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Silicon Valley, l’ingegnere bolognese che guida il summit sull’hardware

Silicon Valley, l’ingegnere bolognese che guida il summit sull’hardware

Bologna, 3 mar. (askanews) – Il settore tecnologico globale è nel pieno di una rivoluzione silenziosa. Dopo un decennio in cui il software ha dominato investimenti e attenzione mediatica, i capitali stanno tornando verso l’hardware: semiconduttori, robotica, sensori, sistemi di potenza. L’infrastruttura fisica senza la quale l’intelligenza artificiale, i veicoli autonomi e la transizione energetica non potrebbero esistere.

E’ in questo scenario che imprenditori, startup e investitori di tutto il mondo sono chiamati a raccolta il 16 e 17 aprile a Menlo Park, California, per l’IEEE Hard tech venture summit: un evento internazionale che punta a far incontrare chi sviluppa tecnologie fisiche innovative con i capitali in grado di finanziarle. A guidare l’organizzazione dell’edizione Silicon Valley è un ingegnere italiano: Bruno Iafelice, bolognese, Event Chair del summit e Silicon Valley Lead per IEEE Entrepreneurship.

“Stiamo assistendo a una rinascita dell’Hard Tech guidata dall’AI, dalla robotica e dalle sfide climatiche – spiega Iafelice ad askanews -. Per anni il mondo degli investimenti ha guardato quasi esclusivamente al software. Oggi ci si è resi conto che senza hardware, senza chip, sensori, infrastrutture, l’innovazione non può funzionare. E i numeri lo confermano: il mercato dei semiconduttori punta ai mille miliardi di dollari, l’Hardware-as-a-Service è proiettato a 357 miliardi entro il 2030”.

La scelta della sede non è casuale. Il summit si terrà al SRI International, il leggendario centro di ricerca dove oltre 80 anni fa sono nati il mouse, il sistema bancario automatizzato, Arpanet – il precursore di Internet – e lo spin-off che avrebbe dato vita a Siri. “Abbiamo scelto SRI perché qui è dove tutto è iniziato – sottolinea Iafelice -. Vogliamo che investitori e fondatori costruiscano in questo luogo storico le relazioni per le prossime grandi innovazioni fisiche”.

L’evento, giunto alla seconda edizione dopo il debutto 2025 a San Francisco, si espande quest’anno in un circuito nordamericano che tocca anche Boston e Toronto. Un segnale della crescente domanda di occasioni di incontro tra il mondo della ricerca applicata e quello del venture capital specializzato in tecnologie “hard”, quelle che richiedono cicli di sviluppo lunghi, competenze ingegneristiche avanzate e capitali intensivi. Sono attesi un centinaio di partecipanti tra founder, investitori e service provider specializzati.

Per Iafelice, che opera come ponte tra l’ecosistema italiano e quello californiano, l’obiettivo è chiaro: “L’Italia ha competenze ingegneristiche di altissimo livello, ma spesso manca il collegamento con i circuiti internazionali del venture capital. Eventi come questo servono anche a costruire quei ponti”.

L’IEEE, Institute of electrical and electronics engineers, è la più grande organizzazione professionale tecnica al mondo, con oltre 500.000 membri in più di 190 Paesi.