Scienza, studio: nella folla imitiamo chi ci precede
Scienza, studio: nella folla imitiamo chi ci precede
Roma, 19 feb. (askanews) – In una stazione affollata, davanti a due percorsi possibili, tendiamo a seguire la persona che ci precede. Anche se è una sconosciuta. Anche se la scelta allunga il tempo di percorrenza.
Questo è il principale risultato di uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), che mette in luce un meccanismo finora poco esplorato nelle dinamiche collettive: l’imitazione locale tra sconosciuti che può generare sequenze di scelte consecutive – vere e proprie “valanghe decisionali” – con impatti sulla fluidità e sulla sicurezza dei flussi pedonali.
Lo studio, firmato da Alessandro Gabbana dell’Università di Ferrara insieme a Ziqi Wang e Federico Toschi della Eindhoven University of Technology, si basa sull’analisi di circa 100.000 traiettorie individuali raccolte tra il 2021 e il 2024 presso la stazione centrale di Eindhoven con un sistema di tracciamento anonimo ad alta risoluzione.
Grazie a misure millimetriche e ad analisi statistiche su vasta scala, gli autori hanno osservato che la probabilità di scegliere uno dei due percorsi aumenta se la persona immediatamente davanti ha fatto la stessa scelta – e che questo effetto persiste anche escludendo le coppie riconducibili a gruppi sociali (es. amici o famiglie).
Una possibile interpretazione potrebbe essere la seguente: il comportamento osservato non è una scelta razionale basata sull’ottimizzazione del tempo, ma una scorciatoia cognitiva che emerge in condizioni di incertezza e sovraffollamento. In ambienti complessi e dinamici, come una stazione affollata, la scelta della persona immediatamente davanti diventa un’informazione facile e rapidamente disponibile, anche quando non è affidabile. Questo meccanismo di imitazione locale riduce lo sforzo decisionale individuale ma può produrre effetti collettivi inattesi, amplificando scelte iniziali casuali e trasformandole in sequenze coerenti che coinvolgono molte persone: le cosiddette “valanghe decisionali”.
I ricercatori dimostrano inoltre che questi “inseguimenti tra sconosciuti” non migliorano il tempo di percorrenza individuale né l’efficienza complessiva: al contrario possono creare sbilanciamenti temporanei dei flussi che riducono la performance del sistema.
“In questo lavoro abbiamo identificato un fenomeno che ridefinisce il modo in cui pensiamo le decisioni collettive negli spazi pubblici”, dichiara il dottor Alessandro Gabbana (Unife). “Inserendo nel modello matematico un termine che rappresenta l’imitazione della persona immediatamente precedente, siamo riusciti a riprodurre con grande precisione i dati osservati. Questo indica che l’interazione locale tra sconosciuti è il fattore dominante nelle scelte di percorso in molte condizioni reali.
I risultati hanno ricadute immediate per la progettazione di spazi e la gestione delle folle: dall’organizzazione di stazioni e hub di trasporto alla pianificazione degli esodi in grandi eventi, fino alla progettazione di segnaletica e sistemi informativi in tempo reale. Le “valanghe decisionali” suggeriscono che interventi locali (es. segnaletica temporanea, orientamento visivo) possono propagarsi rapidamente e alterare l’intero flusso: sia come rischio sia come opportunità di “nudging” controllato.