Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Enel: spinta a investimenti a 53 mld al 2028, dl Bollette già in conto

| Redazione StudioNews |

Enel: spinta a investimenti a 53 mld al 2028, dl Bollette già in conto

Milano, 23 feb. (askanews) – Enel accelera sugli investimenti, la maggior parte dei quali in rinnovabili. Nel nuovo Piano strategico 2026-28 la società stima di investire 53 miliardi di euro, in aumento di 10 miliardi rispetto al piano precedente, “con l’obiettivo di accelerare la crescita del gruppo con focus sulle geografie più dinamiche”, principalmente in Italia, Spagna e Stati Uniti. La società, poi, ha già tenuto conto degli effetti del decreto Bollette fino al 2028, stimati in circa 1,8 miliardi tra aumento dell’Irap del 2% e rimodulazione dei prezzi di vendita dell’energia con lo ‘scorporo’ dei costi per gli Ets. Il gruppo ha messo in atto azioni per mitigarne l’effetto e il mercato, anche per questo, ha premiato il Piano strategico con titolo che oggi in Borsa cresciuto del 6,8% a 9,7 euro.

Nel Piano abbiamo “messo tutti gli impatti e le azioni manageriali che facciamo. Abbiamo già perso il 10% e recuperato velocemente perchè la Borsa vede il futuro e l’Italia farà meno margini e l’estero ne farà di più e questo spiega il rialzo del titolo. Alla Borsa piace, è un piano derischizzato. Sono tutte notizie positive”, ha spiegato l’ad di Enel, Flavio Cattaneo, al Capital market day, definendo il Piano “ambizioso e sostenibile”.

“Il mercato già prima del decreto ha preso in considerazione i cambiamenti prevedibili. Adesso – ha spiegato agli analisti il cfo, Stefano De Angelis – c’è stato un cambiamento a livello europeo e c’è una chiara intenzione di rivedere il meccanismo Ets e si sta parlando di un livello più basso”. “L’impatto – ha chiarito – è di 150 milioni l’anno per l’impatto sull’utile netto, 300 milioni nel 2028 l’anno peggiore in cui non avremo l’Irap. Difficile fare calcoli ma un impatto pari a circa 2 miliardi, attorno a 1,8 miliardi, considerando che sono state introdotte una serie di misure per compensare questo impatto”.

Il Piano, inoltre, prevede una remunerazione degli azionisti in aumento anche grazie al programma di share buy-back. “In linea con la crescita attesa dell’Eps (utile per azione), si prevede che anche il dividendo per azione aumenti di circa il 6% in termini di Cagr (tasso annuo di crescita composto) tra il 2025 e il 2028”. Il gruppo ha approvato un piano di buy back da 1 miliardo.

Il gruppo prevede una forte accelerazione degli investimenti nelle rinnovabili che raggiungeranno circa 20 miliardi di euro (+8 miliardi di euro circa rispetto al precedente Piano), con focus nelle geografie caratterizzate da significativa crescita della domanda elettrica.

Nello specifico, il gruppo ha pianificato di investire circa il 50% dei capex destinati alle rinnovabili in Europa, principalmente in Italia e Spagna. I rimanenti capex saranno destinati ad altri Paesi ritenuti stabili e con ottime prostettive di crescita nei consumi guidati dai data center in particolare negli Stati Uniti. Al di là delle dichiarazioni di Trump, ha sottolineato Cattaneo, “gli Usa non sono un mercato a rischio per il settore, anzi li consideriamo un ottimo mercato perchè i prezzi sono in rialzo e dove ripartirà più velocemente il consumo con i data center per l’intelligenza artificiale”.

Attraverso questi investimenti, Enel prevede di incrementare la propria capacità installata a oltre 80 GW da circa 68 GW a fine 2025. La nuova capacità sarà costituita per più del 75% da eolico e tecnologie programmabili, quali impianti di accumulo a batteria.

Per quanto riguarda i clienti, il gruppo intende aumentarne la fidelizzazione attraverso offerte bundled, includendo anche servizi aggiuntivi all’elettricità e gas, come ad esempio le telecomunicazioni: Enel prevede di incrementare la propria base clienti sul mercato libero (elettricità, gas e fibra) a circa 26 milioni nel 2028 da 23 milioni circa del 2025.

Accanto alle rinnovabili l’altra parte importante degli investimenti andrà alle reti con 26 miliardi di cui circa il 55% in Italia, dove è prevista una rapida crescita, oltre il 20% in Iberia, in previsione di un’ulteriore accelerazione dopo il 2028 e quasi il 25% in America Latina, in presenza di quadri regolatori prevedibili e di una chiara visibilità sul futuro.