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Distretto biologico Sardegna punta su promozione e marchio bio

Distretto biologico Sardegna punta su promozione e marchio bio

Roma, 17 feb. (askanews) – Promozione e valorizzazione del nuovo marchio bio italiano: sono le linee guida del 2026 per il Distretto Biologico Regionale Sardegna Bio, che ha appena calendarizzato una serie di attività promozionali in Europa e in Italia, utili alla crescita di un comparto che, in Italia, proprio qualche giorno fa ha ricevuto l’ok all’utilizzo e attribuzione del nuovo marchio biologico italiano, in sede di Conferenza Stato Regioni.

Una novità accolta con favore dai rappresentanti della realtà distrettuale sarda che promuove il biologico regionale e raggruppa le aziende primarie, secondarie e terziare che operano nel Bio (circa 2700 in Sardegna) presenti nei giorni scorsi a Norimberga al salone del biologico Biofach che si è svolto dal 10 al 13 febbraio. Il 2026 sarà quindi un anno cruciale nel rafforzamento delle filiere del biologico italiano e sardo: da una parte perché il marchio, il cui utilizzo e modalità di attribuzione è stato appena approvato in sede di conferenza Stato Regioni, va proprio a rafforzare il lavoro della filiera agricola Made in Italy, “e in secondo luogo perché si sta assistendo a un aumento delle importazioni di prodotto straniero biologico dall’estero, che hanno registrato un incremento del 7,1 percento – spiega in una nota Andrea Campurra, presidente del Distretto Biologico Regionale Sardegna Bio e presidente della La Rete Nazionale dei Distretti Biologici d’Italia – Per questo la promozione, anche all’estero attraverso queste fiere, è fondamentale per rendere più solido il nostro mercato anche all’interno dei confini nazionali, davanti ai nostri stessi buyer”.

Nella fiera di Norimberga, a cui seguirà poi durante i prossimi mesi la partecipazione ad altre fiere come la Sana di Bologna tra il 22 e 24 febbraio, o al Vinitaly a Verona nelle prime due settimane di aprile, o gli eventi B2C, come il Salone internazione dell’Agricoltura di Parigi, dal 21 febbraio al 1 marzo prossimo, il messaggio che si veicola “è quello di una Regione – conclude Campurra – al centro del Mediterraneo che sta investendo nelle produzioni sostenibili anche come forma di contrasto ai cambiamenti climatici e come forma di contrasto alle importazioni di prodotti che spesso sono lontani dalla nostra capacità di garantire qualità e controllo delle filiere”.