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Wto, candidature chiuse, Ngozi Okonjo-Iweala verso secondo mandato

Wto, candidature chiuse, Ngozi Okonjo-Iweala verso secondo mandatoRoma, 9 nov. (askanews) – La nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala si avvia a un secondo mandato al vertice del Wto, l’organizzazione mondiale del commercio.


L’ambasciatore norvegese Petter Ølberg, presidente del Consiglio generale, ha informato i membri del WTO il 9 novembre che non erano state ricevute altre candidature per la posizione di Direttore generale entro la scadenza dell’8 novembre e che il Direttore generale in carica, Ngozi Okonjo-Iweala, è quindi l’unica candidata per il ruolo. Il Direttore generale Okonjo-Iweala – informa una nota del Wto – ha confermato la sua disponibilità a svolgere un secondo mandato di quattro anni nel ruolo in una lettera al Presidente del 16 settembre. L’8 ottobre, il WTO aveva formalmente avviato il processo di nomina del suo prossimo Direttore generale, con i membri con un processo operativo fino all’8 novembre per presentare le candidature.

Pechino, Fondazione Agnelli apre Cattedra Agnelli di cultura italiana

Pechino, Fondazione Agnelli apre Cattedra Agnelli di cultura italianaRoma, 9 nov. (askanews) – Oggi a Pechino, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stata inaugurata la Agnelli Chair of Italian Culture ospitata e gestita dal China-Europe Philanthropy Innovation Research Center (CEPIRC) della Università di Pechino, fra le prime al mondo. Il primo titolare della Cattedra sarà il Prof. Romano Prodi. Lo rende noto un comunicato della Fondazione Agnelli.


La Agnelli Chair of Italian Culture è stata ideata e promossa dalla Fondazione Agnelli, in collaborazione con il TOChina Hub dell’Università di Torino. Il Presidente della Fondazione Agnelli, John Elkann, ha partecipato alla cerimonia inaugurale e con i vertici dell’Università di Pechino e del CEPIRC ha firmato l’accordo che regola la Cattedra.


La Agnelli Chair of Italian Culture, operativa a partire dalla primavera del 2025, vuole avvicinare agli studenti e ai docenti della prima università cinese la cultura italiana in tutti i suoi aspetti. Racconterà alla futura classe dirigente del Paese il contributo che l’Italia ha storicamente offerto e tuttora propone non solo nel campo delle arti, ma anche della creatività, della conoscenza scientifica e tecnologica, dell’economia e della società. Parallelamente la Cattedra favorirà il dialogo tra le culture italiane e cinesi, migliorando la reciproca conoscenza. “Negli ultimi anni l’impegno della Fondazione Agnelli per migliorare la qualità della scuola e dell’università in Italia è cresciuto e continuerà a crescere con nuove iniziative e progetti di grande impatto, ha affermato John Elkann. La Agnelli Chair che inauguriamo oggi a Pechino, la prima nata in questo Paese su iniziativa di un’istituzione non-profit europea, è un ponte che costruiamo per stimolare la comprensione reciproca e la collaborazione pacifica tra i nostri paesi: racconterà con orgoglio alla Cina il meglio della cultura italiana, di ieri e di oggi, e al contempo rafforzerà il dialogo con il mondo cinese in tutti i suoi aspetti. Un obiettivo particolarmente importante nelle fasi di incertezza e di tensioni globali come è l’attuale.”


La cattedra è strutturata secondo un’idea innovativa: a rotazione in ciascuno dei due semestri accademici (term) sarà designato uno/una titolare, da scegliersi fra docenti ed esperti prestigiosi e brillanti, non necessariamente solo italiani, che sappiano restituire una visione della cultura italiana storica e contemporanea, analizzandone le principali determinanti in ambiti che spaziano dalle discipline umanistiche e artistiche alle scienze naturali, sociali e applicate. Ciascun docente titolare della Cattedra risiederà a Pechino per un periodo fra i due mesi e mezzo e i quattro, ricevendo uno stipendio e la copertura delle spese da parte dell’Università di Pechino, grazie al rendimento del patrimonio donato dalla Fondazione Agnelli, che ammonta a 2,5 milioni di euro. Sarà anche un ambasciatore della cultura italiana nel paese, stabilendo contatti con le comunità accademiche cinesi nella sua materia, dialogando con gli studenti per stimolare il loro interesse per l’Italia. Inoltre, la Cattedra intende stabilire e rendere permanenti occasioni di dialogo a due vie tra Cina e Italia, rendendo più profonda la reciproca conoscenza.


Per questa ragione la Agnelli Chair sarà collocata all’interno del CEPIRC, che è una struttura autonoma dell’Università dedicata proprio a sviluppare legami culturali con l’Europa e nata dal lavoro di anni del Forum filantropico Italia-Cina, guidato dal Prof. Romano Prodi e dal Prof. Giovanni Andornino dell’Università di Torino, di cui la Fondazione è membro sin dalla prima edizione. Saranno inoltre coinvolti nelle attività del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Pechino e dell’Istituto Italiano di Cultura in Cina. La Cattedra fa parte di un più ampio programma che la Fondazione Agnelli da anni promuove in Italia e nel mondo. Nel suo crescente impegno per contribuire al miglioramento del sistema educativo – dalla scuola dell’infanzia ai più alti livelli dell’istruzione – la Fondazione Agnelli promuove ogni anno ricerche e studi, insieme a progetti di didattica innovativa per e con le scuole. Diverse sono inoltre le iniziative sviluppate in ambito universitario:

Ue, von der Leyen: rapporto Draghi focus del summit a Budapest

Ue, von der Leyen: rapporto Draghi focus del summit a BudapestBruxelles, 8 nov. (askanews) – Colmare il divario nell’innovazione rispetto ai concorrenti globali dell’economia europea, semplificazione delle norme per le imprese e investimenti, pubblici e privati, abbattimento delle barriere interne ancora esistenti nel mercato unico, sostegno all’industria per la decarbonizzazione e la digitalizzazione, sicurezza strategica nelle catene del valore. Sono, in sostanza, i punti più importanti individuati dal rapporto di Mario Draghi sul futuro della competitività europea, a cui bisognerà dare seguito nei prossimi anni. Lo ha sottolineato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio europeo di Budapest.


“Oggi – ha riferito von der Leyen – il nostro tema principale è stato la competitività dell’Europa, e prima di tutto abbiamo indicato i nostri punti di forza: ad esempio, in confronto ai nostri principali concorrenti abbiamo la più lunga aspettativa di vita, abbiamo un eccellente sistema educativo che non si basa sul reddito dei genitori, abbiamo la più bassa disuguaglianza tra i redditi, e quindi molta sicurezza sociale, e abbiamo la maggiore riduzione delle emissioni di CO2; ma sappiamo anche che ci sono aree in cui dobbiamo migliorare le nostre prestazioni. E su questo – ha sottolineato – la base della nostra discussione è stata ed è l’inestimabile lavoro di Mario Draghi”. “È passato un anno – ha ricordato la presidente della Commissione – da quando gli ho chiesto se poteva produrre un rapporto del genere, che esaminasse la competitività dell’Unione europea, preparandolo per il prossimo mandato della Commissione”. E il rapporto Draghi “è stato accolto molto bene, come abbiamo visto nelle ultime settimane e mesi dalla sua pubblicazione: c’è un ampio consenso sul fatto che questa è la base su cui discutere e andare avanti. E nel frattempo, semmai,  è aumentata l’urgenza di dare seguito agli argomenti trattati nel rapporto”.  


Von der Leyen ha quindi esposto le priorità ricavate dalle analisi e le raccomandazioni di Draghi. “Innanzitutto, è molto chiaro da questo rapporto: dobbiamo colmare il divario di innovazione che abbiamo con i nostri concorrenti globali; soprattutto, occorre diffondere l’innovazione digitale in tutta la nostra economia. Siamo molto bravi, abbiamo una ricerca innovativa è eccezionale, ma poi c’è una carenza nel trasformare i risultati della ricerca in prodotti, e nel diffondere questi prodotti sul mercato dell’Ue. Ci sono ancora molte barriere all’innovazione e alle startup innovative che vediamo, e che il rapporto individua. Quindi la prima priorità deve essere quella di abbattere queste barriere con la semplificazione e l’accelerazione” delle procedure. Bisogna, ha insistito la presidente della Commissione, “ridurre la burocrazia per queste startup. Abbiamo già iniziato a farlo, ma vogliamo andare oltre. Le startup innovative ci dicono che è molto macchinoso per loro entrare nella dimensione del mercato unico, perché spesso devono confrontarsi con 27 diverse normative. Quindi vogliamo proporre un 28esimo regime, che sarà quello per queste startup innovative”.


” Un insieme di regole unico e semplice per tutta l’Unione europea – ha rilevato – è già accessibile, è volontario, e abbiamo circa 182 piccole e medie imprese che vi aderiscono”. Ora, con il 28esimo regime, “sarà dato loro accesso all’intero mercato unico e avranno la possibilità di crescere. L’obiettivo è infatti quello di utilizzare l’intero mercato unico perché le imprese possano crescere”. “Ci sono molti altri percorsi su cui dobbiamo lavorare nel mercato unico, e voglio dire che anche il rapporto Letta è molto utile anche, in questo caso, come tabella di marcia per il futuro”, ha poi riconosciuto la presidente della Commissione; con riferimento al rapporto dell’altro ex premier italiano, Enrico Letta, sul mercato unico, intitolato “Molto più che un mercato” e pubblicato lo scorso aprile. “La Commissione – ha detto von der Leyen – presenterà a giugno la sua strategia basandosi su questo rapporto e prenderemo in esame una migliore applicazione delle norme; vogliamo facilitare soprattutto il commercio transfrontaliero, l’innovazione e gli investimenti”.


“Come ha sottolineato Mario Draghi, abbiamo bisogno di più investimenti, in particolare di più capitale privato, per la  ricerca e sviluppo e per l’innovazione. Perciò – ha annunciato ancora la presidente della Commissione – lavoreremo su una ‘Unione europea del risparmio e degli investimenti’, perché molti dei risparmi non vanno agli investimenti di valore, ma restano in banca, ed è stato molto impressionante oggi ascoltare su questo Christine Lagarde”, la presidente della Bce. “I risparmi potrebbero andare su un mercato dei capitali profondo e liquido, se ci fosse un ambiente più favorevole per questi investimenti”. In questo modo “si sfrutterebbe la ricchezza di questi risparmi privati”. Un’altra priorità nell’attuazione del rapporto Draghi, secondo von der Leyen, è quella di “un piano congiunto per la competitività, la decarbonizzazione e la digitalizzazione”. In passato, ha ricordato, “abbiamo dimostrato che possiamo ridurre le nostre emissioni facendo crescere l’economia allo stesso tempo. Ma sappiamo di avere delle sfide da superare; quindi nei primi 100 giorni del nuovo mandato – ha confermato la presidente della Commissione – proporremo un ‘Clean Industrial Deal’ (Patto per l’industria pulita, ndr), che si baserà sul rapporto di Mario Draghi e sui 10 diversi dialoghi di settore che abbiamo condotto il mese scorso, per chiedere all’industria di cosa ha bisogno per raggiungere l’obiettivo zero emissioni nette nel 2050, e come possiamo supportarla per questo. E la somma di tutto sarà nel Clean Industrial Deal”. Nella nuova proposta legislativa, “uno degli argomenti principali sarà l’energia, che è stato un altro argomento importante nella discussione di oggi” ha riferito ancora von der Leyen. “Sappiamo che è stata una sfida enorme superare la crisi energetica scatenata dalla guerra della Russia contro l’Ucraina. Ma i prezzi dell’energia – ha lamentato – sono ancora strutturalmente troppo alti, devono scendere, e questo è uno dei compiti che ci attendono per la nuova Commissione. Abbiamo discusso il tema delle reti, degli interconnettori e dello stoccaggio dell’energia, e i permessi più semplici e rapidi per le energie rinnovabili, che saranno essenziali”. L’ultima priorità evidenziata dalla presidente della Commissione, infine “è il rafforzamento della nostra sicurezza strategica: sappiamo – ha notato – che le dipendenze eccessive possono trasformarsi rapidamente in vulnerabilità, ed è per questo che sono necessarie catene di approvvigionamento stabili e sicure per alimentare il futuro della nostra economia. Conosciamo tutti il tema delle materie prime critiche. Sappiamo che entro il 2030, ad esempio, la domanda di alcuni minerali aumenterà in modo esponenziale. Quindi – ha sottolineato ancora – abbiamo bisogno di agire ora, e di un coordinamento a livello Ue per garantire l’accesso a queste materie prime”. Secondo von der Leyen, “ci sono due modi per farlo: il primo è diversificare gli approvvigionamenti di materie prime critiche, con partenariati commerciali con altre regioni del mondo, in modo da non dipendere da un singolo fornitore; il secondo è ancora più interessante, e riguarda il tema dell’economia circolare: se si ricicla non è necessario ottenere nuove materie prime critiche. E se si guarda agli ultimi sviluppi nelle startup per il riciclaggio, è affascinante vedere quanto si può estrarre da un prodotto che normalmente andrebbe sprecato, e come si possa estrarre di nuovo queste materie critiche come risorse preziose, e reinserirle nel nuovo ciclo di produzione”. “Quella dei leader dei Ventisette oggi, insomma, è stata una discussione molto fruttuosa sul rapporto Draghi e sulla strada da seguire”, ha concluso von der Leyen. 

Trasporti, sindacati: adesione sciopero totale

Trasporti, sindacati: adesione sciopero totaleRoma, 8 nov. (askanews) – “Adesione pressoché totale allo sciopero in corso oggi per sollecitare il rinnovo del Ccnl Mobilità/Tpl scaduto il 31 dicembre 2023 e una numerosissima partecipazione di lavoratrici e lavoratori alla manifestazione odierna davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”. Lo comunicano unitariamente Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro.


“Ringraziamo le lavoratrici e i lavoratori – proseguono le organizzazioni sindacali – che hanno fatto sentire ancora una volta la loro voce, uniti e compatti per il riconoscimento della propria dignità, sono loro che ogni giorno garantiscono la mobilità di cittadine e cittadini in ogni angolo del Paese”. “Muovendo dallo sciopero proclamato per il rinnovo del contratto, abbiamo ottenuto dal Mit la convocazione di un tavolo di confronto alla presenza del viceministro Rixi e anche dei rappresentanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero del Lavoro. Durante l’incontro di oggi al Mit abbiamo posto i temi della sicurezza, alla luce dell’escalation delle aggressioni degli ultimi mesi e della instabilità del sistema del Tpl”.


Quanto al tema delle aggressioni, riferiscono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro.”il viceministro ha dato disponibilità ad accelerare i tavoli in corso, mentre si aprirà contestualmente al percorso di rinnovo del Ccnl, anche una riflessione sull’opportunità di procedere una riforma del comparto, come stiamo chiedendo da anni”.

Usa, Tesla balza a capitalizzazione di 1.000 mld dopo vittoria Trump

Usa, Tesla balza a capitalizzazione di 1.000 mld dopo vittoria TrumpNew York, 08 nov. (askanews) – Le azioni di Tesla sono salite di oltre il 6% nelle contrattazioni di meta’ mattina di venerdi’, spingendo per la prima volta la capitalizzazione di mercato del produttore di veicoli elettrici oltre mille miliardi di dollari, entrando nel club dei trilionari.


Gli investitori hanno valutato positivamente il coinvolgimento di Elon Musk, Ceo dell’azienda con il neoeletto presidente Donald Trump. Con Trump in carica, Musk e la sua azienda automobilistica riceveranno probabilmente meno controlli dalla Securities and Exchange Commission e dal Dipartimento di Giustizia, che stanno esaminando la tecnologia di assistenza alla guida di Tesla . Se Musk ricevesse un incarico di governo per ridurre la spesa pubblica, potrebbe prendere di mira il National Labor Relations Board, il che toglierebbe un po’ di potere ai sindacati, anche se i dipendenti statunitensi di Tesla non aderiscono a nessuna sigla.

Wall Street, record DJ sopra 44mila punti ancora in scia a Trump

Wall Street, record DJ sopra 44mila punti ancora in scia a TrumpRoma, 8 nov. (askanews) – Record dell’indice Dow Jones a Wall Street, dove si profila il più forte bilancio settimanale di rialzi. L’azionario Usa è stato proiettato in positivo dal trionfo di Donald Trump alle presidenziali e dalla parallela affermazione dei repubblicani al Congresso. L’indice Dow Jones supera per la prima volta la soglia psicologica dei 44.000 punti nel pomeriggio si attesta in rialzo dello 0,61%. L’S&P 500 guadagna uno 0,30% mentre il Nasdaq, che ieri aveva registrato un rally, è il ripiegamento dello 0,21%.

Ferrovie, AV/AC Napoli-Bari, Ferrante:sprint lavori, ultimata entro 25

Ferrovie, AV/AC Napoli-Bari, Ferrante:sprint lavori, ultimata entro 25Napoli, 8 nov. (askanews) – “L’Alta velocità/Alta capacità Napoli-Bari verrà realizzata nel rispetto del cronoprogramma stabilito grazie ad un nuovo sprint sui lavori. Si tratta di un’opera da 6 miliardi di euro, finanziati anche con fondi Pnrr, che rappresenta un Sud in grado di correre dopo anni di immobilismo”. L’ha detto il sottosegretario al Mit, con delega alle Opere commissariate, Tullio Ferrante, a margine del sopralluogo eseguito questa mattina sulla tratta Cancello-Frasso Telesino della linea Alta velocità/Alta capacità Napoli-Bari. “Qui stanno operando le migliori maestranze e le più avanzate capacità ingegneristiche del Paese, sorrette dalla ferma volontà istituzionale di modernizzare le infrastrutture del Mezzogiorno: la nostra politica del fare è la miglior garanzia contro l’anatema dei ritardi lanciato da chi non vuole veder crescere questo Paese”, ha aggiunto Ferrante che è stato accompagnato da Roberto Pagone, commissario straordinario dell’opera, dai dirigenti e tecnici Rfi (Gruppo FS) e dalle rappresentanze delle imprese appaltatrici.


Il sottosegretario è stato il primo a percorrere il tratto realizzato, per circa 16 km, sia all’aperto che in sotterraneo, a bordo di un carrello ferroviario. “I lavori della tratta Cancello-Frasso, grazie alle misure attuate in sinergia tra Rfi e appaltatore per superare le criticità emerse in corso d’opera, procedono spediti e saranno ultimati nel 2025, rendendo finalmente possibile il collegamento diretto tra Napoli e Bari in poco più di due ore e mezza. Nel mentre, resta confermato anche l’obiettivo di attivare l’intera linea entro l’orizzonte del 2028. La mia attenzione, così come quella del Mit e del Governo, è massima su una delle grandi infrastrutture del Paese a cui stiamo lavorando per rilanciare lo sviluppo economico e sociale dei nostri territori e che potenzierà il corridoio europeo ‘Scandinavia-mediterraneo’ della rete Ten-T. L’alta velocità Napoli-Bari non fungerà solo da cerniera strategica tra i due versanti del nostro Paese, ma sarà essenziale per proiettare il Sud verso il centro dell’Europa”, ha concluso Ferrante.

Assicurazioni, boom di recalmi in Italia: +19% nel I semestre

Assicurazioni, boom di recalmi in Italia: +19% nel I semestreRoma, 8 nov. (askanews) – Boom di reclami contro le compagnie di assicurazioni, in particolare sull’RC Auto. Nel primo semestre di quest’anno le imprese di assicurazione italiane ed estere che operano in Italia hanno ricevuto dai consumatori 62.330 reclami, con un incremento del 18,9% rispetto all’analogo periodo del 2023. Lo riferisce l’Ivass, secondo cui il 44,1% dei reclami ha riguardato la r.c. auto, il 41% gli altri rami danni e il 14,9% i rami vita.


L’incremento, prosegue l’autortà con un comunicato, è dovuto principalmente ai reclami ricevuti dalle imprese di assicurazioni italiane (51.782, +20,5%); in aumento, seppure più contenuto (+12,1%), anche i reclami verso le imprese estere. Quanto all’esito, è stato accolto il 33% dei reclami, in pratica uno su tre, l’8% si è concluso con una transazione e il 59% è stato respinto. Il tempo medio di risposta è stato di 22 giorni, ben al di sotto della soglia normativamente prevista di 45 giorni.

Africa, Giorgetti: “Priorità geopolitica chiave per l’Italia”

Africa, Giorgetti: “Priorità geopolitica chiave per l’Italia”Roma, 8 nov. (askanews) – “L’Africa è una priorità geopolitica chiave per l’Italia, come dimostra il lancio del piano Mattei per l’Africa, che introduce un nuovo modello di partnership con i paesi africani basato su equità di cooperazione, interessi condivisi e benefici comuni”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento alla conferenza “Italy and the World Bank Group: Partnering for Africa’s Prosperity”, organizzata a Roma da Banca Mondiale, Banca d’Italia e ministero dell’Economia e delle Finanze.


“Tramite un approccio incrementale, in cui gli obiettivi sono definiti assieme ai nostri partner africani, il Piano Mattei ora coinvolge nove paesi pilota: Algeria, Repubblica del Congo, Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Kenya, Marocco, Mozambico e Tunisia”, ha spiegato. E si focalizza “su sei pilastri strategici, identificati come aree vitali di cooperazione: energia, infrastrutture digitali e fisiche, agricoltura, acqua, salute, educazione e formazione”. “Quest’anno la presidenza italiana del G7 si è focalizzata sull’Africa e ha ridato slancio ai negoziati Ida 21 replenishment” (la International Development Association, il ramo della Banca Mondiale che interviene sui Paesi più poveri), “come messo in rilievo dalle dichiarazioni del vertice dei ministri delle finanze del G7 che si è svolto a Stresa”, ha rivendicato Giorgetti.


Il ministro ha spiegato che l’Italia esprime forte sostegno su tre aree chiave. “Primo, la creazione di posti di lavoro e il ruolo del settore privato, perché bisogna assicurare che le imprese locali, incluse le Pmi, possano avere accesso a finanziamenti, risorse e reti”. Secondo, “la fragilità: supportiamo pienamente l’iniziativa dell’Ida per rafforzare gli interventi in aree e paesi fragili e colpiti da conflitti”, ha proseguito. Terzo, l’integrazione regionale: “può contribuire a espandere l’accesso ai mercati e facilitare il commercio intra regionale, tramite miglioramenti dei corridoi di scambi, delle reti di trasporto e delle infrastrutture di energia”.


Giorgetti a menzionato una molteplicità di interventi e iniziative e a citato “l’eccellente cooperazione” che in questi ambiti si è messa in campo con la Banca mondiale.

Tpl, fonti Mit: “Cgil sconcertante, no a mobilitazione selvaggia”

Tpl, fonti Mit: “Cgil sconcertante, no a mobilitazione selvaggia”Roma, 8 nov. (askanews) – “Il diritto allo sciopero è sacrosanto, ma è inaccettabile proclamare una mobilitazione selvaggia e senza tutele per chi ha bisogno di muoversi, di curarsi, studiare o lavorare. Troppi italiani, oggi, sono in difficoltà perché la sconcertante Cgil inneggia alla rivolta sociale guardacaso di venerdì”. Lo affermano fonti del ministero di Infrastrutture e Trasporti.


“Sul fronte del contrasto alla criminalità, con particolare riferimento a stazioni e treni, il Mit è in prima linea come testimoniato dagli investimenti e dai risultati di Fs Security. Il ministro Matteo Salvini – aggiungono le stesse fonti – non consentirà più a minoranze irresponsabili di boicottare l’Italia”.