Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Acquacoltura, Italia e Spagna a confronto ad Aquafarm

Acquacoltura, Italia e Spagna a confronto ad Aquafarm

Roma, 19 feb. (askanews) – L’origine del pesce servito nei ristoranti e il fenomeno del mislabeling nel canale Ho.Re.Ca. sono stati al centro di un confronto bilaterale tra Italia e Spagna ospitato ad Aquafarm, a Pordenone, l’unica manifestazione nazionale interamente dedicata all’acquacoltura e alla filiera ittica, luogo di confronto e posizionamento internazionale per il futuro del comparto a livello europeo.

Due grandi Paesi mediterranei, leader europei per consumo di prodotti ittici, con oltre 30 kg pro capite annui, hanno affrontato una questione strategica per il futuro del settore, anche alla luce delle evidenze emerse dal recente report FAO sul fenomeno del mislabeling nei prodotti ittici. Si tratta dell’errata o incompleta indicazione di specie, provenienza o metodo di produzione dei prodotti ittici serviti fuori casa. Una problematica tutt’altro che marginale: oltre il 50% del consumo di pesce in Italia avviene infatti nel canale della ristorazione.

Al dibattito hanno partecipato Matteo Leonardi, presidente dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API), José Manuel Fernández Polanco, professore di Economia applicata all’Universidad de Cantabria, e María Luisa Álvarez Blanco, direttrice generale di Federpesca. “Nonostante una forte cultura alimentare e una consolidata identità mediterranea – ha messo in evidenza Leonardi – sia l’Italia che la Spagna dipendono in larga misura dalle importazioni: oltre il 75% del pesce consumato in Italia, e percentuali analoghe in Spagna, proviene dall’estero. La produzione nazionale, pur qualificata e in crescita, non riesce ancora a soddisfare una domanda strutturalmente elevata”.

“La qualità, la tracciabilità e la sicurezza del prodotto dell’acquacoltura italiana rappresentano un patrimonio che deve essere riconosciuto e valorizzato – ha aggiunto il presidente dell’API – Una maggiore consapevolezza sull’origine del pesce servito nei ristoranti significa tutelare il consumatore e creare le condizioni per uno sviluppo più forte e competitivo della produzione nazionale”.

Dal confronto è emersa una visione condivisa: Italia e Spagna, due pilastri della dieta mediterranea e tra i principali mercati europei per consumo di prodotti ittici, devono rafforzare il coordinamento sul tema dell’origine e dell’etichettatura nel canale della ristorazione come elemento di politica economica, oltre che di tutela del consumatore. Garantire trasparenza sull’ultimo anello della filiera significa intervenire su un nodo strategico del mercato: rendere pienamente consapevole la domanda consente di orientare le scelte di acquisto e di valorizzare in modo corretto la produzione nazionale.

“Rendere visibile il valore del prodotto – conclude Leonardi – può contribuire a stimolare investimenti, crescita produttiva e sviluppo dell’acquacoltura italiana. Maggiore chiarezza sull’origine rappresenta anche uno strumento concreto di rafforzamento della sovranità alimentare”.