nell’Unione ha tra i suoi autori almeno una donna. Nei vari Stati Ue inoltre si registrato però forti differenze: dal 17 % di ideatrici di designs nei Paesi Bassi e dal 18 % in Ungheria e Slovacchia al 33 % in Lettonia. In termini di retribuzione, le designers guadagnano in media il 12,8 % in meno dei colleghi maschi. Parte di questo differenziale retributivo può essere spiegato da fattori quali l’età o le condizioni di lavoro -le designers tendono a essere più giovani e una percentuale maggiore lavora a tempo parziale – ma resta ancora un divario inspiegabile dell’8 %.

E’ quanto emerge dallo studio “Women in Design”, pubblicato oggi dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO). Lo studio – il primo del suo genere – è stato pubblicato in concomitanza con la Giornata mondiale della proprietà intellettuale (26 aprile), che quest’anno si concentra su “Donne e proprietà intellettuale (PI): accelerare l’innovazione e la creatività”. Dallo studio emerge che la quota delle designers e di designs creati da donne nell’UE è sì aumentata negli ultimi due decenni, ma molto lentamente, e al ritmo attuale servirebbero 51 anni per colmare il divario. Inoltre, alcuni Stati membri mostrano disparità tra il numero delle designers e la loro partecipazione al sistema dei DMC. La Spagna, la Croazia e l’Italia registrano basse percentuali di donne nei disegni e modelli registrati, sebbene la quota femminile nella professione sia superiore alla media dell’UE.

Nel frattempo, alcuni Paesi non europei fanno molto meglio rispetto agli Stati membri dell’UE. La Corea del Sud è ben al di sopra dei livelli dell’UE e quasi la metà dei disegni o modelli depositati da imprese coreane ha almeno un’ideatrice. Anche la Cina e gli Stati Uniti mostrano una percentuale più elevata, con circa il 40 % dei designs depositati che vede una presenza femminile. “La parità di genere è uno degli obiettivi fondamentali dell’UE- diceil direttore esecutivo dell’EUIPO, Christian Archambeau – È inoltre un imperativo in tutte le professioni, anche nel settore della proprietà intellettuale. La maggior parte degli studi di genere realizzati finora si è concentrato sugli inventori e sui brevetti. Con questo nuovo studio dell’EUIPO, incentrato sulle designers e sulla loro partecipazione al sistema dei disegni e modelli comunitari registrati, ci auguriamo di richiamare l’attenzione sul divario di genere attualmente esistente nell’ambito della proprietà intellettuale dell’UE e di contribuire ad accrescere l’equilibrio e l’inclusività in questa professione. Promuovendo una maggiore diversità e inclusività, possiamo creare un mondo della PI più equo e dinamico”.

Secondo lo studio, il tipo di prodotti più spesso progettati dalle donne sono i prodotti farmaceutici e cosmetici, gli oggetti per uso ornamentale e i prodotti tessili in pezza. All’altro estremo, gli strumenti musicali, le armi, gli articoli pirotecnici, gli articoli per la caccia, la pesca e l’eliminazione di animali nocivi, così come i fabbricati e gli elementi da costruzione sono i prodotti meno frequentemente ideati dalle donne. Lo studio “Women in design” è basato sui dati derivati dai depositi di disegni e modelli comunitari registrati (DMC) e sui dati Eurostat. L’analisi ha considerato 670.000 disegni e modelli e 210.000 designers, con informazioni sul nome dell’autore nelle banche dati dell’EUIPO (43 % delle registrazioni di DMC) e sul World Gender-Name Dictionary pubblicato dall’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI).

Giovanni Agnelli BV: Ernesto Furstenberg Fassio entra in Consiglio

Giovanni Agnelli BV: Ernesto Furstenberg Fassio entra in ConsiglioRoma, 20 apr. (askanews) – “Sono sta designato per entrare a fare parte della Giovanni Agnelli (BV) in qualità di azionista e di rappresentante del nostro ramo famigliare nel Consiglio”. Lo ha detto il presidente di Banca Ifis Ernesto Furstenberg Fassio durante un incontro stampa per celebrare i 40 anni dell’istituto di credito e presentare la sua agenda. “Confermo che mio padre, oltre al passaggio generazionale nella Banca Ifis con la cessione del pacchetto di controllo, ha voluto anche trasferire a mio favore parte delle sue azioni nella Giovanni Agnelli B.V. e designarmi quale rappresentante del ramo familiare a lui riferibile”, ha aggiunto Ernesto Fürstenberg Fassio. La Giovanni Agnelli BV è una holding di diritto olandese che controlla il 52% di Exor e in cui sono rappresentati i vari rami della famiglia Agnelli. Lzp

Riciclo plastica, accordo associazioni settore per rinnovo Cda Corepla

Riciclo plastica, accordo associazioni settore per rinnovo Cda CoreplaRoma, 20 apr. (askanews) – Siglato un accordo tra le principali associazioni rappresentative del settore del recupero e del riciclo dei materiali plastici in vista del rinnovo del Cda di Corepla. L’obiettivo è quello di far fronte comune verso le sfide normative, economiche, e sociali, che attendono il comparto alla prova della transizione ecologica. Assorimap, Associazione Nazionale Riciclatori e Rigeneratori di Materie Plastiche, Assosele/Cisambiente, e Unionplast, Gruppo selezionatori e riciclatori, presenteranno una lista comune per il rinnovo del Consiglio d’Amministrazione del Consorzio Corepla, nell’Assemblea elettiva del prossimo 16 maggio, proponendo i nomi di Roberto Sancinelli, Pietro Spagni, Antonio Diana, e Walter Regis. Tra i sistemi di responsabilità estesa del produttore (Epr), Corepla – Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica – rappresenta per volumi gestiti e per importanza, quello maggiormente interessato dall’evoluzione normativa. Nonostante le conseguenze dalla crisi pandemica, gli effetti del caro energia, e l’insostenibile concorrenza asiatica, che ha compresso il mercato della selezione e del riciclo, le imprese italiane rappresentano un’eccellenza in ambito europeo in termini di produzione di qualità di materia prima secondaria e nello sviluppo di processi di trasformazione. Il settore svolge una funzione portante per il raggiungimento dei nuovi obiettivi di riciclabilità, riutilizzo e prevenzione, e si configura come un attore imprescindibile per la definizione di politiche di governo forti e condivise, volte al rafforzamento del comparto e allo sviluppo dell’economia circolare italiana.

Intesa Sanpaolo: impegno ESG pilastro di crescita del gruppo

Intesa Sanpaolo: impegno ESG pilastro di crescita del gruppoMilano, 13 apr. (askanews) – “Con il nuovo Piano d’impresa 2022-2025 Intesa Sanpaolo ha reso l’impegno ESG uno dei quattro pilastri della strategia di crescita del Gruppo. Sostenibilità e attenzione al sociale rappresentano i principi ispiratori del modo di fare banca che condividiamo con i nostri azionisti, le Fondazioni, le comunità e i territori. Per i prossimi anni abbiamo stanziato 115 miliardi di euro per la società e la transizione verde e 500 milioni di euro per supportare le persone in difficoltà. Siamo anche impegnati a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette, entro il 2030 per le nostre ed entro il 2050 per i portafogli prestiti e investimenti, per l’asset management e l’attività assicurativa”. Lo ha detto Paolo Bonassi, Executive Director Strategic Support Intesa Sanpaolo, intervenendo al Sustainable Economy Forum di San Patrignano

Pmi, illimity: accordo con Bei per sostegni da 200 milioni

Pmi, illimity: accordo con Bei per sostegni da 200 milioniRoma, 13 apr. (askanews) – La Banca europea per gli investimenti ed illimity Bank hanno perfezionato un accordo da 200 milioni di euro finalizzato a sostenere i fabbisogni di capitale circolante e di liquidità delle Pmi, con particolare attenzione ad investimenti sostenibili ed alle imprese che operano nelle Regioni di coesione. Lo rende noto un comunicato. L’intesa, che contribuisce a consolidare ulteriormente l’ottima cooperazione tra le due banche, porterà alla mobilitazione di 100 milioni di euro ciascuno nel 2023, garantendo alle Pmi accesso al credito a condizioni agevolate. illimity metterà a disposizione delle piccole e medie imprese i 100 milioni di euro di finanziamento attraverso b-ilty, la banca digitale del Gruppo illimity specializzata in servizi finanziari e credito per imprese con fatturato tra i 2 a 15 milioni di euro. b-ilty, grazie alla sua piattaforma interamente digitale e ad una struttura flessibile, non ha vincoli territoriali e potrà, quindi, supportare al meglio le diverse realtà distribuite in tutta Italia. Nel dettaglio, l’accordo prevede che oltre il 30% dei fondi sia destinato al finanziamento di imprese che operano nelle Regioni di coesione (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Umbria e Marche) coerentemente con l’obiettivo trasversale di sviluppo economico, sociale e territoriale dell’Unione Europea. “Questa operazione con illimity mira a promuovere i due obiettivi trasversali della BEI, ovvero il clima e la coesione sociale, offrendo nuova finanza a condizioni favorevoli alle piccole e medie imprese che vogliono investire in un futuro più sostenibile e inclusivo,” ha dichiarato Gelsomina Vigliotti, Vicepresidente Bei. “Il nostro impegno, al fianco degli imprenditori, si conferma ulteriormente tramite questo accordo che permette di fornire nuova liquidità alle Piccole e Medie Imprese, in un momento di contesto altamente complesso come quello attuale, ha commentato Corrado Passera, Ceo e Fondatore di illimity.

Spazio, Urso: Iride realtà con la presenza filiera italiana

Spazio, Urso: Iride realtà con la presenza filiera italiana


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>Spazio, Urso: Iride realtà con la presenza filiera italiana




















Roma, 12 apr. (askanews) – “Oggi diamo realtà al progetto Iride un risultato che è il primo dei traguardi stabiliti dal Pnrr: l’invito ora è di lavorare con costanza e con il massimo impegno affinché l’Italia possa usufruire della costellazione Iride dal 2026. La presenza a questo evento di tutta la filiera che parteciperà alla realizzazione della costellazione satellitare conferma l’ampia collaborazione in questo progetto che avrà ricadute importanti sull’intero territorio italiano. Il nostro Paese e l’Europa ci guardano e sono sicuro che grazie alla nostra esperienza scientifica, tecnologica e industriale, l’Italia saprà, anche in questo frangente, essere all’altezza delle aspettative”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, con delega alle politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso, che ha fatto visita al Centro europeo per l’osservazione della Terra (Esrin) dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) di Frascati, partecipando all’evento di presentazione delle imprese che realizzeranno il progetto Iride, la costellazione satellitare italiana che sarà realizzata entro il 2026, con il supporto dell’ESA e dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e grazie alle risorse del Pnrr.  In particolare Iride diventerà il più importante programma satellitare per l’osservazione della Terra in orbita bassa e offrirà 8 macro servizi relativi al monitoraggio marino e costiero, alla qualità dell’aria, al monitoraggio dei movimenti del terreno, alla copertura del suolo, all’idro meteo clima, al monitoraggio delle risorse idriche, alla gestione delle emergenze e alla sicurezza, fornendo dati analitici per lo sviluppo di applicazioni commerciali da parte di startup, piccole e medie imprese e industrie di settore. Durante la cerimonia l’astronauta italiano dell’Esa Luca Parmitano ha svelato il logo vincitore di Iride, concorso votato dai cittadini e lanciato online con l’obiettivo di trovare il simbolo che rappresenterà la prossima costellazione satellitare.

Industria Felix: nel Nord Est utili per 7 aziende su 10 nel post-Covid

Industria Felix: nel Nord Est utili per 7 aziende su 10 nel post-Covid


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>Industria Felix: nel Nord Est utili per 7 aziende su 10 nel post-Covid




















Roma, 12 apr. (askanews) – Nel post-Covid poco più di 7 aziende su 10 hanno prodotto utili nelle regioni del Nord Est. A trainare la macro regione è il Veneto con il 75% di imprese in utile, seguito dall’Emilia Romagna con il 73,2%, il Trentino Alto Adige con il 73% e il Friuli Venezia Giulia con il 72,1%. È quanto emerge dalla maxi inchiesta sui bilanci realizzata da Industria Felix Magazine, trimestrale di Economia e Finanza diretta da Michele Montemurro in supplemento con Il Sole 24 Ore, e Cerved, che sarà presentata venerdì mattina 14 aprile a Fossalta di Portogruaro, in provincia di Venezia, alla Zignago Holding, in occasione del 48° evento Industria Felix, 7a edizione del Veneto, 5a dell’Emilia Romagna e 4e del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige. L’evento è organizzato da Industria Felix Magazine, supplemento trimestrale con Il Sole 24 Ore, in collaborazione con Cerved, Università Luiss Guido Carli, AC Industria Felix, col sostegno di Confindustria, con il patrocinio Simest, con le media partnership de Il Sole 24 Ore e Askanews, con la partnership istituzionale di Regione Veneto, Veneto Lavoro e con le partnership di Banca Mediolanum, Mediolanum Private Banking, Grant Thornton, Plus Innovation, M&L Consulting Group e sarà presentato dalla giornalista e conduttrice del Tg1 Maria Soave. Sono 68 le aziende premiate, distinte per provincia in relazione alla sede legale. EMILIA ROMAGNA (13). Bologna (3): Ga.Ma. Srl, S.Lj.Co. Srl, Wienerberger SpA. Cesena (1): Herboplanet Srl. Ferrara (1): CADFSpA. Modena(1): Cistelaier S.p.A. Parma (1): Lacertosus Srl. Ravenna (3): Ospedale Maria Cecilia SpA, Orion Engineered Carbons Srl, Stafer SpA. Reggio Emilia (1): Flash Battery Srl. Rimini (2): International Food Srl, SCM Group SpA. FRIULI VENEZIA GIULIA (20). Gorizia (2): Domini Legnami Srl, Miko Srl. Pordenone (3): Bofrost Italia SpA, Brieda Cabine Srl, Cappellotto SpA. Trieste (5): Eurospital SpA, Innova SpA, Logica SrL, Policlinico Triestino SpA, Trieste Marine Terminal SpA. Udine (10): Aussafer Due Srl, Edilpitture del Sal Srl, Fiber Net SpA, Inn Flex Srl, Lignano Pineta SpA, MCMSrl, Mediterranea Srl, Safin SpA, Vecchiato Officine Meccaniche Srl, Sideco Srl. TRENTINO ALTO ADIGE (9). Bolzano (5): A. Loacker SpA, Aspiag Service Srl, Markas SpA, Pohl Immobilien Srl, Roefix AG. Trento (4): Ferrari F.lli Lunelli SpA, I&S Informatica e Servizi Srl, Linkotek Trento SpA, Mercedes-Benz Lease Italia Srl VENETO (26). Belluno (2): ECS Srl, Intersocks Srl. Padova (7): AB Analitica Srl, Gibus SpA, Interporto Padova SpA, Jonix SpA, Logo SRL, R&I Genetics SrL, Tecnolaser Srl. Venezia (4): Albatechnics Srl, Deco Med Srl, Italbordi Srl, San Marco Group SpA. Verona (6): Alluminio di Qualità SpA, Calzaturificio Jumbo SpA, Grimet Srl, Parvis Systems and Services SpA, Pedrollo SpA, SAT (Surface Aluminium Technologies) Srl. Vicenza (4): Amer SpA, Euroristorazione Srl, Officina Stellare SpA, SICIT Group SpA. Treviso (3): Contarini Vini e Spumanti Srl, Idea Srl – Divisione Bagni, Wolverine Italia Srl.

Mare, Acampora (Assonautica): bene Metsola, economia blu sostenibile

Mare, Acampora (Assonautica): bene Metsola, economia blu sostenibile



</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>Mare, Acampora (Assonautica): bene Metsola, economia blu sostenibile



















Milano, 11 apr. (askanews) – “Cordiale confronto oggi a Bruxelles con la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, e il presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo Salvatore De Meo. Apprezziamo il suo impegno intento a promuovere un’economia blu sostenibile, in linea con gli ambiziosi obiettivi del Green Deal di riduzione delle emissioni di carbonio di almeno il 55% entro il 2030 e conseguire la neutralità climatica entro il 2050”. Lo ha sottolineato in una nota il presidente di Assonautica – Unioncamere, Giovanni Acampora, dopo aver incontrato la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola.

“Assonautica – ha aggiunto – da sempre ha creduto nell’importanza dell’Economia del Mare e riteniamo che l’Italia, considerata il pontile dell’Europa nel Mediterraneo, debba esserlo non solo dal punto di vista geografico, ma anche politico economico e sociale, con una centralità condivisa anche in sede europea. Siamo il terzo Paese in Europa, con il 13,5% del valore aggiunto dell’economia blu dell’Unione e vantiamo filiere di eccellenza a livello internazionale. Oggi – ha concluso Acampora – in occasione della giornata nazionale del mare, abbiamo presentato ufficialmente alla presidente il Blue forum Italiano, con l’obiettivo di coordinare il dialogo tra tutti gli utenti del mare”.

La fintech iBanFirst continua la sua crescita (+72,2% in 4 anni) e rinnova la sua identità

La fintech iBanFirst continua la sua crescita (+72,2% in 4 anni) e rinnova la sua identità


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>La fintech iBanFirst continua la sua crescita (+72,2% in 4 anni) e rinnova la sua identità




















Roma, 6 apr. (askanews) – iBanFirst, fornitore globale di servizi finanziari che offre alle PMI soluzioni su misura per la gestione di incassi e pagamenti internazionali, continua anche quest’anno la sua ipercrescita – +72,7% in media ogni anno tra il 2018 e la fine del 2022 – e annuncia una nuova brand identity per riflettere al meglio l’ambizione di essere il punto di riferimento per i pagamenti internazionali B2B di nuova generazione. Presente in 10 Paesi europei, dopo l’ultima aggiunta del Regno Unito con l’acquisizione di Cornhill, e con oltre 350 dipendenti, iBanFirst punta ora a diventare l’alternativa numero uno per tutte le aziende che effettuano pagamenti internazionali.

Circa una anno fa l’ingresso in Italia: 15 assunzioni, oltre 100 clienti. Il traguardo arriva a distanza di quasi un anno dall’annuncio dell’ingresso sul mercato italiano, dove iBanFirst è riuscita ad espandere il proprio business attirando oltre 100 nuovi clienti. Recentemente, la fintech ha aperto la propria sede italiana a Milano, dove attualmente operano 15 specialisti. L’obiettivo è arrivare a quota 30 entro il 2024. In Italia il volume di transazioni nell’arco di un anno è stato di oltre 100 milioni di euro. Michele Sansone, Country Manager di iBanFirst in Italia ha dichiarato: “Ormai anche in Italia il tema della digitalizzazione non ha più confini. Anche l’operatività delle nostre PMI verrà sempre più semplificata dall’ausilio del digitale che velocizza gli interi processi, abbattendo i costi fissi. Con iBanFirst siamo riusciti a intercettare questo trend nel mercato, annullando l’operatività spesso macchinosa della sala cambi e portando ai nostri clienti un vantaggio in termini di tempo e costi, operando in piena trasparenza”.

La nuova immagine aziendale, più audace e potente, abbraccia il suo nuovo posizionamento. Il nuovo sito web, il logo rinnovato e la nuova combinazione di colori nero e viola simboleggiano la potenza e l’audacia del gruppo, che ora genera un volume di transazioni mensili pari a 1,4 miliardi di euro ed è appena stato inserito dal Financial Times tra le aziende a più rapida crescita in Europa (FT 1000) per il quarto anno consecutivo. iBanFirst ha adottato anche un nuovo motto “Trust beyond borders”. In un momento in cui le incertezze economiche e i rischi valutari non sono mai stati così grandi per le aziende coinvolte nel commercio internazionale, iBanFirst rivela il suo principale punto di forza: affermarsi con successo come partner di fiducia per migliaia di aziende, combinando la potenza della sua piattaforma con l’esperienza dei migliori specialisti FX. Uno studio esclusivo di Bain dimostra che iBanFirst ha uno dei punteggi di soddisfazione e raccomandazione più alti della sua categoria (NPS di 63).

Pierre-Antoine Dusoulier, CEO e fondatore di iBanFirst, ha dichiarato: “In meno di 10 anni, iBanFirst ha dimostrato che è possibile reinventare i servizi di pagamento internazionali a disposizione delle imprese. Investendo oltre il 20% del proprio budget annuale in tecnologia, iBanFirst ha creato un’interfaccia potente e intuitiva e ha sviluppato un ecosistema unico con banche di primo livello per affermarsi come alleato fidato di CEO e CFO. Oggi, la nuova brand identity riflette il nostro nuovo profilo di leadership e le nostre ambizioni. Il mercato internazionale dei pagamenti ha visto un cambiamento storico negli ultimi anni. Questo è solo l’inizio. Abbiamo tutte le carte in regola per diventare la prima alternativa europea per i pagamenti transfrontalieri B2B”.

Holding Società Semplice, è boom di richieste da parte delle imprese

Holding Società Semplice, è boom di richieste da parte delle imprese


</p> <p></head><br /> <body id="readabilityBody"></p> <p><meta name="robots" content="index, follow, max-image-preview:large, max-snippet:-1, max-video-preview:-1"/><br /> <title>Holding Società Semplice, è boom di richieste da parte delle imprese – askanews.it



















Roma, 6 apr. (askanews) – “Gestire il patrimonio aziendale” ed “evitare il fallimento” con rispettivamente 14.500.000 e 4.500.000 risultati di ricerca su Google, sono fra le parole chiave più richieste dagli italiani. Senza dimenticare anche “quanto costa una donazione” con 4.450.000 ricerche e “trasmissione di patrimoni familiari” con 1.250.000. E’ quindi evidente che fra le maggiori preoccupazioni dei nostri connazionali e, soprattutto degli imprenditori, vi sia la tutela del patrimonio e la sua trasmissione ai figli.

“Lo strumento migliore per rispondere a questa crescente esigenza è la creazione di una ‘Holding Società Semplice’”, spiega Matteo Rinaldi, avvocato d’affari e consulente d’impresa. “Parliamo del modello vincente delle grandi multinazionali, applicabile anche alle Pmi. Riscoperta negli ultimi anni nell’ambito degli strumenti di pianificazione e tutela patrimoniale, soprattutto grazie alla snellezza della sua costituzione, la flessibilità e i vantaggi fiscali, sta ottenendo sempre più interesse. Non a caso la rendono un efficace strumento di gestione e di trasmissione di patrimoni familiari, composti da immobili, brevetti, marchi e partecipazioni sociali. Nel suo assetto giuridico è l’ente sociale più semplice dall’ordinamento italiano, però, la sua semplicità non deve sminuirne le grandi potenzialità, basti pensare alla ‘Dicembre Società Semplice’, la cassaforte di famiglia degli Agnelli, posta al vertice della catena di comando della famiglia che è ancora oggi il miglior strumento di gestione e trasmissione di patrimoni familiari”. Non tutti però conoscono le potenzialità e vantaggi che può offrire una “Holding Società Semplice” creando, così, un gruppo societario gestito dalla famiglia dell’imprenditore. “La creazione di ‘Holding Società Semplice’ – prosegue Rinaldi – nel passaggio generazionale può rappresentare una soluzione strategica per mantenere il controllo aziendale all’interno della famiglia. Sempre più spesso il problema dell’avvicendamento successorio all’interno delle aziende di famiglia viene risolto mediante la creazione di holding. Si tratta infatti di una scelta strategica che consente il mantenimento del controllo societario accentrato, evitando la dispersione di quote e utili, superando, nel rispetto della legge, il problema della divisione tra i vari eredi dell’attività di famiglia. Ne trova beneficio soprattutto l’esigenza di contenimento della conflittualità familiare, situazione piuttosto frequente a fronte di cospicuo numero di eredi. Le peculiarità, caratteristiche e inclinazioni di ognuno dei familiari, infatti, trovano giusta collocazione all’interno della holding familiare che permette di affidare a ciascun membro della famiglia il controllo e/o partecipare a un singolo settore del business azionale”.

La creazione di una holding, oltretutto, nel passaggio generazionale può rappresentare anche una scelta strategica in termini di sgravi fiscali attraverso lo strumento della donazione con riserva di usufrutto delle partecipazioni detenute. Una holding, infatti, consente di gestire al meglio il passaggio agli eredi. In questo modo, ogni erede, avrà una quota della Società Semplice (evitando di dover suddividere tra gli eredi le quote di più società operative). Inoltre, al fine di agevolare il passaggio generazionale, solitamente si effettuano operazioni di donazione della nuda proprietà agli eredi. “In questo modo – chiarisce il consulente – l’imposta di donazione viene applicata solo sulla quota dell’usufrutto della partecipazione e non sull’intero valore della partecipazione come in caso di successione. Per questo motivo, pianificare in anticipo questo passaggio può portare a ottenere vantaggi fiscali in ottica successoria”. Ma i vantaggi sono anche altri. Spesso una società possiede un interessante patrimonio immobiliare. Per evitare che un’eventuale “crisi” possa esporre l’azienda all’aggressione dei creditori sul patrimonio immobiliare è possibile procedere allo scorporo del ramo operativo in una Newco.

“In questo modo, si potrà blindare il patrimonio immobiliare nella holding, al riparo delle vicende legate all’operatività. Gli immobili vengono poi concessi in locazione, ove necessario, alla società operativa. Stesso dicasi se la società possiede dei beni di valore (marchi e brevetti). Anche in questo caso, si procede a blindare il ‘bene immateriale’ in una holding che controlla l’operativa; alla quale si concede l’uso del bene immateriale a fronte del pagamento di una Royalties. La holding funge da capogruppo ed è così collocata al vertice”. Per tornare ai grandi interrogativi ricercati dai nostri imprenditori, c’era anche la tutela del patrimonio familiare. “L’imprenditore – secondo Rinaldi – dovrebbe separare le proprie attività produttive, dagli immobili. Separare partecipazioni, immobili e beni immateriali dalle attività produttive, comporta il rischio d’impresa e perdere tutto in caso di default dell’attività produttiva. Per questo si tende a incentivare la creazione di gruppi societari, con a capo una holding. Questo mette a riparo gli assets dalle vicende delle società operative. È preferibile che gli assets detenuti vengano messi a reddito in favore delle società operative, per ridurre l’impatto con i terzi”.

L’esperto sottolinea che la creazione di una “Società Semplice” con funzione di holding ha anche una serie di vantaggi di carattere organizzativo e civilistico come, ad esempio, la semplicità di costituzione e gestione – non avendo l’obbligo di tenere i libri e altre scritture contabili e il deposito del bilancio – l’ampia flessibilità statutaria, la gestione dell’ingresso degli eredi dei soci e la possibilità di limitare la responsabilità personale dei soci a coloro che operano in nome e per conto della società. Ma anche il mancato assoggettamento a fallimento, la possibilità di beneficiare delle detrazioni in materia di spese sostenute per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica degli edifici e la non imponibilità delle plusvalenze, relative alla cessione di immobili abitativi o terreni agricoli, detenuti per più di cinque anni. Ma è fondamentale, conclude Rinaldi, “che queste strategie vengano fatte oggi. Devono essere realizzate quando una azienda è ancora in salute perché quando iniziano le difficoltà è già troppo tardi per intervenire”.