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”Grande storia dei Giubilei”, un libro per ricostruire il significato

”Grande storia dei Giubilei”, un libro per ricostruire il significatoRoma, 26 nov. (askanews) – Che cos’è il Giubileo? Quale Papa lo inventò? A che scopo? Dove lo si celebra? Qual è stato il più sfarzoso? E quello più austero? A queste e altre curiosità risponde l’avvincente ricostruzione storica di Anna Maria Foli, studiosa di religioni e storia della Chiesa, che sulla base di cronache, documenti, curiosità e nuove scoperte, racconta una tradizione millenaria, mettendone in risalto fede e devozione, riti e liturgie, trionfalismi e contraddizioni. Il volume, edito da TSEdizioni, si intitola “Grande storia dei Giubilei”.


Il Giubileo, o Anno Santo, è un grande evento religioso che dal 1300 ha scandito la storia del cattolicesimo e della città di Roma, assumendo connotati diversi: periodo di preghiera e rinnovamento interiore, ma anche occasione di prestigio e consolidamento del potere pontificio, strumento per raccogliere fondi a sostegno di finalità più temporali, parentesi di Un grande libro per conoscere tutti i segreti dell’Anno Santo a partire dalle sue origini ebraiche fino al Giubileo del 2025 indetto da papa Francesco. L’autrice è Anna Maria Foli. Traduttrice ed editor, studiosa di tradizioni e storia della Chiesa, ha pubblicato vari volumi per Piemme, Libreria Editrice Vaticana, Sperling & Kupfer, San Paolo, per la maggior parte di carattere spirituale e religioso. Per TS Edizioni è autrice di Laudate Dominum. Le più belle preghiere della tradizione (2024), Erbario monastico. Dall’antica sapienza di monasteri e conventi le erbe, i fiori e le piante che curano e nutrono per ritrovare energia fisica, mentale e spirituale (2024), La farmacia di Dio. Antichi rimedi per la salute, il buon umore, la bellezza e la longevità dalla tradizione monastica e francescana (20222), Ricette d’Oriente. Le religioni a tavola (2022), La cucina come una volta. Storie, segreti e antiche ricette da monasteri e conventi (2021).

La Biennale Arte di Pedrosa chiude con 700mila visitatori

La Biennale Arte di Pedrosa chiude con 700mila visitatoriVenezia, 25 nov. (askanews) – Numeri ancora una volta importanti per la Biennale Arte: la 60esima Esposizione Internazionale, intitolata “Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere” e curata da Adriano Pedrosa, ha fatto registrare a Venezia una delle più alte affluenze di pubblico di sempre.


Con una crescita del 18% rispetto all’edizione pre-Covid del 2019 e seconda solo alla precedente del 2022 – “Il latte dei sogni”, a cura di Cecilia Alemani, aveva registrato il record di 800.000 visitatori – la Biennale Arte 2024 ha riporta la vendita di 700.000 biglietti (circa 3.300 i visitatori medi giornalieri), cui si aggiungono le 27.966 presenze durante la pre-apertura. Un risultato che è particolarmente significativo se si pensa al progetto curatoriale, dedicato a tutte le periferie del mondo e con molti artisti poco o per nulla noti al grande pubblico, con grande attenzione al mondo queer e a tutte le forme di non conformismo culturale e sociale. Una Biennale che ha guadato oltre l’Occidente, spesso denunciando i limiti drammatici di un modello di sviluppo, il nostro, che nei fatti sta devastando il pianeta. Poi, ovviamente, si è trattato anche di una esposizione consapevole dello stare all’interno del Sistema dell’arte, ma la postura scelta resta per tanti versi rivoluzionaria, in linea con una visione che l’istituzione Biennale di Venezia ha portato avanti negli ultimi anni, soprattutto nelle Mostre di Architettura.


Il pubblico che ha visitato la Biennale Artr proviene per il 59% dall’estero e per il 41% dall’Italia, con una forte presenza dei giovani e di studenti under 26 che sono stati più di 190.000, pari al 30% dei visitatori totali. Si è inoltre registrato un importante aumento del 20% delle scuole primarie; mentre il 35% delle scuole proviene dall’estero. Miglior risultato di sempre anche per la partecipazione delle categorie fragili alla Mostra che quest’anno ha registrato un +67%. Il dato, commentano da Ca’ Giustinian, “conferma la costante e crescente attenzione della Biennale per attività legate all’accessibilità del patrimonio culturale e in particolare delle arti contemporanee nei confronti di persone con disabilità o in situazioni di disagio sociale o emarginazione”.


“Salutiamo con nostalgia la Biennale Arte di Adriano Pedrosa – ha detto il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco – il suo entusiasmante successo e la sua grande lezione: siamo tutti Stranieri Ovunque. Le opere nella mostra da lui curata hanno valicato i confini dei Giardini e dell’Arsenale per entrare nel quotidiano e nel nostro orizzonte mentale. In questo tempo così difficile per il mondo, l’arte ci ricorda che tutto è polemos tra culture, punti di vista, passato e avvenire. Ma ci insegna anche che la direzione della vita è nell’incontro del tu, del noi, oltre la disperata solitudine dell’io. Siamo tutti Stranieri Ovunque nell’attraversamento dei mondi, nel vissuto dell’esistenza, e dunque nel divenire della bellezza e della nostra stessa libertà, laddove ci stringe il comune sentire dell’arte”. “Con la chiusura della Biennale Arte 2024, dopo una settimana di straordinarie performance – ha aggiunto il curatore Pedrosa – sono grato soprattutto agli artisti che hanno partecipato alla Mostra, allo staff della Biennale, al mio team, a tutti i prestatori, le gallerie, gli sponsor e i donor che hanno supportato l’Esposizione con tanta generosità, così come sono grato ai 700.000 visitatori che sono venuti a vedere la mostra. Sono grato al presidente Roberto Cicutto per avermi nominato e al presidente Pietrangelo Buttafuoco per il suo sostegno. È sempre malinconico vedere una mostra di questa portata giungere alla fine, tuttavia, in un certo senso il viaggio continua. Adesso sono curioso di vedere che futuro avrà Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere, soprattutto per la comprensione, l’accoglienza e la visibilità degli artisti del Sud del mondo, così come degli artisti indigeni, queer, autodidatti e delle figure del XX secolo provenienti da Africa, Asia e America Latina”.


Le porte di Arsenale e Giardini ora si chiudono, per riaprirsi poi dal 10 maggio per la Biennale Archiettura di Carlo Ratti, che apre la stagione 2025, che vedrà, come ogni anno, i festival di Teatro, Danza, Cinema e Musica. Ma l’attenzione è anche puntata sull’annuncio del curatore della Biennale Arte del 2026, che sarà la prima grande scelta interamente fatta dal presidente Buttafuoco: una nomina che, in un certo senso, potrebbe indicare molto del percorso dei prossimi anni dell’istituzione veneziana e della postura che si vorrà assumere di fronte al contemporaneo dopo gli anni del desiderio e della grande apertura al resto del mondo delle presidenze di Baratta e Cicutto.

L’Arte dell’Ascolto attraverso 120 interviste con grandi italiani

L’Arte dell’Ascolto attraverso 120 interviste con grandi italianiRoma, 24 nov. (askanews) – Sono 120 le interviste ai grandi italiani con 34 ore di musica su Spotify, nel “libro sonoro” di Filippo Poletti, edito da Guerini Next e in uscita il 26 novembre “L’Arte dell’ascolto: musica al lavoro”. Ad accompagnare la lettura delle 384 pagine è la playlist pubblicata su Spotify e composta da 34 ore di ascolti dei brani citati nelle 120 interviste, dalla tragedia greca fino a Vasco Rossi e Taylor Swift.


Il lettore può immergersi nell’ascolto tout court, ossia quell’arte necessaria alla corretta dialettica in ambito privato e sociale, essenziale per il buon funzionamento democratico, e anche in azienda, in famiglia, in amore, in amicizia, in politica, in comunicazione, ma sempre più dimenticata dalla società contemporanea. Personalità di ogni ambito professionale come Francesco Alberoni, Piero Angela, Giorgio Armani, Enzo Biagi, Norberto Bobbio, Walter Bonatti, Mike Bongiorno, Gillo Dorfles, Renato Dulbecco, Eugenio Finardi, Dario Fo, Vittorio Gregotti, Umberto Guidoni, Margherita Hack, Enzo Jannacci, Rita Levi-Montalcini, Alda Merini, Franco Modigliani, Indro Montanelli, Nicola Piovani, Carlo Rambaldi, Gianfranco Ravasi, Antonio Ricci, Gavino Sanna, Tiziano Sclavi, i fratelli Taviani, Antonio Tabucchi, Beatrice Venezi, Carlo Verdone, Luigi Veronelli, Umberto Veronesi, Bruno Vespa, Paolo Villaggio, Stefano Zecchi e Antonino Zichichi.


Musicologo, top voice di Linkedln in Italia con studi di chitarra e composizione, ma anche tecnico del suono, scrittore e giornalista: forse solo una personalità che associa un’inesauribile curiosità alla tenacia e la concretezza come Filippo Poletti poteva dedicarsi per ben 25 anni a un lavoro così monumentale sul tema essenziale dell’ascolto e, nel farlo, riporre l’accento sulla sua indiscutibile utilità pratica, quotidiana, declinata in tutti gli ambiti dei rapporti sociali, a partire dal mondo del lavoro. Spiega Filippo Poletti: “Sono partito da una domanda semplice ma inusuale: come si ascolta la musica da Nobel? Qual è la playlist dei grandi italiani degli ultimi 100 anni? E, ancora, cosa significa ascoltare la musica da alpinista, archeologo, architetto, astrofisico, attore, biblista, chef, cineasta, critico musicale, deejay, dietologo, economista, enigmista, enogastronomo, etologo, giurista, filologo, filosofo, fisico, gioielliere, giornalista, imprenditore, matematico, medico, musicista, notaio, pittore, poeta, pubblicitario, regista, scrittore, sociologo e sportivo? A queste domande ho cercato di rispondere con questo ‘libro sonoro’, una vera e propria ‘storia della ricezione musicale’, suggerendo 4 tipi di ascolto abbinati a 4 colori, rispettivamente giallo, verde, rosso e blu”.


Dal 1999, ancora giovane musicologo e aspirante giornalista professionista, Filippo Poletti ha iniziato la sua personalissima indagine, andando alla caccia di grandi personalità, poi proseguita, come un fiume carsico, che ha percorso tutta la sua carriera, riproponendola ad ogni incontro importante o ad ogni nuova amicizia, convinto che “se gli ascolti sommati fanno tante vite, l’ascolto attivo è una competenza chiave nelle relazioni umane. Ieri, oggi e domani, infatti, affinare la capacità di ascoltare attivamente, non passivamente, servirà sempre”. Da qui la necessità di declinare gli esiti della lunghissima indagine in chiave concreta, proponendo di leggere le parole dei grandi italiani e di ascoltare i brani citati con una playlist creata ad hoc su Spotify. “L’Arte dell’ascolto: musica al lavoro” è, dunque, un libro infinitamente stratificato e che offre molteplici approcci di lettura, dall’aneddotica biografica al manuale divulgativo, e che oltre ad ascoltare consapevolmente, come gesto di maturità personale e sociale, ci insegna anche a superare, attraverso l’esperienza altrui, la contrapposizione tra i generi, uscendo da logiche gerarchiche che proprio nei 100 anni rappresentati dai protagonisti delle interviste hanno spesso demotivato tanto pubblico alla frequentazione della musica, definita “forte” o “debole” da Filippo Poletti seguendo Quirino Principe. E forse “L’arte dell’ascolto: musica al lavoro” è anche il libro tanto atteso da Ezio Bosso, ricordato nel volume, per “togliere la paura” e spalancare finalmente le orecchie senza pregiudizi.

Libri, l’ineluttabile bisogno di ritrovarsi in “Una risma di carta”

Libri, l’ineluttabile bisogno di ritrovarsi in “Una risma di carta”Milano, 23 nov. (askanews) – Lenita Fabbri, avvocata di professione, debutta nel mondo della scrittura con il suo primo romanzo, Una risma di carta (Scatole Parlanti): un autoritratto intimista che condensa, in pochi ma profondi interrogativi irrisolti, i valori e le aspirazioni di una donna matura. La protagonista, con una determinazione quasi disperata, si chiede il “perché” dei dolorosi passaggi della vita che sembrano sfuggirle, come l’inspiegabile fine di un amore vissuto intensamente.


Per affrontare questi quesiti, ripetuti quasi ossessivamente, Fabbri alterna il racconto di episodi di vita reale a momenti onirici carichi di simbolismo. Gli elementi simbolici, inizialmente abbozzati e avvolti in una sorta di nebbia narrativa, si schiariscono man mano che la scrittura evolve, rivelando il desiderio ostinato di decifrare il mistero di una “stanza opaca”, di un “uomo in silenzio” e di un enigma che sembra racchiudere l’essenza stessa della vita. Il romanzo si presenta con una scrittura semplice e lineare, quasi ingenua nelle prime pagine, per poi aprirsi gradualmente a concetti più complessi. Come cerchi concentrici, la narrazione si avvolge attorno a simboli ricorrenti: una stanza enigmatica, un rebus, l’uomo silenzioso e i sogni che intrecciano i ricordi d’infanzia. Tra questi, emergono immagini potenti: lo spaventoso mare dalle infinite possibilità, la dolcezza protettiva del padre, una risma di carta che rappresenta le parole della vita; e un paio di scarpe, simbolo del coraggio di camminare da soli.


È proprio nei sogni che l’autrice cerca le risposte alle sue domande, e nelle parole fissate sulle “pagine come quadri” della risma di carta che trova la chiave per riscoprire il proprio DNA emotivo, la propria identità di donna e i nodi cruciali del suo vissuto. La risma diventa il simbolo di una soluzione: un contenitore di pensieri quotidiani da esplorare e mettere in ordine per arrivare al cuore delle cose. Il romanzo di di Fabbri è un viaggio interiore alla ricerca di sé, un invito a ricomporre con uno sguardo rinnovato la propria storia di vita per raggiungere una piena consapevolezza. È il racconto dell’ineluttabile bisogno di ritrovarsi e di dare un senso ai frammenti che compongono il proprio cammino.

Giubileo, confronto a san Paolo su kit pellegrini: speranza e gentilezza

Giubileo, confronto a san Paolo su kit pellegrini: speranza e gentilezzaRoma, 23 nov. (askanews) – Si è svolta presso la suggestiva cornice dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura, si è svolta con grande successo la tavola rotonda dedicata al Giubileo del 2025, dal titolo “Un cammino fraterno di speranza, gentilezza e gratitudine”. L’evento è stato aperto dai saluti dell’Abate dell’Abbazia Dom Donato Ogliari, Abate e ha visto la partecipazione di illustri relatori provenienti dal mondo religioso, politico e culturale.


La lectio magistralis di Suor Katia Roncalli, Responsabile Generale della Fraternità Evangelii Gaudium, ha inaugurato i lavori offrendo preziose riflessioni sul “kit del pellegrino”. A seguire, Don Sergio Mercanzin ha approfondito il tema della gentilezza, mentre l’Avvocato Maurizio Scelli ha emozionato il pubblico con la sua testimonianza sul coordinamento del Giubileo degli ammalati del 2000. Don Alfredo Tedesco, direttore della pastorale giovanile della Diocesi di Roma, ha concluso gli interventi con un toccante messaggio sull’importanza dei giovani, autentici portatori di speranza. Durante l’evento, ideato, organizzato e moderato da Giampietro Maria Teodori – fondatore del CeSFFI e da Rossana Parrinello – Responsabile Eventi Corporate e Ambasciatrice di gentilezza, è stato promosso anche un ambizioso progetto innovativo di inclusione sociale dal titolo “L’accolto accoglie”.


Un’atmosfera resa ancora più unica e avvolgente grazie all’esibizione della cantante lirica Chiara Crescente e alla violinista Fabiola Gaudio protagoniste di un’interpretazione emozionante dell’Ave Maria di Caccini e di Pacem in Terris. Una tavola rotonda speciale, contraddistinta da una partecipazione sentita, che ha lasciato un segno su come diventare pellegrini di speranza, in un cammino di fraternità e gratitudine verso il prossimo.

”Roma Arte in Nuvola”: domani al via la quarta edizione

”Roma Arte in Nuvola”: domani al via la quarta edizioneMilano, 21 nov. (askanews) – Roma si prepara ad accogliere da domani venerdì 22 fino a domenica 24 novembre la quarta edizione di Roma Arte in Nuvola, uno degli appuntamenti più attesi nel panorama dell’arte moderna e contemporanea nazionale e internazionale, ideata e diretta da Alessandro Nicosia, prodotta da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con la direzione artistica di Adriana Polveroni e promossa con Eur S.p.A. Un vero e proprio hub artistico a tutto tondo, dove artisti, gallerie, appassionati, insieme alle grandi istituzioni, anch’esse parte attiva nella programmazione della manifestazione, si incontrano per offrire un’esperienza nelle molteplici anime della creatività all’interno di una location esclusiva: la Nuvola.


In questo scenario d’eccezione si trova di tutto, 140 gallerie nazionali e internazionali, nuovi approcci alla realtà e un tuffo nel magma dell’arte contemporanea, un caleidoscopio di forme e colori, un’immersione giocosa nell’arredo estetico e concettuale nel nostro presente, qui è viva e presente la definizione che “L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni” (P. Picasso). Nel percorso di crescita della fiera sempre in divenire – che quest’anno vedrà protagonista il Portogallo come Paese ospite – si affiancano eventi collaterali che animeranno i corridoi della Nuvola, arricchendo l’esperienza di questa nuova edizione. Eccellenza e attenzione allo sviluppo culturale del territorio sono la conferma delle collaborazioni istituzionali con il Ministero della Cultura, la Direzione Generale Creatività Contemporanea, con la Fondazione MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, con l’Istituto centrale per la grafica, con la Direzione generale Archivi e il Museo delle Civiltà, fino alla Regione Lazio e Roma Capitale; main sponsor Banca Ifis che, per l’occasione, allestirà uno spazio dedicato ad Antonio Canova esponendo 12 busti inediti del maestro veneziano, recentemente ritrovati e restaurati grazie al supporto di Ifis art.


Roma Arte in Nuvola 2024 sarà un’occasione unica per intraprendere un viaggio emozionante tra le migliori proposte artistiche e le nuove avanguardie in grado di catturare l’interesse non solo di addetti ai lavori, ma anche di un pubblico di giovani neofiti attirati dalla scoperta di un nuovo modo di intendere l’arte.

Libri, esce “Mamma torna presto”: il primo romanzo di Laura Latino

Libri, esce “Mamma torna presto”: il primo romanzo di Laura LatinoRoma, 21 nov. (askanews) – Esce in libreria “Mamma torna presto!” il primo romanzo di Laura Latino, avvocato, ideatrice del blog Just4Mom (oltre 40mila follower sia su Instagram che su Facebook) che dà forma, con questo testo, alla sua innata passione per la scrittura e a una storia avvincente e intrigante, divertente e serissima nella quale, tra colpi di scena, momenti di grande ilarità e tragicomici, l’autrice affronta uno dei temi più spinosi della nostra epoca: quello delle donne madri e in carriera.


“Amo leggere e amo scrivere di qualsiasi cosa, ma un giorno mi sono resa conto di non aver mai letto o scritto qualcosa che veramente mi rappresentasse. Così mi sono buttata, poi appassionata e, adesso, eccoci qua con la pubblicazione”, spiega Laura Latino. Un libro che non si ispira a qualcuno in particolare, né alla sua vita né a quella di qualche amica ma che ha il sapore di entrambe: “In ogni personaggio c’è qualcosa di ciò che sono o di ciò che vorrei essere”.


Un romanzo che si prepara ad essere il primo di una serie: “Il seguito è già tutto nella mia testa. È come se i miei personaggi vivessero davvero. Immagino anche cosa stiano facendo in questo momento”. Luca Rallo, fondatore di Brandtopia e di Brandtopia Edizioni, afferma: “Quando ho letto in anteprima questo libro, mi sono chiesto perché nessuno ancora avesse pubblicato una storia così coinvolgente sin dalle prime righe. Laura scrive molto bene, è evidente che la sua è una dote innata, riuscendo ad entrare subito in empatia con il lettore”.


“Mamma torna presto!” è la storia di Anna, madre e professionista, alle prese con le sfide quotidiane legate alla maternità, al lavoro e ai sensi di colpa: “La storia ideata da Laura esplora la condizione delle donne con ironia e realismo: la madre in carriera, protagonista del libro, affronta una continua tensione tra le esigenze professionali e familiari. Per conciliare questi aspetti, è fondamentale adottare un approccio realistico, che permetta di ridimensionare le aspettative e abbandonare l’idea di perfezione. Il supporto della famiglia a casa e del team al lavoro, insieme a modalità di lavoro flessibili, possono consentire alle donne di alleggerire il peso della responsabilità e di dedicarsi tanto ai figli quanto alla crescita professionale. Da uomo e padre, mi sento di dire che è fondamentale agevolare e supportare le donne in questo delicato percorso con tutto l’aiuto possibile”, conclude Luca Rallo. “Mamma Torna Presto!” di Laura Latino è disponibile in formato cartaceo e lo sarà presto anche in digitale. Il romanzo conta 148 pagine e ha un prezzo di copertina di €15,00. È possibile acquistarlo nelle principali librerie italiane e su piattaforme online come Amazon, youcanprint, Feltrinelli, IBS e Mondadori Store.

Libri, “Selvaggia” è il nuovo romanzo di Leandra Pavorè

Libri, “Selvaggia” è il nuovo romanzo di Leandra PavorèRoma, 21 nov. (askanews) – Un ritorno atteso, quello di Leandra Pavorè, in veste di scrittrice, con il suo terzo romanzo “Selvaggia” edito da Armando Editore. Un lavoro che conserva il carattere autobiografico delle precedenti opere; dopo il successo di “Storia di una vita” e” Il mio amico gay” (con prefazione di Alessandro Cecchi Paone) è il Brasile degli anni ’70 e ’80 lo scenario delle vicende narrate, vicende coinvolgenti e per lo più divertenti, tuttavia non mancano, nel romanzo, momenti drammatici, malinconici, intensi, momenti di riflessione e pura commozione che toccano profondamente il cuore del lettore. 


“Quali sono le forze che determinano il nostro destino? Chi stabilisce in che famiglia nasciamo, in quale luogo, in quale stato, in quale epoca?”. Queste le domande che riecheggiano, fin dalla tenera età, nella mente della nostra “selvaggia” protagonista Leandra, bambina esuberante, vivace, curiosa e intelligente, catapultata in un mondo che le va stretto, a cui decide di ribellarsi assecondando la sua indole indomita. Una giovane irrefrenabile, curiosa e dinamica, ma anche spavalda, che non esita a mettersi nei guai con il solo scopo di sfidare l’autorità, o per il puro piacere di divertire e stupire. Il suo senso di giustizia è più forte delle regole, delle imposizioni e dei compromessi; il suo approccio alla vita la costringe a vivere situazioni anche dolorose, ma da “selvaggia” qual è, niente può abbatterla: ogni difficoltà diventa una prova di coraggio, la rende più forte e determinata, grazie alla forza della fede e dell’amore.


Un libro avvincente, che riempie di energia: il lettore è catturato nel mondo di Leandra fin dalla prima pagina, cresce, va a scuola con lei e subisce le punizioni anche fisiche della maestra, va a casa con lei e vede la madre smarrita nel gestire una figlia così irruenta che tenta di arginare con le punizioni, la segue in convento dove credeva di poter vivere a pancia piena e senza sforzi, sulle rive di un fiume quando aggredisce una giovane amica, insomma impossibile annoiarsi, anzi, si finisce per identificarsi e per amare questa monella, con tutte le sue emozioni amplificate perché, come lei stessa afferma, “l’unico dono di cui sono sprovvista e che avrebbe valorizzato il mio patrimonio è il senso della misura”. Il libro sarà presentato per la prima volta il 29 novembre alle ore 17.30 a Palazzo Facchi di Brescia.

”Più libri più liberi”, l’edizione 2024 dedicata a Giulia Cecchettin

”Più libri più liberi”, l’edizione 2024 dedicata a Giulia CecchettinMilano, 20 nov. (askanews) – Dal 4 all’8 dicembre torna a Roma Più libri più liberi, la fiera Nazionale interamente dedicata alla Piccola e Media Editoria. La manifestazione, promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE), come ogni anno si terrà nello scenografico edificio de La Nuvola dell’Eur. Quest’anno 597 espositori, provenienti da tutto il Paese, presenteranno al pubblico le novità e il proprio catalogo. Cinque giorni e più di 700 appuntamenti in cui ascoltare autori, assistere a letture, confronti, dibattiti e incontrare gli operatori professionali. L’inaugurazione ufficiale della fiera si svolgerà il 4 dicembre, alle ore 10.30 alla Nuvola.


“L’edizione di Più libri più liberi 2024 è in memoria di Giulia Cecchettin, ammazzata l’11 novembre 2023, e di Giacomo Gobbato, ammazzato il 21 settembre 2024 per difendere una donna che era stata aggredita, e questo perché la violenza sulle donne non riguarda solo le donne ma riguarda tutti noi – sottolineano gli organizzatori -. È dedicata a Patricia Chendi, editor della casa editrice Marsilio, che aveva portato in Italia, tra altri autori, Madeline Miller, grande passione di lettrici e lettori e di quelle lettrici e di quei lettori che sono i booktoker, e a Ernesto Franco, direttore editoriale dell’Einaudi, studioso e saggista. Più libri più liberi è la fiera dell’Associazione Italiana Editori, e grandi o piccoli, indipendenti o di gruppo, facciamo tutti lo stesso lavoro, ed è un mestiere prima di tutto fatto di persone. Ricordiamo i nomi. Misuriamo il tempo con i nomi, con le storie, con i libri”. Più libri più liberi è promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori, con il sostegno del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura, Regione Lazio, Roma Capitale, Camera di Commercio di Roma e ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, con il contributo di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e di Poste Italiane. È realizzata in collaborazione con Istituzione Biblioteche di Roma, ATAC azienda per i trasporti capitolina, EUR Spa, Dior e si avvale della Main Media Partnership di Rai con il Giornale della Libreria. La manifestazione è presieduta da Annamaria Malato e diretta da Fabio Del Giudice. Il programma è a cura di Chiara Valerio.


La piccola e media editoria in Italia nel 2023 ha pubblicato 49.107 novità, in crescita rispetto all’anno precedente (+2,6%) e pari al 60% dell’offerta editoriale complessiva. Le case editrici attive, micro, piccole e medie, sono 5.187, +3,3% rispetto al 2022. La quota di mercato nei canali trade (librerie fisiche e online e supermercati) nel 2023 è stata pari al 46,7%, in linea con quella dell’anno precedente. Il tema di questa 23esima edizione è “La misura del mondo” e “rende omaggio alla ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Marco Polo, viaggiatore e autore de Il Milione. Da questo capolavoro della letteratura di viaggio ai romanzi classici contemporanei, l’edizione 2024 di Più libri più liberi è dedicata all’immaginazione che è misura esatta del mondo e di ciò che esso contiene. Se leggere è percorrere nuovi territori e pensieri, i libri ne diventano la carta geografica”.

Arte, a Roma “Pau Lab”, la mostra di Pau dei Negrita

Arte, a Roma “Pau Lab”, la mostra di Pau dei NegritaRoma, 20 nov. (askanews) – Alla Galleria SpazioCima di Roma apre “Pau Lab”, la mostra dedicata alla visione artistica di Paolo Bruni, meglio conosciuto come Pau, storico frontman dei Negrita. L’inaugurazione si terrà il 27 novembre (alle 18:30), offrendo al pubblico un viaggio immersivo all’interno del caleidoscopico universo creativo dell’artista. Dopo anni dedicati alla musica, Pau ha scoperto nella pittura un nuovo linguaggio espressivo. “L’arte per me è una fedele compagna di vita, una sana ed irrinunciabile dipendenza”, ha raccontato l’artista, che nel 2019, durante il lockdown, ha trovato nei pennelli e nei colori un mezzo per tradurre la complessità della vita. “Ho vissuto un’emergenza espressiva totalizzante, come salvifica”. La mostra sarà visitabile gratuitamente fino a domenica 12 gennaio.


“Pau Lab” rappresenta una sintesi della sua carriera come artista figurativo. In quattro anni, Pau ha saputo affermarsi nel panorama artistico italiano con personali e collettive di prestigio, condividendo spazi espositivi con nomi come Banksy, Jago e persino Andy Warhol. “La mia tecnica è un work in progress continuo. Non mi piace fossilizzarmi su un unico linguaggio, e il prossimo step sarà probabilmente più interessante del precedente”, ha spiegato l’artista, che con “Pau Lab” propone una selezione di opere che spazia dalla pittura al disegno, dalla linoleografia alla digital art, fino a superfici sperimentali come graffiti e pop art. Tra i lavori esposti spiccano le Sante Suerte, i provocatori Minimal Mouse e l’imponente El Toro, insieme a opere che fondono figurativo e astratto, realtà e immaginazione. “L’arte riempie gli spazi che la musica lascia liberi, aggiungendo un nuovo senso alla mia vita: la vista,” ha concluso l’artista, che continuerà a dividersi tra pennelli e chitarra con il prossimo album dei Negrita in arrivo.