Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Comm. pesca sostiene misure internazionali gestione stock ittici

Comm. pesca sostiene misure internazionali gestione stock ittici

Roma, 25 feb. (askanews) – La Commissione per la pesca ha approvato, con 19 voti favorevoli, 3 contrari e 4 astensioni, le proposte per recepire nel diritto dell’Unione le misure adottate tra il 2018 e il 2024 da sei organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP). L’Unione Europea è membro di 18 ORGP in totale. Questi organismi adottano misure per la gestione e la protezione degli stock ittici, in particolare delle specie che attraversano diverse giurisdizioni. Per essere applicate a tutti i pescherecci dell’UE, queste decisioni devono essere recepite nel diritto dell’UE per garantire chiarezza giuridica e pari opportunità alla flotta dell’UE e alle flotte dei paesi terzi che operano nelle stesse acque internazionali. Il processo di recepimento è principalmente tecnico, dato che le norme sono già state concordate a livello internazionale in ciascuna ORGP.

Il mandato del Parlamento deve ora essere confermato in plenaria a marzo, prima che possano iniziare i negoziati interistituzionali con il Consiglio sotto la presidenza cipriota.

La Commissione ha inoltre deciso di avviare negoziati interistituzionali con i governi dell’UE, con 22 voti favorevoli, 3 contrari e 1 astensione. “La posizione del Parlamento europeo garantisce il recepimento rigoroso e tempestivo delle raccomandazioni delle ORGP, migliorando al contempo la chiarezza giuridica e l’accessibilità per i nostri pescatori e cittadini – ha detto Thomas Bajada (S&D, Malta) dopo il voto – In qualità di relatore, ho guidato i negoziati per raggiungere un risultato coerente e giuridicamente valido, investendo notevoli sforzi politici e tecnici per garantire il successo di questo complesso processo di recepimento. Tuttavia, l’accorpamento di misure provenienti da diverse ORGP in un unico ampio dossier ha appesantito inutilmente il processo. Pur avendo ottenuto risultati, ritengo che un simile approccio omnibus debba essere evitato e che futuri simili processi di recepimento tecnico dovrebbero essere maggiormente incentrati sulle rispettive ORGP, per consentire un controllo e una responsabilità adeguati.

La proposta della Commissione europea mira a rafforzare la governance esterna dell’UE in materia di pesca e a recepire nel diritto comunitario la maggior parte delle norme concordate da sei ORGP. Queste organizzazioni sono la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (ICCAT), l’Organizzazione della pesca nell’Atlantico nord-occidentale (NAFO), l’Organizzazione regionale per la gestione della pesca nel Pacifico meridionale (SPRFRO), la Commissione interamericana per i tonnidi tropicali (IATTC), la Commissione per la pesca nel Pacifico centro-occidentale (WCFPC) e la Commissione per il tonno dell’Oceano Indiano (IOTC).

Prezzi fave cacao -41% da gennaio e -72% dal 2025

Prezzi fave cacao -41% da gennaio e -72% dal 2025

Roma, 20 feb. (askanews) – Da inizio anno i prezzi della fava di cacao sul mercato finanziario ICE Europe hanno segnato un -41%, consolidando il trend deflattivo in corso da inizio 2025 (-72%) e arrivando a toccare i minimi degli ultimi due anni e mezzo. Le proiezioni di una campagna 2025/26 caratterizzata da un surplus globale superiore alle aspettative e su livelli record pluriennali hanno contribuito a intensificare le prese di posizione degli operatori non commerciali, confermando uno stato di ipervenduto.

Secondo le ultime anticipazioni Areté, l’aumento della produzione (+4%), più che proporzionale rispetto a quello dei consumi (+1%), comporterebbe infatti un surplus superiore a 200.000 tonnellate e un aumento delle scorte del 18%. Tuttavia, altri operatori proiettano eccedenze anche più elevate, fino a un record storico di 400.000 tonnellate stimato da Marex Group.

Il crollo dei prezzi di borsa e la difficoltà dei governi africani nel contrattualizzare la fava che verrà raccolta nel prossimo mid-crop hanno spinto il governo ghanese, dopo una riunione straordinaria del Cabinet tenutasi l’11 febbraio 2026, ad annunciare una serie di riforme urgenti. Tra le misure più immediate figura la revisione al ribasso del producer price (prezzo pagato ai coltivatori), fissato dall’ente statale COCOBOD (Ghana Cocoa Board). Il prezzo di conferimento è stato ridotto di circa il 29%, con un calo del 17% anche rispetto alla scorsa campagna.

Parallelamente, il governo ha annunciato che per la prossima campagna sarà proposto un meccanismo automatico per aggiornare il prezzo riconosciuto ai produttori in base all’andamento del mercato internazionale e al tasso di cambio. Inoltre, verrà valutata la possibilità di introdurre un nuovo modello di finanziamento basato su obbligazioni domestiche (Cocoa Bonds), con l’obiettivo di garantire liquidità per l’acquisto della fava e ridurre la dipendenza dal finanziamento diretto dei buyer internazionali.

Infine, conclude Aretè, l’esecutivo conferma la strategia di rafforzamento della trasformazione interna, con l’obiettivo di arrivare a processare localmente almeno il 50% della produzione nazionale di cacao, puntando su maggiore valore aggiunto e sviluppo industriale.

Commissione Ue approva 2 nuove Igp da Romania e Thailandia

Commissione Ue approva 2 nuove Igp da Romania e Thailandia

Roma, 18 feb. (askanews) – La Commissione europea ha approvato l’inserimento del “Batog de sturion” dalla Romania e del “Maphrao Namhom Ratchaburi” dalla Thailandia al suo registro delle Indicazioni Geografiche Protette.

Il “Batog de sturion” dalla Romania è un alimento a base di filetti di storione d’acquacoltura. Questi storioni possiedono caratteristiche apprezzabili, poiché la loro dieta è simile a quella degli storioni selvatici, pur vivendo in condizioni favorevoli alla crescita e alla riproduzione in un ambiente controllato e privo di contaminanti. Sfilettato, spellato e porzionato a mano, il filetto ha una struttura compatta che ne facilita il taglio. Il processo di produzione del “Batog de sturion” prevede la salatura con una miscela di sale grosso e zucchero, l’essiccazione per ottenere una consistenza con almeno il 35% di umidità residua e l’affumicatura con legno duro per esaltarne il sapore e il colore. Il sapore dolce e salato è accompagnato da un sapore carnoso tipico della specie di storione.

Il ‘Maphrao Namhom Ratchaburi’ della Thailandia è una noce di cocco aromatica classificata come una varietà di cocco verde basso, nota come Moo Si Khiao, caratterizzata dalla sua buccia verde fresca con fondo pieghettato e centro rotondo con polpa a doppio strato. Le sue piantagioni si trovano nelle pianure e nei bassopiani centrali e orientali della provincia di Ratchaburi, dove la topografia, il suolo e il clima unici, uniti all’esperienza umana nella selezione dei frutti maturi, alla semina stagionale e alla raccolta precisa, esaltano la qualità e l’unicità del prodotto.

Efsa: sucralosio sicuro se usato secondo modalità autorizzate

Efsa: sucralosio sicuro se usato secondo modalità autorizzate

Roma, 17 feb. (askanews) – Il dolcificante sucralosio (E 955) continua a essere sicuro per i consumatori per gli usi attualmente autorizzati come additivo alimentare. Lo sottolineano gli esperti dell’Efsa, che hanno confermato la Dose Giornaliera Accettabile (DGA) di 15 mg/kg di peso corporeo al giorno e hanno indicato che l’attuale esposizione dei consumatori rimane al di sotto di questo livello. Tuttavia, l’Efsa non ha potuto confermare la sicurezza di ulteriori usi del sucralosio.

L’E 955 è un dolcificante, circa 600 volte più dolce dello zucchero, autorizzato per l’uso in una gamma di alimenti e bevande a ridotto contenuto di zuccheri e senza zucchero. Questa valutazione fa parte di una revisione in corso degli additivi approvati prima del 20 gennaio 2009, come richiesto dalla normativa UE. Gli esperti dell’Efsa hanno anche valutato una nuova richiesta di autorizzazione all’uso del sucralosio in prodotti da forno più raffinati, oltre che in cialde, coni e cialde per gelato, già approvati.

Uno studio recente ha rilevato che quando l’E 955 viene esposto ad alte temperature per lunghi periodi, il cloro può migrare dal sucralosio e potenzialmente formare composti clorurati, i cui effetti sulla salute sono sconosciuti. “Abbiamo confermato che gli attuali usi del sucralosio come additivo alimentare sono sicuri. Tuttavia, non siamo riusciti a giungere alla stessa conclusione per i nuovi usi proposti da noi valutati, poiché questi potrebbero comportare diversi processi industriali che richiedono temperature elevate prolungate”, ha detto Laurence Castle, presidente del gruppo di esperti scientifici dell’Efsa sugli additivi alimentari e gli aromi.

Inoltre, gli esperti hanno osservato che fattori come la temperatura, i tempi di cottura e la quantità di dolcificante utilizzato possono variare notevolmente nelle cucine domestiche, il che significa che non si può escludere la formazione di composti clorurati durante la preparazione di prodotti fatti in casa che richiedono alte temperature, come la frittura e la cottura al forno con sucralosio. Pertanto, l’Efsa ha raccomandato alla Commissione europea di valutare la questione della potenziale formazione di composti clorurati durante la cottura domestica con sucralosio.

Il gelato italiano ambasciatore del Made in Italy nel mondo

Il gelato italiano ambasciatore del Made in Italy nel mondoRoma, 29 gen. (askanews) – L’estate e il gran caldo sono ancora lontani, ma il gelato si conferma un piacere irrinunciabile in ogni periodo dell’anno. Gli italiani sono riusciti a esportare questa abitudine oltre i confini del Bel Paese, dove il gelato è apprezzato anche in inverno, come dimostrato dall’indagine di AstraRicerche per l’Istituto del Gelato Italiano.


L’IGI (Istituto del Gelato Italiano), dal 1991 tutela e promuove la cultura del gelato confezionato italiano, garantendo alti standard qualitativi attraverso un Codice di Autodisciplina Produttiva. Il sondaggio commissionato dall’IGI ha coinvolto oltre duemila persone, tra i 18 e i 65 anni, abitanti di Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Francia e Germania, per analizzare le loro abitudini di consumo di gelato. La ricerca conferma la naturale popolarità estiva del gelato: durante la bella stagione, il 59,3% degli intervistati lo consuma con frequenza settimanale, con il 29,8% che lo mangia 1-2 volte a settimana e il 29,5% che lo consuma 3 o più volte. Sebbene in inverno il consumo sia meno frequente, quasi due terzi degli intervistati (63,5%) continua a gustarlo almeno una volta al mese, soprattutto nei Paesi più freddi – contrariamente alle aspettative – come Germania, Regno Unito e USA, dimostrando un apprezzamento trasversale per genere ed età. Dai giovani agli adulti, il gelato riesce a conquistare tutti, in qualsiasi periodo dell’anno.


All’estero, non sembra influire sul consumo la differenza tra lo stare in casa o fuori: il 45,4% dichiara di mangiarlo in egual misura in entrambe le situazioni. Inoltre, il gelato resta sinonimo di convivialità: il 43,8% lo associa a momenti con amici e persone care. Curiosamente, oltre due consumatori su dieci preferiscono gustarlo da soli, una scelta più diffusa tra statunitensi e inglesi. I fattori che influenzano la scelta


Il gusto personale è cruciale nella scelta del gelato, ma altri elementi giocano un ruolo importante. Nella mente dei consumatori, il gelato è varietà: per l’83,2% degli intervistati esistono gusti adatti ad ogni esigenza, per l’81,7% il gelato è un classico intramontabile e piace a tutti (78,2%). Il 77% apprezza il fatto che sia sempre a disposizione, grazie alla lunga conservazione in freezer, così come piace la varietà dei formati esistenti (75,3%). Emerge anche la consapevolezza di aspetti positivi legati al consumo: per il 53,8%, infatti, mangiare gelato ha effetti benefici sul corpo e per il 44,7% può far parte tranquillamente di una corretta alimentazione, se consumato nelle giuste dosi. Come si riconosce un gelato italiano


Il sondaggio ha esplorato anche il peso dell’italianità del prodotto nella scelta. Il 62,1% degli intervistati, per riconoscere un gelato come italiano, ritiene fondamentale che sia prodotto secondo ricette tradizionali, mentre il 32,6% privilegia un prodotto di un’azienda italiana o realizzato in Italia (31,6%). Poco rilevante per la scelta del gelato è l’aspetto della confezione che richiama l’Italia, che interessa solo il 17%. Perché il gelato italiano piace così tanto La risposta è chiara: per il gusto. Il 76,6% degli intervistati sceglie il gelato italiano per il suo sapore unico, seguito dalla cremosità e consistenza vellutata (75,2%), dall’alta qualità delle materie prime (67,3%) e in quanto prodotto simbolo del Made in Italy (63,5%). Il gelato italiano è inoltre percepito come sano e genuino (56,1%). In generale, su 10 gelati consumati, da 4 a 6 sono italiani per il 33,6% degli intervistati, mentre il 27,1% sceglie il gelato italiano abitualmente in 7 casi su 10. Ancor più buono se mangiato in Italia L’esperienza positiva del gelato italiano si amplifica per chi visita il nostro Paese. Sebbene il 43,8% degli intervistati non abbia mai viaggiato in Italia, tra chi lo ha fatto, il gelato confezionato è stato scelto dal 68,1% degli intervistati. Gli americani, in particolare, mostrano una predilezione per il gelato confezionato proprio quando viaggiano nel Belpaese. La curiosità e il desiderio di gustare qualcosa di tipico e unico spingono i turisti ad assaggiare il gelato italiano: il 45,1% lo prova per la sua reputazione, mentre il 35,5% ricerca gusti assaporati durante il viaggio in altri alimenti o bevande. Un dato è certo: dopo l’esperienza in Italia, oltre il 54% degli intervistati continua più convintamente a scegliere il gelato italiano anche nel proprio Paese. Dalla ricerca AstraRicerche per IGI emerge, dunque, chiaramente come il gelato italiano non sia solo un piacere per il palato, ma un vero e proprio ambasciatore del Made in Italy nel mondo. La sua capacità di conquistare i cuori di chi lo assaggia, sia d’estate che d’inverno, ne fa un simbolo di qualità, tradizione e creatività. Che lo si gusti in compagnia o in solitudine, a casa o in viaggio, il gelato italiano porta con sé un pezzo della nostra cultura, lasciando un ricordo dolce e indimenticabile. I numeri del gelato confezionato in Italia e all’estero La produzione di gelati confezionati in Italia nel 2023 ha riguardato un volume di 168.170 tonnellate per un valore di quasi 1,9 miliardi di euro (1.864 milioni di euro) con un consumo pro-capite di 2,14 kg. (Dati UNIONE ITALIANA FOOD. Nel periodo gennaio-settembre 2024 le vendite nel nostro Paese si sono attestate sui 3,3 miliardi di porzioni*, mostrando sostanziale tenuta rispetto al 2023 (*Dati UNIONE ITALIANA FOOD e CIRCANA- Totale Italia + Discount). Va segnalato che la produzione nazionale di gelati industriali è prima in Europa per valore e al terzo posto in volume, dopo Germania e Francia, confermando, anche per questo segmento, la proverbiale eccellenza del Made in Italy (dati EUROSTAT, nel 2023). In dipendenza delle caratteristiche del prodotto, oltre che dalla configurazione del mercato globale, governato da abitudini alimentari diverse a differenti latitudini, l’export del comparto ha raggiunto nel 2023 un volume di 80.400 tonnellate per un valore di 345 milioni di euro (Elaborazioni UNIONE ITALIANA FOOD su dati ISTAT). L’analisi dei principali mercati di destinazione del gelato italiano evidenzia, sul totale esportato, il predominio dell’UE e il maggior peso dei Paesi vicini: guardando ai continenti, quello europeo copre circa il 75% dei volumi e valori delle esportazioni (60.537 tonnellate e 257,3 milioni di euro). In generale, le destinazioni maggiori sono state USA e Germania, entrambe con quote attorno ai 43 milioni di euro. A questi Paesi hanno fatto seguito, fra i primi cinque sbocchi, Spagna, Regno Unito e Francia.

G7, ministro agricoltura Germania: pensare a ecologia sostenibile

G7, ministro agricoltura Germania: pensare a ecologia sostenibileSiracusa, 26 set. (askanews) – “Il diritto all’alimentazione è importantissimo, senza accesso ad acqua e terreni un’agricoltura mirata al futuro non sarà possibile. Ecco perché dobbiamo pensare ad un’ecologia agricola. Tutti vogliamo che la dichiarazione di Kampala sia coronata di successo”. E’ quanto ha spiegato il ministro dell’Agricoltura tedesco Cem Özdemir al Forum Africa che apre il G7 Agricoltura a Siracusa. “Siamo molto lieti che l’Unione africana guardi a noi come partner e noi come Germania vogliamo dare il nostro contributo”, ha commentato.

Lo chef Andrés Torres vincitore premio mondiale cucina basca 2024

Lo chef Andrés Torres vincitore premio mondiale cucina basca 2024Roma, 20 giu. (askanews) – E’ lo chef Andrés Torres il vincitore del Basque Culinary World Prize 2024. Il premio gli è stato attribuito per il suo lavoro con la ONG Global Humanitaria a favore della sicurezza alimentare in 10 paesi, per il suo intervento nel campo della gastronomia in diverse situazioni di crisi a livello globale, nonché per la creazione di Casa Nova, un ristorante che, basandosi su pratiche sostenibili, dimostra che un altro sguardo alla gastronomia è possibile. Lo chef, per questo, ha ottenuto anche una Stella Verde Michelin.


Cucina, sostenibilità, aiuto umanitario e giornalismo di guerra si fondono nella poliedrica figura di Andrés Torres, a capo di due progetti interconnessi: è fondatore e presidente della ONG Global Humanitaria. È anche chef e proprietario del ristorante Casa Nova a Penedés e parte dei suoi profitti viene utilizzata per finanziare Global Humanitaria e alcune delle sue pratiche e preparazioni di cucina sostenibili si basano sulle conoscenze acquisite nelle comunità in cui ha sede la ONG.

Mercato Centrale Roma: appuntamento con “l’Arte presa per la gola”

Mercato Centrale Roma: appuntamento con “l’Arte presa per la gola”Roma, 3 mag. (askanews) – Racconti attorno al cibo in una narrazione che attinge da novelle, vite di santi, romanzi, documenti d’archivio, opere d’arte, storie di chef e delle loro invenzioni, dal mondo antico alla contemporaneità. E’ il ciclo di conferenze “L’Arte presa per la gola. Racconti di arte cibo e letteratura”, a cura di Fabiana Mendia, organizzati al Mercato Centrale di Roma. L’evento è un dibattito d’arte, ma anche un aperitivo e un menù degustazione ispirato al tema della serata.


Ogni incontro è approfondito dall’analisi di opere d’arte (mosaici, affreschi, dipinti, sculture, incisioni) che illustrano il racconto attraverso una selezione iconografica legata alla tavola e agli alimenti. Accompagna il percorso una selezione di testi critici e letterari che lasciano spazio all’immaginazione. L’ultimo incontro, in programma lunedì 6 maggio dalle 19, si chiama “AL LARGO E SOTTOCOSTA Non parliamo di pesci in barile. Le orate di Velázquez, l’aragosta di Dalì”. La narrazione intende ripercorrere la storia dell’arte e l’evoluzione della cucina di mare attraverso l’analisi di dipinti di autori italiani, fiamminghi, olandesi, francesi, tedeschi, spagnoli e brani letterari, ispirati dai caleidoscopici giochi di luce dei pesci rovesciati sui banchi dei mercati del Mar del Nord o boccheggianti sugli arenili e nelle grotte del Mediterraneo.


L’excursus storico e iconografico dai mosaici romani, simili a ricchi fondali marini, all’epoca d’oro della natura morta con il Seicento italiano e fiammingo, fino a Velázquez, Goya, Manet, e al più contemporaneo Salvador Dalí, approfondisce la storia della cucina e l’evoluzione dell’arte culinaria dal mondo antico alla contemporaneità. La tela di Velazquez intitolata Cristo in Casa di Marta e Maria (1619-20) è un superbo brano di vera e propria natura morta dove viene suggerita la ricetta spagnola dell’orata in crosta di sale in salsa alioli. Goya trasfigura gli “orrori della guerra” in tranci di salmone, Chardin ritrae una razza “tinta di sangue rosso, di nervi blu e di muscoli bianchi, come la navata di una cattedrale policroma”, una forza espressiva che colpì e attrasse Proust. Infine, l’aragosta diventa icona surrealista, nell’opera Lobster Telephone realizzata da Dalì nel 1938.

Fao: nel 2023 in 59 paesi 282 milioni di persone con fame acuta

Fao: nel 2023 in 59 paesi 282 milioni di persone con fame acutaRoma, 24 apr. (askanews) – Quasi 282 milioni di persone in 59 paesi e territori del mondo hanno sperimentato livelli elevati di fame acuta nel 2023, con un aumento mondiale di 24 milioni rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dall’ultimo Rapporto Globale sulle Crisi della Fao. Un aumento dovuto alla maggiore copertura del rapporto sui contesti di crisi alimentare, nonché a un forte deterioramento della sicurezza alimentare, soprattutto nella Striscia di Gaza e in Sudan.


Per quattro anni consecutivi, la percentuale di persone che affrontano insicurezza alimentare acuta è rimasta costantemente elevata, pari a quasi il 22% di quelle valutate, superando significativamente i livelli pre-COVID-19. I bambini e le donne sono in prima linea in queste crisi alimentari, con oltre 36 milioni di bambini sotto i 5 anni di età gravemente malnutriti in 32 paesi, mostra il rapporto. La malnutrizione acuta è peggiorata nel 2023, in particolare tra le persone sfollate a causa di conflitti e disastri. La Rete Globale contro le Crisi Alimentari chiede quindi urgentemente un approccio trasformativo che integri la pace, la prevenzione e l’azione per lo sviluppo insieme agli sforzi di emergenza su vasta scala per spezzare il ciclo della fame acuta che rimane a livelli inaccettabilmente elevati.


Dal 2016, trentasei paesi sono stati costantemente inclusi nelle analisi del GRFC, riflettendo i continui anni di fame acuta e rappresentando attualmente l’80% dei paesi più affamati al mondo. Si è registrato anche un aumento di 1 milione di persone che affrontano livelli di insicurezza alimentare acuta di emergenza (IPC/CH Fase 4) in 39 paesi e territori, con l’aumento maggiore in Sudan.

A Vinitaly il “Focus Africa, mercato pilota per il vino italiano”

A Vinitaly il “Focus Africa, mercato pilota per il vino italiano”Roma, 12 apr. (askanews) – “Focus Africa, un mercato pilota per il vino italiano”: questo il titolo della tavola rotonda promossa dal mensile “Africa e Affari” il 16 aprile a Vinitaly a Verona (PalaExpo, Sala Vivaldi dalle 15 alle 16.30), per ragionare sui trend che vedono il continente africano come nuovo mercato per i produttori di vino di tutto il mondo.


Moderato dal direttore editoriale della rivista, Gianfranco Belgrano, all’incontro parteciperanno gli esperti kenioti Victoria Mulu-Munywoki e Eric Kyalo della società di importazione Beverex Africa, e il ghanese Mark Artivor e il nigeriano Ozi Ayewoh fondatori di VinPodium Ltd, società di consulenza nel settore vinicolo. “L’Africa è al centro di una serie di megatendenze che stanno ridefinendo il suo panorama economico e sociale: la rapida urbanizzazione sta creando nuovi centri di consumo e influenza le preferenze dei consumatori, mentre la crescita demografica porta a un aumento generale della domanda” spiega “Africa e Affari”, aggiungendo che la crescita della classe media “sta inoltre innescando un aumento del potere d’acquisto e una maggiore predisposizione per i prodotti di alta qualità, compresi i vini pregiati”.


Tuttavia, il mercato africano “presenta sfide uniche che richiedono un approccio strategico e adattabile da parte dei produttori di vino italiani: dalla complessità della distribuzione ai requisiti normativi che variano da Paese a Paese, la comprensione delle sfumature del mercato è essenziale”. Inoltre, il mensile evidenzia che la sensibilità culturale e la diversità dei gusti “rendono necessaria una strategia di marketing mirata e personalizzata per catturare l’attenzione dei consumatori africani”.