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Ucraina, opposizioni: Meloni in aula alla Camera prima del 6 marzo

Ucraina, opposizioni: Meloni in aula alla Camera prima del 6 marzoRoma, 26 feb. (askanews) – La presidente del Consiglio venga a riferire in aula alla Camera prima del Consiglio Ue straordianrio del 6 marzo sull’Ucraina. Lo hanno chiesto le opposizioni durante la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha tuttavia spiegato che “le parlerà” ma “ha una agenda molto impegnata”.


“Vediamo, speriamo che venga. Non ci hanno dato molti margini ma riteniamo che per una cosa così importante doveva essere automatico. Ci è stato detto che ci sono degli impegni, vedranno”, ha spiegato il presidente dei deputati M5s, Riccardo Ricciardi. “La nostra – ha aggiunto la capogruppo del Pd, Chiara Braga – è stata una richiesta molto pressante e ci auguriamo che il ministro Ciriani che ci ha detto che la avrebbe incontrata a breve ci possa dare una risposta. Questo Consiglio straordinario del 6 marzo richiede un confronto parlamentare inevitabile. Non è sufficiente aspettare le comunicazioni del 18 e 19 marzo. Ci auguriamo che la stessa presidente del Consiglio comprenda quanto sia necessario un confronto parlamentare sui temi della politica internazionale e dell’Ucraina nel caso specifico”.

Schlein: video Trump spietato e crudele, Gaza appartiene ai palestinesi

Schlein: video Trump spietato e crudele, Gaza appartiene ai palestinesiRoma, 26 feb. (askanews) – “Sotto le macerie di Gaza ci sono ancora cadaveri e Trump lancia un video che non è solo una macabra provocazione e una totale mancanza di rispetto. È un progetto politico spietato e crudele per una popolazione massacrata e un attentato spregiudicato all’accordo di tregua. Con violenze che purtroppo stanno continuando in Cisgiordania, dove 40.000 persone sono state costrette a fuggire per mettersi in salvo dalle violenze dei coloni appoggiati dal governo Netanyahu”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein.


“Gaza – prosegue in una nota – appartiene ai palestinesi e i miliardi di dollari di Musk e Trump non potranno mai negarlo. Il governo italiano nelle sedi internazionali ribadisca la necessità di perseguire il progetto di due popoli e due Stati. Mi auguro che dopo questa ennesima follia le ambiguità su Trump finiscano e che Giorgia Meloni provi un briciolo di vergogna del suo sodalizio politico con chi incita ancora violenza dopo tutto questo sangue”.

Santanchè, Bignami: bene la disponibilità a lasciare in caso di rinvio a giudizio

Santanchè, Bignami: bene la disponibilità a lasciare in caso di rinvio a giudizioRoma, 26 feb. (askanews) – “Io personalmente non ho concordato con Santanché alcunché, anche perché Daniela Santanché è una persona libera. Come ha detto ieri, opera le scelte ragionando con la sua testa, e solo con quella, come è giusto che sia.” Lo ha detto Galeazzo Bignami, capogruppo Fratelli d’Italia alla Camera, in merito a un’eventuale linea concordata tra la ministra e il partito per le sue vicende giudiziarie. Bignami ha parlato in diretta su Rai Radio1, Ping Pong, e ha spiegato: “abbiamo preso atto e apprezzato la chiusura del suo intervento in cui il ministro ha detto che in caso di rinvio a giudizio sulla vicenda che attiene un’altra questione, non strettamente legata al suo esercizio imprenditoriale, su cui, è bene ricordare, si concentra la prima vicenda, si dimetterebbe. Noi questo l’abbiamo inteso, è un dato di fatto di cui prendiamo atto e che crediamo sia importante.”

Ucraina, concluso il vertice dei leader Ue in videoconferenza

Ucraina, concluso il vertice dei leader Ue in videoconferenzaRoma, 26 feb. (askanews) – E’ durato circa mezz’ora il vertice tra i leader europei convocato in videoconferenza dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato in collegamento da Palazzo Chigi. Ai lavori ha preso parte anche la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.


“Continuando a lavorare per uno stretto coordinamento europeo – ha scritto Costa su X – oggi il presidente Emmanuel Macron ha informato i leader dell’Ue sul suo incontro con Donald Trump all’inizio di questa settimana a Washington”. Alcuni leader, in particolare, riferiscono fonti europee, hanno posto domande a Macron. E’ stato un incontro “molto utile per preparare il nostro Consiglio europeo straordinario del 6 marzo, dove prenderemo decisioni sul nostro sostegno all’Ucraina e sul rafforzamento della difesa europea”, conclude Costa.


Domani il presidente americano vedrà invece il premier britannico Keir Starmer, che sta organizzando per domenica a Londra un summit con alcuni leader europei. All’incontro, precisano le fonti europee, hanno preso parte i rappresentanti di tutti i 27 Paesi membri.

Mattarella ai cavalieri al merito: ossigeno dell’umanità per la vita comune

Mattarella ai cavalieri al merito: ossigeno dell’umanità per la vita comuneRoma, 26 feb. (askanews) – I Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana sono esempi di “solidarietà, senso di umanità, coinvolgimento” e di sapersi fare “carico di altre persone”. Ed è “giusto” farli conoscere. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del conferimento delle onorificenze a 31 persone che, ha precisato il Capo dello Stato, “non sono eroi” e non sono gli unici a vivere “nella normale quotidianità” questi comportamenti ma ne sono “testimonianza”.


Mattarella li ha definiti “ossigeno” per la “vita comune. Nella scelta tra l’indifferenza e impegnarsi per chi è in difficoltà” rendono la “vita della società migliore. Voi siete una ricchezza importante”. Il Capo dello Stato ha poi evidenziato un “altro aspetto: i vostri comportamenti – ha detto – sono la negazione della solitudine che è un pericolo molto alto perché molte relazioni sono solo apparenti, in questo nostro tempo” sommerso da una “massa di flussi informativi” in cui “qualcuno può sentirsi disorientato e solo”.

Ucraina, terminato vertice leader Ue in videoconferenza

Ucraina, terminato vertice leader Ue in videoconferenzaRoma, 26 feb. (askanews) – E’ durato circa mezz’ora il vertice tra i leader europei convocato in videoconferenza dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato in collegamento da Palazzo Chigi. Ai lavori ha preso parte anche la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.


“Continuando a lavorare per uno stretto coordinamento europeo – ha scritto Costa su X – oggi il presidente Emmanuel Macron ha informato i leader dell’Ue sul suo incontro con Donald Trump all’inizio di questa settimana a Washington”. Alcuni leader, in particolare, riferiscono fonti europee, hanno posto domande a Macron. E’ stato un incontro “molto utile per preparare il nostro Consiglio europeo straordinario del 6 marzo, dove prenderemo decisioni sul nostro sostegno all’Ucraina e sul rafforzamento della difesa europea”, conclude Costa.


Domani il presidente americano vedrà invece il premier britannico Keir Starmer, che sta organizzando per domenica a Londra un summit con alcuni leader europei.

Mattarella a cavalieri al merito: ossigeno umanità per vita comune

Mattarella a cavalieri al merito: ossigeno umanità per vita comuneRoma, 26 feb. (askanews) – I Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana sono esempi di “solidarietà, senso di umanità, coinvolgimento” e di sapersi fare “carico di altre persone”. Ed è “giusto” farli conoscere. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del conferimento delle onorificenze a 31 persone che, ha precisato il Capo dello Stato, “non sono eroi” e non sono gli unici a vivere “nella normale quotidianità” questi comportamenti ma ne sono “testimonianza”.


Mattarella li ha definiti “ossigeno” per la “vita comune. Nella scelta tra l’indifferenza e impegnarsi per chi è in difficoltà” rendono la “vita della società migliore. Voi siete una ricchezza importante”. Il Capo dello Stato ha poi evidenziato un “altro aspetto: i vostri comportamenti – ha detto – sono la negazione della solitudine che è un pericolo molto alto perché molte relazioni sono solo apparenti, in questo nostro tempo” sommerso da una “massa di flussi informativi” in cui “qualcuno può sentirsi disorientato e solo”.

La sfiducia, Santanchè si difende (borse e tacchi compresi). Fdi apprezza la disponibilità a dimissioni

La sfiducia, Santanchè si difende (borse e tacchi compresi). Fdi apprezza la disponibilità a dimissioniRoma, 25 feb. (askanews) – Il passaggio sul processo Visibilia per cui è stata rinviata a giudizio, alla fine, è quasi residuale nel suo intervento. Quanto basta per ripetere che si tratta di “fatti, tutti da verificare” e “antecedenti” al giuramento da ministro. Per il resto, quella di Daniela Santanché, è una difesa tutta all’attacco. Il voto sulla mozione di sfiducia presentata dal M5s contro di lei finisce come ci si aspettava, con una bocciatura: 206 contrari, 134 a favore e un astenuto.


Ma il discorso che la ministra del Turismo fa in aula prima che cominci la chiama è molto meno rituale della sfilata dei deputati, tanto da scatenare più volte le proteste delle opposizioni. Santanché elenca sì i risultati ottenuti in questi mesi di lavoro ma, soprattutto, rivendica il diritto a essere com’è, borse e tacco 12 compresi. Si vanta della sua collezione di borse di Hermes e risponde alle accuse di acquistarle contraffatte. “Io sono l’emblema di ciò che detestate”, “voi non volete combattere la povertà, volete combattere la ricchezza”, attacca. Si rivolge formalmente alla minoranza, ma il messaggio vale anche per Fratelli d’Italia in cui da molti è vissuta come un corpo estraneo proprio per quella ostentazione continua di benessere che così tanto fa a pugni con una forza che si vanta di essere rimasta vicina alla gente, a cominciare dalla sua leader.


Ed era proprio il suo partito ad attenderla al varco di questo passaggio parlamentare, anche perché all’orizzonte c’è il rischio di un nuovo rinvio a giudizio per truffa all’Inps nell’uso della cassa Covid e Giorgia Meloni si aspetta che la ministra in quel caso lasci. Santanchè difende il suo diritto a fare una battaglia in nome del garantismo perché non si è colpevoli fino al terzo grado di giudizio ma decide comunque di mandare un segnale. Solo che alla fine è meno netto e convincente di quello che si aspettavano a palazzo Chigi. “In quell’occasione – spiega – farò una riflessione perché è giusto che io la faccia, per poter anche valutare delle mie dimissioni. Ma vi dico una cosa, lo farò da sola, lo farò solo con me stessa”, dunque senza “pressioni” o ricatti”. Nel passaggio successivo la ministra prova anche a ricucire lo strappo che si è creato con il ‘chissene’ dedicato alle critiche dei suoi colleghi, ma anche con quella sorta di sfida rivolta alla presidente del Consiglio ogni volta che ha ripetuto ‘lascio solo se me lo chiede lei’. “Sarò guidata – precisa – solo dal rispetto per il mio presidente del Consiglio, per l’intero Governo, per la maggioranza, ma, soprattutto, per l’amore per il mio partito, Fratelli d’Italia, dove certo non vorrò mai diventare un problema, ma vorrei continuare a essere una risorsa”. Ma non è abbastanza per Giorgia Meloni che da mesi ormai ragiona sull’addio dell’ingombrante ministra al governo e che si attendeva una presa di posizione con meno “se” e “ma”.


Non è un caso che, a seduta conclusa, ai deputati venga chiesto di fare dichiarazioni in cui si sottolinea soprattutto l’apprezzamento per la disponibilità alle dimissioni. La ministra, dice il vicepresidente del gruppo alla Camera, Massimo Ruspandini, “va ringraziata anche per quello che ha chiaramente detto al termine del suo intervento e cioé che, qualora venga malauguratamente rinviata a giudizio per la vicenda Inps, farebbe prevalere il cuore alla ragione e lascerebbe il suo incarico governativo per amore e rispetto di Fdi e del presidente del Consiglio”.

Santanché si difende (borse comprese). Apre a dimissioni: ma decido io

Santanché si difende (borse comprese). Apre a dimissioni: ma decido ioRoma, 25 feb. (askanews) – Il passaggio sul processo Visibilia per cui è stata rinviata a giudizio, alla fine, è quasi residuale nel suo intervento. Quanto basta per ripetere che si tratta di “fatti, tutti da verificare” e “antecedenti” al giuramento da ministro. Per il resto, quella di Daniela Santanché, è una difesa tutta all’attacco. Il voto sulla mozione di sfiducia presentata dal M5s contro di lei finisce come ci si aspettava, con una bocciatura: 206 contrari, 134 a favore e un astenuto.


Ma il discorso che la ministra del Turismo fa in aula prima che cominci la chiama è molto meno rituale della sfilata dei deputati, tanto da scatenare più volte le proteste delle opposizioni. Santanché elenca sì i risultati ottenuti in questi mesi di lavoro ma, soprattutto, rivendica il diritto a essere com’è, borse e tacco 12 compresi. Si vanta della sua collezione di borse di Hermes e risponde alle accuse di acquistarle contraffatte. “Io sono l’emblema di ciò che detestate”, “voi non volete combattere la povertà, volete combattere la ricchezza”, attacca. Si rivolge formalmente alla minoranza, ma il messaggio vale anche per Fratelli d’Italia in cui da molti è vissuta come un corpo estraneo proprio per quella ostentazione continua di benessere che così tanto fa a pugni con una forza che si vanta di essere rimasta vicina alla gente, a cominciare dalla sua leader.


Ed era proprio il suo partito ad attenderla al varco di questo passaggio parlamentare, anche perché all’orizzonte c’è il rischio di un nuovo rinvio a giudizio per truffa all’Inps nell’uso della cassa Covid e Giorgia Meloni si aspetta che la ministra in quel caso lasci. Santanché difende il suo diritto a fare una battaglia in nome del garantismo perché non si è colpevoli fino al terzo grado di giudizio ma decide comunque di mandare un segnale. Solo che alla fine è meno netto e convincente di quello che si aspettavano a palazzo Chigi. “In quell’occasione – spiega – farò una riflessione perché è giusto che io la faccia, per poter anche valutare delle mie dimissioni. Ma vi dico una cosa, lo farò da sola, lo farò solo con me stessa”, dunque senza “pressioni” o ricatti”. Nel passaggio successivo la ministra prova anche a ricucire lo strappo che si è creato con il ‘chissene’ dedicato alle critiche dei suoi colleghi, ma anche con quella sorta di sfida rivolta alla presidente del Consiglio ogni volta che ha ripetuto ‘lascio solo se me lo chiede lei’. “Sarò guidata – precisa – solo dal rispetto per il mio presidente del Consiglio, per l’intero Governo, per la maggioranza, ma, soprattutto, per l’amore per il mio partito, Fratelli d’Italia, dove certo non vorrò mai diventare un problema, ma vorrei continuare a essere una risorsa”. Ma non è abbastanza per Giorgia Meloni che da mesi ormai ragiona sull’addio dell’ingombrante ministra al governo e che si attendeva una presa di posizione con meno “se” e “ma”.


Non è un caso che, a seduta conclusa, ai deputati venga chiesto di fare dichiarazioni in cui si sottolinea soprattutto l’apprezzamento per la disponibilità alle dimissioni. La ministra, dice il vicepresidente del gruppo alla Camera, Massimo Ruspandini, “va ringraziata anche per quello che ha chiaramente detto al termine del suo intervento e cioé che, qualora venga malauguratamente rinviata a giudizio per la vicenda Inps, farebbe prevalere il cuore alla ragione e lascerebbe il suo incarico governativo per amore e rispetto di Fdi e del presidente del Consiglio”.

Meloni sarà al summit di Londra sull’Ucraina, fa discutere l’ipotesi di inviare soldati

Meloni sarà al summit di Londra sull’Ucraina, fa discutere l’ipotesi di inviare soldatiRoma, 25 feb. (askanews) – Domani la videoconferenza con i leader Ue sull’Ucraina, domenica a Londra il vertice – ufficialmente da confermare – per la messa a punto di piani comuni per la Difesa organizzato da Keir Starmer. Dopo il summit del G7 da remoto di ieri, sono questi gli appuntamenti di Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo straordinario in programma il 6 marzo a Bruxelles.


La riunione di domani mattina è stata convocata dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, per ascoltare dal presidente francese Emmanuel Macron – ha spiegato – un resoconto del suo incontro di ieri con Donald Trump. A Londra, invece, si riuniranno i “volenterosi” europei, fin qui animati dagli stessi Macron e Starmer (che guidano gli unici due Paesi che in Europa dispongono di testate nucleari), per parlare di piani congiunti sulla difesa. Con il premier britannico Meloni dovrebbe avere anche un incontro bilaterale. Il ‘nodo’ da sciogliere, su cui non è facile trovare un accordo, è quello dell’impegno degli europei (non solo i Paesi aderenti all’Ue) nel processo di pace in Ucraina. Al momento il Vecchio Continente è stato tagliato fuori dall’iniziativa del tycoon e cerca il modo di rientrare in gioco. A Bruxelles, tra le altre cose, si discuterà della nomina di un “inviato” europeo per l’Ucraina e tra i nomi che circolano ci sono anche quelli di Angela Merkel e Mario Draghi. Ma il punto fondamentale è l’impegno che i leader europei potranno offrire agli Stati Uniti. Macron – d’accordo con Starmer – ha proposto a Trump la mobilitazione di una “forza di interposizione” di 30 mila uomini da schierare sul terreno per controllare il rispetto di un eventuale cessate il fuoco. Un’ipotesi che però trova molte, e importanti, voci contrarie: la Germania, la Polonia (che punta a creare il più grande esercito di terra europeo) e anche l’Italia. Dove l’idea dei “peacekeepers” europei fa discutere la maggioranza.


Meloni ha ribadito anche ieri, ai colleghi del G7, l’obiettivo di raggiungere una “pace giusta e duratura” che si deve basare su “garanzie di sicurezza efficaci” e sempre nel “contesto euro-atlantico”, e dunque in collaborazione con gli Stati Uniti. A mettere in chiaro la posizione della premier sul tema, questa mattina, è stato il suo consigliere più ascoltato, il sottosegretario alla Presidenza Giovanbattista Fazzolari. “E’ un’ipotesi”, quella della forza di interposizione, “che la Francia sostiene da tempo – ha spiegato – e che l’Italia non reputa la soluzione più efficace”, perché “non c’è mai stata una forza di interposizione internazionale tra due eserciti di questa portata”. Mentre “un altro discorso” sarebbe quello di “una missione internazionale con cappello Onu in un contesto di pace”. Molto secco il “no” di Matteo Salvini, dopo che ieri sera la Lega aveva fatto circolare la posizione: “Nessun soldato italiano in Ucraina”. “Nessuno – ha precisato oggi il vicepremier e ministro delle Infrastrutture – ci ha chiesto neanche un soldato quindi quando ce lo chiederanno ne parleremo, ma noi abbiamo già migliaia di soldati italiani in giro per il mondo, prima di mandarne anche uno in più ci ragionerei molto”.


A gettare acqua sul fuoco, e cercare una sintesi, è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui non è “utile” l’invio di “truppe europee o della Nato: se bisogna fare una zona cuscinetto bisogna mandare delle truppe sotto la bandiera delle Nazioni Unite con una decisione del Consiglio di sicurezza. In caso ci sarebbe anche la disponibilità italiana, come c’è disponibilità per la Palestina, sempre sotto la bandiera delle Nazioni Unite”.