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UNGCN lancia il nuovo position paper sulla governance trasformativa

UNGCN lancia il nuovo position paper sulla governance trasformativaRoma, 18 lug. (askanews) – In occasione dell’High-Level Political Forum di New York, l’UN Global Compact Network Italia (UNGCN Italia) ha presentato il suo Position Paper sul tema della Governance Trasformativa. Il documento, realizzato con il supporto allargato di 54 aziende aderenti a UNGCN Italia, evidenzia le strategie innovative implementate dalle imprese per integrare la sostenibilità nelle proprie operation.


Le aziende italiane guardano sempre di più alla sostenibilità come a una priorità e ne riconoscono il ruolo cruciale al livello di competitività e di guida verso un cambiamento sociale, economico e ambientale, in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il Position Paper, intitolato “La Governance Trasformativa come driver di condotta responsabile per un business più etico, prospero e sostenibile”, delinea diverse strategie chiave adottate da queste aziende. Il Position Paper presenta 20 case history che dimostrano il forte potenziale trasformativo di una governance sostenibile. Tra le azioni più innovative messe in campo dalle imprese italiane, sono da evidenziare la creazione di Comitati interni ed esterni per supportare il Consiglio di amministrazione nell’elaborazione di strategie di sostenibilità, in particolare nelle azioni per il clima; l’implementazione di programmi di formazione rivolti a dipendenti, fornitori e generazioni future, anche attraverso la collaborazione con le scuole; il coinvolgimento degli stakeholder con la creazione di meccanismi di ascolto, consultazione e attivazione anche al livello locale; l’avvio di progetti di partnership con il Terzo Settore, orientati a favorire l’azione di contrasto al cambiamento climatico, l’ampliamento dell’accessibilità e qualità dei servizi primari per la popolazione e la costruzione della cultura dello sviluppo sostenibile dentro e fuori le organizzazioni. Il documento è stato lanciato ieri nel corso di un evento promosso in collaborazione con la Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, sottolineando l’impegno dell’Italia nel promuovere pratiche aziendali sostenibili sulla scena globale. Il Position Paper è stato presentato al pubblico da Marco Frey e Daniela Bernacchi, rispettivamente Presidente e Executive Director dell’UN Global Compact Network Italia. Marco Frey, Presidente di UNGCN Italia, ha dichiarato: “Le imprese stanno sempre più riconoscendo la sostenibilità come elemento centrale di competitività, integrandola all’interno della propria governance per orientare il business”. Frey ha, inoltre, sottolineato che l’UN Global Compact propone un approccio denominato “Governance Trasformativa”, secondo il quale la sostenibilità agisce da fattore di accelerazione, orientando la pianificazione strategica e l’allineamento dei processi aziendali, nonché aprendo a un approccio sinergico e collaborativo con attori chiave, quali ad esempio fornitori, mondo della finanza, consumatori e clienti, ma anche Istituzioni e Terzo settore.


L’incontro si è focalizzato sull’impatto che l’approccio di “Governance Trasformativa” può avere nel contrasto all’emergenza climatica. Ne hanno parlato, tra gli altri, Claudio Barbaro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Sanda Ojiambo, Assistant Secretary-General e CEO del Global Compact delle Nazioni Unite, e Alexandra Bolton, Direttrice di Climate Governance Initiative. “Le imprese italiane aderenti alla rete UN Global Compact hanno presentato un importante documento di posizionamento, focalizzato su questo tema e sui modelli di impresa trasformativi, con l’obiettivo di consentire un più efficace dialogo tra loro, le istituzioni e gli altri stakeholder chiave, al fine di ripensare il contratto sociale per affrontare in modo più efficace e coerente le sfide globali più urgenti.” ha affermato il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Claudio Barbaro, in occasione della presentazione del Paper. “Nel contesto attuale in cui siamo chiamati a trovare soluzioni urgenti all’emergenza climatica, i Governi e le imprese hanno la responsabilità di accelerare la transizione verso modelli economici più sostenibili che limitino il riscaldamento globale a 1,5°C. Il cambiamento climatico porta con sé rischi ma anche opportunità per le imprese, in uno scenario che vede i loro stakeholder sempre più esigenti rispetto ad approcci strategici ed integrati ai temi della sostenibilità, da parte del settore privato. Il concetto di “Governance Trasformativa”, promosso da UN Global Compact, integra la sostenibilità nel sistema di governance aziendale, generando così un impatto sia sulla dimensione interna (purpose aziendale, struttura del Board, policy interne) che su quella esterna (coinvolgimento degli stakeholder, partnership, azioni collettive). Il mio plauso va al Country Network italiano e alle oltre 50 aziende aderenti che hanno preso parte alla redazione di un Position Paper sul tema, che evidenzia alcuni preziosi business case, oltreché il lavoro del Think Lab di UN Global Compact.” ha dichiarato Sanda Ojiambo, Assistant Secretary-General e CEO, UN Global Compact. “Per affrontare quella che è la sfida decisiva per la nostra generazione, ogni azienda è chiamata a fissare obiettivi per il Clima e a delineare un piano per raggiungerli. Nell’ambito di tale percorso, tre requisiti sono fondamentali: il giusto mix di competenze ed esperienza al livello di Board; il riconoscimento, da parte dei massimi vertici aziendali, del carattere di priorità all’impegno per il Clima; infine, un mindset che riconosca le opportunità di business connesse all’approccio sostenibile.” ha dichiarato Alexandra Bolton, Direttrice della Climate Governance Initiative.


“Il cambiamento climatico è una sfida urgente per le imprese e i Consigli di amministrazione sono chiamati a integrare la governance climatica nelle strategie aziendali attraverso un approccio olistico” ha dichiarato Daniela Bernacchi, Executive Director di UNGCN Italia. “È fondamentale coinvolgere tutti i livelli interni, ma anche la dimensione esterna. Le aziende che lavorano con una logica trasformativa sono in grado di coinvolgere gli stakeholder tradizionali, come le catene di fornitura, le istituzioni e i consumatori, e di dare vita a nuove partnership con il terzo settore per aumentare l’impatto sul territorio o alleanze strategiche con associazioni di categoria per condividere le best practice”. Il Position Paper è stato realizzato da un gruppo di lavoro composto da 54 aziende aderenti a UN Global Compact, di seguito citate in ordine alfabetico: A2A; ACEA; Aeroporti di Roma; Andriani; Automobili Lamborghini; Benetton; CAP Holding; Carbonsink; Cassa Depositi e Prestiti; Edison; Enav; Enel; Eni; Erg; Esselunga; Feralpi Siderurgica; Ferrovie dello Stato Italiane, Ferrari; Fincantieri; FNM Group; Gruppo De Cecco; Gruppo Hera; Gruppo Sofidel; Gruppo Unipol; ICAM Cioccolato; illycaffè; INWIT; Iren; Italmobiliare; Italyum; Legance – Avvocati Associati; Leonardo; Leroy Merlin Italia; Lundbeck Italia; Maire; Marcegaglia Steel; Mindoor (Boyden Italy); Moncler; Nestlé Italy; Pirelli & C; Poste Italiane; Prada; Prometeon Tyre; Prysmian, RCS Mediagroup; RINA; Saipem; Save The Duck; SEA – Società Esercizi Aeroportuali; SNAM; Terna; Tod’s; TPER; Volvo Trucks Italia.

Immobiliare, FIMAA incontra Bitonci su riforma accesso professione

Immobiliare, FIMAA incontra Bitonci su riforma accesso professioneRoma, 18 lug. (askanews) – “È necessario prevedere una prova valutativa finale al termine dei percorsi che consentono di accedere alla professione di agente immobiliare”. È una delle proposte che FIMAA-Confcommercio, tramite il proprio Vicepresidente Vicario Maurizio Pezzetta, ha esposto a Massimo Bitonci, sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel corso di un incontro in cui si è discusso del decreto a cui il MIMIT sta lavorando per riformare le modalità di accesso alla professione di agente immobiliare.


FIMAA Italia, con la completa condivisione del Sottosegretario Bitonci, ha riferito tramite il Vicario che “è indispensabile introdurre disposizioni che consentano un praticantato efficace, limitando il numero di praticanti che possono effettuare il praticantato contemporaneamente presso una medesima agenzia”. Il Vicepresidente Vicario, informa una nota, ha quindi sostenuto sia necessario che anche per gli agenti immobiliari, come per qualsiasi altra professione, debba essere previsto “un aggiornamento programmato continuo con crediti formativi. Il lifelong learning continuo è fondamentale per svolgere adeguatamente questa professione e per garantire la necessaria tutela del mercato, a vantaggio soprattutto del consumatore oltre che della categoria stessa”.


Quello dell’adeguata formazione è un tema su cui la Federazione Italiana Mediatori Agenti Affari si batte da tempo. Anche per questo “la FIMAA – ha spiegato Pezzetta al sottosegretario Bitonci – ha creato con l’Università La Sapienza di Roma un corso di laurea, primo e unico in Italia, in Diritto ed Economia della Proprietà Immobiliare. L’obiettivo non è solo di garantire una formazione puntuale ai giovani che vogliono avvicinarsi alla professione di agente immobiliare, ma anche di consentire a chi già opera di acquisire una preparazione ancor più approfondita”. Al termine dell’incontro, il Sottosegretario Bitonci ha annunciato che nei prossimi mesi il Ministero organizzerà un nuovo tavolo di confronto per discutere del decreto ministeriale che riforma l’accesso alla professione.

Sodexo Italia ottiene la certificazione per la parità di genere

Sodexo Italia ottiene la certificazione per la parità di genereMilano, 17 lug. (askanews) – Sodexo Italia ha ottenuto la Certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere, rilasciata da Dnv, ente di terza parte accreditato per la verifica delle linee guida per il sistema di gestione per la parità di genere.


Per l’azienda questo riconoscimento testimonia come il percorso attuato e intrapreso da molto tempo abbia creato un ambiente inclusivo e una cultura del lavoro funzionale alla valorizzazione delle diversità e all’accoglienza. “Crediamo nella concretezza – dice Nadia Bertaggia direttrice, risorse umane Sodexo Italia – la cultura è stata coltivata negli anni con l’esempio, la formazione e lo scambio di buone pratiche. Si tratta innanzitutto di far evolvere la cultura, questo richiede tempo e il coinvolgimento di tutti, dal management ai collaboratori dell’organizzazione”. La percentuale femminile sul totale dei manager in quattro anni dal 2020 al 2023 è passata dal 36 al 43. Un altro dato importante è la percentuale di donne che fanno parte del comitato direttivo italiano, sempre dal 2020 al 2023 è passata dal 20% al 40%. L’accoglienza e il rispetto per la diversità sono testimoniati anche dal fatto che in Sodexo Italia i collaboratori appartengono a 86 nazionalità differenti, collaborando nel pieno rispetto reciproco e i lavoratori non cittadini italiani dal 2020 al 2023 sono aumentati del 48%.


Cinque sono le direzioni di azione – Genere, Generazioni, Disabilità, Orientamento sessuale, Culture e origini – che Sodexo ha individuato come aree su cui progredire costantemente per migliorare gli impatti sulle persone e sulle performance, favorendo ambienti sicuri ed inclusivi. Il percorso in Sodexo Italia è iniziato da più di dieci anni e permette oggi di sviluppare iniziative di formazione e di coinvolgimento – dal mentoring, agli appuntamenti ricorrenti in cui tutta l’azienda si ferma per fare formazione insieme – fino a decidere, quest’anno, di formalizzare le evoluzioni raggiunte attraverso le verifiche dei certificatori dell’ente Dnv e il riconoscimento della stessa certificazione per la parità di genere. “La cultura della diversità, equità ed inclusione fa parte della storia di Sodexo ed è insita nei nostri valori aziendali. Siamo contenti che la diversità e l’inclusione siano diventati anche un requisito che il business, finalmente, richiede”, conclude Nadia Bertaggia.

Sostenibilità, sfide e contraddizioni: i temi del Salone della Csr 2024

Sostenibilità, sfide e contraddizioni: i temi del Salone della Csr 2024Milano, 10 lug. (askanews) – “Sfidare le contraddizioni” è il titolo e il tema della dodicesima edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, in programma all’Università Bocconi di Milano dal 9 all’11 ottobre 2024. Ogni visione, affermazione, scelta ha infatti al proprio interno il seme della contraddizione; ciò vale anche per il vasto tema della sostenibilità soprattutto in un contesto economico e geopolitico come quello che stiamo vivendo che impone a chi fa impresa virtuosa non solo di abitare il cambiamento ma anche leggere i problemi in modo nuovo. Per questo il del Salone della CSR e dell’innovazione sociale ha scelto di mettere al centro dei lavori dell’edizione 2024 le sfide e le criticità che le organizzazioni sono chiamate a fronteggiare nelle loro scelte sostenibili.


Il programma culturale del Salone 2024, consultabile nel dettaglio sul sito www.csreinnovazionesociale.it è ricco e articolato, con oltre 100 eventi suddivisi per aree tematiche. Il 9 ottobre sarà dedicata attenzione in particolare all’ambiente, il 10 ottobre il tema principale sarà l’impegno nei confronti delle persone e della comunità; l’11 ottobre il focus sarà sulla governance. Sono oltre 260 le organizzazioni protagoniste, mentre si conta di superare il numero dei partecipanti della scorsa edizione che ha visto 4.600 presenze e 9.000 connessioni da remoto. La tre giorni milanese sarà, anche quest’anno, una palestra dove potranno confrontarsi diverse realtà, condividendo le esperienze positive, ma anche le difficoltà incontrate, così come è accaduto nel corso dell’anno con il Giro d’Itala della CSR 2024, partito da Torino a febbraio e conclusosi a Genova a giugno. Con oltre 200 relatori e 2.000 partecipanti in presenza e online, anche quest’anno il tour promosso dal Salone della CSR si è confermato un appuntamento atteso da chi sui territori vuole confrontarsi su strategie e azioni sostenibili.


“Durante i diversi incontri è emersa dalle imprese, dalle istituzioni, dagli Enti del Terzo Settore la consapevolezza che bisogna imparare a superare difficoltà, ostacoli, contraddizioni di una realtà che diventa sempre più complessa – conferma Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone -. Per costruire soluzioni condivise è però necessario mettersi in gioco e confrontarsi con tutti gli stakeholder”. Il confronto stimolato dal Salone della CSR e dell’innovazione sociale, coinvolgendo in prima persona chi sta sperimentando soluzioni innovative, è anche un termometro per misurare il cambiamento negli stili di vita delle persone e la crescita dell’impegno delle imprese. Nella giornata di apertura del Salone, il 9 ottobre, si terrà la presentazione dei risultati della ricerca realizzata da IPSOS sulle contraddizioni tra le dichiarazioni di individui, aziende e istituzioni e la percezione delle loro azioni concrete.


Il Salone quest’anno comincia – per così dire – con due giorni d’anticipo: il 7 e 8 ottobre, con la prima edizione del Salone CAMP, che precede il Salone nazionale e che ha l’obiettivo di promuovere un’interazione più informale tra soggetti diversi rispetto a quella che avviene durante i tre giorni della manifestazione. Salone CAMP intende infatti favorire ulteriormente il dialogo tra imprese, giovani e organizzazioni della società civile. Saranno organizzati una serie di incontri con modalità diverse (workshop, role play, world cafè etc.) e saranno coinvolti Enti del Terzo Settore, aziende, giovani o organizzazioni informali guidate da giovani. Un’altra novità dell’edizione 2024 è Ideathon, un’iniziativa che rappresenta lo sviluppo degli “Hackathon For Impact” organizzati lo scorso anno. Il tema di quest’anno è come riuscire ad ingaggiare ragazzi diffidenti o indifferenti in azioni concrete per contrastare la crisi climatica. L’attività si svolgerà il 9 ottobre mattina e la proclamazione del team vincitore avverrà nella stessa giornata.


Infine, a conclusione dei lavori della prima giornata, il 9 ottobre, verranno comunicati i vincitori del terzo Premio Impatto, promosso dal Salone per portare l’attenzione sull’importanza di misurare e valutare l’impatto generato. La novità di questa edizione è l’inserimento di una terza categoria dedicata alla pubblica amministrazione, che si affianca alle due categorie imprese e ETS. La scadenza per partecipare al concorso è il 31 agosto 2024: sempre sul sito del Salone è possibile prendere visione del regolamento e presentare la propria candidatura. Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale è promosso da Università Bocconi, Sustainability Makers, Fondazione Global Compact Network Italia, ASVIS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Fondazione Sodalitas, Unioncamere, Koinètica. Grazie alla collaborazione con Bureau Veritas Italia, anche nel 2023 il Salone ha ottenuto la certificazione ISO 20121, norma internazionale che definisce i requisiti di gestione della sostenibilità degli eventi.

Banca Etica proroga i sostegni per alleggerire le rate dei mutui

Banca Etica proroga i sostegni per alleggerire le rate dei mutuiMilano, 9 lug. (askanews) – Banca Etica – prima e unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica – ha deciso unilateralmente di destinare circa il 10% dell’utile maturato nel 2022 a un pacchetto di misure di sostegno delle persone socie e clienti con mutuo prima casa a tasso variabile in condizioni di particolare fragilità socio-economica. Sebbene ad oggi si sia interrotta la sequela gravosa di rialzi del costo del denaro e del tasso d’inflazione, Banca Etica, tra le altre iniziative, ha deciso di prorogare fino al 31 dicembre 2024 alle stesse condizioni la misura di sostegno per le persone fisiche che ne beneficiarono l’anno scorso, garantendo una riduzione dell’importo delle rate. Inoltre al sostegno per le persone fisiche si affianca ora anche una misura di supporto per le imprese e le organizzazioni clienti cui viene applicato uno sconto del 50% della commissione omnicomprensiva del secondo e terzo trimestre 2024. Le due misure rientrano nell’ambito delle politiche redistributive di Banca Etica.


Il sostegno per le persone fisiche -raddoppiato se si tratta di clientela anche socia di Banca Etica- si traduce in una riduzione transitoria dello spread del tasso variabile con scadenza fissata inizialmente dopo nove mensilità e ora prorogata per altre nove mensilità, a meno di ulteriori eventuali prolungamenti, e la sua assegnazione risponde a criteri di proporzionalità, costruiti a partire dai livelli di reddito certificati tramite il modello Isee dei richiedenti, in modo da favorire persone e nuclei con i redditi più bassi. “La stagione dei rialzi dei tassi di interesse da parte della BCE, dopo un lunghissimo periodo di tassi bassi, ha creato pressione sulle famiglie e sulle piccole e medie imprese con mutui e prestiti a tasso variabile mentre ha favorito la crescita degli utili di tutte le banche – commenta Riccardo Dugini, vicedirettore generale di Banca Etica – C’è un dibattito in corso su come le banche possano e debbano redistribuire alla clientela parte degli incrementi degli utili derivanti dall’aumento dei tassi. Alcune banche hanno offerto ai clienti la possibilità di dilazionare i pagamenti delle rate allungando la durata del mutuo: una misura che può essere utile in alcuni casi, ma che comporta complessivamente un aumento dei costi per il cliente nel lungo periodo. In molti auspicano un aumento generalizzato dei tassi di remunerazione dei conti correnti. Banca Etica nella stagione dei tassi bassi non ha mai applicato tassi negativi sulla raccolta, e dallo scorso anno abbiamo aumentato il rendimento di conti deposito e prestiti obbligazionari. Consapevoli però che l’aumento dei tassi sulla raccolta favorisce principalmente i clienti con maggiori disponibilità sul conto corrente, abbiamo puntato soprattutto su un pacchetto di misure che fosse in grado di concentrare i benefici sulle fasce di clientela più in difficoltà in base all’ISEE che hanno potuto avvalersi di una riduzione tangibile delle rate. Per le persone giuridiche abbiamo deciso invece di agire sulla riduzione delle commissioni. Questo è il nostro modo di fare finanza etica nel segno di una concreta redistribuzione”.


Circa 800 persone e famiglie, pari a oltre il 36% della clientela con mutuo a tasso variabile della banca, hanno beneficiato di questa misura. Per quanto riguarda le persone giuridiche, Banca Etica ha deciso di intervenire orizzontalmente a favore delle organizzazioni che finanzia e che contribuiscono allo sviluppo dell’economia reale rispettando criteri di valutazione sociale e ambientale definiti secondo gli standard della finanza etica e producendo impatti positivi misurati e diffusi pubblicamente ogni anno. La scelta è stata quella di ridurre del 50% la commissione omnicomprensiva -chiamata anche CMDF- del secondo e terzo trimestre 2024, ovvero l’unica commissione che può essere applicata nei contratti con cui si concede un fido.


Tra persone fisiche e persone giuridiche le due iniziative coinvolgeranno approssimativamente 4 mila soggetti beneficiari per un intervento complessivo da circa 1,5 milioni di euro. Entrambe le misure valorizzano il principio di mutualità che sta alla base dell’idea di finanza etica e della forma cooperativa di Banca Etica.

Donne, rifugiati, Mezzoggiorno: accordo BEI e Banca Etica da 60 mln

Donne, rifugiati, Mezzoggiorno: accordo BEI e Banca Etica da 60 mlnMilano, 2 lug. (askanews) – Promuovere l’integrazione nel mondo del lavoro e migliori servizi per i rifugiati, facilitare l’accesso al credito a imprese guidate da donne e sostenere progetti realizzati nelle regioni di coesione. Questi sono gli obiettivi principali dell’accordo da 60 milioni di euro siglato da Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Banca europea per gli investimenti (BEI), e Anna Fasano, presidente di Banca Etica. Si stima che l’operazione contribuirà a stimolare investimenti nell’economia reale per oltre 165 milioni di euro, creando un impatto positivo duraturo nella società.


“Questo accordo rappresenta un passo fondamentale per sostenere tre pilastri cruciali per il futuro dell’Italia e dell’Europa: la parità di genere, migliori condizioni di vita e inclusione sociale per i rifugiati, e lo sviluppo economico del Mezzogiorno – ha dichiarato Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della BEI – Tramite il nostro supporto finanziario e i servizi di advisory, la BEI si impegna a sostenere l’economia reale, favorire uno sviluppo inclusivo e una società più equa e sostenibile”. “Banca Etica ha nella sua mission l’impegno a finanziare l’economia sociale sostenendo le imprese e le persone maggiormente a rischio di esclusione finanziaria, tra cui le persone rifugiate e le donne. È importante per noi essere la prima banca italiana a stipulare un accordo con la BEI per fare ancora di più in questo campo e un riconoscimento del know-how specifico che abbiamo sviluppato in 25 anni di lavoro per l’erogazione di servizi finanziari a favore di iniziative dal forte impatto sociale che più difficilmente trovano credito nel sistema finanziario mainstream” ha aggiunto la presidente di Banca Etica, Anna Fasano.


Nello specifico, l’accordo è suddiviso in tre segmenti volti a supportare altrettante priorità. Il primo prevede che almeno il 30% delle risorse messe a disposizione dalla BEI venga destinato a sostenere piccole e medie imprese guidate da donne. Il secondo segmento prevede che almeno il 30% dei fondi venga destinato a progetti volti a migliorare le infrastrutture e i servizi sociali per i rifugiati, nonché a supportarne l’integrazione nel mondo professionale. Questo punta a creare condizioni di vita migliori e a favorire l’emancipazione economica dei rifugiati attraverso investimenti in abitazioni, istruzione e formazione professionale. Infine, il terzo e ultimo segmento prevede che almeno il 30% delle risorse sia destinato a progetti promossi da piccole e medie imprese che operano nelle Regioni di coesione, contribuendo a rafforzare il tessuto economico e sociale, creare opportunità di lavoro e ridurre le disparità regionali. Inoltre, nell’ambito del programma Social Inclusive Finance Technical Assistance (SIFTA), la BEI fornirà anche servizi di assistenza tecnica gratuiti. Questi sono finanziati da InvestEU Advisory Hub e contribuiranno ad aiutare Banca Etica nell’allocazione delle risorse a favore delle PMI guidate da donne, dei servizi per i rifugiati e delle imprese operanti nelle regioni di coesione. Lanciato nel 2022, il programma SIFTA ha sostenuto circa 60 operatori di microfinanza e istituti di credito che investono in imprese a forte impatto sociale in oltre 20 paesi dell’Unione Europea, supportando la preparazione di investimenti, analisi del portafoglio e la creazione di una pipeline di operazioni. (nella foto, da sinistra: Anna Fasano, presidente di Banca Etica, Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della BEI)

Visa: partnership con Intesa Sanpaolo per digitalizzazione Pmi

Visa: partnership con Intesa Sanpaolo per digitalizzazione PmiRoma, 2 lug. (askanews) – Visa e Intesa Sanpaolo rafforzano la partnership nei pagamenti digitali per favorire la competitività delle imprese, anche di piccole dimensioni, attraverso un miglior controllo delle spese e dei flussi di cassa. È stato creato un nuovo servizio di rendicontazione evoluta, informa una nota, Visa Business Solutions, sulle carte Credit Commercial Visa, che include Visa Spend Clarity e permette di semplificare i processi interni delle imprese, in particolare, quelli di riconciliazione tra pagamenti, ricevute ed estratti conto a fine mese, portando efficienza e garantendo all’impresa una conseguente maggiore competitività. Non solo in ottica riduzione costi, ma anche in termini di risorse che possono concentrarsi su attività a più alto valore aggiunto.


Il World Economic Forum prevede che il 70% del nuovo valore creato nell’economia in questo decennio si baserà su modelli abilitati dal digitale . In questo scenario, riportare in ambito b2b esperienze di pagamento fluide, simili a quelle della vita di tutti i giorni, rappresenta un trend ormai in atto da diversi anni: gli imprenditori, e le imprese e i dipendenti, sono alla ricerca di strumenti e soluzioni semplici e veloci che possano aiutarli nella pianificazione, nell’ottimizzazione del flusso di cassa, nel budgeting, nel monitoraggio delle spese, etc. Con la crescente integrazione di queste applicazioni, imprenditori e direttori finanziari saranno sempre più in grado di gestire queste attività con un semplice click, dal palmo della propria mano. Claudia Vassena, Responsabile Sales & Marketing Digital Retail di Intesa Sanpaolo: “I pagamenti digitali sono sempre più determinanti per la competitività delle imprese di qualunque dimensione. Il ruolo del nostro Gruppo è quello di accompagnare lo sviluppo di nuove modalità di servizio per migliorare il posizionamento anche digitale delle imprese, attraverso soluzioni transazionali tra le più evolute e con i migliori standard tecnologici”.


“La tecnologia, ancora una volta, si conferma un importante abilitatore della crescita delle imprese in Italia e nel mondo. Come Visa, grazie alla nostra rete, aiutiamo le aziende a semplificare e ottimizzare il modo in cui pagano e vengono pagate, in modo sicuro, semplice e tecnologicamente all’avanguardia. Abbiamo contribuito al commercio globale processando oltre 212 miliardi di transazioni in tutto il mondo – sottolinea Stefano M. Stoppani, Country Manager Visa Italia che aggiunge: “E negli ultimi tre anni, in sinergia con clienti e partner, ci siamo impegnati ad accelerare la digitalizzazione di 13,5 milioni di PMI in Europa e di oltre 1 milione in Italia. Un impegno che oggi consolidiamo grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo”.

Dl Casa, presentati emendamenti che recepiscono richieste FIMAA

Dl Casa, presentati emendamenti che recepiscono richieste FIMAARoma, 2 lug. (askanews) – “Ringraziamo gli Onorevoli deputati che hanno deciso di sostenere le richieste avanzate dalla FIMAA-Confcommercio, presentando delle proposte di modifica al DL Casa che recepiscono le nostre richieste” – lo dice Santino Taverna, Presidente nazionale della Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, commentando il fascicolo di emendamenti segnalati in Commissione Ambiente della Camera. “Si tratta di misure necessarie e urgenti che mirano ad agevolare il settore delle compravendite immobiliari e a garantire maggiori tutele sia agli acquirenti, sia ai venditori di un immobile” spiega ancora Taverna.


Tra le proposte di maggiore rilevanza – che il Vicepresidente vicario Maurizio Pezzetta aveva caldeggiato in audizione il 19 giugno di fronte alla stessa Commissione Ambiente – ci sono gli emendamenti per favorire il cambio di destinazione d’uso degli immobili e quelli per agevolare il mercato delle compravendite immobiliari, introducendo misure di semplificazione e intervenendo sull’agibilità degli immobili, sulle dichiarazioni di conformità, sulle sanzioni per lievi difformità e sulla nullità degli atti di compravendita. “Ringraziamo gli On. Fabrizio Rossi, Stefano Benvenuti Gostoli, Elisa Montemagni, Mauro Del Barba per la sensibilità che hanno mostrato verso i nostri temi – commenta Pezzetta – Auspichiamo che tutti i membri della Commissione condividano la necessità di questi interventi e che le proposte emendative vengano approvate” sottolinea il Vicepresidente vicario, che evidenzia anche il dispiacere della Federazione per l’inammissibilità dell’emendamento volto a reintrodurre la cedolare secca al 21% per gli immobili diversi da quelli ad uso abitativo, tema sul quale la FIMAA continua a lavorare con grande attenzione.

Dl salva casa, tende, schermature solari e zanzariere diventano intervento edilizio

Dl salva casa, tende, schermature solari e zanzariere diventano intervento edilizioRoma, 28 giu. (askanews) – “Il settore ora ha la possibilità di affrontare al meglio il mercato e dialogare con più facilità con la Pubblica Amministrazione verso cui resta fondamentale coordinare i relativi regolamenti urbanistici. Il Decreto riconosce e valorizza il lavoro svolto dalle nostre aziende e dalla nostra associazione ‘Assotende’ per portare in evidenza i contenuti tecnici e normativi italiani ed europei che caratterizzano il mercato della protezione solare così che il nostro ordinamento urbanistico possa valutarne il suo adeguamento”, Questo il commento di Marco Marcantoni, consigliere di Assotende e Ceo di Sharknet, azienda che esporta il Made in Italy in oltre 50 nazioni nel mondo.


Con queste novità – si legge in una nota di Assotende – si possono effettuare interventi, in attività edilizia libera, nel rispetto dei diritti di terzi e di eventuali vincoli istituzionali. Regolamenti che dovranno certo tenere conto delle variazioni introdotte dal decreto seppur adattandole al contesto locale. Noi ora, come operatori di settore, abbiamo un dovere morale fondamentale, dobbiamo cioè continuare a valorizzare le nostre competenze nella protezione solare perché il risparmio energetico che le nostre soluzioni mettono a disposizione della nostra edilizia e della nostra architettura siano sempre più conosciute, apprezzate e usate”. In particolare, Assotende considera positivamente gli emendamenti all’articolo 6 comma 1, con l’aggiunta dei porticati alle installazioni di vetrate panoramiche e delle opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici la cui struttura principale sia costituita da tende, tende da sole, tende da esterno, tende a pergola con telo retrattile, anche impermeabile, tende a pergola con elementi mobili o regolabili. In questo elenco sono annesse anche le zanzariere che, nella normativa europea, vengono equiparate a una tenda e a una schermatura solare.


“Serve inoltre – ricorda Marcantoni – che la struttura sia addossata o annessa agli immobili o alle unità immobiliari, anche con strutture fisse necessarie al sostegno e all’estensione dell’opera. In ogni caso, le opere non possono determinare la creazione di uno spazio stabilmente chiuso, con conseguente variazione di volumi e di superfici, devono avere caratteristiche tecnico-costruttive e profilo estetico tali da ridurre al minimo l’impatto visivo e l’ingombro apparente e devono armonizzarsi alle preesistenti linee architettoniche”.

Finanza.Tech entra a far parte di Assofintech

Finanza.Tech entra a far parte di AssofintechRoma, 27 giu. (askanews) – Finanza.tech, fintech company quotata su Euronext Growth Milan e guidata dall’ad e founder Nicola Occhinegro e dal presidente Stefano Tana, annuncia l’ingresso in Assofintech, l’Associazione italiana degli operatori Fintech e Insurtech, con l’obiettivo, si legge in una nota, di contribuire all’evoluzione dell’ecosistema fintech in Italia e creare la nuova generazione di soluzioni digitali che facilitano la gestione finanziaria e l’accesso al mercato dei capitali da parte delle PMI.


Fin dalla sua nascita nel 2012, con l’obiettivo di aiutare le imprese ad accedere al mercato dei capitali grazie a dati e tecnologia, Finanza.tech è da sempre sulla frontiera dell’innovazione, grazie a una piattaforma frutto di 6 anni di progettazione e a un software interamente ideato, scritto e ingegnerizzato in Italia, per portare la gestione finanziaria delle aziende a un livello più evoluto ed efficiente. “A un contesto consumer molto avanzato tecnologicamente anche dal punto di vista finanziario, nel quale ormai tutti possono monitorare e gestire le loro finanze tramite una app sul cellulare – commenta Nicola Occhinegro, CEO & Founder di Finanza.tech – non corrisponde un grado egualmente avanzato della gestione finanziaria da parte delle imprese. Ancora oggi, nel 90% dei casi, se per esempio si vuole fare l’analisi sullo stato di un’azienda o sul suo futuro, si apre un foglio Excel e si inizia un lungo processo che spesso dura mesi. A danno soprattutto delle stesse imprese che faticano a reperire fondi e a fare quel salto dimensionale utile a consolidarsi sul mercato. Finanza.tech è da sempre impegnata a rivoluzionare la gestione finanziaria e le logiche di partecipazione al mercato dei capitali, rendendoli accessibili alle imprese in modo semplice, veloce, sicuro e digitale. La partnership con Assofintech ci permetterà di collaborare con numerose realtà leader del panorama fintech in Italia e di contribuire alla crescita dell’ecosistema”.


In qualità di membro dell’Advisory Board, Stefano Tana porterà in Assofintech la solida esperienza maturata in Finanza.tech e nel settore bancario, dove ha ricoperto, tra gli altri, il ruolo di Amministratore Delegato di Cabel Holding e Cabel Industry e rivestito posizioni manageriali in Credem Banca, Credemtel, Banca Agricola Mantovana e Banca Commerciale Italiana.