A Sanremo Miss Italia contro Ditonellapiaga: quel brano lede la dignità delle ragazze
A Sanremo Miss Italia contro Ditonellapiaga: quel brano lede la dignità delle ragazze
Sanremo, 25 feb. (askanews) – Il Concorso Miss Italia attacca Ditonellapiaga e contesta “l’uso indebito della denominazione ‘Miss Italia’” da parte dell’artista che “l’ha utilizzata quale titolo di un proprio brano musicale, nonché dell’album in cui esso è inserito. Il testo della canzone, inoltre, contiene espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell’onore delle ragazze che partecipano al Concorso”, si legge in una nota.
“Tale condotta – sottolinea – risulta gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione ‘Miss Italia’, nonché dell’immagine e della reputazione del Concorso e delle sue partecipanti. Per tali ragioni, il Concorso Miss Italia ha conferito mandato agli Avvocati Prof. Avv. Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l’ulteriore utilizzo della denominazione ‘Miss Italia’ e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi”.
“Nessuno ha insultato nessuno. Il testo è inedito, parla di me e del rapporto con la perfezione. Non ho detto che le ragazze che vi partecipano sono disperate, ma che stanno male. Non ho mai detto che Miss Italia è una disperata, il testo parla di nascondere la disperazione con il trucco”. Ditonellapiaga ribatte così alla nota di Miss Italia che la accusa di “uso indebito” nel suo brano e che “contiene espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell’onore delle ragazze che partecipano al Concorso”.
“Ora basta perché mi sono anche agitata e non ho le sinapsi che funzionano. Penso di aver detto tutto”, ha aggiunto Ditonellapiaga, durante la prima conferenza stampa di giornata al Festival di Sanremo. “Nel brano parlo di me”. “Credo che l’interpretazione del testo sia erroneo. Non so neanche se abbiano sentito la canzone perché il brano è inedito. A prescindere da questo sono questioni legali e non conosco il legalese. Il senso del disco – ha concluso l’artista – è il rapporto con i canoni e la bellezza, speravo in un po’ di ironia, questo è il mio spirito”.