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Meloni: Matteotti uomo libero e coraggioso ucciso da fascisti

Meloni: Matteotti uomo libero e coraggioso ucciso da fascistiRoma, 30 mag. (askanews) – “Il 30 maggio 1924, Giacomo Matteotti ha pronunciato nell’Aula della Camera il suo ultimo discorso, che gli sarebbe poi costato la vita. In quel discorso, Matteotti difese la libertà politica, incarnata nella rappresentanza parlamentare e in libere elezioni. Oggi siamo qui a commemorare un uomo libero e coraggioso ucciso da squadristi fascisti per le sue idee”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione della Cerimonia celebrativa del centenario della morte di Giacomo Matteotti presso la Camera dei deputati.


“Onorare il suo ricordo – aggiunge – è fondamentale per ricordarci ogni giorno a distanza di 100 anni da quel discorso il valore della libertà di parola e di pensiero contro chi vorrebbe arrogarsi il diritto di stabilire cosa è consentito dire e pensare e cosa no. La lezione di Matteotti, oggi più che mai, ci ricorda che la nostra democrazia è tale se si fonda sul rispetto dell’altro, sul confronto, sulla libertà, non sulla violenza, la sopraffazione, l’intolleranza e l’odio per l’avversario politico”.

Matteotti, Meloni: uomo libero e coraggioso ucciso da fascisti

Matteotti, Meloni: uomo libero e coraggioso ucciso da fascistiRoma, 30 mag. (askanews) – “Il 30 maggio 1924, Giacomo Matteotti ha pronunciato nell’Aula della Camera il suo ultimo discorso, che gli sarebbe poi costato la vita. In quel discorso, Matteotti difese la libertà politica, incarnata nella rappresentanza parlamentare e in libere elezioni. Oggi siamo qui a commemorare un uomo libero e coraggioso ucciso da squadristi fascisti per le sue idee”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione della Cerimonia celebrativa del centenario della morte di Giacomo Matteotti presso la Camera dei deputati.


“Onorare il suo ricordo – aggiunge – è fondamentale per ricordarci ogni giorno a distanza di 100 anni da quel discorso il valore della libertà di parola e di pensiero contro chi vorrebbe arrogarsi il diritto di stabilire cosa è consentito dire e pensare e cosa no. La lezione di Matteotti, oggi più che mai, ci ricorda che la nostra democrazia è tale se si fonda sul rispetto dell’altro, sul confronto, sulla libertà, non sulla violenza, la sopraffazione, l’intolleranza e l’odio per l’avversario politico”.

Matteotti, Fontana: suo scranno non sarà più assegnato ad alcun deputato

Matteotti, Fontana: suo scranno non sarà più assegnato ad alcun deputatoRoma, 30 mag. (askanews) – “Oggi la Camera dei Deputati onora Giacomo Matteotti, uno dei padri della nostra democrazia, vittima dello squadrismo fascista. Esattamente cento anni fa dallo scranno di quest’Aula dove è stata posta una targa in suo ricordo Giacomo Matteotti pronunciò il discorso che gli sarebbe costato la vita. A perenne ricordo del suo sacrificio questo scranno non sarà più assegnato ad alcun deputato”. Lo ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, aprendo la cerimonia celebrativa alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.


Un lungo applauso dell’emiciclo ha salutato l’annuncio del presidente della Camera Lorenzo Fontana che lo scranno dell’aula di Montecitorio che fu di Giacomo Matteotti “non sarà più assegnato ad alcun deputato”. Si tratta della postazione, in questa legislatura occupata dal deputato Avs Devis Dori, all’estrema sinistra dell’emiciclo. Oggi l’aula è eccezionalmente occupato in gran parte da oltre 300 studenti. Per il governo ci sono i ministri Abodi, Sangiuliano, Nordio, Ciriani e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Presente anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, con diversi parlamentari Dem. Mattarella ha preso posto davanti all’emiciclo in una fila di sedie che vede ai lati del Capo dello Stato i presidenti del Senato e della Camera, La Russa e Fontana, il vicepresidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, la premier, Giorgia Meloni e gli ex presidenti delle Camere, Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini, Fausto Bertinotti e Roberto Fico.

Fontana: lo scranno di Matteotti non sarà più assegnato ad alcun deputato

Fontana: lo scranno di Matteotti non sarà più assegnato ad alcun deputatoRoma, 30 mag. (askanews) – “Oggi la Camera dei Deputati onora Giacomo Matteotti, uno dei padri della nostra democrazia, vittima dello squadrismo fascista. Esattamente cento anni fa dallo scranno di quest’Aula dove è stata posta una targa in suo ricordo Giacomo Matteotti pronunciò il discorso che gli sarebbe costato la vita. A perenne ricordo del suo sacrificio questo scranno non sarà più assegnato ad alcun deputato”. Lo ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, aprendo la cerimonia celebrativa alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “La sua morte non è stata vana. Egli resta uno straordinario esempio di rigore morale e impegno civile per i nostri giovani. Nel ricordo indelebile di Giacomo Matteotti, possa la nostra democrazia crescere e svilupparsi sempre di più”.
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Meloni: De Luca? Mi ha insultata e mi sono difesa. Pd si vergogni

Meloni: De Luca? Mi ha insultata e mi sono difesa. Pd si vergogniRoma, 29 mag. (askanews) – “Su De Luca si è parlato tanto: sono stata insultata e banalmente mi sono difesa. La sinistra che quando io sono stata insultata non ha detto mezza parola e ora si straccia le vesti si dovrebbe vergognare. Mostra la sua vera natura, hanno due pesi e due misure, non credono a nulla e semplicemente ritengono di essere migliori degli altri. Ieri mi ha scritto un sacco di gente di sinistra e mi hanno detto che ho fatto bene”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video forum su Corriere.it


 

Giustizia, Meloni: no a conservazione, non sto a scaldare sedia

Giustizia, Meloni: no a conservazione, non sto a scaldare sediaRoma, 29 mag. (askanews) – “Temo che chi dice no alla riforma della giustizia non fa i conti con il consenso di cui gode la giustizia anche dagli investitori internazionali. Le cose che non funzionano le vogliamo cambiare non perchè ce l’abbiamo con qualcuno ma per l’Italia e per gli italiani. E’ una riforma di buon senso”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video forum su Corriere.it.


“Non è una riforma punitiva, io penso che sia un beneficio per i magistrati che vogliono fare il loro lavoro e non vogliono piegarsi a logiche di corrente”, ha aggiunto. “Io non sono per la conservazione, non ho paura di chi dovesse ritenere di combattermi e non sto qui a scaldare la sedia”, ha concluso.

Meloni: riforma della giustizia necessaria e storica

Meloni: riforma della giustizia necessaria e storicaRoma, 29 mag. (askanews) – “Rispettato un altro impegno preso con gli italiani. Nel programma del centrodestra avevamo scritto che avremmo riformato la giustizia, e oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge costituzionale da sottoporre al Parlamento per avere finalmente una giustizia più equa ed efficiente. Una riforma giusta, necessaria e storica”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo l’approvazione del ddl che contiene, tra l’altro, la separazione delle carriere di giudici e pm.

Premierato, i senatori dell’opposizione si tolgono la giacca per protesta

Premierato, i senatori dell’opposizione si tolgono la giacca per protestaRoma, 29 mag. (askanews) – Via la giacca, in segno di protesta contro il mancato rispetto da parte della maggioranza. E’ il gesto simbolico scelto dalle opposizioni durante l’esame del ddl sul premierato in aula al Senato.


“Davanti alla maggioranza sorda e alla difficoltà, davanti alla capacità di trovare un terreno comune, io penso che” va dato “un segnale, un simbolo, un messaggio che non ha a che fare con la violenza verbale né fisica ci togliamo la giacca, per dimostrare che voi avete solo da imparare da chi ha sempre rispettato le regole del gioco”, ha detto Alessandro Alfieri del Pd, chiudendo il suo intervento. A quel punto si è sfilato la giacca seguito dagli altri senatori. Poiché in Senato l’uso della giacca è obbligatorio, la presidente di turno ha immediatamente sospeso la seduta per dieci minuti.

M.O., Tajani: favorevoli a riconoscimento Palestina ma territorio unificato

M.O., Tajani: favorevoli a riconoscimento Palestina ma territorio unificatoRoma, 29 mag. (askanews) – “Noi siamo favorevoli al riconoscimento della Palestina ma deve avvenire quando ci sarà già un territorio unificato e chiaro con un mutuo riconoscimento Israele che riconosce la Palestina e la Palestina che riconosce Israele: due popoli, due Stati”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un evento della Cisl a Roma, commentando la richiesta del presidente turco Erdogan alla premier Meloni di riconoscere la Palestina.


“Siamo favorevoli ad un percorso che, finita la guerra, possa anche prevedere una presenza delle Nazioni Unite che aiuti alla formazione di uno Stato che unifichi Gaza e la Cisgiordania. Se dovesse esserci la necessità di una missione dell’ONU a guida araba siamo disposti ad inviare anche i nostri militari”, ha sottolineato.

Giustizia, Pd: ddl Nordio duro colpo a indipendenza magistratura

Giustizia, Pd: ddl Nordio duro colpo a indipendenza magistraturaRoma, 29 mag. (askanews) – “Il disegno di legge costituzionale sulla riforma delle carriere è un duro colpo all’autonomia e all’indipendenza della magistratura”. Lo affermano la responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani e i capigruppo nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato – Federico Gianassi e Alfredo Bazoli – e dell’Antimafia Walter Verini.


“Dopo il premierato e l’autonomia differenziata, il ddl Nordio è il prezzo che la Meloni paga a Forza Italia per la tenuta del governo. Siamo all’ennesimo baratto: la Costituzione viene sfregiata e sacrificata per un patto di potere. Il ddl Nordio non risolve i problemi della giustizia, anzi li aggrava perché indebolisce la magistratura compromettendone autonomia e indipendenza”. “La separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti – sottolineano i parlamentari Pd – non è necessaria, poiché la separazione delle funzioni esiste già. La separazione delle carriere rischia invece di trasformare i pm in una sorta di super poliziotti o, al contrario, li rende subordinati al potere esecutivo. Quanto all’Alta Corte, così come formulata, rischia di essere un pasticcio”.


“Il testo – continuano – presenta infatti molte contraddizioni e scelte non condivisibili. In particolare siamo contrari al sorteggio per i due Csm e per l’Alta corte, che sminuiscono la professionalità dei magistrati riducendo il loro ruolo a una questione di fortuna piuttosto che di merito. Più che in presenza di una riforma della giustizia assistiamo ad un intervento che insieme agli altri su autonomia differenziata e premierato, conduce allo smantellamento del sistema istituzionale repubblicano che affonda le radici nella nostra Costituzione ed è sempre stato basato su separazione e equilibrio dei poteri. Il tutto con l’ennesima trovata elettorale e propagandistica”.