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Usa-Cina, Wang Yi a Blinken: dobbiamo parlare di più di sicurezza

Usa-Cina, Wang Yi a Blinken: dobbiamo parlare di più di sicurezzaRoma, 14 lug. (askanews) – Il capo della politica estera del Partito comunista cinese Wang Yi, nell’incontro di ieri con il segretario di stato Usa Antony Blinken a margine della riunione ministeriale Asean a Giacarta, ha chiesto che tra Pechino e Washington ci sia una maggiore comunicazione diplomatica e di sicurezza. Lo segnala oggi il ministero degli Esteri in una comunicazione rilanciata dai media cinesi.

In una dichiarazione di venerdì, il ministero degli Esteri cinese ha citato Wang secondo cui i due paesi dovrebbero trovare il modo di fermare i “rinoceronti grigi” e gestire i “cigni neri” – cioè gli eventi ad alto impatto o inaspettati – e creare le condizioni per stabilizzare le relazioni, tornando all’agenda di Bali, cioè dell’ultimo incontro tra i presidenti Joe Biden e Xi Jinping. “Gli Stati Uniti devono adottare un approccio razionale e pragmatico, lavorare con la Cina nella stessa direzione (…), espandere il canale di comunicazione nei settori diplomatico e della sicurezza, rendere la loro comunicazione più efficace e promuovere scambi interpersonali fluidi”, ha affermato il diplomatico di più alto livello nella gerarchia cinese, che a Giacarta ha sostituito il ministro degli Esteri Qin Gang, assente per “motivi di salute”.

Il ministero conese ha affermato che Wang ha incontrato Blinken “su richiesta” dell’esponente dell’amministrazione aqmericana e che i colloqui sono stati basati su una comunicazione “approfondita e sincera”. Entrambe le parti hanno concordato di mantenere la comunicazione dopo l’incontro. L’incontro è stato il secondo incontro in circa un mese, appena poche settimane dopo la visita di due giorni di Blinken in Cina, che includeva colloqui con il presidente Xi Jinping.

Wang ha affermato che la Cina e gli Stati Uniti hanno raggiunto “alcune intese comuni” dopo che Blinken ha incontrato Xi, definendolo un “passo importante verso la calibrazione della gigantesca nave dei legami sino-americani”. “Il prossimo passo fondamentale è intraprendere azioni concrete per riportare la relazione bilaterale sulla buona strada. Gli Stati Uniti devono riflettere sulla causa delle gravi difficoltà nelle relazioni Cina-Usa”, ha affermato ancora il direttore dell’ufficio affari esteri del Pcc.

Wang – come di prammatica – ha ribadito la posizione di Pechino su Taiwan, esortando Washington a evitare di interferire negli affari interni di Pechino o di minare la sua sovranità. Inoltre ha chiesto la revoca di sanzioni “illegali e ingiustificate” contro Pechino. Secondo quanto ha riferito oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin, Blinken ha anche sollevato la questione dei massicci attacchi informatici a cui è stato sottoposto il Dipartimento di Stato Usa da parte di hacker di origine cinese, ma Wang Yi gli ha respinto le accuse. “La Cina è la più grande vittima degli attacchi informatici. Gli Stati Uniti non dovrebbero etichettare la Cina indiscriminatamente”, ha detto Wang Wenbin spiegando la reazione del capo della diplomazia del Pcc. Ieri Blinken, dal canto suo, ha twittato di aver incontrato Wang “nell’ambito degli sforzi in corso per mantenere canali di comunicazione aperti in modo chiarire gli interessi degli Stati Uniti e ridurre il rischio di percezione errata e calcolo errato”. Dal punto di vista americano, l’incontro è stato descritto come “candido e costruttivo”. L’incontro Blinken-Wang viene in un momento di intensi scambi tra Pechino e Washington, in un tentativo di far ripartire relazioni che da anni hanno preso una brutta piega. Solo poche ore prima, a Washington, l’ambasciatore cinese Xie Feng aveva incontrato la sottosgretaria alla difesa Usa con delega all’Indo-Pacifico Ely Ratner e i due avevano concordato di mantenere aperte le linne di comunicazione militar, interrotte di fatto da un anno, dopo la visita dell’allora speaker della Camera dei rappresentanti Usa Nancy Pelosi a Taiwan. La scorsa settimana, inoltre, la segretaria al Tesoro Usa Janet Yellen ha visitato Pechino e ha affermato di aver tenuto discussioni “dirette, sostanziali e produttive” con il nuovo team economico cinese. Ha anche affermato che il suo viaggio ha contribuito a mettere le relazioni Usa-Cina su una “base più sicura”. Il prossimo appuntamento di alto livello sarà la visita in Cina dell’inviato speciale del presidente Usa per il clima, l’ex segretario di Stato e vicepresidente John Kerry da domenica fino al 19 luglio.

Cina pubblica la bozza del suo nuovo regolamento sull’IA

Cina pubblica la bozza del suo nuovo regolamento sull’IARoma, 13 lug. (askanews) – La Cina ha emesso i primi e più dettagliati regolamenti al mondo sui modelli di intelligenza artificiale generativa (AI), sottolineando come i contenuti prodotti debbano essere “sani” e rispecchiare i “valori socialisti fondamentali”. Lo racconta il South China Morning Post.

Secondo i regolamenti provvisori pubblicati congiuntamente da sette regolatori cinesi, guidati dalla Cyberspace Administration of China, che entreranno in vigore il 15 agosto, tutti i servizi di contenuti di intelligenza artificiale generativa, inclusi testo, immagini, audio e video, forniti al pubblico cinese saranno soggetti alle nuove regolamentazioni. Rispetto a una precedente bozza pubblicata ad aprile, che sollecitava il feedback del pubblico, i nuovi regolamenti hanno un tono più favorevole alla nuova tecnologia, con le autorità che si impegnano a “prendere misure efficaci per incoraggiare lo sviluppo innovativo dell’IA generativa”. Sono state eliminate inoltre una serie di multe.

La Cina non ha ancora consentito a nessuna azienda nazionale di distribuire al pubblico servizi in stile ChatGPT, con Ernie Bot di Baidu e Tongyi Qianwen di Alibaba Group Holding ancora in modalità di prova o solo per uso aziendale. Nel frattempo, ChatGPT di OpenAI e Bard di Google rimangono non disponibili in Cina, con i collegamenti a questi modelli stranieri rapidamente bloccati. Le nuove normative, sebbene progettate per controllare attentamente lo sviluppo dell’IA generativa, forniranno un percorso per gli sviluppatori nazionali per portare i loro prodotti sul mercato.

I regolatori cinesi hanno affermato che assumeranno un atteggiamento “inclusivo e prudente” nei confronti dei servizi di intelligenza artificiale generativa e attueranno un approccio normativo “graduale”. In base ai nuovi regolamenti, i fornitori di servizi di IA generativa devono “aderire ai valori fondamentali del socialismo” e non generare alcun contenuto che “inciti alla sovversione del potere statale e al rovesciamento del sistema socialista, metta in pericolo la sicurezza e gli interessi nazionali, danneggi l’immagine del paese, incita alla secessione dal Paese, mina l’unità nazionale e la stabilità sociale, promuove il terrorismo, l’estremismo, l’odio nazionale e la discriminazione etnica, la violenza, l’oscenità e la pornografia”. Inoltre i modelli AI e i chatbot non dovrebbero generare “informazioni false e dannose”.

Secondo il nuovo regolamento, la Cina incoraggia anche “l’applicazione innovativa della tecnologia di intelligenza artificiale generativa” e “contenuti positivi e salutari”. Il regolamento allinea lo sviluppo dell’IA con le priorità politiche ed economiche della Cina, a seguito del regolamento del 2021 sugli algoritmi di raccomandazione e del regolamento del 2022 sui contenuti generati sinteticamente profondi, che Pechino richiede di essere etichettati come “generati sinteticamente”.

Blinken ha incontrato alto diplomatico cinese Wang Yi a Giacarta

Blinken ha incontrato alto diplomatico cinese Wang Yi a GiacartaRoma, 13 lug. (askanews) – Il capo della politica estera del Partito comunista cinese Wang Yi ha incontrato oggi il segretario di Stato americano Antony Blinken e si è trattato del il secondo incontro tra i massimi diplomatici delle due potenze in meno di un mese, un segno incoraggiante sulla via del disgelo dei rapporti cruciali trai due paesi rivali.

L’incontro – secondo quanto ha riferito il South China Morning Post – ha avuto luogo a margine della riunione annuale dei ministri degli Esteri dell’Asean, l’Associazione delle nazioni del Sudesta asiatico, a nella Giacarta, dove Wang rappresentava la Cina al posto del ministro degli Esteri Qin Gang, il quale da un po’ di tempo non appare in pubblico per “motivi di salute”. In precedenza Wang e Blinken si sono visti a Pechino durante una visita di due giorni del cap della diplomazia americana.

Solo poche ore prima, a Washington, l’ambasciatore cinese Xie Feng aveva incontrato la sottosgretaria alla difesa Usa con delega all’Indo-Pacifico Ely Ratner e i due avevano concordato di mantenere aperte le linne di comunicazione militar, interrotte di fatto da un anno, dopo la visita dell’allora speaker della Camera dei rappresentanti Usa Nancy Pelosi a Taiwan. La scorsa settimana, inoltre, la segretaria al Tesoro Usa Janet Yellen ha visitato Pechino e ha affermato di aver tenuto discussioni “dirette, sostanziali e produttive” con il nuovo team economico cinese. Ha anche affermato che il suo viaggio ha contribuito a mettere le relazioni Usa-Cina su una “base più sicura”.

Macron conferma il no a espandere geograficamente la Nato all’Asia

Macron conferma il no a espandere geograficamente la Nato all’AsiaRoma, 12 lug. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato oggi di essersi opposto ai piani per aprire un ufficio di collegamento della Nato per l’Asia a Tokyo per evitare di dare l’impressione, in particolare alla Cina, che l’Alleanza stia espandendo il suo campo d’azione.

“Deve rimanere l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico e, qualunque cosa si dica, la geografia è solida: l’Indo-Pacifico non è il Nord Atlantico”, ha detto Macron nella sua conferenza stampa finale al vertice Nato di Vilnius. “Non vogliamo – ha aggiunto – che sembri che la Nato stia creando la legittimità per essere presente geograficamente in altre regioni”. La Nato dovrebbe piuttosto stabilire “affinità strategica” con il Giappone, ha aggiunto il leader francese. La proposta dell’ufficio di rappresentanza a Tokyo era stata molto discussa prima del summit e Pechino aveva già presentato tutto il suo disappunto. Ma alla fine non è entrata nel comunicato congiunto finale di Vilnius, dove pure in un primo momento pare fosse stata inserita, anche se il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha sostenuto che è “ancora sul tavolo”.

Il primo ministro giapponese Fumio Kishida aveva dichiarato a maggio che il suo paese era in trattative per aprire un ufficio di collegamento della Nato a Tokyo per facilitare le consultazioni con l’alleanza.

Pechino si attende visita di Putin a ottobre

Pechino si attende visita di Putin a ottobreRoma, 12 lug. (askanews) – La Cina avrebbe invitato il presidente russo Vladimir Putin per una visita in ottobre. Lo scrive oggi l’agenzia di stampa russa Tass, citando come fonte l’ex ambasciatore di Mosca a Pechino Andrey Denisov.

Il presidente cinese Xi Jinping ne avrebbe parlato lunedì durante un suo incontro a Pechino con Valentina Matviyenko, presidente del Consiglio della Federazione, la camera alta del parlamento russo, afferma la Tass. “Durante l’incontro con Valentina Ivanovna Matviyenko, il presidente Xi Jinping ha detto che la parte cinese si sta preparando per una visita del presidente russo in ottobre per partecipare al terzo forum Belt and Road”, ha detto Denisov.

Il ministero degli Esteri cinese non ha né confermato né smentito la notizia. “Il terzo Belt and Road Summit per la cooperazione internazionale si terrà entro la fine dell’anno. La Cina sta mantenendo la comunicazione con i nostri partner della cintura e della strada su questioni rilevanti “, ha detto oggi nella quotidiana conferenza stampa il portavoce del ministero Wang Wenbin.

Putin ha partecipato a entrambe le precedenti edizioni del forum, ospitato da Pechino nel 2017 e nel 2019. L’ultima visita del presidente russo in Cina è stata nel febbraio dello scorso anno, quando ha partecipato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Pechino, poco prima dell’invasione russa dell’Ucraina.

Durante quel viaggio, Cina e Russia dichiararono che la loro è una “partnership senza limiti”. Contro Putin è stato spiccato un mandato di cattura a marzo da parte della Coprte penale internazionale. Se Putin dovesse visitare la Ciunain ottobre, sarebbe il suo terzo incontro con Xi quest’anno, poiché entrambi dovrebbero partecipare al vertice del gruppo BRICS a Johannesburg in Sudafrica dal 22 al 24 agosto. Inoltre Xi e Putin si sono visti a marzo a Mosca, in occasione della visita del presidente cinese.

Nato e Giappone ridefiniscono la loro cooperazione

Nato e Giappone ridefiniscono la loro cooperazioneRoma, 12 lug. (askanews) – Il primo ministro giapponese Fumio Kishida e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg hanno concordato sulla nuova piattaforma di cooperazione denominata “Programma di partenariato su base individuale tra la Nato e il Giappone per il 2023-2026” (ITPP), che copre 16 aree che vanno dalla sicurezza alla gestione delle catastrofi.

Il documento – secondo quanto riporta il Nikkei Asia – include la difesa informatica, la comunicazione strategica, le tecnologie emergenti , la sicurezza spaziale, il cambiamento climatico, la sicurezza marittima e il controllo degli armamenti. Nell’area di cooperazione per la gestione delle emergenze, recentemente ampliata, il Giappone è partito in particolare da quanto avvenuto in Afghanistan nel momento in cui i talebani hanno ripresdo il potere, ha spiegato il Nikkei Asia: quando il Giappone riuscì a mandare un aereo per l’evacuazione dei suoi cittadini a Kabul, era talmente in ritardo che l’aereo delle Forze di autodifesa riuscì a riportare in Giappone un solo concittadino.

Il Giappone, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ha pubblicato a dicembre 2022 tre nuovi documenti di difesa, approfondendo la portata di azione delle sue Forze di autodifesa e rafforzando la spinta verso l’armamento di Tokyo. Alcune delle altre aree di cooperazione recentemente ampliate includono l’innovazione della difesa e la standardizzazione delle attrezzature di difesa.

La Nato ha concluso o sta finalizzando ITPP con i suoi altri tre partner indo-pacifici: Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. “Nessun altro partner è più vicino alla Nato del Giappone”, ha detto Stoltenberg ai giornalisti, in occasione dell’incontro odierno con Kishida.

Stoltenberg e Kishida hanno sottolineato come la “sicurezza non è regionale ma globale”. Non è invece andato, per il momento, in porto il progetto di aprire un ufficio di collegamento della Nato a Tokyo, che è stato eliminato dal comunicato congiunto del summit anche per l’opposizione del presidente francese Emmanuel Macron.

Yoon chiede presenza esperti Sudcorea a Fukushima per rilascio acqua

Yoon chiede presenza esperti Sudcorea a Fukushima per rilascio acquaRoma, 12 lug. (askanews) – Il leader sudcoreano Yoon Suk-yeol, ha chiesto oggi al primo ministro giapponese Fumio Kishida, incontrandolo a margine del summit Nato di Vilnius, di includere esperti sudcoreani nel monitoraggio del rilascio di acqua trattata dalla centrale nucleare di Fukushima. L’ha annunciato oggi l’ufficio presidenziale sudcoreano.

“Il presidente Yoon ha chiesto che le informazioni di monitoraggio relative all’attuazione dell’intero processo di scarico siano condivise con la nostra parte in tempo reale e che i nostri esperti possano partecipare al processo di monitoraggio per il discarico”, si legge in un comunicato ripreso dall’agenzia di stato Yonhap. Yoon ha anche chiesto che lo scarico venga interrotto immediatamente qualora la presenza di radioattività nell’acqua supeia i livelli standard e che il Giappone informi prontamente Seoul.

Kishida ha risposto che farà tutto il possibile per garantire la sicurezza del rilascio dell’acqua dalla centrale e non scaricare acqua che potrebbe danneggiare la salute del popolo giapponese, sudcoreano o l’ambiente, afferma il comunicato stampa. Ha inoltre promesso di annunciare in modo rapido e trasparente i risultati del monitoraggio del Giappone dello scarico dell’acqua effettuato, sotto la supervisione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), e nel caso in cui i livelli di concentrazione di radiazioni superino il limite, di interrompere immediatamente il rilascio e prendere altri misure adeguate.

L’incontro Yoon-Kishida viene pochi giorni dopo che l’Aiea ha approvato il rilascio dell’acqua previsto a partire dal mese prossimo. Il rapporto dell’Aiea ha innescato la protesta della Cina e anche proteste in Corea del Sud, il cui governo ha però preso una posizione più aperta, dicendo di rispettare l’expertise dell’Aiea.

I due leader hanno anche discusso dell’odierno lancio di un missile balistico da parte della Corea del Nord, condannanolo fermamente come una grave violazione di molteplici risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e una grave provocazione che ha aumentato le tensioni nella penisola coreana e nella regione. I due leader asiatici hanno anche accolto con favore l’offerta del presidente Usa Joe Biden di tenere un vertice a tre che, secondo loro, sarà una “pietra miliare rivoluzionaria” nella cooperazione trilaterale in materia di sicurezza.

Sudcorea stabilisce nuovo accordo di partenariato con la Nato

Sudcorea stabilisce nuovo accordo di partenariato con la NatoRoma, 11 lug. (askanews) – Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol e il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg hanno stabilito un nuovo partenariato bilaterale per la cooperazione in 11 aree che vanno dall’antiterrorismo, alla non proliferazione, alle tecnologie emergenti e alla difesa informatica. L’ha affermato oggi l’ufficio presidenziale di Seoul.

Yoon e Stoltenberg hanno adottato l’”Individually Tailored Partnership Program (ITPP)” durante un incontro a margine del summit Nato a Vilnius, in Lituania, elevando la relazione bilaterale dall’Individual Partnership Cooperation Programme (IPCP) istituito nel 2012. L’IPCP ha posto le basi la cooperazione in sette aree – tra le quali la connettività politico-militare, la difesa informatica, la non proliferazione e l’antiterrorismo – mentre il nuovo ITPP aumenta il numero di aree a 11 per includere il dialogo e le consultazioni per promuovere la comprensione reciproca sulle minacce alla sicurezza comune, tra le altre cose.

“Sono venuto per istituzionalizzare un quadro per la cooperazione, istituendo l’ITPP e per svolgere consultazioni sulla cooperazione con la NATO nell’informazione militare e nelle sfere informatiche”, ha detto Yoon all’inizio dell’incontro. “In un momento in cui la sicurezza nell’Atlantico e la sicurezza nella regione indo-pacifica non possono essere separate, è più importante che mai avere una stretta cooperazione tra le nazioni indo-pacifiche, come la Repubblica di Corea, il Giappone, l’Australia e la Nuova Zelanda , e la NATO”, ha detto ancora il leader sudcoreano, riferendosi ai quattro paesi della regione invitati al vertice come nazioni partner della NATO.

Stoltenberg ha fatto eco alle osservazioni di Yoon, affermando che la Corea del Sud è un partner molto apprezzato della Nato. “Apprezziamo la partnership con voi perché la sicurezza non è regionale, la sicurezza è globale”, ha affermato. “Ciò che accade nell’Indo-Pacifico è importante per l’Europa e ciò che accade in Europa è importante per l’Indo-Pacifico”. Nell’ambito dell’ITPP, le due parti hanno concordato di tenere regolari colloqui a livello di lavoro e di alto livello su questioni politiche e militari, spingendo al contempo per la partecipazione della Corea del Sud alle discussioni della Nato sulle tecnologie emergenti e la difesa informatica.

Il partenariato richiede inoltre l’istituzione di un organismo di consultazione per rafforzare le capacità antiterrorismo tra la Corea del Sud e la Nato, spingendo per la partecipazione della Corea del Sud alle esercitazioni e ai gruppi di lavoro antiterrorismo della Nato. Le altre aree di cooperazione rientrano nei temi della cooperazione pratica per l’interoperabilità tra le esercitazioni militari della Corea del Sud e della NATO, la cooperazione scientifica e tecnologica, la risposta al cambiamento climatico nel campo della sicurezza, la partecipazione delle donne per la pace e la stabilità internazionale e la pubblica diplomazia per accrescere la consapevolezza del partenariato Corea del Sud-Nato. Yoon ha ribadito il fermo sostegno della Corea del Sud all’Ucraina nella sua guerra contro la Russia, e il capo della Nato ha ringraziato il governo sudcoreano per la sua assistenza al popolo ucraino. I due hanno anche discusso dei programmi nucleari e missilistici della Corea del Nord. “Il presidente Yoon ha sottolineato che la comunità internazionale deve inviare un messaggio fermo in risposta alle provocazioni nucleari e missilistiche illegali della Corea del Nord e ha chiesto il continuo sostegno della Nato”, ha affermato il leader di Seoul. “Il segretario generale Stoltenberg – secondo quanto ha riferito l’ufficio presidenizale sudcoreano – ha ribadito la sua posizione di sostenere gli sforzi del governo sudcoreano per la completa denuclearizzazione della Corea del Nord e una pace sostenibile nella penisola coreana”.

Kishida: con la Nato nuovo documento di cooperazione

Kishida: con la Nato nuovo documento di cooperazioneRoma, 11 lug. (askanews) – Il primo ministro giapponese Fumio Kishida ha dichiarato oggi che il Giappone e la Nato rilasceranno un nuovo documento di cooperazione per la sicurezza, a fronte delle crescenti preoccupazioni geopolitiche che investono anche l’Asia-Pacifico. Lo riferisce l’agenzia di stampa Kyodo.

Prima di lasciare Tokyo per partecipare al summit Nato di Vilnius, Kishida ha detto ai giornalisti che è ansioso di utilizzare il vertice come un’opportunità per “ribadire la cooperazione con paesi che la pensano allo stesso modo nel sostenere l’ordine internazionale libero e aperto basato su regole”. Kishida e il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg dovrebbero rilasciare il nuovo documento per sancire il rafforzamento della cooperazione tra il Giappone e l’Alleanza atlandica in settori come la sicurezza marittima, la risposta alla disinformazione e lo spazio, hanno affermato fonti del governo di Tokyo.

Kishida ha dichiarato che incontrerà, a margine del summit, il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a cui dirà che intende rafforzare l’aiuto all’Ucraina per la ricostruzione. Il Giappone non può fornire armi a Kiev per motivi costituzionali, ma fornisce materiali non letali. Durante i suoi colloqui con Yoon, Kishida spiegherà il piano del Giappone per il rilascio in mare di acqua trattata dalla centrale nucleare di Fukushima, dopo che l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha dato il via libera al progetto.

Giovedì Kishida incontrerà il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Bruxelles, secondo le fonti del governo di Tokyo. Durante il suo tour europeo di quattro giorni fino a venerdì, Kishida dovrebbe tenere colloqui bilaterali ancge con leader di diversi altri paesi, ha affermato il ministero degli Esteri giapponese.

Sorella di Kim Jong Un: aerei-spia Usa se la vedranno brutta

Sorella di Kim Jong Un: aerei-spia Usa se la vedranno bruttaRoma, 11 lug. (askanews) – La potente sorella minore del leader nordcoreano Kim Jong Un, Kim Yo Jong, ha di nuovo avvertito oggi che Pyongyang è pronta a buttar giù i jet spia statunitensi che si troveranno ad affrontare “situazioni molto critiche” una volta in cui dovessero fare intrusioni nei cieli nordcoreani.

“Ho già notificato in anticipo che le nostre forze aeree sono autorizzate al contrasto. In caso di ripetute intrusioni illegali, le forze statunitensi si troveranno ad affrontare situazioni di volo molto critiche”, ha detto Kim, secondo0 quanto riferito dall’agenzia di stampa ufficiale KCNA. Kim Yo Jong è ufficialmente vicedirettrice del Comitato centrale del Partito dei lavoratori coreani, il partito unico incentrato sulla figura del leader supremo. Ieri è stata la stessa sorella del numero uno ad aver informato che un aereo spia americano era entrato all’interno della zona di identificazione di difesa aerea nordcoreana.

Minacciando che la Corea del Nord intraprenderà “azioni chiare e risolute” contro i voli di sorveglianza statunitensi che entrano oltre la linea di demarcazione militare nelle acque marittime, Kim ha affermato ieri che potrebbe verificarsi un incidente “scioccante”. Nell’ultima dichiarazione, Kim ha affermato che gli aerei da ricognizione statunitensi si sono introdotti nella “zona economica marittima” per commettere quello che ha definito un “atto di spionaggio aereo”.

“L’aereo da ricognizione strategica dell’aeronautica americana si è introdotto illegalmente nella zona economica marittima dal lato della Repubblica democratica popolare di Corea nel Mare orientale otto volte”, ha detto la sorella di Kim Jong Un. La sorella del leader ha anche criticato la Corea del Sud per essere intervenuta, sostenendo che si tratta di una questione “tra l’esercito popolare coreano e le forze statunitensi”, e ha invitato il Sud a “smettere di agire in modo sfacciato e stare zitto immediatamente”.

In una conferenza stampa il colonnello Lee Sung-jun, portavoce dello Stato maggiore congiunto di Seoul, ha definito le ultime osservazioni di Kim “non degne di considerazione” e ha sottolineato che la Corea del Sud e gli Stati Uniti stanno mantenendo una posizione di preparazione militare necessaria. “Come sapete, la zona economica esclusiva è dove c’è libertà di navigazione e sorvolo, e anche se ci fosse un volo sopra di essa, non usiamo un’espressione del genere come intrusione”, ha detto. “E’ evidente che con questo pretesto sta facendo una sorta di rivendicazione, si può vedere che hanno un obiettivo interno o costruiscono la logica per una provocazione”.