Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Ishiba chiede a Son dettagli su suo incontro con Trump

Ishiba chiede a Son dettagli su suo incontro con TrumpRoma, 7 gen. (askanews) – Tokyo e Washington si stanno annusando, in vista dell’arrivo alla Casa bianca di Donald Trump. Oggi – secondo quanto riportano i media giapponesi – il primo ministro nipponico Shigeru Ishiba ha invitato a cena il fondatore e patron di SoftBank, Masayoshi Son, per uno scambio di opinioni sul ritorno alla Casa bianca del tycoon americano, dopo che il numero uno del gruppo di telecomunicazioni e di investimenti si è recato in America per incontrare il futuro presidente e ha annunciato in una conferenza stampa congiunta investimenti negli Usa per 100 miliardi di dollari.


Ishiba ha chiesto un incontro con Trump – che prima dell’inizio del suo primo mandato aveva ricevuto l’allora premier giapponese Shinzo Abe come primo ospite internazionale – ma si è visto rifiutare l’incontro dallo staff di transizione del presidente Usa, sostenendo che sarebbe stato inopportuno per un presidente non ancora insediato incontrare un leader straniero. Posizione, poi, irrilevante quando si è trattato d’incontrare altri leader stranieri tra i quali il primo ministro canadese Justin Trudeau e altri, tra i quali recentemente anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Consapevole dello sgarbo, in seguito, sarebbe emersa in occasione della visita della vedova di Abe al presidente eletto un’apertura a incontrare Ishiba a metà gennaio, ma al momento non è ancora stata definita una data e dallo staff c’è chi sostiene che prima dell’inaugurazione della presidenza Trump – il 20 gennaio – è difficile che Ishiba trovi una compatibilità nella sua agenda.


Son invece è stato ricevuto da Trump in pompa magna, proprio perché portava in dote un investimento-monstre. Quindi, a quanto riferisce la NHK, il primo ministro lo ha invitato in un ristorante di Tokyo – alla presenza anche del ministro degli Esteri Takeshi Iwaya e il ministro dell’Economia, Commercio e Industria Yoji Muto. “Poiché le relazioni tra Giappone e Stati uniti sono importanti, mi è stato chiesto di condividere alcune informazioni. Abbiamo avuto una conversazione sincera. Mi sono state chieste le mie impressioni riguardo alle politiche economiche della nuova amministrazione e ho risposto secondo il mio punto di vista”, ha dichiarato Masayoshi Son alla fine della cena.


L’occasione è venuta alcuni giorni dopo che l’amministrazione Usa uscente di Joe Biden ha bloccato l’acquisizione delle acciaierie US Steel da parte di Nippon Steel, un affare da 14,9 miliardi di dollari. Stop che sarebbe, in base alle dichiarazioni precedenti, condiviso anche dal presidente entrante Trump. Oggi la questione è stata al centro degli incontri tenuti dal segretario di Stato Usa Antony Blinken, nella sua ultima visita a Tokyo come capo della diplomazia americana.


Iwaya, incontrando il suo omologo che poi ha visto pure Ishiba, ha sollevato la questione US Steel-Nippon Steel. “Ho ritenuto che, date le circostanze, non avessi altra scelta che sollevare la questione dell’acquisizione di US Steel, quindi ho affrontato il tema. Ho detto che considero gli investimenti tra Giappone e Stati uniti sono vantaggiosi per entrambi i paesi e che la decisione di vietare l’acquisizione per preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale, nonostante il sostegno ricevuto dai dipendenti di US Steel, è estremamente deplorevole” ha affermato in una conferenza stampa. Il ministro degli Esteri ha osservato che sia le imprese giapponesi che quelle americane hanno ora serie preoccupazioni sul futuro degli investimenti tra i due paesi: “Tali preoccupazioni, in particolare, sono state espresse dai rappresentanti del settore industriale. Non possiamo fare a meno di prendere questa situazione sul serio. Durante l’incontro, ho chiesto alla parte statunitense di adottare misure per affrontare queste preoccupazioni”. Ieri Nippon Steel e US Steel hanno presentato due cause federali per contestare l’interferenza da parte dell’Amministrazione Biden. La prima causa, presentata presso la Corte d’appello degli Stati uniti per il Distretto di Columbia, denuncia la violazione delle garanzie costituzionali, nonché “un’influenza politica illegittima”, e chiede alla corte di annullare la decisione di Biden. La seconda causa è stata depositata presso il Tribunale distrettuale degli Stati uniti della Pennsylvania contro i dirigenti delle aziende siderurgiche Cleveland-Cliffs e il sindacato USW per le loro “azioni illecite e coordinate” volte a ostacolare l’accordo.

Kim lancia messaggio a Trump: ecco il mio nuovo missile ipersonico

Kim lancia messaggio a Trump: ecco il mio nuovo missile ipersonicoRoma, 7 gen. (askanews) – In un momento di grave instabilità politica in Corea del Sud e di transizione al vertice negli Stati uniti, la Corea del Nord ha oggi effettuato il lancio di un nuovo missile balistico ipersonico a medio raggio (IRBM) con l’obiettivo – a quanto ha dichiarato lo stesso leader supremo Kim Jong Un – di dissuadere qualsiasi attore della politica nel Pacifico “minacci” Pyongyang.


Secondo l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana KCNA, il missile avrebbe volato per circa 1.500 chilometri a una velocità 12 volte superiore a quella del suono durante il test, condotto ieri sotto la supervisione del leader Kim Jong Un. Tuttavia, lo Stato maggiore congiunto della Corea del Sud ha dichiarato che il missile ipersonico della Corea del Nord, lanciato dall’area di Pyongyang, avrebbe volato per circa 1.100 km prima di cadere nel Mar del Giappone.


Kim Jong Un – secondo un dispaccio della KCNA – ha dichiarato che lo sviluppo di questo missile mira a rafforzare la capacità di deterrenza nucleare del Paese, rendendo “il sistema d’arma, a cui nessuno può rispondere, il fulcro della deterrenza strategica”, essendo capace di contenere “in modo affidabile qualsiasi rivale nella regione del Pacifico che possa minacciare la sicurezza del nostro Stato”. Il sistema d’arma – ha aggiunto il leader nordcoreano – “è in grado di infliggere un serio colpo militare a un rivale, superando efficacemente qualsiasi denso scudo difensivo”. L’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana ha anche diffuso una serie di foto, tra le quali ce n’è una che mostra Kim impegnato nella sala di controllo del lancio missilistico. Come spesso accade da qualche anno a questa parte, nell’immagine è accompagnato da quella che si presume essere la figlia, Kim Ju Ae, che si pensa abbia 11-12 anni d’età.


L’ultimo lancio missilistico della Corea del Nord, la prima provocazione in circa due mesi, è avvenuto a circa due settimane dall’insediamento del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, previsto per il 20 gennaio. Trump, nel suo primo mandato alla presidenza Usa, aprì un tavolo di dialogo con Kim, con tre storici incontri, che però non portarono alla fine a un accordo sul tema dei programmi nucleari e missilistici di Pyongyang. Il presidente eletto Usa ha già fatto capire che intende di nuovo approcciarsi a Kim, che potrebbe aver fatto questo sfoggio di forza anche per posizionarsi in vista di un tavolo.


Questa l’opinione anche del ministero dell’Unificazione sudcoreano. “La Corea del Nord probabilmente intendeva mostrare i muscoli agli Stati uniti. Poiché ha dichiarato che l’ultimo lancio era un test, il sistema d’arma non sembra completato, indicando la necessità di ulteriori sviluppi tecnologici,” ha dichiarato un funzionario ai giornalisti, secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa Yonhap. Il lancio è avvenuto anche in un momento di vuoto politico in Corea del Sud, scatenato dal fallito tentativo di imposizione della legge marziale da parte del presidente Yoon Suk-yeol il mese scorso e dal successivo procedimento di impeachment nei suoi confronti da parte dell’Assemblea nazionale, ancora oggi al centro del dibattito e delle tensioni politiche La KCNA ha riferito che il veicolo ipersonico planante montato sul nuovo IRBM ha raggiunto un primo picco a un’altezza di 99,8 km e un secondo picco a 42,5 km, effettuando un volo di 1.500 km come previsto, prima di colpire un punto designato in mare. Tuttavia, l’esercito sudcoreano ha respinto l’affermazione della Corea del Nord come una “mistificazione”, affermando che non c’è stato alcun secondo picco. “La distanza di volo analizzata da Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone era di circa 1.100 km e il missile non ha raggiunto un secondo picco” ha dichiarato il portavoce dello Stato maggiore congiunto, colonnello Lee Sung-un, durante una conferenza stampa regolare, sottolineando che la Corea del Nord ha una storia di “esagerazioni”. La Corea del Nord ha inoltre affermato di aver utilizzato un nuovo composto di fibra di carbonio per la fabbricazione del corpo motore del missile ipersonico e di aver introdotto un metodo “completo ed efficace” per il controllo del volo e del sistema di guida. Gli esperti hanno affermato che il Nord sembrerebbe aver lanciato questa settimana una versione aggiornata di un missile ipersonico già testato nell’aprile dello scorso anno. Allora, Pyongyang aveva dichiarato che l’IRBM con veicolo planante ipersonico aveva volato per 1.000 km. Il JCS della Corea del Sud aveva allora affermato che il missile aveva volato per 600 km, definendo le affermazioni della Corea del Nord parzialmente “esagerate”, pur riconoscendo alcuni progressi tecnologici nel programma di armi ipersoniche di Pyongyang. I missili ipersonici sono tra le armi sofisticate che Kim ha promesso di sviluppare durante il congresso del Partito dei lavoratori coreani – il partito unico nordcoreano – nel 2021, insieme a sottomarini nucleari, satelliti spia e missili balistici intercontinentali a combustibile solido. Durante una riunione di fine anno del partito, il leader nordcoreano ha dichiarato che il suo paese attuerà la “strategia di contromisure più dura” nei confronti degli Stati uniti e ha affermato che la cooperazione militare tra Corea del Sud, Stati uniti e Giappone si è trasformata in un “blocco militare per l’aggressione”.

Creator denunciano: Cina recluta influencer taiwanesi per propaganda

Creator denunciano: Cina recluta influencer taiwanesi per propagandaRoma, 3 gen. (askanews) – Due creator digitali taiwanesi hanno realizzato un documentario online che sta facendo discutere molto l’infosfera in Asia, perché sostiene di raccontare come la Cina recluta influencer a fini di propaganda e manipolazione dell’opinione pubblica.


Il produttore video di nome Pa Chiung e il rapper Minnan Wolf si sono finti sostenitori taiwanesi del Partito comunista cinese per essere invitati al Taiwan Entrepreneurship Park nel Fujian, in Cina, secondo quanto riportato da Voice of America. Durante la loro permanenza, hanno registrato conversazioni con funzionari del Fronte unito. In queste conversazioni ci sono presunti funzionari cinesi che discutono di retribuzioni per veicolare contenuti filo-cinesi a Taiwan. Il documentario è in due parti ed è disponibile sul canale YouTube di Pa Chiung. La prima parte, caricata il 6 dicembre, ha superato i 2,8 milioni di visualizzazioni.


Il documentario esplora vari metodi utilizzati dagli agenti cinesi per fornire supporto finanziario e altri benefici materiali, tra cui tangenti e documenti di identificazione, per reclutare agenti nella guerra di informazione in corso contro Taiwan. Nella seconda parte, il documentario sostiene che il capo dell’Ufficio del Fronte Unito nel Fujian sia taiwanese e membro del Partito Prima il Popolo (PFP), che ha risposto respingendo le accuse e condannandole come false.


Minnan Wolf, in passato, aveva creato contenuti filo-cinesi con un certo successo in Cina, guadagnandosi il soprannome di “little pink”. Tuttavia, negli ultimi anni ha cambiato posizione politica, diventando apertamente anti-Pcc. Il documentario viene in un momento in cui nell’isola c’è un’alta attenzione al tema della disinformazione cinese. Oggi l’Ufficio per la sicurezza nazionale di Taiwan (NSB) ha pubblicato un rapporto che rivela un forte aumento della disinformazione cinese mirata agli utenti internet taiwanesi.


Il rapporto evidenzia un incremento sostanziale nel numero di messaggi di disinformazione, con 2,15 milioni identificati nel 2024 rispetto a 1,32 milioni nel 2023, secondo l’agenzia di stampa CNA. Le conclusioni del NSB suggeriscono che questi messaggi mirano a seminare sfiducia nel governo di Taiwan, in particolare nei confronti degli Stati Uniti, delle forze armate e del presidente Lai Ching-te. L’obiettivo è erodere la fiducia pubblica e aumentare le tensioni sociali. Il rapporto sottolinea inoltre che la disinformazione cinese si sta concentrando sempre più sui giovani, puntando su piattaforme come X e TikTok. NSB ha dichiarato che la Cina sta sfruttando l’ambiente democratico aperto di Taiwan e l’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa per condurre una “guerra cognitiva”.

Nordcorea, potente sorella di Kim Jong Un potrebbe avere due figli

Nordcorea, potente sorella di Kim Jong Un potrebbe avere due figliRoma, 3 gen. (askanews) – La potente sorella minore del leader supremo nordcoreano Kim Jong Un potrebbe avere due figli. LO ha affermato oggi l’agenzia di spionaggio sudcoreana, la quale ha affermato che sta effettuando accertamenti per verificare se due bambini recentemente avvistati accanto a Kim Yo Jong siano suoi figli.


Un video della performance artistica per il nuovo anno in Corea del Nord, trasmesso mercoledì dalla Korean Central Television, mostra Kim Yo Jong camminare all’esterno del luogo dell’evento, tenendo per mano un bambino, mentre una bambina le cammina accanto. L’immagine ha suscitato speculazioni sul fatto che potrebbero essere i suoi figli. Il Servizio nazionale d’intelligence della Corea del Sud (NIS) ha detto che è “aperta alla possibilità che i bambini possano essere figli di Kim Yo Jong”, data la loro età, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Yonhap.


Ieri un funzionario del ministero dell’Unificazione ha dichiarato che la performance artistica per il nuovo anno in Corea del Nord era un evento per le famiglie e lo stesso Kim Jong Un ha partecipato con la figlia, Kim Ju Ae, che spesso lo accompagna, anche in esercitazioni militari, tanto che qualcuno suggerisce che possa essere lei la possibile preferita per una successione. Ad aprile 2015, il NIS aveva riferito che si presumeva che Kim Yo Jong dovesse partorire il mese successivo. Successivamente, nel 2018, una fonte aveva dichiarato ai servizi sudcoreani che Kim era incinta durante la sua storica visita in Corea del Sud, nel febbraio di quell’anno, per le Olimpiadi invernali di Pyeongchang. Tuttavia quelle informazioni non sono mai state confermate.

Sudcorea, nel 2024 nati più bambini: prima volta in nove anni

Sudcorea, nel 2024 nati più bambini: prima volta in nove anniRoma, 3 gen. (askanews) – Sorpresa: per la prima volta in nove anni il numero di bambini nati in Corea del Sud è aumentato nel 2024. Lo mostrano i dati del governo pubblicati oggi.


La Corea del Sud è uno dei paesi con più basso tasso di fertilità al mondo. Ma lo scorso anno c’è stato un raro dato in controtendenza. Un totale di 242.334 bambini sono nati, con un incremento del 3,1% rispetto all’anno precedente, secondo i dati del registro della popolazione del Ministero dell’Interno. Questo aumento rappresenta il primo incremento annuale dopo otto anni consecutivi di calo.


Ciononostante, questo dato non ha segnato un aumento della popolazione. Il numero totale della popolazione registrata è stato di 51.217.221 lo scorso anno, continuando a diminuire per il quinto anno consecutivo dal 2020.

Sudcorea, fallito tentativo di arresto del presidente sospeso Yoon

Sudcorea, fallito tentativo di arresto del presidente sospeso YoonRoma, 3 gen. (askanews) – L’agenzia statale anticorruzione sudcoreano ha sospeso venerdì un tentativo di arrestare il presidente sospeso Yoon Suk-yeol per il suo fallito tentativo di instaurare la legge marziale, dopo un confronto duro durato ore tra gli investigatori e il personale di sicurezza presidenziale. Lo riferisce l’agenzia di stampa Yonhap.


L’Ufficio per le indagini sulla corruzione dei funzionari di alto livello (CIO) ha dichiarato di aver interrotto l’esecuzione del mandato circa cinque ore dopo l’arrivo dei suoi investigatori presso la residenza presidenziale per arrestare Yoon. “Abbiamo determinato che l’esecuzione del mandato di arresto sarebbe stata praticamente impossibile a causa del confronto in corso e l’abbiamo sospesa per garantire la sicurezza del personale sul posto di fronte alla resistenza incontrata”, ha dichiarato il l’ufficio in un comunicato stampa. “Decideremo i prossimi passi dopo una revisione”, ha aggiunto esprimendo “profondo rammarico per il comportamento del sospettato che si è rifiutato di rispettare le procedure legali stabilite”.


L’ufficio ha tempo fino a lunedì per eseguire il mandato di arresto con le accuse d’insurrezione e abuso di potere legate al tentato colpo di mano di Yoon, che la notte del 3 dicembre impose la legge marziale per essere poi costretto a ritirarla sei ore dopo a causa del voto contrario dell’Assemblea nazionale, che poi ha deciso il suo impeachment che è in attesa di conferma da parte della Corte costituzionale. A rendere più tesa la situazione, anche le manifestazioni dei sostenitori di Yoon all’esterno della residenza presidenziale, che si è sommata al rischio di scontri con il Servizio di sicurezza presidenziale.


Stamani oltre mille manifestanti pro-Yoon si sono radunati vicino alla residenza. Circondati da circa 2.700 agenti di polizia schierati per mantenere l’ordine, hanno gridato slogan come: “Mandato illegale. Completamente invalido” e “Arrestate il CIO”. Gli investigatori hanno presentato i loro mandati emessi dal tribunale per arrestare Yoon e perquisire la residenza presidenziale, ma l’accesso è stato negato dal capo dell’Ufficio di sicurezza presidenziale, Park Chong-jun. Prima di confrontarsi con la sicurezza presidenziale, gli investigatori hanno affrontato anche la resistenza di un’unità militare di stanza nel complesso.


Due avvocati di Yoon – Yun Gap-geun e Kim Hong-il – sono stati visti entrare nella residenza durante lo stallo. Ci si aspettava che il CIO tentasse di arrestare Yoon oggi, poiché eseguire il mandato nel weekend avrebbe comportato il rischio di affrontare folle ancora più numerose, mentre farlo lunedì sarebbe stato troppo vicino alla scadenza. Il CIO ha collaborato con la polizia e l’unità investigativa del ministero della Difesa per condurre un’indagine congiunta sul fallito tentativo di imporre la legge marziale di Yoon. La squadra incaricata di eseguire il mandato comprendeva 30 persone del CIO e 120 agenti di polizia, di cui 70 inizialmente in attesa fuori dal complesso della residenza. Un numero di questi ultimi è stato successivamente inviato all’interno per assistere nell’operazione. Il CIO ha richiesto il mandato di arresto dopo che Yoon ha ignorato tutte e tre le convocazioni per presentarsi agli interrogatori. L’agenzia ha ottenuto anche un mandato per perquisire la residenza presidenziale. Il team legale di Yoon ha definito i mandati “illegali e invalidi” e ha presentato una richiesta di ingiunzione contro la loro esecuzione. La polizia aveva dichiarato che chiunque avesse cercato di impedire al CIO di eseguire il mandato di arresto sarebbe stato trattenuto con l’accusa di ostacolo alle funzioni ufficiali. Tuttavia, nessuno è stato arrestato con tali accuse venerdì, ha riferito un funzionario di polizia. Gli investigatori avevano pianificato di arrestare Yoon e portarlo alla sede centrale del CIO a Gwacheon, a sud di Seoul, per interrogarlo prima di trasferirlo nel Centro di Detenzione di Seoul, a Uiwang, nelle vicinanze. Una volta arrestato, il CIO avrebbe avuto 48 ore per richiedere un ulteriore mandato per la sua detenzione formale o rilasciarlo.

Nordcorea, Kim non va a capodanno al mausoleo del padre e del nonno

Nordcorea, Kim non va a capodanno al mausoleo del padre e del nonnoRoma, 2 gen. (askanews) – Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha apparentemente saltato per il secondo anno consecutivo la consueta visita di Capodanno al mausoleo Kumsusan, presso il quale sono conservati i corpi dei precedenti leader nordcoreani, il padre Kim Jong Il e il nonno Kim Il Sung.


La KCNA ha riferito che il primo gennaio alti funzionari del governo, del partito e comandanti militari hanno visitato il Palazzo del Sole di Kumsusan, ma Kim non figurava tra i partecipanti. I partecipanti hanno rinnovato il loro impegno a promuovere la prosperità del Paese sotto la guida di Kim Jong Un, ha dichiarato la KCNA.


Da quando ha assunto il potere alla fine del 2011, Kim ha visitato il mausoleo ogni primo giorno dell’anno, tranne nel 2018 e lo scorso anno. Negli ultimi anni, il leader nordcoreano sembra aver ridotto significativamente la frequenza delle sue visite al mausoleo, che in passato avvenivano in occasione di anniversari-chiave, come i compleanni e le ricorrenze della morte del padre e del nonno, oltre che per l’anniversario della fondazione del partito.


Dal 2022, non sono stati riportati resoconti nordcoreani di visite di Kim al mausoleo per il compleanno di Kim Jong Il, il 16 febbraio, o di Kim Il Sung, il 15 aprile.

Tensione a Seoul in vista di annunciato arresto presidente Yoon

Tensione a Seoul in vista di annunciato arresto presidente YoonRoma, 2 gen. (askanews) – C’è alta tensione in Corea del Sud, in vista del possibile arresto del presidente sudcoreano sottoposto a impeachment Yoon Suk-yeol. I sostenitori dell’ex leader si sono radunati davanti alla sua residenza, con l’obiettivo di impedire il suo annunciato fermo.


Yoon è stato sospeso dalle sue funzioni dopo che i legislatori dell’Assemblea nazionale hanno approvato l’impeachment il 14 dicembre, in seguito al tentato colpo di mano di Yoon, che impose per sei ore il 3 dicembre la legge marziale, salvo doverla ritirare in seguito a un voto del parlamento. La decisione deve essere confermata dalla Corte costituzionale per essere efficace. L’Ufficio investigativo per la corruzione dei funzionari di alto rango ha ottenuto il 31 dicembre un mandato d’arresto e afferma di volerlo eseguire entro la scadenza del 6 gennaio.


Folle di sostenitori di Yoon si sono riunite in una strada trafficata vicino alla sua residenza nel distretto di Yongsan, a Seoul, sventolando bandiere sudcoreane e cantando slogan come “Annullate l’impeachment” e “Presidente Yoon Suk-yeol, ti proteggeremo”. I manifestanti hanno anche preso di mira alcune auto, nel timore che fossero quelle della procura che va ad arrestare Yoon. Gli avvocati di Yoon hanno respinto la legittimità del mandato, sostenendo che l’Ufficio investigativo non ha l’autorità legale per indagarlo per il reato di insurrezione. Hanno inoltre dichiarato che il mandato non è applicabile, citando questioni di giurisdizione del tribunale.


In una lettera inviata ai suoi sostenitori mercoledì, Yoon ha promesso di non arrendersi. “La Repubblica di Corea è in pericolo ora,” ha detto Yoon, riferendosi al paese con il suo nome ufficiale. “Combatterò fino alla fine con voi per proteggere questo paese.” I sondaggi di opinione indicano che una forte maggioranza dell’opinione pubblica sudcoreana è favorevole alla rimozione di Yoon dall’incarico. Un sondaggio pubblicato oggi dall’emittente MBC ha rilevato che il 69% degli intervistati ritiene che la Corte costituzionale debba confermare il suo impeachment.


Yoon rimane presidente della Corea del Sud e continua a ricevere protezione dai servizi di sicurezza. Il suo personale di sicurezza ha in precedenza impedito agli investigatori di perquisire gli uffici presidenziali, citando la sicurezza nazionale, e ci sono dubbi sul fatto che possano rifiutarsi di rispettare il mandato. L’Ufficio investigativo ha dichiarato che qualsiasi tentativo di bloccare gli investigatori nell’arresto di Yoon sarebbe considerato un’ostruzione del pubblico ufficiale. Ha inviato una lettera al servizio di sicurezza affermando che le guardie di Yoon potrebbero essere perseguite se ostacolassero l’arresto. I legislatori dell’opposizione hanno votato il 27 dicembre per destituire anche il sostituto ad interim di Yoon, il primo ministro Han Duck-soo, a causa di un disaccordo sulla nomina dei membri della Corte Costituzionale. Il vice primo ministro Choi Sang-mok, che è anche ministro delle Finanze, ha quindi sostituito Han come presidente ad interim.

Colpo di mano Yoon, prevista anche provocazione contro Nordcorea?

Colpo di mano Yoon, prevista anche provocazione contro Nordcorea?Roma, 23 dic. (askanews) – Tra le manovre che sarebbero state in programma nell’ambito del tentato colpo di mano messo in atto con l’instaurazione della legge marziale il 3 dicembre da parte del presidente Yoon Suk-yeol, c’è anche una provocazione per spingere la Corea del Nord a un attacco. E’ quanto gli inquirenti evincono – secondo l’agenzia di stampa Yonhap – dalla consultazione di appunti sequestrati all’ex comandante dell’intelligence militare, generale Noh Sang-won, che era stato in passato uno dei principali collaboratori dell’ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun.


Noh e Kim sono stati arrestati nell’ambito delle indagini seguite alle sei ore folli in cui, nella notte tra il 3 e il 4 dicembre, il presidente Yoon annunciò prima l’imposizione della legge marziale, poi la dové ritirare in seguito a un voto dell’Assemblea nazionale, che fu effettuato mentre militari cercavano di impedirlo. In un taccuino sequestrato a Noh durante una perquisizione della sua residenza, secondo quanto scrive Yonhap, è stato trovato un memorandum da 60-70 pagine che conteneva dettagli su piani per “provocare un attacco da parte della Corea del Nord” al confine marittimo de facto tra le due Coree, ha dichiarato oggi la polizia sudcoreana.


Il memo era intitolato: “Provocare l’attacco del Nord alla NLL”. La sigla è un chiaro riferimento alla Northern Limit Line, il confine marittimo occidentale con Pyongyang nel Mar Giallo. La polizia ha dichiarato di non aver ancora confermato se siano state effettivamente intraprese azioni per indurre un attacco da parte di Pyongyang.


Il documento confermerebbe le affermazioni dell’opposizione secondo cui Kim Yong-hyun avrebbe tentato di provocare un’azione militare dal Nord per giustificare la breve imposizione della legge marziale. Il principale partito di opposizione, il Partito democratico, ha accusato Kim di aver ordinato ai militari di colpire direttamente i palloni aerostatici che trasportano rifiuti inviati dal Nord e di aver schierato droni sudcoreani nello spazio aereo di Pyongyang. Nei mesi scorsi più volte il regime nordcoreano ha denunciato il dispiegamento di droni sudcoreani nello spazio aereo della Nordcorea, minacciando rappresaglie.


Il taccuino di Noh conteneva anche dettagli su come “sigillare l’Assemblea nazionale” e menzionava politici, giornalisti, figure religiose, sindacati e giudici come “obiettivi per la raccolta”. apparentemente evocando arresti. Il generale – che era stato già congedato con disonore nel 2018 per un caso di molestie sessuali e successivamente aveva aperto nella sua residenza un’attività di divinazione come sensitivo – è accusato di aver condiviso i piani per la legge marziale con i suoi subordinati in una catena di fast-food due giorni prima dell’esecuzione dei piani.

Corea del Nord potrebbe schierare altre truppe in Russia

Corea del Nord potrebbe schierare altre truppe in RussiaRoma, 23 dic. (askanews) – La Corea del Nord sarebbe intenzionata a schierare ulteriori truppe ed equipaggiamenti militari in Russia, possibilmente inclusi droni kamikaze, per sostenere Mosca nella guerra contro l’Ucraina. Lo ha comunicato oggi lo Stato maggiore sudcoreano, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Yonhap. I vertici militari di Seoul ritengono, inoltre, che il numero di soldati nordcoreani che hanno già perso la vita o sono rimasti feriti nel conflitto – secondo notizie d’intelligence – ammonti attorno a 1.100.


“Una valutazione complessiva di molteplici informazioni di intelligence mostra che la Corea del Nord si sta preparando a ruotare o aumentare il dispiegamento di truppe in Russia, fornendo attualmente lanciarazzi da 240 mm e artiglieria semovente da 170 mm” hanno dichiarato i Capi di stato maggiore riuniti (JCS). “Ci sono anche segnali di una possibile produzione e fornitura di droni kamikaze, mostrati per la prima volta durante l’ispezione in loco di Kim Jong Un a novembre” hanno aggiunto, attribuendo questa mossa agli sforzi della Corea del Nord per acquisire esperienza pratica di guerra e modernizzare il proprio sistema di armamenti convenzionali.


Lo scorso mese, i media statali nordcoreani hanno riportato che Kim aveva preso parte a un test sul campo di vari tipi di droni kamikaze, richiedendo una produzione su larga scala di queste armi, sempre più importanti nella guerra moderna per il loro rapporto costo-efficacia. I JCS hanno affermato di non aver rilevato segnali specifici di provocazioni dalla Corea del Nord, ma hanno sottolineato che il regime di Kim sta concentrando i suoi sforzi sull’espansione della cooperazione militare con la Russia e sulla gestione stabile dell’ambiente interno in vista di un’importante riunione plenaria del partito prevista per la fine dell’anno.


Tuttavia, l’esercito non esclude la possibilità che il Nord possa inscenare una provocazione militare a sorpresa durante questo evento politico importante, come il lancio di un missile balistico intermedio (IRBM) dotato di una testata ipersonica, come quello che ha dichiarato di aver testato in aprile.