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Risparmio, Nomisma: in 1 anno dimezzata la capacità degli italiani

Risparmio, Nomisma: in 1 anno dimezzata la capacità degli italianiRoma, 27 feb. (askanews) – Pandemia, conflitto russo-ucraino, impennata dei costi dell’energia e rialzo dell’inflazione sono i fattori che più recentemente hanno colpito ecosistemi economici, produttivi e sociali. Questo clima di incertezza si riflette direttamente anche sui consumatori che iniziano ad avvertire in modo intenso la diminuzione del loro potere d’acquisto, dato confermato anche dall’ultima rilevazione Istat che ha visto le vendite al dettaglio diminuire dello 0,8% in volume. Negli ultimi 12 mesi la capacità di risparmio è diminuita o molto diminuita per il 54% degli italiani.
Per comprendere ancora più da vicino il mondo in cui viviamo e anticipare quello in cui vivremo Nomisma lancia l’Osservatorio Changing World che, attraverso rilevazioni bimestrali su un campione rappresentativo di italiani di età compresa tra i 18 e i 65 anni, consente di interpretare e anticipare i cambiamenti sociali in corso e indagare aspettative, valori, bisogni e modelli di acquisto dei cittadini.
Dall’Osservatorio emerge come nell’ultimo anno l’88% delle famiglie abbia adottato opportune strategie di risparmio per far fronte al rincaro dell’energia e all’aumento generale dei costi. Nonostante questo, il 14% degli intervistati ritiene di guadagnare meno di quanto avrebbe bisogno per sostenere le spese necessarie.
Per altro, il 25% dele famiglie si ritrova a spendere tutto quello che guadagna solo per far fronte alle spese strettamente necessarie come le utenze, gli imprevisti che riguardano la propria abitazione e l’alimentazione, senza potersi permettere altro. Solo 1 italiano su 2 spende meno di quello che guadagna riuscendo così a risparmiare qualcosa senza dover fare troppe rinunce.
L’indagine condotta da Nomisma evidenzia come a guidare la ricerca del risparmio sia soprattutto l’incertezza che condiziona pesantemente questa fase del ciclo economico. Il 38% di chi risparmia lo fa proprio perché il futuro sembra essere troppo incerto, mentre il 23% mette soldi da parte per affrontare con tranquillità eventuali spese impreviste.
Guardando al futuro le prospettive non sembrano migliori: non solo le famiglie temono di non riuscire a risparmiare, ma il 26% di esse teme di non riuscire ad arrivare alla fine del mese. Inoltre, pensare al risparmio familiare o capire come poter risparmiare parte del reddito è per 1 italiano su 2 motivo di ansia e stress.
“L’attuale periodo storico e gli avvenimenti degli ultimi tre anni hanno modificato e continuano a modificare profondamente la quotidianità degli italiani” – sottolinea Valentina Quaglietti di Nomisma. “Se da un lato abbiamo preso coscienza del fatto che si è delineato un new normal che nulla ha a che vedere con il pre-pandemia, dall’altro si è diffusa anche la consapevolezza che sarà sempre più ricorrente il verificarsi di nuove normalità. Ed è proprio su questi presupposti che Nomisma ha dato vita a questo nuovo osservatorio che vuole essere uno strumento concreto a disposizioni di imprese, associazioni, istituzioni e policy maker che – in un mondo in continua trasformazione – vogliono intercettare tempestivamente le nuove tendenze e rendere la conoscenza del loro mercato di riferimento una leva strategica di crescita”.

Confcommercio: 100mila negozi spariti dal 2012 a oggi

Confcommercio: 100mila negozi spariti dal 2012 a oggi

Aumentano attività di alloggio e ristorazione. Sempre più imprese gestite da stranieri

Roma, 27 feb. (askanews) – Tra il 2012 e il 2022 sono sparite, complessivamente, oltre 99mila attività di commercio al dettaglio e 16mila imprese di commercio ambulante; in crescita alberghi, bar e ristoranti (+10.275); nello stesso periodo, cresce la presenza straniera nel commercio, sia come numero di imprese (+44mila), sia come occupati (+107mila) e si riducono le attività e gli occupati italiani (rispettivamente -138mila e -148mila).
Nelle 120 città medio-grandi, la riduzione di attività commerciali e la crescita dell’offerta turistica risultano più accentuate nei centri storici rispetto al resto del comune, con il Sud caratterizzato da una maggiore vivacità commerciale rispetto al Centro-Nord. Questi i principali risultati dell’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio “Demografia d’impresa nelle città italiane”.
Cambia anche il tessuto commerciale all’interno dei centri storici con sempre meno negozi di beni tradizionali (libri e giocattoli -31,5%, mobili e ferramenta -30,5%, abbigliamento -21,8%) e sempre più servizi e tecnologia (farmacie +12,6%, computer e telefonia +10,8%), attività di alloggio (+43,3%) e ristorazione (+4%).
La modificazione e la riduzione dei livelli di servizio offerto dai negozi in sede fissa confina con il rischio di desertificazione commerciale delle nostre città dove, negli ultimi 10 anni, la densità commerciale è passata da 9 a 7,3 negozi per mille abitanti (un calo di quasi il 20%). Per evitare gli effetti più gravi di questo fenomeno, per il commercio di prossimità non c’è altra strada che puntare su efficienza e produttività anche attraverso una maggiore innovazione e una ridefinizione dell’offerta. E rimane fondamentale l’omnicanalità, cioè l’utilizzo anche del canale online che ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni, con le vendite passate da 16,6 mld nel 2015 a 48,1mld nel 2022. Elemento, questo, che ha contribuito maggiormente alla desertificazione commerciale ma che rimane comunque un’opportunità per il commercio “fisico” tradizionale.
Tutte le attività considerate – sottolinea Confcommercio – ammontano a poco meno di 884mila unità che è la somma di dettaglio in sede fissa, ambulanti e alberghi e pubblici esercizi più le altre attività di commercio al di fuori dai negozi. Tanto per il totale Italia quanto per le 120 città considerate, se è possibile affermare che il tessuto produttivo e commerciale abbia tenuto molto bene durante la pandemia e abbia attraversato con successo le più difficili fasi della crisi energetica, allo stesso tempo è necessario rimarcare la perdita di tessuto commerciale in sede fissa, con una riduzione del numero di punti di vendita attorno al 4% tra il 2019 e il 2022, valore che supera il 9% per gli ambulanti. Rispetto al 2012, le perdite oggi valgono quasi 100mila unità per il dettaglio in sede fissa, di cui un quarto circa nelle 120 città considerate.
La crescita delle attività di alloggio e ristorazione non compensa le riduzioni del commercio, ma modifica in misura rilevante le caratteristiche dell’offerta nelle città e nell’economia in generale. Complessivamente, la doppia crisi pandemica ed energetica sembra avere enfatizzato i trend di riduzione della densità commerciale già presenti prima di tali shock. L’entità del fenomeno non può che destare preoccupazione.

Istat: a febbraio aumenta fiducia consumatori, stabile per imprese

Istat: a febbraio aumenta fiducia consumatori, stabile per impreseRoma, 27 feb. (askanews) – A febbraio è in aumento l’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 100,9 a 104,0), mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese rimane stabile a quota 109,1. E’ la stima dell’Istat.
Tra le serie componenti l’indice di fiducia dei consumatori sono in deciso miglioramento le opinioni sulla situazione economica generale mentre emergono segnali contrastanti dalle variabili riferite alla situazione economica familiare. I quattro indicatori calcolati mensilmente a partire dalle stesse componenti riflettono le variazioni registrate dalle singole variabili: il clima economico e il clima futuro registrano aumenti marcati (rispettivamente da 107,6 a 114,5 e da 108,6 a 113,4) mentre il clima personale e quello corrente aumentano in misura più contenuta (nell’ordine, da 98,6 a 100,5 e da 95,7 a 97,6).
Quanto alle imprese, il clima di fiducia peggiora nel comparto dei servizi di mercato (da 104,2 a 103,3) e in quello delle costruzioni (da 158,8 a 157,2), rimane stabile nella manifattura (a 102,8) e migliora nel commercio al dettaglio (da 110,6 a 114,6).
Considerando le componenti dei climi di fiducia delle imprese calcolati per i diversi comparti, l’Istat rileva che nei servizi di mercato i giudizi e le attese sugli ordini peggiorano mentre le opinioni sull’andamento degli affari sono in lieve miglioramento rispetto al mese scorso; nelle costruzioni valutazioni sugli ordini in peggioramento si affiancano ad aspettative sull’occupazione presso l’azienda in aumento. Per quanto riguarda la manifattura, le opinioni sugli ordini e sulla domanda e le aspettative di produzione registrano una dinamica positiva laddove le valutazioni sulle scorte evidenziano un accumulo. Infine, nel commercio al dettaglio giudizi e, soprattutto, aspettative sulle vendite sono stimate in deciso miglioramento mentre il saldo dei giudizi sulle scorte aumenta.

Cresce sui media l’interesse sui temi di “innovazione sociale”

Cresce sui media l’interesse sui temi di “innovazione sociale”

Indagine Mimesi per il Social Innovation Campus di Fond. Triulza

Milano, 27 feb. (askanews) – Il tema dell’innovazione sociale, le tematiche legate alla collaborazione e sostenibilità sono al centro delle discussioni e dei confronti in tutti gli ambiti di attività; la loro presenza cresce su tutti i media; influencer, aziende e istituzioni ne fanno oggetto prioritario delle loro presenze e interazioni sui social. E’ quanto emerge da un’indagine condotta dall’Osservatorio Mimesi in occasione della quarta edizione del Social Innovation Campus promosso da Fondazione Triulza che si svolgerà l’1 e il 2 marzo in presenza a Milano – in Mind.
Il tema dell’innovazione sociale è citato in 57 mila post/articoli nell’anno 2022, in calo del 12% rispetto al 2021 dove si erano registrate 65K mention totali, ma il numero di utenti raggiunti risulta in aumento del 18%, passando dai 51 milioni del 2021 ai 60milioni del 2022. Questo dato è il sintomo di un crescente interesse mostrato dagli utenti, piuttosto costante durante tutto l’arco dell’anno e su tutti i media analizzati (news online e universo social).
Tra le parole più correlate al tema spiccano termini come “sviluppo”, “progetto”, “comunità”, “collaborazione”, “sostenibilità” e “società”, che indicano che l’innovazione sociale viene portata avanti con un approccio concreto (progetto, collaborazione), che tende ad avere un impatto nella vita delle persone (comunità, società, sviluppo). Una conferma della grande trasversalità del tema la si trova nell’analisi delle espressioni più ricorrenti, tra queste emergono: “terzo settore”, “sviluppo sostenibile”, “rigenerazione urbana”, “modelli di business”, ed eventi come il “Salone della CSR” e il “Social Innovation Campus” di Fondazione Triulza.
“Dalla ricerca emerge la conferma al fatto che sia fondamentale la collaborazione tra organizzazioni del terzo settore, economia civile, aziende, istituzioni e ricerca perché l’innovazione sociale sia al centro dello sviluppo nei diversi settori – dice Chiara Pennasi, direttore di Fondazione Triulza – Fondazione Triulza opera in Mind con tutti gli stakeholder per promuovere l’attenzione all’ambiente, all’inclusione sociale e alla sostenibilità a tutto tondo nella città del futuro che sono frutto dell’alleanza tra settori diversi. Volontariato, coprogettazione tra profit e no profit e start up a impatto sono strategici per la crescita di progetti di innovazione sociale”. Business e tecnologie dimostrano grande interesse sul tema, e il maggiore numero di menzioni sui media online e social riguardano temi vicini alle persone: sostenibilità e cambiamento climatico (18 mila mention) seguito da lontano da startup (6.500) e inclusività (oltre 3.000). Nonostante il ruolo del terzo settore riconosciuto su questi temi il maggiore numero di interazioni con gli utenti le generano influencer, aziende e rappresentanti istituzionali: da Chiara Ferragni al ministro Crosetto, a Leroy Merlin parlando di progetti o temi concreti. Tra i profili social più impegnati nell’ambito dell’innovazione sociale, con un gran numero di post o articoli pubblicati, emergono account dedicati ai mondi sociale/ambientale (come il portale Innovazione Sociale) e allo smart finance, ma anche aziende private e centri studi.
“In seguito al confronto tra l’Osservatorio realizzato quest’anno e analisi elaborate da Mimesi diversi anni fa, come l’Osservatorio sulla CSR del 2014 e Osservatorio sulla Social Innovation del 2018) – dice Marina Bonomi, amministratore delegato di Mimesi – è emerso che, grazie a realtà come Fondazione Triulza, è stato svolto un gran lavoro sulla consapevolezza dei temi legati alla Social Innovation. Se nel 2014, l’89% delle conversazioni era generato da aziende, mentre i contributi spontanei dei non addetti ai lavori erano presenti solo in modo marginale, oggi, tematiche come sostenibilità, cambiamento climatico e inclusività sono diventati di dominio pubblico e sui social media ci sono sempre più persone che ne parlano e si informano (reach di 60M nel 2022, + 18% rispetto al 2021)”.
Il report completo dell’Osservatorio sulla Social Innovation 2024 è disponibile al link https://www.mimesi.com/ebook-social-innovation-fondazione-triulza/
Il Social Innovation Campus torna in presenza nella Social Innovation Academy di Mind – Milano Innovation District. La quarta edizione sarà dedicata al tema delle transizioni, da quella ecologica a quella digitale, giuste e inclusive e si svolgerà mercoledì 1 e giovedì 2 marzo: Transition4All. Verso un futuro sostenibile. Tutti i contenuti saranno accessibili anche Online per permettere, come le scorse due edizioni, di seguire il programma culturale da tutta Italia. Info e registrazione al sito www.sicampus.org
Il Social Innovation Campus promosso da Fondazione Triulza è il primo Campus italiano sull’Innovazione Sociale che ha coinvolto nelle sue tre prime edizioni circa 14.000 persone, di cui la metà giovani studenti delle scuole secondarie di secondo grado e universitari. Al Campus lavorano insieme e si confrontano studenti, terzo settore ed economia civile, imprese tecnologiche, finanza, università e centri di ricerca, istituzioni immersi nell’ecosistema MIND per condividere soluzioni innovative, sostenibili e inclusive.

Naufragio migranti, Crosetto: tragedia enorme. Fermare scafisti

Naufragio migranti, Crosetto: tragedia enorme. Fermare scafistiRoma, 26 feb. (askanews) – “È un’enorme tragedia quella avvenuta oggi sulle coste calabresi. Un bilancio drammatico che sale di ora in ora. Le immagini delle persone scomparse, tra cui anche bambini e neonati, stringono il cuore. Si tratta di un’ennesima ferita all’umanità di tutti noi”. Così in una nota il Ministro della Difesa Guido Crosetto, che sottolinea la necessità di fermare gli scafisti.
“Il dramma delle troppe vite umane sacrificate, per mero profitto, dai trafficanti di uomini e donne, meritano rispetto e dolore ma anche rabbia e reazione. Gli scafisti senza scrupoli vanno contrastati in ogni modo, con una risposta corale, seria, strutturata, che tolga loro la possibilità di sfruttare la povertà, le guerre, i cambiamenti climatici, per i loro biechi interessi. L’Europa – ha aggiunto il Ministro della Difesa – deve far sentire la sua voce e deve essere una voce unica, corale, condivisa tra Stati e Istituzioni, battendosi per la pace ovunque, investendo nella crescita dei paesi più poveri, offrendo asilo e possibilità di ingresso strutturati, controllati, legali e gratuiti, facendo accordi con i Paesi di partenza dell’immigrazione illegale. Non dobbiamo più permettere il ripetersi di simili tragedie e nessuno può girarsi dall’altra parte. L’Italia – conclude – è la porta del Mediterraneo ma le sue frontiere sono le porte di tutta l’Unione europea”.

Cospito, Anm: solidarietà a magistrati per minacce anarchici

Cospito, Anm: solidarietà a magistrati per minacce anarchiciRoma, 26 feb. (askanews) – “Si susseguono in questi giorni notizie di azioni violente e intimidatorie di movimenti anarchici in varie parti d’Italia, a Bari come a Roma e da ultimo a Pisa, dove un ordigno esplosivo è stato collocato all’ingresso secondario del Tribunale e solo per un caso non è deflagrato”. Lo scrive in una nota l’Associazione nazionale magistrati (Anm).
“La Giunta esecutiva della Associazione nazionale magistrati esprime solidarietà ai colleghi che oggi sono raggiunti da minacce e da azioni intimidatorie – si legge nella nota – soltanto per aver esercitato, con scrupolo e fedeltà alla legge, il loro ufficio in processi per gravi reati commessi da esponenti dei movimenti anarchici. La vicinanza della intera Associazione nazionale magistrati vuole essere anche una forte richiesta di attenzione e fattiva vigilanza alle Istituzioni competenti ad assicurare la sicurezza, perché la violenza non prevalga sui valori della civile convivenza che una giurisdizione indipendente quotidianamente realizza”.

Balneari, governo alle prese con maggioranza divisa e le categorie

Balneari, governo alle prese con maggioranza divisa e le categorieRoma, 25 feb. (askanews) – Governo alle prese con il nodo dei balneari, dopo il richiamo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha criticato il rinvio delle concessioni stabilito nel decreto milleproroghe. La strada da intraprendere non è stata ancora individuata.
Il Ministro per gli affari europei, Raffaele Fitto, che dovrà lavorare ad una mediazione con l’Europa, interpellato a margine di una iniziativa politica di FdI in provincia di Lecce, si è limitato a dire che “si terrà conto del richiamo del Quirinale. Lavoreremo in modo compatto per valutare la migliore soluzione possibile”.
Il riferimento alla compattezza per il governo è opportuno, considerando le posizioni all’interno della maggioranza tutt’altro che univoche. Fratelli d’Italia, nel corso dell’esame parlamentare del decreto, ha cercato di smarcarsi dal dossier, la Lega ha proposto un tavolo tecnico con i ministri coinvolti e le categorie, poi inserito nel decreto, mentre Fi ha spinto per la proroga delle concessioni e per la mappatura delle spiagge, misure anch’esse entrate nel provvedimento. Una soluzione, questa, che è stata apprezzata dalle associazioni dei balneari, che ora non intendono rinunciarvi, ma che porta il rischio di contenziosi con la Commissione europea per il ritardo nella liberalizzazione del settore. Il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri (Fi), interpellato da Askanews, ha sottolineato la necessità di avviare subito la mappatura delle concessioni “dalla quale sono certo che emergerà che la risorsa ‘spiaggia’ da poter mettere a gara non è scarsa. Abbiamo 8.000 chilometri di coste e c’è posto per gli attuali concessionari, per i nuovi, per i porti”.
Le opposizioni attaccano, temono la perdita della prossima tranche del Pnrr da 19 miliardi e chiedono che il governo riferisca in Parlamento. Per Carlo Calenda, leader di Azione, “la questione dei balneari è il tipico esempio di una categoria piuttosto ristretta che riesce a tenere in ostaggio partiti politici senza valori, in cerca di piccoli bacini di consensi. Una perfetta metafora del blocco del Paese. Bene ha fatto Mattarella a dare uno stop chiaro”.

G20 Finanze incagliato su frasi di condanna a guerra in Ucraina

G20 Finanze incagliato su frasi di condanna a guerra in UcrainaRoma, 25 feb. (askanews) – Alla fine la spaccatura tra G7, Usa e paesi europei, da una parte, e Russia e Cina, dall’altra, è emersa come il tema che ha maggiormente caratterizzato il vertice di ministri delle Finanze e banchieri centrali del G20 a Bangalore, in India. La riunione si è conclusa senza l’adozione di un comunicato formale, dopo che Mosca e Pechino si sono opposte a due paragrafi su cui in precedenza avevano puntato i piedi i paesi del G7. E su cui c’era l’appoggio di tutti gli altri Stati.
Paragrafi che riprendono le dichiarazioni del vertice dei leader dello scorso novembre a Bali. Al punto 3 viene ribadito che “la maggior parte dei membri (del G 20) condanna con forza la guerra in Ucraina e rileva che sta causando immense sofferenze umane, esacerbando le fragilità dell’economia globale, limitando la crescita, aumentando l’inflazione, danneggiando le catene di approvvigionamenti, aumentando l’insicurezza energetica e alimentare e accrescendo i rischi sulla stabilità finanziaria”.
Lo stesso documento – che, fatto inconsueto, è stato comunque pubblicato dalla presidenza indiana del G20, sebbene non fosse stato approvato – aggiunge che “ci stavano altri punti di vista e valutazioni della situazione e delle sanzioni”. L’altro paragrafo a cui Russia e India si sono opposte è il punto 4, dove si afferma anche che “l’uso o la minaccia dell’uso di armi nucleari è inammissibile”. E che la risoluzione pacifica dei conflitti, così come la diplomazia e il dialogo sono “vitali”.
Nel corso delle discussioni, tra giovedì e oggi, praticamente tutte le delegazioni del G7 avevano avvertito che non avrebbero ammesso alcuna marcia indietro rispetto alla dichiarazione di Bali. Secondo alcune ricostruzioni di stampa, l’India avrebbe cercato di proporre alcune variazioni e smussare il linguaggio del comunicato, nel tentativo di ottenere comunque un consensus, con l’intento di cercare qualche spiraglio diplomatico per uscire dal quadro di muro contro muro.
Nella conferenza stampa della presidenza indiana al termine delle riunioni, è stato pure chiesto alla ministra delle finanze Nirmal Sitharaman se fosse rimasta delusa dal fatto che l’insistenza degli Usa – il segretario al tesoro Janet Yellen ha detto che il riferimento alla forte condanna della guerra era “assolutamente necessario” – avesse finito per offuscare altre tematiche in discussione, in particolare il supporto ai poveri. La ministra ha replicato che le discussioni sono una caratteristica tipica dei G20.
Tra gli altri temi sul tavolo l’economia globale: “ha mostrato leggeri miglioramenti. Tuttavia la crescita resta lenta e persistono rischi al ribasso sulle prospettive, inclusa l’elevata inflazione, una possibile ripresa della pandemia e l’inasprimento delle condizioni di finanziamento, che potrebbe peggiorare le vulnerabilità sui debiti di molti di mercati emergenti in via di sviluppo”, afferma il “non comunicato” del G20.
“Per questo reiteriamo la necessità di politiche monetarie, di bilancio, finanziarie e strutturali ben calibrate per promuovere la crescita e mantenere la stabilità macroeconomica e finanziaria”, aggiungono i paesi del G20.
Per l’Italia a Bangalore erano presenti il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti e il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Giorgetti ha mostrato soddisfazione per l’eredità positiva lasciata dalla presidenza italiana del G20 del 2021, ma anche preoccupazione sui temi che scavano divergenze tra i Paesi, come la guerra ma non solo: anche la lotta ai cambiamenti climatici. Mentre “sicurezza energetica e insicurezza alimentare stanno spaccando il mondo in due”, ha detto.
Tornando al comunicato non approvato del G20, le banche centrali restano “fortemente impegnate a ottenere la stabilità dei prezzi in linea con i loro rispettivi mandati. Assicureranno che le aspettative di inflazione restino ben ancorate e comunicheranno chiaramente le politiche monetarie per aiutare a limitare ricadute negative tra paesi. L’indipendenza delle banche centrali è cruciale – si legge – per mantenere la credibilità delle loro politiche”.
Sulle politiche di bilancio dei governi, le delegazioni affermano che intendono “dare priorità a misure mirate a sostenere i gruppi più vulnerabili, mentre si manterrà la sostenibilità di bilancio di medio termine”.
Ministri delle Finanze e banchieri centrali del G20 rilanciano poi l’impegno a una “rapida attuazione” degli accordi sulla tassazione internazionale raggiunti assieme all’Ocse. E in uno dei capitoli approvati al vertice di Bangalore, in India, ribadiscono anche la volontà di superare le questioni ancora da regolare, in modo da poter firmare una convenzione multilaterale sul primo pilastro (Pillar one) dell’accordo Ocse entro la prima metà di quest’anno. Ribadito anche il pieno appoggio agli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici.
Via libera del G20, infine, ai lavori del Financial stability board per sottoporre a regolamentazione e vigilanza i sistemi di cripto asset, incluse le “stablecoin”. Più in generale viene ribadito l’impegno a migliorare i meccanismi di gestione delle operazioni di regolazione delle transazioni sui mercati finanziari e a rafforzare la resilienza di tutto il comparto, anche tramite una governance più appropriata riguardo ai cyberischi, sul coordinamento su questi temi e sulle terminologie e le definizioni da utilizzare.

Giorgetti: bene eredità Italia ma attenzione a sfide che dividono

Giorgetti: bene eredità Italia ma attenzione a sfide che dividonoRoma, 25 feb. (askanews) – Soddisfazione per la positiva eredità del G20 di due anni fa a guida italiana, da parte del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti al G20 finanziario a Bangalore, ma anche preoccupazione per i nodi su cui “aumentano le divergenze”, come la guerra in Ucraina e la sfida climatica, su cui il mondo si sta “spaccando in due”. E con fratture che si stanno aprendo anche nel mondo occidentale. “A conclusione di questo G20, c’è sempre la soddisfazione della positiva eredità del G20 italiano con la definizione delle linee di fondo su molti punti. Penso alla tassazione internazionale, dai due pilastri, diritto di tassazione e la tassa minima globale, al piano per la protezione della salute”, ha affermato Giorgetti, secondo quanto riporta una nota a margine delle conclusioni del G20 delle Finanze in India.
“Per il resto, le contorsioni sull’Ucraina e soprattutto la sfida climatica complicano e aumentano le divergenze. La sicurezza energetica e l’insicurezza alimentare stanno spaccando il mondo in due. La corsa alla transizione energetica non solo divide – ha rilevato Giorgetti – ma con l’aggiunta del controllo delle materie prime critiche sta provocando una frattura anche sul fronte occidentale tra Usa ed Europa, a sua volta molto frammentata. La sfida della transizione green invece di avere una risposta globale sta creando divergenze e spaccature a tutti i livelli”.

Lagarde: per i tassi non guardiamo la sfera di cristallo ma i dati

Lagarde: per i tassi non guardiamo la sfera di cristallo ma i datiRoma, 25 feb. (askanews) – Posto che la Bce intende alzare i tassi di interesse di altri 50 punti base al Consiglio direttivo di metà marzo, la presidente Christine Lagarde non si sbilancia sull’ipotesi di operare un ulteriore aumento di questa portata nella successiva riunione di maggio. “Non guardo la sfera di cristallo: voglio vedere i nuovi dati e voglio sentire i punti di vista dei miei colleghi quando vedono gli stessi dati. E’ in base a questo che prenderemo le nostre decisioni”.
“Ma una cosa è certa – ha affermato in una intervista al quotidiano finlandese Helsingin Sanomat, pubblicata mentre sta partecipando al G20 delle Finanze in India -: vogliamo riportare l’inflazione al 2% in maniera tempestiva”.
L’inflazione dell’eurozona resta “a livelli inaccettabilmente alti, ma è probabile – ha aggiunto – che declini a causa del fatto che i costi dell’energia stanno diminuendo. I prezzi di petrolio e gas naturale sono già calati ai livelli precedenti al Covid”.Questa moderazione, però, al momento non coinvolge anche l’inflaizone di fondo, quella deputata da energia e alimentari che al 5,3% resta ai massimi storici.
Quanto a eventuali errori che rimpiange sulle decisioni passate “avremmo forse potuto identificare alcuni movimenti inflazionistici un po’ prima”, ammette. “La maggior parte degli economisti e previsori inizialmente anticipavano che l’alta inflazione sarebbe stata transitoria e temporanea, e che poi sarebbe svanita. Tuttavia l’inflazione si è diffusa su una base molto più ampia di prodotti e servizi. Non sono sicura che avviare il rialzo dei tassi tre mesi prima avrebbe fatto una grande differenza. Ora quello che conta – ha aggiunto Lagarde – è che manteniamo la rotta con coerenza”. La Bce, tuttavia, ora sta valutando l’inclusione di elementi ulteriori nei suoi modelli previsionali.
Passando al rapporto tra politica monetaria della banca centrale e politiche di bilancio dei governi, secondo Lagarde bisogna cercare “un mix bilanciato”. “Quello che è importante, al momento, è che la politica di bilancio non alimenti l’inflazione, che richiederebbe una politica monetaria più restrittiva”. Perché in questa fase “c’è chiaramente un rischio che le politiche lavorino in direzioni opposte”.
Infine, sul come si collochi rispetto al cliché con cui vengono catalogati i banchieri centrali, tra “falchi”, se sostenitori di una linea monetaria risoluta e aggressiva, o “colombe” se invece più propensi alla prudenza e a una linea morbida: “definitivamente un gufo”, risponde.
Non è la prima volta che Lagarde usa questa immagine, anche se più che al rapace notturno che alcuni associano a foschi presagi, vorrebbe forse riferirsi alla civetta, simbolo della saggezza nell’antica Grecia (lo aveva suggerito in altre occasioni).
“Una delle caratteristiche dei gufi – ha detto – è quella di avere una visione a 360 gradi. L’obiettivo della Bce è assicurare la stabilità dei prezzi. Uno dei miei compiti, oltre a quello di capire pienamente la situazione economica, è guardare a tutti punti di vista nel Consiglio direttivo, per capire come i miei colleghi vedano la situazione nell’area euro e a livello nazionale e aiutarli a prendere le giuste decisioni, che ci porteranno al nostro obiettivo di stabilità dei prezzi”.
E più in generale, sempre su questo schema falchi-colombe, “i membri del Consiglio direttivo sono influenzati da molti fattori. Ma non darei un giudizio generale su un governatore della Banca centrale, sul fatto che se vieni da un paese ad alto debito sei una colomba mentre se vieni da un paese a basso debito sei un falco. La bellezza dell’Eurosistema è che ognuno viene al tavolo con le sue idee e con la mente aperta. In un certo modo devi abbandonare i tuoi preconcetti per raggiungere il consensus”.