Cina, provincia Zhejiang “oscura” numero morti Covid 2023Roma, 18 lug. (askanews) – I conti non tornano: una delle province più popolose della Cina, Zhejiang, ha reso inaccessibili oggi i dati della mortalità nel primo trimestre di quest’anno, in seguito alla revoca delle restrizioni per il Covid-19, dopo che è stata rilevata una differenza notevole tra i numeri decessi di quest’anno e quelli dei due anni precedenti. Lo segnala il Financial Times.
Giovedì sono state diffuse statistiche secondo le quali le cremazioni nella provincia di Zhejiang nel primo trimestre 2023 sono state 171mila, con un balzo in avanti del 73 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I decessi riportati nel 2021 sono stati 91mila, nel 2022 sono stati 99mila. Questi dati testimoniano come, dopo che Pechino ha rottamato la politica “zero Covid”, ci sia stato un incremento molto forte della mortalità. Ma, a rendere confusa la situazione, c’è stata prima una revisione dei parametri per attribuire una morte al Covid e ora l’oscuramento dei dati della mortalità.
A gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha accusato Pechino si sottostimare i numeri dei morti nella pandemia.
Kerry in Cina incontra premier e alto diplomatico Wang YiRoma, 18 lug. (askanews) – Una serie d’incontri che sono andati oltre il tema in agenda, il clima, quelli che ha avuto oggi l’inviato speciale del presidente Usa per le questioni ambientali, John Kerry, ha Pechino. L’ex segretario di Stato ha incontrato sia il primo ministro cinese Li Qiang, sia il capo della diplomazia del Partito comunista cinese Wang Yi, i quali gli hanno chiesto che gli Stati uniti contribuiscano a costruire con la Repubblica popolare un rapporto “stabile e sostenibile”.
Li Qiang – secondo i resoconti ufficiali – ha affermato che “il rafforzamento della cooperazione tra i due paesi non solo gioverà a vicenda, ma gioverà anche al mondo intero”. Ha richiamato il summit di Bali dello scorso anno tra il presidente cinese Xi Jinping e quello americano Joe Biden, dove erano stati raggiunti una serie di accordi, e ha detto: “La Cina e gli Stati uniti dovrebbero intraprendere azioni pratiche per attuare il consenso raggiunto dai due capi di stato, gestire e controllare adeguatamente le differenze e riportare le relazioni Cina-Usa su un percorso di sviluppo sano e stabile al più presto”. Sulla stessa lunghezza d’onda Wang Yi, che è il diplomatico di status più elevato nella gerarchia cinese. “La Cina è disposta a rafforzare il dialogo e la comunicazione con gli Stati uniti, discutere di una cooperazione reciprocamente vantaggiosa e affrontare congiuntamente il cambiamento climatico”, ha affermato Wang, secondo il resoconto del ministero degli Esteri cinese. “Gli Stati Uniti – ha chiesto Wang – perseguano una politica razionale, pragmatica e positiva nei confronti della Cina, continuino ad aderire al principio dell”Unica Cina’, gestiscano adeguatamente la questione di Taiwan e collaborino con la Cina per praticare il rispetto reciproco, la coesistenza pacifica e cooperazione vantaggiosa per tutti”.
Secondo il resoconto di Pechino, Kerry ha rassicurato i suoi interlocutori sull’adesione americana alla politica dell’”Unica Cina” e sulla volontà d’irrobustire il dialogo. “La nostra speranza è che questo possa essere l’inizio di una nuova definizione di cooperazione e di capacità di risolvere le differenze tra di noi”, ha detto Kerry nelle sue osservazioni di apertura, secondo ha riportato l’agenzia di stampa France Presse. Anche sul fronte della cooperazione climatica, ci sono state dichiarazioni di buona volontà, per quanto non vi sia notizia di un impegno cogente, che peraltro non era attesa. Li Qiang ha sostenuto che l’attuale compito globale di affrontare il cambiamento climatico è “arduo” e che i paesi, tra cui la Cina e gli Stati uniti in primis, devono “rafforzare il coordinamento, creare consenso e agire prontamente per formare una forza congiunta che affronti il cambiamento climatico nella massima misura”. Il principio, secondo il premier cinese è , quello delle “responsabilità comuni ma differenziate”: cioè i paesi sviluppati “dovrebbero assumere un ruolo guida nella riduzione delle emissioni e adempiere ai loro impegni finanziari il prima possibile, mentre i paesi in via di sviluppo dovrebbero fornire contributi nell’ambito delle loro capacità”.
Kerry dal canto suo ha richiamato la Cina – secondo il Dipartimento di Stato – all’”urgente necessità di decarbonizzare il settore energetico, ridurre le emissioni di metano e ridurre la deforestazione”. Il mondo – ha detto ancora l’alto funzionario americano – “si aspetta che entrambe le nazioni cooperino sul clima” e che le differenze tra i due paesi non “ostacolino il progresso concreto nelle sfide transnazionali condivise”.
Kerry a Pechino: dobbiamo collaborare contro crisi climaticaRoma, 17 lug. (askanews) – L’inviato speciale del presidente Usa, Joe Biden, per il clima John Kerry ha espresso l’auspicio che le due principali economie del mondo collaborino per fermare la crisi climatica, dopo aver incontrato a Pechino il suo omologo cinese Xie Zhanhua oggi in una riunione durata quattro ore.
L’incontro ha avuto luogo al Beijing Hotel, in un momento in cui è in corso un intenso scambio di incontro tra Pechino e Washington in un tentativo di di rilanciare relazioni che da anni sono al palo. “Ho appena terminato il primo giorno di conversazioni a Pechino, mentre il mondo intero sta vivendo la realtà di un’ondata di caldo da record”, ha scritto su Twitter l’inviato americano. “La crisi climatica – ha proseguito – richiede che le due maggiori economie del mondo lavorino insieme per limitare il riscaldamento della Terra. Dobbiamo agire con urgenza su una serie di fronti, in particolare sulle sfide dell’inquinamento da carbone e metano”.
Nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata dalle due parti in questa seconda giornata di visita di Kerry, che è stato in passato segretario di Stato Usa. Xie, il capo negoziatore sul clima della Cina, ha affermato nelle sue osservazioni di apertura – secondo quanto riporta il South China Morning Post – che Pechino sta cercando un “dialogo sostanziale” questa settimana e che i due inviati potrebbero contribuire a migliorare le relazioni Usa-Cina.
Kerry, inviato presidenziale speciale per il clima, ha detto in precedenza che è “imperativo” che gli Stati Uniti e la Cina “facciano veri progressi” nei mesi che precedono i colloqui sul clima della COP28 fissati per la fine di quest’anno a Dubai. Il ministero degli Esteri cinese – per bocca della portavoce Mao Ning – è rimasto a bocca chiusa sulle discussioni dicendo che le informazioni sarebbero state rilasciate “a tempo debito” e che “a parte cinese agirà nello spirito dell’incontro tra i due capi di stato a Bali, avrà uno scambio approfondito di opinioni con la parte statunitense sulle questioni relative al cambiamento climatico e collaborerà con gli Stati Uniti per affrontare le sfide”. Lo “spirito di Bali” è un riferimento al summit tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente Usa Biden tenutosi a Bali lo scorso novembre.
Dov’è Qin Gang? Ministro Esteri Cina manca da 3 settimaneRoma, 17 lug. (askanews) – Da tre settimane il ministro degli Esteri cinese Qin Gang non appare in pubblico e questo potrebbe suscitare qualche voce in relazione alla sua situazione al momento. L’ultimo appuntamento mancato è stato la riunione ministeriale Asean a Giacarta, alla quale ha partecipato al suo posto il capo della politica estera del Partito comunista cinese Wang Yi, nonché predecessore di Qin come ministro degli Esteri.
Pechino ha spiegato l’assenza alla riunione della scorsa settimana con “motivi di salute”, secondo quanto ha affermato il ministero degli Esteri ripreso dall’agenzia di stampa Reuters. D’altronde, la Cina ha anche rimandato la visita dell’alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell, che doveva arrivare il 5 luhlio in Cina ma la visita è stata fatta saltare dalla Cina con due giorni di preavviso. L’ultima uscita pubblica di Qin Gang è stata il 25 giugno, quando ha incontrato esponenti dello Sri Lanka e della Russia.
In Cina spesso le lunghe assenze dalle uscite pubbliche delle personalità politiche possono indicare anche una caduta in disgrazia, talvolta segnata anche da indagini. La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning oggi ha detto nella quotidiana conferenza stampa a Pechino di non avere informazioni da condividere e che l’attività diplomatica cinese prosegue come di consueto. Questo commento, riportato da diversi media internazionali presenti, non è presente sul resoconto ufficiale della conferenza stampa riportato dal sito del ministero degli Esteri.
Qin non ha incontrato nei giorni scorsi una serie di esponenti Usa e non è previsto un incontro con l’inviato speciale di Washington per il clima John Kerry che è da ieri in Cina.
Caldo record in Cina: toccati i 52.2 gradi centigradiRoma, 17 lug. (askanews) – In Cina è stato raggiunto nel weekend il record di temperatura: nella regione nord-occidentale di Xinjiang si sono raggiunti i 52.2 gradi centigradi. Lo ha riferito l’Amministrazione meteorologica cinese.
Il record è stato stabilito ieri nel villaggio di Sanbao.La Cina, come diverse parti del mondo, sta facendo esperienza di una insolita ondata di caldo estivo. Da settimane il caldo sta rendendo complicata la vita in diverse città, compresa Pechino, dove a giugno è stato registrato il giorno più caldo da quantdo vengono registrate le temperature: 41.1 gradi centigradi.
Xi Jinping: rafforzare la Cina nel cyberspazioRoma, 17 lug. (askanews) – Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto agli apparati cinesi di rafforzare le capacità cinesi nel cyberspazio, in un momento di grande instabilità globale, per “raffozare la sicurezza informatica” e l’informatizzazione della Cina. Lo afferma oggi l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua.
Xi, che è anche segretario generale del Comitato centrale del Partito comunista cinese e presidente della Commissione militare centrale, ha lanciato questo ordine in una riunione sulla sicurezza informatica che si è tenuta il 14-15 luglio. “La Cina ha compiuto progressi significativi su tutta la linea nel lavoro sulla sicurezza informatica e sull’informatizzazione” ha detto Xi, il quale ha dato atto che la Cina sta “costantemente migliorando” le sue capacità in termini di sicurezza nel cyberspazio e di autosufficienza tecnologica e scientifica.
Xi ha sottolineato che il tema della sicurezza informatica nella nuova era ha “un ruolo importante” e il cyberspazio cinese deve essere sotto la leadership del Pcc. Ha inoltre evidenziato la necessità di “coordinare lo sviluppo e la sicurezza”, per “rafforzare la capacità di garantire la sicurezza informatica del Paese e promuovere la costruzione di una comunità di un futuro condiviso nel cyberspazio”.
Incontro Zelensky-Yoon: discussi aiuti di Seoul a KievRoma, 15 lug. (askanews) – Yoon Suk-yeol ha avuto oggi un colloquio a Kiev con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nell’ambito della sua visita a sorpesa in Ucraina, e i due hanno discusso di come Seoul può continuare af aiutare il paese per affrontare l’invasione russa. La Corea del Sud si è limitatata a fornire direttamente dispositivi anche militari, ma non letali.
Yoon e la first lady Kim Keon-hee – secondo quanto ha riportato l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap – sono arrivati in Ucraina all’inizio della giornata dopo una visita ufficiale di tre giorni in Polonia e la partecipazione al summit Nato di Vilnius, e hanno visitato il luogo delle uccisioni di massa a Bucha, vicino a Kiev, e Irpin. Yoon e Zelensky si sono poi incontrati nel palazzo presidenziale di Kiev per discutere delle aree in cui la Corea del Sud può fornire ulteriori aiuti. Non sono stati forniti dettagli precisi su cosa si siano detti, potrebbe esservi in giornata una conferenza stampa congiunta.
Prima dell’incontro, Yoon ha deposto una corona di fiori al Muro della Memoria dei Caduti per l’Ucraina a Kiev. “Durante questa visita, la prima nella storia delle nostre relazioni, abbiamo discusso di questioni importanti per la vita normale e sicura delle persone, per un ordine internazionale basato sulle regole”, ha scritto su Twitter Zelensky. “Il ritorno dei bambini e degli adulti deportati, l’implementazione della Formula di Pace e la preparazione del Summit globale sulla pace, la sicurezza alimentare e la cooperazione economica: io sono certo che assieme daremo più forza alle nostre nazioni e alle posizioni globali dell’Ucraina e della Repubblica di Corea”, ha continuato.
Un funzionario presidenziale sudcoreano ha detto ai giornalisti che la visita di Yoon è stata sollecitata dallo stesso Zelensky. “Stiamo preparando misure globali e concrete per l’assistenza e la cooperazione tra Ucraina e Corea del Sud in linea con i principi che la Corea del Sud ha mantenuto finora”, ha detto il funzionari, facendo così intendere che Seoul continuerà a non fornire armi letali. La Corea del Sud ha inviato all’Ucraina kit di pronto soccorso, medicinali, rilevatori di mine portatili e tute protettive.
Quello di oggi è stato il secondo incontro Yoon-Zelensky. Il primo si è tenuto a margine del summit G7 a Hiroshima a maggio.
Forze russe parteciperanno a manovre militari cinesiRoma, 15 lug. (askanews) – Le forze armate russe parteciperanno alle esercitazioni militari “North. Interaction-2023” organizzate dalla Cina nel Mar del Giappone in un prossimo futuro. L’ha annunciato oggi il ministero della Difesa cinese in una nota.
“In conformità con il piano annuale di cooperazione tra le forze armate di Russia e Cina, l’esercito russo invierà presto la marina e le forze aeree a partecipare alla ‘North. Interaction-2023’, organizzata dal comando del teatro settentrionale dell’Esercito popolare di liberazione nella parte centrale del Mar del Giappone”, ha detto in una nota il ministero della Difesa di Pechino. Le esercitazioni saranno dedicate al tema del mantenimento della sicurezza delle rotte marittime strategiche e mireranno a migliorare l’interazione strategica tra le forze cinesi e russe.
Miyazaki è tornato: nei cinema giapponesi il suo ultimo capolavoroRoma, 14 lug. (askanews) – L’attesissimo ultimo lungometraggio dell’animatore premio Oscar nipponico Hayao Miyazaki è uscito oggi nei cinema giapponesi, dopo un’attesa di oltre dieci anni dall’ultima opera del maestro dell’”anime”. Lo raccontano i media giapponesi.
Miyazaki, 82 anni, co-fondatore della celebre casa di produzione Studio Ghibli, è tornato dal ritiro precedentemente annunciato per realizzare un film intitolato “Kimitachi ha dou ikiruka” (“Voi come vivrete?) I dettagli della trama sono stati mantenuti da Ghibli come un’informazione top secret. L’unica dettaglio diffuso è il poster del film, con una creatura simile a uccello con un occhio incastonato sotto il becco. Ora si sa che la trama racconta di un ragazzo che si trasferisce in campagna e lì incontra un airone che lo porta in un universo parallelo. Un film, insomma, molto in stile Miyazaki.
Il film sarebbe stato ispirato a un libro del 1937 iniziato da Yuzo Yamamoto e completato Genzaburo Yoshino, che racconta la storia di Jun’ichi, un ragazzo di 15 anni soprannominato Copernico e della sua crescita spirituale, una storia di formazione. Ma la trama del film sembra essere molto modificata rispetto al libro originario. Miyazaki aveva annunciato il suo ritiro nel 2013 perché riteneva di non essere in grado di realizzare film con la stessa intensità di “Porco rosso”, “Nausicaa” o “La città incantata”, che gli ha fatto ottenere l’Oscar nel 2003.
Tuttavia solo pochi anni dopo, Ghibli annunciò che Miyazaki era tornato al lavoro per realizzare il suo ultimo film.
Spazio, partita con successo missione lunare indiana Chandrayaan-3Roma, 14 lug. (askanews) – La nave spaziale indiana Chandrayaan-3 è decollata dal suo spazioporto in Andhra Pradesh ed è in viaggio verso la Luna. Lo ha riferito oggi l’agenzia spaziale indiana ISRO, dando conto della missione che punta in futuro a portare nuovamente l’uomo sul satellite terrestre.
“Chandrayaan-3 scrive un nuovo capitolo nell’odissea spaziale indiana”, ha scritto su Twitter il primo ministro Narendra Modi dopo il lancio. “Vola alto, elevando i sogni e le ambizioni di ogni indiano. Questa grande conquista è una testimonianza dell’impegno indefesso dei nostri scienziati. Io saluto il loro spirito e la loro passione!” Se la missione procederà come previsto, l’astronave impiegherà dai 15 ai 20 giorni per entrare nell’orbita lunare.
L’India con questa missione punta a riuscire a dimostrare di avere la capacità di effettuare un soft-landing sulla supergicie della Luna e di poter condurre esperimenti su quello che dovrebbe diventare un hub per l’esplorazione dello spazio profondo. Nuova Delhi vorrebbe stabilire entro il 2030 una stazione lunare. Candrayaan (in sanscrito: Veicolo lunare) effettuerà il secondo tentativo di soft-landing sulla Luna per l’India. Il primo – Chandrayaan-2 – è fallito nel 2019, mentre il Chandrayaan-1 ha testato l’orbita della Luna ed è stato poi deliberatamente fatto schiantare sulla superficie del satellite nel 2008.
La nave spaziale, sviluppata dall’Indian Space Research Organization (ISRO), è composta da un lander, da un modulo di propulsione e da un rover.