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Ferrari e Philips inaugurano nuovo centro diagnostico a Maranello

Ferrari e Philips inaugurano nuovo centro diagnostico a Maranello

Maranello (Modena), 3 mar. (askanews) – Un polo di diagnostica avanzata al servizio dei dipendenti Ferrari e della comunità del territorio. E’ il nuovo Centro Diagnostico nato dalla collaborazione tra Philips, Ferrari e Med-Ex, inaugurato oggi a Maranello alla presenza del Ceo di Royal Philips Roy Jakobs, del Ceo di Ferrari Benedetto Vigna, del direttore generale dell’Ausl di Modena Mattia Altini, del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e del sindaco Luigi Zironi.

Il centro integra sistemi diagnostici di ultima generazione con soluzioni basate sull’intelligenza artificiale: risonanza magnetica total body per screening completi, Tac spettrale con dosi ridotte e maggiore precisione, radiografia digitale con collimazione intelligente. Particolare attenzione al comfort del paziente, con ambienti progettati per ridurre lo stress durante gli esami. Previsti anche servizi di second opinion in collaborazione con enti sanitari di primaria importanza.

“Il nuovo Centro Diagnostico è un esempio concreto di co-prosperity: un progetto che nasce per le persone e grazie alle persone – spiega Vigna -. Abbiamo realizzato in tempi record, meno di due mesi, una struttura frutto di una stretta collaborazione tra aziende e tra pubblico e privato. L’eccellenza tecnologica trova il suo vero valore quando si unisce all’eccellenza umana”.

“Ferrari è sinonimo di velocità, precisione e performance, valori in cui anche Philips si riconosce – sottolinea Jakobs -. Insieme trasformiamo la visione in azioni concrete a beneficio delle comunità locali”.

La struttura opererà in sinergia con il sistema sanitario pubblico, erogando servizi diagnostici anche ai pazienti del territorio con refertazione affidata agli specialisti dell’Ausl.

Tumori in Italia: sorveglianza epidemiologica rete italiana registri tumori

Tumori in Italia: sorveglianza epidemiologica rete italiana registri tumori

Roma, 3 mar. (askanews) – Si terrà mercoledì 4 marzo, presso l’Auditorium del Ministero della Salute di Roma (Lungotevere Ripa, 1), il convegno “I tumori in Italia: sorveglianza epidemiologica della Rete Italiana dei Registri Tumori”, promosso dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTum). L’iniziativa offre un quadro epidemiologico aggiornato al 2025 sull’impatto della patologia oncologica nel nostro Paese alla vigilia della parentesi pandemica da COVID-19, attraverso la proiezione dei dati osservati.

I principali indicatori epidemiologici, spiega una nota, si riferiscono a oltre 3 milioni di casi di tumori maligni rilevati da 34 Registri Tumori afferenti alla Rete Italiana dei Registri Tumori, che garantisce una copertura pari all’80% della popolazione italiana. Il sistema di sorveglianza epidemiologica rappresenta un supporto fondamentale alle politiche sanitarie, alla pianificazione e alla programmazione dei servizi deputati all’erogazione delle prestazioni rientranti nei Livelli Essenziali di Assistenza nelle aree della prevenzione, dell’assistenza distrettuale e di quella ospedaliera. I lavori si apriranno alle ore 9.30 con lo spazio autorità, che vedrà il saluto del Ministro della Salute Orazio Schillaci. Seguirà l’intervento di Sergio Iavicoli, Direttore Generale Prevenzione del Ministero della Salute. La presentazione di AIRTum e della Monografia sarà affidata a Fabrizio Stracci, Presidente dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTum) e responsabile del Registro Tumori dell’Umbria, Sezione di Sanità Pubblica, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Perugia.

La sessione scientifica sarà dedicata all’analisi dell’incidenza, della mortalità e della sopravvivenza dei tumori maligni in Italia, con gli interventi di Riccardo Capocaccia, componente dell’Editorial board della rivista “Epidemiologia e prevenzione”, Milano; Paolo Contiero, della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; e Luigino Dal Maso, Epidemiologia Oncologica, Centro di Riferimento Oncologico di Aviano CRO, IRCCS, Aviano. Un approfondimento specifico sarà riservato ai tumori infantili con Gemma Gatta, dell’Università degli Studi Milano Bicocca, Dipartimento di Statistica e Metodi Quantitativi, e Fabio Savoia, Unità di Epidemiologia, Biostatistica e Registro Tumori Infantili, Ospedale Pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli.

Il commento ai principali risultati sarà affidato a Diego Serraino, Epidemiologia Oncologica, Centro di Riferimento Oncologico di Aviano CRO, IRCCS, Aviano, e a Mario Fusco, responsabile del Centro di Riferimento Regionale Registro Tumori Regione Campania.

Alle ore 12.20 si terrà una tavola rotonda moderata da Walter Mazzucco, componente del Comitato Scientifico AIRTum, Dipartimento PROMISE dell’Università degli Studi di Palermo e UOC di Epidemiologia Clinica con Registro Tumori A.O.U.P. “Paolo Giaccone” di Palermo. Interverranno Angela Mastronuzzi, Presidente dell’Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica; Angelo Paolo Dei Tos, Presidente della Società Italiana Anatomia Patologica e Citologia diagnostica; Franco Perrone, Presidente della Fondazione AIOM; Manola Bettio, della European Commission Joint Research Centre; Rocco Bellantone, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità; Paola Mantellini, Direttore S.C. Screening e Prevenzione Secondaria, Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO), Osservatorio Nazionale Screening (ONS); Francesca Russo, del Coordinamento Area Prevenzione e Sanità Pubblica della Commissione Salute – Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano; e Francesco De Lorenzo, Presidente della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia. Le considerazioni conclusive saranno affidate a Fabrizio Stracci.

“Misurare, comprendere, programmare” è il filo conduttore dell’iniziativa, che pone al centro il valore strategico della raccolta e dell’analisi sistematica dei dati epidemiologici come leva essenziale per orientare le politiche sanitarie e rafforzare la risposta del Servizio Sanitario Nazionale alla sfida oncologica.

Tumori in Italia: sorveglianza epidemiologica rete italiana registri tumori

Tumori in Italia: sorveglianza epidemiologica rete italiana registri tumori

Roma, 3 mar. (askanews) – Si terrà mercoledì 4 marzo, presso l’Auditorium del Ministero della Salute di Roma (Lungotevere Ripa, 1), il convegno “I tumori in Italia: sorveglianza epidemiologica della Rete Italiana dei Registri Tumori”, promosso dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTum). L’iniziativa offre un quadro epidemiologico aggiornato al 2025 sull’impatto della patologia oncologica nel nostro Paese alla vigilia della parentesi pandemica da COVID-19, attraverso la proiezione dei dati osservati.

I principali indicatori epidemiologici, spiega una nota, si riferiscono a oltre 3 milioni di casi di tumori maligni rilevati da 34 Registri Tumori afferenti alla Rete Italiana dei Registri Tumori, che garantisce una copertura pari all’80% della popolazione italiana. Il sistema di sorveglianza epidemiologica rappresenta un supporto fondamentale alle politiche sanitarie, alla pianificazione e alla programmazione dei servizi deputati all’erogazione delle prestazioni rientranti nei Livelli Essenziali di Assistenza nelle aree della prevenzione, dell’assistenza distrettuale e di quella ospedaliera. I lavori si apriranno alle ore 9.30 con lo spazio autorità, che vedrà il saluto del Ministro della Salute Orazio Schillaci. Seguirà l’intervento di Sergio Iavicoli, Direttore Generale Prevenzione del Ministero della Salute. La presentazione di AIRTum e della Monografia sarà affidata a Fabrizio Stracci, Presidente dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTum) e responsabile del Registro Tumori dell’Umbria, Sezione di Sanità Pubblica, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Perugia.

La sessione scientifica sarà dedicata all’analisi dell’incidenza, della mortalità e della sopravvivenza dei tumori maligni in Italia, con gli interventi di Riccardo Capocaccia, componente dell’Editorial board della rivista “Epidemiologia e prevenzione”, Milano; Paolo Contiero, della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; e Luigino Dal Maso, Epidemiologia Oncologica, Centro di Riferimento Oncologico di Aviano CRO, IRCCS, Aviano. Un approfondimento specifico sarà riservato ai tumori infantili con Gemma Gatta, dell’Università degli Studi Milano Bicocca, Dipartimento di Statistica e Metodi Quantitativi, e Fabio Savoia, Unità di Epidemiologia, Biostatistica e Registro Tumori Infantili, Ospedale Pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli.

Il commento ai principali risultati sarà affidato a Diego Serraino, Epidemiologia Oncologica, Centro di Riferimento Oncologico di Aviano CRO, IRCCS, Aviano, e a Mario Fusco, responsabile del Centro di Riferimento Regionale Registro Tumori Regione Campania.

Alle ore 12.20 si terrà una tavola rotonda moderata da Walter Mazzucco, componente del Comitato Scientifico AIRTum, Dipartimento PROMISE dell’Università degli Studi di Palermo e UOC di Epidemiologia Clinica con Registro Tumori A.O.U.P. “Paolo Giaccone” di Palermo. Interverranno Angela Mastronuzzi, Presidente dell’Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica; Angelo Paolo Dei Tos, Presidente della Società Italiana Anatomia Patologica e Citologia diagnostica; Franco Perrone, Presidente della Fondazione AIOM; Manola Bettio, della European Commission Joint Research Centre; Rocco Bellantone, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità; Paola Mantellini, Direttore S.C. Screening e Prevenzione Secondaria, Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO), Osservatorio Nazionale Screening (ONS); Francesca Russo, del Coordinamento Area Prevenzione e Sanità Pubblica della Commissione Salute – Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano; e Francesco De Lorenzo, Presidente della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia. Le considerazioni conclusive saranno affidate a Fabrizio Stracci.

“Misurare, comprendere, programmare” è il filo conduttore dell’iniziativa, che pone al centro il valore strategico della raccolta e dell’analisi sistematica dei dati epidemiologici come leva essenziale per orientare le politiche sanitarie e rafforzare la risposta del Servizio Sanitario Nazionale alla sfida oncologica.

Formazione, leadership e mentorship femminile: leve strategiche per la salute globale

Formazione, leadership e mentorship femminile: leve strategiche per la salute globale

Roma, 3 mar. (askanews) – La formazione del personale medico-sanitario locale, e in particolare delle donne, rappresenta una leva strategica fondamentale per rafforzare i sistemi sanitari e migliorare la salute globale, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito: lo ricorda la Fondazione Operation Smile Italia che, in occasione della Giornata internazionale della donna (8 marzo), sottolinea come investire in una formazione che sia inclusiva, nello sviluppo delle competenze, della mentorship e della leadership femminile non sia solo una questione di equità, ma una strategia vincente per migliorare l’accesso e la qualità delle cure e l’esperienza dei pazienti. L’evidenza, riferisce una nota, emerge anche da due studi internazionali condotti da Operation Smile nell’ambito di Women in Medicine (WIM), il programma avviato da Operation Smile con l’obiettivo di formare professioniste dei Paesi a basso e medio reddito in specialità mediche avanzate e rafforzarne la leadership. Lo stesso programma WIM dimostra, dati alla mano, l’impatto di formazione, mentorship e leadership femminile nel migliorare l’accesso e la qualità delle cure.

La prima ricerca, Breaking the Glass Ceiling, pubblicata ad ottobre 2024, ha coinvolto team chirurgici composti esclusivamente da donne impegnate in programmi Women in Medicine in quattro continenti. Qui, il 97% delle partecipanti ha dichiarato un netto miglioramento delle competenze tecniche e non tecniche dopo aver preso parte alla formazione e l’82% si sente pronta a intraprendere ruoli di leadership, spesso per la prima volta. La mentorship tra donne si conferma un pilastro: il 95% la indica come fondamentale per l’avanzamento di carriera, e il 98% sostiene con forza l’importanza di donne in posizioni apicali.

A completare il quadro, lo studio Unveiling Patient Perspectives pubblicato ad aprile 2025, che ha analizzato l’impatto di team chirurgici femminili sulla soddisfazione e le preferenze dei pazienti e dei loro caregiver. Prima di aver ricevuto le cure nell’ambito del programma Women in Medicine, solo il 35% preferiva essere curato da una donna medico; dopo, questa percentuale è salita al 66%. Il 98% si è detto soddisfatto per l’assistenza ricevuta, apprezzando in particolare la comprensione e la capacità comunicativa delle professioniste.

Dall’avvio nel 2020 a Oujda, nel nord-est del Marocco, Women in Medicine ha coinvolto nella formazione oltre 700 professioniste del settore medico-sanitario e volontarie di Operation Smile provenienti da diversi Paesi, con iniziative di formazione chirurgica in contesti quali Perù, Malawi, Filippine, Egitto, Marocco, Brasile e Honduras. Nell’ultimo anno, si sono inoltre conclusi i primi due programmi pilota della Women in Medicine Leadership Fellowship in Perù ed Etiopia, ai quali hanno partecipato 28 professioniste locali dell’healthcare e volontarie di Operation Smile, un percorso di formazione progettato per sviluppare competenze avanzate di leadership, strumenti di gestione e pianificazione e reti di mentorship utili a guidare un cambiamento positivo e duraturo nei sistemi sanitari locali. «Come medico, ho potuto constatare direttamente quanto la formazione sia essenziale per migliorare l’accesso alle cure e la loro qualità, soprattutto in contesti remoti come quello in cui opero in Perù. L’iniziativa WIM mi sta fornendo strumenti e connessioni professionali fondamentali per contribuire in modo concreto al rafforzamento dell’assistenza sanitaria nella mia comunità, un impegno che porto avanti con determinazione e consapevolezza» spiega Claudia Garcia, anestesista e volontaria di Operation Smile che ha contribuito alla realizzazione del programma di fellowship in Perù.

A livello globale, 5 miliardi di persone non hanno accesso a cure chirurgiche e, per colmare questo divario, si stima servirebbero circa 143 milioni di interventi chirurgici in più ogni anno e 2,2 milioni di nuovi professionisti qualificati tra chirurghi, anestesisti e ostetrici: «Il ruolo delle donne è fondamentale per il rafforzamento dei sistemi sanitari e della salute delle comunità, anche quelle più remote. – afferma Marcella Bianco, Direttore Generale di Operation Smile Italia ETS – Rafforzare la formazione e la leadership delle donne nell’healthcare aiuta a far sì che diventino moltiplicatori di competenze e agenti di cambiamento, supportando l’accesso alle cure, la qualità dei servizi e la sostenibilità nel lungo periodo. La formazione si traduce in salute per tutti: è un investimento strategico ad alto impatto sociale».

La Fondazione Operation Smile Italia ETS – impegnata a fornire cure e assistenza sanitaria a persone con malformazioni del volto nei Paesi a basso e medio reddito – raccoglie fondi per sostenere queste iniziative e mette a disposizione il Centro di Cura e Formazione di Milano, unico hub europeo per i training internazionali della rete Operation Smile. Proprio a fine 2025, il Centro ha ospitato un team multidisciplinare tutto al femminile composto da tre specialiste provenienti dal Marocco ed altri team arriveranno per la formazione nel corso del 2026.

Prevenzione tumore colon-retto, “Marzo blu” a Pol. Campus Bio-Medico Roma

Prevenzione tumore colon-retto, “Marzo blu” a Pol. Campus Bio-Medico Roma

Roma, 3 mar. (askanews) – Il tumore del colon-retto è una malattia che spesso si sviluppa in silenzio, ma che può essere individuata in tempo grazie a un semplice esame. È da questa consapevolezza che prende il via Marzo blu, la campagna di sensibilizzazione con cui la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico rinnova il proprio impegno nella lotta a una delle neoplasie più frequenti a livello nazionale, sia nelle donne che negli uomini. Per l’intero mese, la Fondazione mette a disposizione 500 test gratuiti per la ricerca del sangue occulto nelle feci presso il Poliambulatorio Campus Bio-Medico di Porta Pinciana, nel centro di Roma. Per tutti i pazienti con referto positivo è prevista poi una visita specialistica senza alcun costo aggiuntivo e, se necessario, la successiva prenotazione della colonscopia. Una volta terminati i 500 screening gratuiti, sarà comunque possibile effettuare l’esame in Tariffa Amica a un costo puramente simbolico, sempre con visita gratuita in caso di valori alterati, dando continuità così al programma di prevenzione.

Il 6 marzo presso la sede del Policlinico Campus Bio-Medico a Trigoria, in vista della Giornata internazionale della donna, saranno inoltre messi a disposizione 50 test gratuiti per il sangue occulto riservati esclusivamente alle donne, grazie alla collaborazione con l’AS Roma – di cui il Policlinico è Official Medical Partner – con l’obiettivo di promuovere la diagnosi precoce in una fascia di popolazione sempre più interessata da questa patologia. A supporto dei cittadini sono stati attivati una pagina web dedicata e il numero verde 800.93.13.43, strumenti pensati per fornire informazioni, orientamento e assistenza prima, durante e dopo lo screening.

“La prevenzione è davvero efficace quando risulta alla portata di tutti”, ha affermato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Policlinico Campus Bio-Medico Paolo Sormani, che poi ha aggiunto: “Gli screening gratuiti, il numero verde e le iniziative sul territorio rappresentano un modo per essere vicini ai cittadini, accompagnarli nella diagnosi precoce e superare quelle barriere che troppo spesso rallentano l’adesione ai controlli. La nostra missione è chiara: ampliare l’accesso alle cure a favore di un numero sempre maggiore di persone, con un’assistenza che coniuga competenza clinica, ascolto e attenzione ai bisogni di ciascuno”.

Questo impegno non si esaurisce nel mese di marzo. La prevenzione prosegue infatti durante tutto l’anno grazie al servizio di ambulatorio open, attivo presso la sede del Policlinico a Trigoria tutti i mercoledì dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e dedicato ai pazienti con sospetto diagnostico. Un accesso diretto, gratuito e senza necessità di prenotazione, con la sola impegnativa del medico curante, che garantisce continuità e tempestività nella presa in carico.

“Il tumore del colon-retto è una patologia che nella maggior parte dei casi si sviluppa lentamente e che proprio per questo può essere identificata in anticipo”, ha sottolineato il professor Marco Caricato, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Colo-rettale del Policlinico. “Il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci” – ha continuato Caricato – “è uno strumento semplice ma fondamentale per identificare eventuali sanguinamenti microscopici, spesso il primo campanello d’allarme. Quando il percorso diagnostico viene avviato subito, è possibile intervenire in modo mirato e con trattamenti meno invasivi, riducendo in maniera significativa i rischi legati all’evoluzione della malattia”.

Accanto agli screening, la campagna di quest’anno si estende sul territorio attraverso i circoli di padel della Capitale con il progetto “Play Your Prevention”, che utilizza lo sport come canale di sensibilizzazione e distribuzione di materiali informativi, invitando i cittadini ad aderire ai programmi di prevenzione. In parallelo, è prevista anche un’attività di comunicazione dedicata ai medici di base, tramite una newsletter informativa e la disponibilità a incontri con i membri dell’équipe chirurgica.

Infine, per tutto il mese, le strutture della Fondazione – dal Policlinico di Trigoria alle sedi di Porta Pinciana e Longoni – saranno allestite con il colore blu, un segno visibile per ricordare l’importanza della diagnosi precoce e tenere alta l’attenzione su una patologia che si può affrontare efficacemente solo con controlli regolari e consapevolezza diffusa.

Prevenzione tumore colon-retto, “Marzo blu” a Pol. Campus Bio-Medico Roma

Prevenzione tumore colon-retto, “Marzo blu” a Pol. Campus Bio-Medico Roma

Roma, 3 mar. (askanews) – Il tumore del colon-retto è una malattia che spesso si sviluppa in silenzio, ma che può essere individuata in tempo grazie a un semplice esame. È da questa consapevolezza che prende il via Marzo blu, la campagna di sensibilizzazione con cui la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico rinnova il proprio impegno nella lotta a una delle neoplasie più frequenti a livello nazionale, sia nelle donne che negli uomini. Per l’intero mese, la Fondazione mette a disposizione 500 test gratuiti per la ricerca del sangue occulto nelle feci presso il Poliambulatorio Campus Bio-Medico di Porta Pinciana, nel centro di Roma. Per tutti i pazienti con referto positivo è prevista poi una visita specialistica senza alcun costo aggiuntivo e, se necessario, la successiva prenotazione della colonscopia. Una volta terminati i 500 screening gratuiti, sarà comunque possibile effettuare l’esame in Tariffa Amica a un costo puramente simbolico, sempre con visita gratuita in caso di valori alterati, dando continuità così al programma di prevenzione.

Il 6 marzo presso la sede del Policlinico Campus Bio-Medico a Trigoria, in vista della Giornata internazionale della donna, saranno inoltre messi a disposizione 50 test gratuiti per il sangue occulto riservati esclusivamente alle donne, grazie alla collaborazione con l’AS Roma – di cui il Policlinico è Official Medical Partner – con l’obiettivo di promuovere la diagnosi precoce in una fascia di popolazione sempre più interessata da questa patologia. A supporto dei cittadini sono stati attivati una pagina web dedicata e il numero verde 800.93.13.43, strumenti pensati per fornire informazioni, orientamento e assistenza prima, durante e dopo lo screening.

“La prevenzione è davvero efficace quando risulta alla portata di tutti”, ha affermato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Policlinico Campus Bio-Medico Paolo Sormani, che poi ha aggiunto: “Gli screening gratuiti, il numero verde e le iniziative sul territorio rappresentano un modo per essere vicini ai cittadini, accompagnarli nella diagnosi precoce e superare quelle barriere che troppo spesso rallentano l’adesione ai controlli. La nostra missione è chiara: ampliare l’accesso alle cure a favore di un numero sempre maggiore di persone, con un’assistenza che coniuga competenza clinica, ascolto e attenzione ai bisogni di ciascuno”.

Questo impegno non si esaurisce nel mese di marzo. La prevenzione prosegue infatti durante tutto l’anno grazie al servizio di ambulatorio open, attivo presso la sede del Policlinico a Trigoria tutti i mercoledì dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e dedicato ai pazienti con sospetto diagnostico. Un accesso diretto, gratuito e senza necessità di prenotazione, con la sola impegnativa del medico curante, che garantisce continuità e tempestività nella presa in carico.

“Il tumore del colon-retto è una patologia che nella maggior parte dei casi si sviluppa lentamente e che proprio per questo può essere identificata in anticipo”, ha sottolineato il professor Marco Caricato, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Colo-rettale del Policlinico. “Il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci” – ha continuato Caricato – “è uno strumento semplice ma fondamentale per identificare eventuali sanguinamenti microscopici, spesso il primo campanello d’allarme. Quando il percorso diagnostico viene avviato subito, è possibile intervenire in modo mirato e con trattamenti meno invasivi, riducendo in maniera significativa i rischi legati all’evoluzione della malattia”.

Accanto agli screening, la campagna di quest’anno si estende sul territorio attraverso i circoli di padel della Capitale con il progetto “Play Your Prevention”, che utilizza lo sport come canale di sensibilizzazione e distribuzione di materiali informativi, invitando i cittadini ad aderire ai programmi di prevenzione. In parallelo, è prevista anche un’attività di comunicazione dedicata ai medici di base, tramite una newsletter informativa e la disponibilità a incontri con i membri dell’équipe chirurgica.

Infine, per tutto il mese, le strutture della Fondazione – dal Policlinico di Trigoria alle sedi di Porta Pinciana e Longoni – saranno allestite con il colore blu, un segno visibile per ricordare l’importanza della diagnosi precoce e tenere alta l’attenzione su una patologia che si può affrontare efficacemente solo con controlli regolari e consapevolezza diffusa.

Obesità, tra consapevolezza e percezione di sé: edulcoranti alleati

Obesità, tra consapevolezza e percezione di sé: edulcoranti alleati

Milano, 2 mar. (askanews) – L’obesità in Italia non è più un tabù estetico, ma una patologia riconosciuta per legge (primato mondiale). E anche gli italiani si dimostrano preparati e con le idee chiare: 3 su 4 riconoscono obesità e sovrappeso come gravi rischi per la salute e la maggioranza della popolazione è consapevole delle cause e dei principali strumenti di prevenzione. Eppure, esiste un evidente divario tra consapevolezza generale e percezione di sé di fronte alla bilancia: sebbene l’8,9% degli intervistati risulta clinicamente obeso (BMI – Indice di Massa Corporea, dall’inglese Body Mass Index), solo il 2,7% si definisce tale. A dirlo è un’indagine di AstraRicerche per il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food (condotta su un campione di oltre 1.000 connazionali di età compresa tra i 18 e i 70 anni) che, in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità (4 marzo), pone l’accento sull’importanza di saper riconoscere questa patologia, promuovendo un corretto stile di vita e il ruolo che gli edulcoranti possono giocare – all’interno di una dieta sana ed equilibrata – nel ridurre l’intake di zuccheri.

“L’obesità – spiega Luca Piretta, medico gastroenterologo, nutrizionista e professore di allergie e intolleranze alimentari presso l’Università Campus Bio Medico di Roma – è una patologia cronica che richiede un approccio multidimensionale. Non basta guardare a fattori metabolici, genetici e psicologici. Sono determinanti anche le scelte alimentari sane ed uno stile di vita attivo. E in questo contesto i dolcificanti possono essere un valido aiuto non solo per ridurre l’intake giornaliero di zuccheri e l’apporto calorico, ma anche per soddisfare il desiderio di dolce senza alterare i livelli di glucosio nel sangue”.

Secondo l’Italian Barometer Obesity Report 2025 negli ultimi decenni l’obesità si è trasformata da problema individuale a emergenza sanitaria globale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la definisce una pandemia non trasmissibile, che interessa oltre 1 miliardo di persone nel mondo. Anche in Italia il trend è in costante crescita: oggi l’obesità colpisce il 12% della popolazione adulta, pari a oltre 6 milioni di individui, mentre il 47% degli adulti italiani risulta in eccesso di peso. Rispetto al 2003, il numero di persone con obesità è aumentato del 38%, con una crescita particolarmente marcata tra i giovani adulti. Malgrado ciò, lo studio AstraRicerche per il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food evidenzia una distorsione della percezione individuale.

A sottostimare il proprio peso è il 17,7% degli intervistati, con picchi tra gli uomini (26%, in particolare Gen X e Baby Boomers) e tra chi risulta obeso secondo il BMI (ben 73%). Al contrario, la sovrastima del proprio peso è un fenomeno che riguarda più le donne (17% contro una media del 9,9%) e chi risulta sottopeso secondo il BMI (72%). In generale, quando parliamo di obesità, gli italiani la identificano correttamente come una condizione multifattoriale. Tra le principali cause vengono annoverate la sedentarietà (citata dal 66,6% del campione), un’alimentazione ipercalorica (56,4%) e l’eccesso di zuccheri (55,9%) e grassi (52,6%). Accanto a questi emergono anche i fattori ormonali (48,8%), lo stress (38,5%, in particolare donne e giovani delle Gen Z e Millennials) e la predisposizione genetica (35,8%). Gli aspetti psicologici (26,1%, che salgono però a 37% tra le Gen Z e a 48% tra le donne della Gen Z) e i problemi del sonno (19,7%) sono presenti, ma meno.

Per contrastare il problema, la ricetta degli italiani resta lo stile di vita: mangiare sano (63%), muoversi di più (62,8%) e svolgere attività fisica regolare (62,2%) sono le strategie indicate da più di 6 italiani su 10. Gli edulcoranti vengono promossi come alleati funzionali: la maggioranza sa che possono essere usati a casa al posto dello zucchero (70%) e che rappresentano uno strumento utile per ridurre l’assunzione calorica (59,2%). Oltre metà del campione riconosce anche il loro ruolo nel supportare le linee guida nutrizionali sulla riduzione degli zuccheri (51,8%) e nel controllo della glicemia (51,2%). Secondo l’indagine di AstraRicerche, gli edulcoranti sono utilizzati da oltre un terzo degli italiani (36,6%, specie tra la Gen Z e i Millennials). L’uso in famiglia è diffuso soprattutto tra adulti ed è spesso personale (60,4%). Gli edulcoranti entrano nella routine non come soluzione occasionale ma come sostituto abituale dello zucchero.

Perché si usano. Le motivazioni sono fortemente legate alla salute: limitare l’assunzione di calorie (45,6%, soprattutto per le donne), gestione del peso (41,4%, uomini e giovani) e gestione del diabete (32,6%). Il gusto è un driver secondario citato dal 21,3% (28% tra i Millennials).

Cosa si sceglie. La stevia emerge come scelta principale (44,9%, in particolare donne), seguita da aspartame (23%, scelto soprattutto dagli uomini e dai Baby Boomers) e saccarina (17,9%). L’eritritolo guadagna terreno tra i più giovani (17,1%, GenZ e Millennials). Non emerge un formato nettamente prevalente: il 34,5% sceglie il formato liquido, in gocce (specie le donne e i giovani della Gen Z e Millennials), il 32,3% quello in polvere (uomini e Gen Z), il 28,3% le bustine singole (uso crescente con l’età) e il 20,9% le compresse (donne e Baby Boomers).

Come si usano. L’uso degli edulcoranti è diffuso soprattutto nel caffè (76,5%), seguito dalle bevande calde (44,1%): in entrambi i casi l’uso è più femminile e crescente con l’età. I giovani amano sperimentarli anche nella preparazione di dolci (31% Gen Z, rispetto alla media del 21,8%), ma anche per dolcificare yogurt (29% Gen Z vs media 19,3%), cereali (22% tra i Millennials vs media 14,2%,) e frullati (15% tra gli uomini della Gen Z vs media 9,1%).

Luca Piretta ha sviluppato con il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food un set di consigli pratici su come combattere l’obesità (anche con l’aiuto dei dolcificanti) attraverso una dieta sana e bilanciata e stili di vita salutari: 1) Adozione di un’alimentazione equilibrata e ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre per sviluppare un microbiota intestinale più in linea con un soggetto magro. 2)Attività fisica regolare tra cui camminare, correre, andare in bicicletta o nuotare (almeno 150 minuti di attività fisica moderata o 75 minuti di attività intensa ogni settimana). 3) Rispettare i tempi dei pasti (crononutrizione) e quindi i ritmi del nostro orologio biologico per supportare la prevenzione dell’obesità. Per esempio, saltare la prima colazione è un fattore di rischio. 4) Mantenere il consumo di zuccheri semplici sotto il 15% delle calorie totali giornaliere. Nell’ambito di una strategia nutrizionale più ampia possono svolgere un ruolo utile in tal senso gli edulcoranti, perché consentono di dolcificare un alimento o una bevanda senza apportare calorie e senza rinunciare alla piacevolezza del gusto. 5) Non sottovalutare il sonno sia per chi è in sovrappeso che per chi non lo è. Dormire tra le 7 e le 9 ore a notte è fondamentale, in quanto la mancanza di sonno può influire negativamente su regolazione dell’appetito e scelte alimentari. 6) Monitoraggio del comportamento alimentare, del peso e dello stato emotivo, coadiuvato dalla consulenza professionale (es. nutrizionista, psicologo).

Atassia Telangiectasia, ANAT aumenta 50% investimento nella ricerca

Atassia Telangiectasia, ANAT aumenta 50% investimento nella ricerca

Milano, 28 feb. (askanews) – L’Associazione Nazionale Atassia Telangiectasia (ANAT) – Odv ha aperto il bando per i Grant 2026 e comunica un importante incremento del proprio impegno nella ricerca scientifica: per quest’anno saranno stanziate tre borse di ricerca scientifica clinica e/o applicata sulla Atassia Telangiectasia, con un aumento del 50% dell’investimento rispetto agli anni recenti. Un risultato reso possibile dalla generosità di tutti i donatori durante il 2025.

Pubblicata lo scorso 28 febbraio, Giornata Mondiale delle malattie rare, la Call for Grant Applications 2026 mette a disposizione della comunità scientifica 45.000€ complessivi suddivise in tre “ANAT Research Grant” da 15.000€ ciascuno. Si tratta di 3 borse di studio per attività di ricerca scientifica, clinica e/o applicata sull’Atassia Telangiectasia destinate a progetti di ricerca di base e clinica con obiettivi traslazionali, capaci cioè di tradursi in benefici concreti per i pazienti affetti da A-T. Data di scadenza per candidarsi è il 30 aprile alle ore 13.00. Le informazioni sono a questo link: https://www.associazione-at.it/ricerca-scientifica/ “ANAT finanzia ormai da 6 anni progetti di ricerca sull’A-T a livello italiano. I progetti degli scorsi anni hanno contribuito a far passi significativi sulla comprensione e su potenziali trattamenti dell’Atassia Telangiectasia contribuendo ad aggiungere tasselli a una patologia che è stata riconosciuta solo alla fine degli anni ’90 e che tuttora è sconosciuta ai più, molte volte anche agli stessi pediatri. Siamo entusiasti di aver stanziato una borsa di studio in più aumentando del 50% l’investimento nella ricerca grazie generosità di chi ha donato e raccolto fondi per conto di ANAT”, dichiara Sara Biagiotti, presidente dell’Associazione nazionale Atassia Telangiectasia. “la terza borsa di ricerca significa poter sostenere un progetto in più, un’ulteriore opportunità per la scienza di fare progressi contro l’Atassia Telangiectasia e offrire nuove speranze alle famiglie coinvolte”.

L’Atassia Telangiectasia (A-T) è una patologia genetica rara, neurodegenerativa che ancora oggi non ha una cura. La malattia ha un esordio precoce e causa una severa disabilità progressiva, immunodeficienza, problemi respiratori, difficoltà di articolazione della parola e una maggiore probabilità di sviluppare tumori e linfomi, tra le altre complicazioni. I pazienti, per lo più bambini e ragazzi, sono pienamente consapevoli della loro malattia, dal momento che non colpisce le loro facoltà mentali.

Con questo incremento dei finanziamenti, ANAT rafforza il proprio ruolo di riferimento nel sostegno alla ricerca italiana e internazionale contro l’A-T, dimostrando che la solidarietà può fare concretamente la differenza nel progresso scientifico.

Giornata Malattie rare, “Innovare per la vita delle persone”

Giornata Malattie rare, “Innovare per la vita delle persone”

Milano, 27 feb. (askanews) – In occasione della Giornata internazionale delle Malattie rare, PIAM Farmaceutici ha ribadito ai media il proprio impegno strutturale in un’area terapeutica che “rappresenta uno dei pilastri strategici del Gruppo e una direttrice di sviluppo internazionale sempre più rilevante”. Per l’azienda le malattie rare rappresentano la dimostrazione di cosa significhi trasformare una condizione complessa in una quotidianità possibile. Fondata nel 1915 per volontà del professor Edoardo Maragliano nella lotta contro la tubercolosi, PIAM ha costruito la propria identità affrontando patologie difficili – rare, complesse, spesso trascurate – trasformando una vocazione storica in una traiettoria di sviluppo contemporanea.

Nel panorama delle Malattie Rare Metaboliche, PIAM ha sviluppato una competenza distintiva nel trattamento della Fenilchetonuria (PKU), malattia ereditaria che richiede una gestione nutrizionale rigorosa e continuativa lungo tutto l’arco della vita. La specializzazione dell’azienda si fonda su un modello terapeutico integrato che combina farmaci, alimenti a fini medici speciali e integratori specifici, consentendo al medico di personalizzare il percorso terapeutico in ogni fase della malattia, massimizzando l’aderenza e la qualità di vita del paziente. Il motore di questa visione è l’innovazione incrementale: il miglioramento continuo delle terapie esistenti per renderle più efficaci, più fruibili e più aderenti ai bisogni reali.

Un esempio paradigmatico in quest’ambito è il taste masking, lo sviluppo di miscele con sapore mascherato per i pazienti metabolici: rendere palatabile una miscela altrimenti difficile da assumere significa trasformare un momento quotidiano di fatica in un gesto sostenibile, con un impatto diretto sull’aderenza terapeutica e sulla qualità della vita. A completare questo approccio, il progetto PKUISINE, sviluppato in collaborazione con SIMMESN e le associazioni pazienti: una rete di ristoranti PKU-friendly che consente ai pazienti la possibilità di mangiare fuori casa in sicurezza.

In ambito neurologico, l’impegno di PIAM si confronta con alcune delle sfide più complesse della medicina contemporanea: la Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la Malattia di Parkinson. “Per noi innovare nelle malattie rare significa intervenire sulla vita quotidiana delle persone – ha detto – Andrea Maini, presidente e amministratore delegato di PIAM Farmaceutici -. Ogni miglioramento nella formulazione, nell’aderenza terapeutica o nella gestione della terapia ha un impatto concreto sulla libertà e sulla qualità della vita. Trasformare l’eccezionale in quotidiano vuol dire questo: rendere sostenibile nel tempo ciò che la malattia rende complesso”

Longevità, le voci di quattro esperti per diffondere conoscenze

Longevità, le voci di quattro esperti per diffondere conoscenze

Milano, 25 feb. (askanews) – La longevità non è un tema per pochi e non riguarda solo la terza età. Con questa convinzione, l’Osservatorio Nestlé “L’Età senza Età”, rende disponibile e liberamente scaricabile dal proprio sito, il nuovo booklet “Il benessere ha il passo lungo. Pensare oggi all’età di domani”. Una pubblicazione che raccoglie quattro interviste a esperti di riferimento e propone indicazioni pratiche per migliorare la qualità della vita, fin da subito.

Il progetto nasce con un obiettivo chiaro: democratizzare conoscenze e competenze sulla longevità, mettendo a disposizione di tutti uno strumento autorevole per orientarsi in modo consapevole sul tema. In un momento storico in cui viviamo più a lungo, la sfida è trasformare gli anni in salute, autonomia e benessere.

Proprio per questo, il booklet affronta il tema da prospettive complementari: nutrizionale, clinica, psicologica e sociale, grazie al contributo di quattro voci autorevoli.

Per Giuseppe Fatati, nutrizionista clinico e Direttore Scientifico dell’Osservatorio Nestlé, la qualità della vita passa anche dalla tavola. Fatati fotografa un’Italia più attenta ma non ancora pienamente coerente nelle proprie scelte alimentari, e propone 10 consigli pratici per una corretta alimentazione. Perché la qualità degli anni passa anche dal modo in cui ci si nutre ogni giorno. “In uno scenario in cui la vita si allunga, servono nuove buone abitudini per aggiungere qualità agli anni e aumentare gli anni in salute”.

La riflessione si amplia con Nic Palmarini, Direttore del National Innovation Centre for Ageing (UK), CEO di Voice Italia Social Enterprise e Co-Founder di Edelman Longevity Lab, che inquadra la longevità come grande trasformazione sociale e opportunità, invitando a “pensare oggi” le scelte che definiscono il domani: “Invece di combattere contro l’invecchiamento, proviamo ad abbracciarlo come la più grande opportunità del nostro tempo. Abbiamo un tesoro davanti agli occhi: i ‘proto-anziani’ di oggi e di domani. Persone che possiamo aiutare a mantenersi in salute, che possono continuare a contribuire alla società”.

Sul piano medico-scientifico, Giuseppe Bellelli, Professore Ordinario e Direttore della Scuola di Specializzazione in Gerontologia e Geriatria (Università di Milano-Bicocca) e Direttore SC Geriatria Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, spiega la differenza tra età anagrafica ed età biologica, il tema della fragilità e le strategie per un invecchiamento in salute, sottolineando un punto cruciale: “La fragilità interessa circa il 10-15% degli over 65 e fino al 50% degli over 80. Ma non è inevitabile né irreversibile: può essere prevenuta e contrastata”.

La dimensione psicologica completa il quadro con Guendalina Graffigna, Professoressa Ordinaria (Università Cattolica) e Direttore EngageMinds HUB, che affronta la longevità come sfida psicologica e culturale e propone 10 suggerimenti per un approccio positivo alla longevità. “Una longevità sana si costruisce ben prima della vecchiaia. Il cambiamento comportamentale deve diventare una priorità educativa, sociale e culturale già nelle prime fasi della vita”.

La pubblicazione insiste su un punto centrale: la longevità riguarda tutti. Oggi, convivono cinque generazioni diverse, ciascuna con bisogni, aspettative e stili di vita differenti. L’healthy aging è un’opportunità e una responsabilità condivisa che attraversa stili di vita, relazioni, ambiente e cultura.

Infine, non meno importanti, dal booklet arrivano anche suggerimenti per coltivare un pensiero positivo sulla longevità. Gesti semplici ma potenti, come esercitare gratitudine e altruismo: pratiche che accendono la gioia e spezzano l’isolamento interiore. Così come allenare lo sguardo alla meraviglia, scegliendo ogni giorno di stupirsi di qualcosa che ci accade attorno, come un tramonto o un gesto gentile. Perché la gioia non è solo un’emozione: è una scelta quotidiana. E la longevità, in fondo, non è un destino da subire, ma una possibilità da costruire insieme, giorno dopo giorno.