Takaichi contraria a successione imperiale aperta a donne
Takaichi contraria a successione imperiale aperta a donne
Roma, 27 feb. (askanews) – La prima ministra giapponese Sanae Takaichi ha ribadito oggi la sua opposizione a qualsiasi modifica delle regole di successione al trono imperiale che attualmente escludono le donne e i loro discendenti, esprimendo una posizione netta sul tema dopo la recente vittoria elettorale del suo partito.
Intervenendo in Parlamento, Takaichi ha affermato di rispettare le conclusioni di un gruppo di esperti che ha ritenuto “appropriato limitare l’idoneità ai discendenti maschi in linea diretta appartenenti alla linea imperiale”, aggiungendo: “Il governo, e io stessa, ci atteniamo a questo rapporto”, ha dichiarato.
La premier – primo capo dell’esecutivo donna del paese – aveva in precedenza definito la revisione delle regole della famiglia imperiale “una questione urgente”, auspicando un approfondimento delle discussioni su come garantire una successione stabile. Tra le ipotesi in esame vi è la possibile reintegrazione tramite adozione di parenti maschi lontani nella famiglia imperiale.
Il dibattito sulla successione si intensifica mentre il Giappone affronta una potenziale crisi dinastica. Nel settembre scorso ha raggiunto la maggiore età il principe Hisahito, unico giovane erede maschio della linea imperiale, nipote dell’imperatore Naruhito, secondo nella linea di successione dopo il padre e probabile successore dell’attuale Tenno come unico membro della seguente generazione della famiglia imperiale.
L’imperatore ha una figlia, la principessa Aiko, esclusa dal trono dalle norme attuali, che risalgono alla Restaurazione Meiji (1868). In passato, il Giappone ha avuto anche otto imperatrici regnanti: l’ultima fu Go-Sakuramachi, che occupò il Trono del Crisantemo tra il 1762 e il 1771.
Sondaggi indicano un ampio sostegno popolare all’accesso delle donne al trono, mentre nel consensso politico i conservatori al potere ritengono che la continuità maschile della linea imperiale sia un fondamento identitario del Paese.
Una commissione di esperti nel 2021 ha suggerito di valutare l’adozione di nuovi membri maschi provenienti da rami collaterali e di consentire alle principesse, oggi vincolate a lasciare la famiglia imperiale dopo il matrimonio, di continuare a svolgere funzioni ufficiali. Resta incerto se eventuali parenti lontani accetterebbero di rinunciare alla vita privata per garantire la continuità della dinastia, assumendo compiti che sono considerati onerosi in termini psicologici e anche economici.
L’imperatore, per la Costituzione giapponese, non può in alcun modo esprimere una posizione politica, quindi anche su questo tema, che riguarda in definitiva la sua funzione, non può dire la sua.