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Archivio di Milano, un palinsesto a 60 anni da legge su archivi

Archivio di Milano, un palinsesto a 60 anni da legge su archiviMilano, 16 ott. (askanews) – Lo scorso venerdì nella sede della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia e dell’Archivio di Stato di Milano, Annalisa Rossi, Soprintendente archivistico e bibliografico della Lombardia e Direttore dell’Archivio di Stato di Milano, e Gabriele Locatelli, Presidente di ANAI Lombardia, hanno presentato alla stampa i risultati della call to action pubblica con la quale gli stessi soggetti hanno sollecitato la comunità scientifica archivistica nazionale, professionale e istituzionale, a partecipare a un confronto che, mettendo a disposizione le proprie esperienze, mirasse alla rilettura in sede critica e alla comprensione dei percorsi e delle storie degli archivi e dell’amministrazione archivistica italiana dal 1963 al 2023, al fine di mettere a fuoco le visioni dello sviluppo futuro.

Il 30 settembre 2023 il D.P.R. n. 1409/1963, noto nell’ambiente archivistico come “la legge sugli archivi”, ha compiuto i suoi primi 60 anni. La “legge sugli archivi” del 1963 rappresenta la struttura normativa sulla quale poggia l’attuale Codice dei Beni Culturali in materia di disciplina archivistica. In essa, infatti, erano già presenti i capisaldi della conservazione, della tutela e della valorizzazione del patrimonio archivistico nazionale, costituito – a seconda dei casi specifici – da archivi statali, altri archivi pubblici o archivi privati di notevole interesse storico. In relazione a questo anniversario, a luglio 2023 è stata pubblicata la Call to Action “1963-2023: 60 anni in viaggio #carnetdevoyage e #visionifuture” “Sessant’anni di viaggio degli archivi italiani tra tutela e conservazione: ieri, oggi, domani”. L’obiettivo era individuare, attraverso un metodo di ricerca collaborativa, modelli e ipotesi di soluzioni innovative ed efficaci per il prossimo futuro, e a comunità nazionale, scientifica, professionale e istituzionale, ha risposto con grande vitalità. Muovendo dalla mappatura delle esperienze, dei patrimoni, delle criticità, dei risultati positivi esistenti nel territorio milanese, lombardo e nazionale e procedendo – con un metodo di ricerca collaborativa e con un processo bottom-up a individuare ipotesi di soluzioni innovative ed efficaci per il prossimo futuro, sono stati invitati a partecipare soggetti pubblici e privati, comunità professionali, corpi intermedi, persone, operatori economici che vogliano riflettere sul passato, sul presente e sul futuro, che vogliano promuovere progettualità in corso, che vogliano condividere visioni di sviluppo.

Questa riflessione si colloca nel contesto di due grandi sfide che siamo chiamati ad affrontare, quella della transizione digitale e quella della transizione ecologica. Il riscontro ottenuto a livello non solo territoriale e nazionale, ma anche internazionale, è stato notevole e dimostra il desiderio della comunità di stringersi attorno ai nodi critici e a un progetto comune di sviluppo possibile delle professioni e del valore degli archivi nel contesto del patrimonio culturale nazionale e della comunità civile nazionale. Sono state calendarizzate 80 proposte totali, arrivate da oltre 120 partecipanti, che dal punto di vista del profilo del proponente risultano così ripartiti: il 44% Archivi pubblici, il 34% Archivi privati, l’8% Archivi ecclesiastici, il 7% docenti e il restante 7% professionisti. Per quanto concerne le aree tematiche delle proposte il 65% rientra nell’ambito della tutela e vigilanza, il 18% nel settore della formazione e professione, il restante 17% nell’ambito degli Archivi di Stato e documentazione statale. Infine, per quanto riguarda le tre sezioni ieri, oggi e domani, il 44% si sostanzia di proposte relative a oggi, il 31% a domani, l’11% a ieri e il restante 14% non è collocabile, in quanto taglia trasversalmente i tre periodi. Contestualmente è stato presentato il logo appositamente studiato per il palinsesto “1963-2023: 60 anni in viaggio #carnetdevoyage e #visionifuture”. Il logo presenta la data “1963” disposta obliquamente e parallela a uno dei lati di un triangolo isoscele capovolto. Il numero “6” è affiancato dallo “0” a formare “60”. Lo “0” è costituito dalla testa di Giano bifronte, divinità simbolo degli archivi, anticamente protettore delle ‘porte’ (ianua), intese come soglie (limen) e come limiti (limes) da spostare e riconfigurare, superare e sviluppare. Uno dei due volti di Giano, quello anziano, guarda al passato, mentre quello giovane guarda al futuro. Lo spazio fra i due volti rappresenta l’Italia. L’immagine è iscritta in un triangolo isoscele capovolto: il triangolo nella tradizione alchemica è figura intermedia fra il cerchio (astrazione) e il quadrato (materia fisica), esattamente come gli archivi: sedime materiale e nel contempo architettura logica e sistemica. Inoltre, i tre lati del triangolo rappresentano le tre dimensioni indagate e la tripartizione della stessa legge del 1963 (tutela, conservazione e Archivi di Stato, formazione) e le tre punte i tre tempi (ieri, oggi, domani).