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Giorgetti: definito l’accordo con l’Ue per l’estensione del rientro deficit a 7 anni

Giorgetti: definito l’accordo con l’Ue per l’estensione del rientro deficit a 7 anniRoma, 16 ott. (askanews) – “Ieri abbiamo definito l’accordo con la Commissione europea per quanto riguarda i contenuti del piano strutturale per l’estensione a 7 anni”. Lo ha annunciato il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso della conferenza stampa sulla manovra.


Per questo obiettivo, ha suiegato, “oltre al Pnrr ci sono gli impegni assunti dal governo che ci permettono di fare un quadro di finanzia pubblica dei prossimi 5 anni coerente con legge di bilancio”.

Nucleare, Urso: entro anno quadro legislativo ritorno a centrali

Nucleare, Urso: entro anno quadro legislativo ritorno a centraliRoma, 16 ott. (askanews) – “Con lo sviluppo delle rinnovabili è assolutamente fondamentale proporre al Paese il ritorno al nucleare”. Così il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, presentando al Cnel il Libro verde sulla politica industriale made in Italy 2030 aggiungendo che “il Governo presenterà alla fine di quest’anno un quadro legislativo per il ritorno al nucleare di terza generazione avanzata o di quarta generazione”.


“Può dare piena competitività al nostro sistema industriale – ha aggiunto – e garantire l’autonomia strategica italiana ed europea. Cosa che deve essere sempre sullo sfondo. Il ritorno alla produzione di energia nucleare è l’unica soluzione che abbiamo in vista della piena decarbonizzazione e alla rinuncia al gas. Dobbiamo a quel punto offrire una produzione energetica sicura, pulita, continuativa, autonoma e con un costo competitivo”.

Manovra, 2,1 miliardi dai tagli ai ministeri. Da banche, assicurazioni e giochi 3,4 miliardi

Manovra, 2,1 miliardi dai tagli ai ministeri. Da banche, assicurazioni e giochi 3,4 miliardiRoma, 16 ott. (askanews) – Dai tagli ai ministeri arriverà alla manovra un contributo pari a circa 0,1 punti di Pil corrispondente a 2,1 miliardi di euro. E’ quanto emerge dalle tabelle allegate al Documento programmatico di bilancio.


A questi si aggiungeranno altri 700 milioni di tagli agli enti territoriali sempre . Arriveranno, invece, complessivamente oltre 3,4 miliardi di euro nel 2025 dalle misure di “revisione dell’imposizione fiscale a carico delle banche e dei prodotti assicurativi, nonché in materia di concessioni sui giochi”. E’ quanto emerge dalle tabelle allegate al Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles.


Le misure di anticipazione delle DTA porteranno di conseguenza a mancate entrate per circa 1,5 miliardi nel 2025 e 1,9 miliardi nel 2026.

Stellantis, consegne III trimestre -20% a 1,148 mln veicoli

Stellantis, consegne III trimestre -20% a 1,148 mln veicoliRoma, 16 ott. (askanews) – Le consegne globali di Stellantis nel terzo trimestre sono dimunuite del 20% rispetto allo stesso periodo di un anno fa a 1.148mila unità.


Lo rende noto il gruppo automobilistico spiegando che il calo delle consegne “è stato maggiore rispetto a quello delle vendite ai clienti finali nel periodo, che si sono ridotte di circa il 15%, scontando l’impatto temporaneo della transizione del portafoglio prodotti e delle iniziative di riduzione delle scorte presso la rete”. In Nord America le consegne di Stellantis sono diminuite di circa 170mila unità “di cui oltre 100mila unità relative ai preannunciati tagli alla produzione con l’intento di ridurre lo stock presso la rete”.


La quota di mercato mese su mese nel terzo trimestre è comunque cresciuta passando dal 7,2% in luglio al 7,9% in agosto e all’8,0% in settembre mentre le scorte si sono ridotte di 50mila unità (-11,6%) rispetto alla fine dello scorso trimestre. In Europa allargata, le consegne sono diminuite di circa 100mila unità rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a causa, riferisce ancora il Gruppo, del “posticipo del lancio dei modelli basati sulla piattaforma Smart Car, inclusa la Citroën C3 (che ha iniziato ad essere consegnata alla rete in settembre)”. Per Stellantis “le prospettive per il lancio dei nuovi modelli in Europa sono robuste con ordini per 50mila unità per la nuova Citroen C3 e di 80mila unità per la nuova Peugeot 3008, a titolo di esempio”.


Negli altri mercati di Stellantis le consegne sono rimaste complessivamente invariate, poiché la crescita in Sud America ha compensato i cali in Medio Oriente e Africa, Cina, India e Asia Pacifico.

Adidas alza stime utili, risultati migliori del previsto

Adidas alza stime utili, risultati migliori del previstoRoma, 15 ott. (askanews) – Adidas ha rialzato le previsioni su utile e vendite per l’anno in corso, citando risultati migliori del previsto per il terzo trimestre e un maggiore slancio del marchio. Il colosso tedesco dell’abbigliamento sportivo ha reso noto di prevedere che l’utile operativo per il 2024 sarà di circa 1,2 miliardi di euro, in aumento rispetto alla precedente previsione di 1 miliardo di euro. L’azienda prevede che i ricavi cresceranno di circa il 10% a valuta costante, rispetto alle precedenti aspettative di un aumento nelle alte cifre percentuali singole.


Per il terzo trimestre, l’azienda ha registrato un utile operativo di 598 milioni di euro, in aumento rispetto ai 409 milioni di euro nello stesso periodo dell’anno precedente, su ricavi cresciuti del 7% a 6,44 miliardi di euro. (immagine da sito ufficiale Adidas)

Sogin: falsa la notizia di una visita della Gdf nella sede centrale

Sogin: falsa la notizia di una visita della Gdf nella sede centraleRoma, 15 ott. (askanews) – “In merito ad un articolo, apparso questa mattina su un sito web, Sogin smentisce in modo categorico quanto riportato nel testo, precisando che non vi è stato alcun ‘accesso’ della Guardia di Finanza negli uffici della società, né ieri né oggi, 15 ottobre”. Lo comunica la società in una nota, aggiungendo di aver “dato mandato ai suoi avvocati di avviare ogni azione legale, sia di natura civile che penale, a tutela dell’immagine e della reputazione della società e dei suoi lavoratori”.

Fibercop, Ferraris: deal con Open Fiber? Spetta a soci

Fibercop, Ferraris: deal con Open Fiber? Spetta a sociCernobbio (Co), 15 ott. (askanews) – Di una fusione Fibercop-Open Fiber “sono gli azionisti che hanno il ruolo e la responsabilità di valutare queste iniziative. Ci sono aspetti regolatori, finanziari ed economici che vanno valutati”. Lo ha detto Luigi Ferraris, amministratore delegato di Fibercop, a chi gli chiedeva di un eventuale deal con Open Fiber. “Sono molto focalizzato sull’avvio della società, che è una sorta di grande startup che va velocemente portata a regime”, ha aggiunto a margine di ComoLake in corso a Cernobbio (Como). “Bisogna realizzare gli investimenti, focalizzarsi sull’abbrivio di una crescita grazie ai soci nuovi ci hanno dato con un investimento importante”, ha concluso il top manager.

La Bce: il crollo del petrolio toglie appigli ai falchi contro il taglio dei tassi

La Bce: il crollo del petrolio toglie appigli ai falchi contro il taglio dei tassiRoma, 15 ott. (askanews) – Il crollo dei prezzi del petrolio sgombera dal campo l’elemento più concreto e attuale che avrebbe potuto alimentare resistenze all’imminente consiglio della Bce, rispetto a un nuovo taglio dei tassi di interesse.


Il direttorio si svolgerà tra domani sera e giovedì mattina in trasferta a Lubiana, in Slovenia, per una delle riunioni che periodicamente portano i banchieri centrali dell’eurozona a rotazione nei paesi che utilizzano la valuta condivisa. Le decisioni di politica monetaria verranno comunicate alle 14 e 15 di giovedì, mezz’ora dopo la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa. Nelle ultime settimane era stata la stessa presidente, assieme ad altri esponenti dell’istituzione, a lanciare segnali nei quali operatori e analisti avevano letto una chiara indicazione sull’intento di effettuare un nuovo taglio dei tassi questo mese di ottobre, laddove in precedenza era prevista una pausa e un nuovo taglio solo a dicembre.


Il rapido calo dell’inflazione, che a settembre nell’eurozona è scesa all’1,8%, contestualmente all’indebolimento dell’attività delle imprese sembra spingere la Bce ad accelerare il passo nella sua manovra di riduzione del freno monetario. L’obiettivo di “stabilità dei prezzi” perseguito da Francoforte viene quantificato in una inflazione media per la zona euro al 2%, riferito però a un periodo ragionevolmente lungo, anche in prospettiva futura, e non a un singolo mese. Alcuni osservatori si sono spinti a ipotizzare che la Bce possa ritrovarsi spiazzata a fronteggiare nuovamente inflazione troppo bassa.


Le impennate dei prezzi del petrolio della scorsa settimana avevano creato però un elemento di ulteriore incertezza in questi scenari. Oggi il barile di oro nero ha subito nuovi ei drastici cali, dopo quelli già registrati ieri. Il West Texas Intermediate è brevemente sceso fin sotto i 70 dollarei, ai minimi da un mese. Le assicurazioni giunte da Israele sul fatto che la rappresaglia per l’attacco missilistico dell’Iran non colpirà impianti petroliferi si è combinata agli sviluppi sul versante economico, che non fanno presagire livelli di domanda vigorosi. Del resto l’Opec, il cartello degli esportatori di greggio, ha appena ritoccato al ribasso le sue previsioni sui consumi globali. Il probabile nuovo taglio dei tassi dovrebbe accentuare l’inversione di tendenza appena registrata dalla stessa Bce sulla dinamica del credito: nel terzo trimestre, dopo oltre due anni in cui proseguiva ininterrotta, si è arrestata la fase di inasprimento complessiva sui criteri di concessione di prestiti da parte delle banche per l’insieme dell’area euro.


L’allentamento riguarda i mutui alle famiglie per l’acquisto di casa, non il credito al consumo in cui la stretta prosegue. E anche sui prestiti alle imprese la dinamica è ancora restrittiva, ma più lieve rispetto ai mesi scorsi. Andamenti analoghi si sono registrati anche in Italia, mentre i tagli dei tassi già operati e quelli attesi in prospettiva hanno rianimato la domanda di mutui. (fonte immagine: ECB 2024).

Bce, crollo petrolio toglie appigli ai falchi contro taglio tassi

Bce, crollo petrolio toglie appigli ai falchi contro taglio tassiRoma, 15 ott. (askanews) – Il crollo dei prezzi del petrolio sgombera dal campo l’elemento più concreto e attuale che avrebbe potuto alimentare resistenze all’imminente consiglio della Bce, rispetto a un nuovo taglio dei tassi di interesse.


Il direttorio si svolgerà tra domani sera e giovedì mattina in trasferta a Lubiana, in Slovenia, per una delle riunioni che periodicamente portano i banchieri centrali dell’eurozona a rotazione nei paesi che utilizzano la valuta condivisa. Le decisioni di politica monetaria verranno comunicate alle 14 e 15 di giovedì, mezz’ora dopo la presidente Christine Lagarde terrà la consueta conferenza stampa esplicativa. Nelle ultime settimane era stata la stessa presidente, assieme ad altri esponenti dell’istituzione, a lanciare segnali nei quali operatori e analisti avevano letto una chiara indicazione sull’intento di effettuare un nuovo taglio dei tassi questo mese di ottobre, laddove in precedenza era prevista una pausa e un nuovo taglio solo a dicembre.


Il rapido calo dell’inflazione, che a settembre nell’eurozona è scesa all’1,8%, contestualmente all’indebolimento dell’attività delle imprese sembra spingere la Bce ad accelerare il passo nella sua manovra di riduzione del freno monetario. L’obiettivo di “stabilità dei prezzi” perseguito da Francoforte viene quantificato in una inflazione media per la zona euro al 2%, riferito però a un periodo ragionevolmente lungo, anche in prospettiva futura, e non a un singolo mese. Alcuni osservatori si sono spinti a ipotizzare che la Bce possa ritrovarsi spiazzata a fronteggiare nuovamente inflazione troppo bassa.


Le impennate dei prezzi del petrolio della scorsa settimana avevano creato però un elemento di ulteriore incertezza in questi scenari. Oggi il barile di oro nero ha subito nuovi ei drastici cali, dopo quelli già registrati ieri. Il West Texas Intermediate è brevemente sceso fin sotto i 70 dollarei, ai minimi da un mese. Le assicurazioni giunte da Israele sul fatto che la rappresaglia per l’attacco missilistico dell’Iran non colpirà impianti petroliferi si è combinata agli sviluppi sul versante economico, che non fanno presagire livelli di domanda vigorosi. Del resto l’Opec, il cartello degli esportatori di greggio, ha appena ritoccato al ribasso le sue previsioni sui consumi globali. Il probabile nuovo taglio dei tassi dovrebbe accentuare l’inversione di tendenza appena registrata dalla stessa Bce sulla dinamica del credito: nel terzo trimestre, dopo oltre due anni in cui proseguiva ininterrotta, si è arrestata la fase di inasprimento complessiva sui criteri di concessione di prestiti da parte delle banche per l’insieme dell’area euro.


L’allentamento riguarda i mutui alle famiglie per l’acquisto di casa, non il credito al consumo in cui la stretta prosegue. E anche sui prestiti alle imprese la dinamica è ancora restrittiva, ma più lieve rispetto ai mesi scorsi. Andamenti analoghi si sono registrati anche in Italia, mentre i tagli dei tassi già operati e quelli attesi in prospettiva hanno rianimato la domanda di mutui. (fonte immagine: ECB 2024).

Petrolio accentua ribassi, barile Wti sfiora -5% a 70,16 dollari

Petrolio accentua ribassi, barile Wti sfiora -5% a 70,16 dollariRoma, 15 ott. (askanews) – Si accentuano ulteriormente i ribassi dei prezzi del petrolio. A metà metà seduta in Europa il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord crolla del 4,75% a 73,78 dollari. E negli scambi dell’after hours sul mercato statunitense, il West Texas Intermediate sfiora il meno 5% cadendo a 70,16 dollari, sui minimi da inizio mese.


Le quotazioni dell’oro nero hanno imboccato drastiche correzioni ribassiste dopo le rassicurazioni giunte da Israele, sul fatto che la rappresaglia per l’attacco missilistico iraniano prenderà di mira impianti militari, e non sistemi petroliferi quindi. Contestualmente la debolezza dei dati sul commercio estero della Cina alimenta la prospettiva di livelli di domanda debole.