
Sudcorea, suicida attrice: forse distrutta dalle cattiverie online
Sudcorea, suicida attrice: forse distrutta dalle cattiverie onlineRoma, 17 feb. (askanews) – Una morte destinata a far dibattere in Corea del Sud, quella della giovane attrice Kim Sae-ron, in cui pressione sociale e sollecitazioni provenienti dal web potrebbero aver avuto un ruolo importante. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Yonhap, l’attrice 24enne è stata trovata morta nel suo appartamento ieri sera e la polizia metropolitana di Seoul ha chiuso il caso come suicidio.
“Noi crediamo che abbia fatto la scelta estrema e intendiamo trattare la questione come un suicidio”, ha detto un portavoce della polizia ai giornalisti che si sono precipitati per chiedere informazioni sul caso. Kim era una delle attrici più amate della Corea del Sud, avendo iniziato la sua carriera da bambina nel film “A Brand New Life” che racconta di una bimba di 9 anni abbandonata in un orfanotrofio. Il film andò anche al Festival di Cannes. Poi, le partecipazioni dell’attrice in film e serie prodotte anche da Netflix la portarono nell’olimpo delle star sudcoreane, finché nel 2022 non fu beccata dalla polizia a guidare con un tasso alcolemico troppo elevato, dopo un piccolo incidente. Gli standard sudcoreani prevedono che con un livello di alcol superiore allo 0,03 g/l si incorra nella guida in stato d’ebbrezza. Lei aveva nel sangue uno 0,2 g/l. Sostanzialmente l’equivalente di una lattina di birra o di un bicchiere di vino a 125 cl. In Italia il limite è 0,5 g/l.
Di per sé non fu la multa il problema, poco più di 13mila euro, ma il fatto che la notizia divenne di dominio pubblico. La giovane attrice – a quanto racconta il New York Times – fu bersagliata di critiche, in particolare sui social network, e dové prodursi anche in umilianti scuse via Instagram, dove è ancora possibile vedere la foto del suo messaggio scritto mano, in cui dice: “Non ci sono scuse per questo spiacevole episodio e sono profondamente delusa e mi vergogno del mio comportamento. Rifletterò a fondo, e ancora, affinché situazioni del genere non si ripetano mai più. Mi dispiace”. Nonostante quello fosse un momento d’oro per la sua carriera – nel 2023 uscì una serie Netflix intitolata “Bloodhounds” in cui recitava – lei dové sostanzialmente abbandonare tutto. Secondo i media sudcoreani, stava cercando di rimettersi in pista, prima della notizia della sua morte.
Negli ultimi anni diversi artisti del mondo dello spettacolo sudcoreane si sono suicidati. La star della musica K-pop Sulli si è uccisa nel 2019 dopo essere stata di mira da commenti misogini sui social network, dopo che l’artista aveva aderito alla campagna femminista contro i reggiseni. Poche settimane dopo, un’altra artista K-pop, amica di Sulli, Goo Hara, si è tolta a sua volta la vita dopo essere stata oggetto di commenti da parte di troll sui social network che dapprima l’hanno costretta in lacrime ad ammettere di aver fatto ricorso alla chirurgia plastica, poi hanno fatto girare la voce che circolavano dei video hard della ragazza.