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Rogoredo, Schlein: Meloni e Salvini si scusino. Meloni: implacabili con chi sbaglia, soprattutto se in divisa

| Redazione StudioNews |

Rogoredo, Schlein: Meloni e Salvini si scusino. Meloni: implacabili con chi sbaglia, soprattutto se in divisa

Roma, 23 feb. (askanews) – I fatti di Rogoredo, con il fermo dell’agente Carmelo Cinturrino per l’uccisione di Abderrahim Mansouri, fanno “riflettere”, la Meloni e Salvini hanno “speculato” e ora “si debbono scusare”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine della serata per il rilancio di ‘Rinascita’. “Il quadro che emerge dalle indagini delle forze dell’ordine e della magistratura sulla grave e tragica vicenda di Rogoredo è una cosa che ci fa molto riflettere”, ha aggiunto. “È una tragedia – ha sottolineato – su cui si è innestata subito una speculazione politica da parte della presidente del Consiglio Meloni e del vicepremier Matteo Salvini, che pur di attaccare i giudici in vista del referendum costituzionale, hanno una volta ancora strumentalizzato gravemente un fatto di cronaca. Io penso che questo vada stigmatizzato, cioè penso che loro si debbano scusare”.

Meloni e Salvini, secondo la Schlein, si devono “scusare con la famiglia della persona uccisa, coi giudici, che hanno attaccato, definendo la loro scelta di fare l’indagine un errore grave”. E poi “penso si debbano scusare con le forze dell’ordine, che loro continuano a strumentalizzare ma che sono le prime interessate a che una magistratura indipendente, in questi casi, faccia il suo dovere, faccia le sue indagini, anche per fare piena luce, laddove chi sbaglia indossa l’uniforme”. Secondo la Schlein “le forze dell’ordine hanno il primo interesse a fare chiarezza e a far emergere la verità per difendere l’onore di tutti quegli agenti onesti che ogni giorno con dedizione, abnegazione, spirito di servizio fanno rispettare la legge, rispettandola”. “Quindi – ha concluso la Schlein – trovo grave che ci sia stata questa speculazione politica e mi aspetto che facciano, che facciano delle scuse. E mi aspetto pure che ci ripensino su quella parte del nuovo decreto sicurezza che inserisce un’impunità preventiva che non chiedono nemmeno le forze dell’ordine, mentre chiedono più risorse e più personale”.

La risposta della premier Meloni è arrivata in serata: “Chi indossa una divisa e rappresenta le istituzioni ha il dovere di farlo con il massimo del rigore. E con chi sbaglia, a maggior ragione perché indossa quella divisa, occorre essere implacabili”, ha sottolineato in una nota la presidente del Consiglio, commentando le notizie relative al fermo dell’agente Carmelo Cinturrino per l’uccisione di Abderrahim Mansouri. In merito al fermo dell’agente Carmelo Cinturrino per l’uccisione di Abderrahim Mansouri “la giustizia farà il suo corso e confidiamo che sia determinata, anche perché, a differenza di quello che leggo, non esiste alcuno scudo penale’”. “Leggo con sgomento gli ultimi sviluppi sull’uccisione di uno spacciatore nel noto ‘boschetto della droga’ di Rogoredo. Gli inquirenti ipotizzano che questo crimine sia legato a dinamiche connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti, nelle quali sarebbe coinvolto anche l’agente di polizia che ha sparato. Se quanto ipotizzato trovasse conferma nel seguito delle indagini, ci ritroveremmo davanti a un fatto gravissimo, un tradimento nei confronti della nazione e della dignità e onorabilità delle nostre Forze dell’ordine”, sottolinea nella nota la presidente del Consiglio.

“Provo profonda rabbia – aggiunge – all’idea che l’operato di chi tradisce la divisa possa ‘sporcare’ il lavoro dei tantissimi uomini e donne che, ogni giorno, ci proteggono e difendono la nostra sicurezza, con abnegazione, sacrificio e senso delle Istituzioni. Servitori dello Stato nei confronti dei quali, invece, dobbiamo tutti essere riconoscenti. Come dobbiamo essere riconoscenti in particolare alla Polizia di Stato che, su delega della Procura di Milano, sta svolgendo le indagini sui propri agenti coinvolti in questa tragica vicenda, al solo fine di far emergere la verità”.

In mattinata c’era stato anche l’intervento del vicepremier Matteo Salvini: “Penso soprattutto alle centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi in divisa che oggi sono per strada in tutta Italia, nelle stazioni, a rischiare la vita per salvare le vite. Quindi se fosse confermato il suo comportamento criminale sarebbe un oltraggio ai suoi colleghi in divisa. Detto questo, chi sbaglia paga, se qualcuno sbaglia in divisa paga anche di più, perché io come tutti gli italiani, anzi come quasi tutti gli italiani, porto rispetto e stima e fiducia nelle forze dell’ordine. Se qualcuno invece usa la divisa per fare affari o per regolamenti di conto personali, non è degno di quella divisa” , ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, commentando – a margine di una visita al Villaggio Olimpico di Milano – il fermo del poliziotto gravemente indiziato del reato di omicidio volontario ai danni di Mansouri Abderrahim, a Rogoredo. Matteo Salvini però rifarebbe il post sui social con cui si era schierato a sostegno del poliziotto che ha sparato a Rogoredo: “Assolutamente sì”, risponde ai giornalisti, a margine di una visita al Villaggio Olimpico di Milano. “Io sto con le forze dell’ordine. Se poi si dimostrerà che questo era un delinquente, io non sto con i delinquenti”, dice commentando il fermo del poliziotto, indiziato del reato di omicidio volontario ai danni di Mansouri Abderrahim.

“Io non mi pentirò mai di stare sempre e comunque dalla parte delle forze dell’ordine. Sono centinaia di migliaia di donne e uomini in divisa che rischiano la vita per salvare le nostre vite. Se uno su 100.000 commette un reato, per me paga e paga anche il doppio. Perché manca di rispetto ai suoi colleghi che oggi stanno rischiando la vita in strada per contrastare spacciatori, ladri e delinquenti”, insiste il vice premier e segretario della Lega. “Io sto sempre e comunque con le forze dell’ordine a meno che non venga evidenziato che c’è qualche delinquente, visto che quelli che prendono a martellate i poliziotti purtroppo abbondano”.

E, anche con lo “scudo penale” per le forze dell’Ordine proposto dalla Lega, le indagini che hanno portato al fermo del poliziotto che ha sparato a Rogoredo sarebbero comunque state svolte, sostiene il vice premier e segretario della Lega Matteo, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di una visita al Villaggio Olimpico di Milano.

Alla domanda se la vicenda dimostri la necessità di indagini della magistartura in casi simili, Salvini risponde: “Sì, ma per quello che mi riguarda non deve essere automatico. Se è palese e lampante la legittima difesa è un conto. In questo caso evidentemente c’è qualcosa che va oltre e le testimonianze dei suoi colleghi lo dimostrano”. Ma con lo scudo penale che la Lega vuole queste indagini non ci sarebbero state? “No. Non c’è l’iscrizione automatica nel registro degli indagati. Se ci sono evidenze di crimine è chiaro che come in questo caso si indaga e si arresta. A me semplicemente sta a cuore che chi indossa una divisa venga rispettato, visto che purtroppo c’è gente che parla di sbirri, assassini, di carabinieri da colpire e cerca di sabotare i treni e l’Alta Velocità per danneggiare l’Italia e gli italiani. Quindi non confondiamo una mela marcia con centinaia di migliaia di donne e di uomini che rischiano la vita per salvare le vostre e le nostre vite. Tutti ci siamo fidati delle parole di quel poliziotto, i suoi colleghi in primis. Ma ben vengano le indagini che fanno uscire una mela marcia su 100”.