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M5s,Conte: destino Cinque stelle non in mani Grillo ma della comunità

M5s,Conte: destino Cinque stelle non in mani Grillo ma della comunitàRoma, 18 giu. (askanews) – “Il destino di M5s non è nelle mani di Grillo, è nelle mani di un’intera comunità di uomini e donne che deciderà del suo futuro all’assemblea costituente del prossimo settembre. Questa riflessione è già iniziata, l’assemblea congiunta, il consiglio nazionale, hanno parlato tutti: abbiamo rinviato le decisioni all’assemblea costituente”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte parlando con i cronisti in Transatlantico.


“Di essenziale qui non c’è la singola persona ma una comunità che ormai è fatta da gente seria, matura che decide del proprio destino”, ha aggiunto.

Autonomia,Lega chiede inversione odg Camera per riprendere esame

Autonomia,Lega chiede inversione odg Camera per riprendere esameRoma, 18 giu. (askanews) – Il deputato della Lega Edoardo Ziello ha chiesto l’inversione dell’ordine del giorno dell’assemblea della Camera per riprendere immediatamente l’esame del ddl autonomia, sospeso la scorsa settimana dopo la rissa in aula. Al primo punto dell’ordine del giorno, infatti, ci sarebbe il decreto sulle associazioni sindacali delle Forze Armate. L’Assemblea dovrà votare sulla richiesta della Lega. Il Pd con Federico Fornaro si è espresso contro.


“Perché l’ennesima forzatura? Si sposta un decreto legge in scadenza”, si è chiesto il dem. “Non vi fidate tra di voi? Ci sarà una ragione per cui continuate a forzare i regolamenti? Cosa cambia se lo approvate la prossima settimana? Anche ieri sera per ragioni eminentemente politiche si è fatta la notte per concludere l’esame del ddl Nordio dopo che per mesi è stato tenuto nel cassetto. Perché continuate a dare schiaffi a mano aperta alle opposizioni? Non è accettabile”. “Fate la magguioranza ma non potete applicare una dittatura della maggioranza, fermatevi”, ha aggiunto Fornaro mentre il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha sottolineato che il decreto al primo punto dell’odg “non è in scadenza”.

Rissa alla Camera sull’Autonomia, Donno (M5S) denuncia i parlamentari di Lega e Fdi per lesioni

Rissa alla Camera sull’Autonomia, Donno (M5S) denuncia i parlamentari di Lega e Fdi per lesioniRoma, 18 giu. (askanews) – Leonardo Donno, deputato M5S, ha depositato una denuncia-querela in relazione ai fatti avvenuti la scorsa settimana alla Camera. Il parlamentare nell’atto – secondo quanto si è appreso – indica i deputati Igor Iezzi e Stefano Candiani della Lega; e Federico Mollicone, Enzo Amich e Gerolamo Cangiano di Fratelli d’Italia. In relazione all’aggressione subita si spiega nell’esposto di Donno, messo all’attenzione dei carabinieri stamane, si ipotizzano i reati di lesioni e tentate lesioni. Donno al momento della presentazione della denuncia è stato accompagnato da un legale di fiducia.


La scorsa settimana, durante il dibattito sul ddl Calderoli alla Camera, prima un deputato leghista ha fatto il segno della X Mas all’indirizzo dei banchi delle opposizioni, che ostentano il tricolore e intonano Bella ciao. Poco dopo il deputato Donno cerca di consegnare un tricolore al ministro Calderoli e si scatena la rissa. Diversi leghisti e deputati di Fdi si scagliano contro Donno, nonostante fossero già intervenuti gli assistenti parlamentari. Pugni, cazzotti e spintoni all’indirizzo del deputato M5s rimasto a terra, portato fuori dall’aula in sedia a rotelle, e finito al pronto soccorso con una prognosi di tre giorni.

Ue, Tajani: se si vuole accordo a tre si allarghi ai Conservatori

Ue, Tajani: se si vuole accordo a tre si allarghi ai ConservatoriRoma, 18 giu. (askanews) – Lo “stallo” nei negoziati per le nomine di vertice dell’Unione europea? “È sempre stato così: le trattative ci sono sempre. Era un Consiglio informale, si sono sempre trovati gli accordi”. Lo ha detto ai cronisti il ministro degli Esteri Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, lasciando palazzo Madama dove si è svolta la sua audizione di fronte alle commissioni Affari esteri di Camera e Senato.


Quanto al perimetro della maggioranza che dovrebbe votare le nuove cariche, “per quello che penso io – ha aggiunto Tajani – se si vuole fare un accordo a tree si deve allargare anche ai Conservatori, certo non si può aprire ai Verdi”.

Mattarella da Chisinau: c’è una diffusa tempesta di disinformazione russa. Inaccettabile, servono regole

Mattarella da Chisinau: c’è una diffusa tempesta di disinformazione russa. Inaccettabile, servono regoleChisinau, 18 giu. (askanews) – “Il futuro della Moldavia è nell’Unione europea. L’Italia sostiene con convinzione il percorso di adesione della Moldavia all’Unione europea”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del colloquio con la Presidente moldava Maia Sandu con cui hanno “parlato anche di Europa, la nostra casa comune. Perché per valori, storia e cultura, il futuro della Moldavia è nell’Unione europea”.


“Ho confermato il nostro apprezzamento per gli sforzi fatti da Chisinau nelle riforme in materia di stato di diritto e nel sistema giudiziario – ha proseguito il capo dello Stato -. Ci rallegriamo per l’ormai prossima approvazione del quadro negoziale e per la convocazione della Conferenza intergovernativa già entro questo mese, che segna un passo avanti di grande significato”. “L’Italia – ha assicurato Mattarella – continuerà a restare al fianco della Moldavia nel suo cammino di avvicinamento all’Unione europea, come confermato anche nella dichiarazione congiunta firmata poco fa dal vice primo Ministro Gherasimov e dal vice Ministro Cirielli”. Mattarella ha poi ribadito il sostegno dell’Italia all’Ucraina: “Il recente vertice G7 ospitato dall’Italia ha confermato come la nostra volontà di assistere l’Ucraina non avrà cedimenti e proseguirà fino a quando necessario”.


Azioni di disinformazione da parte della Federazione russa in Italia? “Ve ne sono, li registriamo, vi sono costantemente e si intensificano nei momenti elettorali, attraverso alcuni siti che nascono e scompaiono rapidamente, c’è una ampia e diffusa tempesta di disinformazione e fake news, falsità volte a destabilizzare e screditare”, ha inoltre sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella conferenza stampa al termine del colloquio a Chisinau con la presidente moldava Maia Sandu. Secondo il capo dello Stato si tratta di “forme di ostilità inaccettabili che richiederanno regole di comportamento da parte delle istituzioni internazonali che prevedano il rispetto degli altri paesi”.

Mattarella a Chisinau: il futuro della Moldavia è nell’Unione europea

Mattarella a Chisinau: il futuro della Moldavia è nell’Unione europeaChisinau, 18 giu. (askanews) – “Il futuro della Moldavia è nell’Unione europea. L’Italia sostiene con convinzione il percorso di adesione della Moldavia all’Unione europea”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del colloquio con la Presidente moldava Maia Sandu con cui hanno “parlato anche di Europa, la nostra casa comune. Perché per valori, storia e cultura, il futuro della Moldavia è nell’Unione europea”.


“Ho confermato il nostro apprezzamento per gli sforzi fatti da Chisinau nelle riforme in materia di stato di diritto e nel sistema giudiziario – ha proseguito il capo dello Stato -. Ci rallegriamo per l’ormai prossima approvazione del quadro negoziale e per la convocazione della Conferenza intergovernativa già entro questo mese, che segna un passo avanti di grande significato”. “L’Italia – ha assicurato Mattarella – continuerà a restare al fianco della Moldavia nel suo cammino di avvicinamento all’Unione europea, come confermato anche nella dichiarazione congiunta firmata poco fa dal vice primo Ministro Gherasimov e dal vice Ministro Cirielli”. Mattarella ha poi ribadito il sostegno dell’Italia all’Ucraina: “Il recente vertice G7 ospitato dall’Italia ha confermato come la nostra volontà di assistere l’Ucraina non avrà cedimenti e proseguirà fino a quando necessario”.


Azioni di disinformazione da parte della Federazione russa in Italia? “Ve ne sono, li registriamo, vi sono costantemente e si intensificano nei momenti elettorali, attraverso alcuni siti che nascono e scompaiono rapidamente, c’è una ampia e diffusa tempesta du disinformazione e fake news, falsità volte a destabilizzare e screditare”, ha inoltre sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella conferenza stampa al termine del colloquio a Chisinau con la presidente moldava Maia Sandu. Secondo il capo dello Stato si tratta di “forme di ostilità inaccettabili che richiederanno regole di comportamento da parte delle istituzioni internazonali che prevedano il rispetto degli altri paesi”.

Ucraina, Mattarella: da summit Svizzera avviato processo di pace

Ucraina, Mattarella: da summit Svizzera avviato processo di paceChisinau, 18 giu. (askanews) – La conferenza Svizzera è stato un passo di grande importanza, naturalmente nessuno immaginava potesse essere risolutivo ma è stato importante per avviare finalmente un processo che possa condurre alla pace”. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della conferenza stampa al termine del colloquio con la presidente moldava Maia Sandu a Chisinau.


“Significativamente ha raccolto tanti paesi, al di là di alcune mancate firme del documento finale è stata una indicazione importante – ha proseguito il capo dello Stato -: quel documento indica alcuni principi basilari, l’integrità territoriale e il rifiuto di modificare i confini con la violenza delle armi, il seguito è rimesso alla volontà delle parti ma anche a iniziative che continuano da parte della comunità internazionae per spingere, sollecitare, far comprendere alla Federazione russa che occorre trovare un termine e che occorre il rispetto del diritto internazionale dove si vive rispettandosi non pretendendo di sottomettere gli altri con la forza, seguiranno altre iniziative, mi auguro, in modo sollecito”.

Mattarella: Europa sia veloce, problemi non aspettano procedure lente

Mattarella: Europa sia veloce, problemi non aspettano procedure lenteChisinau, 18 giu. (askanews) – “Vi è un’esigenza di velocità. Tutti facciamo esperienza, nella nostra vita quotidiana, ogni giorno, che i problemi nascono velocemente e richiedono risposte immediate, tempestive. In un mondo contrassegnato sempre più da grandi soggetti internazionali se l’Ue non è in grado di fornire risposte tempestive, immediate, veloci i problemi saranno risolti secondo le scelte di altri grandi soggetti internazionali. Per questo è indispensabile per l’Ue darsi modalità decisionali che consentono di rispondere velocemente ai problemi perché questi non aspettano i tempi di procedure lente e ritardate”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della conferenza stampa a Chisinau al termine del colloquio con la presidente moldava Maia Sandu.

Mattarella: disinformazione russa c’è, è ostitlità inaccettabile

Mattarella: disinformazione russa c’è, è ostitlità inaccettabileChisinau, 18 giu. (askanews) – Azioni di disinformazione da parte della federazione russa in Italia? “Ve ne sono, li registriamo, vi sono costantemente e si intensificano nei momenti elettorali, atraverso alcuni siti che nascono e scompaiono rapidamente, c’è una ampia e diffusa tempesta du disinformazione e fake news, falsità volte a destabilizzare e screditare”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella conferenza stampa al termine del colloquio a Chisinau con la presidente moldava Maia Sandu. Secondo il capo dello Stato si tratta di “forme di ostilità inaccettabili che richiederanno regole di comportamento da parte delle istituzioni internazonali che prevedano il rispetto degli altri paesi”.

Vertice Ue senza accordo, Meloni chiede riconoscimento per Italia

Vertice Ue senza accordo, Meloni chiede riconoscimento per ItaliaBruxelles, 18 giu. (askanews) – “L’Italia deve veder riconosciuto il proprio ruolo”. Giorgia Meloni lo ribadisce durante la cena dei leader europei, terminata questa sera a Bruxelles senza aver raggiunto un’intesa sui top jobs.


Una riunione informale iniziata con oltre due ore di ritardo, a causa degli incontri tra i mediatori dei partiti di maggioranza: Emmanuel Macron e Mark Rutte per i Liberali; Donald Tusk e Kyriakos Mitsotakis per il Ppe; Olaf Scholz e Pedro Sanchez per il Pse. Uno ‘slittamento’ che ha creato qualche irritazione tra i capi di Stato e di governo – Italia compresa – al di fuori dei tre partiti di maggioranza, che nei loro interventi non hanno mancato di rimarcare il problema di un “metodo” che esclude di fatto alcuni Paesi dal processo decisionale. La riunione ha visto prima l’intervento dell”ospite’ Roberta Metsola, poi quello di Ursula von der Leyen, la presidente uscente della Commissione che il Ppe ha proposto per la riconferma. Lei ha tracciato un bilancio di 5 anni di attività e delineato alcune proposte per i prossimi anni. Poi ha lasciato la sala, dando ai membri del Consiglio la possibilità di parlare liberamente. Un po’ tutti i leader hanno preso la parola, esprimendo la propria opinione sul percorso. Molto duro Viktor Orban, che questa mattina aveva incontrato la premier italiana. “La volontà del popolo europeo è stata ignorata”, secondo il premier ungherese che invita le destre a unirsi “contro i burocrati”.


Da parte sua, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche, Meloni ha evidenziato problemi di “metodo e di merito”. In particolare, secondo lei, non sarebbe un iter corretto presentare un pacchetto già confezionato di nomi, senza prima aver effettuato una discussione collegiale e complessiva sull’idea di Unione per i prossimi anni. Una linea su cui ha trovato il supporto di alcuni ‘colleghi’. La premier ha anche ribadito che l’Italia chiede di vedersi “riconosciuto il giusto peso”, come Paese fondatore, seconda manifattura d’Europa, terzo Stato per abitanti. La premier non è scesa nel dettaglio, ma la richiesta era già stata recapitata oggi da lei stessa in un incontro con il presidente del Consiglio Charles Michel e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani con la compagna di partito Ursula von der Leyen: Roma vuole una vicepresidenza e un commissario con deleghe di peso, ancora da discutere. A rendere più complessa la situazione di stallo anche la diversità di vedute tra Ppe e Socialisti sul presidente del Consiglio. Il Pse sostiene Antonio Costa, ex premier portoghese, su cui però i Popolari mostrano perplessità, chiedendo di affidargli un mandato di soli 2 anni e mezzo. Una richiesta che i Socialisti non intendono accettare. In questa situazione di stallo è stato ritenuto meglio chiudere la seduta. Se ne riparlerà tra 10 giorni, al Consiglio formale del 27 e 28.