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Giornata personale sanitario, Enpapi: urge riorganizzazione settore

Giornata personale sanitario, Enpapi: urge riorganizzazione settore

Roma, 20 feb. (askanews) – “Carichi di lavoro insostenibili, retribuzione basse e reparti in difficoltà, costretti a ricorrere a collaboratori esterni non sempre di chiara provenienza: non passa giorno in cui non si parli della carenza di infermieri. Per questo, in occasione della Giornata nazionale delle professioni sanitarie, rivolgiamo un appello al ministro della Salute Orazio Schillaci affinché si avvii finalmente un ripensamento strutturale della nostra categoria”. È quanto afferma Luigi Baldini, presidente di ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica).

“Nonostante l’esperienza del Covid, la professione infermieristica continua a scontare la mancanza di un interesse reale che vada oltre la gestione delle emergenze. È emblematico che, ancora oggi, non esista una mappatura completa della professione. Proprio per questo, come Enpapi, insieme a Eurispes, abbiamo lanciato un Osservatorio che ci consentirà di avere numeri certi sui professionisti attivi e sui diversi inquadramenti. Sono convinto che emergerà con chiarezza che non mancano gli infermieri, ma le risorse per assumerli. Dobbiamo superare la logica delle misure tampone e ragionare su soluzioni strutturali. Ritengo necessario valutare un modello contrattuale unico a livello nazionale e il pieno coinvolgimento della rete dei liberi professionisti nel settore pubblico”.

“Tra le proposte chiave di Enpapi – prosegue il presidente – c’è il reclutamento diretto tramite partita Iva: una modalità che permetterebbe al Servizio sanitario nazionale di contare su personale qualificato in maniera continuativa, senza aumentare il tetto di spesa e senza dover ricorrere al fenomeno dei gettonisti. Gli infermieri coinvolti, pur non essendo dipendenti, sarebbero integrati nei turni e avrebbero una retribuzione in linea con l’equo compenso. In questo modo potremmo anche ridurre il ricorso a personale proveniente dall’estero, valorizzando i professionisti già presenti sul territorio nazionale. Un’altra proposta che considero strategica è l’istituzione di elenchi regionali nei quali inserire i professionisti dotati di partita iva e iscritti all’albo, istituendo una graduatoria sulla scorta di quanto accade per i medici di medicina generale e i quelli di specialistica ambulatoriale, dalla quale il sistema pubblico potrà attingere. Parliamo di infermieri pienamente qualificati che oggi restano in stand by”.

“In caso di carenza di personale, gli ospedali potrebbero attingere rapidamente a questi elenchi, utilizzando risorse già selezionate e immediatamente disponibili. È il momento di abbandonare definitivamente la mentalità emergenziale e avviare una riorganizzazione strutturale del settore. Solo così potremo garantire stabilità al sistema e il giusto riconoscimento alla professione infermieristica”, ha concluso Baldini.