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Derby di Roma, sequestrati coltelli, spranghe e mazze agli ultrà

Derby di Roma, sequestrati coltelli, spranghe e mazze agli ultràRoma, 5 gen. (askanews) – Si sono svolti all’insegna della prevenzione i servizi che, dalle prime ore del mattino fino alle fasi immediatamente pre-gara, hanno visto le Forze di Polizia in campo nell’area perimetrale rispetto allo stadio Olimpico. Dopo l’ingresso all’interno dello stadio dei gruppi riconducibili alle due componenti ultras, riferisce la Polizia di Stato con una nota, si è registrata la presenza di due aliquote – pari a circa 300 persone – rispettivamente attestate in piazzale ponte Milvio e nei pressi del bar River. In entrambi i casi, molti dei componenti dei predetti gruppi si presentava travisato, indossando caschi e oggetti atti ad offendere.


Lo schieramento delle Forze di Polizia a delimitare il confine delle aree rispettivamente destinate a ciascuna tifoseria, così come già pianificato nelle ore antecedenti dalla Questura, ha consentito di impedire l’avanzare del gruppo dei tifosi romanisti, così come dei sostenitori laziali, ciascuno dei quali è rimasto nella posizione iniziale. Si precisa che, all’esito di mirate attività di bonifica che sono state poste in essere dai contingenti della forza pubblica e dai numerosi equipaggi delle Forze di Polizia schierati in campo nella cornice degli imponenti servizi preventivi, sono stati rinvenuti e sequestrati – su entrambi i fronti delle tifoserie ultras – numerosi oggetti atti ad offendere e contundenti.


Nel dettaglio, prosegue il comunicato, tra il materiale rinvenuto, sono state intercettate aste in plastica modificate con punte metalliche taglienti, oltre a coltelli da cucina, mazze da baseball, nonché mazze di legno, alcune delle quali anche abbinate ad artifizi pirotecnici ad elevato potenziale. Numerosi sono anche i coltelli che sono stati rinvenuti occultati all’interno di alcune aiuole, in particolare nell’area nord dello stadio. Si segnala altresì come, durante le fasi di accesso della tifoseria laziale all’interno dello stadio per l’allestimento della coreografia nel settore curva Nord, un supporter bianco celeste è stato trovato in possesso di un cacciavite e di un ulteriore oggetto atto ad offendere. Per tale circostanza, il giovane – un ventenne romano – è stato denunciato e sottoposto a Daspo. Proseguono i servizi in occasione dell’afflusso all’insegna del rigore. (fonte immagine: Polizia di Stato).

Il Papa all’Angelus: “Dio non si ferma mai”, apre “finestre di luce”

Il Papa all’Angelus: “Dio non si ferma mai”, apre “finestre di luce”Roma, 5 gen. (askanews) – Di fronte alle sfide, “Dio non si ferma mai: trova mille modi per arrivare a tutti e a ciascuno di noi, là dove ci troviamo, senza calcoli e senza condizioni, aprendo anche nelle notti più oscure dell’umanità finestre di luce che il buio non può coprire”. Lo ha affermato papa Francesco, durante la recita dell’Angelus a piazza San Pietro.


“Cari fratelli e sorelle, buona domenica! E complimenti, siete coraggiosi con questa pioggia… Oggi il Vangelo, parlandoci di Gesù ci dice che ‘la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta’. Ci ricorda, cioè, quanto è potente l’amore di Dio, che non si lascia vincere da nulla e che, al di là di ostacoli e rifiuti, continua a risplendere e a illuminare il nostro cammino”, ha sottolineato il pontefice, “Lo vediamo nel Natale, quando il Figlio di Dio, fattosi uomo, supera tanti muri e tante divisioni. Affronta la chiusura di mente e di cuore dei “grandi” del suo tempo, preoccupati più di difendere il potere che di cercare il Signore. Condivide poi la vita umile di Maria e Giuseppe, che lo accolgono e crescono con amore, ma con le possibilità limitate e i disagi di chi non ha mezzi. Erano poveri. Si offre, fragile e indifeso, all’incontro con i pastori, uomini dal cuore segnato dalle asprezze della vita e dal disprezzo della società; e poi con i Magi, che spinti dal desiderio di conoscerlo affrontano un lungo viaggio e lo trovano in una casa di gente comune, in grande povertà. Di fronte a queste e a tante altre sfide – sembrano contraddizioni – Dio non si ferma mai: sentiamolo bene, (Dio) trova mille modi per arrivare a tutti e a ciascuno di noi, là dove ci troviamo, senza calcoli e senza condizioni, aprendo anche nelle notti più oscure dell’umanità finestre di luce che il buio non può coprire”. “È una realtà che ci consola e che ci dà coraggio, specialmente in un tempo come il nostro, un tempo non facile, dove c’è tanto bisogno di luce, di speranza e di pace, un mondo dove gli uomini a volte creano situazioni così complicate, che sembra impossibile uscirne”, ha aggiunto il Santo Padre, “Ma oggi la Parola di Dio ci dice che non è così: anzi, ci chiama a imitare il Dio dell’amore, aprendo spiragli di luce dovunque possiamo, con chiunque incontriamo, in ogni contesto: familiare, sociale, internazionale. Ci invita a non aver paura di fare il primo passo, questo è l’invito di oggi del Signore…non abbiamo paura di fare il primo passo, anche se ci vuole coraggio per farlo. Spalancando finestre luminose di vicinanza a chi soffre, di perdono, di compassione e di riconciliazione. Questi sono i tanti primi passi che noi dobbiamo fare, per rendere il cammino più chiaro, sicuro e possibile per tutti”. E “questo invito risuona in modo particolare nell’Anno giubilare da poco iniziato, sollecitandoci a essere messaggeri di speranza con semplici ma concreti “sì” alla vita, con scelte che portano vita. Facciamolo, tutti: è questa la via della salvezza!”, ha concluso papa Francesco, “E allora, all’inizio di un nuovo anno, possiamo chiederci: in che modo io posso aprire una finestra di luce nel mio ambiente e nelle mie relazioni? Dove posso essere uno spiraglio che lascia passare l’amore di Dio? Qual è il primo passo che io dovrei fare oggi? Maria, stella che guida a Gesù, ci aiuti a essere per tutti testimoni luminosi dell’amore del Padre”.

Autostrade: al via da ieri il controesodo, previsti 8 mln transiti

Autostrade: al via da ieri il controesodo, previsti 8 mln transitiRoma, 5 gen. (askanews) – Nel primo sabato dell’anno ha avuto inizio l’attesa fase di controesodo con i primi rientri al termine delle festività natalizie. Nel complesso, durante le tre giornate di controesodo si stimano circa 8 milioni di transiti lungo la rete di Autostrade per l’Italia.


In accordo con le previsioni, già dalla mattinata di ieri la circolazione sulla rete di Autostrade per l’Italia è risultata particolarmente intensa con tempi di percorrenza significativamente superiori alla media soprattutto – spiega un comunicato – lungo le direttrici che da sud conducono verso il nord Italia come la A1 Milano-Napoli e la A14 Bologna-Taranto e nel nord-ovest in direzione Milano. La circolazione rimarrà molto sostenuta lungo gli stessi tratti durante la giornata di oggi e in quella di domani, lunedì 6 gennaio, in cui si registrerà l’ultima fase dei rientri. (Segue).

Sardegna, il destino di Todde in mano giudici e Consiglio regionale

Sardegna, il destino di Todde in mano giudici e Consiglio regionaleRoma, 4 gen. (askanews) – Il provvedimento riguardo la decadenza della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, non è “immediamente esecutivo”. L’ordinanza di ingiunzione, emessa dalla corte d’appello, “prevede l’avvio della procedura di decadenza ai sensi dell’articolo 15, comma 7 della legge 515 del 1993. Pertanto, non c’è alcuna decadenza immediata”. Insomma “la presidente continua ad agire nella pienezza dei suoi poteri”.


Dopo il vertice di maggioranza della mattinata e la breve conferenza stampa della governatrice resta da gestire il procedimento per le presunte irregolarità sul rendiconto delle spese elettorali. Gli atti sono già all’attenzione del Consiglio regionale, ma è molto probabile che la giunta per le elezioni voglia attendere l’esito dei ricorsi giudiziari. “Si vedrà”, si ripete. Ci sono dubbi, anche dei più esperti amministrativisti, riguardo poi a quale sia il ‘giudice naturale’. “Può essere quello ordinario oppure quello del Tar”, si spiega. Di sicuro si dovrebbe approdare in entrambe i casi in Cassazione, forse con un procedimento da istruire a Sezioni unite. Il dato certo è che se venise dichiarata la decadenza della Todde ‘cadrebbero’ anche i 59 consiglieri di maggioranza e opposizione. Subito, entro 90 giorni, la convocazione di nuove elezioni.

Sardegna, Todde: sono al lavoro, legittimata ad andare avanti

Sardegna, Todde: sono al lavoro, legittimata ad andare avantiRoma, 4 gen. (askanews) – “Sono serenamente al lavoro, come potete vedere, dopo anche un confronto con la mia maggioranza. Ovviamente l’atto amministrativo, arrivato dalla Corte di appello, seguirà il suo percorso e sarà gestito dai miei avvocati. Ribadisco la piena fiducia nei confronti della magistratura ed anche nei confronti del comitato che mi ha rappresentato per le elezioni. Posso dire che ho la piena motivazione e la piena legittimazione di continuare a lavorare per i sardi e così farò”. Lo ha detto la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, nel corso di una conferenza stampa dopo il vertice con i capigruppo di maggioranza sul caso della decadenza. Il video dell’incontro con i media è stato pubblicato dall’Unione Sarda. “Noi siamo stati eletti per servire i sardi, e questo faremo finché non ci sono atti definitivi. Il tema della legittimazione non si pone finché non ci sono atti definitivi”, ha continuato Todde.

Giustizia, Santalucia: il referendum sulla separazione delle carriere? Vincono i no

Giustizia, Santalucia: il referendum sulla separazione delle carriere? Vincono i noRoma, 4 gen. (askanews) – “Pronostico sul referendum sulla separazione delle carriere: chi vince?”, chiede la giornalista del quotidiano ‘Il Dubbio’. Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, risponde: “Vinceranno i no: il popolo italiano saprà apprezzare il fatto che questa Costituzione ha dato tanto e ha molto da dare e non si farà ingannare da una semplificazione quella sì pericolosa per cui il referendum potrebbe essere una sorta di sondaggio di gradimento sulla magistratura”.


Questo un passaggio della lunga intervista rilasciata dal magistrato eletto il 5 dicembre 2020 e che a breve terminerà il suo mandato. Non si dice contento di lasciare “ma soddisfatto del lavoro svolto da me insieme al Comitato direttivo centrale e alla Giunta esecutiva. Non mancherà la platea televisiva e le attenzioni dei media. “Partecipavo in rappresentanza dell’Anm e sono soddisfatto di come l’associazione sia riuscita a riconquistare lo spazio che le compete nel dibattito pubblico sulla giustizia”. Santalucia ha poi negato ogni prossima possibile candidatura in politica. “Mai”. In questi anni si è fatto più amici o nemici, dentro e fuori la magistratura? “Dentro la magistratura spero molti amici e fuori dalla magistratura non credo che si possa parlare di amicizia, ma credo che si possa parlare di rispetto”. Con il ministro Nordio c’è “grande simpatia umana, ma allo stesso modo sono entrato in relazioni di empatia sia con il ministro Bonafede che con la ministra Cartabia”.


Con chi ha avuto più momenti di tensione? “Non parlerei di momenti di tensione personale, ma certamente con il Ministro Nordio la tensione è legata al tema delle riforme costituzionali, rispetto alle quali l’Anm è fortemente contraria”. Qual è stato il miglior ministro della giustizia che lei ricordi e perché? “Certamente annovererei il ministro Flick, che era stato lungimirante su alcune riforme, penso ad esempio a quella sulle cosiddette pagelle. La magistratura avrebbe dovuto sostenere di più quelle riforme. E poi Orlando, il cui lavoro ho conosciuto da vicino e che ha dimostrato che si possono fare tante cose per migliorare la giustizia senza toccare minimamente il quadro costituzionale e senza avere la pretesa di riforme palingenetiche di sistema”. “Avevo trovato una Anm disorientata, in grande difficoltà perché travolta dal cosiddetto scandalo Palamara, attraversata da diffidenze interne. Credo di lasciarne una unita, con maggiore compattezza interna e con quella serenità che si è tradotta in una capacità di essere interlocutore credibile”. Così il presidente della Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, nella intervista rilasciata a ‘Il Dubbio’. Che caratteristiche dovrebbe avere il futuro presidente dell’Anm? “Capacità di ricercare, senza stancarsi mai, un punto di convergenza delle varie visioni che possono esserci all’interno dell’Anm. Fermezza nel rappresentare la linea che si è formata attraverso quella estenuante ricerca di un punto di convergenza”. La mgistratura, comunque, deve “recuperare un rapporto di maggiore confidenza con l’utenza nel lavoro quotidiano. L’immagine della magistratura dipende non soltanto dall’Anm e quindi dal suo organo di rappresentanza, ma anche da come ciascun magistrato ogni giorno interpreta il suo ruolo”, ha detto Santalucia.


Sulla politica. “Penso che l’attuale maggioranza di governo sconti un errore di fondo nel rapportarsi al mondo giudiziario, come se – e mi riferisco al tema immigrazione – il lavoro dei giudici fosse un ulteriore elemento di inutile complessità rispetto a problemi già molto complessi che la politica si trova ad affrontare”. Poi ‘Dobbiamo temere un ritorno del fascismo in Italia?’. “Il ritorno di fenomeni sociopolitici credo non si riproponga mai nella storia. Quello a cui dobbiamo stare attenti, ma non solo in Italia, è lo strisciante mutamento culturale che riguarda molti Paesi dell’Occidente: non bisogna mai pensare che una maggiore efficienza sul tema della sicurezza, ad esempio, si raggiunga comprimendo i diritti”. In merito alla situazione delle carceri sono “assolutamente preziose” le indicazioni del presidente Mattarella, spiega Santalucia: “Non c’è migliore politica di sicurezza di quella che scommette sul rispetto all’interno del carcere dei diritti dei detenuti, perché solo in questo modo, una volta restituiti alla società, avranno maggiori capacità di non ricadere negli errori passati; solo un carcere rispettoso dei diritti dà sicurezza”.

Il Papa: mai fare bullying a scuola, porre le basi per un mondo migliore

Il Papa: mai fare bullying a scuola, porre le basi per un mondo miglioreRoma, 4 gen. (askanews) – “Sentitevi chiamati a elaborare e trasmettere una nuova cultura, fondata sull’incontro tra le generazioni, sull’inclusione, sul discernimento del vero, del buono e del bello; una cultura della responsabilità, personale e collettiva, per affrontare le sfide globali come le crisi ambientali, sociali ed economiche, e la grande sfida della pace. A scuola voi potete ‘immaginare la pace’, ossia porre le basi di un mondo più giusto e fraterno, con il contributo di tutte le discipline e con la creatività dei bambini e dei giovani. Ma se a scuola voi fate la guerra fra di voi, se a scuola voi fate i bulli con le ragazze e i ragazzi che hanno qualche problema, questo è prepararsi per la guerra non per la pace! Per favore, mai fare il bullying! Avete capito questo?”. Così Papa Francesco nel corso dell’udienza di stamane nell’aula Paolo VI. La risposta ‘Sì’ dei presenti ha poi fatto sottolineare al Pontefice: “Mai fare il bullying! Lo diciamo tutti insieme? Dai! Mai fare il bullying! Coraggio e avanti. Lavorate su questo”. Così ha detto il Santo Padre parlando ai rappresentanti dell’Unione Cattolica, insegnanti, dirigenti, educatori, formatori; all’Associazione italiana maestri cattolici; all’Associazione genitori scuole cattoliche. Papa Francesco ha sottolineato l’importanza della speranza “che supera ogni desiderio umano, perché apre le menti e i cuori sulla vita e sulla bellezza eterna”. Insomma ha detto ancora il Pontefice: “La scuola ha bisogno di questo! Sentitevi chiamati a elaborare e trasmettere una nuova cultura, fondata sull’incontro tra le generazioni, sull’inclusione, sul discernimento del vero, del buono e del bello; una cultura della responsabilita’, personale e collettiva, per affrontare le sfide globali come le crisi ambientali, sociali ed economiche, e la grande sfida della pace”.


Il Santo Padre ha spiegato: “A me fa dolore quando vedo i bambini che non sono educati e che vanno a lavorare, tante volte sfruttati o che vanno a cercare da mangiare o cose da vendere dove ci sono i rifiuti. E’ duro! E di questi bambini ce ne sono!”. Perché – ha ricordato – “il Giubileo ha molto da dire al mondo dell’educazione e della scuola”. Ed i “pellegrini di speranza” sono “tutte le persone che cercano un senso per la propria vita e anche coloro che aiutano i più piccoli a camminare su questa strada. Un buon insegnante – ha detto ancora – è un uomo o una donna di speranza, perché si dedica con fiducia e pazienza a un progetto di crescita umana. La sua speranza non è ingenua, è radicata nella realtà, sostenuta dalla convinzione che ogni sforzo educativo ha valore e che ogni persona ha una dignità e una vocazione che meritano di essere coltivati”.

Giustizia, l’Anm denuncia numerosi malfunzionamenti della App penale

Giustizia, l’Anm denuncia numerosi malfunzionamenti della App penaleRoma, 4 gen. (askanews) – “Con il decreto 27 dicembre 2024 numero 206 il ministero dà il via al generalizzato deposito con modalità esclusivamente telematica di atti e documenti a partire dal primo gennaio 2025 per la maggior parte dei procedimenti della procura della Repubblica presso il tribunale ordinario, della procura europea e del tribunale ordinario. In relazione a tali uffici, snodi fondamentali della giurisdizione e dunque e della tutela del cittadino, si sono prorogati (in alcuni casi di soli tre mesi) i termini di transizione al nuovo regime digitale, peraltro limitatamente a pochi procedimenti e senza tenere nel debito conto il rischio per l’efficienza della giurisdizione che potrà provocare la massiva, improvvisata e immediata digitalizzazione del processo penale. Si pretende di mandare in esercizio i moduli più complessi ed estesi di un applicativo informatico (APP) senza che lo stesso sia stato efficacemente testato presso gli uffici, e tanto pur sinora essendosi registrati di continuo numerosissimi malfunzionamenti”. Ad affermarlo è una nota della Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati.


“Malgrado le numerose criticità rilevate da pressoché tutti gli uffici chiamati alla sperimentazione del sistema – prosegue la nota – si è altresì proceduto non prendendo in adeguata considerazione la scarsità di risorse e di infrastrutture tecnologiche che consentano ai Tribunali di celebrare efficacemente i processi per il tramite delle tecnologie digitali. Si agisce come se gli uffici fossero stati, tutti e da tempo, dotati di postazioni pc con accesso ad APP, nelle aule d’udienza e nelle camere di consiglio. Si opera come se il personale amministrativo e giudiziario fosse stato dotato di una idonea struttura di assistenza per la immediata gestione delle criticità. E tali rilievi sono del resto soltanto alcuni di quelli recentemente formulati dal CSM nelle sue considerazioni, di cui il Ministero ha tenuto conto in minima parte. Nulla di nuovo sotto il sole”. “Già in queste due prime giornate di avvio – sottolinea la Giunta – numerosissime in tutt’Italia sono state le segnalazioni di errori di sistema. Ci si chiede cosa avverrà a partire dal prossimo 7 gennaio, quando in modo più consistente, riprenderanno le udienze del dibattimento penale in tutti i Tribunali. A partire da quel momento, le criticità già profilatesi incideranno negativamente sulle attività giudiziarie per le quali non è stata preservata la temporanea possibilità di proseguire con il sistema di deposito a doppio binario. Che ne sarà della gestione di una udienza dibattimentale, di una richiesta di patteggiamento o di una lista testimoniale, qualora il sistema di deposito telematico non funzionasse?”. “Anche per il tanto atteso Processo Penale Telematico si deve allora constatare una grave carenza di risorse e di strategie organizzative, con le inevitabili conseguenze sull’efficienza del servizio giustizia. Eppure i segnali di allarme erano stati lanciati da tempo, dalla magistratura associata e dal CSM, che per tempo si erano posti nella prospettiva di evidenziare lacune e criticità, e ciò proprio al fine di realizzare la massima efficienza possibile con una compiuta digitalizzazione del processo penale. Ma tali segnalazioni, tese alla leale collaborazione in vista di un obiettivo da tutti condiviso, sono rimaste inascoltate. Tutto si potrà dire meno che non si tratti di un fallimento annunciato”, continua la Giunta dell’Anm.

Sardegna, Todde dichiarata decaduta. Governatrice: impugnerò

Sardegna, Todde dichiarata decaduta. Governatrice: impugneròMilano, 3 gen. (askanews) – “Il collegio regionale di garanzia elettorale ha dichiarato decaduta dalla carica di consigliere regionale Alessandra Todde, che perderebbe quindi anche quella di presidente della Regione Sardegna”. Lo anticipa il sito de L’Unione Sarda, spiegando che sarebbero state rilevate delle inadempienze dal vaglio delle spese della campagna elettorale di inizio 2024 che hanno portato questa sera “all’emissione di un’ordinanza ingiunzione indirizzata al Consiglio regionale, che deve stabilire una data per la decisione sulla decadenza: la decisione è affidata alla massima assemblea sarda”.


La governatrice in una nota ha annunciato che “la notifica della Corte d’Appello è un atto amministrativo che impugnerò nelle sedi opportune: ho piena fiducia nella magistratura e non essendo un provvedimento definitivo continuerò serenamente a fare il mio lavoro nell’interesse del popolo sardo”.

A Capodanno meno feriti e incidenti: decurtati 22mila punti patente

A Capodanno meno feriti e incidenti: decurtati 22mila punti patenteRoma, 3 gen. (askanews) – A Capodanno 2025, grazie al massiccio impegno delle Forze dell’ordine, si registra una significativa riduzione degli incidenti stradali e dei feriti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In una nota congiunta del ministero dell’interno e di quello delle infrastrutture si informa che nella notte del 31 dicembre 2024 sono state impiegate 27.200 pattuglie della Polizia Stradale e dell’Arma dei Carabinieri che hanno garantito controlli capillari su tutto il territorio nazionale. L’attività di prevenzione e vigilanza ha portato a un calo del 21% degli incidenti stradali.


Si sono verificati: 429 incidenti stradali (rispetto ai 482 del 2024); e ci sono stati 240 feriti (in calo rispetto ai 305 del 2024) mentre le vittime sono passate da 10 a nove. Nel corso dei controlli, sono state contestate 12.040 violazioni al Codice della Strada, tra cui: 4.134 per superamento dei limiti di velocità; 538 per mancato uso delle cinture di sicurezza; 153 per uso scorretto del cellulare alla guida. In totale, sono stati decurtati 22.127 punti patente e ritirate 357 patenti di guida, così suddivise: 153 per uso scorretto del cellulare; 135 per guida in stato di ebbrezza alcolica; 8 per guida sotto l’effetto di droghe; 61 per superamento del limite di velocità di oltre 40 km/h e altre violazioni. Per il Capodanno sono stati sottoposti a verifiche con etilometri e precursori 6.287 conducenti, con i seguenti risultati: 135 sanzioni per guida in stato di ebbrezza alcolica; 8 sanzioni per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.


Un risultato che dà conto dell’impegno delle Forze dell’ordine e dell’efficacia delle nuove norme del decreto sicurezza stradale e modifiche al Codice della strada. Soddisfazione dei ministri dell’Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Piantedosi e Matteo Salvini. “Un ringraziamento alle forze dell’ordine – ha detto Piantedosi – che nei giorni a cavallo di capodanno hanno messo in campo uno sforzo straordinario per garantire la sicurezza dei cittadini sulle strade. Questo impegno, insieme alla crescente consapevolezza da parte dei cittadini sui rischi derivanti da condotte improprie, ha consentito di registrare un risultato significativo per quanto riguarda il calo degli incidenti e delle loro tragiche conseguenze”.


“Le nuove regole sono state oggetto di una campagna di falsità senza precedenti, ma i primissimi dati sono confortanti e smentiscono molti detrattori – afferma Salvini – Ringrazio le tante persone che stanno sostenendo la mia azione che ha come unico obiettivo quello di salvare vite e ridurre gli incidenti sulle strade, a partire da numerose associazioni di vittime della strada e tanti genitori che hanno perso i propri figli a causa di comportamenti sbagliati di altri. Questi primi numeri, in attesa di dati più approfonditi, sono la migliore risposta a chi in queste settimane ha fatto polemica, a volte inventando perfino notizie totalmente false”.