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RSF: libertà di stampa a rischio in Europa, l’Italia perde 5 posizioni

RSF: libertà di stampa a rischio in Europa, l’Italia perde 5 posizioniMilano, 3 mag. (askanews) – Il nuovo rapporto sulla libertà della stampa pubblicato da Reporters sans Frontières descrive un’Europa che deve fronteggiare una “organizzazione” e subisce “l’influenza tossica del Cremlino”.


La classifica annuale di RSF vede infatti peggioramenti importanti nei Balcani e in tutta l’Europa orientale, ma non solo. “Nonostante l’Unione Europea abbia adottato la sua prima legge sulla libertà dei media, l’EMFA, e il fatto che tre Paesi europei – Norvegia, Danimarca e Svezia – siano ancora in cima alla classifica, i politici cercano di ridurre lo spazio per il giornalismo indipendente”, si legge nel rapporto. Nello specifico si punta l’attenzione sui leader di Ungheria e Slovacchia, Viktor Urban e Robert Fico, ma tra i Paesi europei dove la libertà di stampa è messa in difficoltà dalle ingerenze dei governi e della politica ci sono anche Malta e la Grecia, che stanno in fondo alla classifica. Perde cinque posizioni anche l’Italia della premier Giorgia Meloni, che si posiziona al 46esimo posto, mentre prima occupava il 41esimo. “Alcuni gruppi politici – si legge ancora nel report di RSF – alimentano l’odio e la sfiducia nei confronti dei giornalisti insultandoli, screditandoli e minacciandoli. Altri stanno orchestrando un’acquisizione dell’ecosistema mediatico, sia attraverso media di proprietà statale sotto il loro controllo, sia attraverso media di proprietà privata attraverso acquisizioni da parte di uomini d’affari alleati. L’Italia di Giorgia Meloni – dove un membro della coalizione parlamentare al potere sta cercando di acquisire la seconda più grande agenzia di stampa (AGI) – è scesa di cinque posizioni quest’anno”.

Piantedosi studia formule intermedie allo scioglimento dei Comuni per mafia

Piantedosi studia formule intermedie allo scioglimento dei Comuni per mafiaRoma, 3 mag. (askanews) – Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sta studiando una riforma della normativa sullo scioglimento dei Comuni per condizionamento mafioso che, oltre “all’ipotesi scioglimento o non scioglimento”, preveda “formule intermedie” con un “accompagnamento dell’ente verso una riconduzione a maggiore aderenza a principi di legalità e di sottrazione del condizionamento della propria attività”.


Si tratta – ha spiegato Piantedosi partecipando a Torino al seminario “Riforme e carta europea dell’autonomia locale principi e prospettive”, organizzato dal Dipartimento Affari interni e territoriali del Viminale – di un “delicatissimo tema” che “vorremmo curare: abbiamo in mente qualche cosa, credo abbastanza condiviso sul piano politico, ma che poi dovranno trovare realizzazione. L’esperienza ci insegna che senza deflettere su questa importantissima funzione, presidio della legalità e dell’autenticità dell’azione delle amministrazioni territoriali, anche rispetto ai possibili condizionamenti delle organizzazioni criminali, tuttavia qualche volta, rispetto all’ipotesi scioglimento o non scioglimento, probabilmente l’immaginazione di formule intermedie, nei casi in cui ve ne siano i presupposti, di non dissolvimento, ma di accompagnamento dell’ente verso una riconduzione a maggiore aderenza a principi di legalità e di sottrazione del condizionamento della propria attività può essere una formula che in molti casi può salvare il principio democratico di espressione del libero voto dei cittadini”. Il titolare del Viminale ha ricordato che è “una formula già proficuamente attiva nei condizionamenti criminali sulle attività economiche con le interdittive antimafia, che prevede formule di affiancamento delle aziene e delle imprese quando ci sono contaminazioni occasionali”.


“È un tema che mi riguarda molto e interessa molto, quello degli scioglimenti per presunto condizionamento, portato avanti spesso con decisioni sofferte e laceranti”, ha concluso il ministro.

Balnerari, Consiglio Stato boccia proroghe Comuni: subito le gare Ue

Balnerari, Consiglio Stato boccia proroghe Comuni: subito le gare UeRoma, 30 apr. (askanews) – Mannaia del Consiglio di Stato sulle nuove proroghe alle concessioni balneari decise da diversi Comuni. Con una sentenza del marzo scorso pubblicata oggi, il massimo organo di giustizia amministrativa esaminando un ricorso dello scorso di un proprietario di stabilimento balneare ha riaffermato con forza la non rinnovabilità delle concessioni scadute lo scorso 31 dicembre e la necessità imperativa di metterle a gara in applicazione della normativa Ue della direttiva Bolkeinstein, richiamando i “principi della Corte di Giustizia Ue, 20 aprile 2023, e a tutta la giurisprudenza europea precedente di dare immediatamente corso alla procedura di gara per assegnare la concessione in un contesto realmente concorrenziale”.


L’ottava sezione del Consiglio di Stato, inoltre, nel motivare la sua decisione sottolinea inoltre la necessità anche di aumentare gli spazi di spiaggia libera sulle coste italiane per allinearsi lla direttiva Ue. All’ opposoto di quango sostenuto dalla recente mappatura governativa delle spiagge italiane che invece sosteneva la non scarsitò delle stesse sui nostri litorali.

Gianfranco Fini condannato a due anni e otto mesi per la casa Montecarlo

Gianfranco Fini condannato a due anni e otto mesi per la casa MontecarloRoma, 30 apr. (askanews) – Condannato due anni ed 8 mesi di reclusione l’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, per l’accusa di riciclaggio in relazione alla vicenda della casa di Montecarlo.


I giudici della IV sezione del Tribunale di Roma hanno condannato a 5 anni per riciclaggio la signora Elisabetta Tulliani, compagna di Gianfranco Fini. Sei anni ha avuto il fratello di lei, Giancarlo, mentre il padre, Sergio, è stato condannato a 5 anni.  Al centro della vicenda giudiziaria c`è la vendita della casa di Montecarlo, lasciata in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni
ad Alleanza Nazionale, che sarebbe stata acquistata, secondo l’accusa, da Giancarlo Tulliani attraverso società off-shore. 


 

In settimana arrivano due perturbazioni “guasta Primavera”

In settimana arrivano due perturbazioni “guasta Primavera”Roma, 29 apr. (askanews) – La settimana appena iniziata non sarà tranquilla dal punto di vista meteo: questa fase della Primavera sarà infatti guastata da nuove perturbazioni destinate a portare tanta pioggia su buona parte dell’Italia. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, ci dice che nel corso della giornata odierna un campo di alta pressione di origine sub-tropicale riuscirà a garantire il sole un po ovunque e soprattutto temperature ben oltre le medie: a titolo di esempio, su Sicilia e Sardegna si potranno sfiorare i 28-30°C durante le ore pomeridiane, così come in Toscana.


Si tratterà però di una tregua dal maltempo: infatti, un profondo ciclone atlantico posizionato tra Isole Britanniche e Penisola Iberica invierà un primo fronte temporalesco che farà peggiorare il tempo già dal pomeriggio/sera di martedì 30 aprile a partire dal Nord Ovest e dalle due Isole Maggiori. La fase più intensa è prevista in concomitanza con il primo maggio: la Festa dei Lavoratori vedrà dunque un elevato rischio temporalesco, soprattutto al Centro-Nord e, a causa dei forti contrasti tra masse d’aria diverse, i fenomeni potrebbero risultare localmente intensi e grandinigeni. Tra giovedì 2 e venerdì 3 maggio un secondo impulso instabile darà il via ad una nuova fase fortemente perturbata con frequenti occasioni per temporali; secondo gli ultimi aggiornamenti saranno ancora una volta a maggiore rischio le regioni del Centro-Nord e parte del versante tirrenico meridionale.


Prosegue dunque il trend meteo climatico di questa primavera in cui si stanno susseguendo ondate di caldo fuori stagione a fasi invece marcatamente instabili e temporalesche; al momento, infatti, manca una figura atmosferica stabile, in grado di dominare sul bacino del Mediterraneo.

Il Papa a Venezia nel carcere all’Isola della Giudecca: non isolare la dignità, può essere occasione di rinascita

Il Papa a Venezia nel carcere all’Isola della Giudecca: non isolare la dignità, può essere occasione di rinascitaCittà del Vaticano, 28 apr. (askanews) – Papa Francesco a Venezia in visita al carcere femminile alla Giudecca. Il pontefice è giunto in elicottero da Roma ed è atterrato nel piazzale antistante alla casa circondariale.


Al suo arrivo, il pontefice è stato accolto dal Patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, dal Provveditore Rosella Santoro, dalla Direttrice della struttura, Mariagrazia Felicita Bregoli e dal Comandante della Polizia Penitenziaria, Lara Boco. Nel Cortile interno della Casa di Reclusione, ha incontrato le detenute alla presenza di alcuni volontari. E qui Francesco ha tenuto il suo primo discorso in terra veneziana. Le carceri sono realtà difficili spesso aggravate da problematiche come sovraffollamento, violenze e carenze di strutture ma sia sempre un luogo di rinascita per chi ha sbagliato. A chiederlo è stato oggi Papa Francesco da Venezia durante la visita nel carcere femminile della Giudecca.


Prendendo la parola e incontrando nel cortile del penitenziario alcune detenute, Francesco ha denunciato come attualmente “il carcere è una realtà dura, e problemi come il sovraffollamento, la carenza di strutture e di risorse, gli episodi di violenza, vi generano tanta sofferenza”. Però, ha subito aggiunto, “può anche diventare un luogo di rinascita, morale e materiale, in cui la dignità di donne e uomini non è ‘messa in isolamento’, ma promossa attraverso il rispetto reciproco e la cura di talenti e capacità, magari rimaste sopite o imprigionate dalle vicende della vita, ma che possono riemergere per il bene di tutti e che meritano attenzione e fiducia”. “Per questo – ha ricordato il Pontefice nel suo discorso – è fondamentale che anche il sistema carcerario offra ai detenuti e alle detenute strumenti e spazi di crescita umana, spirituale, culturale e professionale, creando le premesse per un loro sano reinserimento. Non ‘isolare la dignità’, ma dare nuove possibilità! Non dimentichiamo che tutti abbiamo errori di cui farci perdonare e ferite da curare, e che tutti possiamo diventare guariti che portano guarigione, perdonati che portano perdono, rinati che portano rinascita”, ha concluso Papa Francesco.

Il caso, il Centro antiviolenza di Aosta denuncia: donne costrette a sentire il battito del feto prima di abortire

Il caso, il Centro antiviolenza di Aosta denuncia: donne costrette a sentire il battito del feto prima di abortireRoma, 27 apr. (askanews) – “Sono pervenute al Centro donne contro la violenza di Aosta segnalazioni di donne che, giunte in presidi sanitari pubblici del territorio regionale per accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, sono state negli stessi luoghi sottoposte a indebite interferenze e pressioni da parte di volontari, consistenti nell’imporre l’ascolto del battito fetale o nella promessa di sostegni economici o beni di consumo, con il preciso intento di dissuaderle dalla scelta di abortire, personalissima e spesso sofferta”. E’ quanto denuncia il Centro donne contro la violenza di Aosta che “in sinergia con i Centri antiviolenza aderenti alla rete nazionale Di.Re – Donne in rete contro la violenza, avvierà pertanto azioni di monitoraggio della corretta applicazione della legge 194/1978 nel territorio regionale, e azioni di sensibilizzazione e resistenza, sostenendo le donne e valutando con esse, qualora ne ricorrano le condizioni e nel rispetto della loro volontà, ogni iniziativa utile a tutela delle stesse”.


“Il Centro donne – si legge in una nota – condivide, infatti, le preoccupazioni da più parti espresse per la scelta del Governo di prevedere, con un emendamento alla legge 194, la possibilità per i consultori, presidi pubblici di accoglienza e tutela della salute della donna, di concordare la presenza delle c.d. associazioni pro-vita, non solo a supporto dei percorsi di maternità difficile dopo la nascita, ma anche nella delicatissima fase di maturazione della decisione di interrompere, o meno, la gravidanza. La scelta legislativa di autorizzare il ricorso, in questa fase, alla presenza di enti del terzo settore che ideologicamente si battono per l’abolizione della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, porta con sé il rischio concreto di vittimizzazioni dovute all’esercizio di pressioni psicologiche sulle donne, come dimostrano i casi verificatisi anche in Valle d’Aosta. L’aborto non è una concessione ma un diritto della donna e deve essere garantito dalla possibilità di rivolgersi ai consultori, alla presenza di figure professionali qualificate, senza il pericolo di essere sottoposte a giudizi morali o a manipolazioni”.

Scossa di terremoto magnitudo 3,9 nella zona dei Campi Flegrei, avvertita anche a Napoli

Scossa di terremoto magnitudo 3,9 nella zona dei Campi Flegrei, avvertita anche a NapoliNapoli, 27 apr. (askanews) – Questa mattina alle 5.44 nella zona dei Campi Flegrei (Napoli), si è verificata una scossa di terremoto di magnitudo 3,9 con epicentro in mare vicino alle coste di Bacoli. Ne dà notizia l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.


Il sisma è stato avvertito anche in molte zone di Napoli. “Non registriamo danni a cose e persone. Abbiamo ben percepito una nuova scossa legata al bradisismo dei Campi Flegrei. Tra le più forti da quando stiamo rivivendo la recrudescenza del fenomeno sismico. Sono in contatto con l’Osservatorio Vesuviano e la Protezione Civile Nazionale”. Ad affermarlo in un post su Facebook è il sindaco del comune di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione. “Ho convocato il Centro Operativo Comunale e stiamo operando in sinergia con la Prefettura di Napoli. La situazione – continua il sindaco – è sotto monitoraggio costante. Mi rendo conto delle preoccupazioni. Ma vi invito a mantenere la calma. Vi terrò costantemente informati. Io sono a vostra completa disposizione, come sempre, insieme a tutta la struttura municipale”.


Appello anche dal sindaco di Pozzuoli Gigi Manzoni: “La scossa di questa mattina è stata forte, 3.9 la magnitudo registrata dai sismografi dell’Osservatorio Vesuviano. Come accade in queste occasioni ci siamo attivati subito con i volontari della Protezione Civile e la Polizia Municipale. Al momento non si segnalano danni, per eventuali segnalazioni potete utilizzare i numeri della Centrale Operativa della Polizia Municipale: 081/8551891 e quelli della Protezione Civile: 081/18894400”, conclude Manzoni.

Terremoti, scossa nei Campi Flegrei di magnitudo 3,9 all’alba

Terremoti, scossa nei Campi Flegrei di magnitudo 3,9 all’albaNapoli, 27 apr. (askanews) – Questa mattina alle 5.44 nella zona dei Campi Flegrei (Napoli), si è verificata una scossa di terremoto di magnitudo 3,9 con epicentro in mare vicino alle coste di Bacoli. Ne dà notizia l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.


Il sisma è stato avvertito anche in molte zone di Napoli. “Non registriamo danni a cose e persone. Abbiamo ben percepito una nuova scossa legata al bradisismo dei Campi Flegrei. Tra le più forti da quando stiamo rivivendo la recrudescenza del fenomeno sismico. Sono in contatto con l’Osservatorio Vesuviano e la Protezione Civile Nazionale”. Ad affermarlo in un post su Facebook è il sindaco del comune di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione. “Ho convocato il Centro Operativo Comunale e stiamo operando in sinergia con la Prefettura di Napoli. La situazione – continua il sindaco – è sotto monitoraggio costante. Mi rendo conto delle preoccupazioni. Ma vi invito a mantenere la calma. Vi terrò constamente informati. Io sono a vostra completa disposizione, come sempre, insieme a tutta la struttura municipale”.


Appello anche dal sindaco di Pozzuoli Gigi Manzoni: “La scossa di questa mattina è stata forte, 3.9 la magnitudo registrata dai sismografi dell’Osservatorio Vesuviano. Come accade in queste occasioni ci siamo attivati subito con i volontari della Protezione Civile e la Polizia Municipale. Al momento non si segnalano danni, per eventuali segnalazioni potete utilizzare i numeri della Centrale Operativa della Polizia Municipale: 081/8551891 e quelli della Protezione Civile: 081/18894400”, conclude Manzoni.

Omicidio Cerciello Rega, assolto il Cc che bendò Hjorth

Omicidio Cerciello Rega, assolto il Cc che bendò HjorthRoma, 26 apr. (askanews) – Assolto “perché il fatto non costituisce reato” Fabio Manganaro, il carabiniere finito a processo per aver bendato dopo il fermo Gabriel Natale Hjorth, il ventenne americano arrestato con l’amico Finnegan Lee Elder per l’omicidio del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. La sentenza è stata decisa dai giudici della I sezione della corte d’appello della Capitale. In primo grado Manganaro aveva avuto due mesi di pena, con pena sospesa. Accolta, in sostanza, la richiesta del pg. Il reato contestato era quello di ‘misura di rigore non consentita dalla legge’.


“Questa sentenza deve essere letta e quando ci saranno le motivazioni dovrà essere approfondita dall’ex presidente del consiglio, Giuseppe Conte e dall’ex comandante dei carabinieri, il generale Giovanni Nistri che per primi ebbero a condannare, senza nemmeno approfondire e attendere gli esiti processuali, l’operato di un militare che in 25 anni di servizio ha onorato l’Arma”. Lo ha detto l’avvocato Roberto De Vita, difensore del carabiniere Fabio Manganaro assolto oggi in appello, a Roma, rispetto al caso del bendaggio del giovane statunitense Gabriel Natale Hjorth. “Questa sentenza ristabilisce quella fiducia verso la giustizia che le conclusioni del pm in primo grado e con la sentenza del giudice monocratico avevano fatto smarrire”, ha aggiunto il penalista.