Eurozona, produzione industria rimbalza ad agosto, +1,8% su meseRoma, 15 ott. (askanews) – Produzione dell’industria in risalita ad agosto nell’area euro, un più 1,8% rispetto al mese precedente, dopo la contrazione dello 0,5% di luglio, con il quale si è azzerato il calo su base annua che persisteva da diversi mesi. Secondo quanto riporta Eurostat, nel confronto con lo stesso mese di un anno prima la produzione è infatti marginalmente aumentata, dello 0,1% dopo il meno 2,1% di luglio e il meno 4,2% di giugno.
Il recupero di agosto – che tuttavia, va ricordato, non è il mese più intenso per la produzione – riflette una forte risalita sui beni di investimento, con il +3,7% rispetto al mese precedente, un discreto aumento sulla produzione di beni di consumo durevoli (+1,7%) , una dinamica più debole per l’energia (+0,4%), per i beni di consumo non durevoli (+0,2%) e un calo leggero per i beni intermedi (-0,3%). Da segnalare la risalita della produzione in Germania, +3,3% rispetto al mese precedente con cui è stato interamente compensato il calo di portata analoga accusato a luglio. In Francia la produzione è aumentata dell’1,4% e in Italia di un marginale +0,1%, dopo il -1% mensile di luglio.
Bankitalia: nuovo forte aumento domanda mutui dalle famiglieRoma, 15 ott. (askanews) – Anche in Italia nel terzo trimestre si sono stabilizzati i criteri delle banche per l’offerta di credito alle imprese e sui mutui alle famiglie, mentre è continuato un leggero inasprimento sul credito al consumo, a riflesso di una “minore tolleranza per il rischio” da parte degli istituti. E se la domanda di credito delle imprese ha continuato a diminuire, ma in misura più lieve rispetto ai ritmi visti da inizio 2023, la richiesta di mutui delle famiglie “ha registrato un nuovo marcato aumento”. Lo riporta alla Banca d’Italia nella sua indagine sul credito bancario, relativa alla Penisola e con cui contribuisce all’indagine per tutta l’area area euro e elaborata dalla Bce (Bank lending survey).
I termini e le condizioni generali sono divenuti leggermente più favorevoli, principalmente attraverso la diminuzione dei tassi di interesse praticati sui prestiti, dovuta anche alla riduzione dei margini. “Al miglioramento dei termini e delle condizioni hanno contribuito la maggiore tolleranza del rischio, la pressione concorrenziale e le prospettive economiche generali”, nota Bankitalia. I criteri di offerta sui finanziamenti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni non hanno registrato variazioni. Per il trimestre in corso gli intermediari si attendono criteri invariati per i prestiti alle imprese e per quelli alle famiglie con finalità di consumo e un lieve allentamento sui mutui.
Nel trimestre in corso la domanda di prestiti di imprese e famiglie è attesa crescere in tutti i comparti. Le condizioni di accesso delle banche al finanziamento sono migliorate con riferimento principalmente ai titoli di debito a medio-lungo termine, prosegue Bankitalia. Nel trimestre in corso le condizioni di accesso alla raccolta non registrerebbero variazioni significative. Nei sei mesi terminanti in settembre le variazioni del portafoglio di attività di politica monetaria dell’Eurosistema non hanno esercitato alcun impatto sulle attività totali delle banche, sulle condizioni di finanziamento, sulla redditività, sul coefficiente patrimoniale, sulle politiche di offerta e sui volumi erogati. Gli effetti sarebbero nulli anche nel semestre in corso.
Welfare, Urso: servono partecipazione imprese, natalità e inclusioneRoma, 15 ott. (askanews) – L’Italia è in grado di rispondere in maniera adeguata a una domanda orientata sempre più verso un welfare inclusivo e sostenibile, questo sarà raggiungibile “solo attraverso la partecipazione attiva delle imprese, sempre più protagoniste”, con “la collaborazione tra pubblico e privato insieme all’integrazione della tecnologia e a nuove politiche demografiche, che puntino sulla natalità, e a nuove politiche del lavoro, che puntino all’inclusione: è la strada giusta per affrontare insieme le sfide che abbiamo davanti e costruire un futuro migliore per tutti”. Lo ha affermato il ministro di Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso intervenendo al Welfare Italia Forum.
Il forum “rappresenta da anni un appuntamento per riflettere sulle opportunità di creare valore all’interno del nostro sistema di welfare, chiamato a rivestire un ruolo chiave non solo per far fronte a una demografia in trasformazione – ha osservato – ma soprattutto per divenire leva di crescita e sviluppo. Lo scorso anno, nel 2023 il welfare ha rappresentato la principale voce di spesa pubblica coinvolgendo oltre 425 enti pubblici e privati e generando un valore di 206 miliardi di euro in termini di produzione”. “Un dato che dimostra ancora una volta quanto sia strategico il settore per il benessere collettivo e per la crescita dello sviluppo del paese. Nei prossimi anni sarà necessario reperire ulteriori risorse e rivedere nel contempo il sistema per garantirne l’effettiva sostenibilità – ha proseguito -. Dal vostro rapporto presentato oggi emerge la necessità di reperire altri 176 miliardi , 176 addizionali entro il 2030”.
“Al welfare è richiesto lo sforzo non solo di trovare soluzioni alla all’altezza dell’attuale panorama – ha notato Urso – ma anche di rispondere in modo innovativo ai bisogni della nostra popolazione che è sempre più anziana. Il mio impegno come ministro di Imprese e Made in Italy è quello di sostenere politiche che incentivino l’innovazione, la digitalizzazione e le competenze anche all’interno del vostro settore, così da garantire un accesso più equo ai servizi e promuovere la crescita e il benessere delle nostre comunità ovunque in Italia, da Nord a Sud”. (segue)
Bce: si è fermata la stretta sui prestiti bancari nell’area euroRoma, 15 ott. (askanews) – Dopo oltre due anni ininterrotti di inasprimenti, nel terzo trimestre complessivamente si è arrestata la stretta sui criteri di erogazione di prestiti da parte delle banche dell’area euro. Lo riporta la Banca centrale europea con la sua ultima indagine (Bank lending survey). La quota netta di banche che hanno riportato inasprimenti nel periodo in esame è risultata nulla, mentre le banche hanno riferito un ulteriore allentamento dei criteri per la concessione di mutui, laddove quelli per l’erogazione di credito al consumo hanno continuato ad inasprirsi.
L’inchiesta segnala un consistente rimbalzo della domanda di mutui, con l’aspettativa di ulteriori tagli ai tassi di interesse. Questa settimana peraltro, mercoledì e giovedì, si svolgerà un nuovo Consiglio direttivo monetario della Bce, al termine del quale generalmente è atteso un nuovo taglio dei tassi di interesse di riferimento per l’euro zona. Per i prestiti alle imprese secondo l’inchiesta della Bce l’inasprimento è proseguito ma a livelli meno marcati di quanto precedentemente previsto. E per il quarto trimestre le banche consultate si attendono un ulteriore allentamento dei criteri sulla concessione di mutui, a fronte di inasprimenti sul credito alle imprese e sul credito al consumo.
La Bce riporta anche che per la prima volta dal terzo trimestre del 2022 le banche hanno rilevato riportato un moderato aumento della domanda di prestiti da parte delle imprese, che tuttavia resta debole. Come già accennato la domanda di mutui è invece risalita vigorosamente, mentre quella per il credito al consumo è aumentata in maniera più moderata. L’indagine è stata condotta tra il 6 e il 23 settembre coinvolgendo 156 banche.
Fmi: Italia tra Stati dove rinvio risanamento lo rende più costosoRoma, 15 ott. (askanews) – “Rinviare il risanamento è costoso: nei paesi dove il debito pubblico è previsto aumentare ulteriormente, come Brasile, Francia, Italia, Sudafrica, Regno Unito e Stati Uniti, rinviare le misure renderà l’aggiustamento necessario perfino più ampio”. Lo afferma il Fondo monetario internazionale nelle prime 60 pagine del Fiscal Monitor, l’analisi semestrale sui conti pubblici che verrà pubblicata integralmente la prossima settimana, in occasione delle assemblee autunnali con la Banca mondiale.
Secondo l’istituzione di Washington a livello globale il debito pubblico dovrebbe superare i 100.000 miliardi di dollari quest’anno, equivalenti al 93% del Pil mondiale, e continuare a salire per avvicinarsi al 100% del Pil globale per il 2030. Il rapporto è eloquentemente intitolato “Mettere un coperchio al debito pubblico” (Putting a lid on public debt).
Secondo l’analisi i livelli di indebitamento dovrebbero stabilizzarsi o moderarsi in due terzi dei paesi, ma resteranno al di sopra dei livelli che si registravano prima dei crolli dell’economia e dei successivi sostegni pubblici causati dalle misure restrittive imposte a motivo del Covid. Ma i Paesi in cui il debito non è previsto stabilizzarsi pesano per più della metà del debito globale e per circa i due terzi del Pil globale. Secondo il Fmi “ci sono buoni motivi per ritenere che i futuri livelli di debito potrebbero essere più elevati di quanto previsto. La dialettica politica sulle questioni di bilancio si è sempre più spostata verso maggiore spesa negli ultimi decenni e l’incertezza sulle politiche di bilancio è salita. Stanno aumentando le pressioni dovute alla transizione green, l’invecchiamento della popolazione, i timori per la sicurezza e le questioni di sviluppo che si trascinano da tempo. In più l’esperienza passata mostra che le previsioni tendono a sottostimare sistematicamente i livelli di debito”.
Petrolio crolla del 4% dopo rassicurazioni Israele, Brent 74,31 usdRoma, 15 ott. (askanews) – Crolli dei prezzi del petrolio nelle contrattazioni mattutine, mentre il premier israeliano ha rassicurato gli alleati statunitensi che la rappresaglia contro l’attacco missilistico italiano colpirà installazioni militari, evitando quindi impianti petroliferi. In mattinata il barile di Brent, il greggio del mare del Nord cade di oltre il 4% a 74,31 dollari. Flessione analoga per il barile di West Texas Intermediate, nell’afterhours a quota 70,82 dollari.
Stellantis, Elkann smentisce ipotesi di consolidamentoMilano, 14 ott. (askanews) – Stellantis non cerca in alcun modo di consolidarsi attraverso fusioni o acquisizioni di altri gruppi. Lo ha ha assicurato il presidente del consiglio di amministrazione John Elkann in un’intervista all’Afp a margine del 90esimo Salone dell’Automobile di Parigi, dopo che nei giorni scorsi sono circolate ipotesi di una possibile fusione con Renault.
“Siamo davvero concentrati sull’attività, a livello dei nostri principali azionisti, del consiglio di amministrazione, del nostro Ceo e del management team, non sulle possibili distrazioni che le operazioni di consolidamento rappresenterebbero, qualunque esse siano” ha sottolineato Elkann, che ha anche aggiunto: “Noi, come Stellantis, riteniamo di avere una dimensione competitiva. E Stellantis nasce da diversi consolidamenti”, tra cui in particolare la fusione tra Psa (Peugeot-Citroën) e Fca (Fiat-Chrysler), ha ricordato. Il direttore generale di Stellantis, Carlos Tavares, ha sottolineato lunedì scorso che il gruppo si è rifiutato di vendere alcuni dei suoi 14 marchi a produttori cinesi. “Non siamo pronti per i consolidamenti, ma non siamo pronti per i deconsolidamenti. Non è il momento”, ha sottolineato da parte sua John Elkann.
Cnel: la povertà assoluta delle famiglie è in crescita, all’8,5% nel 2023Roma, 14 ott. (askanews) – “La povertà assoluta delle famiglie risulta in costante crescita, dal 6,2% nel 2014 all’8,5% del 2023, il che costituisce il principale indicatore di disuguaglianza sociale”. E’ quanto si legge nella Relazione sui servizi pubbblici 2024 elaborata dal Cnel.
“Nel 2019 si era osservata una riduzione in concomitanza dell’introduzione del Reddito di cittadinanza – prosegue la relazione – annullata poi nel 2020, a seguito delle misure restrittive del periodo pandemico e, successivamente, della forte accelerazione dell’inflazione”. Il fenomeno della povertà assoluta, sottolinea il Cnel, “riguarda soprattutto le famiglie numerose (20,3%) e le famiglie di stranieri (35,6%)”.
Nella Relazione viene dedicato un Focus alla transizione dal Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione (ADI) e al Supporto per la Formazione e il Lavoro che “evidenzia la continua tensione tra politiche universalistiche e approcci categoriali”. Secondo il Cnel l’Assegno di Inclusione “rappresenta un tentativo di razionalizzazione, ma pone questioni rilevanti sulla capacità del sistema di welfare di fornire un supporto adeguato a tutti i cittadini, specie ai gruppi più vulnerabili come i cosiddetti “occupabili” e le persone senza dimora”.
Petrolio, Opec taglia stime domanda globale; Brent sotto 78 dollariRoma, 14 ott. (askanews) – Si accentua il calo dei prezzi del petrolio, dopo che l’Opec ha nuovamente ritoccato al ribasso le sue previsioni sulla domanda globale di petrolio, che ora per l’insieme del 2024 stimano 1,9 milioni di barili al giorno, comunque al di sopra della media storica (1,4 milioni di barili al giorno) osservata prima della “pandemia”. Nel suo ultimo rapporto mensile, l’organizzazione dei paesi esportatori spiega che l’aggiustamento, pari a 106.000 barili al giorno, riflette gli ultimi dati combinati con aspettative di consumo più basse per alcune regioni.
Gli sviluppi potrebbero spingere il cartello degli esportatori a rinviare la manovra di normalizzazione dell’offerta, dopo una lunga fase di limitazioni che si sono imposti per sostenere le quotazioni. Questo mentre le prospettive dei prezzi sull’oro nero risentono di spinte contrastanti. Da un lato le tensioni geopoltiche in Medio Oriente tendono a innescare rincari, dall’altro l’indebolimento dell’attività economica globale può frenare domanda e prezzi dell’oro nero.
A metà giornata le quotazioni accentuano i ribassi. Il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord cede il 2,13% a 77,36 dollari. Il West Texas Intermediate cala del 2,22%, a 73,88 dollari negli scambi di preapertura.
INSME, 20esimo anniversario con evento “Unlocking Sustainable Finance for SMEs”Roma, 14 ott. (askanews) – La Rete Internazionale per le PMI (INSME) ha celebrato il 14 ottobre il suo 20° anniversario con un conferenza sull’impatto della Finanza Sostenibile sulle piccole e medie imprese (PMI). La celebrazione si è svolta in collaborazione con CONFAPI e Unioncamere, nella sede di quest’ultima a Roma.
L’INSME è un’associazione a carattere internazionale impegnata, dalla sua fondazione nel 2004, nella promozione di politiche e programmi per la piccola e media impresa e lavora sotto gli auspici dell’OCSE. L’evento è stata l’occasione per discutere con i membri e partner dell’associazione – oltre 60 da più di 30 paesi nel mondo – l’integrazione dei principi ambientali, sociali e di governance (ESG) da parte delle PMI e del ruolo della finanza sostenibile nel favorire la transizione delle PMI verso pratiche più sostenibili.
Negli ultimi anni, l’urgenza di affrontare i cambiamenti climatici e sociali è diventata una priorità globale. Le PMI, che rappresentano una componente essenziale dell’economia mondiale, sono chiamate ad adattarsi a queste nuove sfide. Con una significativa impronta ambientale, le PMI sono responsabili di circa il 40% delle emissioni di gas serra del settore aziendale. Pertanto, la loro transizione verso modelli di business sostenibili è fondamentale per la lotta ai cambiamenti climatici. Allo stesso tempo, le PMI hanno un ruolo chiave nell’innovazione di soluzioni eco-sostenibili e nel guidare il cambiamento verso un’economia più verde. Durante l’evento, si sono approfondite le principali sfide che le PMI incontrano nell’adozione delle pratiche finanziarie sostenibili, ma anche le opportunità che emergono da questa transizione. Sebbene molte PMI siano ancora all’inizio del loro percorso verso la sostenibilità e rappresentino una quota relativamente piccola degli investimenti in finanza sostenibile, la loro adesione a questi nuovi standard sarà determinante per la loro competitività futura. L’accesso ai finanziamenti, la partecipazione alle catene del valore globali e la capacità di attrarre investitori saranno sempre più legati alla capacità delle PMI di misurare e migliorare le loro prestazioni di sostenibilità.
Molto consenso ha raccolto la richiesta del Presidente di CONFAPI Cristian Camisa di non applicare la stessa regolamentazione e reportistica così stringente richiesta alle imprese più grandi alle PMI che hanno peculiarità, risorse, tempi e necessità loro proprie. Il Segretario Generale di INSME Giovanni Zazzerini ha inoltre ribadito l’importanza di rafforzare l’intero ecosistema della finanza sostenibile promuovendo un maggiore dialogo e scambio di conoscenze tra tutti gli attori pubblici e privati in modo da permetter alle PMI di partecipare appieno alla transizione green che non potrà completarsi senza il loro fondamentale coinvolgimento.