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La Spagna smentisce la Casa bianca: nessuna cooperazione militare sull’Iran

La Spagna smentisce la Casa bianca: nessuna cooperazione militare sull’Iran

Roma, 4 mar. (askanews) – Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha smentito le affermazioni della Casa bianca secondo cui Madrid avrebbe accettato una cooperazione militare con gli Stati uniti nell’attacco all’Iran.

“Nego categoricamente questo”, ha dichiarato Albares in un’intervista all’emittente radiofonica Cadena Ser. “La posizione del governo spagnolo sulla guerra in Medio Oriente e sui bombardamenti dell’Iran, così come sull’uso delle nostre basi, non è cambiata di una virgola”.

Putin: potremmo chiudere subito i rubinetti del gas per l’Europa

Putin: potremmo chiudere subito i rubinetti del gas per l’Europa

Roma, 4 mar. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che la Russia potrebbe interrompere subito le forniture di gas ai mercati europei, puntando su mercati alternativi ritenuti più promettenti.

In un’intervista al giornalista Pavel Zarubin del programma Vesti, Putin ha rimarcato che l’Unione europea prevede di introdurre questo mese restrizioni sull’acquisto di gas russo, compreso il GNL, con ulteriori limitazioni previste entro il 2027 fino al possibile divieto totale.

“Si stanno comunque preparando a introdurre restrizioni. Ora si stanno aprendo altri mercati e forse per noi è più conveniente interrompere subito le forniture al mercato europeo, andare verso quei mercati che si stanno aprendo e consolidarci lì”, ha dichiarato il presidente russo.

Tajani: “Spero entro domani il rientro di 10.000 italiani”

Tajani: “Spero entro domani il rientro di 10.000 italiani”

Roma, 4 mar. (askanews) – “Stiamo lavorando per incrementare la partenza degli italiani da tutta l’area. Io spero che entro la giornata di domani si possano superare le 10.000 persone che hanno lasciato i Paesi più a rischio”, ha dichiarato oggi ai cronisti presenti alla Farnesina il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Abbiamo incrementato il numero dei voli, organizzato charter con diverse compagnie” e con la Difesa, oltre ad un volo dedicato “con Ita (Ita Airways,ndr) per Muscate”. L’obiettivo è sostenere il maggior numero possibile di italiani, dando priorità a chi ha problemi di salute, ha specificato il ministro.

L’esercito iraniano sostiene di aver ucciso oltre 100 marines Usa nella base di Dubai

L’esercito iraniano sostiene di aver ucciso oltre 100 marines Usa nella base di Dubai

Roma, 4 mar. (askanews) – L’Iran sostiene che almeno 100 marines statunitensi sarebbero stati uccisi in un attacco iraniano a una base statunitense a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Lo ha dichiarato il quartier generale del comando militare iraniano.

“C’erano circa 160 Marines di stanza nella base statunitense di Dubai. Secondo le informazioni ricevute, a seguito dell’attacco con droni e missili a questa base, gli Stati Uniti hanno perso più di 100 Marines”, si legge nella dichiarazione del comando, come riportato dall’agenzia di stampa iraniana Mehr.

Alcuni media iraniani parlano di quaranta militari americani uccisi. Non vi è al momento alcuna conferma o riscontro da fonti non iraniane.

Missile iraniano intercettato sulla Turchia, Ankara: diritto di reagire

Missile iraniano intercettato sulla Turchia, Ankara: diritto di reagire

Roma, 4 mar. (askanews) – Minaccia un ulteriore allargamento il conflitto scatenato dagli attacchi di Stati Uniti e Israele all’Iran. Un missile balistico lanciato dall’Iran e diretto verso lo spazio aereo turco è stato intercettato oggi dalle difese aeree della Nato nel Mediterraneo orientale, ha reso noto il ministero della Difesa turco.

Secondo Ankara, il missile ha attraversato lo spazio aereo di Iraq e Siria prima di essere abbattuto. Il ministero non ha indicato quale fosse il possibile obiettivo dell’ordigno. I resti del missile sono caduti nella provincia turca di Hatay, nel sud del Paese vicino al confine con la Siria, senza provocare vittime o danni.

L’episodio rappresenta uno sviluppo particolarmente delicato nel conflitto regionale. La Turchia è membro della Nato e condivide un confine di circa 500 chilometri con l’Iran. Un attacco diretto contro il territorio turco potrebbe essere considerato una grave escalation e rischia di coinvolgere più direttamente l’Alleanza Atlantica nella guerra. Pete Hegseth, segretario americano alla Difesa, ha osservato oggi che “non c’è l’impressione che” un missile balistico lanciato dall’Iran contro la Turchia ma intercettato e abbattuto “porti ad attivare l’articolo 5” della Nato di cui la Turchia è membro.

In una dichiarazione, la Difesa turca ha avvertito che Ankara “si riserva il diritto di rispondere a qualsiasi azione ostile contro il nostro Paese” e ha annunciato consultazioni con gli alleati della Nato. L’lleanza ha espresso sostegno alla Turchia, condannando gli attacchi iraniani nella regione e ribadendo che la propria postura di deterrenza e difesa resta operativa, anche nel campo della difesa missilistica.Secondo fonti turche, il missile potrebbe essere stato parte della più ampia campagna di ritorsione lanciata da Teheran contro Paesi che ospitano basi o personale militare statunitense. In Turchia si trova infatti la base aerea di Incirlik, che ospita un importante contingente dell’aeronautica degli Stati Uniti. Ankara ha tuttavia affermato nei giorni scorsi che non permetterà che il proprio spazio aereo venga utilizzato per attacchi contro l’Iran.

L’intercettazione avviene sullo sfondo dell’intensificarsi dello scontro tra Stati Uniti, Israele. Attacchi missilistici e con droni iraniani hanno colpito diversi Paesi della regione, tra cui Bahrain, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Israele, mentre l’aviazione statunitense e israeliana prosegue i bombardamenti contro obiettivi militari e infrastrutture in territorio iraniano.

Iran, la successione di Khamenei nella nebbia della guerra

Iran, la successione di Khamenei nella nebbia della guerra

Roma, 4 mar. (askanews) – La successione di Ali Khamenei alla carica di Guida Suprema dell’Iran appare tutt’altro che chiusa tra le difficoltà di un voto in uno scenario di guerra – e malgrado alcune fonti all’estero diano già per certo il nome del figlio di Khamenei, Mojtaba.

Ieri la notiza della scelta ‘dinastica’ è arrivata da fonti iraniane all’estero; stando a quanto pubblica oggi il New York Times (citando funzionari iraniani coperti dall’anonimato) la scelta di Mojtaba dovev essere ufficializzata stamattina, ma si teme che questo esporrebbe la nuova Guida ad attacchi mirati come quelli che hanno eliminato il padre pochi giorni fa.

In ogni caso, Mojtaba resta per ora solo un’ipotesi, per diversi motivi: nessuna fonte interna all’Iran l’ha ancora confermata, il suo nome non figurava fra i favoriti e una successione di padre in figlio non ha precedenti e potrebbe turbare i delicati equilibri interni del potere clericale.

Inoltre, le stesse condizioni di Mojtaba Khamenei sono del tutto incerte: era stato infatti coinvolto nel bombardamento costato la vita al padre, e secondo alcune fonti sarebbe rimasto gravemente ferito. Insomma, malgrado le circostanze particolari – il martirio del padre, uno scenario bellico che potrebbe anche portare a scegliere una Guida ritenuta eventualmente sacrificabile, specie dopo le minacce israeliane – resta probabile che la scelta del Consiglio degli Esperti si orienti su altri nomi.

Non è neanche chiaro se lo stesso Consiglio abbia già espresso il proprio voto, probabilmente in modo virtuale dato che l’edificio che lo ospita a Qom è stato bombardato ieri mentre era in corso – secondo fonti iraniane – un primo scrutinio: da Teheran si dice ora che la nomina sarà ufficializzata “il più presto possibile” nonostante la situazione bellica.

I favoriti della vigilia – va ricordato che Khamenei aveva 86 anni e la partita della successione era già in corso da tempo – erano l’ex presidente Hassan Rohani (considerato un moderato) e Hassan Khomeini, nipote del primo ayatollah; nessuno dei due però avrebbe il pieno sostegno della varie fazioni mentre secondo alcune fonti un altro nipote di Kohmeini, Ali, godrebbe di un certo consenso.

Al di là del Consiglio degli Esperti, considerato un organismo dai poteri del tutto cerimoniali, a giocare un ruolo decisivo saranno i Guardiani della Rivoluzione (pasdaran), vero Stato nello Stato che malgrado le decimazione dei vertici degli ultimi giorni rimane il pezzo di apparato più influente – e meglio armato: la scelta di un candidato più o meno intransigente potrebbe quindi segnalare anche la disponibilità o meno a una via d’uscita diplomatica.

(di Maurizio Ginocchi)

Colpita e affondata dai droni una nave russa nel Mediterraneo: Mosca accusa l’Ucraina

Colpita e affondata dai droni una nave russa nel Mediterraneo: Mosca accusa l’Ucraina

Roma, 4 mar. (askanews) – Una nave russa che trasportava gas naturale liquefatto è affondata nel Mar Mediterraneo, tra la Libia e Malta, dopo improvvise esplosioni di origine sconosciuta. Lo hanno comunicato oggi le autorità libiche, secondo quanto riporta Le Figaro.

Ieri sera è stata ricevuta una richiesta di soccorso dall’Arctic Metagaz, ha dichiarato l’Autorità portuale e marittima libica. Le esplosioni sono state seguite da un vasto incendio che ha portato al completo affondamento della nave, ha aggiunto l’autorità.

L’attacco all’Arctic Metagaz è stato lanciato dalla costa libica utilizzando motoscafi senza pilota di proprietà ucraina, ha sostenuto il Ministero dei Trasporti russo in una nota, aggiungendo che i 30 membri dell’equipaggio sono al sicuro.

La Commissione Ue risponde alle minacce di Trump su embargo contro la Spagna: pronti a reagire

La Commissione Ue risponde alle minacce di Trump su embargo contro la Spagna: pronti a reagire

Bruxelles, 4 mar. (askanews) – La Commissione europea è solidale con tutti gli Stati membri dell’Ue, ed è “pronta ad agire”, se necessario, con gli strumenti della sua politica commerciale, per difendere gli interessi dell’unione. Lo afferma il portavoce per il Commercio della Commissione, Olof Gill, in una nota oggi a Bruxelles, in risposta alle minacce di embargo commerciale contro la Spagna del presidente americano Donald Trump. “Gli scambi commerciali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti – Ricorda Gill nella nota – sono profondamente integrati e reciprocamente vantaggiosi. Salvaguardare queste relazioni, soprattutto in un momento di crisi globale, è più importante che mai, ed è chiaramente nell’interesse di entrambe le parti”.

“L’Ue e gli Stati Uniti – continua il portavoce – hanno concluso un importante accordo commerciale lo scorso anno. La Commissione europea si aspetta che gli Stati Uniti rispettino pienamente gli impegni assunti nella nostra ‘dichiarazione congiunta’”.

“La Commissione – sottolinea Gill – garantirà la piena tutela degli interessi dell’Unione europea. Siamo pienamente solidali con tutti gli Stati membri e tutti i suoi cittadini e, attraverso la nostra politica commerciale comune, siamo pronti ad agire, se necessario, per salvaguardare gli interessi dell’Ue”.

“Continueremo a sostenere relazioni commerciali transatlantiche stabili, prevedibili e reciprocamente vantaggiose, a vantaggio di tutti”, conclude il portavoce.

Iran, Sanchez a Trump: non si può reagire all’illegalità con un’altra, così iniziano i disastri dell’umanità

Iran, Sanchez a Trump: non si può reagire all’illegalità con un’altra, così iniziano i disastri dell’umanità

Roma, 4 mar. (askanews) – “La posizione del governo spagnolo si riassume in tre parole: no alla guerra”: lo ha dichiarato il premier spagnolo Pedro Sanchez in un breve discorso tenuto il giorno dopo le dure critiche della Casa Bianca alla decisione di Madrid di non concedere l’uso delle proprie basi alle forze statunitensi. “Siano contrari alla violazione del diritto internazionale, a rassegnarsi al fatto che il mondo può risolvere i propri problemi solo con le bombe, a ripetere gli errori del passato”, ha proseguito.

Sanchez ha infine chiesto a Stati Uniti ed Israele la fine immediata delle ostilità “prima che sia troppo tardi”: “Non si può reagire ad un’illegalità con un’altra, così hanno inizio i più gravi disastri dell’umanità”, ha concluso.

Medio Oriente in fiamme, dalla guerra in Iran ai raid di Israele in Libano, tutti gli aggiornamenti

Medio Oriente in fiamme, dalla guerra in Iran ai raid di Israele in Libano, tutti gli aggiornamenti

Roma, 4 mar. (askanews) – Il conflitto in Medio Oriente si allarga. Mentre Teheran annuncia la nuova Guida Suprema, il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, le forze israeliane lanciano una nuova ondata di attacchi sull’Iran e sul Libano, colpita anche Beirut. I Guardiani della Rivoluzione attaccano obiettivi Usa nel Golfo e annunciano: abbiamo il “controllo totale” sullo Stretto di Hormuz.

Di seguito gli aggiornamenti

07:10 I Guardiani della Rivoluzione hanno il “controllo totale” sullo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato un alto funzionario delle forze navali dei pasdaran, citato dai media iraniani. Secondo il funzionario, più di 10 navi sarebbero state colpite per aver ignorato il “divieto di transito” diffuso nei giorni scorsi dai Guardiani della rivoluzione.

07:06 Almeno quattro persone sono morte in un attacco messo a segno dalle forze israeliane che ha distrutto un edificio residenziale nella città di Baalbek, nell’est del Libano. Lo ha riferito l’agenzia di stampa libanese Nna, precisando che sono ancora in corso le ricerche tra le macerie.

00:30 Un giornalista dell’Afp ha udito una forte esplosione nella capitale libanese Beirut poco dopo la mezzanotte di mercoledì, mentre Israele e Hezbollah si scambiano attacchi e lanci di razzi.

00:22 Le Idf affermano di aver avviato una “vasta ondata di attacchi” in tutto l’Iran, con attacchi mirati a siti di lancio, sistemi di difesa “e altre infrastrutture del regime terroristico iraniano”.

00:05 Una stazione della CIA nella capitale saudita è stata colpita da un attacco con drone. Lo riporta il Washington Post. Gli attacchi a Riyadh giungono mentre l’Iran amplia le rappresaglie in tutto il Medio Oriente in seguito alla campagna di bombardamenti tra Stati Uniti e Israele