Copa Cogeca: applicazione provvisoria Mercosur colpo agricoltura
Copa Cogeca: applicazione provvisoria Mercosur colpo agricoltura
Roma, 27 feb. (askanews) – L’annuncio della Commissione europea che ha deciso di procedere all’applicazione provvisoria dell’Accordo di libero scambio UE-Mercosur è “una mancanza di considerazione per le fondate preoccupazioni che da anni solleviamo insieme a organizzazioni ambientaliste, sindacati e associazioni dei consumatori in merito all’impatto di questo accordo”. Così il Copa e la Cogeca, che oggi si sono riuniti a Bruxelles.
Queste preoccupazioni non riguardano solo l’aumento dei volumi delle importazioni, che esercita pressioni soprattutto su settori sensibili come la carne bovina, il pollame e lo zucchero, ma anche le persistenti asimmetrie negli standard di produzione, nei requisiti ambientali, nelle norme sul benessere degli animali, nell’uso di prodotti fitosanitari e nelle norme sul lavoro, su cui l’UE non ha ottenuto garanzie in grado di rassicurare realmente produttori e consumatori.
E la recente relazione di audit della DG SANTE sulla carne bovina e il continuo utilizzo di ormoni non fa che rafforzare queste preoccupazioni sia per i produttori che per i consumatori. È quindi “profondamente preoccupante che l’accordo venga approvato in via provvisoria – spiega il Copa Cogeca – non solo ignorando le preoccupazioni della comunità agricola, ma anche contraddicendo le ripetute assicurazioni della Commissione secondo cui un accordo commerciale di così vasta portata e controverso non sarebbe stato attuato senza un consenso parlamentare esaustivo, soprattutto a seguito del recente voto di deferimento della Corte di Giustizia Europea”.
“La politica commerciale non deve andare a scapito del modello agricolo europeo. Il settore agricolo – prosegue la confederazione agricola europea – è già sottoposto a una forte pressione economica a causa dell’aumento dei costi dei fattori di produzione, delle sfide climatiche e della volatilità del mercato. Procedere in questo modo lascerà un segno politico duraturo e rischia di minare ulteriormente la fiducia tra le istituzioni europee e le comunità rurali”.