”Donne al volante, pericolo costante?” Addio ai pregiudizi
”Donne al volante, pericolo costante?” Addio ai pregiudizi
Roma, 25 feb. (askanews) – L’8 marzo, la Giornata internazionale della Donna, nasce per celebrare le conquiste legate ai diritti e all’emancipazione femminile. Oggi, a oltre un secolo di distanza, nonostante i progressi compiuti, permangono ancora sfide e bias culturali che possono incidere sulla vita personale e professionale delle donne: dal gender pay gap agli stereotipi legati alla guida. In occasione della ricorrenza, CamperDays, piattaforma leader in Europa per il noleggio camper, analizza il rapporto tra le donne e la guida, esplorando come questa influisca su libertà, indipendenza e percezioni sociali, attraverso uno studio condotto in collaborazione con l’istituto di ricerca Censuswide.
L’indagine mette in luce che gli stereotipi di genere legati alla guida stanno cambiando, ma non sono ancora del tutto superati. Un quarto dei rispondenti (25%) sostiene che siano diffusi nella società, seppur in misura minore rispetto al passato, mentre una quota analoga (24%) ritiene che non solo esistano, ma che continuino anche a generare pregiudizi nei confronti delle donne-guidatrici. Infine, per il 26%, gli stereotipi sono presenti nella società, ma non incidono più sui comportamenti reali. Non sorprende che la Gen Z sia la coorte generazionale che più di altre li considera ancora radicati (40%): più attenta e sensibile all’impatto del linguaggio e delle rappresentazioni culturali, si dimostra maggiormente incline a riconoscere la persistenza di stereotipi negativi nella società.
Quando si parla di differenze di genere al volante, la maggior parte del campione concorda sul fatto che l’esperienza di guida sia interamente individuale e non legata al genere (49%); per un 31% le differenze sono principalmente legate alla personalità e non al genere, mentre solamente una piccola minoranza dichiara che le differenze derivino da fattori socio-culturali (18%).
Sebbene il fenomeno del “petrol station anxiety” e della “refuel anxiety” (letteralmente traducibili in italiano come “ansia da stazione di servizio” e “ansia da pompa da benzina”, ossia in senso traslato, l’”amaxofobia”, la paura di guidare) sia in crescita tra i GenZer e la Gen Alpha, la guida è indiscutibilmente sinonimo di empowerment femminile per tutte le fasce demografiche. Per il 44% del campione della survey di CamperDays e Censuswide (dato che sale al 50% tra le donne e al 49% tra la Gen Z), la mobilità individuale equivale all’indipendenza e al controllo sulla propria quotidianità; seguono, come driver di valore, l’incremento della fiducia in sé stesse (33%), la minore dipendenza da terzi o dai trasporti pubblici (32%) e una maggiore percezione di sicurezza personale, soprattutto negli spostamenti notturni o in solitaria (27%).
Tuttavia, nonostante la maggior parte del campione non nutra alcuna apprensione nei confronti delle donne al volante (71%), i dati rivelano come la guida sia ancora spesso associata agli uomini: nella maggior parte dei casi, infatti, il volante nei prossimi viaggi on the road continuerà a essere gestito prevalentemente da uomini (68%), mentre le guidatrici saranno ancora una minoranza (16%).
“I dati della nostra ricerca confermano che la guida è molto più di un semplice spostamento: è uno strumento di autodeterminazione. Sebbene gli stereotipi di genere stiano finalmente perdendo terreno, specialmente tra i più giovani, il divario che ancora osserviamo nella pianificazione dei viaggi on-the-road ci dice che la strada verso una reale parità nelle abitudini quotidiane è ancora in salita. Come CamperDays, il nostro obiettivo è incoraggiare ogni viaggiatore a prendersi la propria libertà, superando quei retaggi culturali che non hanno più motivo di esistere” dichiara Adriana Ramos Neves, Marketing Manager di CamperDays.