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Nobel fisica Andre Geim va a Hong Kong: emorragia talenti verso Cina

| Redazione StudioNews |

Nobel fisica Andre Geim va a Hong Kong: emorragia talenti verso Cina

Roma, 26 feb. (askanews) – Il fisico premio Nobel 2010 Andre Geim – nato cittadino sovietico e naturalizzato olandese – entrerà a far parte dell’Università di Hong Kong come professore ordinario a partire da aprile. Lo ha annunciato l’ateneo, che rafforza così la propria strategia di attrazione di scienziati di primo piano nella competizione globale per i talenti della ricerca. Lo ha annunciato oggi la stessa facoltà di Fisica dell’ateneo cinese.

Geim, 67 anni, noto in Cina come il “padre del grafene”, lascerà il Regno unito dopo oltre due decenni trascorsi all’Università di Manchester, dove nel 2004 guidò il gruppo che isolò per la prima volta il grafene – il materiale più sottile e resistente al mondo, formato da un singolo strato di atomi di carbonio – utilizzando nastro adesivo.

Lo scienziato ha spiegato di essere stato attratto dalla sinergia tra Oriente e Occidente e dalle infrastrutture scientifiche di Hong Kong. “L’approccio lungimirante dell’Università di Hong Kong alla ricerca interdisciplinare e l’impegno nel sostenere idee audaci creano le condizioni in cui la grande scienza può prosperare”, ha dichiarato in una nota diffusa dall’ateneo. “Sono entusiasta di collaborare con colleghi eccellenti e contribuire a scoperte di rilevanza globale”.

Sostenitore della cooperazione scientifica internazionale, Geim mantiene da anni stretti legami con la comunità di ricerca cinese ed è membro straniero dell’Accademia cinese delle scienze dal 2017. In un’intervista – ripresa dal South China Morning Post – ha ricordato che il suo primo dottorando a Manchester era cinese e lavorava proprio sulla riduzione dello spessore della grafite. La svolta arrivò quando il gruppo, che includeva anche Konstantin Novoselov, poi co-vincitore del Nobel per la fisica nel 2010, utilizzò nastro adesivo per ottenere sottilissime lamelle trasparenti di grafene, individuate al microscopio.

Nel corso della carriera Geim ha formato decine di studenti cinesi e collaborato con aziende e istituti di ricerca del Paese, da lui definito “leader sia nelle applicazioni industriali sia nella ricerca di base” sulle tecnologie del grafene.

Nato a Sochi nel 1958 da genitori di origine tedesca, entrambi fisici, Geim ha conseguito il dottorato presso l’Accademia russa delle scienze a Chernogolovka, vicino Mosca. Dopo periodi di ricerca post-dottorale nel Regno unito e in Danimarca, nel 1994 ottenne una cattedra associata all’Università Radboud di Nimega, nei Paesi bassi, per poi trasferirsi a Manchester nel 2001.

Tra i numerosi riconoscimenti accademici, Geim è l’unica persona ad aver ricevuto sia un premio Nobel sia un IgNobel: quest’ultimo nel 2000 per aver fatto levitare una rana viva mediante campi magnetici.

La Cina sta attuando una strategia aggressiva e strutturata per attrarre talenti scientifici e tecnologici internazionali, mirando a diventare la principale superpotenza scientifica entro il 2035. Questa politica, evolutasi dal precedente “Piano Mille Talenti”, si concentra ora su scienziati giovani, altamente qualificati, in particolare nei settori STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) e intelligenza artificiale.

Recentemente, Pechino ha ha lanciato un nuovo visto – il cosiddetto “tipo K” – destinato ai talenti stranieri nel settore delle scienze e della tecnologia, sullo sfondo della rivalità globale con gli Stati Uniti.

Questo permesso nasce poco dopo l’annuncio da parte dell’amministrazione Trump di una tassa di 100mila dollari per le autorizzazioni destinate a lavoratori stranieri, scienziati, ingegneri o programmatori informatici, che vanno a lavorare negli Stati Uniti.

A differenza di altri tipi di visti cinesi, il permesso K non richiede un invito preliminare da parte di un datore di lavoro o di un’entità nazionale, secondo i media statali. Anzi, offre maggiori facilitazioni ai titolari circa la durata del soggiorno, il periodo di validità o il numero di ingressi autorizzati, indicava l’agenzia ufficiale Xinhua ad agosto.

“Mentre alcuni Paesi si ripiegano su se stessi e marginalizzano i talenti internazionali, la Cina coglie con entusiasmo un’opportunità importante e introduce senza indugio questa politica che avrà un impatto significativo sullo sviluppo futuro del Paese”, ha spiegato in occasione del lancio il Quotidiano del Popolo sui social media.

Comunque, Pechino continua a lavorare anche per portare in Cina scienziati dalla reputazione consolidata, come Geim. Tra i casi più noti figura Zhong Lin Wang, fisico sino-americano considerato il padre dei nanogeneratori, per decenni professore al Georgia Institute of Technology negli Stati uniti e dal 2024 trasferito stabilmente a Pechino alla guida del Beijing Institute of Nanoenergy. Anche Yan Ning, biologa strutturale specializzata nelle proteine di membrana, è rientrata in Cina dopo una carriera alla Princeton University e oggi dirige lo Shenzhen Bay Laboratory ed è accademica dell’Accademia cinese delle scienze.

Tra gli studiosi rientrati o trasferitisi in Cina figura inoltre Song-Chun Zhu, pioniere dell’intelligenza artificiale e della computer vision formatosi negli Stati uniti come professore all’Università della California Los Angeles, oggi in posizioni di vertice presso l’istituto BigAI di Pechino, dove promuove modelli di sviluppo dell’IA alternativi a quelli occidentali. Il fisico francese Gérard Mourou, premio Nobel per la tecnica laser chirped pulse amplification, ha assunto incarichi e programmi di ricerca in istituzioni cinesi mantenendo affiliazioni internazionali multiple ed è spesso citato tra i casi di collaborazione strutturata di alto livello con la Cina. Anche il matematico giapponese Kenji Fukaya, tra i massimi esperti mondiali di geometria simplettica, ha accettato posizioni e collaborazioni accademiche in Cina accanto alle sue affiliazioni internazionali.

Infine, il chimico statunitense Charles M. Lieber, pioniere delle nanostrutture e già professore ad Harvard, dopo il procedimento giudiziario negli Stati uniti si è trasferito in Cina assumendo ruoli accademici e di ricerca in istituzioni scientifiche del Paese.