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”AltriCorpi”, evento di Alimenta sui disturbi dell’alimentazione

”AltriCorpi”, evento di Alimenta sui disturbi dell’alimentazioneMilano, 14 mar. (askanews) – “AltriCorpi: dialoghi per nuove narrazioni dai Disturbi Alimentari ai corpi non conformi” è un evento aperto al pubblico in programma a Roma sabato 16 marzo presso gli spazi di Monk, in via Giuseppe Mirri 32, dalle 15:30 alle 20:00. A organizzarlo è Animenta insieme al Dottor. Edoardo Mocini e Giulia Paganalli, non profit con una community online di 44mila persone fondata da Aurora Caporossi, 26 anni, romana, con alle spalle un passato di anoressia nervosa. È un’iniziativa connessa alla ricorrenza annuale della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, per la lotta ai disturbi alimentari, DCA.



“Altri Corpi” nasce con l’obiettivo di creare un momento informativo e di accoglienza per il pubblico dal vivo, per promuovere una corretta cultura sui disturbi del comportamento alimentare, invitando a non ragionare per stereotipi e a considerare la complessità psichica, sociale e culturale del problema. L’evento si articola in quattro panel, durante i quali specialisti di diversi settori forniranno approfondimenti su differenti aspetti, fondamentali da considerare quando si parla di DCA. I macro temi trattati sono: corpo, la sua percezione da parte di chi soffre; salute, i sussidi sanitari e le soluzioni che esistono e che il più delle volte non funzionano; social media, per riflettere sui linguaggi utilizzati sui social per discutere di disturbi alimentari a partire dai rischi connessi alla creazione di malintesi da parte dei fruitori e alla diffusione di messaggi pericolosi; e storie, le testimonianze di ragazzi della community di Animenta che hanno affrontato la malattia e sono riusciti a gestirla. In occasione della giornata saranno presentati gli abiti-manifesto ideati e realizzati dai giovani designer di Accademia Italiana, scuola di alta formazione dall’approccio internazionale con sedi a Roma e Firenze. Con il coordinamento dei docenti Ilenia Alesse, Patrizia Valentini, Gianluca Santangelo, gli studenti del secondo e terzo anno del triennio in Fashion Design hanno lavorato sul concetto di rinascita e di equilibrio che si avvertono quando si sconfigge un disturbo dell’alimentazione e sull’idea di bellezza per tutti i corpi. Gli outfit sono stati inoltre protagonisti di uno shooting che ha coinvolto gli studenti del corso triennale in Fotografia, coordinati dalla docente Tania Alineri. L’editorial sarà presentato durante l’iniziativa e diffuso online, con lo scopo di decostruire lo stigma che circonda questo tipo di malattie. L’iniziativa ha l’obiettivo di costruire nuove narrazioni intorno al corpo, al cibo e alla salute al fine di comprendere che non esiste mai un’unica storia con cui possiamo raccontare la realtà. Al momento dell’iscrizione, è richiesta una donazione libera per supportare il progetto. (Informazioni e prenotazioni https://animenta.org/altri-corpi/).


Secondo i dati rilasciati nel 2023 da un Osservatorio ABA e ISTAT, sono circa 3 milioni gli italiani che soffrono di disturbi alimentari e in seguito alla pandemia l’incidenza è salita del 30%, interessando soprattutto i più giovani a causa dell’isolamento prolungato e delle ridotte occasioni sociali. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, rispetto alle diagnosi più frequenti, tra questi disturbi non rientrano solo i più comunemente noti anoressia (che colpisce circa il 42,3% dei casi) e bulimia nervosa (18,2%), ma anche il binge eating disorder (abbuffate incontrollate, che incide per il 14,6%). Si aggiungono anche innumerevoli altre varianti che Animenta registra quotidianamente, tra cui per esempio la drunkoressia, l’ortoressia, il disturbo evitante-restrittivo e altri che rendono difficile definire i confini di queste malattie e riconoscerle. Questi dati evidenziano la necessità urgente di cambiare e innovare i canali di comunicazione per aprire un vero dialogo con una generazione sempre più giovane colpita dai DCA e indicano l’urgenza di modificare la narrazione connessa a queste tematiche complesse e variegate, evitando stereotipi e definendole per ciò che realmente sono: disturbi di natura psichica.