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Salvini: Macron e Scholz spalancano le porte a una guerra planetaria

Salvini: Macron e Scholz spalancano le porte a una guerra planetariaMilano, 29 mag. (askanews) – “L’Italia ripudia la guerra, questo dice la nostra Costituzione. Lo tengano ben presente Macron e Scholz, Francia e Germania che anche in queste ore, come troppo spesso accade, pretendono di decidere a nome di tutti gli europei cosa fare e non fare, anche a proposito della guerra. Quando dicono che le armi che abbiamo mandato all’Ucraina per difendersi possono essere usate per bombardare e uccidere in Russia, dicono qualcosa di folle e spalancano le porte alla tragedia di una guerra planetaria. La Lega e il governo italiano dicono no a qualsiasi ipotesi di guerra”. Lo afferma il segretario della Lega e vice premier Matteo Salvini, in una dichiarazione.

Autonomia,Pd chiede stop immediato Camera a ddl: è incostituzionale

Autonomia,Pd chiede stop immediato Camera a ddl: è incostituzionaleRoma, 29 mag. (askanews) – Il Pd ha chiesto “l’immediato stop” dell’esame della Camera del ddl del Governo Calderoli per l’Autonomia differenziata fra le regioni perchè “è incostituzionale e non garantisce equilibrio bilancio dello Stato”, ai sensi dell’articolo 81, alla luce dei pareri acquisiti dagli uffici di Montecitorio.


“Il ddl autonomia è incostituzionale perché viola l’articolo 81 della Costituzione che assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del bilancio dello Stato”, si legge il parere negativo della commissione Bilancio della Camera presentato dal gruppo parlamentare del Pd alla vigilia della discussione in aula del provvedimento governativo promosso dal ministro Calderoli. “Il Mef ha chiaramente detto che non è in grado di quantificare gli impatti economici dell’autonomia differenziata – sottolineano i democratici – e questo sarebbe sufficiente a interrompere immediatamente l’esame del provvedimento. Ma i partiti di maggioranza non si fidano più di loro stessi e vanno avanti a colpi di strappi e forzature regolamentari che impediscono al parlamento di modificare un provvedimento che stravolge l’assetto delle istituzioni democratiche senza tener conto dell’incremento e delle duplicazioni dei costi che non vengono né quantificati né coperti”.


Il parere firmato dai componenti democratici della V commissione di Montecitorio – Ubaldo Pagano, Maria Cecilia Guerra, Silvio Lai, Claudio Mancini e Silvia Roggiani – stigmatizza in particolare: la confusione e l’incertezza sulla determinazione dei Lep e sulle modalità e tempistiche di trasferimento delle funzioni alle regioni; l’incapacità del governo di quantificare i profili finanziari e di coordinamento della finanza pubblica; il mancato coinvolgimento del parlamento nella valutazione dei decreti attuativi; l’aderenza del percorso di autonomia differenziata con gli obiettivi del Pnrr che considera, quali milestone da conseguire a partire dal 2026, l’attuazione del federalismo fiscale regionale e provinciale; la partecipazione delle regioni alla politica fiscale nazionale e alle riforme conseguenti al processo di modifica del quadro della governance economica avviato dalle istituzioni dell’Unione europea; il meccanismo di aggiornamento della compartecipazione al finanziamento delle funzioni devolute; le modalità di ripartizione e attribuzione di personale, strutture e risorse finanziarie, a partire dalla scuola, con il concreto rischio di determinare diseconomie di scala e di scopo, e duplicazioni di costo. Per tutte queste ragioni, il Gruppo del partito democratico della Camera esprime parere negativo al provvedimento del governo e chiede la soppressione, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, degli articoli dal primo all’ultimo del testo.

Meloni, De Luca: appunto Berlusconi è sua sintesi appropriata

Meloni, De Luca: appunto Berlusconi è sua sintesi appropriataNapoli, 29 mag. (askanews) – “Avrò il piacere di ripubblicare quell’appunto di Silvio Berlusconi dedicato all’onorevole Meloni, che mi pare una sintesi appropriata”. A dirlo è il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, il giorno dopo l’episodio che lo ha visto protagonista insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ieri a Caivano.


“Io dedicherò i miei pensieri più approfonditi all’onorevole Meloni. – continua – Venerdì prossimo sapete che ho un incontro televisivo, quindi faremo tutti gli approfondimenti, partendo dall’oltraggio vero che non è stato colto dall’opinione pubblica in Italia, che è l’oltraggio commesso dalla Meloni contro 550 sindaci il 16 febbraio a Roma, che sono stati intimiditi, controllati all’uscita dell’autostrada a Roma, sui pullman che erano diretti a piazza Santi Apostoli, spintonati, bloccati a via del Corso, offesi, oltraggiati dalla Meloni con un comunicato ufficiale”. “L’unico insulto che c’è stato nella vita politica di questo Paese è quel comunicato della Meloni che offendeva 550 sindaci che erano a Roma per protestare contro il blocco delle risorse e che combattevano per aprire i cantieri e creare lavoro. – evidenzia il governatore – ma l’opinione pubblica nel nostro Paese è interessata più del cabaret, delle parole, dei fuorionda, delle scemenze che delle questioni sostanziali. Il problema sostanziale è che allora è cominciata una deriva democratica nel nostro Paese”.


“Non si è mai visto un governo che oltraggia 550 sindaci, che chiude le porte dei Ministeri, che se ne scappa e si rifiuta di ricevere anche una delegazione. Quello è l’insulto vero di cui non ha parlato nessuno e di cui io parlerò fra qualche giorno, ricostruendo tutte le vicende, se non altro per far maturare una coscienza democratica e per svegliare un Paese che mi sembra un po’ narcotizzato, che non ha capito ancora bene la deriva verso cui si avvia l’Italia, proprio dal punto di vista della vita civile, democratica, del rispetto delle regole” conclude De Luca.

Ucraina, Salvini: Macron e Scholz spalancano porte a tragedia

Ucraina, Salvini: Macron e Scholz spalancano porte a tragediaMilano, 29 mag. (askanews) – “L’Italia ripudia la guerra, questo dice la nostra Costituzione. Lo tengano ben presente Macron e Scholz, Francia e Germania che anche in queste ore, come troppo spesso accade, pretendono di decidere a nome di tutti gli europei cosa fare e non fare, anche a proposito della guerra. Quando dicono che le armi che abbiamo mandato all’Ucraina per difendersi possono essere usate per bombardare e uccidere in Russia, dicono qualcosa di folle e spalancano le porte alla tragedia di una guerra planetaria. La Lega e il governo italiano dicono no a qualsiasi ipotesi di guerra”. Lo afferma il segretario della Lega e vice premier Matteo Salvini, in una dichiarazione.

Meloni,De Luca: mi aspettavo ieri visita a Brescia non corsetta a Caivano

Meloni,De Luca: mi aspettavo ieri visita a Brescia non corsetta a CaivanoNapoli, 29 mag. (askanews) – “Ieri mi sarei aspettato innanzitutto una visita a Brescia. Una data simbolo per il nostro Paese, perché i campetti di Caivano si possono inaugurare in qualunque momento. Quell’anniversario no, quindi sarebbe stato doveroso innanzitutto andare a Brescia a rendere omaggio ai caduti, a riconfermare l’impegno contro il neofascismo che ha tormentato l’Italia per decenni, tanto per cominciar. Poi decida il suo programma, il presidente del Consiglio”. A dirlo è il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, a margine di un evento a Napoli, torna sulla visita di ieri a Caivano della premier Meloni.


Per il governatore nei Campi Flegrei ci sono “problemi seri e ripeto non è la realizzazione di cinque campetti con un intervento a metà perché bisogna ancora completare il teatro e l’anfiteatro. Si è fatta una corsa, prendiamo atto, ci sarà un problema di gestione degli impianti che non mi è chiaro dopo le elezioni. Probabilmente salve stato un bel gesto di sensibilità anche in una visita ai Campi Flegrei, ma al di là dei gesti simbolici, mi interessa che ci siano risorse, mi interessa che i cittadini di Ischia, dei Campi Flegrei, abbiano lo stesso trattamento economico che hanno avuto i cittadini del Centro Italia di fronte al terremoto, cosa che non è” conclude.

Premierato, rissa sfiorata. La Russa sospende e convoca capigruppo

Premierato, rissa sfiorata. La Russa sospende e convoca capigruppoRoma, 29 mag. (askanews) – Rissa sfiorata in Senato durante l’esame del ddl sul premierato. A un certo punto gli animi si sono accesi e ci sarebbe stato uno scontro tra il senatore di Fdi, Roberto Menia e quello del M5s, Marco Croatti.


“Le vicende degli ultimi minuti saranno oggetto di attenta valutazione della presidenza. Dobbiamo valutarle”, ha detto il presidente Ignazio La Russa. “Sospendo la seduta per un’ora e convoco immediatamente la riunione dei capigruppo”, ha aggiunto.

De Luca: Meloni ha comunicato la sua nuova e vera identità

De Luca: Meloni ha comunicato la sua nuova e vera identitàNapoli, 29 mag. (askanews) – “Ieri non ho sentito le cose dette dalla premier, ho sentito solo quando si è avvicinata a me per dire ‘presidente come sta?’, e infatti ho risposto: ‘sto bene in salute e benvenuta’. Ho appreso poi nel pomeriggio dai social della performance che era cominciata qualche metro prima, ma sinceramente non avevo sentito. Ho appreso dai social della raffinata eleganza con cui si era avvicinata al presidente della Regione che era lì per accoglierla e darle il benvenuto. In ogni caso ho visto che la Meloni ci ha tenuto a comunicare la sua nuova e vera identità, e noi non possiamo che concordare, ovviamente”. Lo ha affermato il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, a margine di un evento all’ospedale Cardarelli di Napoli, ha replicato al saluto che gli è stato rivolto ieri dalla premier in occasione della visita a Caivano, quando si è presentata come “quella stronza della Meloni”, facendo riferimento ad un fuorionda del governatore campano di qualche mese fa.

Premierato, bagarre in Senato su intervento Licheri(M5s),seduta sospesa

Premierato, bagarre in Senato su intervento Licheri(M5s),seduta sospesaRoma, 29 mag. (askanews) – Bagarre in aula al Senato dopo le parole di Ettore Licheri (M5s) che, durante la discussione sull’articolo tre Ddl per il premierato, aveva causticamente accusato la maggioranza di autoritarismo dicendo ai colleghi delle opposizioni che “loro possono tutto, perché loro sono Giorgia, perché posso anche cancellare dal palinsesto uno scrittore che dice quello che non mi piace e cancellare una conferenza stampa”. Dai banchi della maggioranza si sono levate grida e urla. La presidente di turno ha chiesto ai commessi di intervenire e ha sospeso la seduta per cinque minuti.

Meloni,De Luca: a Caivano ha comunicato sua nuova e vera identità

Meloni,De Luca: a Caivano ha comunicato sua nuova e vera identitàNapoli, 29 mag. (askanews) – “Ieri non ho sentito le cose dette dalla premier, ho sentito solo quando si è avvicinata a me per dire ‘presidente come sta?’, e infatti ho risposto: ‘sto bene in salute e benvenuta’. Ho appreso poi nel pomeriggio dai social della performance che era cominciata qualche metro prima, ma sinceramente non avevo sentito. Ho appreso dai social della raffinata eleganza con cui si era avvicinata al presidente della Regione che era lì per accoglierla e darle il benvenuto. In ogni caso ho visto che la Meloni ci ha tenuto a comunicare la sua nuova e vera identità, e noi non possiamo che concordare, ovviamente”. Lo ha affermato il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, a margine di un evento all’ospedale Cardarelli di Napoli, ha replicato al saluto che gli è stato rivolto ieri dalla premier in occasione della visita a Caivano, quando si è presentata come “quella stronza della Meloni”, facendo riferimento ad un fuorionda del governatore campano di qualche mese fa.

Uil: la Tari è aumentata del 9,69% nel 2023. Spesa media 331 euro

Uil: la Tari è aumentata del 9,69% nel 2023. Spesa media 331 euroRoma, 29 mag. (askanews) – “Abbiamo condotto uno studio sulla Tari che mette in luce un aumento del carico fiscale sulle famiglie italiane, a seguito di un incremento medio del 9,69% di questa tassa nell’ultimo quinquennio. Ancora una volta sono le famiglie meno abbienti a sopportare un peso fiscale maggiore”. Lo dichiara la segretaria confederale della Uil Vera Buonomo.


“È evidente – ha sottolineato la Buonomo – che il sistema attuale non solo fallisce nel garantire equità e giustizia sociale, ma acuisce le diseguaglianze, creando disparità tra le diverse aree geografiche del Paese”. Dalla ricerca emerge che in termini assoluti, una famiglia di quattro persone, residente in un’abitazione di 80 mq e con reddito ISEE pari a 25 mila euro, ha pagato, in media, 331 euro per la tassa sui rifiuti nel 2023, rispetto ai 302 euro versati nel 2018. L’impatto della Tari sul bilancio familiare, nel 2022, è stato dello 0,64% nelle Regioni del Nord Est, ed è salito all’1,34% in quelle del Mezzogiorno.


“Un aumento – secondo l’esponente della Uil – non giustificato soprattutto per la carenza dei servizi resi che in alcune grandi città risultano spesso inefficienti a causa delle limitate risorse disponibili”. “Peraltro, la Tari è destinata ad aumentare in modo maggiormente significativo – ha precisato la Segretaria confederale della Uil – nei Comuni che, nel 2023, non hanno operato una revisione del piano tariffario. Questi enti, infatti, sconteranno la crescita dell’inflazione e l’aumento del costo dell’energia, a causa dei ritardi nell’approvazione e pubblicazione delle delibere”. Secondo la ricerca della Uil, nel 2023, Pisa detiene il primato del costo maggiore, con una media annuale di 545 euro per famiglia. Seguono Brindisi con 518 euro, Genova con 508 euro, Latina con 495 euro, Napoli con 495 euro, Pistoia con 492 euro, Catania con 475 euro, Trapani con 472 euro, Messina con 470 euro e Taranto con 469 euro.


L’aumento della tariffa più consistente si è registrato a Rovigcon un +61,34%. Latina invece ha visto un aumento del 29,38%, a Firenze, l’aumento è stato del 14,67%, Napoli ha registrato un aumento dell’11,87%. “I dati – aggiunge – dimostrano che nei comuni virtuosi e dotati delle risorse necessarie per investire nella gestione dei rifiuti si raggiungono migliori risultati in termini di raccolta differenziata, con ricadute positive sull’emissione della Tari per gli utenti”.


A Belluno, infatti, nel 2023 le famiglie hanno pagato decisamente meno per la Tari, con una spesa media annua di 178 euro, confermandosi così come la città più virtuosa in assoluto. Seguono Novara con 183 euro, Pordenone con 186 euro e Brescia con 187 euro. Anche Ascoli Piceno ha una spesa media di 187 euro, mentre Macerata e Trento si attestano entrambe a 189 euro. Fermo segue con 191 euro, Mantova con 192 euro e Vercelli chiude con 197 euro. “Alla luce del nostro studio – ha concluso la Segretaria confederale Vera Buonomo – per la Uil risulta fondamentale migliorare i servizi, favorendo un approccio coordinato a livello nazionale in grado di contrastare le disparità territoriali”.