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LegaCoop: con guerra Golfo export a rischio e costi alle stelle

LegaCoop: con guerra Golfo export a rischio e costi alle stelle

Roma, 4 mar. (askanews) – La nuova guerra nel Golfo scatenata da Usa e Israele all’Iran “proietta ombre pesanti su comparti chiave dell’export made in Italy e riaccende il dossier della sicurezza alimentare nazionale”. L’allarme arriva da Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, che fotografa una situazione di estrema fragilità per le filiere nazionali, già provate da anni di instabilità globale. “Siamo di fronte a un nuovo scenario di guerra che già drena risorse alle nostre cooperative – dichiara Cristian Maretti – L’incremento dei costi energetici e di alcuni fattori di produzione quali i concimi sono una tassa occulta sulla produzione, ma è sul fronte dei trasporti che la situazione sta diventando critica. Prodotti simbolo del nostro export, come kiwi e mele, che stavamo spedendo con successo verso i mercati orientali, oggi non possono più raggiungere tali mercati oppure subiscono rallentamenti non sopportabili a lungo termine per la natura dei prodotti facilmente deperibili oltre a rincari insostenibili dei costi delle tratte marittime. Raggiungere certi mercati è diventata un’impresa non solo logistica, ma anche economica”.

C’è da dire che “occorre evidenziare il danno immediato determinato dai numerosi container già imbarcati e in transito che attualmente non possono raggiungere le destinazioni nei tempi previsti con danno economico dovuto alla perdita del valore del prodotto oltre all’elevato costo della logistica”. Questo perché “il blocco o il rallentamento delle rotte attraverso il Golfo costringe le navi a percorsi più lunghi e costosi, con il rischio concreto di perdere fette di mercato faticosamente conquistate a favore di competitor geograficamente più avvantaggiati”.

Ma la preoccupazione di Legacoop Agroalimentare va oltre la contingenza economica dell’export. Maretti invoca una visione di sistema che l’Europa e l’Italia non possono più rimandare: la capacità di garantire cibo alla popolazione anche in scenari di crisi prolungata. “Questa crisi ci ricorda, brutalmente, che la sicurezza alimentare non può essere data per scontata – sottolinea Maretti – È necessario quello che definisco un ‘pensiero lungo’: non possiamo limitarci a gestire l’emergenza quotidiana. L’Italia deve dotarsi di adeguate riserve strategiche alimentari. Serve una pianificazione seria che metta al riparo le filiere e i consumatori dai ricatti dei mercati energetici e dalle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali”.

Secondo Legacoop Agroalimentare, il concetto di sovranità alimentare deve tradursi in azioni concrete: stoccaggio, tutela delle produzioni interne e una logistica che non sia totalmente dipendente dai capricci dei corridoi internazionali in aree di guerra. “Il cibo è un asset strategico quanto il gas e l’elettricità – conclude Maretti – Senza una strategia sulle riserve e un sostegno immediato alle imprese che esportano, rischiamo di pagare un prezzo altissimo in termini di tenuta sociale ed economica”.