Inps: calano i lavoratori domestici nel 2022, sono 894mila (-7,9%)Roma, 21 giu. (askanews) – Nell’anno 2022 i lavoratori domestici contribuenti all’Inps sono stati 894.299, con un decremento rispetto al 2021 pari a -7,9% (-76.548 lavoratori), dopo gli incrementi registrati nel biennio 2020-2021 dovuti a una spontanea regolarizzazione di rapporti di lavoro per consentire ai lavoratori domestici di recarsi al lavoro durante il periodo di lockdown e all’entrata in vigore della norma che ha regolamentato l’emersione di rapporti di lavoro irregolari. Lo stesso fenomeno si è registrato negli successivi al 2009 e al 2012 , anni in cui sono entrate in vigore regolarizzazioni di lavoratori, sia comunitari che extracomunitari. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Inps.
Ue, bilancio pluriennale, la Commissione chiede 65,8 mld in piùBruxelles, 20 giu. (askanews) – La Commissione Europea ha presentato oggi a Bruxelles nella sua proposta di revisione del quadro di bilancio pluriennale comunitario (Mff – “Multiannual Financial Framework”) per il periodo 2021-2027, chiedendo agli Stati membri una integrazione pari a 65,8 miliardi di euro. Si tratta di “soldi freschi”, aggiuntivi rispetto alle risorse esistenti, per far fronte a tutta una serie di nuove condizioni venutesi a creare in particolare a seguito dell’invazione russa dell’Ucraina: la crisi energetica, l’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse, i problemi sorti nelle catene di approvvigionamento, e poi anche la competizione globale a livello tecnologico, le nuove sfide a livello geopolitico e la questione migratoria. “Il mondo è completamente cambiato rispetto al 2020”, quando l’attuale Quadro finanziario pluriennale fu negoziato e approvato, ha sottolineato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, annunciando l’iniziativa in un breve punto stampa oggi a Bruxelles. Durante una successiva conferenza stampa di presentazione della proposta, il commissario europeo al Bilancio, Johannes Hahn, ha ricordato come il bilancio comunitario sia stato “fondamentale per consentire all’Unione europea di rispondere alle sfide senza precedenti degli ultimi anni: la pandemia e la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina”, con tutte le sue conseguenze. Nonostante i nostri successi nell’affrontare queste sfide, abbiamo dovuto usare tutta la flessibilità disponibile nel Quadro finanziario pluriennale 2021-2027″. Per questo, ha spiegato il commissario, dobbiamo proporre ora una sua revisione che assicuri il finanziamento delle nostre priorità politiche di fronte alle sfide future. Innanzitutto, la Commissione propone nuovo un fondo speciale (“facility”) per l’Ucraina da 50 miliardi di euro per 4 anni, di cui 33 miliardi sotto forma di prestiti e 17 miliardi come sovvenzioni. In secondo luogo, 10 miliardi di euro andranno alle politiche migratorie e alle nuove sfide di politica estera. “A parte chi fugge dall’Ucraina, utilizziamo assistendo a un aumento dell’immigrazione dalla dai paesi del vicinato meridionale, e naturalmente ci sono sempre i rifugiati siriani in Turchia”, ha ricordato Hahn. Inoltre, ” l’attuazione del nuovo patto sull’immigrazione e l’asilo richiederà finanziamenti aggiuntivi in particolare per quanto riguarda le procedure alle frontiere” che verranno rafforzate e prese molto più rapide, richiedendo nuovi investimenti in personale e infrastrutture per gestire i richiedenti asilo e i migranti economici irregolari da rimpatriare. Altri fondi saranno necessari per la stabilizzazione paesi vicini sotto tensione come la Moldova e i Balcani occidentali. Il terzo elemento della proposta riguarda la nuova piattaforma Step (“Strategic Technologies for Europe Platform”) per il rafforzamento della competitività tecnologica europea. Verranno rafforzati con 10 miliardi di euro aggiuntivi gli strumenti già esistenti come “Invest EU”, il Fondo di innovazione, i finanziamenti del programma quadro di ricerca Horizon per il Consiglio europeo di rinnovazione, e quelli del Fondo europeo di difesa. Si punterà soprattutto alle nuove tecnologie digitali, al “clean-tech” e alle biotecnologie. Molto importante è poi “l’aggiustamento tecnico” che dovrà essere fatto per compensare l’aumento del costo del debito emesso dall’Ue per finanziare, attraverso il Fondo di ripresa e resilienza, i Pnrr dei diversi Stati membri. Il forte aumento dell’inflazione, e quindi dei tassi di interesse, è stato calcolato che costerà circa 15 miliardi di euro di qui alla fine dell’estate. La Commissione, ha spiegato Hahn, propone quindi di creare uno strumento speciale dedicato esclusivamente alla copertura dei costi aggiuntivi causati dall’incremento dei tassi di interesse, e chiede di dedicargli 18,9 miliardi di euro. L’inflazione ha aumentato anche i costi dell’amministrazione comunitaria, per i quali la proposta della Commissione chiede nuovi fondi pari a 1,9 miliardi di euro. Infine, si prevedono 3 miliardi aggiuntivi per lo strumento di flessibilità del bilancio Ue, che è andato praticamente esaurito, soprattutto a causa della guerra in Ucraina. La proposta della Commissione dovrà ora essere approvata dal Consiglio Ue e dal Parlamento europeo, in modo da entrare in vigore a partire dal 2024. Da notare che è intanto “sparita” un’altra proposta annunciata all’inizio dell’anno da Ursula von der Leyen: quella di un nuovo “Fondo di sovranità” con cui l’Ue avrebbe sostenuto il suo piano industriale per le tecnologie pulite e la transizione energetica, anche in risposta all’”Inflation Reduction Act” americano. La presidente della Commissione aveva indicato che la proposta sarebbe stata presentata insieme alla revisione del Quadro finanziario pluriennale Mmf, ma non è stato così. Sul Fondo di sovranità, ha spiegato Hahn rispondendo a un giornalista in conferenza stampa, “c’è un approccio graduale; c’era un’idea che è ancora viva, o almeno è vivo il suo spirito”, che porta a “focalizzarci su certe aree industriali che consideriamo importanti per la nostra competitività globale, dove vogliamo essere ‘first movers’ e non i secondi o terzi fornitori. Il digitale, le biotecnologie e le nostre tecnologie Verdi, questi sono i settori prioritari; ma per accelerare abbiamo dovuto modificare questa idea, trasferendola in una soluzione che sarà attuabile subito, appena ci sarà un accordo” sul Mmf. “Questo è l’approccio graduale: se andiamo ad attribuire fondi ad alcuni programmi che sono coerenti con queste intenzioni, e dove le procedure sono già state definite – ha continuato il commissario -, allora è possibile passare subito alla fase applicativa. Non dobbiamo reinventare la ruota, possiamo concentrarci sui reali bisogni senza perderci in negoziati su un nuovo fondo”. E soprattutto su come finanziarlo, visto che diversi paesi chiedevano nuove emissioni di debito comune, come per il piano “NextGenerationEU”, incontrando su questo la netta opposizione dei paesi “frugali” con in testa Germania e Olanda. “C’era una richiesta giustificata degli Stati membri di avere la messa a disposizione immediata dei fondi, e penso che la proposta odierna in questo senso sia ottima”, ha concluso Hahn.
Pirelli: Giorgio Bruno lascia, Camfin indicherà Andrea Casaluci CeoMilano, 20 giu. (askanews) – Giorgio Bruno, Deputy-Ceo di Pirelli, ha manifestato la propria indisponibilità a essere indicato quale futuro Ceo di Pirelli, scegliendo di concludere il mandato per intraprendere un proprio percorso imprenditoriale. Lo rende noto una nota di Camfin che indicherà Marco Tronchetti Provera e Andrea Casaluci per i ruoli, rispettivamente, di vice presidente esecutivo e di Ceo di Pirelli in vista della prossima assemblea degli azionisti per il rinnovo del board. Casaluci, 50 anni, in Pirelli dal 2002, è dal 2018 General Manager Operations di Pirelli.
Camfin procederà a designare i propri quattro candidati a Marco Polo International Italy per il loro inserimento nella lista che presenterà all’assemblea Pirelli, da convocarsi entro il 31 luglio. A esito di tale assemblea, il cda si riunirà per procedere alla nomina delle cariche sociali. Giorgio Bruno, 63 anni e da giugno 2021 Deputy-Ceo di Pirelli, ha manifestato la volontà di concludere il proprio mandato di componente del cda per dedicarsi a proprie attività imprenditoriali e di conseguenza la propria indisponibilità a essere indicato quale Ceo di Pirelli. “Desidero ringraziare il dottor Giorgio Bruno per il contributo dato in tanti anni, in più fasi e con diversi ruoli, alla gestione del gruppo Pirelli e per il fondamentale supporto assicurato nel tempo al top management della società”, ha dichiarato Marco Tronchetti Provera. “Alla luce della sua ferma decisione di intraprendere un nuovo percorso imprenditoriale, formulo al dottor Bruno i miei auguri più sentiti per le nuove sfide che affronterà e che ci vedranno ancora collaborare”.
“Dopo aver collaborato per tanti anni a guidare lo sviluppo del Gruppo Pirelli – ha spiegato Bruno -, ho deciso d’intraprendere un mio percorso imprenditoriale che assorbirà in futuro le mie energie professionali. Ringrazio Pirelli e il dottor Tronchetti per questo lungo percorso insieme, per le tante esperienze condivise finora e per quelle che certamente condivideremo in futuro come imprenditori. A Pirelli, a tutti i dipendenti, al dottor Tronchetti e al management, rivolgo i miei migliori auguri per un futuro ricco di soddisfazioni”.
Riforma fiscale, verso lo stand-by della flat tax per i dipendenti. Arriva lo sconto sulla tredicesimaRoma, 20 giu. (askanews) – Sospensione, almeno per il momento, della flat tax incrementale per i lavoratori dipendenti prevista nel disegno di legge delega per la riforma fiscale. Al suo posto arriva un’imposta sostitutiva agevolata sui premi di produttività, sugli straordinari eccedenti una certa soglia, sulle tredicesime. La novità è contenuta in un emendamento del governo al ddl delega per la riforma fiscale, presentato in Commissione finanze alla Camera, che sta esaminando il provvedimento. La votazione su questo emendamento e sugli altri presenti oggi pomeriggio da governo e relatori è prevista per domani (alle 12 di domani è il termine per i sub-emendamenti).
La flat tax incrementale per i lavoratori dipendenti non viene cancellata ma, è scritto nell’emendamento “resta in valutazione, anche a fini prospettici”. L’emendamento del governo non fa cenno all’aliquota dell’imposta sostitutiva, che sarà determinata con i decreti attuativi. Tuttavia, oggi la flat tax incrementale sui redditi per i lavoratori autonomi, che l’ultima legge di bilancio ha previsto in via sperimentale per il solo 2023, è con aliquota del 15%.
Inoltre, lavoratori autonomi e imprenditori potranno versare a rate, nel corso dell’anno, gli acconti e saldi irpef “senza penalizzazioni”, lo prevede un emendamento al ddl delega fiscale presentato dal relatore Alberto Gusmeroli (Lega) in Commissione finanze alla Camera, dove il provvedimento è all’esame. “Mantenendo l’attuale sistema di calcolo del saldo e degli acconti” è scritto nell’emendamento che sarà votato presumibilmente domani, si prevede “una più ampia distribuzione del carico fiscale nel corso del tempo, anche attraverso un meccanismo di progressiva introduzione della periodicità mensile degli acconti e dei saldi e l’eventuale riduzione della ritenuta d’acconti, senza maggiori oneri per la finanza pubblica”.
“Soddisfazione” esprime Gusmeroli per questa proposta di modifica alla delega fiscale. “Dopo quasi tre anni di intensa battaglia condotta da me e dalla Lega, ho depositato come relatore, un emendamento alla delega fiscale per la riduzione della ritenuta di acconto e la rateizzazione delle imposte e, in particolare, del maxi acconto annuale delle imposte di novembre Basta con le tasse pagate in anticipo”.
Ferretti: via libera Borsa Italiana a Ipo, debutto atteso il 27 giugnoMilano, 20 giu. (askanews) – Borsa Italiana ha approvato l’ammissione alla quotazione su Euronext Milan delle azioni ordinarie di Ferretti, attualmente quotata a Hong Kong. L’inizio del periodo di offerta è previsto per il 21 giugno e terminerà il 22 giugno, salvo proroga o cessazione anticipata, mentre l’inizio delle negoziazioni, previsto indicativamente per il 27 giugno, resta subordinato all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte della Consob e di Borsa Italiana.
L’offerta consisterà in massimo 88.454.818 azioni, pari a circa il 26,1% del capitale sociale, detenute e offerte in vendita da Ferretti International Holding. Nell’ipotesi di vendita di tutte le azioni in offerta e di mancato esercizio dell’opzione di over-allotment, le azioni in offerta costituiranno circa il 26,1% del capitale sociale della società. È previsto che l’azionista venditore concederà a Unicredit, in qualità di stabilization manager, per conto dei joint global coordinators e joint bookrunners, un’opzione per l’acquisto di un massimo di ulteriori 8.845.482 azioni aggiuntive al prezzo di offerta, pari a circa il 10% del numero massimo delle azioni in offerta. Nell’ipotesi di esercizio integrale dell’opzione di over-allotment, le azioni in offerta saranno pari a 97.300.300 azioni, pari a circa il 28,7% del capitale sociale. Il prezzo per azione nell’ambito dell’offerta sarà determinato sulla base del bookbuilding che coinvolge gli investitori istituzionali. L’offerta sarà riservata esclusivamente a investitori qualificati.
Nell’ambito dell’Offerta, Goldman Sachs International, J.P. Morgan e UniCredit agiranno in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners. Equita e Berenberg agiranno in qualità di joint bookrunners. UniCredit agirà inoltre come listing agent ai fini della quotazione.
Consiglio Ambiente approva regolamento Ue su ripristino naturaBruxelles, 20 giu. (askanews) – Il Consiglio Ue sull’Ambiente, in corso a Lussemburgo, ha adottato a maggioranza qualificata il proprio “approccio generale” sulla proposta di regolamento sul ripristino della natura, che costituisce ora la posizione negoziale per le trattative con il Parlamento europeo e la Commissione (“trilogo”) per arrivare all’approvazione definitiva del testo legislativo.
L’Italia si è espressa contro il testo di compromesso adottato, che era stato proposto dalla presidenza di turno svedese del Consiglio Ue, e che aveva ricevuto anche l’appoggio esplicito della Commissione, nonostante le molte modifiche introdotte, in particolare per consentire più flessibilità agli Stati membri nell’applicare gli obblighi del regolamento sul proprio territorio. Oltre all’Italia, non hanno sostenuto il testo di compromesso Austria, Belgio, Finlandia, Olanda, Polonia e Svezia. Si è sfiorata la minoranza di blocco, ma bisogna tenere conto del fatto che questi paesi hanno posizioni spesso diverse sui punti che considerano critici. L’obiettivo del regolamento è sostanzialmente quello di dare attuazione agli impegni che l’Ue ha preso a livello internazionale di arrestare il declino della biodiversità sul proprio territorio, mirando a ripristinare almeno il 20% degli habitat naturali degradati entro il 2030 e il 100% entro 2050.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha spiegato la posizione dell’Italia durante il dibattito pubblico di questa mattina al Consiglio. “L’Italia ritiene che il regolamento sul ripristino della natura sia uno strumento importante per arrestare la perdita di biodiversità e contribuire ad affrontare il cambiamento climatico e il suo impatto sulla società e sull’economia”, ha detto il ministro, ricordando che l’Italia si è “impegnata nel negoziato per definire uno strumento normativo che, nel rispetto dell’ambizione e della portata innovatrice del regolamento, possa essere efficace ed attuabile, garantendo la necessaria flessibilità agli Stati membri”. “Vi sono state alcune modifiche, introdotte anche con il nostro sostegno, che riteniamo migliorative”, ha riconosciuto Pichetto Fratin, citando in particolare l’approccio più flessibile agli obiettivi dell’arresto del deterioramento e l’approccio più graduale nella elaborazione del Piani nazionali.
“Ma il testo com’è adesso – ha sottolineato il ministro – non fornisce le necessarie garanzie di efficacia e applicabilità”. SI tratta di “uno strumento legislativo cruciale, e non possiamo permetterci che questo strumento non sia applicabile ed efficace e che non sia sostenibile per tutte le categorie interessate”, e in particolare “per i settori dell’agricoltura e della pesca”. L’Italia inoltre considera che “quanto previsto dal testo continua a non essere soddisfacente” in materia di deroghe dalle norme di tutela delle zone naturali riguardo agli impianti di energie rinnovabili, “ma anche riguardo agli obiettivi quantitativi di ripopolamento dell’avifauna”. Ma, ha osservato Pichetto Fratin, “la perplessità più forte resta quella sulle possibili implicazioni finanziarie, che incidono direttamente sull’applicabilità concreta del regolamento. Continuiamo a ritenere che la disponibilità di risorse certe ed adeguate rappresenti una condizione imprescindibile per poter sostenere la fattibilità degli obiettivi e degli obblighi definiti” dalla nuova normativa.
Per questo, l’Italia ha chiesto “di esplicitare la previsione di misure aggiuntive adeguate e certe per affrontare le esigenze individuate, e l’inserimento anche nell’articolato del regolamento della possibilità di uno strumento (finanziario, ndr) specifico dedicato per il ripristino della natura”. “Le risorse necessarie per l’attuazione del regolamento devono essere chiarite e disponibili prima della sua entrata in vigore. Riteniamo quindi che il testo negoziale non assicuri un adeguato bilanciamento tra obiettivi e fattibilità, e che rischi, al contrario, di rendere inapplicabile il regolamento. Per questa ragione – ha concluso Pichetto Fratin -, esprimiamo la nostra contrarietà al testo”.
Mbda Italia, Soccodato a Le Bourget: domanda crescente, momento interessanteParigi, 20 giu. (askanews) – “Per me è un’avventura molto interessante, dopo 18 anni in un ruolo Corporate Leonardo passo in un’azienda operativa, una joint venture, la più grande del settore missilistico che c’è in Europa, di successo, con quattro paesi chiave in Europa, e, avendo esperienza di carattere internazionale, penso sia estremamente interessante”.
Lo dice ad askanews dal salone aeronautico di Le Bourget 2023, Giovanni Soccodato, da inizio giugno Mbda executive group director sales & business development e managing director di Mbda Italia, facendo il punto sulle attività di Mbda e sui progetti in via di sviluppo, come il progetto Hydis. “Così come estremamente interessante è il momento che sta vivendo Mbda – continua infatti Soccodato -, con una domanda crescente da parte dei clienti. Ed è confermato anche dai programmi importanti che stiamo facendo ed abbiamo fatto negli ultimi anni con le Forze Armate italiane, programmi che guardano a diversi settori, dalla difesa aerea, alla difesa navale e delle infrastrutture strategiche. Quindi anche su questo stiamo creando il futuro della nostra azienda. Pensando alla difesa aerea, con l’esperienza importantissima fatta con i sistemi Aster, stiamo guardando a nuove tecnologie e nuovi sviluppi: stiamo partecipando insieme ai partner francesi, tedeschi, inglesi e olandesi al progetto Hydis, per il quale aspettiamo a brevissimo di chiudere un contratto con la Commissione europea per nuove soluzioni tecnologiche per intercettori contro minacce ipersoniche ad alta quota, quindi con una sfida anche tecnologica che vedrà partecipare anche Mbda Italia con soluzioni e competenze italiane, che ci farà crescere in tecnologia e darà complessivamente all’Europa quella capacità di difesa completa multistrato per la difesa aerea dal cortissimo raggio fino al lunghissimo raggio antibalistico. Un tema molto importante”.
Dl Pa, Governo ottiene fiducia al Senato con 103 sì. E’ leggeRoma, 20 giu. (askanews) – Il Governo incassa la fiducia al Senato sulla conversione in legge del decreto Pa senza modifiche rispetto al testo approvato alla Camera dei Deputati con 103 voti favorevoli, 72 voti contrari e un astenuto. Il provvedimento diventa legge.
Il decreto per il rafforzamento della Pubblica amministrazione contiene, tra l’altro, l’abolizione del controllo concomitante della Corte dei Conti sul Pnrr e la proroga di un anno, al 30 giugno 2024, dello ‘scudo erariale’ che esclude il danno erariale per i pubblici funzionari o per chi gestisce denaro pubblico che agiscono con colpa grave. Resta in caso di dolo. Le altre misure del decreto comprendono, tra l’altro, il rafforzamento degli organici della P.A. nelle sue diverse articolazioni centrali e territoriali, con particolare riguardo alle strutture e agli uffici preposti all’attuazione del Pnrr, la possibilità per le amministrazioni che sono qualificate come ‘soggetti attuatori’ del Pnrr di conferire a personale esterno incarichi dirigenziali oltre i limiti previsti, disposizioni in materia di concorsi per il reclutamento di personale.
Pil, Upb: migliorano attese nel 2023, rischi al ribasso sul 2024Roma, 20 giu. (askanews) – Migliorano le attese sulla crescita dell’economia italiana nel 2023 mentre si confermano rischi al ribasso per il 2024. E’ quanto emerge dal Rapporto sulla politica di bilancio presentato dell’Ufficio parlamentare di bilancio.
“All’inizio del 2023 il quadro degli indicatori disponibili ha assunto un’intonazione favorevole, nonostante il perdurare di fattori di fragilità come il conflitto in Ucraina, l’elevata inflazione e il manifestarsi di nuove tensioni finanziarie” segnala l’UPB. “La crescita del PIL dell’Italia nel primo trimestre di quest’anno (0,6 per cento in termini congiunturali) è risultata migliore delle attese, sia del Ministero dell’Economia e delle finanze sia del panel UPB” prosegue la ricerca “al momento si qualificano quindi rischi al rialzo sulle stime di quest’anno. Nel medio periodo (specialmente per il 2024) i fattori di rischio per il nostro Paese si confermano invece orientati al ribasso, così come le attese sul contesto economico globale”.
Investimenti esteri,Ey:Italia guida grandi economie Ue per incrementoRoma, 20 giu. (askanews) – Lo scorso anno è stato un anno positivo per gli investimenti esterti in Italia, che ha ottenuto su questo versante il miglior incremento tra i grandi Paesi europei. E’ quanto emerge daEY Europe Attractiveness Survey 2023, ricerca annuale che analizza l’andamento degli investimenti diretti esteri in Europa e le percezioni di investitori, rappresentanti istituzionali e opinion leader locali e internazionali, con l’obiettivo di misurare il livello di attrattività di ciascun Paese, individuare i driver di investimento futuri e le principali criticità.
Secondo il rapporto nel 2022 sono stati annunciati 243 progetti di investimenti diretti esteri (IDE) in Italia, con un incremento del 17% sul 2021 (vs Germania -1%; Regno Unito: -6%; Francia: +3%). C’è ancora uno spazio di crescita rilevante considerando la dimensione dell’economia italiana: si è mantenuta costante al 4% la quota di mercato dell’Italia sul totale degli IDE a livello europeo (vs Francia e Germania che detengono rispettivamente il 21% e il 14%). Secondo lo studio inoltre Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Germania risultano i maggiori investitori in Italia. E vi è ottimismo per le prospettive del Paese: il 54% delle imprese intervistate ha intenzione di investire in Italia nei prossimi dodici mesi e il 57% ritiene che l’Italia migliorerà la propria attrattività nei prossimi tre anni. Italia promossa dagli investitori anche per l’impegno sulle tematiche ESG, sugli incentivi all’innovazione tecnologica e sulla formazione del capitale umano.
“L’Italia continua a essere attrattiva, anche in un anno in cui le difficoltà economiche e finanziarie, insieme alle crisi geopolitiche, hanno avuto un impatto sugli investimenti diretti esteri in Europa. Se il continente registra un incremento modesto dell’1,4% rispetto al 2021, l’Italia si posiziona tra i primi dieci Paesi europei per numero di progetti: un segnale di fiducia nei confronti del Sistema Paese. Tuttavia, la quota di mercato detenuta dall’Italia resta pressoché stabile al 4%, nonostante sia la quarta economia europea dopo Germania, Regno Unito e Francia, che detengono invece rispettivamente il 14%, 16% e il 21% degli IDE registrati a livello europeo. Ciò significa che possiamo crescere ancora molto. L’opportunità offerta dal PNRR e la tenacia dimostrata dal tessuto imprenditoriale italiano possono essere alla base di nuove strategie di crescita nel medio e lungo periodo” – commenta Massimo Antonelli, CEO di EY in Italia e Chief Operating Officer di EY Europe West. “Sebbene il rallentamento della crescita in Europa, il livello di debito pubblico e l’andamento crescente dei tassi di interesse stiano influenzando le strategie di investimento in Italia – commenta Marco Daviddi, Strategy & Transactions Managing Partner di EY in Italia e Strategy & Transactions Markets Leader Europe West di EY – i player di mercato mantengono un moderato ottimismo: il 54% delle imprese intervistate ha intenzione di investire in Italia nei prossimi dodici mesi e il 57% ritiene che l’Italia migliorerà la propria attrattività nei prossimi tre anni. I settori digital economy, energia e beni di consumo, incluso il comparto agroalimentare, sono quelli considerati dalle imprese estere come più promettenti nel trainare la crescita italiana nei prossimi anni. Business services, marketing e vendite e processi di produzione risultano essere le funzioni aziendali su cui gli investitori esteri puntano maggiormente, anche per effetto dei trend di reshoring e nearshoring. La funzione di ricerca e sviluppo, tra quelle a maggior intensità di know-how, risulta ancora meno sviluppata in Italia rispetto ad altre economie europee: in quest’ambito lo spazio di miglioramento è ampio e si potrà far leva sugli investimenti pubblici del PNRR” .