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La Cooperativa sarda Arborea entra in Filiera italiana foraggi

La Cooperativa sarda Arborea entra in Filiera italiana foraggi

Roma, 24 feb. (askanews) – La Cooperativa produttori Arborea entra a far parte di Aifa, Filiera Italiana Foraggi. La cooperativa ha sede in Sardegna, ad Arborea in provincia di Oristano, ed è una realtà nata negli anni Cinquanta per rispondere a tutte le esigenze delle aziende agrozootecniche del territorio. Negli anni la Cooperativa è cresciuta, ha ampliato le sue competenze e a settembre dello scorso anno ha avviato i lavori per la realizzazione di un impianto di disidratazione di erba medica e foraggi.

Le prime prove dovrebbero iniziare a metà 2026 per poi partire con la produzione vera e propria a inizio 2027: a regime, le due linee del disidratatore produrranno 200ql/ora di foraggio.”Abbiamo deciso di associarci ad Aife perchè vogliamo dare un impulso deciso alla valorizzazione del foraggio disidratato della Sardegna – spiega Raffaela Sardo, responsabile della filiera foraggera della Cooperativa Produttori Arborea – e fornire agli allevatori di bovini e ovicaprini della nostra regione un alimento di qualità che sarà ottenuto non solo dal moderno impianto di disidratazione che stiamo realizzando, ma anche dalla possibilità di attingere al know how di Aife”.

“L’ingresso della Cooperativa Produttori Arborea rappresenta sicuramente un plus che arricchisce l’elenco delle aziende nostre associate estendendo la nostra presenza a ben 9 regioni italiane – dichiara il presidente di Aife Gian Luca Bagnara – La Sardegna racchiude un grande potenziale per la coltivazione dell’erba medica”.

Nei giorni scorsi “abbiamo presentato al Ministero dell’Agricoltura il nostro Progetto di Filiera che vede Aife capofila con tre aziende associate impegnate nella realizzazione di investimenti strutturali per i loro impianti di produzione – prosegue – Il progetto, triennale, è appena partito e si concluderà a inizio 2029. L’attività di ricerca potrà contare sul coinvolgimento scientifico e operativo del Crpa di Reggio Emilia, del Crea di Lodi; di Turtle, spin-off dell’Università di Bologna e di ABC, spin-off dell’Università di Torino”.

Gli obiettivi del progetto sono migliorare l’adattamento delle selezioni di erba medica ai cambiamenti climatici; valutare la qualità dei foraggi; valorizzare l’uso del foraggio essiccato nell’alimentazione delle bovine da latte e migliorare la sostenibilità della filiera del foraggio essiccato, valutando le opportunità di decarbonizzazione della fase industriale.

L’erba medica essiccata e disidratata in Italia proviene infatti dalla coltivazione di prati poliennali e si caratterizza per un primo taglio, primaverile, che rappresenta un terzo della produzione con un contenuto proteico compreso tra l’8 e il 10% e una fibra molto digeribile; i tagli estivi costituiscono invece gli altri due terzi della produzione nazionale e hanno un maggiore valore proteico tra il 18 e il 20%: due prodotti diversi ma con funzioni nutrizionali complementari.

“Vogliamo realizzare un modello produttivo stabile per tutte le aziende associate – sottolinea il direttore Riccardo Severi – Questo progetto, del valore di poco più di 400mila euro totalmente finanziato con i fondi del PRRN, costituisce una grande opportunità per il nostro settore”.