Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Coldiretti Basilicata: più acqua nelle dighe ma serve piano invasi

Coldiretti Basilicata: più acqua nelle dighe ma serve piano invasi

Roma, 20 feb. (askanews) – Migliora nettamente la situazione dei sei principali invasi della Basilicata, che attualmente contengono complessivamente 337 milioni di metri cubi di acqua, oltre 104 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una situazione che agevolerà l’irrigazione dei terreni agricoli e, fortunatamente, ridurrà nei prossimi mesi gli sforzi profusi, la scorsa stagione, dagli agricoltori e dal Consorzio di bonifica della Basilicata per evitare danni importanti.

“Una buona notizia, conseguenza delle abbondanti precipitazioni che vanno avanti da settimane – spiega la Coldiretti della Basilicata – ma è necessario continuare a tenere alta l’attenzione soprattutto nell’area Nord della Basilicata ancora condizionata dalle insufficienti assegnazioni di risorsa sullo schema dell’Ofanto e tanto almeno fino a quando entrerà in esercizio la diga del Rendina”.

“Per questo chiediamo – prosegue la nota – che si definiscano da subito le assegnazioni sullo schema dell’Ofanto e che si realizzino gli interventi infrastrutturali finalizzati ad un incremento della capacità di accumulo delle dighe”. Ma non basta. Con i periodi di siccità destinati a diventare sempre più lunghi, intensi ed estesi, è urgente, però, soprattutto nelle aree non servite dal Consorzio di Bonifica, realizzare un piano di piccoli invasi che permetterebbe di assicurare l’approvvigionamento idrico durante i periodi di siccità.

L’intento è di raddoppiare la capacità di raccolta dell’acqua piovana, rendendola disponibile per usi civili, per l’agricoltura e per la produzione di energia idroelettrica pulita. “Parliamo da anni dei bacini di accumulo, ma i passi avanti concreti sono ancora pochi. Oggi tratteniamo mediamente solo l’11% dell’acqua piovana – continua Coldiretti Basilicata – la Spagna ne trattiene più del doppio, la Francia addirittura tre volte tanto. L’acqua sarà fondamentale non solo per l’agricoltura, ma anche per lo sviluppo della tecnologia, dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale. Perdere questa sfida è un lusso che non possiamo permetterci”.