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Meloni: parole Mattarella giuste e doverose, Csm fuori da diatriba politica

Meloni: parole Mattarella giuste e doverose, Csm fuori da diatriba politica

Roma, 19 feb. (askanews) – “Non ho sentito il presidente della Repubblica in queste ore. Ci eravamo visti la sera prima nel tradizionale incontro di anniversario dei Patti lateranensi. Ho trovato le parole del presidente giuste, direi anche doverose. Penso che sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni. Penso che sia stato anche giusto il passaggio nel quale il presidente della Repubblica dice anche che è importante che un’istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe di natura politica”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista a Sky Tg24.

Referendum, nasce Comitato ‘La voce degli Innocenti’ per il Sì

Referendum, nasce Comitato ‘La voce degli Innocenti’ per il Sì

Roma, 19 feb. (askanews) – “Invitiamo il dottor Gratteri a prendersi un caffè insieme, amichevolmente gli spiegheremo che cosa vuol dire finire in carcere da innocente”. E’ l’appello lanciato al procuratore capo di Napoli dal Comitato ‘La voce degli Innocenti’, costituito da vittime di errori giudiziari e ingiuste detenzioni, presentato oggi alla Camera, assieme a Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Giustizia e a Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora e presidente del Comitato Cittadini per il Sì.

Tra i componenti de ‘La voce degli Innocenti’ ci sono Antonio Lattanzii, Mario Tirozzi, Giuseppe Idà, Marco Sorbara, Angelo Massaro, Bruno Lago, che appoggiano la riforma della magistratura e invitano a votare ‘Sì’.

“Oggi vogliamo dare una testimonianza concreta di quello che significa l’esigenza di fare una riforma della giustizia che incide sulle persone in carne e ossa: oggi noi sentiamo polemiche, parliamo di numeri, di posizioni, di tesi, però ci dimentichiamo che dietro ogni criticità del sistema della giustizia ci sono delle persone, ci sono delle famiglie, ci sono delle storie, ci sono delle vite distrutte”, ha spiegato Costa. “C’è chi fa una distinzione e mette da una parte le persone per bene e dall’altra parte gli indagati e gli imputati. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, gli indagati e gli imputati vengono riconosciuti innocenti e sono persone perbene. Dal 1992 al 2026, sono state risarcite per ingiuste detenzioni 32.500 persone”, ha aggiunto il deputato FI.

Da parte sua Scopelliti ha ricordato come “il referendum non è la panacea di tutti i mali, non è vero che non avremo più errori giudiziari ma è un punto di partenza per correggere i comportamenti di giudici e magistrati, quelli che sono alla base di un errore giudiziario. Enzo Tortora è morto di malagiustizia ma a volte non c’è solo la morte fisica, c’è anche quella psicologica. Ecco perchè io sostengo che la magistratura italiana ha bisogno di una riforma”.

Nel corso della conferenza stampa sono intervenute anche le vittime di errore giudiziario. Massaro, operaio, ha ricordato di aver “trascorso 21 anni in carcere per un presunto omicidio, solo perché un’intercettazione è stata interpretata male e trascritta peggio”. Sorbara, consigliere regionale, arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, è stato 909 giorni dietro le sbarre per un’ingiusta detenzione. “La sentenza di primo grado era coppia incolla della memoria del Pm con gli stessi errori grammaticali e secondo voi io che cosa dovrei votare al referendum? Voto Sì, perché voglio la separazione delle carriere”. Lattanzii, ex assessore, 83 giorni di detenzione, arrestato 4 volte in due mesi sempre per lo stesso reato, ha sottolineato come “il dolore che si prova ad entrare in carcere da innocente non si può capire, è talmente immenso che ti resta dentro”. Tirozzi, commerciante di fiori, è stato recluso 792 giorni per un errore. “Mi hanno arrestato nel 2015 e dopo undici anni, malgrado sia stato assolto con formula piena, fatico ancora a riprendermi dal punto di vista lavorativo a causa del sequestro della mia attività imprenditoriale”.

E’ intervenuto ancora Costa che si è rivolto alla stampa presente. “Vorrei che qualche giornalista qui presente chiedesse a queste persone perché sono qui oggi; se ricordano il nome del Pm che li ha fatti arrestare o il nome del Gip; e che tipo di carriera hanno fatto quei magistrati. Credo che tutti facciano parte di quel 99% che ha ottenuto una valutazione di professionalità positiva dal Csm, per il quale noi portiamo assoluto rispetto. Ed è proprio perché noi portiamo assoluto rispetto per il Csm che vogliamo liberarlo dalla presenza delle correnti che lo condizionano”.

FnV, Vannacci verso il gruppo Ens, martedì a Bruxelles conferenza stampa

FnV, Vannacci verso il gruppo Ens, martedì a Bruxelles conferenza stampa

Roma, 19 feb. (askanews) – Sarebbe imminente l’ingresso di Roberto Vannacci nel gruppo Europa delle Nazioni sovrane, gruppo di estrema destra del Parlamento Europeo.

L’europarlamentare fuoriuscito dalla Lega e momentaneamente iscritto come indipendente, terrà una conferenza stampa martedì 24 febbraio a Bruxelles alle 9,30 insieme ai co-presidenti del gruppo ENS, il tedesco René Aust, esponente di Afd, e il polacco Stanislaw Tyszka, esponente del partito Confederazione Libertà e indipendenza.

Oggetto dell’appuntamento “i recenti sviluppi” sul gruppo Esn.

Francia, palazzo Chigi: stupore per parole Macron, da Meloni cordoglio

Francia, palazzo Chigi: stupore per parole Macron, da Meloni cordoglio

Roma, 19 feb. (askanews) – “A Palazzo Chigi sono state accolte con stupore le dichiarazioni del presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso il suo profondo cordoglio e la sua costernazione per la drammatica uccisione del giovane Quentin Deranque e ha condannato il clima di odio ideologico che sta attraversando diverse nazioni europee. Dichiarazioni che rappresentano un segno di vicinanza al popolo francese colpito da questa terribile vicenda e che non entrano in alcun modo negli affari interni della Francia”. E’ quanto fanno sapere fonti di palazzo Chigi.

Sea Watch, La Russa: d’accordo con Meloni, sentenza abnorme

Sea Watch, La Russa: d’accordo con Meloni, sentenza abnorme

Roma, 19 feb. (askanews) – “Ho visto il post della Presidente del Consiglio Meloni e mi trovo pienamente d’accordo e la ringrazio per non aver avuto esitazione a denunziare un qualche cosa che ci sembra soprattutto assurdo”. Lo ha detto il Presidente del Senato Ignazio La Russa parlando della sentenza di risarcimento alla nave Sea Watch stigmatizzata ieri dalla premier Meloni.

A margine della visita al Treno del ricordo alla stazione Ostiense di Roma La Russa ha sottolineato: “Non deve entrare nella polemica referendaria o cose del genere, ma credo che vada stigmatizzato un provvedimento che rende sempre più difficile fare rispettare le leggi in Italia. Credo che sia sotto gli occhi di tutti l’abnormità, secondo me, di una sentenza che vuole premiare chi aveva speronato una nave italiana delle forze dell’ordine”.

Bonelli (Avs): contro di me minacce e odio politico, a rischio la democrazia

Bonelli (Avs): contro di me minacce e odio politico, a rischio la democrazia

Milano, 19 feb. (askanews) – “Da due mesi e mezzo io e la mia famiglia siamo oggetto di minacce, lettere intimidatorie, messaggi sui social carichi di odio. Ho parlato a lungo con le forze dell’ordine, ma ora ho sentito il dovere di denunciare pubblicamente ciò che sta accadendo”. Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, commenta in un’intervista a La Stampa il clima di crescente tensione politica.

“Trovo inquietante che Matteo Salvini abbia associato il simbolo della nostra alleanza a un fatto di sangue. Dopo le parole del ministro Piantedosi in Aula, che ci ha indicato come ‘complici’ delle violenze, siamo stati trasformati in bersagli politici. E quando si indicano dei bersagli, qualcuno poi passa ai fatti”. Bonelli racconta episodi gravissimi: una lettera con la foto del suo matrimonio e l’indirizzo della sua abitazione a Roma; minacce sui social come “ti veniamo a prendere sotto casa con il machete”; un’altra missiva in cui si legge che i suoi figli “dovrebbero essere presi a martellate in testa”; due croci affisse alla porta della sua casa di Ostia con la sua fotografia. Anche la sorella è stata minacciata con messaggi che evocano violenze e morte.

“Sono stato quattro volte negli uffici della polizia negli ultimi giorni. La mia priorità è proteggere mia figlia di 9 anni. Se questa situazione dovesse continuare, sono pronto anche a lasciare il mio incarico parlamentare. Non posso accettare che l’odio politico metta a rischio la serenità della mia famiglia”. Bonelli sottolinea come evocare gli anni di piombo sia “una follia” e un atto irresponsabile: “Chi ha responsabilità istituzionali dovrebbe pesare le parole. Non si costruisce consenso alimentando paura e tensione. C’è bisogno di abbassare i toni”.

E conclude con un appello: “La non violenza è rivoluzionaria. Ai giovani dico: non cadete nella trappola dell’odio. Disarmate le menti e le mani violente. La democrazia si difende con il confronto, non con l’intimidazione”.

Sulla Sea Watch Salvini ha attaccato i giudici

Sulla Sea Watch Salvini ha attaccato i giudici

Milano, 19 feb. (askanews) – La sentenza che dispone il risarcimento per la ONG SeaWatch è “follia” e dimostra “un pregiudizio politico” da parte di “certi giudici” che “si trasforma in azione contro l’Italia e gli italiani”. Lo ha affermato il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, intervistato a Mattino Cinque su Canale5.

“Impedire il traffico di essere umani non è un capriccio della Lega o di Salvini, significa salvare vite e difendere i confini. Anche perchè la metà dei casi di cronaca nera dipendono da stranieri: sono troppi, stiamo lavorando per rimandarli tutti a casa loro perchè i clandestini delinquono, scippano, stuprano. Certo i magistrati non aiutano. Da parte di alcuni giudici c’è un pregiudizio politico che si trasforma in azione contro l’Italia e gli italiani. Se dobbiamo risarcire una che ha speronato una motovedetta… Questi giudici non fanno il bene dell’Italia”, dice ancora Salvini, seppure la SeaWatch fu assolta dall’accusa di aver speronato la motovedetta dalla Guardia di Finanza.

Da qui l’appello di Salvini a votare Sì al referendum confermativo della riforma della giustizia: “Con il Sì si toglie la politica dai tribunali, il potere di nomina dalle correnti e si viene privilegiato il merito. Oggi le correnti decidono dove va un giudice, e nessuno viene sanzionato o licenziato anche se sbaglia. Tutti gli altri lavoratori vengono lasciati a casa se sbagliano, i magistrati no. Con la riforma si crea una Alta Corte che potrà sanzionare i magistrati che sbagliano perchè giudici non sono intoccabili e non sono infallibili”.

Sea Watch, Salvini: giudici contro l’Italia, votare Sì a referendum

Sea Watch, Salvini: giudici contro l’Italia, votare Sì a referendum

Milano, 19 feb. (askanews) – La sentenza che dispone il risarcimento per la ONG SeaWatch è “follia” e dimostra “un pregiudizio politico” da parte di “certi giudici” che “si trasforma in azione contro l’Italia e gli italiani”. Lo ha affermato il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, intervistato a Mattino Cinque su Canale5.

“Impedire il traffico di essere umani non è un capriccio della Lega o di Salvini, significa salvare vite e difendere i confini. Anche perchè la metà dei casi di cronaca nera dipendono da stranieri: sono troppi, stiamo lavorando per rimandarli tutti a casa loro perchè i clandestini delinquono, scippano, stuprano. Certo i magistrati non aiutano. Da parte di alcuni giudici c’è un pregiudizio politico che si trasforma in azione contro l’Italia e gli italiani. Se dobbiamo risarcire una che ha speronato una motovedetta… Questi giudici non fanno il bene dell’Italia”, dice ancora Salvini, seppure la SeaWatch fu assolta dall’accusa di aver speronato la motovedetta dalla Guardia di Finanza.

Da qui l’appello di Salvini a votare Sì al referendum confermativo della riforma della giustizia: “Con il Sì si toglie la politica dai tribunali, il potere di nomina dalle correnti e si viene privilegiato il merito. Oggi le correnti decidono dove va un giudice, e nessuno viene sanzionato o licenziato anche se sbaglia. Tutti gli altri lavoratori vengono lasciati a casa se sbagliano, i magistrati no. Con la riforma si crea una Alta Corte che potrà sanzionare i magistrati che sbagliano perchè giudici non sono intoccabili e non sono infallibili”.

Milano-Cortina, Meloni: atlete short track mi hanno dato carica

Milano-Cortina, Meloni: atlete short track mi hanno dato carica

Assago(Mi), 18 feb. (askanews) – “Sono emozionata per questa serata e sono contenta di essere riuscita ad arrivare in tempo, nonostante la giornata molto complessa, e sono molto felice per questa emozione, queste ragazze straordinarie, per un record storico di Arianna” Fontana, “mi hanno dato una grande carica”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, prima di lasciare la Milano Ice Skating Arena, dove ha assistito all’argento conquistato dalla staffetta italiana femminile dello short track di pattinaggio su ghiaccio dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina.

Meloni ‘condivide’ Mattarella sul Csm, “ma diritto di criticare le toghe”

Meloni ‘condivide’ Mattarella sul Csm, “ma diritto di criticare le toghe”

Roma, 18 feb. (askanews) – La decisione del presidente della Repubblica di presiedere per la prima volta una riunione ordinaria del Csm, dicono da palazzo Chigi, non era stata preventivamente annunciata. Ma il monito di Sergio Mattarella ad abbassare i toni, a “rispettare” l’organo di autogoverno della magistratura “particolarmente da parte delle istituzioni” non arriva del tutto inaspettato, giacché il Quirinale già aveva avuto modo di far recapitare ai piani alti del governo la preoccupazione per la postura che la campagna per il referendum sulla giustizia stava assumendo.

Sul piano della comunicazione si decide così di affidare a una nota del Guardasigilli, Carlo Nordio, l’apprezzamento e la condivisione “totale” dell’esortazione del capo dello Stato a “un rispetto vicendevole” specie “in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi”. E’ la linea del governo in questa giornata in cui le parole del presidente della Repubblica sembrano colpire al cuore l’inquilino di viale Arenula che nei giorni scorsi aveva spiegato che il meccanismo del sorteggio, previsto dalla stessa riforma, consentirà di eliminare il sistema correntizio “para-mafioso” del Csm attuale.

Nella linea dettata ai suoi da Giorgia Meloni c’è da una parte la necessità di mostrare il necessario rispetto nei confronti della prima carica dello Stato, che peraltro gode di un larghissimo consenso tra gli italiani, dall’altra anche un calcolo molto pragmatico che già nei giorni scorsi l’aveva portata a invitare lo stesso Nordio a evitare toni incendiari: ossia l’esigenza di non alimentare una polarizzazione dello scontro che possa favorire una rimonta del fronte del no. La parola d’ordine è dunque condividere e mostrarsi totalmente allineati, sopire quella sensazione che pure confidenzialmente qualcuno nella maggioranza sussurra, ovvero che quella di Mattarella sia stata una uscita “a gamba tesa” nel pieno della campagna referendaria. Allo stesso tempo, però, a palazzo Chigi si sottolinea che quel monito era rivolto a tutti, quindi anche agli stessi giudici che si sono esposti nella campagna a favore del no, primo tra tutti ovviamente il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri. Una posizione che riecheggia anche nelle fonti che, solo a tarda sera dopo ore di silenzio, vengono fatte filtrare dalla Lega. Il concetto è sempre lo stesso: il monito del Colle – si rimarca – è “pienamente condiviso” tanto che “un appello in questo senso era già stato pronunciato anche da Matteo Salvini” ma “gli eccessi ci sono da entrambe le parti, tra i sostenitori del ‘Sì’ e del ‘No’”.

Se il calcolo politico contribuisce a suggerire alla presidente del Consiglio di non esasperare i toni dello scontro sul referendum, lo stesso – in senso uguale e contrario – vale per gli attacchi nei confronti delle “toghe politicizzate”. L’idea della premier è che vada rivendicato il “diritto di criticare” i giudici che “ostacolano le decisioni” del governo, non solo per auto difesa ma anche per mandare un messaggio alla cosiddetta “pancia” dell’elettorato di centrodestra. E così, per il secondo giorno consecutivo, Giorgia Meloni si produce in un video che va all’offensiva contro i giudici, particolarmente sui temi relativi all’immigrazione. Il caso questa volta è quello della decisione del Tribunale di Palermo di stabilire un risarcimento dello Stato nei confronti della Sea Watch. Quella dei giudici, afferma la premier, è una decisione che “lascia senza parole”. “Ma il compito dei magistrati – chiede – è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”.